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Riflessioni - 2017

Reminiscenze del passato per cercare di capire il presente e sperare in un futuro migliore.

Venerdì, 17/11/17

MALEDETTI VIGLIACCHI!!!
"Ména la prèta e s'accova la mana!"

Ma siete o non siete capaci di prendervi tutte le vostre responsabilità e risolvere una buona volte e per sempre a perfetta regola d'arte la criticità della tragica situazione che voi avete causato nella mia proprietà?
Nooo!? Non ne siete capaci!? Vi tirate indietro!?
Adottate forse il solito metodo dell'omertà politica, massonica, mafiosa, come le Tre Scimmiette che si tappano gli occhi, le orecchie e la bocca?-
Sì! Ho colto nel segno? Come prevedevo!
E allora concedetemi di gridarvelo in faccia forte forte a squarciagola:
"Puzzate schiatta' quanno cchiù ambressa è ppossibbele; facite bregogna assaje, assaje, assaje ed io ve manno tutte 'e jastemme e tutte 'e stramuorte ca ve mmeritate...!"-
VIGLIACCHI! VIGLIACCHI! VIGLIACCHI!
Mi riferisco ai maledettissimi vermi, serpenti, scorpioni, tracine, tracine vipere ed animelle striscianti nella politica non solo del mio paesello, ma di tutti gli altri enti, organi e company associate politicanti e delinquenziali locali, provinciali, regionali, nazionali e..., anche europei ed oltre oceano.
MALEDETTI! MALEDETTI! MALEDETTI!
Avete tutti le mani insanguinate col sacro sangue dei miei due cari genitori, volati via per colpa vostra.
Occhio per occhio, dente per dente; vi auguro una fine simile a quella che hanno dovuto subire i miei genitori; dovete patire la stessa morte lenta e straziante, tipo foibe, tra mille e più mille tormenti di natura fisica e di natura morale, dopo essere scivolati e precipitati anche voi, razza di fetentoni, nell'enorme voragine lasciata di proposito, da voi bestie immonde, aperta e incustodita nel mio giardino. Dopo la caduta rovinosa dovete sbattere con testa e corpo in maniera violentissima in tutte le direzioni del grande fossato, sgorgando torrenti di sangue dalle tante ferite che si aprono di continuo, cercando invano di risalire, cercando invano di chiamare qualcuno in aiuto, strisciando come feccia tra ferri, chiodi, sassi, rovi, spine e altro, mentre attorno a voi è tutta una caciara tra risate sguaiate, canti, suoni e balli sfrenati; nessuno corre in aiuto, tutti se ne strafottono; inutile i tentativi per uscire, per cui di nuovo scivolate inesorabilmente nella profonda voragine e di nuovo sbattete tremendamente con la vostra testa e col vostro corpo sul grosso tubo della condotta idrica. Successivamente, dopo giorni di tremenda agonia, vi auguro poi di essere trascinati fuori dalla fossa, come corpi in fin di vita già enormemente acciaccati ed essere poi sottoposti a tantissime terapie d'urto "del cazzo" in una via crucis interminabile tra vari centri ospedalieri, tra vari professoroni politicanti esibizionisti incompetenti e irresponsabili, ognuno con una propria deleteria diagnosi, ipotesi, terapia e alla fine, dopo la somministrazione forzata di altri strani medicinali che in genere vengono provati su cavie o su malati irrecuperabili, arriva per voi il definitivo Big Bang, il colpo di grazia e terminate la vostra vita di patimenti tra urla lancinanti, pianti disperati, balbettamenti e rumori inconsueti, viscide bave, bestemmie folli e altro, fino a spirare pian piano, a goccia a goccia e allontanarvi come porci dal vostro porcile.
Embè, quando ci vuole lo sfogo, ci vuole, ci vuole.
Il "do ut des" lo voglio interpretare in altro modo.
Voi fate una sgarbo a me ed io quello stesso sgarbo ve lo faccio patire enormemente con l’aggravio di ripetere il supplizio tante, tante, tante altre volte in un giro giro tondo demoniaco! -
A me avete causato la perdita dolorosissima di coloro che avevo di più caro al mondo e cioè i miei adorati, amati e rispettati genitori.
A voi, allo stesso modo, vi auguro di perdere tra mille tormenti coloro che avete di più caro al mondo e poi, e poi, e poi l’augurio che anche voi farete la stessa terrificante fine.
Il vostro illogico modo d'operare mi fa schifo, schifo, schifo.
Tale e quale...; Ieri come oggi...; Similis cum similibus...; Corsi e Ricorsi Storici di G.B. Vico...; La Storia si ripete, si ripete sempre...-
Come paragone con la mia tristissima situazione attuale, immerso anch'io adesso in dolori strazianti nel fisico e nel morale, riporto una parte (la XXVI.) dell'immortale stupenda lirica “'O Surdato 'e Gaeta”, scritta nel suo dialetto originario a Napoli nel 1910 dal grande Ferdinando Russo che ci fa capire (bisogna leggerla tutta dalla I. alla L. parte per afferrarne bene il concetto essenziale) ciò che realmente avvenne in quei tragici e terribili momenti del 1860/’61 e tutti i torti, infamità, falsità, patimenti, sofferenze e tradimenti che continuiamo a subire da tanto, troppo tempo noi, popolo del Sud.

XXVI.
"Tutte, cu 'e piette nnanza, àute e ntufate,
salvaino 'a Patria, e 'a Libbertà venette.
'E cammurriste fuino accarezzate,
e mariuncielle avetteno 'e cunfiette...
E nui, maltrattate e suspettate,
cu 'annore nfaccia e cu 'e fferite mpiette,
nui suppurtaimo, nfra delure e schiante,
'e malefiggie nire 'e tuttuquante!"

A proposito delle promesse mai mantenute dai politici, mi ritornano in mente alcuni versi della famosa canzone “T’appartengo” cantata da Ambra Angiolini nel programma “Non è la Rai” del 1995.

T'appartengo ed io ci tengo
E se prometto poi mantengo
M'appartieni e se ci tieni
Tu prometti e poi mantieni
Prometto, prometti/

Prometti, per sempre sarà
Prometti, indietro non si tornerà
Se c'è una crisi la mandiamo via
Perché i problemi tuoi sono problemi miei
Bisogna dirci tutto fra di noi/

E adesso giura, adesso giura
Adesso giura sopra al mio diario/

Giura!!!

Embè,  questi significativi versi, oltre naturalmente a voler interpretare le meraviglie del Grande Amore e le sue eventuali tematiche, potrebbero anche essere paragonati (è solo un mio ingenuo pensierino…) ad un ipotetico battibecco tra il popolo che paga, paga, paga sempre ed il governo che si fotte tutto e non mantiene mai le promesse.
Alta Casta, Onorevoli, Governanti, Ministri, Amministratori e poi Patria, Padri della Patria con tutte quelle grottesche e ridicole farse sul Risorgimento, sull’Unità italiana, sulla presunta “Liberazione” con tutta quell’altra sozza massa di cosiddetti “Salvatori”, “Liberatori”, “Idoli” e… ecc.,ecc., -
Bastaaa!!! Parliamoci chiaro una volta e per sempre.
So’ tutta ‘na vranca ‘e fetiente; sì e lo voglio ripetere e sottoscrivere: “’Na massa ‘e zuzzimma, ‘e luridi, ‘e fetiente!”
Questo è un Paese che non esiste, che non c’è, in cui tutto è il contrario di tutto.
Si onora chi non ha onore e si disonora chi ha onore.
La prassi schifosa è diventata la normalità, radicata sia in Alto Loculo che in Basso Loculo e, guai a chi cerca di raddrizzare qualcosa, compiendo il suo dovere con dignità, giustizia ed onestà; viene letteralmente linciato dalla massa e, di conseguenza…, o si adegua o si estranea da tutto e da tutti.
Purtroppo sembra non ci siano alternative.
Mi viene in mente un famoso proverbio:
“O te magne ‘sta menestra o te vutte da ‘a fenesta!”
Ora, mi passa per la testolina una certa riflessione: considerando anche quell’altro tremendo flagello mondiale “La Guerra”, che supera per gravità assoluta tutti gli altri flagelli messi insieme, e che si protrae dalla comparsa dell’uomo sulla Terra fino ad oggi e anche in futuro, secondo ciò che si prevede con i continui preparativi in armi sempre più letali, soprattutto operati dalle cosiddette Grandi Nazioni, ditemi un po’ voi:
“Chi domina in questo mondo: il Male o il Bene?” –
Per me, visto l’andazzo, visto la Storia e visto il comportamento illogico e disumano del cosiddetto “Uomo”, io lo chiamerei semplicemente “Occupante disumano ed abusivo del pianeta Terra”, l’unico e solo Padrone Assoluto di questo mondo è il Male.
Alcuni sicuramente chiuderanno e passeranno ad altro, affermando…; ma che dice stu scemo; sono cose che a noi non interessano…-
OK! OK!  Ma sta proprio qui il mastodontico potere del Male Supremo che ci fa credere ciò che lui vuole e i politici sono le animelle servili di quel Demone e sacrificano per Lui la massa dei poveri cristi.
VIA! VIA! VIA da me tutti questi brutti figuri amorfi che mi fanno troppo ribrezzo, troppa ripugnanza!
Tenete bene a mente, ciucci che non siete altro:
“Chi continua, borioso e trionfante, a sparare cattiveria, muore sempre di rinculo.” -
Ora, per stemperare un po’ gli animi eccessivamente infuocati, influenzati ed ingannati da tante fetenzie, congetturiamo un po’, chi con una cazzata, chi con una fesseria, chi con una stronzata, così tanto per fare qualche illazione su qualcosa e ripassare così il tempo, magari sbocconcellando un certo non so che di dolcetto - scherzetto … oppure... e che ne so cosa passa per la testa degli altri...-
Allora, il fatto è questo: Oggi è venerdì 17/11/17 ed è il terzo venerdì 17 di quest’anno 2017; il primo si è avuto venerdì 17/02/17. Pure Bisestile! Il secondo consecutivo si è avuto il mese dopo venerdì 17/03/17.  
Calma, calma e tanto sangue freddo…- Ma perché sangue freddo? Non è meglio un buon sangue caldo?
Uagliù, attenzione ai "canini"... OK! OK! Falso allarme!
A questo punto, ecco apparire all’improvviso la solita domandina fatidica che ti sale spontanea dal di dentro: “Il venerdì 17 Porta Fortuna o Porta Sfortuna?” Boh? Al posteriore l’ardua sentenza. Chi più ha l'urgenza di darsi delle arie, le butti subito tutte fuori, ambressa ambressa, in un potente esplosivo boato!
Oè...,e che maniere so’cheste?…- Un po’ di decenza, please!
OK! OK! Jammo annante ch’è meglio assaje!
Anzi no! Ho intenzione di terminare qui questo paragrafo per concedermi anch'io un momento di pausa, di sano relax.
Tanto, chi se ne squaglia a quel paese, chi se ne squaglia in quell'altro paese, son rimasto solo soletto...-
Dopo tanti scervellamenti, dopo tanti voltastomaco, dopo tante sagliute 'e sanghe 'ncapa, dopo c'aggio cunzumato 'e cerevella, dopo na superletiva rattata 'e palle, credo proprio di aver urgentemente bisogno di un pò di riposo fisico e soprattutto mentale, per cercare di mettere un pò d'ordine nell'intricatissima foresta d'idee che è nella mia mente, magari con una dolce bevanda ristoratrice, simile ad una deframmentazione rilassante e rigenerante...-
Ancora un attimo, se non vi dispiace: per oggi, e solo per oggi, mi vien da fare un'ultima piccola ingenua riflessione e poi..., come promesso, a nanna...:
Dobbiamo tutti nel mondo porre molta attenzione alle nuove scoperte e darci una calmata generale, in quanto inoltrandoci troppo a tutti i costi, nel bene e nel male nel complesso mondo dell'alta tecnologia, rischiamo di essere inglobati noi stessi dalle macchine, diventando noi stessi delle macchine, dei computer, dei robot e non il contrario, come parecchi imbecilloidi, pomposamente dall'alto delle loro cattedre, prospettano, per il solito perverso business, alle masse ignoranti in materia.
E mo' basta, senza ripensamenti!

Ci rivediamo in un'altra puntata su questo stesso schermo..., ma senza fissare date, mi raccomando, in quanto devo prima verificare comme stanno 'e cerevella 'ncapa e po' ne parleremo...-

Grazie Mille e... Alla prossima...-

___oOo___

Domenica, 12 novembre 2017

E sempre a parlar di politica...
Parole, parole, solo e soltanto parole…
e poi?
Il solito Nulla!

Nun sproloquiate cchiù, pe ppiacere; nun ce facite cchiù ‘na capa tanta cu tutte ‘e strunzate che cuntate.
Si son da poco concluse le elezioni in Sicilia e tutto l'ambaradam delle nauseanti chiacchiere politiche locali, regionali e nazionali riprende inesorabile a riempire le prime pagine di tutti gli organi di stampa.
Il famoso personaggio manzoniano dei “Promessi Sposi”, il cosiddetto “Azzeccagarbugli” (ho capito, ho capito il sorrisetto ironico…), chiamato anche “Dottor Pettola” o “Dottor Duplica” è ben poca cosa, una nullità se paragonato al corrotto mondo d’oggi, in cui imperversano tanti perfidi Azzeccagarbugli e poi Gran Puttane d’Alto Bordo, d’Alta Casta, d’Alta Schiatta e anche d’Alti Boschi, franchi tiratori, duplicati, voltagabbana e… chi cchiù ne po’ ddicere, ne dica… -
Ma in questo Paese (io, da parte mia, continuo a chiamarlo Il Paese che non c'è…) esiste solo e soltanto il business, l'affare, il sollazzo politico?
So’ ‘na massa ‘e zuzzimma: partiti politici, simboli, coalizioni, elezioni, candidati, sondaggi, opinioni, appoggi, matrimoni, divorzi, unioni, separazioni, voltafaccia, riunioni tra gruppi politici, correnti, carrozzoni, animelle, “acchiappa preferenze” e poi poi poi... renziani e cattorenziani, alfaniani, bersaniani, boschiani, cuperliani, popolari, outsider, civatiani, dalemiani e poi sono apparsi i cosiddetti DEM (Boh?), con l'Area Dem, la Sinistra Dem, la Rete Dem e poi, e poi, e poi...-
Senti, senti quest'altra cazzata...; c'è anche il ri-Porcellum. E già, non bastavano le buffonate messe in atto dalle altre ridicole leggi elettorali, rosatellum, democratellum..., ecc., non continuo perchè mi vien da vomitare...- Mo' se ne vien pure quest'altro col ri-Porcellum.
Eh già, ogni tanto qualche zombie politico spunta fuori dal passato e torna con aria di “salvatore” o di “liberatore” a rompere il cazzo…, ingarbugliando ancora di più l’intricatissima situazione politica italiota. Manco na gran marchettara d’Alto “Bosco”, abituata ai maneggi finanziari e all’Inculellum politico, nce se po’ capacetà.
All’anema r’’a verginella… - Ma mi faccia il piacereee…!!!
Ma che cazzo succede 'nta stu Paese 'e mmerda!? –
Mo, concedetemi nu pucurillo ‘e reflessione sugli “Onorevoli cadaveri”.
Nun saccio all’estero, ma cca in Italiota, ‘e politece nuoste, da quanno nasceno a quanno politece moreno, restano sempe catavere.
Altro che le schifezze stomachevoli trasmesse in tv come "L'Isola dei Famosi", "Il Grande Fratello" “Pechino Express” e tanti altri programmi spazzatura.
Il marciume putrido emesso da tutti i politici di questo Paese supera enormemente il marciume di tutti i programmi spazzatura messi insieme. Ed intanto il popolo italiota, ammalato gravemente di pecoronite acuta, acconsente ad essere continuamente imbevuto e preso per il culo (Inculellum) da tutte le cazzate strombazzate sia dagli uni (i politici) che degli altri (reality show e…).
E adesso per cercare almeno di sfogarmi, svagarmi un pochino voglio proprio ripetere, ripetere, sì ripetere alcune di quelle esilaranti, ma assolutamente significative e validissime in ogni periodo storico, esposizioni scritte cu bbona lengua napulitana dal bravissimo Mario Visone, già da me tante volte esposte nei miei siti web.
"Tutte sanno bbuono ca 'o stommaco s'arrevota pe quatte raggione: pa malatia suspetta, pa troppa famma, pa troppa lopa e pe troppe politece fauze ca ce stanno sempe 'nnante 'e ppalle. E si 'a famma è peggio d''a lopa (e peggio ancora è la malatia suspetta), niente'e tutte chesto è periculuso quanne 'sti politeci 'e sfaccimme, ca ce stanno attuorno comme a muschille ncoppa 'o cacato, cresciute, chist'urdeme tiempe, comme l'èvera purchiacchella mmiezo 'o grano turco, fetiente e puzzuliente cchiù d''o càntaro chino remmeschiato, ca cchiù se remmesca, cchiù spanteca fetore.
Ma nun ve n'accurgite ca ce stanno a zucà' cchiù sanghe ca quibusse? Ca 'sti figlie 'e mappenare scauze, da munnezza venute, e munnezza remaste, ce pisciano 'ncuollo doppo che ce hanno arrubbato perzino 'o 'mbrello? E vuje parlate dint''e case; e vuje ve allamentate mmiezo 'o lietto c''a mugliera vosta, primma che nzicco nzacco ve accalummate.
E vasta, mo'! Dicitencéllo forte: ce avite fatto na paposcia tanta! Ce avite misso l'acqua dint''o piatto e po', leccata l'acqua, pure 'o piatto ve site cu 'e diente crastoliato."
Embè, quanno ce vo' ce vo'! Ogni tanto na bella ripassatella della bellissima, armoniosa ed eterna lengua napulitana antica ha lo straordinario potere di farti stare bene e ti riporta come per miracolo il sorriso, che purtroppo dura poco, in quanto sei subito sommerso dal crudele, incontenibile, irrefrenabile malessere causato da questa sozza epoca attuale.
Per questo ed altri motivi, a volte, soprattutto nei momenti di maggiore sconforto, dopo una giornata tremenda, mi diletto ad immergermi nella lettura di alcuni stupendi versi, proverbi, poesie, racconti, citazioni di autorevoli personaggi della Grande Napoli Antica, la sola Vera Città Eterna, che risorge sempre da qualsiasi catastrofe. Logicamente nutro profondo rispetto (valore oggi purtroppo quasi del tutto scomparso) per tutte le altre città, considerate Eterne.
Ma per me, scusate tanto, Napule è sempe Napule, eternamente bella.
Ma jammo annante e turnammo purtroppo a inoltrarci dentro lo schifo universale del mondo d’oggi. Dico universale sì, in quanto nessuno nell’universo vorrebbe avere contatti con questa schifosissima razza terrestre e, per questo, si tengono giustamente a distanza di sicurezza miliardi e miliardi d’anni luce da noi…-   
Il ballo dell’italiota: consanguinei ed affini…, pater, mater, filius, familias, parentibus et tutto il cucuzzaro appresso, utile agli scopi di eleggibilità del candidato.
Si concede maggiore attenzione non alla qualità, ma alla quantità...-
Se il votante è solo, celibe o nubile, ci si dà scarsa o nulla importanza, in quanto è un solo voto. Se invece quest’ultimo ha un ascendente su tutta la famiglia, sui numerosi parenti e sul vicinato, allora si fa molta attenzione e si tiene in grande considerazione (posti facili, benefici, ecc., ecc.) in quanto quell’individuo può portare parecchi voti al candidato.
Si passa quindi alla discussione sulle eventuali richieste di quel votante, il quale pretende, in cambio dei voti, la sistemazione di qualcuno della famiglia che gli interessa. A costui gli si promette, senza alcuna verifica di idoneità, il posto nel “rifugio peccatorum”.
Dal qualcuno della famiglia si passa poi alla sistemazione di tutti gli altri componenti la numerosa famiglia, in cambio sempre dei voti.
A buon intenditor, poche parole.
“Io, frateme e cainateme…!”-
“Cagnano o nun cagnano ‘e musecante? ‘A verità è che ‘a museca nun cagna mai e stu paese sta sempe ‘nta mmerda!”-
Insomma è tutta un’accozzaglia di gente che ha ottenuto quei posti non per meriti, ma per scopi di quantità di voti per far salire quel tale politico. Il famoso “do ut des…” nel film del 1963 “gli Onorevoli” con Totò, si ripete, si ripete sempre in prossimità di ogni tornata elettorale, per l’accaparramento dei voti.
Tu dai tre voti a me, che io do tre appalti a te…”.
E la Storia continua ed il ciclo si ripete, si ripete sempre.
Ecco che arrivano i novelli Lanzichenecchi (Chi? I nostri politici attuali) apportatori di peste e gli italiani vengono appestati. La peste s’insinua e miete vittime innocenti soprattutto nei ceti più bassi, nella gente più umile e povera. Molti s’impiccano, altri riescono a fuggire all’estero,… c’è tanta fame, vergogna, crisi, sofferenze enormi fisiche e soprattutto morali, fame, peste e carestia…-
Tanti e tanti poveri cristi portano sulle spalle le loro croci sempre più pesanti e, dopo tante vie crucis, sballottati di qua e di là in un mare di strafottenze, infamie, denigrazioni ed ingiustizie, muoiono.
Altri, dopo aver pagato tutto, anche quelle poche briciole rimaste per poter sopravvivere, vengono trasportati morenti o in agonia, come carne da macello, su unti e rozzi carri, dai “monatti” al Lazzaretto, ove tra ulteriori atroci tormenti finiscono la loro disgraziata vita nella più deleteria monnezza, denigrati e/o dimenticati da tutti.
O voi lettori… che ve ne pare dell’inconsueto paragone che m’è venuto in mente (Lanzichenecchi, peste, monatti, Lazzaretto, ecc.) con la nostra epoca attuale??? –
Esagero! Non credo proprio! -
Ormai oggi la morte, la sofferenza, il supplizio fisico e morale, la truffa, il cicaleccio dei politicanti e tante altre schifezze… fanno odiens e gli indici d’ascolto (lo share) salgono vertiginosamente.
Invece le cose serie, utili, la salute dei cittadini, la salvaguardia del territorio, le cose che funzionano o che potrebbero funzionare non interessano più a nessuno…; interessa il sozzo, il violento, il lussurioso, il carnefice, il delinquente, il buffone, l’inquisitore, la guerra…-
Che canaglie! Luridi Vermi schifosi!
Porci! Porci! Porci! Potete vivere nel lusso, ma sempre porci puzzolenti rimanete per sempre, vita natural durante…!
La Merda sale, sale, sale ed i vermi striscianti, per quanto vecchi, cadaveri e putridi siano, rioccupano le Poltrone, ma anche i prestigiosissimi Divani a due, tre, quattro e così via… “incarichi”,. nei Palazzi del Potere.
Sapete che vi dico… chiudetevi dentro questi sontuosi Palazzi, in modo che la vostra puzza non ci soffochi e sbrodolatevi tutti nel vostro putridume fino alla fine dei vostri tempi.
“Jate ‘a fa ‘nguloooo!!!”
“’O rutto, ‘o pireto e… ‘o sango ‘e chi v’è muorto…!!!”-

Ripeto adesso la simpatica storiella di Pierino.
In una scuola, la maestra rivolta a Pierino dice: “Pierino! Cosa ti sei fatto al ginocchio?” – “Eh! Signora maestra, ho caduto!” – “Pierino! Si dice son caduto!” – “Signora maestra, ho caduto o son caduto, sempre a terra mi ho trovato!” –
Morale della favola: sono sempre i fatti che contano! Le parole vanno sempre al vento! Vale più un semplice fatto, che mille belle parole.
Il cittadino che deve continuamente far quadrare i conti, che purtroppo in questi bui periodi non tornano mai, che se ne fotte delle auliche, limpide o appropriate parole dette dai puristi della lingua italiana o dai politici del cazzo, che leggono discorsi solo teorici preparati a volte da altri “stronzi” e mai resi attuabili?...-
E’ uno schifosissimo mondo alla rovescia…-
Statte bbuono a ‘e sante: è zumpata ‘a vacca ‘ncuollo a ‘o vojo!
Capisci uagliò?... In che razza di munnezza ci troviamo?
C’era una volta un Paese meta di tanti turisti provenienti da tutte le parti del mondo; l’Italia era considerata Il Giardino d’Europa. La maggior parte dei visitatori rimanevano poi particolarmente incantati dalle straordinarie bellezze del Sud Italia, in particolare Napoli, sempre bella, armoniosa ed eterna, nonostante le brutali invasioni subite. “Chist’è ‘o paese d’’o sole! Chist’è ‘o paese d’’o mare, ecc., ecc., si cantava allegramente nei quartieri, nei rioni e in tutte le zone della dolce città di Napoli.-
Ora, con grande tristezza e, anche molta rabbia, bisogna purtroppo affermare che tutta, proprio tutta l’Italia di oggi, non è più quella di una volta, ma è cambiata in negativo ed è sempre più rotta, fessurata, bucata non solo nel territorio, già enormemente instabile, sismico, dissestato e pieno di faglie, ma in tutta la sua società, nel popolo, nei governanti, nella mancanza totale dei valori, nell’egoismo e nel razzismo più spregevole e, come conseguenza di tutto ciò il malessere è schizzato fuori inondando tutto e tutti.
Prendendo spunto dal noto programma tv, chiameremo sto’ cazzo ‘e Paese:

“‘O Paese del Magna Magna!”

Pensate solo per un attimo al comportamento obbrobrioso di tutti quei porcelli e porcelle “Onorevoli” durante feste e festini lussuriosi!
Si buttano, si precipitano sui tavoli imbanditi per arraffare per primi le pietanze e poi…, tra bave, rutti, peti, liquidi, escrementi e…,(immagina l’orrenda sinfonia che ne può scaturire) non aggiungo altro, in quanto potrei vomitare all’istante…, lasciano sporcizie nauseabonde dappertutto tra vetri rotti, piatti sozzi, cartacce umide e lordando i tavoli, i pavimenti ed anche le pareti di quei grandi “Palazzi Storici”.
VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!
Ebbene, questo tipo di comportamento  altamente disonorevole si è esteso rapidamente come una terrificante peste nera a tutto il Paese, tutta la società, tutto il popolo rimasto inevitabilmente contaminato da tale flagello del Male.
E’ tutto un Magna Magna” precisa Max Laudadio nel programma “Striscia La Notizia” dopo il servizio su alcuni alimenti contraffatti.
E’ oltremodo grave ed assolutamente inaccettabile ciò che si capisce dal servizio che giustamente è stato mandato in onda.
Purtroppo il colossale Magna Magna investe non solo gli alimenti, ma tutto, proprio tutto il Sistema italico, tutti i settori di questo nostro Paese.
E questa pratica è non solo intollerabile, ma altamente infame col rischio di far precipitare il nostro Paese agli ultimi posti di tutte, proprio tutte le classifiche mondiali, se non addirittura fuori classifica.
E allora venite gente, che aspettate, niente paura, venite sereni nel Paese del Magna Magna…, abbiamo i saldi, i doppi saldi, anzi, dirò di più…, adesso sono usciti: “i doppi salti mortali”-
Da qualunque parte voi veniate, di qualunque razza voi siate, ignoranti o professori, delinquenti o onesti, brutti o belli, troverete in questo Paese sempre il salto mortale adatto a voi.
E… come nel testo della canzone “Chi non salta” di Edoardo Bennato:
“…Rifiutarsi non ha senso e allora pronti via,
chi non salta è un incosciente, è pazzo e così sia…”-
Coraggio! Salta! Ma è meglio dire: “Fotte chi vo’!”-
“’E tiempe ‘e ogge nun ‘nce sta nisciuno ca’ te può fidà!”-
“’O puorco s’è cagnata ‘a sciassa, ma ‘a coda c’è pare sempe!”-

Tenendo fede allo spirito cardine per cui è nato questo sito web, proviamo a fare con un’ipotetica macchina del tempo un salto nel passato. Ecco, siamo arrivati in una grande città dell’antica Grecia: Atene. Che succede? Il popolo ateniese, giustamente infuriato, ha cacciato via tutti quei governanti che s'erano macchiati di truffe, ingiustizie ed orrendi omicidi, ed ha subito nominato un nuovo governo. Molti anni dopo, i fuoriusciti tornano ad Atene, proponendosi di nuovo alla carica di governo. Costoro, al posto di essere severamente puniti per i loro precedenti nefasti periodi politici e per aver addirittura osato tornare in città, sono invece osannati, applauditi, festeggiati e portati in trionfo come dei veri idoli "liberatori e salvatori" per le vie di Atene, da tutto il popolo ateniese. Tornati al potere cosa fanno? Semplice..., mandano a morte, una morte atroce, con l’appoggio del popolo, gli stessi che erano subentrati in precedenza al loro posto.
Mi vengono in mente dei proverbi napulitani:
“Chi de gallina nasce, sempe ‘nterra ruspa.”
“Chi nasce tunno, nun po’ murì quatro!”
“Aje voglia ‘e mettere sempe rumma 'ncoppa, ‘nu strunzo nun po' addiventà maje, maje nu babbà.”-
“'E ccére se strujeno, se strujeno assaje, ma 'a prucessione nun maje cammina!”-
LE PAROLE VOLANO, I FATTI RESTANO!
SI’, MA NEL NOSTRO PAESE DOVE CAZZO STANNO I FATTI?
LE PAROLE CONTINUANO A VOLARE IMPAZZITE NELLA TEMPESTA ITALIOTA; E I FATTI? NON ESISTONO!
ALLA FINE COSA RESTA?
SOLO E SOLTANTO IL NULLA!

"Ih! Quant’è fesso ‘u cane mio!!!" recita una famosa battuta. Io rispondo: "‘U cane mio? Nooo! Giammai! "U cane mio è fedele, affezionato, sta sempre attorno a me, mi difende sempre e comunque, qualunque siano le difficoltà che deve affrontare! E' il vero amico! Mi posso fidare di lui al 100%! E’ l’uomo, non il cane, il solo vero fesso..., per non dire altri termini molto, molto più pesanti!" –
Questo è oggi il popolo italico, anzi meglio chiamarlo popolo italiota.
I grandi Uomini, le grandi Menti, le grandi Civiltà, i Grandi Valori, la vera Arte, il vero Onore, non esistono più, sono scomparsi. Il passato è Progresso, oggi ed il futuro è Regresso, sino all'annullamento totale. Oggi il mondo intero è un’immensa Sodoma e Gomorra nel cosiddetto Nuovo Disordine Mondiale, voluto da quattro fessacchiotti, messi lì, poveracci, col deretano ficcato nella punta della piramide globale, a tirare i fili dei burattini; domani neanche questo esisterà più...; solo il Nulla Assoluto! -
Oggi la Calunnia e l’Ipocrisia sono particolarmente radicate nei Palazzi del Potere politico e poi date continuamente in pasto alla massa dei pecoroni esibizionisti italioti che, non avendo nulla da fare, s'imbevono di cazzate e stupidaggini, in tv, nel web, nei forum, nelle chat, nei talk show e..., chi più ne sa ne metta...- Adesso stanno arrivando altri apparecchietti, altri gadget, widget, tool, altre app. o come cazzo vengono chiamate che, aggiornando le schifezze precedenti, tendono al solo fine di ingarbugliare ancora di più la mente degli attuali italioti babbei e anche gli idioti del mondo intero al fine di produrre armi di Distrazioni di Massa sempre più invasive nella mente umana che preludono poi al finanziamento per la produzione di quelle sempre più letali di Distruzione di Massa.
E allora sapite che v’è dico? Ve manno tutte ‘e malefiggi niri, c’a cchiù niri nun s’è po’: …mannaggia tutt’’o sango ‘e chi v’è mmuorte e chi v’è stramuorte e…, pure chi v’è sona ‘e campana a muorte. Embé…, everything. E po’? Puzzate jettarlo ‘o sango tutto quanto a ll’ava in una gigantesca liquefazione dispersiva senza alcuna possibilità di frenarla.
Nun me facite jastemmà ancora cchiù forte tutt’’o… e… l’ho già detto poc’anzi…-
Insomma, sta razza ‘nfama, sta zuzzimma ‘e pulitece e company associate, portapullastre, porta…mmm e… locali, regionali, nazionali ed anche europei ed anche mondiali ed anche… chi v’è mmuorte… adda schiattà tutta quanta, nessuno escluso, m’arraccumanno, tutti, tutti, tutti.
VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! Ripetuto in continuazione come in quella scena terrificante di “Il Trono di Spade”. Cersei Lannister disperata e nuda affronta il suo cammino della vergogna ... punizione voluta dall'Alto Passero e dal suo Credo.
Riflettendo meglio sull’argomento, direi che per la nostra “Alta Casta” necessiterebbe una punizione di gran lunga più agghiacciante di quella subita dalla Regina Madre nell’episodio di “Il Trono di Spade”. Adesso non mi viene in mente nulla, ma si potrebbe ad esempio farli precipitare tutti quanti in una grande e profonda voragine, tipo enorme foiba e poi immetterci dentro tutti i rifiuti più tossici esistenti al mondo e poi sigillarla, per evitare qualsiasi eventuale contaminazione all’esterno.
Jamme annanze!
Ripeto a volte le stesse cose dette in passato?
E tutte queste novità stomachevoli di una modernità senza senso e senza valori; tutti questi aggiornamenti cretineschi che si notano in giro e che ti rovinano la giornata sono o non sono merda?
A me me fanno proprio tanto, tanto, tanto schifo!
Un famoso proverbio latino recita:
“REPETITA IUVANT, SED CONTINUATA SECANT!”
Ripetere aiuta, per chi continua a sbagliare!-
“RIPETERE MILLE VOLTE UNA VERITA’ SACROSANTA AIUTA CHI HA UNA FRAGILE E DEBOLE MENTE!”-
Ve lo spiego meglio con la lengua napulitana.
‘Nta chistu munno ‘e fetiente in avanzato stato di regressione ce stanno assaje tarde ‘e cumprendonio, fetiente, puzzuliente e na massa enorme ‘e cape ‘e chiuove che, tuoste, s’ammoccano tutte ‘e strummuliate de politece fauze che spantecano sempe cchiù fetore a destra, a manca e in ogni dove…-
Perciò, pe sperà e me fa’ ‘ntennere ‘a chisti ciucci, già imbevuti saturi e abbabbuliati da tante sciocchezze e falsità, è oltremodo doveroso da parte mia ripetere, ripetere, ripetere in un martellamento continuo la Verità, allo stesso modo (per modo di dire…) del povero asinello che, legato ad un albero e sentendo gridare in continuazione nell’orecchio: “Valorosooo!!! Valorosooo!” sotto le ripetute tremende mazzate (per me è una pratica orrenda e del tutto disumana…), finalmente comprese che “Valoroso” era proprio lui e, ogni volta che, legato al carrettino (’o traino), sentiva la parola “Valoroso”, partiva di gran carriera.
A tal uopo voglio ribadire ancora la vergogna di quel fattaccio delle schede elettorali nel mio paesello riferitomi tempo fa da mio padre e riportato in questo mio sito web. Paesello in cui noto, con mio profondo rammarico e grandissimo sconforto, una lievitazione a carattere esponenziale, di vermiciattoli, stronzi, serpenti, vigliacchi, menefreghisti e animelle che, davanti ti fanno una faccia e alle spalle ti pugnalano inesorabilmente senza alcuna pietà. Già prima della dipartita dei miei cari genitori notavo tutto ciò, ma non me ne rendevo effettivamente conto e pensavo ad un’esagerazione dei miei; invece è tutto vero e me ne sto rendendo conto adesso, vivendo, anzi cercando di sopravvivere giorno per giorno…- Gente meschina locale e provinciale che, senza alcun rispetto per la morte di mamma e papà, continuano imperterriti nella loro asfissiante opera deleteria, con falsità infamanti, strafottenza, menefreghismo, offese e atti indegni… causandomi rigurgiti di enorme malessere nel fisico e nel morale. Peggio delle foibe, peggio delle più crudeli torture del periodo dell’inquisizione, in quanto qui la voragine  assassina te l’hanno impiantata proprio nel tuo terreno, non puoi farci nulla e devi subire uno stillicidio continuo dolorosissimo a goccia a goccia nel fisico, ma soprattutto nel morale.
OK! Mi sono un po’ lasciato prendere dalla rabbia! -
Ecco il fatidico misfatto che riporto integralmente così come dettato dal mio caro papà.
“Veniamo adesso, in epoca piuttosto attuale, al nostro paesello “VATTELAPESCA” o vattelappesca (Boh? In senso metaforico s’intende) ed al periodo elettorale. Come la prassi vuole, in base al numero dei votanti delle liste elettorali, i comuni ricevono un pacco con lo stesso numero di schede bianche più un altro pacco ulteriore di schede.
Allora, il fattaccio è questo e lo vado a raccontare.
I “bravi giovinastri” (giovincelli) affiliati alla setta politica del sindaco, di notte, quatti, quatti, zitti, zitti, evitando i vigili addetti alla sorveglianza delle urne, penetrano per vie traverse nella sala adibita alle votazioni e, aperto le urne (già in precedenza, tramite loschi accordi, preparate a dovere per la facile apertura: chi vuol capire, ha già capito…), estraggono un grosso numero di schede votate al candidato avversario, sostituendole con schede già votate al proprio “pupillo”. Alla fine, carponi, carponi, dopo aver chiuso per bene tutto l’ambaradam, gettano le schede estratte nel canale fognario a cielo aperto. Poi tornano, tutti baldanzosi e contenti di aver fatto un buon lavoro, dal loro amato “pupillo”. Fulmini e temporali a ciel sereno. Il sindaco va su tutte le furie rimproverando aspramente gli ingenui giovincelli ed ordina loro di recuperare all’istante le schede gettate nel canale fognario, al fine di evitare l’eventuale loro ritrovamento e scongiurare ogni possibile ritorsione avversaria.”
I lettori sono liberi di considerare questo avvenimento nel comune di “VATTELAPESCA”, come meglio credono: semplicemente una FIABA, frutto dell’immaginazione della mente oppure la sacrosanta VERITA’, in base a veritiere prove e testimonianze di coloro che hanno realmente vissute sulla loro pelle tali vicissitudini.
Allora, in conclusione, niente di nuovo sotto il sole.
Avete certamente compreso che, “per quieto vivere” (mmm…) viene riportato il comune di Vattelapesca. In realtà si tratta proprio del mio paesello Piana di Monte Verna, un paesello che più passa il tempo e più lo sento lontano, lontano, lontano (beati considero i miei genitori che si trovano finalmente in un Mondo migliore…) anni luce da me, in quanto noto ogni sacrosanto giorno l’affioramento di nuovi stronzetti vigliacchi e nuovi vermiciattoli merdosi che spuntano fuori dalla monnezza e cominciano ad emettere cazza-te mastodontiche, fesse-rie lunghissime e tanta, ma proprio tanta infamità.
Cito tre pagliacciate farsesche e vergognose, due delle quali assurte purtroppo a grande gloria nazionale (la presunta patria e i presunti padri della patria… che figure di merda…), anche per merito, pardon demerito della corrotta storiografia ufficiale: l’odioso e vergognoso PLEBISCITO del 21 ottobre 1861 (già descritto più volte in tutte le sue perverse sfaccettature…); la beffa del REFERENDUM popolare del 2/3 giugno 1946; il grottesco IMBROGLIO delle schede elettorali nel periodo delle recenti votazioni nel paesello di “VATTELAPESCA”.
Ma sì…, diciamolo pure…, è Piana di Monte Verna; loro (i signorotti, ben chiusi nei loro castelletti per non sporcarsi forse le scarpette nuove…) sono stati  doppiamente menefreghisti sia nei confronti della salute dei miei genitori (volati via per colpa loro), sia nei confronti della salvaguardia del mio territorio (il dissesto, il degrado e l’abbandono continuano…, nonostante i miei esposti…), per cui è logico, doveroso e sacrosanto che anch’io sia menefreghista nei confronti di lor signori, a cui auguro per l’eternità tutto il malessere di questo mondo, da patire a goccia, a goccia, lentamente e reso certamente fattibile attivando le più terrificanti maledizioni e bestemmie esistenti al mondo.
E termino ripetendo ancora per l’ennesima volta il grido forte, forte a squarciagola: “Jate! Jate! Jate pe favore! Jatevenne affangulooo!!!…; è inutile che vi mostriate ancora in pubblico cu nata sciassa di prestigio ‘ncuollo e profumati all’eccesso come tante zoccole; l’orrenda puzza emanata dal vostro marciume si estende ormai per migliaia e migliaia di miglia. Il fetore, facente parte integrante del vostro essere interiore, non è da voi avvertito, in quando convivete con esso, ma vi posso assicurare che il tanfo attorno a voi è assolutamente insopportabile.  Siete impresentabili, disgustosi, disonorevoli e non capaci di governare, per cui, per piacere, ritiratevi quatti quatti in un posto lontano ed isolato da tutto e da tutti al fine di evitare imprevedibili reazioni del popolo con inevitabili disastrose conseguenze.
Siete tanti, siete troppi e non valete un cazzo; come conseguenza il malessere del popolo aumenta ed aumentano gli atti inconsueti di estrema disperazione.
Recita un significativo antico proverbio napulitano: “Tanti galli a cantà nun schiara maje juorno.”-
Sì! Ma quanno schiara stò cazzo ‘e juorno???-

E quanno finirà stò succhiasangue continuo a danno sempre della massa dei poveri cristi???-
Si potrebbe a questo punto in un momento di pausa (magari, foss’a maronna…) ironizzarci un pò su con una sana sghignazzata, usando la solita frasetta dello scaltro Roberto Giacobbo prima di ogni suo servizietto proposto ai telespettatori nel suo programma televisivo:
Tutto questo e altro a Voyager. Sì, ma tra un attimo, dopo la pubblicità…
Qualcuno potrebbe affermare che questa mia dissertazione su vari argomenti recenti e passati è tutta roba fritta e rifritta; qualche altro emerito figuro amorfo esibizionista potrebbe trovare il pelo nell’uovo e puntare il dito contro qualche mio errorino grammaticale.
Sapete che vi dico? C’è l’errorino? Sì! C’è la ripetizione? Sì! Non me ne fotte un cazzo! Sono del parere che bisogna sempre badare al concetto, al pratico, alla sostanza, ai fatti e poi larvatamente, in ultima analisi, alla forma.
Nella famosissima e significativa commedia tragicomica “Natale in casa Cupiello” scritta da Eduardo De Filippo nel 1931, il figlio Tommasino esclama: “… Se… se… mo’ nisciune sapeva niente!...”-
Infatti, quando vengono intervistati stì politicazzi del cazzo, fanno apparire che non ne sapevano niente…: “So’ tutti innocenti, candidi, puri, verginelli e santi…!” All’anema d’’a palla! –
E poi e poi, sotto l’evidenza dei fatti, incalzati da eventuali interpellanze giornalistiche, giudiziarie e/o parlamentari (c’è l’immunità per questi stronzetti al potere), adottano il solito vecchio metodo dello scaricabarile, addossando tutte le colpe ad altri e così via, in un giro giro tondo perverso, vigliacco e vergognoso.
A volte si rasente da parte di questi putridi esseri politicazzi l’assurdità contraddittoria più assoluta nell’affermare candidamente ed ipocritamente che loro non sono per nulla “responsabili” della crisi, della tragedia, del malessere, dell’ingiustizia, della corruzione dilagante, ecc., ecc., e che bisogna rivolgersi e puntare il dito contro altri che, secondo loro, sarebbero i “veri responsabili”.
E allora io rispondo: “Che cazzo ci state a fare al governo?” -
E vi chiamano pure Onorevoli…- “Ma mi faccia il piacere…”, la famosa battuta di Totò con sghignazzata finale…-
Vorrei, vorrei tanto non avere nulla a che fare con questo mondo corrotto, crudele e stupido; purtroppo ovunque ti giri e ti rigiri, ovunque vai, vieni sommerso e soffocato da questa merda putrida e puzzolente e, a volte, non trovi neppure il tempo per una sana pausa riflessiva, per dedicarti magari alle tue passioni, alla tua arte, al tuo mestiere che sai fare meglio oppure semplicemente avere del tempo libero per dedicarti con tutto il cuore a ciò che ami di più...-

E termino quest'altra mia dissertazione riflessiva con una richesta: "Un pernacchio prego…, un pernacchio ampressa ampressa, anzi tanti e tanti rumorosissimi pernacchi… ci vogliono in questi frangenti, tutti rivolti a senso unico in direzione di questi figuri amorfi che abbiamo al Governo…, al Prlamento, nei vari Palazzi del Potere...!"-

Alla prossima!...–

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Domenica, 29 ottobre 2017

ITALIA: PRIMATO MONDIALE DELLA
“PRESA PER IL CULO”
Nuova proposta di legge elettorale
 “INCULELLUM”

Che ve ne pare, cari lettori…? –
Qualcuno potrebbe giustamente ribattere:
“Sarà…, ma a me me pare sempe ‘na strunzata!!!”
OK! OK! OK! Ma, dato che quest’Italia di merda, rotta e scassata, è piena di piglianculo, puttane e figli di gran puttane, soprattutto ai posti di comando, a me questa dell’Inculellum sembra una proposta veramente ad hoc…, che metterebbe forse tutti d’accordo, sullo stesso piano del fotti fotti generale e finirebbe finalmente quest’insopportabile andazzo del ciclo italiota che continua a girare sempre in tondo tra caos, proteste, manifestazioni varie e mai arriva ad una conclusione veramente da tutti condivisa ed accettata.
E dai, dai, dai, quindi, vai con l’Inculellum per tutti…, in alto, in basso, a destra, a sinistra, per tutti i sessi, i tipi, le razze…; insomma, per tutti i gusti, per tutte le taglie e per tutte le voglie…-
Mmm…, arrivato a sto’ punto, sapete che vi dico? Fate più schifo dello schifo della schifezza universale! M’avete rotto! Mi son stufato e…, malgrado il titolo schifoso, che mi fa tanto ribrezzo solo leggendolo, vorrei invece parlare d’altro, di quelle emozioni stupende che ti regalano un sorriso e ti fanno stare bene con te stesso e con gli altri…-
E invece nooo!!! Purtroppo la cruda e veritiera realtà è proprio quella evidenziata molto sinteticamente nel titolo. Siamo tutti immersi in questa merda italiota. Non c’è un attimo di sana tregua, neppure per pensare, riflettere, creare, ecc.- Ogni sacrosanto giorno è sempre una battaglia contro nuovi balzelli, contro nuove incomprensioni, contro nuove idiozie che ti avvelenano l’esistenza e non ti fanno vivere, non ti fanno creare, amare, esprimere magari ciò in cui sei più portato, la tua arte, i tuoi desideri, i tuoi sentimenti, le tue passioni, le tue idee. Ovunque ti giri e ti rigiri, trovi sempre altre nuove spinose questioni che ti si parano davanti minacciose come mastodontici mostri demoniaci.
 Ricordo un tizio politicante che, in maniera alquanto canzonatoria, considerandoci degli ingenui bambinelli, ci redarguì:
“Statemi ’a sentì, vuje ‘e politica nun ne capite proprio niente…!”
Eh già, eravamo ignoranti, in quanto dovevamo variare totalmente le nostre sacrosante intenzioni, le nostre relazioni, i nostri lavori, i nostri sondaggi, le nostre prove, i nostri consigli, i nostri calcoli, ecc., ecc.; si doveva operare invece esclusivamente secondo il solito nauseante “discorsetto politico”…; poi che si faccia o non si faccia un certo lavoro ad capocchiam, alla son fra son, con opere costruite malissimo con pericoli di crolli o magari sospese e lasciate incomplete a cielo aperto senza alcuna protezione…, mirando poi solo ad accaparrarsi altri alti finanziamenti, lucrando sulle opere incompiute…, bè… questo non conta al grasso magna – magna politico…! –
Ed è per questo che reagimmo con la fatidica e decisa nostra risposta: “Luvateve, luvateve da ‘nnante ‘e ppalle! Jate, jate, jatevenne tutti quanti affangulooo…!!! Non vogliamo più vedere le vostre facce di merda! Via, via, via da noi…!” -
Non comprendo quest’intricatissima selva politica viziosa, aspra e selvaggia. Ma questa è veramente politica? Nooo! Bastaaa mo’!
E sempre a chiacchierar a vanvera e ad capocchiam su porcellum sì o no, mattarellum sì o no, consultellum sì o no e poi italicum, democratellum, provincellum, legalicum, germanellum, tedescum o tedeschellum, rosatellum 1, 2…; mi sa che forse ne ho omesso qualcuno entrato da poco…; lo vado a cercare in rete? Giammai! E chi se ne fotte! Jammo annante… e…, molto meglio affidarsi alla proposta del solo “Inculellum”, molto semplice da mettere in atto, pratico, fattibile e che li racchiude tutti, proprio tutti tutti in quel posto lì…; su questo non c’è alcun dubbio...-
Tutto finito? Nooo! Poi arrivano altre spinose ed aggrovigliate questioni in merito alle masse politiche,  agli schieramenti in campo, agli strani esseri striscianti che si aggirano nelle aule dei vari Palazzi del Potere italiota ed ecco che sorgono le mozioni per un nuovo ordine mondiale, per una nuova disinfestazione, “boschi” sì o “boschi” no, boschetti e boscaglie, foreste vergini e non vergini, rovi e sterpaglie, porci e scrofe, vermi e iene, vipere e crotali, mignatte e mignotte, tracine e meduse, scorpioni e pesci-scorpione, cazzate e fessure, falli e falle, enormi squarci a cielo aperto di quella sozza antimateria oscura dei politicanti, spaccate, voragini, precipizi, abissi, inghiottitoi carsici, foibe, buchi neri, faglie e… chi più ne sa ne metta…-
Vi fa schifo tutto ciò? A me sì, mi fa tremendamente schifo! –
Ci vorrebbe proprio un “Liquidatore” totale che faccia “Piazza Pulita”, “Tabula Rasa”…- E invece siamo sempre noi, cittadini italiani, i soli ad essere sempre tassati, tartassati e... liquidati.
Tutti i mass media si sono adeguati alla merda italiota e trasmettono solo idiozie che vanno a “montare” su altre idiozie, in modo che l’ebetismo delle masse aumenti a dismisura.
Allora, di santa pazienza e cercando di mantenerti calmo e lucido, dopo la solita estenuante giornataccia passata tra battibecchi con imbecilli idioti e sbruffoni senza alla fine concludere nulla di buono, come al solito torni a casa, butti giù un boccone, poi ti sdrai e cerchi di riposare distraendoti un pochino magari accendendo la tv…, sperando che mandino in onda qualcosa di buono; macché, è tempo perso: tutti i canali trasmettono ogni giorno la stessa schifezza con titoli diversi: grande fratello, isola dei famosi, eredità, affari tuoi, ecc. ecc.; giochi, giochetti cretini, concorsi, quiz stupidissimi e poi quei sozzi commenti tra gli intervistati (sciù, sciù) e poi la boria idiota dei vari presentatori dai goffi atteggiamenti vanagloriosi e poi la massa degli italioti (come gli ignavi) che corrono impazziti per non perdersi neppure una “virgola” dell’ennesima puntata del programma “spazzatura” in tv o anche per esibire in pubblico, da autentici sbruffoni eccitati, l’ultima aggiornata macchinetta tecnologica. E’ una strana patologia ossessiva della società odierna. Più lo pigliano in culo e più sono felici…, vedi il ballo dell’inculeit “INC COOL 8” del bravo Maurizio Crozza che mette giustamente in ridicolo il mondo di oggi. Mi faccio finalmente quattro risate, condividendo in pieno il pensiero di Maurizio. Poi il programma termina e mi metto alla ricerca di qualcosa di veramente serio, istruttivo ed interessante, ma per quando clicchi sul telecomando, non trovo nulla, solo e soltanto putrida spazzatura.
E’ troppo…, sto per vomitare quel poco che ho mangiato e spengo subito la tv e il pc; un attimo però, fammi almeno trovare il tg per le notizie dell’ultima ora…; ecco, mannaggia, ci risiamo con la solita litania, che noia, le stesse facce da culo, la stessa farsa di sempre dei soliti commedianti che pilotano, da veri lecchini, tutte le notizie ad immagine e somiglianza del loro padrone.
OK! Non è cosa…, spengo e vado a letto, sperando di riposare e non pensare a nulla.
 Embè, che vi devo dire, in questo mondo letamaio ognuno cerca di approfittare del momento per spellare il prossimo, anche fosse una sola briciolina di “sangue” succhiata a tradimento dal più misero dei miseri. Allora, secondo me, ci sono tre categorie di individui: c’è chi tira, tira sempre più la cinghia per cercare almeno di sopravvivere ancora un’altra giornata; c’è chi invece tira, tira sempre più la corda per soffocare il prossimo e tirargli tutto il suo essere: ossa, sudore, sangue e…; c’è infine chi sta in mezzo (la pubblicità, gli skech televisivi, i programmi, i talk show…) e cerca di pilotare sia gli uni che gli altri, dando una botta all’uno ed una botta all’altro, in modo da allettare con quisquilie, spazzature e scemenze varie le masse babbee italiote ed alzare i cosiddetti indici di gradimento e nello stesso istante servire, come autentici schiavi, i politici padroni e le company associate, i potentati, le grandi società, ecc., ecc. –
A questo punto, come a volte mi capita, mi affiorano nella mente altri fatti, altri personaggi, altre vicende che potrebbero forse essere o non essere attinenti al tema del discorso e che comunque espongo cercando umilmente di prenderne il succo, il concetto, il vero significato intrinseco.…-
Ricordo un’interessante e significativa citazione di Talleyrand:
“In fondo la politica non è altro che un certo modo di agitare il popolo prima dell’uso!” –

Ed è proprio la pura e sacrosanta verità riportata anche ai giorni nostri.
Infatti il popolo rappresenta per tutti i politici una saporitissima leccornia, da leccarsi le corna, i baffi o quel poco che si ritrovano sotto, se lo trovano s'intende...-
Andiamo con la ricetta:
“Il popolo, dopo essere stato ben bene agitato, mischiato, girato e rigirato più volte, sciacquato e frullato, viene bollito, poi battuto, pressato, tassato, tartassato e fritto, per essere alla fine mantecato con un grattugiato di ossa, spadellato velocemente con un'ultima breve passata sul fuoco e poi portato ampressa ampressa, altrimenti potrebbe perdere un pò della sua squisitezza verginale originaria, alla grande mensa del “vitello grasso”, pardon del “crapulone politicone” che subito eccitato al massimo si tuffa nel "truogolo" sbrodolandosi nel "pastone umano", per consumarlo tutto tutto leccando e succhiando fino in fondo tutti i rimasugli.” -
Embè, non si butta mai niente della massa di buoi (alias il popolo); tutto di esso viene sfruttato, usato, succhiato e consumato..., fino all’ultima briciola, fino all’ultima goccia…-
"Aaaah, adesso sì, adesso si ragiona..." borbotta soddisfatto il politico ingordo...-
Ma che schifooo! Ma st’Italia zoccola s’è proprio rotta da tutte le parti, fessurata, sverginata, squarciata?
Ebbene sì! E’ scassata tutta quanta!
Allora, cominciamolo almeno sto’ lavoro di messa in sicurezza e riparazione tappando subito “ampressa ampressa” alcune grosse pericolosissime fessurazioni, e ripristinando lo stato d’equilibrio di alcuni luoghi a rischio catastrofe…-
Ma chi cazzo vuoi tappare?
Neppure la nostra opinione, il nostro pensiero possiamo esporre, figuriamoci se possiamo operare fattivamente.
Ci butterebbero direttamente fuori la porta a calci nel sedere, se putacaso li dovessimo trovare di discreto umore, altrimenti potrebbero usare contro di noi mezzi coercitivi, di gran lunga più gravi, tipo inquisizione, liquidazione…-
No! Non possiamo fare nulla! Non ci è concesso operare, riparare, ripristinare nulla di nulla nel nostro Paese, sia a livello locale, comunale o provinciale, sia a livello regionale o statale e l’Italia purtroppo deve continuare, secondo l’Alto Volere dell’Altissima Castissima Schiatta d’Alto Bordo, a scassarsi, a dividersi, a sfasciarsi, a creparsi, in nome e per conto anche di quello sporco idiota business dei Potentati dentro e fuori le nazioni del mondo.
C’è da impazzire e condivido in pieno tutte le sacrosante proteste dei cittadini.
La prassi in politica (se non subentra il menefreghismo totale…) si potrebbe paragonare (in piccolo) a quel fatto di quel padre che, stando malato a letto, manda ad aggiustare le tegole al figlio che fa il suo dovere a regola d’arte, ma al ritorno viene duramente redarguito dal padre: “Fesso che non sei altro; hai aggiustato tutte le tegole? Sì! E adesso che cazzo ci mangiamo? La prossima volta, stammi bene a sentire e ficcatelo bene in quella tua testolina, aggiusta ad capocchiam, alla son fra son le tegole rotte e poi, sotto, sotto, lesionane altre in modo che il lavoro e la paga futura saranno sicuri!”
Quindi, in Italia si tappa alla son fra son una falla, e ne escono subito dopo mille altre, di gran lunga peggiori della prima…, fino a che capita l’inevitabile Grande Botto ed allora li vedi tutti stì sciacalli affannarsi ad esprimere, con eccitazioni morbose e truccati da cocotte, nei talk show sciocche e balorde ipotesi sulla tragedia opprimente, tra morti e sofferenze atroci dei poveri cristi lasciati a subire e patire lo sciacallaggio sfrenato e lo sfacelo totale -
E non mi riferisco solo alla tragica e gravissima sismicità del nostro vario territorio zeppo di faglie, dei movimenti inusuali delle placche tettoniche, dei fenomeni catastrofici naturali, ma parlo anche della totale rottura morale e mentale degli individui, delle persone, delle società, dello stato, del governo, del popolo, dei politici…, dei finanzieri, dei cosiddetti “onorevoli”, degli enti, dei presunti “responsabili e competenti”, ecc., ecc. –
Territorio italiano rotto, Alta Casta rotta e, di conseguenza, anche popolo rotto…-
Qualunque argomento bello o brutto che sia volessimo trattare si finisce sempre nello schifo del menefreghismo, del razzismo e di altre inevitabili rotture…,  per intenderci…, le gran rotture di palle…!
Mi ritornano in mente dal passato le grida di dolore di due grandi cantautori italiani di un tempo: Giorgio Gaber e Adriano Celentano che esprimevano il loro amarissimo sconforto per le condizioni deplorevoli e drammatiche dell’Italia di quei tempi (condizioni oggi ancora più gravi di allora…) in alcune belle e significative ballate allegoriche, ironiche e sarcastiche, di cui io, umilmente, secondo le mie modeste possibilità, ho cercato di riprenderne il concetto allegorico basilare, esprimendo poi il mio rammarico sui gravissimi problemi in cui versa da parecchi anni tutto il territorio italiano, il suo anomalo ed obbrobrioso sfruttamento, l’avvelenamento, ecc., ecc...-
“Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano
“La risposta al ragazzo della via Gluck” di Giorgio Gaber
“Come è bella la città” di Giorgio Gaber

Quest’ultima l’ho un pò interpretata (chiedo venia) secondo le mie tristissime considerazioni (sono semplicemente miei pareri personali) sulla terrificante corruzione dilagante nella politica e nella società di oggi e su quest’allarmante malessere asfissiante arrivato ormai al punto critico, che riguarda tutto il popolo italiano.

COM’E’ BELLA l’ITALIA

Vieni, vieni in Italia
che stai a fare all’estero?
Se vuoi diventare qualcuno
devi venire in Italia.

Com’è rozza l’Italia
com’è zozza l’Italia
con tanti cessi sempre più lerci
e tanti stronzi che galleggiano.

Piena di buche e di magnacci
e di zoccole piene di squarci
con tanta cacca che governa
e tanti fessi rimbambiti.

Com’è rozza l’Italia
com’è zozza l’Italia
con tanti cessi sempre più lerci
e tanti stronzi che galleggiano.

Con la merda sempre più in Alto
e gli immondezzai le tasse mobili
con le strade sempre più rotte
e tanti buffoni sempre di più.

Vieni, vieni in Italia
che stai a fare all’estero?
se vuoi diventare un vero italiota
devi venire in Italia.

Piena di rottami e di cessi al vento
e di stronzate piene di niente
con tanta politica che sollazza
e tante fesse-rie che prolassano.

Com’è rozza l’Italia
com’è zozza l’Italia
con tanti cessi sempre più lerci
e tanti stronzi che galleggiano.

Con cazzate sempre più in Alto
e fesse-rie sempre più lunghe
con merdosi sempre più fetenti
e tanti fessi sempre di più.

Com’è rozza l’Italia
com’è zozza l’Italia
con tanti cessi sempre più lerci
e tanti stronzi che galleggiano.

E tanti fessi sempre di più
sempre di più, sempre di più, sempre di più!
 
Oh tu straniero, che stai a fare all’estero…, a soffrire, a morire? –
Invece vieni, vieni, vieni in Italia, che ti sta attendendo a braccia, gambe, bocca e… aperte; ormai l’Italia è un caos incasinato e contraddittorio completamente allo scoperto, a cielo aperto; non c’è neppure bisogno della maschera, del dietro le quinte…, si fa tutto alla luce del sole…, come se niente fosse successo, come se tutto fosse normale.
"‘Stu Paese è overamente nu casino accussì ncasinato che mmanco na marchettara nce se po’ capacetà." -
La nazione è ormai completamente allo sfascio, tutta rotta, scassata, piena di buchi, di voragini…; di squarci…; di crepe enormi.
O tu straniero, non temere, vieni ad imparare ed a provare con mano (ed anche con altro…)  gli innumerevoli modi della “PRESA E RIPRESA PER IL CULO”, l’INCULELLUM per intenderci…”-
Vieni straniero, vieni in Italia; che stai a fare all'estero? Se tu vuoi farti una vita, se tu vuoi avere un roseo futuro per te ed anche per i tuoi cari, devi necessariamente venire in Italia.
Vieni, vieni a vedere, a toccare con mano, odorare, gustare le innumerevoli meraviglie italiane.
Com'è bella l'Italia, com'è giusta l'Italia, com'è viva l'Italia, com'è allegra l'Italia, com’è onesta l’Italia. C'è l'assoluto benessere per tutti, in tutti i sensi e per tutti i sensi.
Vieni, vieni in Italia, piena di belle strade e di negozi luccicanti e prestigiosi sempre attivi e pieni dei nostri famosi prodotti, rigorosamente fatti in casa, col marchio certificato made in Italy.
Vieni, vieni in Italia ad ammirare le nostre vetrine piene di luce e di ogni meraviglia del creato ed anche di più, di più, sempre di più.
Vieni, vieni in Italia, vieni a vedere come la gente italiana lavora, si organizza, crea, costruisce e produce…-
Vieni, vieni in Italia, primatista mondiale del VERO E REALE BENESSERE per tutti i suoi cittadini.
Ammira, o tu straniero, le réclames italiane sfavillanti, i magazzini sempre più attivi, le scale mobili efficienti e sicure, gli ascensori ultratecnologici, coi grattacieli sempre più alti e prestigiosi e tanti, tanti macchinari ultramoderni con prodotti e creazioni ultratecnologici sempre funzionanti dal rendimento altissimo per merito di bravi tecnici italiani specializzati attivi, creativi e sempre alla ricerca di novità che possano assicurare sempre più benessere e comodità alla comunità.
Vieni, vieni in Italia, vera patria della prosperità e della VERA MATURITA’ SOCIALE di tutti i suoi cittadini.
E che dire poi della Grande, Immensa, Incommensurabile MATURITA’ POLITICA dei nostri rappresentanti al governo, da primato mondiale. C’è da rimanere veramente estasiati, con la boccuccia sempre aperta e ripetere in coro il fatidico e sorprendente Oh! Oh! Oh! per la bellissima sorpresina che ci dona ogni sacrosanto giorno la nostra cara Politica…-
Eh già…, la sorpresina, la politica italiana ha fatto la sorpresina. “All’anema r’’a palla…- Uagliù, mo’ c’è vo’ pe sti politece piezz’e mmerde e mappenare ‘o pernacchio, comme sulo a Napule sanno fa’…!” -
Che stai a fare all'estero, vieni in Italia, vera patria della meritocrazia (e vai con un altro pernacchio); ammira la perfetta organizzazione italiana esistente in tutti i campi; osserva con meraviglia l’arte sublime e le stupende opere esistenti sul suo territorio, in perfetta armonia col territorio naturale vergine ed altamente produttivo; osserva i suoi parchi naturali pieni di vita ed il giudizioso utilizzo delle risorse energetiche alternative, di cui l’Italia ne è piena: sole, acqua, vento, calore dal sottosuolo, ecc., ecc., ecc.-
Se tu straniero, uomo qualunque, non vuoi essere inghiottito e triturato nel tuo Paese d’origine dalla partitocrazia, dal malessere generale, dalle schifezze velenose, puzzolenti e nauseanti, dalle ingiustizie, dal caos contraddittorio, dalla calunnia galoppante, dalla falsità, dal razzismo più abietto, dalla stupidità, dalle teorie più infamanti e deleterie...; insomma, se tu, uomo qualunque straniero, non vuoi farti prendere PER IL CULO, letteralmente fottere e succhiare anche quel poco che hai (casa, proprietà, liquidità, anche il pane quotidiano e la stessa tua vita, ecc., ecc.) dai poteri finanziari, fiscali, statali, istituzionali, politici, ecc. e farti poi letteralmente pisciare in culo dallo stato, non devi assolutamente rimanere all'estero, ma devi venire necessariamente nella splendida Italia; la grande zoccola, ops., pardon, volevo dire la bella, dolce, cara mammina Italia che tutto e tutti accoglie nei suoi buchi, chiunque esso sia o da qualunque parte provenga: crotali, vipere, tracine, scorpioni, insetti, vermi, vampiri, porci, scrofe, ecc., ecc., ecc.-
Com'è bona (ops buona) mamma Italia..., com'è zoc... (ops onesta) mamma Italia.
Come ogni mamma con i suoi figli che si rispetti, la nostra Grande Mamma Italia è capace addirittura “senti, senti questa” di sacrificarsi in maniera totale, pur di dar da mangiare sempre ai suoi figlioletti cari. Darebbe con coraggio e dignità estrema la stessa sua vita. Per questi motivi,… innalziamo tutti i nostri c..., insomma quello che teniamo avanti e dietro..., pardon, mi correggo..., volevo dire innalziamo tutti i nostri cuori verso di LEI e battiamo forte forte le nostre manine… che adesso vien la mammina italiota ad abbracciarci forte, forte, forte…, ad avvolgerci nei suoi tentacoli, a tartassarci, a spremerci, a succhiarci, a stritolarci…; per questa ed altre ragioni rispettiamola, onoriamola, veneriamola, sacrifichiamo anche noi la nostra stessa vita per Lei, santifichiamola anche... –
Ma che cazzo stiamo cianciando? Stiamo dando i numeri? Siamo impazziti?
A questo punto, calza ad hoc la parte finale di quel famoso dialogo nel film “Totò a colori” tra Antonio Scannagatti (Totò) e l’onorevole Cosimo Trombetta (Mario Castellani).
On. Trombetta: Io sono l'onorevole Cosimo Trombetta!
Antonio: Chi è lei?
On. Trombetta: L'onorevole!
Antonio: Ma chi?
On. Trombetta: Io!
Antonio: Ma mi faccia il piacere!

Totò, in atteggiamento canzonatorio verso l’onorevole, comincia a scompisciarsi dalle risate.

P.S.:
Dopo questo necessario preambolo, è importante che tu, straniero, chiunque tu sia o da qualsiasi parte del mondo tu provenga, per trovarti bene nel nostro Paese, segua una semplicissima regola: “Fai agli altri, chiunque essi siano, sempre il MALE e mai il BENE!”
Tieni sempre a mente, oh tu straniero che ti accingi a varcare senza alcun controllo i nostri “confini colabrodo”, quei proverbi napulitani famosi in tutto il mondo e attuabili in tutti i tempi:
“Chi fa bene, adda’ esser acciso!” –
“A chi troppo s’acala, ‘o culo se vede!” –

Quindi vieni, fai presto, vieni ampressa ampressa nel nostro Paese italiota. Ma che stai aspettando, la manna dal cielo? La spintarella? La raccomandazione? La bustarella? Il richiamo di “Mi manda un certo Picone…? –
Ma nooo!!! Non preoccuparti, nulla di tutto ciò, i confini sono spalancati e quindi, più fai il gradasso, il delinquente, il clandestino, il menefreghista, il truffatore, il trafficante, ecc., ecc. e più vieni accettato dalla nostra Patria italiota con tutti gli onori in pompa magna.
Gli altri, i fessi, gli onesti, quelli che vogliono sempre essere rispettosi e fare le cose per bene ed in modo legale, quando entrano nel nostro Paese, vengono denigrati, linciati, scacciati, massacrati anche dai propri simili e, se non si adeguano all’andazzo truffaldino, fanno una misera e brutta fine, come del resto accade anche ai cittadini italiani troppo“onesti”.
Ricordo, mi sembra, quel giudice nell’aula di Tribunale che, tutto eccitato, chiedeva all’accusato super delinquente, tutti i particolari più scabrosi dello scioglimento nell’acido del “povero cristo”.
“Ce l’hai buttato già morto?” –
“Ma no, signor giudice, era vivo!” –
“Era vestito, semi vestito nudo? Ed è il solo che hai sciolto nell’acido o ce ne sono stati altri?”
“Signor giudice, ne ho ammazzati talmente tanti che è impossibile ricordare il numero esatto e tutti i particolari delle varie esecuzioni che ho attuato!” -

Perciò ripeto, oh tu straniero, (ma anche tu italiano), se vuoi essere veramente “beneficiato” da questo stato ‘e mmerda italiota e goderti meravigliosamente la vita, devi fare sempre male, tanto, tanto, tanto male.
Più male fai e più bene ricevi.
Alloggi e vitto gratis nei migliori locali, auto e servizi gratis, privilegi, paghe, rimborsi e protezioni, ecc., ecc., ecc. –
Tipo l’Alta Schiatta (pardon Casta) italiana.
Bè non esageriamo, non montarti la testolina oh tu straniero; quelli lì stanno piazzati molto bene in Alto, Alto, Alto Loculo e…, sono abituati da tanti, tanti anni a far del Male e a piglià p’’o culo tutto il popolo.
Tu straniero, in confronto a LORO, sei piccino, piccino, anche se “beneficiato” da mammina italiota. Per avvicinarti anche solo minimamente ai nostri politicazzi italioti, dovresti fare molta esperienza nella “chiacchiera politica”, avere anche tu una massa di “beneficiati” che t’appoggiano ed essere un vero super delinquente, un autentico carnefice sanguinario, un truffatore insensibile, un ladro espertissimo e senza scrupoli.
Vasta mo’, cu chisti discorsi!
Jammo annante, ch’è meglio assaje!

Lasciamo perdere quegli amorfi figuri dell’Alta Casta internazionale, da tempo immemore, residenti negli Alti Loculi col deretano posto in equilibrio instabile sull’acuminata punta delle Alte Piramidi del Potere Globale Mondiale.
Ahi! Ahi! Ahi! Devono sentire sicuramente un male boia! -
Allora… se, putacaso, tu “italianotto” o invece tu, si proprio tu “bergamotto d’un extracomunitario”, decideste di fare le personcine educate, oneste, rispettose, gli angioletti tutta casa e “chiesa”, i pagatori solerti anche del non dovuto…, allora, cari miei, il discorso cambia completamente e, nei casi meno tragici, verrete comunque posti all’indice della società, scaraventati nelle stalle più anguste, tetre e nauseabonde.
Mi vengono in mente alcuni significativi proverbi napulitani:
“Ce stammo ‘ncartanno!”
“Stammo facenno ‘a messa pezzuta!”
“Stammo all’evera!”
“Stammo asseccanno ‘o mare cu ‘a cucciulella…!”

Oppure, senti, senti questo fatterello spassoso:

“’O fatto d’’e quatte surde”

Quattro sordi, viaggiatori del medesimo treno, giunti ad una stazione, cominciano a dialogare.
Il primo: “Scusate, simmo arrivate a Napule?”
Il secondo: “Nonzignore, ccà è Napule!”
Il terzo: “I’ me penzavo ca stevamo a Napule!”
Il quarto conclude: “Maje pe cumanno, quanno stammo a Napule, m’avvisate?” -

Embè, signori miei…, Napule è sempe Napule…; risorge sempre più sana, più viva, più forte, più bella, malgrado tutti i torti, tutti i maltrattamenti, tutte le denigrazioni, tutte le ingiustizie che continua ancora oggi a subire da tanto, troppo tempo, per cui è da considerarsi, secondo una mia riflessione, come l’unica vera grande Città Eterna! –

Lettori miei cari, come sempre termino questi miei brevi discorsetti riflessivi, augurandovi buona lettura e, logicamente, ognuno la pensi come vuole secondo i suoi punti di vista e le proprie capacità riflessive…-

Alla prossima…!

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Martedì 24 ottobre 2017

GIACINTO DE’ SIVO

Ho voluto riportare in questo paragrafo alcuni tratti della biografia di un grandissimo personaggio borbonico: Giacinto De’ Sivo ed anche alcune interessanti, riflessive e significative sue affermazioni che ci fanno capire molto di quel periodo storico. Riflessioni che combaciano esattamente con le mie e annullano i tantissimi dubbi sulla cpsoddetta "unificazione italiana", farsa messa in atto dalla perversa Storiografia Ufficiale. L’eccezionalità del De’ Sivo di vero uomo traspare nettamente dalla constatazione che quelle sue affermazioni le pronunciò e le scrisse proprio in quel terrificante periodo dell’invasione nordista.
Giacinto de' Sivo nacque a Maddaloni in Terra di Lavoro, Caserta il 29 novembre 1814 e morì a Roma a 52 anni il 19 novembre 1867 ove fu sepolto nel cimitero del Verano.
Nel maggio del 1960 le sue spoglie sono state finalmente traslate nella natia Maddaloni.
Dopo tanti anni di totale oblio, dal dopoguerra '40 - ’45, molte sue opere sono venute alla luce, grazie anche ai neoborbonici e ad altri coraggiosi ricercatori.
Giacinto fu un grande storico e scrittore, alto funzionario dell'amministrazione del Regno delle Due Sicilie. Fedelissimo, come tutta la sua famiglia, alla dinastia borbonica.
Uomo di immenso valore culturale, morale e spirituale, dotato di personalità e carattere del tutto liberi, ha realmente vissuto e patito sulla propria pelle le fasi conclusive di quell’orrenda tragedia che vide soccombere il Regno più pacifico e ricco della Penisola sotto i colpi di cannone e della corruzione del Piemonte, liberale e massone, coadiuvati da incalzanti e perversi motivi di supremazia espansionistica da parte di stati esteri soprattutto inglesi, cha mal sopportavano l’avanzata economica e tecnologica del Regno delle Due Sicilie. Leggere le sue opere è come scorrere un componimento poetico: elegante, avvincente, dai contenuti veri, crudelmente veri ed inoppugnabili. Giacinto de Sivo ebbe un’esistenza non facile, letteralmente perseguitato e tormentato dal regime sabaudo mai volle tradire la verità e, soprattutto, la sua Patria Napolitana. Fu ed è un raro esempio di onestà culturale e politica, un faro splendente nel buio dei tradimenti e delle menzogne storiche.
Lo sconforto del de’ Sivo per la caduta del Regno delle Due Sicilie fu travolgente e si percepisce nettamente in tutti i suoi scritti:
“II cuore sanguina, la mente si prostra, e l'animo angosciato quasi quasi rilutta contro la volontà del Signore, che tanta ignominia e infelicità permise che insozzasse la già lieta Patria Nostra”.
"Si voleva usurpare la monarchia, e s'è percossa la nazione; si voleva abbattere un re, e si sono spenti 100 mila sudditi".
“Ma se l’azione fu rea, la reazione è santa. Che vale che i tristi la dicano brigantesca? Briganti noi combattenti in casa nostra, difendendo i tetti paterni, e galantuomini voi venuti qui a depredar l’altrui? Il padrone di casa è brigante, e non voi piuttosto venuti a saccheggiare la casa? Se siamo briganti, quel governo che sforza tutto un popolo a briganteggiare è perverso”.
“Il Reame delle Sicilie, molto dalla stampa rivoluzionaria a' passati anni calunniato, non era secondo a nessuna nazione in civiltà. E basta dare uno sguardo nelle Guide pe' forestieri, per intendere il valore torrente, l'orologio, il posto delle grasce e della neve, il monte frumentario e de' pegni, il maestro di scuola, il medico, la farmacia, un convento, o un opificio, o una qualsivoglia opera speciale, onde tragga lavoro e sostentamento la gente minuta. V'è in ogni parte operosità ed agiatezza".
Su Re Ferdinando II di Borbone delle Due Sicilie: “Frugale, laborioso, sollecito, niente a giuoco, niente a cacce, né a corse o a feste avea pensiero; tutto al governo. Niuno negherà essere splendido il suo primo decennio. Pace profonda, quiete e sicurezza, libertà civile, prosperità molta. Brevemente si costruirono strade, edifizii comunali, lazzaretti, case di bagni minerali, prigioni col sistema penitenziario, scuole per sordomuti, ospizii ed asili per indigenti e orfanelli e reietti e folli, porti a Catania, a Marsala, a Mazzara, e moli a Terranova e a Girgenti; s'istituirono consigli edilizii, monti pecuniarii e frumentarii, compagnie di Pompieri, opificii, nuove accademie, nuove cattedre all'università, nuovi collegi, nuovi licei. Si bonificavan terre paludose, si davano alla coltura terre boscose, e 800 mila moggia del Tavoliere di Puglia; si facevan ponti di ferro e di fabbrica su' fiumi, fanali a gas, fari alla Fresnel, ed ogni novella invenzione qui primamente in Italia era attuata. Si stipulavan trattati di commercio, si creavan guardie civiche per Napoli e per le provincie, e guardie d'onore a cavallo. Que' dieci anni fur benedetti anche ne' campi. Ubertose messi, mercati grassi, miti prezzi, comune l'agiatezza; un movimento d'industria, un crescer di popolazione, un incremento di tutte cose buone; sicché non credo il reame avesse tempi più gai e lieti di quelli.“
Giacinto de’ Sivo, anche dopo la caduta del regno borbonico, rimane sempre fedelissimo alla sua Patria Regno delle Due Sicilie e, destituito dalla carica di consigliere d’Intendenza e imprigionato scrisse:
"Vidi in quella mia detenzione — racconterà alcuni anni dopo — andar prigioni personaggi insigni per grado ed età: vescovi, generali, magistrati, principi e duchi: chè l’incubo della reazione accecava i liberatori. Vidi camorristi menar prigione un galantuomo, cui avean derubato il danaro in tasca, e incolparlo di lacerare i decreti del Garibaldi dalle mura. Vidi il venerando magistrato Francesco Morelli menato alla prefettura, schiaffeggiato da certi cui egli avea per misfatti condannato. I ladri carceravano i giudici; la melma sociale poneva il piede su’ ministri della legge".
Scarcerato e nuovamente arrestato, dopo la terza volta, lo storico napoletano sceglie la via dell’esilio e il 14 settembre 1861 parte per Roma, da dove non farà più ritorno, ad eccezione delle sue spoglie traslate nel maggio 1960 a Maddaloni, sua città natale.
Le doti principali di Giacinto rimasero sempre, sino alla sua morte, elevata chiarezza di idee e fermezza di principi, profondità di cultura ed eleganza di stile e soprattutto fedeltà massima alla dinastia borbonica.
Alta e vibrante è la ferma e decisa protesta che eleva alle nazioni europee in nome del diritto imprescrittibile delle genti:
"Le nazioni civili che mirano lo svolgimento di questo gran dramma italiano, iniziato a nome della civiltà e del progresso, saran per fermo stupefatte al mirar la rea lotta che spezialmente nel reame delle Sicilie procede cruenta ed atrocissima fra Italiani ed Italiani. Dopo tante lamentazioni contro lo straniero, non è già contro lo straniero che aguzza e brandisce le arme quella fazione che vuol parere d’essere la italica nazione. Pervenuta ad abbrancare la potestà, ella non assale già il Tedesco, né il Franco, né l’Anglo, che tengono soggetta tanta parte d’Italia; ma versa torrenti di sangue dal seno stesso della patria, per farla povera e serva. Ella grida l’unità e la forza; e frattanto ogni possibilità d’unione fa svanire, con la creazione di odii civili inestinguibili; e distrugge la sua stessa forza in cotesta guerra fratricida e nefanda, che la parte più viva e generosa della italiana famiglia va sperperando ed estinguendo. L’Italia combatte l’Italia. Già stranieri potentissimi e formidabili sogghignano e preparano le arme; in mentre le persone, le industrie, il commercio, le arti italiane e ogni forza va in fondo, fra gli spogli, le fucilazioni, gl’incendi e le ruine. L’Italia subissa l’Italia".
Durissima denuncia del De’ Sivo sulle sanguinose condizioni di occupazione militare del regno e con l’orgogliosa rivendicazione del "brigantaggio" come vera e propria guerra nazionale:
"Questo nome di brigante, che fu già tristo ed abbietto, noi lo facciamo amare dalle anime gentili, e lo rendiamo glorioso”.
"È quasi un anno che combattiamo, nudi, scalzi, senza pane, senza tetto, senza giacigli, sotto i raggi cocenti del sole o fra i geli dell’inverno, entro inospitali boschi, sovra sterili lande, traversando fiumi senza ponti, travarcando muraglie senza scale, affrontando inermi gli armati, conquistando con le braccia le carabine e i cannoni, e strappando pur sui piani campi di Puglia e di Terra di Lavoro le vittorie a superbissimi nemici. È quasi un anno che versiamo il sangue fra la benedizione dei sofferenti, sostentati dall’amore dei popoli più miseri di noi e sorretti da quel Dio che non abbandona gli oppressi. È un anno che sventoliamo sugli occhi di questi vani strombazzatori di trionfi la santa bandiera dei gigli, di quei gigli che essi indarno cancellano da’ patrii monumenti e che sono scritti nei cuori di nove milioni d’abitanti".
“L’Europa si affanna sulla "questione napoletana", ma intanto mira impassibile la distruzione delle più belle contrade della terra, e lo abbrutimento di quel popolo che trovava la bussola e la filosofia. Oh Dio di pietà! tu poni fine agl’inenarrabili mali nostri; tu disuggella gli occhi de’ potenti della terra, perché veggano questo sole delle nostre infelicità. I Napoletani invocano il dritto, reclamano la pace, fanno appello agli uomini onesti di tutte le nazioni, e fidano in Dio".
"Intanto si stampano storie dove i fatti s’aggiustano alle idee; pinti eroi i ribelli, tristi i fedeli, scambiate all’incontrario le idee semplici di vizio e di virtù".
Termino la mia trattazione con la famosa frase di Giacinto:
“La Patria nostra era il sorriso del Signore.
La Provvidenza la faceva abbondante e prospera,
lieta e tranquilla, gaia e bella,
aveva leggi sapienti, morigerati costumi e pienezza di vita,
aveva esercito, flotta,
strade, industrie, opifici,
templi e regge meravigliose,
aveva un sovrano nato napolitano e dal cuore napolitano.
L’invidia, l’ateismo e l’ambizione
congiurarono insieme per abbatterla e spogliarla”
Ora permettetemi ancora una volta di dubitare fortemente in merito ai vari appellativi dispregiativi che, in ogni periodo storico (cambiano il nome, ma la sostanza, il perverso obiettivo è sempre quello...), i cosiddetti "vincitori" affibbiano ai cosiddetti "vinti": barbari, briganti, negazione di Dio, anticristi, terroristi, kamikaze,...-
Se analizziamo bene gli avvenimenti storici, affidandoci alla vera storia, quella ciò vissuta e patita direttamente dai protagonisti e non quella ufficiale dettata e inculcata dalla storiografia ufficiale, ci accorgiamo che quei nomignoli tanto spregevoli sono in realtà da affibbiare, senza alcun dubbio, esclusivamente a quelli che li hanno proposti e cioè ai cosiddetti "vincitori", che li hanno usati contro i "vinti" per il loro sporco scopo e cioè quello di sottomettere, schiavizzare, dominare il popolo vinto.
Questo è il mio pensiero, la mia riflessione, la mia convinzione anche in merito alla cosiddetta "questione meridionale", al cosiddetto "brigantaggio" e alla cosiddetta "unificazione italiana".
E' completamente il contrario di quello scritto nei libri classici e scolastici.
Come dice quel proverbio:
"La lingua batte dove il dente duole!"-
Le colpe delle perversioni, delle atrocità, delle carneficine, delle ruberie, ecc., ecc. vengono affibbiate a quelli che le hanno subite e non a quelli che le hanno commesse e le verità storiche vengono fatte precipitare nei pozzi più tetri e profondi.
In seguito, per merito di singoli o di associazioni di persone giuste, un pò alla volta, mediante un lavoro scrupoloso ed attento,le verità storiche tornano pian piano a galla, alla luce e..., come si dice in alcuni versi di "'O surdato 'e Gaeta", stupenda lirica di un altro nostro grande personaggio storico Ferdinando Russo:
"Ma si 'a furtuna arriva a cagna rota,
sa' quante faciarranno 'o musso astrinto?".
E allora tutti finalmente vedranno chiaramente lo schifo putrido interno di questi "stronzi" senza la copertura della maschera, senza la mantella, senza la sciassa.

P.S.:
Trovandomi tra le mani, proprio in questo momento, vari fogli, documenti, testimonianze di quel periodo, li voglio esporre in questo mio paragrafo…-
Molti episodi confermano il carattere deciso e risoluto di Giacinto de’ Sivo nel difendere la sua Patria napolitana da tutte le calunnie infamanti e completamente false mosse durante quegli anni soprattutto dagli inglesi.
Nel 1845 il Congresso degli Scienziati si svolse a Napoli:
"Appena usciti da Napoli - scrive de' Sivo - ricambiarono i balli e i festini con lo stampare vituperi di Napoli, cominciando la guerra delle calunnie. Il nostro volgo appioppò a quegli scienziati il nome di scoscienziati".
Similis cum similibus.
E oggi? Oggi avviene la stessa cosa e la Storia si ripete sia in Italia che all’estero; è sempre lo stesso procedimento infamante e calunnioso mosso da parte del Nord contro il Sud. E poi l’Ovest contro l’Est: America, Inghilterra, Europa e stati lecchini appresso accusano di continuo con una sorta di “Guerra delle calunnie” gli Stati orientali di violazione sistematica dei diritti umani e di essere negazione di Dio e, per questi motivi ed altri scopi loschi e di supremazia a tutti i costi, inviano spesso emissari al fine di provocare sommosse e rivolte interne ed avere così in seguito l’avallo mondiale per poter invadere brutalmente quegli stati orientali ed iniziare così le guerre sanguinose e distruttive.
Ieri come oggi: Lord Palmerston nel 1847 aveva mandato il Mintho a rivoltare l'Italia, così nel 1850 mandò a Napoli un altro emissario, il baronetto Gladstone (le fortune della cui famiglia erano state fondate sul commercio degli schiavi), che in alcune sue lettere sui processi di Stato a Napoli in seguito ai fatti del 1848, parla di "violazione incessante, sistematica, premeditata delle leggi umane e divine", e indica il governo borbonico come "negazione di Dio eretta a sistema di governo".
Sempre nelle sue lettere, Lord Gladstone critica aspramente le condizioni igieniche di Napoli.
Gli risponde de' Sivo: "II Gladstone che aveva sotto gli occhi il milione e mezzo di mendicanti inglesi [su 17 milioni di abitanti], le luride case degli artigiani di Liverpool e Birmingham e le tremende cave di Manchester osava parlare del lezzo della Vicaria Asserì, che il Settembrini sarebbe stato straziato atrocemente, quando il Settembrini stesso nella sua difesa, stampata di nascosto, dichiarò di essere stato molto ben trattato.".
L'Inglese, tiranno in Irlanda, dove migliaia di persone in quegli stessi anni morivano letteralmente di fame e cinque milioni di abitanti furono costretti ad emigrare in America, che opprimeva l'India, che nel 1840-42 aveva costretto la Cina alla guerra dell'oppio per l'illegale commercio dell'oppio praticato dalla Gran Bretagna, che nel 1882 bombarderà ferocemente Alessandria d'Egitto, che nel 1899-1902, in Africa del Sud, s'impadronì dei territori boeri con metodi brutali, "operatore in tutto il mondo di incendi, fucilazioni e torture vere, osava accusare ancora ed ancora falsamente Napoli di torture".
Eppure è stato ampiamente provato e documentato che nei processi di Napoli neppure uno degli imputati fu condannato a morte, mentre nell'isola di Cefalonia e in altri territori occupati ferocemente dagli Inglesi, "per le sommosse del 1848, figlie di quelle suscitate dall'Inghilterra in Italia, venivano torturate e condannate a morte tante persone".
A quei tempi si scatenò su Napoli un uragano di calunnie mostruose, tutte false naturalmente; parlarono di supplizi occulti, di sevizie, di atrocissimi strumenti di tortura: la cuffia del silenzio, la sedia angelica, il trapano ardente, naturalmente mai esistiti se non nella fantasia dei nemici di Napoli.
Inutile continuare ancora ed ancora a descrivere nei minimi particolari le varie “Guerre delle calunnie” che si sono susseguite negli anni…-
Anche oggi, come allora, malgrado le prove schiaccianti e veritiere, rimane purtroppo ancora invariato quell’assurdo, illogico, abietto e perverso modo di considerare il Sud Italia, la Real Casa di Borbone, il Regno delle Due Sicilie, i borbonici, i neoborbonici e tutto il popolo meridionale come qualcosa di assolutamente negativo e retrogrado. Vedi le interviste, le conferenze, i talk show, gli organi di stampa, i giornali, le riviste, i dizionari e le enciclopedie, i testi scolastici e quelli classici, ecc., ecc.-
Ma qualcosa sta finalmente cambiando e la sensibilizzazione delle masse procede senza sosta grazie soprattutto alle varie associazioni neoborboniche...-
 
Grazie, Grazie, Grazie a tutti i lettori, ai neoborbonici, ai compatrioti e a tutte quelle persone che si dedicano al durissimo compito di ricercare, sempre e comunque, le Verità Storiche.

Ogni volta che scopro questi grandi nostri personaggi storici di quel favoloso periodo borbonico (e ce ne sono tanti...), rimango estasiato, inebriato dalla loro arte, dalla loro cultura, dai loro alti principi morali e provo una profonda e sincera ammirazione nei loro confronti.
Valori purtroppo oggi quasi del tutto scomparsi o peggio, messi all'indice di un'attuale società sodomizzata, corruttrice e corrotta...-
Meditate gente, meditate se volete e... aprite gli occhi a 360° se potete...-

VIVA SEMPRE IL REGNO BORBONICO DELLE DUE SICILIE!!!
VIVA SEMPRE TUTTA LA MAGNIFICA REAL CASA DI BORBONE DELLE DUE SICILIE!!!

ALLA PROSSIMA…!

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Giovedì, 19 ottobre 2017

IL CREST, LE PERGAMENE E ALCUNI FLASH NELLA MENTE
BENESSERE E MALESSERE
ONORE E DISONORE
GIOIA E SCONFORTO

Servizio militare '77/'78 aviere Andrea Cammarota Aeronautica militare - Scuola Specialisti con sede nella meravigliosa ed immensa Reggia borbonica di Caserta.
Crest su base in legno "A.M. Caserta - Scuola Specialisti - Per tentare gli spazi" -

"Breve historia d'un dì di festa"

DI MAGGIO, un dì di festa,
l'ufficiale di picchetto,
greve la carne e labile lo spirto,
decifrar tentava, l'ordine claro e la consegna ferma
dall'ALTO COMANDO proclamato e scritto,
felice il core di poter godere
almeno per un dì, di CATAVITTO e alloggio gratis.
Prospettanasi il problema ostico assai;
novella lena chiese ad un caffè corretto al NOCERINO:
ma sorbendo quell’amara mistura di NME…ROLA,
di guatar s’avvide un gentil ratto IAPICCO IAPICCOLO
che pretendeva lo capo e lo mirava con CELESTE pupilla.
Da subitaneo sonno fu colto lo spirto lasso
e RUSSO per lo die intero.

Il picciol ratto altri non era che LA FATA CONFETTO
la quale così fece novello sortilegio.
“Lui s’è addormentato - pensò lo ratto –
protagonista lo farò per un giorno almeno.
Ben tendi, ordunque, l’o RECK e udrai mirabil cose…!

In quel dì FERRARA trovassi ‘l guitto
già nobile PATRIZIO, SIGNORE de lo feudo DE ROGATIS.
D’augelletti, nel pallido tramonto, iva a caccia,
ma non era TORTORA né GRASSO UCCELLO,
né DE FALCO s’empì ‘l carniere,
che dianzi puntura il colse di fastidiosa VESPA
trovò, paraltro, timidamente ascosi, uno GRILLO cum RANUCCIO.
Invenne ancora una dispettosa BERTIUCCIA
con in bocca fumiginosa SICARETTA.
Allor che il sol calato fa, abominevole fame
colse il tristo dalla fascia azzurra:
SOLIMENO SOLIMENO tastò LO SACCO da viaggio
e sgomento s’avvide c’altro non restava ch’una PATARINA fritta,
un minuscolo PERILLO unto di FALARDO
ed un pugno di polvere DI CECIO.
PAGANO non essendo, rivolse accorata prece a san D’ANTO’,
e pregava così che LA MANNA giungesse da lo cielo.
Ma ecco apparir minacciosi LOMBARDI VASSALLI
tutt’altro che PACIFICI, di lunghi SPADONI armati.
“ATZORI!” – pensò – costì ESPOSITO son troppo:
ubi DI MAIOR minor cessat,
stratega or consiglia decorosa fuga …!
… e CORRERA CORRERA per lo SCARPATO
rotolò alle pendici d’un CHIARO MONTE.

Trovi lì sornione un BRUNO PASTORE DI CAPRIONE.
“Ove posso aver io scampo?” affranto chiese.
“Passà lassò a lo convento de lo ABBATE SANTOVITO DE PAOLIS;
troverai colì  padre BERNARD lo MONACO FRANZESE
che per un SOLDO od un RUBINO,
quel figlio di BUONADONNA, non ti negherà ricovero!”

Arrivovvi affranto, e BOSSONA BOSSONA la porta;
ma lo convento resta inesorabilmente CHIUSOLO.
Senza pietà quel MONACO intrusi non volea,
chè già tant’ospiti eranvi a spese de la COLETTA
dell’indifesi frati poverelli.
Lasso ‘l guitto ricordassi de le magiche FIALE
che dono furon del BUFFOLANO di corte;
così riTEMPRAto lo corpo in CAPONEtosi, oramai,
IZZO’ una SCALA sul muro, e di lassù, mirabile visione,
vide QUARANTA POLLACCI GAGLIARDI e GENOINI
che in coro facean … COCO’.. COCO’.. COCORULLO.
Di feroce fame, ormai ebbro, una LENZIA d’approntar decise,
ma fallace piolo di vetusta SCALA il tradì,
e rovinosa caduta lasciolli affamato e DEL ZOPPO.

Or ecco s'ode iroso il suono della SQUEGLIA.
Si risveglia il misero, finito il sortilegio:
non più blasone, non più CORONATO di gloria,
ma solo, ormai, labile speranza di fumante desco ...
… e ricordossi 'l guitto che chiuse
son le porte, dell'uffiziale mensa, il dì di festa.

TRATTO DAL GRAL LIBRO DELLE SACRE FAVOLE DEL COMANDO

CASA HIRTA, IDI DI MARZO, MCMLXXVIII

Emozioni di gioventù...-

Rivivere le belle emozioni del passato attraverso ritrovamenti di oggetti è sempre qualcosa di bello, buono e giusto.
Però, riflettendo di poi con calma ed accuratezza, ci si accorge ahimè che l'apparenza spesso inganna e, come recita mi sembra quel famoso detto popolare: "Non è tutt'oro ciò che luccica!", c'è anche il rovescio negativo.
Comunque, per non tirarla troppo per le lunghe con parole stravaganti e, rimanendo sempre inerenti al principio unico su cui si basa questo mio sito web "Riflessioni - ieri, oggi, domani...", tengo a precisare ancora una volta il mio pensiero cardine e la mia netta convinzione su tale argomentazione e cioè che, davanti a momenti di reale bellezza, gloria, identità, orgoglio, onore e magnificenza storica per una così grande, grande, grande Opera: La Reggia borbonica di Caserta, vera ed assoluta Meraviglia delle Meraviglie riconosciuta ed apprezzata a livello mondiale, bisogna sempre mostrare nei suoi confronti e verso coloro che l'hanno realizzata grandissimo rispetto e proteggere, onorare, celebrare, ricordare il nostro favoloso passato storico del Regno delle Due Sicilie, amministrato a quei tempi magnificamente dalla Real Casa di Borbone.
Invece, come al solito e come capita purtroppo anche di recente, entrano nella Reggia per feste, riunioni, balli, lussurie e festini vari, personaggi a dir poco equivoci e falsi intenti a gozzovigliare su ogni leccornia e sbrodolarsi come porci assatanati nel truogolo col pastone, tipo, per fare solo qualche esempio, tanti e tanti Alti Papaveri dell'Alta Casta, Onorevoli, Comandanti, Capi di Stato, Generali e famiglie, Magnati politici e non politici, Alta Finanza e..., ecc., ecc., ecc., tutti appartenenti a quella perfida cricca del magna magna, che, come quei carnefici sanguinari invasori nordisti e company straniere del 1860/61,"Similis cum similibus", anche oggi rubano, sporcano, offendono, insozzano, massacrano, distruggono e poi, mai sazi delle loro malefatte, pomposi e gonfi, tra peti, rutti e bave, vanno via, lasciando i loro odoracci e i loro escrementi putridi in quei saloni immensi della Reggia borbonica e nelle stanze dei Palazzi del Potere.
A questi tipacci, figuri di merda assurti ad Alte Cariche per... (meglio non proseguire, altrimenti il discorso si fa lungo, lungo, lungo...; avete già capito a chi mi riferisco...) li butterei in un'enorme discarica, in un inceneritore, in una fossa oceanica tipo "La Fossa delle Marianne", oppure li farei precipitare nelle orribili foibe chiusi ermeticamente in contenitori per rifiuti altamente tossici...; la merda va buttata solo nella merda, altrimenti gli "stronzi" continuano a galleggiare e tutto diventa inevitabilmente merda.
Logicamente, dopo il mio grande sfogo e disprezzo assoluto per questi esseri disgustosi amorfi, senza valori e senza senso, devo anche fare i miei più calorosi complimenti a tutti quelli (purtroppo ce ne sono pochi) che si dedicano, pur tra mille ostacoli, con grande rispetto, coraggio, passione e professionalità al recupero reale e fattivo del nostro grande Patrimonio Storico, Artistico, Architettonico e Culturale e al ripristino, con prove inoppugnabili, delle VERITA' STORICHE, al fine di sensibilizzare l'odierna società al nostro vero passato storico, in modo da sentirci realmente orgogliosi dei nostri avi, eroi, martiri, veri Padri della Patria che hanno dato la loro vita in difesa del meraviglioso Regno borbonico delle Due Sicilie, amata Terra Mia, amata Terra Natia.
E, per capirci meglio, non parlo solo e soltanto dei tantissimi Valori immensi ed assoluti del nostro Grande Sud, ma di tutta la penisola italica, isole comprese.
Tutti, dico e ripeto tutti, devono essere a conoscenza, nel bene e nel male, della loro Vera Storia e riconoscere non solo ciò che si è fatto di buono, non solo i pregi e gli errori degli altri, ma anche e soprattutto i propri errori commessi, qualunque sia la loro gravità, al fine di un miglioramento totale dall'una e dall'altra parte.
Solo così, nella consapevolezza ed accettazione delle Verità in ogni cosa, si può sperare in una vera Unione, anche tra mille diversità.
L'unificazione italiana, come ce la descrivono in modo asfissiante i testi classici e scolastici, (quelli della storiografia ufficiale), non c'è mai stata, non è mai avvenuta.
L'Unità d'Italia è solo una mistificazione, una fiaba grottesca, ridicola, razzista e piena di contraddizioni.
Nun c'a facc' cchiù!
Stì merdosi fauzune e 'sta lotamma 'e politece 'nciucisse ce stanno sempe, sempe, sempe 'nnante 'e ppalle e continuano a inculcarci le loro cazzate e... pe sta raggione 'o stommaco s'arrevota in continuazione, 'o sanghe te saglie 'ncapa e... cu schiattiglia e crepantiglia de fecato, pur'isso e'ffritto.
E pirciò, mò dammece 'na mossa, nun ce facimmo cchiù piglià p''o culo. So passate già oltre 150 anni da quell'orrendo genocidio...-
E vasta mo'! Quanno è troppo, è troppo...; ce avite già fatto na paposcia tanta! -  
Da che mondo e mondo, le falsità, le carneficine, le guerre, i tradimenti..., non hanno mai unito nessuno, ma hanno solo aumentato a dismisura le guerre, le violenze, l'ignoranza, l'odio, il razziamo, le perversioni e le disuguaglianze.

Il Male porta sempre altro Male.

Oggi poi, si cade nella più assoluta caotica e contraddittoria idiozia (ci si aggiorna con nuove cazzate che oscurano le stesse cazzate precedenti: per questo il termine italioti è appropriato) quando si sente addirittura affermare con estrema convinzione da esseri sozzi e ignobili, dalla merda spuntati fuori ed assurti alle Alte Cariche dello Stato, che tutti gli errori, il malessere, le ingiustizie, le cattiverie, i mali di questo mondo sono gli effetti e la continuazione temporale del periodo borbonico.
Insomma si cade nel più assurdo paradosso, nel colmo dei colmi, addossando sempre qualsiasi colpa passata, presente o futura, qualsiasi errore commesso dalle coalizioni di destra, sinistra o di centro, solo e soltanto ai borbonici.
E invece è l’assoluto rovescio della medaglia; è l’esatto contrario di ciò che si afferma oggi.
Come li vogliamo definire 'sti figli'e gran zoccola, 'sti figli'e grandissima puttanaaaa: voltagabbana, menefreghisti, scaricabarili, falsi, traditori, infami, razzisti, ipocriti e…,  meritano senz'altro termini molto, molto più pesanti che ora non mi vengono in mente…-

Il termino borbonico non è affatto come ce lo descrive, in maniera infamante, la Storiografia Ufficiale, ma indica certamente un periodo storico meraviglioso sotto tutti i punti di vista, avvalorato da prove innegabili riconosciute ed accettate (ad eccezione del nostro ridicolo ed arretrato Paese Italiota) da tutto il mondo: il magnifico Regno delle Due Sicilie ben governato con saggezza, onore e dignità dai Re Borbone che ponevano sempre al primo posto il benessere del popolo.

Invece oggi i cosiddetti "Onorevoli" pensano ed operano esclusivamente per aumentare il loro benessere, introiti, privilegi, sollazzi, vizi e perversioni..., strafregandosene del popolo e lasciandolo marcire nel più totale malessere.
Ditemi voi: "E' giusto chiamarli ancora "Onorevoli???"-
"Sanno cos'è l'Onore???"-
Oggi, si fanno tanti discorsi sull'Onore, Dignità, Prevenzione, Giustizia, Benessere, Valore, Economia..., ma restano sempre solo e soltanto astratte parole portate via dal vento dell'oblio e nulla più.

Più volte ho affrontato tale argomento nei miei siti... dimostrando, con prove certe, la veridicità delle mie affermazioni -

Mi passano nella mente, come flash, i racconti della trisavola Orsola sulla presa di Caiazzo nella terrificante guerra del 1860/61; il suo odio e disprezzo totale per i carnefici garibaldini; il suo orgoglio e rispetto per tutta la Famiglia Reale di Borbone; il suo amore per la regina Maria Sofia di Borbone; ecc., ecc. e quante, quante altre cose potavamo apprendere dai suoi racconti di vita realmente vissuta e patita.
Mi passano poi nella mente, sempre come fladh, i tantissimi ricordi di mio padre Mattia (l'artefice principale dei miei spazi web) tra i quali le sue terribili vicissitudini militari, le ingiustizie patite nella politica, il Ventennale (1945/'65) della provincia di Caserta nella Reggia, ecc., ecc., ecc.-
Per tali e tante altre notizie basta sfogliare le pagine dei miei siti.

Infine, ho voluto riportare in questo specifico paragrafo alcuni miei ricordi del servizio militare A.M. 1977/78 nella favolosa Reggia borbonica di Caserta, prendendo spunto da oggetti ritrovati: un Crest su base in legno e alcune pergamene.

"Chi ha la possibilità e l'intenzione d'intendere, intenda!" -

Grazie e... alla prossima!

Ops... scusate... un attimo, ancora un attimo, per favore, non correte via...-
La domanda: "Esiste in Italia qualcosa, anche minima e insignificante, positiva o negativa che sia, che ci rappresenti tutti come realmente UNITI???" -
Embè, io ne ho trovato solo una; voi ne conoscete altre???-

Questa specie di nazione, questa specie di paese che non c’è, almeno in una cosa è veramente unita: fanatismo delirante ed esibizionismo vaneggiante verso tutto ciò che è IDIOZIA.
Tutti corrono come tifosi fanatici verso le cose futili ed inutili.
Mi vengono in mente due episodi alquanto simili tra loro (secondo il mio punto di vista) del lontano passato esposti con le dovute precauzioni dopo le immancabili necessarie riflessioni…: l’Adorazione del “Vitello d’Oro” da parte degli Ebrei, dal capitolo 32 del libro dell’Esodo (La Sacra Bibbia).
Vera e propria idolatria nell’adorare in modo fanatico un idolo, un oggetto a cui si conferiscono poteri divini.
“La Condanna degli Ignavi”, dal Canto III – Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Gli ignavi sono dei dannati costretti a girare nudi per l'eternità inseguendo e adorando in modo fanatico ed ossessivo un’insegna (bandiera, simbolo, idolo o roba simile…) che corre velocissima e gira su se stessa, punti e feriti da vespe e mosconi. Il loro sangue, mescolato alle loro lacrime, viene succhiato da fastidiosissimi vermi.
Ed oggi, nella nostra malata società, vengono di continuo creati tanti idoli, “vitelli d’oro”, simboli, insegne, "porci dorati" ecc., ecc., e tutti nel mondo vogliono venirne in possesso correndo impazziti ad acquistare per primi le ultimissime novità, gli ultimi aggiornamenti, gli ultimi gadget per poi esibirli pomposi e vanagloriosi in pubblico, in rete e… chissà che altre schifezze verranno in futuro.
E’ inutile sprecare altre parole, tempo e spazio per spiegare nei minimi particolari tale stupido e deleterio caos attuale. Scusate, ma mi vien da vomitare…! –
Mi basta, per questo, solo ricordare alcuni interessanti versi della Divina Commedia:

"Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa"."

Saluti, di nuovo tante grazie a tutti voi lettori e... alla prossima!

___oOo___

Domenica, 24 settembre 2017

Repubblica parlamentare?
NOOO!!!
Repubblica di merda!

“Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...” cantava Giorgio Gaber nella sua famosa canzone “Destra Sinistra”.
Altro che destra – sinistra…; oggi la schifezza è peggiorata ed il tanfo è insopportabile avendo ormai saturato tutto e tutti.
“Armi di distruzione di massa?” -
Nooo! E perché mai dovremmo usare “Pensiero di politico” tali armi?
Il popolo, la massa degli idioti (italioti) ce la dobbiamo tenere stretta stretta, avvinghiata nella morsa delle “Armi di distrazione di massa” per poter poi procedere come meglio ci aggrada col solito redditizio prelevamento di tasse, sudore e sangue, tanto, tanto, tanto sangue.
Ah! Com’è dolce, com’è gustoso il sangue dei fessi italioti!
“Si nun ce stessero i fessi, ‘e dritti comme campassero?”
Pensiero ‘e Zi Vicienzo…, ops…, Pensiero di politico…-
La merda pubblicitaria ti entra purtroppo dappertutto.
Al Parlamento: “E allora dai e allora dai e allora vai con le “Armi di distrazione di massa”.
In questo guazzabuglio caotico, contraddittorio, puzzolente e raccapricciante della cosiddetta presunta “Repubblica parlamentare italiana (italiota è più appropriato)”, si assiste ormai da tanto, troppo tempo alla solita danza grottesca e nauseante di ceffi amorfi, senza alcun valore, senza alcun senso che pomposamente si alternano (la sozza parentopoli di tutti i partiti: pater, mater, filii familias, parentibus e…) nelle sale dei tantissimi Palazzi del Potere (centrali, periferici, locali, ecc.) esibendosi nei talk show con cazzate ultragalattiche ed atteggiandosi in conferenze (oggi va di moda il meeting, aggiammo pazienza, da che pulpito vene ‘a prereca…), cerimonie, parate, cafonaggini, ecc., ecc. come unici e soli super macho e super femmine capaci di poter risolvere qualsiasi problema attanagli il popolo italiano. Come se fossero delle divinità o dei chiaroveggenti con la bacchetta magica. Fesserie, cazzate, stronzate...-
Stì sudici pezzenti hanno risalito senza alcun merito la Piramide Globale per opera dello “Spirito Santo” o di qualche Santone intoccabile; insomma, stì piezz’e mmerda pensano solo egoisticamente a risolvere le loro questioni a suon di incalcolabili libidini, svaghi e fotti - fotti, strafottendosene del popolo italiano, con conseguenti dissanguamenti al limite della decenza nei riguardi dei tantissimi poveri cristi.
Ve lo ricordate il famoso “E io pago…” di Totò?
Nella nostra schifosissima situazione italiota attuale tale battuta è lievitata esponenzialmente a livelli stratosferici.
Destra, Sinistra, Centro, Centro Destra, Centro Sinistra e poi, e poi (sì, bisogna ammetterlo…, sti’ stronzi so’ troppo forti nelle stronzate…) voglio ripetere tutti quei nomignoli messi lì ad capocchiam dalle nostre autorevoli Teste di Cazzo, senza aver mai studiato il latino: Mattarellum, Porcellum, Consultellum, Italicum, Democratellum, Legalicum, Provincellum, Rosatellum, Tedescum, ops. Germanellum e..., ne ho dimenticato qualcuno? A sì, ecco, ecco, ci mancava "Inculellum" E che vuol dire? Come, non l’avete ancora capito? Eppure, è così chiaro il termine. Il popolo italiota dove credete che lo prenda ora e sempre? –
Mica è finito…; nooo…!!! –
E veniamo adesso alla lista dei partiti (parziale), in continuo e asfissiante aggiornamento ed aumento…-

•    AREA POPOLARE
•    ALTERNATIVA POSSIBILE (18/03/2017)
•    NCD
•    CENTRISTI PER L’EUROPA
•    ARTICOLO 1
•    MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA
•    CIVICI E INNOVATORI
•    DEMOCRAZIA SOLIDALE
•    CENTRO DEMOCRATICO
•    FORZA ITALIA
•    IL POPOLO DELLA LIBERTA’
•    BERLUSCONI PRESIDENTE
•    FRATELLI D’ITALIA
•    ALLEANZA NAZIONALE
•    LEGA NORD E AUTONOMIE
•    LEGA DEI POPOLI
•    NOI CON SALVINI
•    MOVIMENTO 5 STELLE
•    PARTITO DEMOCRATICO
•    DP
•    SCELTA CIVICA
•    ALA PER LA COSTITUENTE LIBERALE E POPOLARE
•    MAIE
•    SINISTRA ITALIANA
•    SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
•    MINORANZE LINGUISTICHE
•    ALTERNATIVA LIBERA
•    POSSIBILE
•    FARE!
•    PRI
•    USEI
•    IDEA
•    UDC
•    PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (PSI) –
•    LIBERALI PER L’ITALIA (PLI)
•    CONSERVATORI E RIFORMISTI
•    Grande Sud
•    Popolari per l’Italia
•    Moderati
•    Idea
•    Euro-Exit
•    M.P.L.
•    Movimento politico Libertas
•    Riscossa Italia
•    SVP
•    UV
•    PATT- UPT

Poveri noi, cittadini italiani…, che Dio ci aiuti!!! –
Aiutare noi? Noi che ci siamo trasformati in una massa italiota informe e indifferenziata? Sarebbe meglio istituire la raccolta differenziata per questo popolo di merda e poi buttarlo via come scoria inutile.
E adesso “apro una parente…” come diceva Totò nella famosa lettera dettata a Peppino.
Ve la ricordate la canzone “Se potessi avere mille lire al mese”? –
Certamente sì!
Ebbene, ragioniamo un pochino sul valore del danaro, sporco, maledetto o insanguinato che sia, nel nostro piccolo, limitato, mortale, imperfetto mondo.
Chi teniamo da tanto, troppo tempo purtroppo al Potere? Vampiri, mignatte e mignotte, porci, iene e tanti, ma proprio tanti… non mi viene adesso il termine più appropriato, ma credo abbiate compreso il concetto, il fatidico eterno dilemma che ci assilla anima e corpo…-
Bando alle cianfrusaglie chiacchieresche…, andiamo invece al dunque e non perdiamoci nell’aggrovigliato filo spinato di discorsi a vanvera…, che è poi quello a cui mirano tutti i “Maligni” di questo mondo.
Secondo voi, i nostri politicazzi sempre assetati ed affamati rinuncerebbero ad una paga mensile netta che parta da un minimo di ventimila euro più pensioni, vitalizi, rimborsi, privilegi, immunità e… chi più ne sa ne metta…??? – In alto, sempre più in alto…; eh già, i costi dei vizi sfrenati e lussuriosi con mignotte di prim’ordine internazionali aumentano vertiginosamente anche per i nostri politicazzi al potere. E quindi? E quindi, altro che ventimila euro mensili più altre cosucce. Tali somme che per noi miseri mortali sono stratosferiche ed inimmaginabili…, per LORO invece grandi e possenti immortali, sono quisquilie che devono necessariamente lievitare tartassando sempre più la massa dei fessi pagatori…, che siamo noi…-
Ciclo malefico o non malefico, perverso o non perverso, diabolico o non diabolico…; chiamatelo come volete…; è una ruota che gira e che porta inevitabilmente LORO sempre più in Alto Loco e noi sempre più in Basso Loco, in discesa libera nel precipizio dei loculi cimiteriali…- Tutti li chiamano impropriamente “simboli” partitici nel senso di “simbolico” (tenendo la massa dei fessi italioti nell’imbarazzo della scelta, del dubbio, dell’è o non è…).
Ma nooo!!!-
Nessun dubbio da parte mia! Sono certamente dei “diavoli” partitici con la maschera di “angelo”, nel senso di “diabolico” mascherato da “angelico” col vizio di mostrare al popolo preso per il culo l’opposto del LORO vero essere infernale, demoniaco, mostruoso…-
Tony Dallara cantava tanto tempo fa la sua bellissima canzone d’amore: “Come prima, più di prima t’amerò…” –
E, per quanto riguarda un confronto con i nostri attuali governanti, come la mettiamo…?
Vige nella nostra politica il grande sentimento d’amore per il popolo?
Ceeerto che Nooo!!! –
Italiota in ogni caso e in ogni dove, ora e sempre, in Alto Loco fino a raggiungere la punta acuminata della Piramide Globale, ma anche Italiota in Basso Loco, fino a precipitare nelle voragini più profonde e tetre del malessere, dell’atroce sofferenza e della morte…-
Ieri, oggi e domani…, la storia ripete sempre il solito amaro ritornello: tutti i politici d’ogni forma d’appartenenza simbolica o diabolica che sia, si dilettano nel fare i viziosi, i voltagabbana, i porcelli, i menefreghisti, si uniscono e poi si lasciano, promettono e poi non mantengono, si amano e poi tradiscono, indossano giubbe di particolari associazioni e poi da veri trasformisti cambiano casacca, simbolo, schieramento politico, ma la sostanza non cambia mai rimanendo la stessa sozzeria di sempre e, rivolgendosi al popolo fesso (ecco l’Inculellum”), ripetono la solita ammorbante litania: “Come prima, più di prima t’inculerò, t’appesterò…” –
In che modo? Con un fetore insopportabile causato da una corruzione sempre più dominante a 360° in ogni luogo e 24 ore su 24.
Chissà perché, ogni tanto mi ritornano in mente famosi ritornelli di una volta e, in riferimento alla lista dei partiti riportata in precedenza, in continuo aggiornamento numerico, simbolico e diabolico, hard rock e heavy metal, ecc., ecc., ecc., riporto una stupenda canzone “Hully Gully In Dieci” di Edoardo Vianello.

Se prima ero solo
a ballare l'hully gully
adesso siamo in due
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in due
a ballare l'hully gully
adesso siamo in tre
a ballare l'hully gully
Se prima eravamo in tre
a ballare l'hully gully
adesso siamo in quattro
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in quattro
a ballare l'hully gully
adesso c'e' un Flipper
che ci suona un ritornello
Se prima eravamo in quattro
a ballare l'hully gully
adesso siamo in cinque
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in cinque
a ballare l'hully gully
adesso siamo in sei
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in sei
a ballare l'hully gully
adesso siamo in sette
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in sette
a ballare l'hully gully
ecco un altro flipper
che ci suona un motivetto
Se prima eravamo in sette
a ballare l'hully gully
adesso siamo in otto
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in otto
a ballare l'hully gully
adesso siamo in nove
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in nove
a ballare l'hully gully
adesso siamo in dieci
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in dieci
a ballare l'hully gully
ecco un altro flipper
che ci suona qualche cosa
Se prima eravamo in dieci
a ballare l'hully gully
se prima eravamo in dieci
a ballare l'hully gully
adesso sono solo
a ballare l'hully gully
adesso sono solo
a ballare l'hully gully
adesso sono solo
a ballare l'hully gully
adesso sono solo
a ballare l'hully gully.

In sintesi, le nostre “Carogne” (c’è un termine più pesante?) al governo fanno e disfanno la tela del ragno come, dove e quando vogliono, ma sempre a discapito del popolino con continue prese per il culo. E’ diventato questo terrificante viziaccio talmente radicato in LORO come modo abnorme ed illogico di amministrare (anzi di non amministrare) la “res publica”, che non possono farne a meno, simile a quei gravissimi e a volte letali effetti collaterali per uso continuativo di droghe pesanti…, col rischio sempre imminente di fatali problematiche irreversibili in caso anche di leggera astinenza –
Per spiegarmi meglio…; i nostri grandi cazzo-metri e larghe fesse-rie al parlamento devono purtroppo adottare senza sosta alcuna l’arte dell’Inculellum, come per dire devono prendere continuamente per il culo il popolo, altrimenti c’è il rischio per LORO di gravissime patologie cronico – degenerative non reversibili. Insomma devono fare il solo mestiere che sanno fare: l’Inculellum.
Arrivati a sto’ punto.., mi domando a che servono le elezioni, le propagandi elettorali, ecc., ecc., ecc. se tutti, dico e ripeto tutti al parlamento, malgrado le casacche di prestigio che indossano e/o che si scambiano, internamente hanno la stessa putrida sostanza, che emana odore ripugnante di rancido da tutti i lati, da tutti i buchi, da tutti i pori.
E quindi? Quindi chi cazzo vuoi salvare? Chi cazzo vuoi votare? So’ tutti da buttare nel cesso. Mai più fidarsi di LORO, qualunque cosa promettano. Badate bene: non “Stronzi che galleggiano”, non “Cessi a galleggiamento”, altrimenti i ceffi evadono, ritornano e si sbrodolano di nuovo, più di prima, come porcelli assatanati, nel sangue dei poveri cristi. Bisogna invece farli precipitare senza vie d’uscita nella tetra voragine e far riemergere finalmente dal profondo letargo tutte le “Verità Storiche” e, lasciatemelo ripetere, tutti quei Grandi Valori di una volta ormai del tutto scomparsi nella società odierna: famiglia, onore, dignità, amicizia, rispetto, socialità, collaborazione, ecc., ecc.-
A proposito di socialità, tengo a premettere che io non ho nulla contro questa marea di nuove tecnologie che ci avvolge e, a volte, ci soffoca e ci droga, ma, come ogni cosa, bisogna essere molto, molto attenti a come, in che modo e per quale scopo vengono usate…-
Oggi esistono tablet, smartphone e poi internet, social media, social network, email, blog, chat, messenger, forum, watsapp, facebook, twitter, ecc., ecc., ecc. –
A questo punto una riflessione è d’obbligo: “La Famiglia, la Socialità, il Rispetto, l’Onore, l’Amicizia, ecc., ecc. esistevano ed avevano più valore in un passato di tanto, tanto tempo fa in cui non esisteva nessuno di questi strani apparecchietti moderni oppure adesso in cui la nostra mente è satura di tante, troppe quisquilie, gadget e stronzate varie…?” –
La risposta è immediata: “I Valori umani, i valori morali, i valori della vita esistevano nel lontano passato. Adesso sono quasi del tutto scomparsi e siamo diventati purtroppo una massa informe e senza senso!” –
“Once upon a time…” – C’era una volta… il Vero Valore della Vita!”     

Come sempre, alla fine di ogni mia trattazione riflessiva (ricordatevi che sono solo semplici miei pensieri e che siete liberi di accettarli o criticarli o negarli…) è mio dovere ringraziarvi tutti.

Alla prossima…-

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Domenica, 17 settembre 2017

Analogia tra tre Grandi Donne dai Grandi Valori
Regine, Mamme, Mogli
Princess Diana, Queen Rania of Jordan e
S.A.R. la Principessa Camilla di Borbone.

Oggi, come sempre, come ormai tutti i giorni, sono stato a Piana di Monte Verna nella grande, antica e bella casa dei miei cari mamma e papà. Avverto di continuo la loro amorevole presenza e, ad un tratto, ho notato alcuni documenti ed alcune stupende ed interessantissime immagini appese alle pareti e m’è venuta la voglia di prendere tutto il materiale, leggerlo e riportarlo poi nel mio (pure lui) grande, antico e bel computer e, con l’approvazione sempre dei miei genitori, mi son permesso di fare altre mie ricerche in rete…, ed ecco quello che ne è venuto fuori oggi, domenica, 17/09/17.
Devo dire che, più delle parole, più dei discorsi, più delle opinioni, più dei talk show…, valgono i fatti, le opere, le iniziative, la sensibilizzazione, l'impegno e tantissime altre cose positive che queste tre Grandi Donne hanno fatto nella loro vita (Diana) e continuano a fare ancora adesso (Rania e Camilla) con semplicità, comprensione, amore e dignità sempre con l’unico scopo di assicurare pace, serenità e benessere, non solo al loro Popolo, ma a tutti i Popoli della Terra senza alcuna distinzione di razza, colore o appartenenza politica o religiosa…-
Ho voluto ricordarne solo tre, ma di Donne di Grandissimi Valori ce ne sono tantissime nel mondo ed alcune purtroppo vivono nell’ombra e nell’oblio più assoluto dei mass media, legati ai Perversi Poteri Forti.
Bisogna poi ricordare che la Storia, la Vera Storia, soprattutto quella relativa alla mia tanto amata e desiderata Terra natia, lo splendido, meraviglioso periodo borbonico del Regno delle Due Sicilie, ne annovera parecchie di Grandi Donne dai Grandi Valori.
Comunque, osservate con attenta riflessione questi esempi, queste poche immagini per rendervi conto del concetto veritiero che intendo divulgare, al fine di cercare un modo, una possibilità, anche se remota, per poter sensibilizzare tutta questa società che mi circonda, mi soffoca e che diventa sempre più amorfa, senza valori e senza alcun senso di vita…- Scusate il giro di parole ma…, credo che abbiate afferrato il concetto…-
Noto spesso, con grandissimo sconcerto, che tutta la società odierna è formata da una maggioranza di ebeti imbevuti dalle fesserie pronunciate da presunti e saccenti critici, scrittori, giornalisti, opinionisti, letterati, storici e da una marea enorme di cosiddetti Professoroni dalla “chiacchiera” caotica, contraddittoria…, ignoranti, ciucci e schiavi dei Poteri Forti guerrafondai, finanziari e…-
La cosa tragica e particolarmente sconfortante (mi si rivolta lo stomaco e anche il resto…) è che si continua imperterriti (è la moda, lo scoop a tutti i costi…) a parlar sempre di guerre (come se fossimo tutti in un perverso gioco della guerra, un perverso concorso a premi, con il premio finale: la morte), odio, violenze, armamenti, macchine di distruzioni di massa con tutto il loro losco e perverso business sulle povere vittime, sui poveri cristi, sul sangue degli innocenti, ecc., ecc., ecc., tutto trasmesso in diretta in prima serata, sdraiati in comode poltrone o magari viaggiando in una ferrari ed esibendo l’ultimissimo apparecchio collegato in rete, tutti con quel sorrisetto da ebete e tutti avvinghiati nella rete, a leggere, vedere ed ascoltare compiaciuti in un baccano nauseante l’ultimo aggiornamento su quella data guerra o su quella data catastrofe o su quella data carneficina…, trovando magari voglia in quel momento di fare anche sesso sfrenato o farsi una gran mangiata o, e perché no, commettere qualche azione oltremodo violenta e metterla in rete…-  
Mi viene una grandissima tristezza e penso al domani, al domani che non prevede nulla di buono…-
La solita fatidica domanda ti viene dal di dentro e si fa sempre più insistente: "Dove sono quei Grandi Valori di un tempo ormai passato? Che fine hanno fatto? In quale voragine, in quale fosso sono stati fatti precipitare? Siamo forse diventati tutti dei morti viventi, degli alieni, degli zombie, dei fantasmi, degli esseri ombra? In che razza di esseri ci stiamo trasformando?"-
E allora, per cercare di tirarmi un po’ su da questo malefico malessere che ti prende completamente corpo e anima e venir fuori, anche se per un istante, da siffatto pantano puzzolente di un mondo falso, corrotto, stupido, pazzo, putrido e crudele…, passo a volte il tempo a rintracciare da qualche parte (con una piccola lanterna…) quei Grandi Valori, quei Valori di un tempo passato…, ma m’accorgo che più il tempo passa e più ardua, difficoltosa e piena di pericolosissimi tranelli si presenta la ricerca sulle Verità Storiche e, ogni tanto, devo purtroppo fermarmi e ritornare a soffrire le pene dell’inferno in quest’amarissima realtà di oggi, per non soccombere, per non venir schiacciato, denigrato ed anche linciato dalla massa ignorante e…, questo potrebbe realmente succedere, prima o poi, nonostante la mia fortissima forza di volontà, la mia dignità e la mia onestà.  
Che volete che vi dica, cari lettori di “buona ed onesta volontà”.
La speranza è una parola, è solo e soltanto una semplicissima parola…- Ma, ci è almeno consentito sperare, pensare, sognare, riflettere???  
Se, putacaso, neppure questo ci è consentito…, allora, lasciatemelo gridare forte, forte a squarciagola: “Che senso ha questa Vita???” -
Calma e Pace. Che Dio ci aiuti e ci benedica tutti…-
Beati e Benedetti sono tutte quelle bravissime ed eroiche persone che hanno sacrificato la loro vita per il Bene degli altri.
Volete un esempio? Un piccolissimo esempio?
I miei carissimi e dolcissimi genitori hanno dedicato la loro intera Vita per il Bene degli altri ricevendo in cambio solo e soltanto Male.
Beati, comunque, i miei mamma e papà che, adesso, non hanno i miei problemi, le mie ansie, i miei sconforti, le mie delusioni, in quanto vivono finalmente in un altro Mondo (il Vero Mondo) la loro eterna Vita in Pace, Amore, Armonia e Gioia.
Niente sofferenze, niente dolori, niente discussioni, niente attriti, niente incomprensioni, niente ingiustizie…; nel loro Vero Mondo in cui sono volati via non esiste il Male…, esiste solo e soltanto il Bene.

Come sempre finisco la mia piccola trattazione riflessiva in questo mio piccolo spazio web, salutando e ringraziando col “CUORE” tutti i lettori!

Alla prossima…-

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Domenica, 10 settembre 2017

IL PENSIERO E’ REALE?
ASSOLUTAMENTE SI’!

Lasciatemi svagare un po’ con la mente, per cercare di superare indenne le inaudite sofferenze che spesso mi perseguitano e senza impazzire nei dubbi e nei tantissimi perché che mi affollano la mente, saturandola a volte più del dovuto, soprattutto in questi tristissimi momenti attuali in cui sono volati via (ma non del tutto...) i miei due Tesori, Mamma e Papà. Sono certo al 100% che una parte di Loro, la più importante, vivrà in eterno..., riprendendo quella famosissima citazione del grande Orazio: "Non omnis moriar; magna pars mea vitabit Libitinam!" -
Cerchiamo allora, se possibile, se la società attuale ce lo consente, di riflettere da esseri veramente liberi, con estrema calma e senza quelle ridicole stronzate astrologiche o religiose o politiche o "top secret" (mmm..., nun me facite parlà... se no jesco fore 'o seminato...) che ti avvelenano l'esistenza, su un argomento che credo sia nello stesso tempo interessante, anche se un po’ complicato ad esporne chiaramente il concetto, almeno dal mio piccolissimo punto di vista...- Allora, il mio pensiero che mi passa spesso nella testa è il seguente...:
Se l'infinito universo è realmente eterno, allora tutto e tutti siamo infinitamente universali, reali ed eterni, evolvendoci di continuo, in un ciclo senza fine, senza tempo, né spazio e tutto e tutti ritorniamo prima o poi all'origine, riprendendo di continuo sempre nuova vita in nuovi mondi e così i cicli si ripetono all'infinito...- Quindi nulla è impossibile e... mai dire mai...- Di conseguenza tutto ciò che pensiamo, immaginiamo, fantastichiamo è e deve essere, per forza di logica, reale, anche se esistente in altre dimensioni, in altri mondi.
All'anema ra semplicità..., e qui s'arrevota tutt'o stommaco e anche qualcos’altro..., 'e ppalle per intenderci...-
Ma, lasciamo un po’ e, solo per un po’, quest'arzicogolamento di chiacchiere e…, jamme annante, ch'è molto meglio...-
Allora, accummenciammo, cercando di non oltrepassare la comprensione dei concetti esposti.
Oggi si discute tanto sulla velocità della luce e sulla cosiddetta "curvatura" dello spazio - tempo. In realtà, immaginare di superare la velocità della luce nel vuoto (300.000 km/s) contraendo lo spazio davanti a noi seduti magari in una ipotetica navicella spaziale e nello stesso istante espandendo lo spazio dietro di noi, non solo è possibile, ma è realmente fattibile. Il problema grosso e invalicabile è che attualmente, con le nostre imperfette e limitatissime conoscenze in materia e, soprattutto, perche ci troviamo purtroppo in questo piccolissimo ed insignificante mondo mortale, non ci è consentito operare in tal senso sia nell'avviare tale ipotetica macchina "ultraluminare" e sia nel poterla eventualmente fermare una volta avviata.
Nel nostro mondo mortale possiamo solo, con la nostra infinita immaginazione, pensare a tutto ciò che esiste realmente nell'altro mondo immortale. E già il fatto che lo pensiamo, implica necessariamente che qualcosa di veritiero esista effettivamente nella realtà di un altro ipotetico mondo, interno o esterno, parallelo o non parallelo che sia...- E poi, poi, poi, avviene che questo stupido, egoista e disumano essere terrestre ci bazzica nel business a tutti i costi e nascono i film, i romanzi, le commedie, i talk show, i  critici, gli opinionisti, le teorie, le ipotesi, le chiacchiere e le solite infinite parole, parole, parole...- Aveva senza dubbio ragione il grande Einstein quando affermava che, secondo il suo modesto parere, due cose sono infinite: l'Universo e la Stupidità Umana, ma se della seconda ne era certo al 100%, della prima nutriva ancora qualche dubbio...-
E adesso, chi viene a voi adesso?
Ma certo, la tiritera non è affatto finita..., non vi alzate ancora dalle poltrone, in quanto vi voglio rifilare di nuovo il mio fatidico e strano sogno dell'età giovanile che spesso mi ritorna in mente, uguale, uguale in tutti i minimi particolari, da sveglio e anche quando dormo... –
Qualcosina di vero dev’esserci, ne sono più che certo, come sono convinto che qualcosa deve pur significare sto’ sogno di cazzo, se si ripete sempre e sempre allo stesso modo…- O no? -
Allora, non perdiamoci in quisquilie, per favore…: il fatto è che mi ritrovo di nuovo completamente fermo (sono sveglio, sto dormendo o dove cazzo mi trovo?) in uno stato di ipotetica incoscienza eterea, d’estasi forse, seduto dentro una specie di strano abitacolo di uno strano veicolo spaziale che sembra (è solo un'impressione) pure lui fermo, (in realtà viaggia a velocità di ultracurvatura ultraluminare) immerso nel buio più assoluto dell'universo infinito. Ad un tratto infinitesimale, chissà perché, forse per un pensiero anomalo vagante nella mia mente, muovo di un miliardesimo di millimetro in un miliardesimo di secondo la punta di un dito (ma che vi salta per la testa! Ho detto la punta del dito e non di quel coso lì…) e allora subisco una decelerazione improvvisa e violenta che mi scombussola tutto per fortuna solo per un istante e vengo riportato ad una velocità di gran lunga inferiore a quello che percorrevo, ritrovandomi di colpo a viaggiare ad una velocità che per me sembra molto, molto bassa, in realtà comunque prossima a quella della luce. Tutto d'un tratto dal buio fitto appaiono davanti e dietro di me strane scie luminose; poi rallento ancora e vedo tantissimi punti luce, stelle, comete, costellazioni, galassie, nebulose, vortici, buchi neri, scoppi, lampi, rumori strani, ecc., ecc. che, avvicinandomi appaiono sempre più grandi e rumorosi e poi e poi decelerando ancora noto altri corpi, pianeti, satelliti, altri esseri in altre macchine volanti e poi, poi lontano anni luce noto un puntino e decido di configurare la mia rotta di percorrenza intergalattica per quel puntino. Dalla sensazione di presunta totale immobilità iniziale di quando viaggiavo ben oltre la velocità della luce, improvvisamente tutte le cose mi appaiono in movimento e, più diminuisco la velocità e più davanti a me si configura un nuovo mondo, mai visto prima. Poi tutto d'un tratto il viaggio o (se volete intenderlo…) il sogno svanisce e mi ritrovo in altre vesti ed in un altro corpo catapultato nella mia "sembra" stanzetta, a terra vicino al mio "sembra" letto e apro piano gli occhi e muovo piano gli arti e la testa un po’ doloranti e mi domando: "Ma dove cazzo sono capitato? In che letamaio sono precipitato?" La risposta purtroppo arriva subito: "Ahimè, povero me, questo posto è peggio del più orripilante lager; sono capitato proprio nel peggiore dei posti dell'universo intero: la Terra e i sozzi suoi abitanti, la putrida razza terrestre!" -
E' un sogno? E' solo un semplice ingenuo insignificante sogno? Sì! Ma dato che tutto ciò che si sogna qui è dannatamente veritiero dall'altra parte, quando si passa oltre, quando si va nella Luce Eterna, questo mio sogno, come del resto i pensieri di tutti gli abitanti del mondo, sono e devono essere, ne sono certo, al 100% reali, solo che noi dotati di limitatissime capacità sensoriali non siamo in grado di comprenderne e di apprezzarne la reale conoscenza, imprigionati come siamo nel nostro minuscolo guscio, tunnel spazio - temporale.
Mi viene a volte da pensare: Ma allora chi sono veramente gli alieni in questo piccolo mondo mortale? E, per quale gravissima nostra colpa siamo stati "forse" imprigionati, con il ciclo della limitatezza nella nascita, crescita, vita e poi morte, in questo angusto e tetro tunnel spazio - temporale, in cui tutta la logica dell'universo reale è completamente alla rovescia? –
 Quello che dovrebbe essere chiaro, almeno dal mio punto d’osservazione, è che nella curvatura dello spazio – tempo (convergenza davanti e divergenza dietro) si va ben oltre la Luce, si va ben oltre l'infinito, oltre i presunti buchi neri, si passa insomma oltre..., si varca quella fatidica soglia che tutto e tutti, prima o poi, dobbiamo per forza attraversare…, punto e basta. Mi viene adesso la voglia, ricordando alcune spiegazioni di geometria rivolte ai miei alunni di prima media, di fare un semplicissimo paragone, anche per cercare di rendere la questione un pochino più semplice e comprensibile alle masse: due o più rette perfettamente parallele, non avendo né origine, né fine non potranno mai incontrarsi, sia in un senso che in quello opposto, anche viaggiando alla velocità della luce nel vuoto (300mila km/s), la massima consentita per le nostre limitate testoline di cazzo.
Ma se, invece, facciamo convergere le rette nello spazio vuoto davanti a noi (ci troviamo inizialmente a viaggiare sempre alla velocità della luce) e nello stesso istante facciamo divergere le stesse rette dietro di noi, di conseguenza è logico (logica matematica) che la velocità deve per forza aumentare in maniera esponenziale oltrepassando di molto quella della luce con cui siamo partiti prima di iniziare la "curvatura" spazio - temporale.
Purtroppo le nostre testoline di cazzo, a causa di un eventuale violentissimo impatto con le nuove strabilianti velocità ultraluminari di curvatura ultragalattica, potrebbero subire inevitabili e atroci conseguenze con danni irreparabili e senza alcuna possibilità di tornare indietro all'origine. Forse, in questo caso, e parlo adesso un po’ ad capocchiam, necessiterebbe veramente un pronto intervento di quell'Energia Universale che tutto regola; in altri termini… come la potremmo chiamare... intervento celestiale del Divin Maestro…, che poi è la stessa cosa…-

IL MENEFREGHISMO

Mi passa adesso per la testa un’altra questione e, mi si stringe forte, forte il cuore, pensando alla cattiveria infamante egoistica e irrefrenabile di certi loschi figuri (vicini e lontani) che son stati addirittura capaci di… e…, mi viene un nodo alla gola e…, le lacrime scendono ancora ed ancora sul mio viso…-
In riferimento alla sozza noncuranza egoistica della società odierna, soprattutto quando si tratta di difendere i loschi affari personali, i sudici business, aveva perfettamente ragione il giovane Tommasino nella famosissima commedia di Eduardo De Filippo (Natale in casa Cupiello), quando diceva: “Eh già... e se sapeva...; mo’ nisciuno sape niente…!” –
Nessuno vede, nessuno sente, nessuno parla… nessuno si accorge di nulla... e intanto continua il grottesco mistero della fede...nel "Vitello d'Oro", nei falsi idoli, nei pagliacci vampiroidi...-
Gli addetti, i lecchini o gli adepti dei politici, compreso enti associati, organi, società, ecc., ecc. che fanno??? Si grattano le palle?- Ma le hanno le palle??? -
Penso che, interpretando bene con più accuratezza e ragionamento i Sacri Testi di qualsiasi credenza religiosa, quelli assolutamente originali, non quelli classici che si danno in pasto alle masse e che fanno comodo ai potenti..., in quei tempi furono distrutte le città dei "Giusti", ma le tantissime "Sodoma e Gomorra" continuarono imperterrite nella loro lussuriosa e malefica frenesia della lordura più pazzesca e perversa che possa esistere, inquinando in seguito tutte le terre e tutti i popoli, con le loro abiette discendenze, moltiplicandosi a dismisura in modo esponenziale, in tutto il mondo...-
Ecco spiegato, ecco che tornano i conti constatando amaramente che esiste attualmente sulla Terra una sola sozza e putrida razza che occupa il pianeta abusando di esso e facendo continuamente scempio e strazio di Madre Natura con guerre, guerre, sempre e soltanto guerre usando mezzi sempre più distruttivi fino a pensare ad un grande super scoppio finale in cui tutto viene eliminato o per meglio dire tutto si trasforma nell'origine di tutto, quando esisteva al posto della materia universale solo un vortice d'energia, una nebulosa da cui è iniziato la materia, il tempo e lo spazio.
Tornando a “…Mo’ nisciuno sape niente…!” –, la contraddizione vigente da sempre in questo Pazzo Mondo è che quando c'è da linciare, commettere ingiustizie inaudite, punire, sacrificare, massacrare nel fisico e nell'anima, ammazzare... un povero cristo, un essere onesto e giusto, allora tutti sono concordi, mettendo enormemente in risalto e trasformandola nella peggiore delle colpe, magari solo una semplice briciola, una virgoletta messa al posto sbagliato, una briciolina insignificante, un errore banale, fatta forse per ingenuità, distrazione o necessità del povero cristo non abituato al perverso linguaggio politico diplomatico e allora tutti lo accusano ponendolo come il mostro per antonomasia, il terrorista più crudele, ecc., ecc., ecc., mentre se vengono scoperte con prove schiaccianti delle magagne, delle ingiustizie, delle cattiverie inaudite e sconvolgenti da parte dei "Poteri Forti" allora tutti tacciono, tutto viene messo a tacere nel bene o nel male e tutto viene archiviato, obliato o falsificato con atti pubblicitari di "Distrazioni di massa", attraverso i soliti lecchini degli organi d'informazione legati agli "Innominabili".
L'antica "Sodoma e Gomorra" fu veramente distrutta? Assolutamente NO!!!
Oggi tutto il mondo è una maestosa potente terrificante "Sodoma e Gomorra" evoluzione di quella antica. Come per dire il Male si è evoluto adattandosi alla nuova società mondiale.

La riflessione è d'obbligo:
Nisciuno sape niente...! E allora è un ignorante!
Nisciuno è responsabile...! E allora è un irresponsabile!
Nisciuno è competente...! E allora è un incompetente!

I politici, gli enti, le società..., e tutti i lecchini attorno, company e teste di cazzo comprese... ecc., ecc. quando è da spillar soldi illegalmente; quando è da occupare abusivamente; quando è da truffare, prendere per il culo, ingannare, infangare poveri cristi innocenti, sono tutti responsabili, sono tutti competenti, sono tutti gran professoroni, sono tutti alti organi accusatori, ecc., ecc.; quando è invece provato e più volte dimostrato al chiaro di luna che il danno, la tragedia, le morti, i disastri, gli scempi sono stati effettivamente causati solo ed esclusivamente dai Gran Signori del Potere..., embè, allora non sanno nulla, non si sono accorti di nulla, non hanno visto, né sentito nulla negando perfino l'evidenza messa in prima pagina dagli stessi organi d'informazione e anche da quelli attaccati alle "pettole" politiche. Insomma, quando la colpa è causata da Loro (e…, a questo punto capite bene a chi mi riferisco…), si dichiarano tutti innocenti, estranei ai fattacci avvenuti, non responsabili del disastro, non competenti nelle questioni in cui dovrebbero essere implicati e…, dopo aver danzato il solito grottesco valzer degli sciacalli scaricabarili, lasciano i poveri cristi nelle loro continue atroci sofferenze, aumentando a dismisura la gravità delle loro tragedie..., accusandoli, denigrandoli con infamie inaudite anche dopo la loro morte…-

Ma che razza di mondo è questo?
Vi sembra un mondo normale, umano, logico?
Assolutamente Nooo!!! –
E’ anormale, disumano e illogico!
E aggiungo il termine usato da Einstein per definire l’Uomo: infinitamente STUPIDO! –

Grazie a tutti quei lettori che, con santa pazienza, hanno sopportato ancora una volta la lettura di questi miei scritti.
Chiedo venia a tutti se alcune volte mi sono un po’ lasciato trasportare anch’io (è purtroppo la moda di questi tempi bui) da parole, parole, parole con una prolissità a volte snervante, ma, ripeto, non era affatto mia intenzione tediarvi e chiedo di nuovo venia…-
Comunque spero che il concetto a cui tendevo mirare in questo mio piccolo spazio riflessivo sia stato comprensibile e questo è per me il solo motivo d’orgoglio, anche per essere riuscito almeno in parte a riportare alla luce alcune verità.

Grazie! Grazie! Grazie!

Dal Vostro sempre affezionato Andrea e dai suoi sempre presenti genitori Mattia e Lena che, nonostante siano volati via negli spazi ultraluminari extragalattici, rivivono in me e continuano a collaborare nella stesura di questo mio spazio web con la loro fortissima eterna Energia d'Amore...-

Alla prossima…-

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Domenica, 03 settembre 2017

AMORE! ARMONIA! GIOIA!
MERAVIGLIA DELLE MERAVIGLIE!

I miei due TESORI hanno finalmente varcato la soglia del GIARDINO DELL’EDEN, frutto del loro eterno amore, immersi nel bagno beatifico della perfetta e originaria esistenza.
La paradisiaca Terra dei Miracoli ha aperto la porta ai due nuovi ospiti che tornano in essa per condividere l’incessante sgorgare dell’estasi.
Cari mamma e papà, io penso, ne sono certo, che state davvero godendo nel vostro splendido Giardino dell’Eden, ma penso anche che la meraviglia del vostro Infinito Paradiso dei Miracoli vada ben oltre la mia immaginazione, a causa di questo limitato piccolo mondo mortale, in cui adesso, per il momento, ancora mi trovo.
State sereni, cari mamma e papà, vi siete ritrovati con tutti quelli che, come voi, sono passati nella Luce Eterna: parenti, genitori, nonni, bisnonni, ecc., ma anche tanti amici, tra i quali è d'obbligo ricordare il vero e sincero amico Giovannino Varrone dal cuore d'oro e tanti, tanti altri...- Che dire..., non trovo le parole per esprimere quello che sento dentro di me. Ancora una volta dall'origine dei tempi (ora è toccato ai miei genitori) si è verificato Il Grande Miracolo della Dolce Luce Infinita che tutto avvolge nel suo tenero abbraccio in un incommensurabile Amore universale frutto del creato, riportando tutti, prima o poi, all'origine dei tempi nell'incantevole Giardino originario del Divin Maestro...-
Una domandina sorge spontanea: "Questo nostro mondo mortale è solo un attimo in confronto all'eterno? E' solo un piccolo passaggio istantaneo per l'altro mondo immortale? Qual è allora il vero motivo dell'esistenza di questo nostro mondo finito se dall'altra parte c'è l'infinito?" -
 
A questo punto permettetemi di salutare e ringraziare tutte quelle persone "giuste" di questo piccolo limitato nostro mondo mortale che, malgrado le difficoltà ed i pericoli a cui vanno incontro, continuano senza sosta la loro opera di bene, cercando di sensibilizzare le masse.
Saluto e benedico tutti voi esseri veramente "umani", da qualunque parte vi troviate e condivido in pieno le vostre riflessioni, i vostri pensieri, le vostre sacrosante iniziative, il vostro coraggio. L'amore è davvero una cosa meravigliosa, splendida, universale, la più importante tra tutte le cose. Non dobbiamo farci abbagliare da questi falsi miti che imperversano sempre più nella nostra società, idoli demoniaci, portatori solo e soltanto di distruzioni, morte e guerre e che cercano sempre con tutti i mezzi possibili a loro disposizione, di mettere odio tra i popoli.
Essi cercano di far nascere, per mezzo di intrighi perversi, le solite scintille, in modo da avere il pretesto per poter intervenire con le loro macchine della morte, che diventano sempre più letali, sempre più capaci di operare nelle maledettissime guerre con terrificanti distruzioni di massa.
A proposito, essi i demoni, adottano le cosiddette "distrazioni di massa" (fateci caso..., le pubblicità ingannevoli e gli spettacoli sulle guerre ci martellano le menti 24 ore su 24) per abbabbuliare, schiavizzare le masse che continuano ad essere imbevute da questa malefica "droga" propagandistica e a battere le meni, ad onorare, a celebrare i loro denigratori, i loro carnefici.
Popolooo!!! Batti, batti pure le manine per chi, prima ti ammazza, e poi ti chiama pure "cornuto"...-
Svegliaaa popolooo!!! -
Cambiamo argomento, se no qui non si finisce mai di stupirci di questo male perverso che imperversa con la sua falce diabolica tutto il mondo intero.
Che bello, invece, sarebbe il mondo intero se fosse realmente e fattivamente un'unica Grande Famiglia, senza distinzioni alcune tra nessun essere umano (realmente "umano" in questo caso) in cui Amore, Gioia e Pace formino la vera Trinità basilare, eterna ed universale.
Termino abbracciandovi tutti, proprio tutti, nessuno escluso, con grande affetto. Tutti? Sì tutti! In realtà penso, a volte, che dentro ognuno di noi, anche il più maligno che possa esserci in questo piccolo stupido mondo, esista (deve esserci, lo voglio credere) una parte buona, una verità nascosta nei meandri più profondi del proprio io costituita dalla triade Amore, Gioia e Pace. Ognuno di noi, da che mondo è mondo, durante tutta la sua mortale vita, dalla nascita fino alla morte, credo che desideri ardentemente raggiungere queste tre Verità Assolute, “Amore, Gioia e Pace”, da condividere reciprocamente con tutti gli altri. L'importante è riuscire a farle riemergere dal profondo di ognuno di noi. Sembra un'utopia, ma nulla è impossibile. Basta solo la volontà. Allora sì che ne vedremo delle belle e allora tutto diventerà splendido, immergendoci non in una melma putrida e perversa, ma in un unico Grande Paradiso Terrestre e gli esseri terrestri potranno allora e, solo allora, essere definiti veramente esseri umani.
Grazie, Grazie, Grazie Mille a tutte le persone buone e di buona volontà che si dedicano a questo Santo Scopo, in maniera onesta e senza scopi egoistici di business...-

Strani Pensieri

Pensieri, tantissimi strani pensieri ti affollano continuamente la mente e cambiano, si annullano, si aggiornano, si trasformano, si dimenticano come cambia il tempo, come cambia questo pazzo, idiota e falso mondo. Anche restando neutrali e riflessivi nel proprio io, cercando di distinguere il male dal bene, a volte non ci si riesce venendo immersi completamente da questa melma intricata, aspra e forte che ti avvolge, ti soffoca e a volte ti stritola dominandoti, schiavizzandoti in un mare infinito di tante parole, vicende, fatti e comportamenti il più delle volte stupidi, tristi, falsi e delinquenziali e, purtroppo, alla fine, per non venire linciato e stritolato in mille e più mille pezzettini, devi far buon viso a cattiva sorte ed adeguarti anche se solo per un attimo a quest'andazzo demoniaco del Male Assoluto che domina da che mondo e mondo questo mondo mortale...- Solo con una reale unione pacifica tra tutti gli esseri potremmo forse sperare in un cambiamento positivo. Ma questo è per adesso solo un sogno, un'utopia, un'illusione...-
Ok! Nulla è impossibile, ma quali e quanti terribili prove ci attendono in seguito?

Confronto e contrasto
Fatti di ordinaria ingiustizia

Le infamie, le ingiurie, le ingiustizie verso il meridione continuano senza sosta anche oggi. Cito adesso, come piccolo esempio, ma ne succedono a migliaia anche mille volte più gravi, un caso emblematico; un fatto assurdo accaduto alcuni anni fa nella nostra società. Fatti che purtroppo, ripeto, non sono affatto rari ed isolati, ma si ripetono molto spesso ed a volte con gravità ben peggiori.
Un giovane militare napoletano ha dovuto subire una severissima punizione in caserma, per aver semplicemente espresso una sua opinione del tutto negativa sul cosiddetto presunto “Eroe dei Due Mondi”. Inutile qui esporre nei minimi dettagli tutta l’odiosa vicenda e l’odiosa ed assurda ingiustizia. Chi vuole intendere intenda. Certo è che a volte noi meridionali non siamo liberi neppure di pensare o di esporre un nostro semplicissimo pensiero.
Razzismo spregevole? Terrificante Inquisizione? Caccia alle streghe? Tempi passati? NO! Tempi recenti purtroppo! -
Quello lì è intoccabile, eh, e se sapeva…, come pure sono intoccabili tutti e 4 i presunti “Padri della Patria” (guai a parlar male di loro…, eee si rischia grosso, mooolto grosso…) mentre tutte le più perfide e crudeli infamie razziste elevate all’ennesima potenza contro i borbonici, contro la Casa Reale di Borbone, contro il Regno delle Due Sicilie, contro tutto il Sud sono ammesse e, anzi, vengono pure incoraggiate ai fini di un’eventuale florida carriera in Alto Loco…-
Che altro aggiungere… il contrasto e la differenza di valutazione nel giudicare le vicende storiche soprattutto nella nostra nazione è allucinante. Sembra di ritornare al famoso lavaggio di mani avvenuto tanto, tanto, tanto tempo fa in Medio Oriente. Non è cambiato nulla da allora: si punisce il giusto e si premia l’ingiusto.
"Se scarta 'o bello, e se ncuraggia 'o brutto!"
Scriveva nel dicembre 1910 il grande Ferdinando Russo nella sua significativa lirica "'O luciano d''o Rre".
Ed oggi, sì proprio oggi, in cui la situazione è molto più allarmante e tragica, cosa avrebbe scritto?

La trisavola Orsola

Cara trisavola Orsola,
ti chiedo umilmente perdono di aver in parte dubitato della veridicità dei tuoi racconti, ai tuoi numerosissimi nipotini, tra cui mia madre, sulla terrificante guerra del 1860, che tu pesantemente hai vissuto con la tua famiglia.
Raccontavi di una giovane e bella Regina (la definivi una mamma dal cuore d’oro) e molto probabilmente ti riferivi alla Regina Maria Sofia di Borbone (la famosa “eroina di Gaeta”) che soleva spesso intrattenersi nella tua masseria e in altre di Caiazzo a gustare quelle genuine prelibatezze di quel tempo che le massaie preparavano per i contadini. La Regina era molto affabile ed affettuosa; aiutava soprattutto i poveri, i deboli ed i bisognosi e si prodigava sempre a sue spese per il benessere degli altri. Tutti le volevano molto bene.
Solo dopo 80 anni sono venuto a conoscenza degli scritti di tanti bravi storici, che con documenti alla mano hanno messo in luce le meraviglie del Regno borbonico e le brutture nordiche che hanno causato il depauperamento di intere popolazioni sudiste, il massacro di tanti innocenti meridionali sempre fedeli al loro Re Borbone e la sistematica perfida denigrazione infamante contro il Sud, calunnia simile al più depravato e sozzo razzismo che possa esserci in questo pervertito mondo, che continua in altre subdole forme anche oggi.
Il tuo pronipote Mattia

Convinto che quei racconti della mia trisavola Orsola fossero fesserie, ascoltavo evasivamente tutto ciò che mia madre spesso soleva ripetere. Ragion per cui sono soltanto esigue le mie reminiscenze. Quante e quante verità storiche mi sono perso. Comunque, sono particolarmente orgoglioso di aver appreso oggi da prove inconfutabili ricavate da bravissimi e coraggiosi ricercatori le sacrosante verità storiche sulla guerra del 1860 vissuta e patita dalla mia trisavola. Verità che smentiscono completamente tutte le filastrocche fiabesche sulla cosiddetta presunta “Unità d’Italia” e tutte le sciocchezze infamanti e false nei confronti del Regno delle Due Sicilie e dei borbonici che purtroppo si leggono ancora oggi nei libri scolastici, classici, universitari, enciclopedie, ecc., ecc., ecc…-
I Savoia, appoggiati dalla demoniaca company (maledettissima pirateria terroristica inglese e francese), appena sono saliti al potere hanno travisato la storia, da cima a fondo,(vedi quel pazzo di Lombroso o quel cornuto di Cialdini o altri...), calunniando pesantemente la famiglia reale dei Borbone e tutto il popolo meridionale. Ancora oggi i nordici continuano a spremerci, ad offenderci, a insozzarci e a denigrarci. I cromosomi malefici di cui essi sono pregni non smentiscono la loro ipocrisia, falsità e cattiveria.

Voglio adesso riportare di nuovo quel significativo ed interessantissimo articolo del bravissimo compatriota Andrea Balìa, nella rivista “Il Brigante” del gennaio 2008.

Il decalogo di IO NUN ME SCORDO

Dieci buoni motivi per non dimenticare:
1) Io nun me scordo tutto il male e i soprusi che la mia terra ed il mio popolo ha subìto da 147 anni ad oggi, oltre allo sbeffeggiamento e al dileggio tutt’ora esistenti.
2) Io nun me scordo i nostri avi, i civili, i nostri soldati, i resistenti; tutti martiri d’una proditoria e barbarica repressione, dettata unicamente da motivi economici e d’espansionismo, spacciata per liberazione dietro il paravento degli ideali unitari.
3) Io nun me scordo quelli considerati come banditi ed appellati col soprannome di briganti. Altro non furono che patrioti i quali pagarono con la vita la strenua resistenza delle proprie terre contro lo scempio ed i massacri perpetrati dai “fratelli d’Italia”.
4) Io nun me scordo le donne che con loro o in loro vece scrissero pagine d’abnegazione, coraggio ed eroismo. Mogli, madri, sorelle, compagne, amanti che pagarono a fronte forse della prima ribellione femminile con il massacro e l’oltraggio la difesa dei propri uomini e delle proprie case.
5) Io nun me scordo che eravamo uno Stato ricco, autonomo ed indipendente, nonché in continua crescita, tanto da essere premiati, solo 5 anni prima dell’Unità, come 3° Paese al mondo per sviluppo industriale.
6) Io nun me scordo che fu azzerata l’economia del Sud, chiuse o portate  al disastro le industrie meridionali, espropriate le terre, attuata l’appropriazione indebita di beni e fondi bancari, bloccato lo sviluppo delle banche e le tasse portate da 5 a 41.
7) Io nun me scordo che a fronte d’una economia massacrata iniziò il fenomeno (prima sconosciuto) dell’emigrazione, che ha portato oltre 30 milioni di persone a lasciare le proprie terre e i loro cari per cercare lavoro all’estero o al Nord, dando vita a quella ancora oggi denominata “questione meridionale”.
8) Io nun me scordo che la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra, erano sì fenomeni preesistenti all’Unità ma circoscritti nell’ambito d’una contenuta e limitata espressione malavitosa; solo con l’Unità esse fecero il salto di qualità, perché coinvolte nel processo d’annessione, dando inizio a quella collusione tra malavita e politica ancora oggi presente.
9) Io nun me scordo che tutto ciò che sappiamo è frutto della ricerca, faticoso ma privilegiato compito a cui sono dediti i meridionali onesti e di buona volontà che lavorano per riappropriarsi della memoria storica, propedeutica ad un futuro nuovo per il Sud che viene da lontano; ma nessun libro o testo scolastico di monarchie sabaude, fascismi e governi repubblicani ci ha mai detto nulla sulla verità e gli eventi di quella storia, occultando e perpetrando la menzogna per quasi un secolo e mezzo.
10) Io nun me scordo i nostri Re: Ferdinando, Francesco, Maria Sofia. Gli unici e ultimi governanti a fare e lasciare (pur tra i loro umani difetti) qualcosa di concreto per la nostra terra ed il nostro popolo. Monumenti, opere, leggi e primati, che sono ancora postuma testimonianza. I fatti sono i fatti e le opinioni sono le opinioni; ma rispetto ai fatti, in quanto tali poco manipolabili, non v’è opinione e/o punto di vista che tenga.
Altri facciano ciò che vogliono, ma tra le poche certezze, è fuor d’ogni dubbio, finché avrò senno e ragione.
IO NUN ME SCORDO
in nome del popolo del Sud!
Andrea Balìa

E termino adesso con il comportamento onorevole e dignitoso di Luigi l’ostricaro che al nome del suo Re Ferdinando II di Borbone, commosso, prestamente si sberrettava. “Coppola nterra!”, egli diceva, fissando col suo occhio grifagno le comitive burlevoli. “Coppola e denocchie!... Chillo era ‘o Rre!...”-
Massimo rispetto per questo personaggio rimasto fedele ai Borbone, malgrado il cambiamento dei tempi e le offese ricevute dai volgari motteggiatori.  
Citazioni tratte da un testo del grande Ferdinando Russo a Napoli, dicembre 1910. “’O luciano d’ ‘o Rre”.

E, come soleva dire a volte il mio caro e dolce Papà: “Le mie non sono affatto fiabe o caotiche interpretazioni di sogni, ma precise realtà vissute direttamente dal sottoscritto.”
“CE QUI EST DIT EST DIT. À BON ENTENDEUR, SALUT!”

Ah! A proposito della situazione "italiota" di questi bruttissimi tempi, guardando a volte un pochino (mi viene la nausea, il voltastomaco ed il ribollimento del sangue alla testa) tv, giornali, stampa, web ed altri luridi mass media del momento (eh già vengono chiamati mass media..., all'anema ri mass media, sciù, sciù, che fetenzie...), mi sorge il dubbio, anzi la certezza che nulla è cambiato negli Alti Vertici del Potere, italiano e internazionale.
I mariuole, sì, i mariuole sono sempre gli stessi, cambiano la mantellina, la casacca, la faccia, la maschera, ma sono sempre gli stessi...-
Ed allora mi ritorna di nuovo in mente il famosissimo proverbio campano che recita:
"E mariuole cu 'a sciammeria 'ncuollo, so' pegge 'e ll'ate!"
I ladri eleganti e ben vestiti sono peggiori degli altri! -
I gentiluomini che rubano sono peggiori e fanno più paura dei poveri che rubano magari per fame o necessità.

Allora, basta così, per adesso e solo per adesso...

Grazie Mille!!!

Alla prossima!...

___oOo___

Domenica, 06 agosto 2017

CIAOOO MAMMA!!!
CIAOOO PAPA'!!!

CARI MAMMA E PAPA’
SIETE PASSATI OLTRE NELLA LUCE ETERNA
SIETE RITORNATI NELL’IMMORTALE ORIGINE CELESTE
MA VOGLIO RICORDARVI COSI’
BELLI E RAGGIANTI D’AMORE
IN UNA TERRA INCONTAMINATA E VERDEGGIANTE
UNA FLORA FLORIDA E RIGOGLIOSA
TRA ACQUE PURE E VERGINEE SORGENTI
MISTICHE LUCI IRIDESCENTI
CHE DISEGNANO CREANDO SPLENDIDI PAESAGGI
INSOMMA V’IMMAGINO MIEI CARI MAMMA E PAPA’
GIOIOSI E LIBERI D’AMARVI
IN UN VERO REALE PARADISO ETERNO.

I miei dolcissimi genitori:
Mone Anna Maria Maddalena anni 84
n. Venerdì 17/02/33 m. Lunedì 17/07/17
Cammarota Mattia anni 94
n. Martedì 27/02/23 m. Giovedì 27/07/17
Vi amo e vi amerò sempre…!!!
Sarete sempre per me i miei UNICI TESORI!!!

Mi mancate, sì, mi mancate tanto tanto tanto; eravate, anzi, ma che dico, lo siete anche adesso e lo sarete sempre tutti e due il mio  più bello ed importante punto di riferimento e vi ringrazio per tutto ciò che mi avete dato e che mi continuate a dare anche dopo la vostra dipartita.
Non siete volati via, vi trovate ancora qui, sapendovi sempre vicino e dentro di me in un’energia vitale che non vedo, ma la sento benissimo e la percepisco forte, forte, forte continuamente in me… -
E’ come un lieve sorprendente soffio, una brezza, un leggero tocco, una dolcissima carezza, una stupenda sensazione della vostra presenza che ha il potere di tirarmi su soprattutto nei momenti più bui…-
Sono e sarò sempre fiero ed orgoglioso di Voi due, miei dolcissimi mamma e papà.
Devo dire sinceramente che, dopo le tante lacrime versate;  dopo il panico, la disperazione, il dolore immenso che ho provato in quel tragico momento della vostra improvvisa ed inaspettata dipartita, mi sento adesso un po’ più sereno, sapendovi in un luogo migliore, in un luminosissimo luogo, senza ombra di tenebre, ove splende eternamente la Verità, l’Amore, la Gioia…-
E’ bello pensarvi uniti, raggianti e completamente liberi d’amarvi. Mi rivolgo adesso agli scettici di questo mondo. I miei genitori li vedo, li sento, sono proprio lì che vagano felici nella meravigliosa luce della vita eterna, tenendosi dolcemente per mano.
Cominciano tutti e due davvero a vivere, ne sono certo, davvero a vivere.
Sono adesso due sfavillanti angeli nell’immensità dell’universo, ovunque sempre presenti.
Ogni cosa bella che rallegra noi, rallegra loro stessi, permettendo la continuazione delle due vite: la nostra estremamente limitata e la loro eternamente scintillante.
Adesso mi ritornano in mente le stesse strane sensazioni e strane domande che mi ponevo spesso da fanciullo. Cos’è il tempo? Forse una mia illusione? Chi sono io e per quale motivo mi trovo in quest’ipotetico microscopico mondo spazio-temporale? Cos’è il passato, il presente ed il futuro? Forse sono soltanto semplici creazioni illusorie della mente?
Un attimo! Sì! E’ bastato ai miei cari genitori solo un attimo, un dolcissimo soffio d’energia vitale per passare oltre, ed immergersi nella luce eterna, riuscendo a percepire alla perfezione tutte le più recondite meraviglie di questo mondo che, invece, noi, da quest’altra parte, non riusciamo neppure ad immaginare, a causa delle nostre limitatissime capacità…-
La riflessione a questo punto sorge spontanea dal di dentro:
“Ci vuole un attimo, e lo ripeto, lo voglio ripetere ancora, solo e soltanto un attimo per passare dal mondo A al mondo B, per cui sono fermamente convinto che basti anche solo un attimo per fare il procedimento inverso. Credo però che nessuno, dico e ripeto nessuno dall’al di là, dall’altro mondo, abbia l’intenzione di lasciare quella splendida, scintillante, meravigliosa luce eterna per tornare nel nostro tetro, limitato, brutto, caotico, stupido, lercio e perverso mondo!” –
Avverto a volte nettamente l’amorevole presenza extrasensoriale dei miei genitori, come se stessero ancora con me, ma avverto purtroppo anche la loro improvvisa ed inaspettata mancanza fisica, materiale, in carne ed ossa, a cui m’ero piacevolmente abituato, giorno dopo giorno, anche condividendo e patendo a volte le sconcertanti amarezze ed ingiustizie di questo nostro caotico mondo.
Purtroppo, in questo piccolo inquietante mondo siamo tutti chiusi in una specie di guscio spazio-temporale, in attesa di uscire fuori, di varcare quella fatidica soglia e poter finalmente gustare ed ammirare la meraviglia delle meraviglie dell’altro mondo.
In questo mio tristissimo momento, non riesco ancora a capacitarmi, per non soccombere amaramente, è necessario riempire il vuoto con la forza di quell’ amore che i miei cari mi hanno sempre dato, in modo che loro stessi continuino a vivere dentro di me.
 Sono andati, sì, sono proprio passati oltre..., ma forse è meglio pensare che siano sempre tra noi, nel nostro mondo, a vivere tutti e due la loro meravigliosa Storia Infinita, immersi nella splendida Luce Eterna. Sono gioiosi, sorridenti, allegri e contenti e soprattutto si amano e ci amano tanto. tanto, tanto. Loro ci vedono e sentono tutto, percepiscono ogni nostro pensiero, ogni nostra sensazione, per cui è logico che più siamo gioiosi noi e più loro gioiscono in attesa del grande passaggio che tutti, prima o poi, dobbiamo attraversare per unirci ai nostri cari.
Hanno davvero cominciato a vivere..., già..., lo penso, lo confermo e ne sono certo, in quanto è l'unica ipotesi veramente plausibile..., che ti sorge spontanea del di dentro...-
Per loro le guerre, le sofferenze, il tempo, lo spazio e la morte non esistono...; sono soltanto concetti astratti ipotizzati e creati da noi stessi, dalla nostra mente, nel nostro minuscolo microcosmo, nel nostro piccolo tunnel spazio temporale in cui ci troviamo, in attesa di uscire fuori, di uscire dal guscio per immergerci nella scintillante Luce eterna universale...-
Quindi, è logico vivere nella maniera più sana, dignitosa ed onesta possibile questa nostra limitata vita per poi affrontare (certo è che non v'è certezza alcuna di cosa ci attenda veramente dall’altra parte…) l’eventuale futuro trapasso (quando arriva, arriva e non ce n’è per nessuno; siamo tutti uguali…) con tanta, tanta, tanta gioia...-
Calmo, devo stare calmo e pensare solo in positivo.
Purtroppo, malgrado queste mie modeste considerazioni, continuano purtroppo ad affollare, a saturare la mia mente, forse per la mia esagerata sensibilità tanti, tanti, tanti pensieri, alcuni belli ed alcuni brutti..., forse dovevo..., e se mi comportavo in maniera diversa..., e se il consorzio idrico avesse subito ripristinato a regola d’arte il mio giardino…, e se quelle punture anticoagulanti non ce le facevo..., e se le flebo..., non capisco…, forse emorragie interne non rilevate in ospedale…, ritenzione idrica, poi eccessiva disidratazione, scompenso cardiaco, prostata, insufficienza renale cronica, ematoma (voleva essere sempre attivo mio padre, 94 anni e, anche se le forze e l’equilibrio erano scadenti non si riusciva mai a trattenerlo, fino al letto con purtroppo la progressiva mancanza di mobilità) e tante, tante altre patologie..., boh, ancora non comprendo…, certo non so nulla di farmaci, di medicine, di esami o altro…, ma a volte sento parlare di errori, malasanità…,  e se avessi chiamato (e i soldi?) non gli specialisti locali, ma i migliori del mondo..., e se l’ospedale non l'avesse dimesso troppo presto con l’aggravante (almeno penso…) di tutte quella caterva di medicine somministrate sommariamente senza un’adeguata analisi ospedaliera e poi, e poi tutte quelle complesse terapie, terapie d'urto, precedenti e recenti…, pazzesco…  ecc., ecc.-
Basta così, se no penso che i miei cari siano stati assassinati due volte…, per cadute in prossimità della voragine nel mio giardino e per esperimenti medici come cavie da laboratorio…- Boh!?
Come faceva di solito, mio padre, quel fatidico giorno, s’era recato col suo bastoncino, a piccoli passettini, nel suo giardino per verificare la crescita dei frutti, delle piantine ed io, non vedendolo tornare subito, mi allarmai cercandolo di qua e di là.
Sentii una vocina lamentosa ma estremamente decisa chiamarmi e lo trovai disteso per terra, tra ferri, arnesi di giardinaggio, sacchi, pietre, ecc., ecc.. Mi disse con una strana voce che aveva perso all’improvviso forze ed equilibrio ed era caduto rovinosamente più volte su ferri, pali, pietre, rovi e spine, proprio in prossimità della maledetta voragine assassina lasciata da anni incustodita, pericolosissima e a cielo aperto da quei maledetti, sì, lo ripeto, maledetti del consorzio idrico con tutta l’incongruenza assurda di questo stato italiota politicizzato e delinquenziale che non capisce un cazzo di prevenzione e salvaguardia della tutela e della salute dei cittadini anziani, sofferenti e disabili italiani…-
Quindi lasciatemi sfogare, lasciatemi gridare forte, forte a squarciagola tutto il mio enorme disprezzo per questi figuri luridi che occupano senza meriti posti di prestigio, tecnici, politici, capi di società, locali, regionali, statali, ecc. ed anche europei che sguazzano in poltrone comodissime e prestigiose, inserendo in questa mia universale maledizione anche alcuni cittadini del mio comune, putridi vermiciattoli che strisciano alla corte dei politici…-
Nella mia maledizione ce ne sono tanti e tanti altri, ma mi fermo qui in quanto voglio, voglio, voglio rimanere con la mente ed il cuore il più possibile sereno nei miei pensieri ed in stretto contatto con quella straordinaria energia vitale emanata dai miei genitori che sento, sento, sento forte, forte, forte dentro di me.
Comunque, è come se in me cozzassero due emanazioni di diverse identità, l’amaro ed il dolce, il positivo ed il negativo, e mi riprende ancora ed ancora purtroppo (mannaggia la miseriaccia…) l’amarezza, l’angoscia, la tristezza, non riesco a trattenerla, della morte dei miei cari; se ci penso, non devo pensarci, impazzisco e le lacrime, le lacrime, le tantissime lacrime continuano purtroppo a scendere...-
E’ sconfortante notare ancora gli assurdi voltafaccia e voltagabbana di esseri disumani che hanno ricevuto tanto, ma proprio tanto bene dai miei genitori e poi, poi li lasciano morire tra pozze di sangue e sofferenza.
Maledettiii!!! Capiterà anche a voi, sì, ne sono più che certo, capiterà anche a voi in maniera enormemente maggiore quello che avete provocato ai miei mamma e papà…-
Se fosse stato ripristinato subito lo stato iniziale del mio giardino, del muro di cinta e della mia proprietà senza quei lavori sospesi e a cielo aperto, senza quegli sconci anormali ed illogici, il mio giardino sarebbe un oasi incontaminata ricca di stupendi odori, sapori e colori e mia madre non sarebbe morta di crepacuore e mio padre non sarebbe caduto più volte rovinosamente in quella voragine, tipo foibe lasciata aperta da quei maledetti del consorzio in combutta con i politici e mio padre non avrebbe fatto quella dolorosissima fine.
Auguro a tutti quei maledettissimi irresponsabili la peggiore fine, tipo foibe o quei macelli che succedevano tanto tempo fa nella guerra civile nel nord Italia.
Che dire, la voragine nel mio giardino è ancora aperta, il muro è ancora spezzato ed io, anche volendo, non posso porvi rimedio nella contraddizione più deleteria dell’abbandono e dello scempio più devastante ed intanto, con la morte di mio padre e mia madre causata da questi farabutti, nessuno, dico nessuno fa nulla, nonostante le mia grida di protesta, gli esposti, le istanze, ecc., ecc. – Non so più a chi cazzo rivolgermi.
I viscidi vermi locali confinanti si astengono dal prendere anche una minima difesa nei miei confronti come avveniva ugualmente in passato nei confronti dei miei genitori, mentre sono prontissimi (parlo sempre dei vigliacchi locali) a sottoscrivere tutti compatti qualsiasi accusa contro di me, mamma e papà.
E’ particolarmente sconfortante notare che sono proprio quelli che hanno ricevuto tanto bene da mio padre, a pugnalarlo senza pietà alle spalle.
Tutti mi dicono che l'arresto cardiaco (il 118 che ho subito chiamato) quando viene, viene e nessuno può farci nulla e quindi adesso dovrei pensare a me, soltanto a me, a vivere, svagarmi, mangiare e bere bene, riposarmi, divertirmi, ecc., ecc.. perché è proprio quello che vorrebbero certamente dall’altra parte i miei cari genitori, mio costante punto di riferimento...-

CIAOOO MAMMA!!!
CIAOOO PAPA'!!!

Vorrei, vorrei, vorrei l'impossibile..., vorrei un miracolo..., vorrei andare indietro nel tempo..., vorrei che tornassero tutti e due da me, sani, belli e vivi, a ragionare, parlare, leggere, sorridere, mangiare..., condividere le esperienze passate e recenti..., amare, amare, amare, ecc., ecc., ecc.-
L’enciclopedia della loro meravigliosa Storia Infinita non è affatto bruciata con la presunta, sì, presunta “dipartita”, in quanto essi non sono affatto morti, ma continuano vivendo intensamente dentro di noi attraverso il loro Amore grande, grande, grande.
Non è la mia solo un’ipotesi il fatto che essi continuano a vivere, ma è una certezza, una convinzione, una sensazione forte ed estremamente veritiera. Basta solo volerlo intensamente, per essere subito in congiunzione con loro, entrando in una nuova dimensione, in un nuovo mondo bello, affascinante, rigoglioso e pieno di luci scintillanti che danzano in un’angelica melodia.
Al bando tutte le negatività di questo mondo, voglio sognare, voglio immaginare, voglio pensare solo in positivo, in memoria di mamma e papà che si trovano adesso in un vero Paradiso, semplicemente bello, meraviglioso, reale e tangibile.
Vi amo, vi amo, vi amo tanto, tanto, tanto miei dolcissimi genitori e inebriatemi ancora con la vostra amorevole presenza fatta di stupende sensazioni, di dolci percezioni in cui si avverte in modo percepibile il morbido contatto con un’Energia inesauribile, forte, potente, ma nello stesso tempo tenerissima.
Allora, nel nostro piccolo e limitato mondo si parla, si parla tanto, troppo spesso a vanvera e senza senso, ipotizzando mille concetti astratti in riunioni, conferenze, discorsi, talk show che a volte sfociano in caciare grottesche e ridicole: chi dice una cosa e chi subito controbatte affermando l’esatto contrario e, alla fine, nulla viene fuori e tutto finisce nell’oblio.
Universi paralleli o non paralleli, al di là o non al di là, buchi neri. trasmigrazione, rinascita, contatti o fenomeni extrasensoriali, ecc., ecc.: si fanno mille ipotesi, mille teorie, mille discorsi, ma nessuno avallato da prove certe… -
La mia verità è che semplicemente, naturalmente avverto, percepisco, sento forte in me la presenza di una calda e dolce energia, di un’adorabile entità che mi consiglia di vivere intensamente la mia vita e di non pensare ad altro...
Chi può essere a sussurrarmi questa voglia intensa di vivere?
La coincidenza è che i miei genitori quando erano fisicamente accanto a me, mi consigliavano proprio questo…, la gioia di vivere fino in fondo questa mia vita, per poi essere pronto un domani molto, molto lontano ad attraversare con estrema serenità il fatidico confine ed immergermi felice nel luccicante, meraviglioso mondo eterno.
Non voglio perdermi nei meandri delle infinite creazioni mentali; non voglio discutere sui misteri della mente, sui concetti spazio-temporali, sui buchi neri, sui presunti infiniti universi paralleli, ecc., ecc.-
La verità è che desidero semplicemente, nella maniera più logica e naturale possibile, vivere in pace con tutti, con me stesso e soprattutto sempre con  i miei cari e gustarmi fino in fondo la loro presenza immergendomi completamente nel loro amorevole abbraccio. Siamo noi tre, siamo sempre noi tre, nella stessa abitazione con i soliti movimenti, con le solite pietanze, discussioni arricchite continuamente di amorevoli varianti creative, ma sempre siamo soli noi tre, in contatto, in congiunzione, in eterno amore.
Quindi, in conclusione, come volevo dimostrare all’inizio, nulla brucia, nulla muore e nulla si distrugge, ma tutto si evolve in eterno…- Dalla materia allo spirito, all’energia, ai campi di luce, alle onde magnetiche, gravitazionali, ecc., ecc. e viceversa.
Sì, il pensiero mi dice anche questo, come se fosse una creazione universale alla rovescia…; dalla pura energia alla materia…-
Uelà…, che bello sarebbe magari ritrovare i miei genitori in carne ed ossa come una volta, magari in altri corpi…- Boh!? Basta così!
Troppe falsità offensive e denigratorie si sono dette contro quelle antiche stupende progredite meravigliose civiltà di un mondo ormai passato. Non vorrei che dall’Alto qualcuno mi imponesse di fermare i miei pensieri come nell’antica Torre di Babilonia. Boh!?
Che stranissimi pensieri affollano la mia mente: grandi uccelli svolazzanti, lunghissimi rami di alberi che vibrano in alto…-
A volte penso che il vero e reale Unico Mondo sia proprio dall’altra parte, sì, proprio dall’altra parte, mentre il nostro credo sia una pura illusione creata dalla nostra limitatissima mente, che crea in continuazione solo e soltanto fesserie che si sovrappongono e si moltiplicano con nuove fesserie che si aggiornano ed annullano quelle antiche.
Che brutto mondo è il nostro.
Nulla è chiaro nella nostra distorta mente.
Allora, bando alle ciance, voglio, desidero ardentemente ritornare ben volentieri ai miei cari genitori.
Ciao papà e mamma…, è bello pensare che mi avvolgete con il vostro tenero abbraccio e, soprattutto, vi ringrazio per l’incommensurabile amore che, dall’inizio, avete nutrito per me e che continuate a darmi.
Ciao papà e mamma…, è bello ascoltare il vostro angelico canto nelle cristalline note di scintillanti variazioni luminose che manifestano una sì tale gioia infinita da rimanere veramente estasiati. Il ricordo indelebile delle vostre gesta, delle vostre affettuose cure nei miei confronti, dei vostri consigli ed esperienze di vita, riprende vita in me, nella mia presenza, nel mio cuore, mente ed anima, fissa come la luce di un’eterna lampada.
Ciao papà e mamma…, è bello pensare che vi trovate finalmente nel vero, reale, immenso Mondo Universale, in una Terra meravigliosa ed incontaminata, in uno stupefacente Paradiso luminosissimo in cui la vita, la verità, la bellezza, l’amore ed il bene si fondono insieme in un’energia di luce globale ed interminabile. Cari genitori, attraversando la porta del reale siete entrati nel reame dell’eterna gioia…-
Non parole, ma sensazioni, emozioni che nel Mondo Eterno vengono percepite, ascoltate ed amate.
Cari mamma e papà…, siete ormai immortali e completamente liberi di poter vagare nei sacri campi di alta luce per poter ammirare e gustare in pieno tutto ciò che di buono e di bello esiste da sempre in queste stupefacenti oasi di realtà, di tempo illimitato, di libertà e illuminazione.
A confronto il nostro caotico mondo mortale è invece immerso nell’irreale immaginazione collettiva della nostra mente in una contraddittoria sovrapposizione e moltiplicazione di falsità ed inesattezze.
Beati voi, miei cari mamma e papà…, siete in contatto con la vera e pura sinfonia cosmica, di cui ne fate parte integrante e, nello stesso tempo, potete inebriarvi nell’estasi delle dolcissime, armoniose e cristalline melodie degli sconfinati spazi, immersi in quest’immenso musical, che è l’universo, nell’infinito respiro dell’eterno, tra le stelle che sono il suo immenso cuore pulsante.

I miei dolcissimi genitori:
Mone Anna Maria Maddalena anni 84
n. Venerdì 17/02/33 m. Lunedì 17/07/17
Cammarota Mattia anni 94
n. Martedì 27/02/23 m. Giovedì 27/07/17
Vi amo e vi amerò sempre…!!!
Sarete sempre per me i miei UNICI TESORI!!!

GRAZIE!!! GRAZIE!!! GRAZIE!!!

Alla prossima…

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Domenica, 18 giugno 2017

E vasta, mo'!!!
Dicitencéllo forte:
"Ce avite fatto na paposcia tanta!"

La politica italiota si sbrodola in un delirante latinorum e i nostri politicazzi circondati da altri pomposi cazzometri senza palle nè attributi si riempiono la bocca con termini latini messi lì ad capocchiam, magari non avendo mai e poi mai studiato la lingua latina.
Che vergognaaaa!!! Che figure di merdaaa!!!
Mattarellum, Porcellum, Consultellum, Italicum, Democratellum, Legalicum, Provincellum, Rosatellum, Tedescum, ops. Germanellum e... "Inculellum" no? - Su, su, coraggio, dai, dai, vai con l'inculellum indifferenziato...-
Altri primati mondiali italioti negativi, da vomito, sputi, escrementi, peti, bave, risucchi e..., che si aggiungono alla marea di cazzate italiote che saturano e insozzano i nostri enormi Palazzi del Potere e li trasformano in sozze stalle.
Il Parlamento Italiota? Pazzesco!
Che figli di grandissima puttanaaa…!
E ritorna sempre puntuale quella massima riflessiva adattabile ieri, oggi e domani pure...: "Ma addó stammo? Embé! Stammo sempe 'nta chella sozza e fetentissima situazione lercia e puzzolente delle altre volte, peggio, molto peggio ‘e chella cantina ‘e vascio Puorto in cui si confondono in una lurida mescolanza indifferenziata ‘o rutto, ‘o pireto e... ‘o sango ‘e chi t’è mmuorto?!" -
Purtroppo sììì! Stamme sempe ‘lla!
mmm… nun me fa parlà…! -
Parliamo d'altro? Altro? E di che cazzo vuoi parlare?
Dalla padella italiota si passa all'istante alla brace infernale mondiale...- Non esiste più ormai un solo angolino del pianeta Terra che può essere definito pacificamente vivibile...-
Guerre, sempre guerre, continuamente guerre con tutte le loro agghiaccianti conseguenze e morti, tante morti di piccoli innocenti, tanti corpi dilaniati di bambini, tantissimi bambini senza vita o atrocemente sofferenti per le terribili ferite o mutilazioni, ecc., ecc.-
Bastaaa!!! -
Sapite che vve dico?
Voi, “Potentati” del mondo che vigliaccamente vi nascondete dietro le quinte e che siete la causa primaria di tantissime stragi strazianti ed orripilanti, me fate tanto, tanto, ma proprio tanto rebbrezzo. Puzzate jettà tutto 'o sanghe a llava! -
Alle sconvolgenti, orripilanti, sadiche e disumane (dico e ripeto “disumane”) mattanze che si susseguono senza sosta, senza tregua, senza pietà in tutto il mondo e che ti rattristano, ti avvelenano, ti sconquassano l’esistenza, cercherò adesso (è solo un vano tentativo) di rincuorarmi un pochino, cancellando completamente dalla mente, anche solo per un istante, tutto il male di questo pazzo, pazzo, pazzo mondo e ritornando alla pura, semplice ed ingenua sensibilità fanciullesca.
Impresa estremamente ardua, impossibile direi, ma tentar non nuoce e “sognare” un mondo diverso, un mondo migliore, credo sia consentito a tutti…-
E’ così o non è così? –
Si può in questo mondo di merda almeno avere la libertà di pensare, sognare, fantasticare…??? -
Il problema è che l’umanità intera ha smesso anche di pensare, sognare, riflettere, ragionare, …, “non ha il tempo di…; non ha la libertà neppure di pensare…”, in quanto tutta imbevuta di cazzate e stupidamente concentrata al massimo nel gioco delle guerre.
Sì! E' un perverso gioco malefico. Vince chi ha la potenza bellica più distruttiva.
In questo mondo i termini “amare”, “rispettare”, “costruire”, ecc., ecc. sono considerati antiquati e sostituiti dai nuovi termini “distruggere”, “uccidere”, “devastare”, ecc., ecc.-
Siamo tutti dei “morti”, maledetti "morti" che ci atteggiamo stupidamente ad esseri “umani”, con la prosopopea di essere addirittura gli unici esseri “vivi”-
In realtà è un'enorme balla cosmica, in quanto noi del pianeta Terra siamo talmente stupidi e disumani che, credo non esista una simile razza nell’intero universo.
Tutti corrono appresso ad una sola bandiera, quella sanguinolente della guerra…-
Viaaa!!! Viaaa da me putrido sfarzo!!!...-
Vaffangulooo tutte le guerre!!! -

Allora, voglio obliare tutta quest’enorme marea di cattiverie che sta letteralmente soffocando il pianeta Terra e tuffarmi nel grande amorevole abbraccio materno; un amore tanto, tanto, tanto grande che solo una madre può dare…-
A volte, dal proprio passato, affiorano per magia incantevoli ricordi.
Dalle stupende emozioni della mia cara e dolce mammina “Lena”, ecco a voi un’esilarante filastrocca, da Lei magistralmente recitata, tenendo con affetto strette strette sul suo petto le mie mani tra le sue mani...
Davvero queste sono soltanto semplici, grandi emozioni stupende...

La Pigrizia “La Massaia"

La pigrizia “La massaia” andò al mercato
ed un cavolo comprò...

Mezzogiorno era suonato,
quando a casa ritornò.

Cercò l’acqua, accese il fuoco,
si sedette, riposò;

ed intanto, a poco a poco,
anche il sole tramontò.

Così, persa ormai la lena,
sola, al buio, ella restò,

ed a letto senza cena
la meschina “la massaia” se ne andò.

Ah! Che meravigliose sensazioni stare con la mente libera immerso nelle amorevoli cure di una madre...-

E gli altri? Gli altri? Ma quali altri? Nun me fate arrevutà ‘o stommaco! Per me non esistono! Sono solo delle ombre che svaniscono nel nulla assoluto dell’oblio eterno! Ma chi cazzo sono sti stronzi? Chi si credono di essere questi pomposi guerrafondai che si sbrodolano continuamente nel loro putrido, puzzolente, viscido, sanguinolente sfarzo?
So’ sulamente ‘na granda bbergogna...
Nconcrusione, mi rivolgo a voi, sì proprio a voi merdosi guerrafondai: "Stateve bbuono e..., me raccumanno, schiattate, schiattate pure 'e salute. Vi auguro di schiattare ampressa ampressa con una copiosa furibonda fuoriuscita di sangue da tutti i pori del vostro corpo, senza alcuna possibilità di reversibilità...!"-

P)  A buon intenditor, poche parole.
R)  Aggio capito. S’adda parlà cu chilli ca nun capiscono niente.

Come sempre, alla fine di quest’altra nostra pausa riflessiva, è doveroso da parte nostra ringraziarvi per l’attenzione e la pazienza dimostrata nei nostri confronti nel fermarvi, anche solo per un attimo, nel nostro piccolo spazio riflessivo…-

GRAZIE MILLE!!!

Andrea e Mattia Cammarota

Alla prossima puntata!...

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Domenica, 7 maggio 2017

IL MIGLIORE INSEGNANTE E’ LA PROPRIA ESPERIENZA
CONCETTO CHE DIVIENE SEMPRE PIU’ CONVINCENTE,
MAN MANO CHE IL CAPOLINEA SI AVVICINA

Ottimismo o pessimismo? Speranza o illusione? Sogno o realtà? Depressione o esultanza? Paura o coraggio? –
Mi ritornano spesso in mente le citazioni di grandi personaggi del passato da Parmenide e Anassagora di Clazomene del V secolo a.C. a Antoine-Laurent de Lavoisier del 1700:
“Nulla nasce dal nulla e nulla perisce nel nulla” –
“Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” –

Riporto in questo paragrafo una mia poesia scritta da giovane in una bizzarra pausa di riflessione, in cui si può rilevare, in alcuni versi, il mio scetticismo in riferimento ad una probabile vita futura, in netta opposizione a certe superstizioni mistiche:

L’Attimo Fuggente

Un pulviscolo nell’immenso spazio vaga,
s’imbatte in altri granelli più piccoli
e si salda, si attacca e si restringe;
la palla si fa sempre più piccola.
Ad un tratto un boato possente
la frantuma e le particelle
si spandono per tutto l’universo:
son nate le galassie.
Esse vagano nell’infinito spazio:
ruotando, spargendo luci potenti;
rompendo, annullando l’oscurità.
E’ luce, è un lume nella notte fonda.
Risplendon stelle di varia forma e colore.
Son nate ed anch’esse morranno,
ingoiate, da un orrendo buco,
come fuscelli di sottile sabbia.
Tu, piccolo uomo, che ieri nascesti,
anche per te è giunta la morte.
Oggi si nasce, domani si muore;
tutto è caduco, tutto è finito:
nulla rimane, nemmeno l’essenza
d’un ricordo lontano.

A parte il mio pessimismo nel futuro, devo però certamente affermare di essere arcicontento di aver quasi raggiunto la fatidica età di un centenario, pur avendo vissuto tragiche esperienze in due orrende epoche: una scialba e presuntuosa monarchia gestita da sbruffoni e vanagloriosi e una sozza repubblica composta da migliaia di mariuoli e lestofanti che fanno accapponare la pelle anche a ladri, assassini e “zuca inchiostro”.
Vissuto in una terra meravigliosa ove la natura, il mare e il sole l’hanno resa in passato paradisiaca, mi si stringe il cuore di sconforto ed una grande tristezza mi prende, vedendola adesso in che stato deleterio è stata ridotta. L’uomo, quest’essere disumano e meschino l’ha purtroppo tradita, sfregiata e avvelenata.
Un tempo, molto lontano, questa mia terra era chiamata Giardino d’Europa; oggi, purtroppo, è diventata la Pattumiera d’Europa e, la cosa più grave è che tutti ne parlano, ma nessuno, dico nessuno, la difende, la rispetta o prende seri provvedimenti per salvarla, a parte qualche sporadica, isolata e limitata buona intenzione di pochi singoli.
Mi viene in mente un famoso spot televisivo in cui una bella signora avvezza agli “agi” della civiltà contemporanea e che non sopporta il caldo, si lamenta continuamente per l’assenza di comodità: “Ciro, please! Ciro, please!...” e la risposta del bel Ciro napoletano che la invita ad apprezzare le bellezze del luogo: “…abbiamo ‘o sole, abbiamo ‘o mare, abbiamo…” fino a che la bella signora si scioglie e si “butta” tra le braccia del suo bel “Ciruzzo”, ecc., ecc., ecc….!!!-
Riporto una bellissima canzone napoletana:

‘O paese d' 'o sole

Musica: Vincenzo D'Annibale,
Versi: Libero Bovio.
Anno: 1925

Ogge stò tanto allero
Ca quase quase me mettesse a chiagnere
Pe' 'sta felicità!
Ma è overo o nun è overo
Ca sò turnato a Napule?
Ma è overo ca stò ccà?
'O treno steva ancora 'int' 'a stazione
Quanno aggio 'ntiso 'e primme manduline.
Chist'è 'o paese d' 'o sole!
Chist'è 'o paese d' 'o mare!
Chist'è 'o paese addò tutt' 'e pparole
Sò doce o sò amare,
Sò sempe pparole d'ammore!
'Sta casa piccerella,
'Sta casarella mia 'ncoppo Pusilleco,
Luntano, chi t' 'a dà?
'Sta casa puverella,
Tutt'addurosa 'anepeta,
Se putarria pittà.
'A ccà 'nu ciardeniello sempe 'nfiore
E de rimpetto 'o mare, sulo 'o mare.
Chist'è 'o paese d' 'o sole!
Chist'è 'o paese d' 'o mare!
Chist'è 'o paese addò tutt' 'e pparole
Sò doce o sò amare,
Sò sempe pparole d'ammore!
Tutto, tutto è destino!
Comme putevo fà furtuna a ll'estero
S'io voglio campà ccà?
Mettite 'nfrisco 'o vino,
Tanto ne voglio vevere,
Ca mm'aggi' 'a 'mbriacà!
Dint'a 'sti qquatto mure io stò cuntento:
Mamma mme sta vicino e nenna canta.

Chist'è 'o paese d' 'o sole!
Chist'è 'o paese d' 'o mare!
Chist'è 'o paese addò tutt' 'e pparole
Sò doce o sò amare,
Sò sempe pparole d'ammore!

Come ho riferito all’inizio, il mio capolinea è vicino, ma nell’andare via permettetemi almeno un piccolo mio sfogo, maledicendo con tutte le mie forze rimaste, questi politicanti da strapazzo che si sono alternati negli anni al potere e che non hanno mosso un dito per tutelare e salvaguardare la mia tanto amata e desiderata terra natia, ma, anzi, l’hanno resa ancora più avvelenata.
Ringrazio comunque tutti i nostri scienziati, scopritori, lavoratori e persone giuste ed oneste che, con le loro buone iniziative, scoperte, invenzioni, ecc., ecc. hanno cercato almeno di scuotere questa sozza e corrotta società, che, malgrado tutto, è rimasta sempre inerte, meschina ed egoista.
Addio, addio Terra mia, quanto ti ho amata! –
E adesso mi viene in mente un’altra bellissima canzone:

Amara Terra Mia

Domenico Modugno, Enrica Bonaccorti
Anno: 1973

Sole alla valle, sole alla collina,
per le campagne non c'è più nessuno.
Addio, addio amore, io vado via
amara terra mia, amara e bella.

Cieli infiniti e volti come pietra,
mani incallite ormai senza speranza.
Addio, addio amore, io vado via
amara terra mia, amara e bella.

Tra gli uliveti nata è già la luna
un bimbo piange, allatta un seno magro.
Addio, addio amore, io vado via,
amara terra mia, amara e bella.

Ringrazio Madre Natura che mi ha dato la vita e mi ha cullato con tanta tenerezza ed amorevoli cure nel suo splendido mantello d’oro.
Ringrazio inoltre tutti quei grandi uomini che m’hanno insegnato il senso della vita e tante altre cose.
A questo punto concedetemi, nel mio piccolo spazio di “uomo qualunque”, una speranza, anche se flebile, di un possibile futuro cambiamento in positivo di tutto il mondo attuale.
L’augurio è che tutti, proprio tutti, senza alcuna distinzione,  possano realmente vivere in pace, in perfetta armonia, in un’unica splendida armonia celestiale.
Lasciamo alle nostre spalle il Male e, non voltandoci mai indietro, lasciamo che esso si dilegui negli spazi infiniti universali.
Abbandoniamo per sempre la tristezza, il pessimismo, la depressione e proseguiamo tutti uniti (l’Unità nella Molteplicità) per la retta via con gioia, verso questa vita da vero essere umano, benedetta da Dio, benedetta da quest’Energia infinita creatrice di tutto l’Universo.
Teniamoci tutti stretti in un’unica Grande Meravigliosa Famiglia e attraversiamo quella miracolosa porta che si apre ai nostri occhi, ora, finalmente in grado di vedere con l’occhio eterno l’eterna dimensione della gioia, della verità, dei valori e di cogliere l'essenza primordiale di ogni cosa.
Lasciamo che la nostra mente diventi realmente libera di creare, di agire e di godere in pieno, al 100%, della propria intelligenza.
Che tutti, proprio tutti, nessuno escluso, possano bere nella beata e immortale sorgente di Vera Pace. Solo in questo modo il mondo intero potrà trasformarsi in uno splendido Giardino di Bellezza, quel Giardino originario di cui s'è perduta, purtroppo, ogni traccia.
Ognuno comunque è completamente libero di pensare e fare come meglio crede e nessuna imposizione deve scaturire dalle mie parole, né tantomeno da qualunque altro essere.

Termino la mia trattazione per adesso e, solo per adesso, augurandovi una buona e sana lettura ristoratrice.

E pe ogge, avasta…!
Stateve bbuono!

Grazie Mille!
Andrea e Mattia Cammarota

Alla prossima!...

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Disegno tratto da “Le Nostre Voci” Giornalino Scolastico della Scuola elementare di Stato di Piana di Monte Verna (centro)
Insegnante Cammarota Mattia
Classe V A
Anno scolastico 1984/85

Domenica, 16 aprile 2017

LA SPERANZA

“Benvenuto, sei nella Terra dei prodigi.
Benedetto il tuo passo ti ha condotto a casa.
Tu sia Benedetto.
Sorgi, sorgi Sole, su tutti gli uomini, a rischiarare l’orizzonte.
La Verità ha vinto la menzogna.
La Luce ha vinto la morte.”

Speranza, speranza...; molto spesso si usa questo termine in vari discorsi, in diverse circostanze e svariate occasioni per delineare un certo concetto d’ottimismo in prospettiva futura, ma cos'è in realtà la speranza, soprattutto in questa nostra amorfa, caotica ed anomala società odierna in cui non s’intravede né un futuro, né tantomeno un passato?
Qualcuno riesce a scorgere qualche lucina, anche flebile, di speranza in questo mondo buio, in questo mondo saturo di corruzione, in questo mondo tenebroso, in questo pazzo, pazzo mondo? –
La risposta purtroppo è sempre negativa! -
Mi rivolgo a te, sì, proprio a te, lettore di questi miei scritti!
Vedi la luce della speranza? -
Oppure siamo diventati tutti "zombie", "ombre", "robot", "pupazzi", "marionette", "burattini", "alieni", "esseri amorfi" che brancolano a stenti nel buio più totale; che chiamano gioia i dolori; che chiamano bugie le verità; che chiamano sante le guerre; che chiamano padri della patria i carnefici invasori; che chiamano eroi i massacratori; che chiamano onesti i disonesti, che chiamano giusti gli ingiusti...; che chiamano bene il male e viceversa; ecc., ecc.? -
Qualcuno dice che senza speranza non valiamo nulla.
E questo è vero!
E’ possibile trovare qualche valore in questo mondo buio?
No! Nessun valore! Di conseguenza non valiamo nulla!
Siamo poveri, tanto poveri, estremamente poveri di valori, di dignità, di carattere, di personalità, ecc., ecc.-
In tv, in internet, nei mass media di tutto il mondo appare quella lì, moglie di quel tal dei tali assurto per volere del "Male" a "Caput mundi" che espone al pubblico in bella mostra, pomposa e saccente, la famosa pietra preziosa appesa al collo, il diamante unico al mondo e di valore inestimabile (vari milioni di dollari), mentre il popolo (idiota ed estasiato) soffre le pene dell’inferno ed intanto continua da vero ebete ad applaudire sorridendo.
Sì! Popolo! Batti, batti pure forte forte le tue manine per chi ti chiama cornuto, per chi ti massacra, per chi ti violenta, per chi ti succhia sudore e sangue; per chi ti bombarda; per chi ipocritamente ti sorride, mentre i tuoi figli muoiono dilaniati dai continui bombardamenti a tappeto, dai raid aerei, dai micidiali missili atomici, dalle super bombe, dalle cosiddette letali, penetranti ed altamente distruttive "Madri delle Bombe".
Onora popolo i tuoi invasori; celebra chi ammazza i tuoi figli e violenta le tue donne; venera  chi fa scempio delle tue terre!.
La domanda, a questo punto della mia riflessione sorge spontanea dal di dentro:
“Esiste qualcuno in questo mondo di merda che abbia il coraggio e la voglia di essere veramente sempre e comunque onesto e giusto nel nome della Verità Assoluta, affermandola con dignità, forza e fermezza in ogni circostanza, senza essere bistrattato, denigrato, schiacciato, linciato dalle masse asservite al Potere Maligno?” –
La risposta è ovvia:
“No! Non esiste nessuno! L’idiozia ormai è globalizzata ed insita in ogni cittadino di questo mondo merdoso, che corre impazzito in preda ad un delirio irrefrenabile, illogico ed incomprensibile verso un’unica meta: l’annientamento totale di ogni cosa, in un vorticoso giro giro tondo a spirale che terminerà in un futuro ormai prossimo con la morte totale di tutto questo mondo.”
E ritorna sempre quella fatidica filastrocca che scrissi all’età di 10 anni:
“Povero mondo scervellato e pazzo;
lercio fetido e puzzolente;
detrito villoso ed ancor fetente;
via via da me putrido sfarzo!” –
E’ sempre la stessa storia che si ripete, si ripete sempre…, “Corsi e Ricorsi Storici” del grande G. B. Vico.
Terrorismo, bombardamenti e razzismo spietato sia da una parte che dall’altra. Attentati terroristici con vittime civili e poi, come risposta, i soliti micidiali e letali bombardamenti che definisco pure terroristici con vittime civili, soprattutto bambini (le continue stragi di innocenti) in un’escalation senza fine di brutture da tutte le parti.
Est? Ovest? Nord? Sud? Non ci si capisce un cazzo!
E’ sempre la stessa merdaccia da ogni parte, da ogni tempo e da ogni luogo.
Falsificazioni e bestialità sono all’ordine del giorno.
Ieri, come oggi e come purtroppo sarà domani… -
La Bestia uomo è un dannatissimo “vizioso” che non riesce a stare un momento fermo senza commettere altre atrocità.
Più disumane sono le sue azioni e più gode.
Ma, ditemi voi, quale animale del regno animale gode, fa affari sulla morte dei suoi simili?
Solo e soltanto la Bestia uomo, il vero e solo cancro letale di questo pianeta terra e, credo, di tutto l’universo.
E poi come dice quel proverbio:
“In ogni guerra la prima vittima è sempre la Verità!” –
Tutti gli organi d’informazione mondiali, ognuno asservito al proprio potere, espongono i fatti secondo la loro ideologia, facendo sempre precipitare la Verità in fondo al pozzo.
Quello che è purtroppo certo, reale, veritiero e, temo, non frutto di immaginari fotomontaggi o video montaggi (magari lo fossero) sono tutti quei morti, devastazioni, distruzioni, grida, sofferenze, sangue, scoppi, bombe,, guerre, morti, ecc., ecc che i mass media trasmettono di continuo in quanto è ciò che fa più odiens ed è ciò che più fa aumentare a dismisura gl’indici d’ascolto ecc., ecc.-
Poi i talk show, i commenti, le dichiarazioni dei presidenti, dei giornalisti, dei guerrafondai, degli opinionisti, dei cosiddetti storici, dei politicanti, ecc., ecc.. sono altre cornici schifose a tutto sto’ putiferio ed è la continua falsificazione non solo della verità, ma anche delle stesse menzogne dette da altri stronzi in precedenza, in un caos generale, esibizionista, meschino e contraddittorio senza fine.
Parole, parole, solo e soltanto parole, mentre gli attentati continuano e continuano anche i bombardamenti ancora più letali con tante, tantissime vittime sempre civili ed in massima parte bambini.
Se tutto ciò viene anche impropriamente e scioccamente chiamata Civiltà, allora siamo proprio caduti tutti in basso, basso loculo.
La Guerra è un vizio, un’epidemia, una malattia tumorale, un cancro insito nell’uomo dalla sua prima comparsa sulla Terra, che continua ancora oggi e terminerà in futuro con la distruzione totale di tutte le cose.
Il fanatismo di oggi:
“Ragazzi, mettetevi comodi che tra un’oretta trasmetteranno in prima serata in mondovisione in televisione e in internet la guerra in ripresa diretta con speciali telecamere terrestri e satellitari, in cui assisteremo a nuove tecnologie di guerra con efficientissime moderne armi di distruzione totale!” –
Che bel mondo civile!
“All’anema ra palla!” –
Le cosiddette grandi nazioni civili (“civili”? All’anema ra palla) con i loro intoccabili capi guerrafondai, gran signori delle guerre e delle multinazionali del terrore operano indisturbati nell’epoca attuale, decidendo chi vive e chi muore in questo mondo di merda.
Altro che “Sodoma e Gomorra”!
Tutto il mondo attuale è una mastodontica terrificante “Sodoma e Gomorra”!
Qualche speranza di cambiamento in vista?
Si riesce a trovare qualche “giusto” in questo pazzo mondo?
Macché! Ombre, solo ombre, tantissime ombre in vista… -
Allora, lasciatemelo gridare…, almeno mi sfogo o come si dice nel gergo locale “m’incazzo…”: “Maledetta tutta la razza umana (disumana meglio dire)! Siamo proprio caduti in basso loco; siamo proprio caduti nel più tetro abisso dal quale è difficilissimo risalire e tutto rimane ancora “come prima, più di prima” un’eterna chimera.
Come pure rimane ancora un’immensa utopia la possibilità che ci possa essere pace tra i popoli della Terra. L’uomo è l’unica specie del creato (è il cancro del mondo) che non impara mai nulla dai suoi errori del passato, anzi ha sempre voglia di commetterne altri ancora più gravi!” -
A questo punto della mia dissertazione, per non inacidirmi ancora di più il sangue (‘A rossa me saglie ‘ncapa e ‘o stommaco s’arrevota), voglio concedermi anch’io una piccolissima pausa di sana distensione (si fa per dire…) e raccontare nuovamente quell’esilarante scenetta accaduta sotto i miei occhi tanto, tanto tempo fa.
Al tempo in cui il Corso di Napoli (alias Retfilo) era poco affollato (anni “45 - “50), gli spazzini napoletani, al mattino presto, impugnavano quelle lunghe scope di saggina dalle punte ricurve e, con ampi movimenti ad arco, spazzavano via tutte quelle cartacce che s'erano accumulate il giorno prima. Ad un certo punto, mentre aspettavo sul marciapiede l'apertura dei negozi, fui attratto da un battibecco tra due persone: uno spazzino e un gagà (zerbinotto).
Quest'ultimo, nell'attraversare la strada sfiorò la punta della scopa. Lo spazzino arrabbiato gridò: - “Né, ma si cecat, ncè vir?” –
Il gagà con tono ironico e burlesco esclamò: - “Aggiamm pacienz, n'agge ammaccate a pont rà penna stilografica!” (abbi pazienza, ti ho ammaccato la punta della tua penna stilografica).
E, dopo un flebile sorriso, torniamo purtroppo di nuovo alla cruda, terrificante e tristissima situazione attuale.
E vasta mo’! Ce avite fatto na paposcia tanta!
L’uomo, l’essere più spregevole e bestiale del regno animale, continua incessantemente con la sua cocciutaggine a commettere azioni gravissime e orripilanti, provocando guerre, sempre guerre, tante guerre.
Eppure, ragionandoci un po’ sopra sul ripetersi periodicamente delle guerre, si nota una certa discrepanza; c’è qualcosa che non va…, “non mi tornavano i conti…” diceva quel famoso attore in quel film western.
Infatti, tutti (diciamo quasi tutti) i popoli della terra desiderano la Pace, essendo ormai la quasi totalità dell’umanità perfettamente consapevole che le guerre portano sempre solo e soltanto morti, atroci sofferenze e distruzioni.
Cos’è dunque che non va?
Non sembra un paradosso?
Mentre il desiderio naturale delle persone è quello di vivere in Pace, esse si odiano e si uccidono con inaudita malvagità.
Di episodi di efferata crudeltà commessi senza scrupoli da quest’essere abietto che si definisce uomo, ne sono capitati durante tutta la storia, talmente tanti che è impossibile citarli tutti ed ognuno è avvenuto con una differente variante.
Prendiamo ad esempio gli ultimi ritrovati del terrore: bombe atomiche, super bombe, madri delle bombe, bombe al napalm, ecc. e chissà quali altri ordigni malefici vengono conservati dai signori della guerra negli archivi sotterranei segreti delle super multinazionali, in attesa di essere usati e pubblicizzati nelle prossime guerre.
Allora, se (quasi) tutti gli esseri umani anelano alla pace, alla felicità, all’amore, al rispetto reciproco e alla collaborazione, com’è possibile che gli stessi siano capaci di tante nefandezze?
Quali forze oscure, quali entità malvagie spingono gli uomini all’odio e alle guerre, soprattutto nei confronti dei loro simili? –
Riflettete gente, riflettete bene sulla spinosa questione che sembra indecifrabile, ma in realtà non lo è!
Non vi fate ingannare dalle tantissime congetture propagandistiche (arma di distrazione di massa) ideate ad hoc dalle multinazionali dell’informazione, asservite alle multinazionali del terrore, delle armi e delle guerre.  

A tal proposito, se in qualche mia dicitura, avessi, putacaso, leso la “sensibilità” di qualche tizio o caio, rispondo con lo stesso tono ironico e burlesco del gagà:
“Aggiamm pacienz, n'agge ammaccate a pont rà penna stilografica!”.

Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale.

Chi ha intenzione e capacità d’intendere, ha già inteso…-
E gli altri? Bè…; so’ cazzi loro…! –

Processo al mio paesello

Ho spesso raccontato nei miei pamphlet e website come si trascorreva la vita nel mio tanto amato e desiderato bel paesello.
Cercherò in sintesi, senza troppe lungaggini, di accennare al comportamento spensierato ed allegro della gioventù negli anni ’30 – ’40.
Dalla poesia del grande Giacomo Leopardi:
“… e mira ed è mirata e in cor s’allegra…” –
C’era tanto, ma tanto romanticismo, nelle forme più semplici, naturali e genuine e soprattutto tanta gioia di vivere.
Si viveva in modo collaborativo ed in perfetta armonia aiutandosi reciprocamente come un’unica grande famiglia, senza quelle assurde ed incivili forme egoistiche e razziste tanto in voga nella corrotta società odierna.
Erano altri tempi e, anche se la vita era grama per quei terrificanti periodi di guerra, la società di allora era ricca di ben altri valori: dignità, onestà, rispetto, semplicità e spirito collaborativo e gioviale.
L’amicizia (quella vera s’intende) era la ragione di rivederci spesso e discutere di tanti e tanti problemi.
C’era un brulichio nelle botteghe, nelle barberie, nei circoli ricreativi, nei centri di lavoro e apprendistato artigianale, nelle campagne, nelle piazze, negozi, ecc., ecc., che rendevano la vita semplice, ma estremamente viva, efficiente ed organizzativa.
Il muggito delle mucche nelle stalle e la dolce melodia del clarinetto del ciabattino Bencivenga ti rincuoravano.
Si aspettava impazienti, fiduciosi e colmi di buoni propositi il giorno della Domenica per lo scambio di opinioni tra gli amici in piazza; per il vestitino nuovo delle feste; per le prelibatezze preparate dalle nostre donne e soprattutto per la dolce attesa delle partite di calcio nel campo sportivo costruito negli anni ’30 al centro del mio paesello, grazie all’interessamento dell’avvocato Don Carlo Carunghio, proprietario della tenuta “La Fagianeria”.
Oggi purtroppo siamo caduti proprio in bassissimo loco (loculo direi); siamo diventati tanti amorfi figuri egoistici e truffaldini, senza alcun valore, senza dignità, né carattere e né personalità.
Sembriamo tante insensate marionette che esibiscono pomposamente i loro stupidi balocchi tanto di moda oggi, il telefonino, il tablet, lo smartphone o altre porcherie tecnologiche che ci stanno portando inesorabilmente all’inefficienza totale e all’idiozia generale.
Anzi, questa metamorfosi è già in atto; basta andare un po’ in giro ed osservare a 360° il comportamento del tutto “idiota” di tanti individui.
E questo sarebbe, secondo alcuni, il Nuovo Ordine Mondiale?
Altro che ordine, per me è solo un mastodontico disordine mondiale.
Altro che progresso, per me è solo una totale regressione mondiale.
Torniamo a Piana: “Non esistono più quegli allegri centri ricreativi rionali del mio bel paesello di un tempo ormai passato e che purtroppo non più ritornerà; non esistono più quelle care botteghe artigianali, quelle splendide luminarie delle feste paesane, quelle profumate e gustose prelibatezze che la natura di allora permetteva…” -
Purtroppo tutto è cambiato in negativo; tutto è regredito e ci si rimane veramente allibiti ed una profonda tristezza ti prende anima e corpo.
Fateci caso…; recatevi un po’ in giro tra le viuzze del mio paesello; notate una totale desolazione ed un abbandono raccapricciante; raramente incontrate qualche persona, in genere qualche isolato extracomunitario…-
A tal proposito mi ritornano in mente alcuni significativi versi della lirica “’O luciano d’’o Rre”, scritta a Napoli nel 1910 dal grande nostro Ferdinando Russo:
“…Pare n'ato paese! È n'ata cosa!
Tu nce cammine e nun te truove cchiù...” –
Il paragone era stato fatto da Ferdinando ricordando gli splendori, la magnificenza e l’efficienza organizzativa del progredito Regno delle Due Sicilie.
Ed oggi? Oggi la situazione è di gran lunga peggiorata anche in riferimento al 1910, per cui…, che volete che vi dica…; è chiaro l’abisso di nefandezze e menzogne in cui siamo precipitati.
A Piana e…, non solo a Piana, quasi tutte le botteghe e negozi  sono chiusi e, quei pochi aperti, sono vuoti.
E’ un paese morto, caduto in bassi loculi ed i suoi pochi abitanti rimasti sembrano tante ombre, tanti fantasmi, tanti “zombie”.
Li notate, a volte, dietro qualche finestra, immobili, quasi ad attendere la fine, senza sorriso, senza espressione con una tristezza infinita sui loro volti.
E la classe politica? La classe amministrativa?
E che ne parliamo a fare…? –
Non c’è stato nessun interessamento dei politici, sia locali che provinciali, regionali, statali.
E l’Europa? –
Che dire…: un’altra schifezza che s’è abbattuta sulle nostre già tartassate testoline.
Tutti e ripeto tutti i politici pensano solo ed esclusivamente ai loro personali sozzi interessi e sollazzi, senza portare alcun miglioramento al progredire del paese, che, più passa il tempo, e più si degrada e muore…-
Devo dire, però, ad onor del vero, che non tutti i paesi giacciono in questo stato così triste e desolante come il mio paesello.
Alcuni cercano, bene o male, finché possono, pur tra mille difficoltà ed opposizioni, di rimboccarsi le maniche (soprattutto certi privati cittadini di buone intenzioni) e scrollarsi di dosso tutto questo fecciume politico menefreghista per cercare di fare almeno qualcosa di buono e giusto per l’intera comunità paesana.
A tal uopo e per maggiori ragguagli porterò dei semplici paragoni con altri paesi viciniori.
Se si ha l’opportunità di visitare accuratamente tre piccoli paesi: Bellona, Vitulazio e Pastorano si rimane incantati.
C’è stato un grande interessamento della maggior parte dei cittadini che sono riusciti a rendere questi paesini delle vere e proprie oasi progredite, vivibili e all’avanguardia di ogni aspettativa.
Sono tante le iniziative positive intraprese negli anni dalle comunità locali di questi piccoli centri, tutte perfettamente realizzate e straordinariamente efficienti, per cui lascio agli eventuali visitatori di questi stupendi borghi, l’opportunità di accertarsene personalmente, inebriandosi delle bellezze locali.

SVOLGIMENTO ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Fatti, Misfatti, Follie e Aberrazioni

Come tutti sanno, ogni 5 anni si eleggono i consiglieri comunali, la giunta ed il sindaco.
Cercherò dettagliatamente di spiegare con saggezza, precisione ed assolutamente “extra partes” come si arriva alle liste elettorali.
Prendiamo come esempio un qualsiasi comune italiano: Piana di Caiazzo.
Allo scadere dei 5 anni dalle precedenti consultazioni, qualunque cittadino può, se lo desidera, fare la domanda, con altri suoi colleghi, di presentare una propria lista per essere eletto consigliere comunale.
Dopo l’approvazione di quel gruppo, i partiti si riuniscono in seduta privata in un luogo segreto.
A tal uopo prende la parola il politicante più noto, il cosiddetto “Factotum”.
Questi presenta le liste elettorali che gli impiegati del comune hanno preparato alcuni giorni prima delle elezioni. Le liste contengono tutte quelle persone che hanno diritto al voto.
Il Factotum sfoglia la prima pagina e legge:
“Abate Giovanni” – Chi tra voi lo conosce?” –
Uno dei candidati risponde: “Io!” –
“Quanti votanti ha Abate?” –
“Sono 2 di cui uno è laureato e cerca un posto al comune.” –
Il Factotum lascia perdere e passa subito appresso citando un altro nominativo:
“Passiamo ad Angelantonio, soprannominato “’O Re”!” –
“Sono in 20 – 30 tra parenti ed amici!” –
A questo punto il Factotum:
“Sì! Sì! Questo è buono e fa proprio al caso nostro!” –
Qualcuno replica:
“Ma sono tutti analfabeti!” ed il Factotum: “E a noi che ce ne fotte!?” –
Ricapitolando, si capisce subito che i voti fanno molto comodo e annullano qualsiasi meritocrazia.
E’ chiarissimo quindi che chi porta molti voti ottiene subito il posticino tanto desiderato e si sguazza poi comodamente nella casa comunale, con tutti i servizi, le paghe ed i privilegi che gli spettano; chi invece ha pochi seguaci, rimane inesorabilmente escluso, anche se è un insigne e bravo professionista.
Qualcuno, molto ingenuamente, potrebbe pensare che ciò avviene solo nel comune da me preso come esempio.
Assolutamente NO!!! –
Questa sozzeria politico - partitica è purtroppo insita in tutta Italia, non solo a livello comunale, ma anche provinciale, regionale e statale.
Se ci si trova, per viaggi o per altri motivi, in alcuni comuni d’Italia, presi a caso, ci si accorge subito che la maggior parte degli impiegati è di famiglia numerosa (la solita parentopoli impiegatizia).
E se sapeva…: ““Io, frateme e cainateme…!”-
Un noto proverbio napoletano recita:
“Avimmo fatto: cupinte, cupinte: 'e cavére 'a fora e 'e fridde 'a dinto.” –
Questa massima fotografa molto bene un corrotto ed ingiusto mondo politico italiano (italiota) nel quale, per motivi di voti, stravolgendo completamente la logica e l’attesa, si dà via libera a chi non merita, non è all’altezza della situazione e si lascia invece a bocca asciutta chi meriterebbe la priorità… -
A proposito sempre del putrido vizietto italiota dello “scambio di favori e voti” e dei “beneficiati” da mamma politica, un altro significativo e sempre attuale proverbio napulitano recita:
“TU ME RAI NA COSA A ME ED IO TI DO’ NA COSA A TE!” –
“Tu dai tre voti a me, io do tre appalti a te!”
In latino: “DO UT DES” –
E così torna sempre attuale quel famoso dialogo preelettorale tratto dal film “Gli onorevoli” del 1963 col grande Totò:
“… Ah sì? Io vado al comizio, parlo, prometto prometto prometto...!” –
“… Sì… Sì… Prometta… prometta fogne, strade, ponti e noi ci pappiamo gli appalti!" –
A tal proposito io confermo e ripeto che solo in quei paesi realmente “civili” che conoscono molto bene ed adottano in pieno quel fondamentale concetto di primaria importanza per poter vivere in società: “LA MATURITA’ SOCIALE E POLITICA”, viene accettata la meritocrazia.
Diversamente, che vi devo dire, è tutta un’insensata e fredda fottitura in un caos terrificante di mille contraddizioni, egoismi e razzismi della peggior specie in cui ogni individuo si comporta da idiota senza regole né controlli, fottendo sistematicamente il prossimo e venendo da esso fottuto…-
Sono stato in questa mia ennesima dissertazione alquanto prolisso e talvolta anche mefistofelico (ogni riferimento è puramente casuale), però chi ha intenzione serie e vuole capire, ha già capito.
L’Italia tutta si regge purtroppo politicamente ed anche socialmente, come un’infettante letale piovra, su questa ridicola e burlesca qualificazione illogica e senza senso in cui  solo “per un pugno di voti” ci sono i soliti italioti senza “attributi” che occupano beatamente quel posticino che non meritano e all’opposto ci sono quelli che valgono veramente ed invece si trovano disoccupati, a casa, vivendo magari sulle spallucce del povero genitore anziano, pensionato al minimo.
Passa il tempo inesorabile per tutti…; si fa vecchio, debole e muore balbettando l’ennesima imprecazione contro uno stato ingiusto, indifferente e canaglia:
“HI’! CHE SCHIFOOO!!!” –
E, per concludere, sapite che v’è dico? Sì, proprio a voi politicanti del cazzo: “Ficcatevi con la faccia nella merda, perché lì è il vostro posto, non quello che occupate senza meriti e abusivamente! Merda siete e nella merda dovete tornare!”-
E ripeto ancora ed ancora per l’ennesima volta questo significativo proverbio napulitano, frutto della grande sapienza ed esperienza degli uomini del passato:
“A ‘o puorco, miettece ‘a sciassa, sempe ‘a coda ce pare!”-
“E’ inutile che i porci si affannino a ricoprire con abbigliamenti lussuosi il loro lerciume e, pomposi chiacchierano atteggiandosi da super uomini; qualcosa appaleserà comunque la loro vera sporca e puzzolente natura bestiale!” –

MONARCHIA O REPUBBLICA?
Quale di queste due è la migliore?

Il fascismo italiano di Benito Mussolini istituito nel 1922 è durato circa 20 anni.
Io, che l'ho vissuto, mi domando: "Era adatto per il popolo italiano di quell'epoca?" -
Riflettendo bene su tale quesito, rispondo con cognizioni chiare ed esperienze di vita vissuta intensamente dal sottoscritto.
La risposta è, senza alcun dubbio, un secco NO! -
La spiego con dati di fatto e con esempi adeguati e pertinenti a quel fatidico triste periodo storico.
Gli italiani erano in quell'epoca (il cosiddetto ventennio fascista) economicamente poveri e arretrati rispetto agli altri popoli ricchi ed evoluti.
Gli antifascisti (nazionalisti) erano pochi ed alcuni di essi dovettero fuggire all'estero (vedi la vita del bravo giornalista Indro Montanelli).
Comandavano l'Italia in tutti i settori politici ed amministrativi soltanto quelli che possedevano la tessera fascista dell'anno 1922 (al tempo della ridicola marcia su Roma).
La milizia fascista, sotto il comando di federali fascisti, poteva liberamente operare con poteri assoluti.
Costoro erano imbevuti, fino alla completa saturazione mentale, di tutte quelle idiozie imposte dal regime dittatoriale mussoliniano ed erano, oltre ogni limite di decenza, estremamente superbi e boriosi e si atteggiavano a superuomini, da autentici "guappi".
Il duce, nei suoi illusori discorsi, soleva spesso dire:
"Credere, Obbedire e Combattere!" -
Un'altra ripetuta espressione era:
"Chi per la Patria muore, vissuto è assai!" -
Queste buffonate crearono nelle masse un'infatuazione talmente sconcertante ed insensata da rendere la vita di tutti, già estremamente grama e difficoltosa di quel periodo, ancora più impotente e servile.
Chi si contentava e si rassegnava, anche se a malincuore, non dico che godeva, ma perlomeno sopravviveva sperando in un domani migliore.
A tal uopo, com'è mia prassi, cercherò di dimostrare, con degli esempi pratici di vita vissuta, quanto ho testé affermato.
Mio padre fece in quegli anni del fascismo la domanda per entrare come operaio nello spolettificio di Capua, precisamente nel Pirotecnico ove si costruivano armi e proiettili.
Dopo varie visite mediche, mio padre passò nell'ufficio finale per essere iscritto nei registri del Pirotecnico.
La prima ed unica richiesta dell'addetto impiegato fu:
"La Tessera Fascista!" -
Mio padre, che era nazionalista, rispose:
"Non ce l'ho!" e l'impiegato: "E che sei venuto a fare qui? Senza la Tessera Fascista non puoi fare nessun tipo di lavoro! Vai, vai via! Non farmi perdere altro tempo!" -
A tal proposito, se si estende tale sozza procedura a tutta l'Italia del periodo dittatoriale fascista, si capisce subito che quella blanda, impotente e servile monarchia era un vero e proprio soffocamento.
Ogni fascista o federale aveva il pieno potere di decidere la sorte di ogni singolo cittadino.
Analfabeta o istruito, incapace o meritevole, l'importante era avere la fatidica tessera fascista. Senza di essa venivi rovinato o schiacciato.
Per affrontare invece il tema della "Monarchia rigida", basta leggere con attenta riflessione "Il Principe" del Machiavelli, per rendersi subito conto che essa è, come la blanda monarchia, un'altra enorme bruttura.
E adesso è venuto il momento di parlare della Repubblica.
Appena la radio nel '48 sentenziò la vittoria della Repubblica, iniziammo a respirare a pieni polmoni, fiduciosi e creduloni del roseo futuro che ci attendeva.
Che sciocchi! -
Fu una vera delusione, come vedremo in seguito.
Premetto che la Repubblica può essere adottata soltanto da quei popoli realmente civili che hanno raggiunto la piena Maturità Sociale e Politica.
Riflettiamo sull'argomento "Maturità Sociale" e prendiamo come esempio alcuni paesi del Nord Europa.
In essi è in vigore da illo tempore l'obbligo di studiare in tutte le scuole pubbliche e private la "Maturità Sociale", inculcando sin dalla più tenera età nella mente e nel cuore di tutti i cittadini di quelle nazioni nord europee, il concetto basilare che, senza la maturità sociale, tutto diventa caos e nessun tipo di governo può essere valido, causando di conseguenza il fallimento totale di quella nazione in tutti i settori.
Ripeto ancora questo concetto: per maturità sociale s'intende in pratica rispettare la libertà di tutti fino al limite ove finisce la mia proprietà in un'organica collaborazione reciproca, avente come unico scopo il progresso e la crescita dell'intero Paese.
Per rendere la questione più semplice, sintetica e comprensibile affermo: "Se faccio gli interessi miei ed anche quelli degli altri con estrema dignità ed onestà, io faccio il bene non solo mio e della mia famiglia, ma della nazione intera.
Se invece rubo, se imbroglio un altro, la perdita si ripercuote su di me, sulla mia famiglia e sulla società!"
Penso di essere stato chiaro.
Torniamo a noi italiani (italioti senza speranza).
Nel nostro ridicolo Paese le ruberie, le mascalzonate, le massonerie, le mafie, le truffe, gli abusi sono all'ordine del giorno.
E poi ci sono tutti quegli assurdi ed illogici dislivelli, quelle abissali discordanze di trattamento, quali ad esempio le pensioni d'oro e le pensioni da fame, i privilegiati e i tartassati, ecc., ecc., che provocano l'annullamento della repubblica, fino al disfacimento di ogni forma di governo.
E noi, constatato l'andazzo schifoso in cui ci sbrodoliamo e che si protrae da tempo, non siamo e non saremo mai capaci di raggiungere la vera civiltà ed una reale maturità sociale.
C'è radicato in noi soltanto quello stupido ed egoistico vizio di truffare, imbrogliare, calunniare, far del male agli altri.

1° caso

Nel 1948 anche nel mio paesello si fecero le elezioni comunali. Si presentarono 2 sole liste: la Democrazia Cristiana e la lista civica "La Stella" -
Vinse la lista "Stella" e fu nominato sindaco il prof. Ernesto Mastroianni.
Nei primi anni dopo il '48 Piana di Caiazzo (ora Piana di Monte  Verna) ottenne alcuni stanziamenti di soldi per cercare di migliorare le tristissime condizioni di vita causate dalla terrificante guerra.
Negli anni '50 - '60 m'incontrai col sindaco prof. Ernesto Mastroianni il quale in confidenza mi disse:
"Matti', ieri sono stato a Roma per parlare con alcuni pezzi grossi del Ministero allo scopo di avere dei finanziamenti per Piana.
Quando hanno sentito che appartenevo ad una lista civica, mi hanno subito sbattuto la porta in faccia.
Ho dovuto nascostamente farmi la tessera del partito della Democrazia Cristiana per cercare di avere qualche piccolo finanziamento per Piana.

2° caso

Un fatidico giorno del '60 mi recai con la mia Vespa a Bellona per macinare al mulino una sacchetta di grano.
Incontrai un mio vecchio compagno di scuola Ugo Fusco vicesindaco a Bellona, il quale mi disse:
"Quanti edifici scolastici hai a Piana?" -
Al che io, alquanto stupito da quella domanda, risposi:
"Nessuno!" -
Ed Ugo:
"Noi invece abbiamo appoggiato all'elezioni politiche il candidato della D.C. ed abbiamo ottenuto finora, per accordi presi, la costruzione della Scuola Media, Elementare e l'asilo Nido.” -

3° caso

Negli anni '60, io e Domenico Mastroianni insegnavano a Villa S. Croce.
Io possedevo la Vespa 150 e lui la lambretta. A Piana c'erano pochissime auto. L'appuntamento era ogni mattina al centro del paese all'incrocio di via Progresso e via Roma.
Una mattina arrivò un'auto di grossa cilindrata ed un signore dall'accento marcianisano ci disse:
"Scusate, è questa la strada che porta a Villa S.Croce?" -
Dopo le spiegazioni e le presentazioni, il signore ci invitò a fare il tragitto con lui:
"Lasciate la Vespa e la lambretta e salite in macchina." -
Venimmo a sapere che lui si chiamava Vincenzo Capone ed era sindaco di Marcianise e presidente della Democrazia Cristiana. Gli uffici erano a via Roma.
"Quando volete, venite a trovarmi nel mio ufficio. Io sono "comandato" e mia moglie è casalinga. Sono riuscito a farla diplomare e a farle vincere il concorso magistrale.
È stata assegnata a Villa S. Croce. Al posto suo ci vado io. Fra 15 giorni le farò avere il trasferimento."
Al che io risposi:
"Vincenzo, i trasferimenti sono chiusi!" -
"Per te, ma non per me!" -
Dopo 15 giorni, la moglie ebbe il trasferimento a Marcianise.
Spesso, durante il tragitto in auto, litigavamo.
E lui, Vincenzo disse:
"Uagliu', vuje 'e politica nun ne capite niente! Io ho dato lavoro a più di 3000 persone e dai politici al Parlamento ottengo tutto quello che voglio!" -
Ecco come si procede in Italia Repubblicana... -

Il menefreghismo all'italiana

Nella prima metà del secolo scorso l'economia italiana era povera, però, ad onor del vero, c'era molta fratellanza e ci si aiutava reciprocamente; il più ricco, finanziariamente collaborava, allo scopo di sostenere la famiglia del più povero e quest'ultimo si prodigava con il suo lavoro affinché il datore di lavoro migliorasse di più.
Quindi, in un certo qual senso, anche se pur larvata, c'era perlomeno una benefica Maturità Sociale.
Poi, negli anni seguenti la 2° Guerra Mondiale, a parte quel brevissimo periodo del cosiddetto "Boom economico", con la venuta dei sindacati, la mentalità degli italiani cambiò completamente.
La società attuale è superba, egoista e menefreghista.
Questa stupida mentalità ci ha resi arretrati e ignoranti.
La strafottenza e la tracotanza sono purtroppo le basi essenziali dell'individuo italiano.
Poche sono invece quelle persone o famiglie che hanno capito l'importanza della Maturità Sociale e agiscono aiutandosi l'uno con l'altro e prodigandosi per il bene di tutta la comunità.
L'unico e solo ente che, in base alle mie notizie, esplica le mansioni dovute, a perfetta regola d'arte ed in modo giusto e professionale è, lasciatemelo gridare e confermare al 100%, il Corpo del Vigili del fuoco.
Tutti gli altri enti, invece, se ne fottono e se ne strafottono di aiutare quelli che si trovano in gravi difficoltà.
Un solo appellativo:
"Sono delle carogne umane (disumane) e meritano solo tanto, ma proprio tanto disprezzo.
Che altro dire.
"Mi fanno schifo!" -

"A scaricabarile"

Lo Stato Italiano e più precisamente il Parlamento ne combina proprio di tutti i colori...; fesserie e poi ancora tante, ma proprio tante fesserie, tutte a discapito solo del popolo italiano che lavora, lavora..., lavora? Che grossa balla! C'è ovunque solo tanta immaturità in tutti i sensi, stupidità, disonestà ed egoismo agli estremi livelli. Mala tempora currunt!
Negli anni della monarchia, seguiti poi dal '48 della Repubblica, le leggi venivano discusse ed emanate da Roma.
I comuni, le province, le regioni erano tutti obbligati ad applicare gli ordini che venivano impartiti solo e solamente dagli organi della capitale.
Nessun ente, ufficio pubblico, privato o statale si poteva permettere di surclassare il potere di Roma.
Ebbene, da alcuni anni a questa parte, i nostri (si fa per dire) eccellentissimi esponenti al Parlamento italiano hanno così sentenziato:
"Ne uagliu', ma per quali motivi dobbiamo scervellarci per rendere l'Italia ricca e sicura? Noi stiamo bene, gli stipendi sono favolosi, le pensioni d'oro non ci mancano, le sistemazioni dei nostri cari e discendenti ce le abbiamo a portata di mano; abbiamo tanti privilegi, rimborsi, finanziamenti, immunità, ecc., ecc. - A che pro perdere la testa per questa massa di straccioni, per questo popolo idiota, ignorante e sciocco? -
Demandiamo tutti questi compiti alle regioni, poi alle province e infine ai comuni.
In questo modo noi possiamo goderci la vita e avere tutto il tempo libero che vogliamo per sollazzarci nei meravigliosi paesi esclusivi da mille e una notte e divertirci in santa pace.
I fessi è meglio lasciarli nella merda. E chi se ne fotte? "Campa cavallo che l'erba cresce!" -
Con leggi ad capocchiam tutti gli enti periferici e locali (comuni, province, regioni) hanno carta bianca.
I sindaci e "company" possono essere "comandati" e quindi esercitare (si fa per dire) tutte le loro professioni ed espletare anche il compito di sindaco con accumuli di paghe, stipendi, compensi, ecc., ecc. -
Non ci credete? Sembra una barzelletta, una notizia "bufala"!
Be', a primo acchito, sembrerebbe proprio così, ed invece ecco la sorpresina che non t'aspetti...; è tutto maledettamente e schifosamente vero...! -
Hi che "bellezza"! -
I vari sindaci, con uno stipendio di tremila, quattromila, diecimila euro e oltre al mese, che varia in base al numero dei cittadini di ogni singolo comune (circa 8000), hanno diritto  anche ai soliti esclusivi privilegi politici.
E stiamo parlando solo dei sindaci... - Figuriamoci se ci inoltriamo in quella marea schifosa dei politici del potere centrale, quelli che risiedono nei grandi e maestosi Palazzoni storici di Roma; è meglio non continuare, altrimenti 'o sango bolle e 'o stommaco s'arrevota.
Per terminare l'intricatissima questione, voglio avvalorare meglio ciò che vo' cianciando, in una maniera breve, comprensibile e sintetica, riportando un semplice esempio pratico:
"Entriamo in un qualsiasi edificio adibito ad ente o ufficio pubblico o privato. Notiamo subito ogni tipo di servizio, sfarzo e comodità a disposizione esclusiva degli addetti impiegati, ognuno nella sua camera col suo ufficio a disposizione, apparecchiature elettroniche, mobili, scrivanie, ecc., ecc. -
E chi meglio di loro? -
Saccenti e pomposi si atteggiano a superuomini esperti in materia, mentre in realtà sono dei ciucci messi a quel posto col "Mi manda Piccone" -
Ed intanto il povero cristo (ce ne sono tanti) è costretto ad arrangiarsi giorno per giorno per non soccombere. Uno sopravvive a stenti sotto una fatiscente tenda, mentre la sua famiglia giace sotto le macerie del terremoto. Un altro, un po' più fortunato, rimane nella sua casa lesionata, ma non ha i soldi per comprare la legna del caminetto. E ancora tanti e tanti altri casi ancora più gravi che "sopravvivono" abbandonati completamente dalle istituzioni.
E poi, e poi, come se non bastasse quell'orrendo strazio, ecco arrivare la mannaia, la falce "liquidatrice", il postino o l'addetto alle forze dell'ordine con l'ingiunzione, la cartella esattoriale, la multa, la sanzione, il pignoramento, il sequestro, oppure le solite salate bollette di acqua, gas, luce, telefono, tv, rifiuti, ecc., ecc. -
Mannaggia tutt''o sanghe 'e chi t'è mmuorte, 'e chi t'è stramuorte e chi t'è sona 'e campane a muorto.

SVERGOGNATI E DELINQUENTI
in riferimento a chi...?
La risposta e gli allegati si trovano nel mio pamphlet

Io sottoscritto Cammarota Mattia di anni 94 mi assumo tutta, ma proprio tutta la responsabilità di ciò che vo' narrando.
Innanzitutto ci tengo a precisare che ciò che sto per narrare è la pura e sacrosanta Verità.
Non c'è una sola frase o un solo un vocabolo che possa dare adito a ipotesi di falsità o calunnia nei riguardi di qualcuno che si crede stupidamente o meglio vigliaccamente offeso.
Per avvalorare ancora di più la mia buona fede nell'assoluta certezza di veridicità e trasparenza del mio resoconto di tutto quello che dirò, metto volentieri la mano sulla mia coscienza e sulla Sacra Bibbia, confermando ancora la "Sacrosanta Verità".
Per chi non lo sappia o non sa fare i conti, io ho vissuto intensamente in due periodi storici: il fascismo e la repubblica.
Le mie qualità intellettive sono: l'osservazione di tutto ciò che è nel mondo e la mia libertà di giudicare e scegliere.
Me ne sono sempre "strafottuto" di zittire nel sapere che quelle figure squallide e maligne potessero nuocere.
Sì, sono stato, da questi loschi figuri che vi citerò sotto falso nome, calunniato e pure condannato innocentemente.
Questi putridi lecchini striscianti e schifosi vermiciattoli politici, per non perdere la comoda poltrona, la dolce ambrosia da succhiare con veemenza e la certezza di essere rieletti in base al solito tot di voti (beneficiati, lecchini, ignavi e...) non hanno perso tempo nel mettere me alla berlina.
Maledettissimi vigliacchi amorfi, senza valore, puzzolenti beceri menzogneri, non devono mai trovare pace e soffrire continuamente in eterno tutte le pene dell'inferno! Vi maledico!
"E meglje muorte e che ve muorte e chi ve stramuorte e chi ve sona 'e campane a muorte!" -
Ah! Quanno ce vo', ce vo'...; m'incazzo? Certo che m'incazzo!
Veniamo al dunque.
Attualmente vivo, diciamo sopravvivo giorno per giorno nella mia casa in via Pietragrossa con mia moglie disabile gravissima.
Lei possiede soltanto €500 al mese per l'accompagnamento che adesso non ha più (le solite meschine ingiustizie burocratiche all'italiana).
L'IMPS glielo ha tolto.
Che vi devo dire...; è una battaglia continua ogni giorno con assurdi cavilli, postille, articoli, comma o come cazzo si chiamano sti' termini che saturano all'eccesso una giungla burocratica selvaggia, aspra, contraddittoria e incomprensibile.
Attualmente sono io, soltanto io (e chi altri...?) che la debbo curare, assistere e farle da badante 24 ore su 24 finché posso, considerando la mia avanzata età (94anni) e le mie miserrime possibilità fisiche e finanziarie.
E lo Stato, gli enti, il comune, le istituzioni, provincia, regione, associazioni, ecc., ecc. dove cazzo sono..., cosa fanno...?
Nulla, non fanno nulla...; si trincerano dietro quisquilie, cartacce, documenti vari, leggi e leggine, disposizioni, ecc., ecc. e..., come al solito, come accade per tanti poveri cittadini italiani, si chiede loro di fornire complicate documentazioni, di riempire moduli e modelli, di fornire accertamenti e roba varia, con scadenze e con l'avvertimento che se manca una virgoletta, vengono pure sanzionati...- Roba dell'altro mondo...; ma che razza di Stato è questo? Uno Stato che, al posto di tutelare i più deboli, li soffoca, li tartassa, ecc., ecc.- C'è veramente da impazzire con questo Stato canaglia.
Comunque, sono contento di poter essere utile, anche con le mie modeste possibilità', alla infermità di mia moglie, perché l'ho sempre stimata, rispettata e amata e ne sono orgoglioso.
Vengo al sodo. Ho già dettagliatamente spiegato la tristissima e pericolosissima situazione, che si protrae da molti anni nella mia area abitativa, in tanti miei scritti espositivi precedenti inviati a vari Enti pubblici e privati, a politici, comune, provincia, regione, Stato, ministeri, presidenti, consiglio europeo, vigili del fuoco, forze dell'ordine, ecc., ecc.,  e, ad eccezione dei vigili del fuoco, da tutti gli altri non ho ottenuto nessuna risposta o, al limite, delle richieste pazzesche e inconcepibili o risposte evasive e parole vigliacche.
Adesso, ricapitolando tutta la caterva di carte, avvisi, ricorsi, richieste, ecc., che ho inoltrato a tanti politici e meschini figuri, aggiungendo anche la perversa e corrotta Commissione Europea, preciso:
"Chi ha dato l'ordine nel 1944 di espropriare il mio orto per consentire illegalmente e incoscientemente il passaggio del grosso tubo della condotta idrica nella mia proprietà?" -
Risposta: "Il comune e la Cassa per il Mezzogiorno d'Italia." -
Ed ancora: "Chi ha rotto il muro di cinta del mio giardino alto metri lineari 3, capace di sostenere milioni di metri cubi di terreno in ripida discesa, costruito illo tempore a regola d'arte dai miei avi e resistente da oltre 280 anni?" -
Chi ha avuto l'ardire, l'incoscienza, la cattiveria e la sfacciataggine di spezzare quell'efficiente incatenamento di detto mio muro, rendendolo adesso fragilissimo ed estremamente instabile, col rischio di collassamenti, cedimenti, dissesti e smottamenti? -
Chi s'è permesso, strafregandosene del sottoscritto, di scavare un'enorme voragine pericolosissima nel terreno della mia area abitativa e di lasciarla poi abbandonata, incustodita e del tutto a cielo aperto?
Chi ha avuto l'ardire e la malignità di occupare abusivamente un'enorme parte della mia proprietà (oltre i 3\4 del mio giardino) che si va ad aggiungere a quel diabolico esproprio stillato nel '44 in modo perverso e truffaldino con un netto abuso di potere approfittando della povertà ed ingenuità di due oneste donne (madre e figlia tredicenne).
L'esproprio del '44 operato dall'allora CASMEZ in combutta con il CITL, era di circa 80 mq (dall'asse della condotta ml 2 x ml 2 e lungo ml 20).
Sul mio fondo, attualmente, considerando tutte le loro varianti abusive, gli enormi accumuli, la voragine, gli scavi, le rotture, le deviazioni, ecc., ecc., l'occupazione abusiva risultante sulla mia proprietà è ben oltre i 200 mq.-
Ricapitolando e cercando di esporre un minimo di chiarezza logica:
"Chi, e ripeto ad alta voce, "Chi!" ha prodotto questo danno nei miei confronti dal 1944 ad oggi?"
Certamente non il sottoscritto!
Adesso che fanno lor signori in alto loculo?
Chiedono al sottoscritto (che canaglie)  accertamenti, documenti, carteggi, carteggi, cartacce, cartacce e ancora altri documenti.
Ma è pazzesco!
E' proprio un'Italia che marcia sul marcio, anzi questa specie di Paese è ormai costituito nella maggioranza da tantissimi stronzi che galleggiano, sguazzano e si sbrodolano nel marcio più puzzolente e nefasto.
Io non riesco a capacitarmi di che razza vigliacca e ipocrita è costituita la politica d'oggi sia locale che periferica o nazionale (comune, provincia, regione, Stato, capi di governo, ecc., ecc.,...).
O voi che state al potere e, abusando dei vostri poteri, vi fottete, come tante iene sempre affamate, stipendi e pensioni d'oro, vitalizi, rimborsi, finanziamenti, privilegi, immunità, ecc., ecc., vi rendete conto che fate tanto, ma tanto schifo? O no!? -
L'ultima stronzata l'ha fatta il Consiglio d'Europa, rispondendomi con assurde richieste, dopo che io avevo inviato loro, tramite preciso e dettagliato esposto informativo, tutta la mia deleteria situazione. Ormai i tentacoli venefici della Piovra son giunti dappertutto e, di conseguenza, il male ci si sguazza.
A tal uopo, allego alla presente i tanti modelli cartacei ricevuti dalla Corte Europea di Strasburgo, con la richiesta di doverli riempire al più presto possibile, in cui si chiede al sottoscritto una caterva di scartoffie inutili.
Allegò nuovamente anche l'atipica "Richiesta Atti" del Comune di Piana.
E questa sarebbe la Convenzione Europea sui diritti dell'uomo? -
Per me è una schifezza! -
Mi passa proprio adesso per la mente un esempio ad hoc, a titolo di confronto:
"Io prendo un grosso bastone e do' una tremenda mazzata ad un povero Cristo.
Poi, con aria spavalda, strafregandomene delle sue atroci sofferenze, gli chiedo:
"Fammi pervenire entro una certa data di scadenza tutti questi documenti e compila con esattezza tutti questi moduli, altrimenti scattano multe, sanzioni, denunce e... altri cavilli penali nei tuoi confronti!" -
Similis cum similibus! -
Dopo quell'atipica scempiaggine di "Richiesta Atti" che mi è stata inviata da quell'animella del tecnico comunale, ci mancava anche quest'altra bruttura della Corte Europea di Strasburgo.
Che dire, viviamo proprio in un mondo alla rovescia, falso, canaglia e disonesto! -
Come si dice a Napoli:
"E se sapeva..., avimmo misso 'a pazziella mmane e creature...; mo' ce tenimmo pure 'o pisciasotto, mentre parenti ed amici, sotto sotto, se fanno 'a scarpetta!" -
Che putimme spera'? Nulla! -
Chi vuol capire, ha già capito a chi e a cosa voglio alludere.

LE BRUTTURE POST-BELLICHE
"VINCITORI" - "VINTI" E "VOTA BANNERA"
"E CAURE 'A FORA E 'E FRIDDE DINTO!"

La cosa che mi sconcerta enormemente e che mi fa molto arrabbiare è quella forma spietata di totale negazione usata continuamente in maniera asfissiante dai "vincitori" contro i "vinti". In ogni guerra i nuovi governanti rinnegano sempre tutto dei governi precedenti ed esaltano invece in maniera parossistica tutte le loro opere, anche se sono dannose, pessime, inutili, deleterie o fatte malissimo.
Per non parlare poi di quel diabolico modo usato dei cosiddetti "vincitori" di falsificare sistematicamente la Storia e di riscriverla esclusivamente a loro immagine e somiglianza, negando ai "vinti" ogni possibilità di avere una propria Storia, un proprio passato e, di conseguenza, un futuro.
E torniamo ad evidenziare la grande capacità di governare dei meravigliosi Re Borbone.
Ma come si fa a non riconoscere la loro grandezza e rimanere completamente affascinati ed estasiati davanti a tutte quelle splendide opere di qualità mondiale effettuate nello splendido Regno delle Due Sicilie dal 1734 al 1860? -
Ed ancora..., a proposito di terremoti, a differenza dell'attuale enorme stato confusionario, partitico - politico, burocratico ed inefficiente della disastrosa situazione odierna italiana in merito alle continue problematiche in materia di prevenzione antisismica, soccorso, tutela, assistenza e ricostruzione, c'è da rilevare, invece, andando indietro nel tempo al periodo borbonico, una perfetta e precisa organizzazione ed efficientissime norme antisismiche all'avanguardia a livello mondiale vigenti già nella seconda metà del XVIII secolo nel Regno delle Due Sicilie.
E' incredibile come siamo precipitati in basso dopo quella farsa dell'unità italiana; dalle stelle del periodo borbonico alle stalle del periodo savoiardo, mussoliniano e repubblicano.
Ed oggi? Non se ne parla..., e quelle precise efficientissime tecniche e norme antisismiche borboniche che potrebbero certamente essere adottate anche nell'era attuale con esiti del tutto positivi, vengono invece ignorate, obliate, mai riconosciute o prese in considerazione.
Da quell'infame invasione sanguinaria (1861) da parte dei nordisti (i veri briganti) ai danni del Sud d'Italia, la situazione in tutto il Paese è andata sempre peggiorando con un decadimento progressivo e annullamento totale di ogni valore o principio morale.
I movimenti tellurici hanno devastato nel passato molti paesi e città e periodicamente si ripetono anche oggi in tutta Italia, provocando atroci sofferenze, distruzioni e morti.
Ebbene, già dal 1734 i Re Borbone erano perfettamente consapevoli del rischio sismico nell'Italia meridionale ed adottarono rapidamente e senza complicanze tutti i possibili ed efficaci provvedimenti in merito a ricostruzioni, assistenza, soccorso, bonifiche, ecc., ecc., oltre naturalmente ad una perfetta regolamentazione inerente "La Prevenzione", fatta in maniera esemplare, precisa e fattibile e non come avviene oggi, in cui, malgrado si versino ogni giorno fiumi di parole, chiacchiere, leggi e leggine astruse ed incomprensibili, nulla mai viene fatto e tutto rimane nel caos.
Alcune volte, mi rendo sempre più conto della veridicità assoluta di una mia riflessione che, a prima acchito, potrebbe sembrare un paradosso, un'assurdità e invece non lo è:
"Il progresso nel passato; il regresso nel futuro!" -
Allora, in questo paragrafo, stiamo considerando il perfetto modo di governare della Casa Reale di Borbone nel periodo del Regno delle Due Sicilie (1734 - 1860). E su questo non ci sono dubbi.
Ma andiamo ancora più indietro nel tempo, all'epoca del possente Impero Romano e poi ancora più indietro al tempo delle grandi civiltà del passato: Greci e Magna Grecia, Egitto, Assiri, Sumeri, Babilonesi, Ittiti, Traci, ecc., ecc.,... e ci rendiamo subito conto che l'attuale cosiddetta tanto decantata "civiltà moderna" è infinitamente piccola e incivile, estremamente disorganizzata, retrograda ed inefficiente in confronto alle grandi civiltà del passato, di cui ancora poco se ne conosce, a causa del solito meschino modo di obliare e travisare le verità storiche da parte dei popoli cosiddetti "vincitori" a danno dei "vinti".
Per avvalorare tale mia considerazione torniamo allo splendido periodo borbonico del Regno delle Due Sicilie.
Nel 1780, il Re Ferdinando IV di Borbone affidò l'incarico degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano al bravo ed esperto ingegnere Francesco La Vega.
Costui scoprì che gli antichi romani costruivano le loro case, le cosiddette "case a graticcio", con un efficientissimo sistema antisismico e ne studiò la struttura, migliorandola affinché le relative tecniche potessero applicarsi anche alle nuove edificazioni.
Furono così emanate dai Re Borbone delle precise regole in merito alle norme antisismiche da adottarsi nel Regno delle Due Sicilie.
Più in dettaglio, la prima normativa antisismica d'Europa fu proprio quella promulgata il 20 marzo 1784 dal Re Ferdinando IV di Borbone dopo gli accurati ed approfonditi studi ingegneristici di Francesco La Vega sulle antiche case romane "a graticcio", rinvenute dagli scavi di Pompei ed Ercolano.
Fra queste regole ricordiamo: "L'utilizzo di un'intelaiatura lignea inserita all'interno delle pareti in muratura; l'incatenamento delle travi e dei solai ai muri; l'erezione di mura perimetrali compatte; le abitazioni non dovevano superare i due piani d'altezza e non dovevano avere pericolosi elementi sporgenti o deleteri tetti spingenti; il ricorso alle strutture in legno e alle controventature; la quasi totale coincidenza fra il baricentro delle masse ed il baricentro geometrico, ecc., ecc., ecc.-
Altro che periodo retrogrado fu quello borbonico come viene falsamente evidenziato oggi da beceri figuri menzogneri.
Fu quello, invece, un periodo di avanzatissimo ed efficientissimo progresso in tutti i campi, oltre ad un'organizzazione talmente perfetta da essere presa come esempio da molti stati esteri.
Tantissime utili iniziative furono adottate dai Re Borbone, in favore sempre della tutela, salvaguardia, benessere e sicurezza di tutto il popolo duosiciliano.
È da tener presente che le strutture di molte edificazioni di origine borbonica sono rimaste perfettamente intatte, nonostante i terrificanti terremoti verificatisi dal 1734 ad oggi, l'incuria, lo sciacallaggio, lo scempio e l'abbandono..., a differenza di tantissime costruzioni "moderne" crollate del tutto.
Le norme antisismiche dei Borbone sono tuttora considerate all'avanguardia da eminenti scienziati internazionali ed usate da molti Paesi (in particolare USA, Cina, Giappone, Russia, Germania) e la validità della regolamentazione redatta alla fine del '700 è stata ingegneristicamente provata e confermata anche di recente. E i politicanti italioti nostrani parlano, parlano, parlano, ma mai nulla di concreto fanno... -
Nel 2013, l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha testato in laboratorio questo tipo di strutture borboniche. I ricercatori, in collaborazione con l'Università della Calabria, hanno costruito un muro avente i requisiti previsti dal regolamento antisismico borbonico.
Nella circostanza, è stata realizzata in scala 1:1 (avente cioè le stesse dimensioni dell'originale) una riproduzione, pressoché identica, di una parete dell'antico edificio vescovile di Mileto, (struttura rimasta pressoché quasi intatta dopo terremoti, scempi, degrado, sciacallaggio ed abbandono) costituita da muratura rinforzata da un'intelaiatura lignea, da sottoporre poi ad un esperimento di simulazione sismica. Sono stati quindi imposti alla sezione ripetuti spostamenti, alternati nelle due direzioni e progressivamente crescenti d'intensità, allo scopo di verificare la resistenza, anche alle più forti sollecitazioni, della parete intelaiata.
Nel corso delle prove, il manufatto ha mostrato un eccellente comportamento antisismico, evidenziando un'ottima duttilità garantita dal riempimento interno dei telai, con qualche piccolissima espulsone di calcinacci, mentre gli stessi telai in legno (sia le aste che i nodi) sono rimasti completamente integri.
A fine test è stato misurato un lieve spostamento di appena 8 centimetri, da cui è stato possibile dedurre un'ottima resistenza della struttura anche a terremoti di elevatissima intensità.
All'esperimento ha assistito una delegazione del COST Action FP 1101 Assessment, Reinforcement band Monitoring o' Timber Structures, composta da una cinquantina di studiosi provenienti da tutto il mondo.
L'esito delle prove ha dimostrato chiaramente che il sistema costruttivo dei Borbone, quantunque ideato alla fine del XVIII, possedendo una straordinaria capacità di resistere ai terremoti, una volta compiuti i dovuti approfondimenti e adottati gli attuali innovativi sistemi di connessioni, potrebbe essere subito efficacemente applicato anche ai moderni edifici, garantendone stabilità e dando sicurezza alle persone che li abitano.
La grande tecnologia borbonica, con la presentazione dei risultati sperimentali del progetto, è stata successivamente sottoposta anche all'attenzione dei più autorevoli studiosi del mondo, in occasione del meeting internazionale H.Ea.R.T. 2013 (Historic Earthquake Resistant Timber Frames in the Mediterranean Area), organizzato dall'Università della Calabria e dal Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), in collaborazione con le Università di Minho, Atene ed Istambul e Icomos Wood Scientific Committee, tenutosi a Cosenza nei giorni 4 e 5 novembre 2013.
In sede di convegno, sono stati altresì raccolti contributi da molti Stati del Mediterraneo (Marocco, Portogallo, Albania, Grecia, Turchia, Egitto, Italia), oltre che da USA, Giappone e Cina, Paesi questi (è bene ricordarlo) che si contraddistinguono per la presenza sul territorio di strutture caratterizzate da pareti in muratura con intelaiature lignee paragonabili a quelle realizzate dai re Borbone in Calabria alla fine del '700, studiando e migliorando la struttura a "graticcio" delle antiche case di Pompei ed Ercolano di chiara origine dell'antica Roma.
Ora che l'Italia è in piena emergenza post-terremoto, c'è da augurarsi che le straordinarie tecniche individuate dal nostro grande ingegnere ed archeologo Francesco La Vega alla corte dei Re Borbone, opportunamente integrate da accorgimenti moderni, possano essere utilizzate soprattutto per salvare vite umane.
Sarà solo una questione di tempo? Ma, ahimè, il vero problema è che di tempo ne è trascorso fin troppo, che nulla ancora è stato fatto e che l'edilizia antisismica dei Borbone, nonostante i risultati eccellenti avvalorati da famosi scienziati mondiali e l'utilizzo nei più progrediti grandi Stati del mondo, in Italia, invece, fino a questo momento, non è stata affatto neppure presa minimamente in considerazione dalla classe dirigente del "Bel Paese", laddove si paventa che i terremoti del futuro potrebbero ancora produrre conseguenze di dimensioni apocalittiche.

Ma cos'è il "graticcio"?

Ebbene, se volete avere un piccolo, semplice esempio pratico del "graticcio" basta venire a casa mia per toccare con mano la "grata", o per meglio dire la cosiddetta "ratella", fatta con listelle lignee magistralmente intrecciate ed annodate da esperti e bravi artigiani di un tempo ormai passato, sulle quali poggio la frutta da seccare, noci, verdure o altro...-
Cercherò con poche e semplici parole di spiegare il "graticcio" usato nelle costruzioni dagli antichi abitanti di Roma Imperiale. Tali graticci, sapientemente usati dagli esperti antichi romani davano enorme elasticità alle pareti, agli intramezzi delle stanze, scongiurando rotture improvvise ed assicurando elevata stabilità alle strutture anche in presenza di grosse sollecitazioni, come terremoti o altri violenti fenomeni naturali o atmosferici.
Tecnica antisismica ripresa e perfezionata in seguito (come ho in precedenza evidenziato) dal bravo ingegnere La Vega, per ordine di Re Ferdinando IV di Borbone, con l'incarico di provvedere alle opere di ricostruzione di tutti quei paesi abbattuti da terribili movimenti sismici.
I "graticci" sono fatti di vimini intrecciati e sostenuti da canne parallele, il tutto poi rivestito di malta (calce). Detti "graticci" venivano uniti, annodati, saldati (messi) negli intramezzi delle pareti coperti da malta "cementizio".
Ed ecco la genialità dell'idea strutturale: in caso di forti scosse telluriche le pareti vibravano, ma non si rompevano, essendo elastiche e tutta la struttura rimaneva integra.
Invece oggi, paradossalmente, anche essendo una tecnica nata e sviluppatasi nel nostro Paese, è stata incoscientemente del tutto abbandonata dagli "italioti" odierni.
Oggi si usa il cemento armato o altre misture improprie di esso che hanno parecchi lati negativi, tra i quali la mancanza totale d'elasticità e un limitato periodo di tempo, per cui anche sottoposto a deboli vibrazioni, è destinato prima o poi a cedimenti improvvisi e rotture varie facendo inevitabilmente collassare e crollare tutto il palazzo, edificio, grattacielo, ponte, diga o altre costruzioni, con danni incalcolabili e perdite di vite umane.
Tengo a precisare che io non sono un tecnico specializzato in costruzioni, però vorrei dire a questa marmaglia di italioti messi lì ai posti di comando e di alta "responsabilità" senza alcun merito, ma solo per una sozza politica attuale..., mi volete per favore spiegare, senza usare, per carità, nessun linguaggio politichese, perché, per quale motivo, continuate imperterriti con illogica cocciutaggine a negare o meglio a schifare, questi sistemi di un tempo? Sistemi peraltro efficacemente adottati da USA, Cina e Giappone, Paesi enormemente all'avanguardia in materia antisismica. -
La Storia è falsata e su questo non ci sono dubbi.
Siamo oggi un popolo di pecoroni, piagnucoloni, spreconi, ipocriti, cretini, idioti, lecchini ed esibizionisti ed anche su questo non ci sono dubbi.
Ma, dico io, è mai possibile che dalle stelle più lucenti dell'intero firmamento di un tempo passato siamo precipitati di colpo (quasi alla velocità della luce) così in basso loco, negando finanche tutte le scoperte, le opere, le innovazioni dei nostri più illustri personaggi del passato e anche del presente (la cosiddetta "fuga dei cervelli"), peraltro tanto ammirati e studiati all'estero?
Una semplice annotazione...: in internet, a proposito di "case a graticcio" vengo a sapere che in Germania, dal 1200 ad oggi, se ne fa un larghissimo uso tale da diventare addirittura orgoglio nazionale con tantissime variazioni estetiche, ma tutte case esclusivamente costruite a "graticcio" con l'ineguagliabile intelaiatura lignea ben visibile all'esterno e adornata con decorazioni diversificate, in modo che ogni casa sia diversa artisticamente dall'altra. Che dire..., l'utile al dilettevole, il tutto sapientemente usato per utilità pubblica e privata, per il turismo e la storia, ecc., ecc., -
E noi, sì proprio noi vicini italioti, che facciamo? Nulla, anzi no, rinneghiamo sistematicamente come putrida plebaglia schifosa, come vermiciattoli viscidi striscianti, come meschini menzogneri e perfidi traditori, i nostri più grandi avi del passato, onorando invece (embe', udite, udite..., al colmo della schifezza in Italia non c'è mai fine...) i più tremendi sanguinari massacratori e carnefici della nostra gente.
Che volete, a volta non riesco proprio a capacitarmi di così tanta sozza metamorfosi che ha investito tutta la gente di questa nazione.
Eppure, purtroppo, devo a malincuore verificare ogni sacrosanto giorno che è la verità, una verità amara, dolorosa e temo anche irreversibile: siamo un popolo amorfo senza passato, senza presente e senza alcuna speranza di futuro.
Termino con una massima estremamente veritiera di Albert Einstein, un autentico avvertimento profetico che, riportato ai giorni nostri, risulta purtroppo perfettamente avverato.
“Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti!”.

La Realtà Storica

Nel '33 Hitler fu nominato Kaiser (capo del governo tedesco). Gli ebrei residenti in Germania (secondo alcuni la più grande comunità ebraica in Europa) allibirono perché sapevano che questo Kaiser sarebbe stato sicuramente un loro nemico.
Hitler, infatti, non sopportava che gli ebrei sfruttassero e si appropriassero delle risorse tedesche esclusivamente per le loro comunità ebraiche, svantaggiando di conseguenza i cittadini tedeschi.
Noi tutti oggi sappiamo molto bene che gli ebrei sparsi da secoli in tutto il mondo sono gente molto attiva e capace di far fruttare nel miglior modo possibile i loro interessi in tutti i settori, soprattutto in quello finanziario, economico, commerciale, bancario, ecc., ecc. -
Sfruttando, infatti, le loro innate qualità intellettive e fattive, sono riusciti in breve tempo a migliorare le loro condizioni economiche e ad industrializzarsi ad un tale livello da potersi confrontare con le grandi potenze mondiali. Molti di loro occupano ruoli importanti in alcune grandi multinazionali del mondo.
Si aiutano tra di loro e s'impegnano ad aiutarsi in qualsiasi occasione nel miglior modo possibile.
Certamente ad Hitler questi "intrusi", questi "estranei" nel territorio germanico non gli garbavano proprio e, alla prima occasione, li avrebbe tutti scacciati via, nel modo più violento ed atroce possibile.
E' superfluo continuare nei particolari..., sappiamo ormai tutti l'orribile sorte che subirono tanti e tanti ebrei e anche altri popoli sotto il terrificante dominio nazista voluto da Hitler.
Voglio comunque fare una semplice considerazione e cioè che in ogni guerra nessuno si può definire completamente scevro da ogni colpa, ma nessuna colpa al mondo, per quanto grave essa sia, può giustificare quell'orripilante mattanza contro un'intera razza, un intero popolo.
Allora, proseguiamo nella trattazione della realtà storica di quel tetro periodo ed evidenziamo il fatto che tante e tante famiglie ebraiche residenti in Germania, avendo avuto sentore della Guerra e del cambiamento che si stava compiendo nelle alte sfere del potere germanico, trasferirono in fretta e furia e in gran segreto le loro immense ricchezze (lingotti, pietre preziose, oggetti di valore, oro, diamanti, titoli, denaro, quadri, ecc., ecc.) nelle Banche della vicina neutrale Svizzera.
Intanto, come si prevedeva, nel '40 scoppiò l'orripilante Guerra mondiale ed Hitler con una "guerra lampo" occupò il Belgio, nonostante fosse nazione neutrale e penetrò improvvisamente in Francia, aggirando astutamente la linea di sbarramento francese Maginot.
Non sto qui a raccontarvi gl'innumerevoli obbrobriosi eventi bellici.
Finita la Guerra '40 - '45, molti stati coinvolti nella guerra si ritrovarono impoveriti e quasi distrutti.
In Europa l'unica nazione che ne uscì trionfante ed arricchita fu la neutrale Svizzera.
Allora, teniamo presente che, in base alle notizie riportate da più fonti, circa 6 milioni di ebrei (comprese altre razze...) furono barbaramente trucidati su ordine di Hitler, questo mostro infernale che s'era messo in testa di eliminare completamente con ogni mezzo possibile tutta la razza ebraica.
La Svizzera, piccola nazione europea, comportandosi in modo abietto e senza scrupoli e non tenendo conto delle atroci sofferenze del popolo ebraico sotto il nazismo hitleriano, trattenne tutti i soldi di tanti e tanti ebrei, da loro depositati in precedenza nelle banche svizzere.
Che dire..., atrocità ed ingiustizie nelle guerre ed ancora atrocità ed ingiustizie nelle sedi finanziarie e bancarie. "Similis cum similibus" - Ovunque ti giri in questo mondo schifoso noti atrocità.
A questo poi si aggiunge il colmo dei colmi, l'imprevedibile..., e cioè che molto spesso i superstiti di precedenti carneficine da vittime diventano carnefici nei riguardi di popoli vicini... -
E poi..., e poi..., il ciclo continua in seguito...; vittime e carnefici si scambiano i ruoli e la tanto desiderata Pace rimane solo un sogno, un'utopia, un'illusione, anche perché entrano nel potere i  soliti guerrafondai al servizio delle solite multinazionali della guerra con la produzione e vendita di armi sempre più letali.
Allora, ritornando alle banche svizzere e ai soldi degli ebrei, c'è da precisare che, conoscendo la fermezza degli ebrei nell'agire tempestivamente per difendere i loro interessi, ci sono state negli anni dal dopoguerra ad oggi tante dure proteste da parte di quegli eredi ebraici che possedevano i documenti originali dei loro depositi in Svizzera.
Purtroppo, nonostante tutto, sembra che solo una piccolissima parte dei soldi sia stato restituito a pochi legittimi  eredi ebraici.
Tutto l'immenso deposito ebraico è rimasto nelle banche svizzere.
Ed i mass media nazionali ed esteri tacciono... -
Tutta la faccenda è finita a tarallucci e vino; nisciune ne sape niente e nun se ne parla cchiu'... -
Chi capisce ed ha volontà di capire, ha già capito... -
Allora, continuiamo il nostro discorso sulla "Realtà Storica" vista da altre prospettive, occupandoci di altre faccende altrettanto obbrobriose... -
Essendo la maggior parte dei popoli europei, tra cui anche l'Italia, coinvolti in una disastrosa guerra mondiale, usciti massacrati e impoveriti, cercarono lavoro nella vicina Svizzera.
Centinaia, migliaia d'italiani emigrarono in Svizzera e molti  trovarono lavoro.
Al loro rientro in Italia, comprarono un pezzo di terra e si costruirono la casa.
Per avere un'esatta cognizione di come stavamo situati economicamente e finanziariamente nei primi anni del dopoguerra, cercherò di rendere meglio il concetto raccontando dei fatti successi negli anni '45 - '50 - '60.
Mel mio paesello, all'arrivo delle truppe alleate stanziatesi nella pianura di Piana "La Fagianeria", durante la lunga estenuante battaglia per la conquista di Montecassino, le truppe inglesi ed americane stettero in attesa degli eventi bellici proprio nella succitata pianura del mio paesello.
Nelle cucine delle truppe alleate lavoravano anche molti giovani pianesi. Ogni mattina, dei camion delle cucine, tramite accordi già stabiliti in precedenza, scaricavano nella zona denominata "AIA Vecchia", sempre nel mio paesello, in botti piene, tutti gli avanzi dei cibi.
Molte mamme pianesi si recavano tutte le mattine con un secchiello a recuperare qualcosa da mettere sotto i denti.
Anche mia madre usciva tutte le mattine con un secchio e a volte portava a casa cosce di pollo, tacchino, prosciutto, bistecche, ecc., ecc., tutti alimenti di scarto degli alleati.
La mamma prendeva tutto quel ben di dio, lo lavava accuratamente, lo sciacquava, lo bolliva, lo conciava a volte anche con limone, aceto e sale e alla fine lo portava finalmente a tavole. Che dire, per noi poveri ed affamati, ridotti allo stremo, certamente quella visione era per così dire qualcosa di celestiale, di succulento e..., mi torna in mente quella scena del film "Miseria e Nobilta'" in cui Totò si butta su quelle prelibatezze, salta sul tavolo, balla, mangia a più non posso e s'infila poi gli spaghetti anche nelle tasche... -
Bè, questo è solo un film, anche se magistralmente interpretato, ma la realtà di quell'epoca post bellica era ben più grave, il malessere era ovunque, si viveva alla giornata e sopravvivere in quelle condizioni estreme era veramente duro.
Sembra un paradosso, una bugia, una denigrazione,... no, no, no, è proprio la sacrosanta verità, provata ed accertata, senza ombra di dubbio da tantissimi fatti terrificanti raccontati da persone che li hanno vissuti, patiti e subiti sulla loro pelle.
A tal proposito, tengo a ripetere il concetto che solo chi ha vissuto quel tristissimo periodo intensamente come me può realmente capire.
La Guerra, la maledetta guerra porta con sé tanti orrori, tante nefandezze commesse da tutti gli schieramenti, sia dai cosiddetti vincitori, sia dai cosiddetti vinti. Ognuno di loro poi elabora delle ipocrite giustificazioni dei tanti misfatti commessi, addossando sempre la colpa alla parte avversa, in un vergognoso vortice di scaricamenti reciproci di colpe e responsabilità.
E' sempre una "Guerra tra Pazzi, anzi tra Mostri", in cui chi ci rimette di più è purtroppo sempre e solo il popolo, gli innocenti, i bambini, le mamme, i vecchi, ecc., ecc. -
Rendiamoci poi conto che nelle guerre non esistono vincitori, ma solo perdenti... -
 Mi viene in mente tra i tanti demoniaci episodi bellici, il primo bombardamento di Benevento, ove tanti aeroplani dei cosiddetti "Alleati" sganciarono un quantitativo enorme di bombe sulla stazione e sui treni carichi di passeggeri sulla tratta Milano - Reggio Calabria. Non sto qui a dilungarmi nel raccontare tutti gli agghiaccianti particolari di quelle scene strazianti che si presentarono davanti ai miei occhi. Mi vengono i brividi solo nel ricordare alcuni flash nella mia mente di quella carneficina. Non esistono parole per descrivere l'orrore e l'immane tragedia di quel maledettissimo bombardamento.
Li vogliamo definire almeno dei Mostri quelli che causarono tale obbrobrio?
Oppure continuiamo da ebeti italioti ignoranti a chiamarli ancora Salvatori, Liberatori, Alleati, Guerra di Liberazione o addirittura Guerra Santa, dimenticandoci dei tanti nostri morti innocenti di Benevento, Cassino, Napoli, Caiazzo e di tante, ma proprio tante altre zone d'Italia sottoposte ad un massiccio bombardamento da parte delle truppe alleate?
Ci dimentichiamo poi delle tante sevizie, torture, infamie, assassini, violenze e quant'altro dovettero subire gente italiana innocente all'arrivo di quella feccia: goumiers, marocchini, australiani neozelandesi, ecc., ecc., a diretto servizio degli organi militari alleati?
Aggiungete poi il Napal, i gas letali, le super bombe e tutte quelle terribili armi di distruzione di massa "vietate" per così dire ad capocchiam dalla comunità internazionale ed usate invece sempre dai cosiddetti "Alleati" nelle altre guerre seguenti quella mondiale ed avrete già un quadro demoniaco.
Aggiungete poi la più terrificante arma di distruzione e cioè la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki ed avrete un quadro completo del Male in assoluto e del suo demonico potere distruttivo.
Che brutta cosa, che schifezza è sapere che il pilota di un gigantesco e potente bombardiere scarica tutta la sua "merdaccia putrida", pardon tutto il suo enorme e pesante quantitativo di bombe su città e città e poi tutto giulivo, felice ed orgoglioso di essersi tolto quel peso di bombe dalla pancia dell'aereo e di aver così adempiuto in pieno alla sua delicata ed importante missione bellica, torna trionfante alla base in uno scrosciare continuo di applausi degli altri soldati e..., e poi..., viene pure premiato.
Mi vien da vomitare...- C'è da uscir pazzo! -
Andiamo avanti..., anche se è molto difficile proseguire dopo aver trattato in sintesi d'una guerra perversa, satanica e massacrante... -
Passiamo ad oggi e cerchiamo di mettere in chiaro di come stanno veramente le cose, scevro da qualsiasi stima o simpatia per l'uno o per l'altro.
La maggior parte dei nordici cerca in tutti i modi possibili ed immaginari e con mezzi forsennati di renderci a noi sudisti sempre più poveri di quanto siamo adesso. Dalla fatidica invasione nordista del Sud Italia nel 1860 fino ad oggi, quei fetentoni piezz'e merd del Nord stanno ancora tentando di prenderci tutto, finanche ciò che è impossibile prendere e cioè la nostra anima.
Mettiamo a confronto le due Italie. Già, la cosiddetta unione italiana così pomposamente riportata e celebrata nei libri scolastici non è mai avvenuta, anzi il divario tra Nord e Sud è andato col tempo peggiorando.
Ora mi si dica in maniera seria e ponderata: "Che ricchezze territoriali, naturalistiche e ambientali possiede realmente questo c... di Nord?" -
"Poco o niente. Neve, solo e soltanto neve, nebbia, ghiaccio e tanto, ma tanto smog!" -
E bastaaa! Nient'altro! Se vogliamo proprio essere pignoli possiamo considerare alcune piccole amorfe ed insignificanti "merdacce" messe un po' ad capocchiam in alcune zone del Nord ed ingigantite dalla solita pubblicità martellante della cricca nordista.
Già, la solita noiosissima pubblicità nordista ci martella tutti i santi giorni in tutti i mass media, TV, radio, web, social, riviste, giornali, ecc., ecc.,: gare di sci; campioni dello sci; giochi olimpici invernali; partecipazione degli altri stati; piste, scuole e ritrovi per amanti dello sci, ecc., ecc., -
E poi, a queste buffonate del Nord si aggiungono anche alcuni ricconi "pezziente resagliute" buffoni del Sud, che magari non sanno neppure come si calza uno sci o uno scarpone da neve; quindi stupidi e vanagloriosi vanno ad ingrassare gli altri ricconi del Nord, assistendo pomposi alle esibizioni e gare di sci nelle cosiddette "settimane bianche" -
Sì, andate, andate negli hotel nordisti e jatevenne affangulo ra nant'e palle...!!! -
Similis cum similibus... merda chiama merda... - "Asinus asinum fricat!" -
Sì! Sì! Correte! Andate a portare soldi e sempre più soldi al Nord e rinnegate i vostri avi, le vostre terre, la vostra storia, le vostre origini, ecc., ecc.,... razza di putridi svergognati e traditori. Andate a sciacquare le palle ai vostri padroni nordisti e impoverite sempre di più il Sud.
Ci buttiamo la zappa sui piedi.
Cosa ha fatto il Nord dal 1860 ad oggi? -
Dal 1860 il Nord, dopo averci brutalmente invasi e massacrati nei modi più atroci possibili, ci ha tolto tutto quello che era possibile toglierci; ci ha tolto la nostra vera storia imponendo la loro falsa storia; ha cambiato tutti i testi classici e scolastici; ha emanato leggi solo a favore del Nord e non ha mai pensato seriamente di collaborare fattivamente coi meridionali.
Ed ancora... il Nord ha avvelenato con ogni tipo di sostanza nociva tutti, dico e ripeto tutti i terreni del Sud, tra i quali  mi vengono in mente quelli siciliani con i famosi tarocchi ed altre prelibatezze del luogo; i terreni pugliesi con i famosi uliveti e vitigni; i terreni fertilissimi cineritici vesuviani e della zona amalfitana e sorrentina con i famosi pomodorini, pomodori San Marzano, i limoni di Sorrento, le mele annurche, le viti, le prugne, le pesche..., la famosa pasta di Gragnano, le mozzarelle di bufala e tante, ma proprio tante specialità che adesso non ci sono più per l'avvelenamento continuo e costante di tutti i terreni del Sud in cui si continuano a scaricare sostanze letali per animali e vegetali mettendo a serio rischio e pericolo gli stessi abitanti del meridione con l'insorgere di terribili malattie tumorali ed altre... -
Mi diceva mio padre che i terreni cineritici vesuviani producevano più di sette - otto raccolti all'anno con quantità e soprattutto qualità di primissimo ordine. Tanto vale, mi diceva sempre mio padre, un solo metro quadrato di quel terreno vesuviano che un intero moggio (are 33) del nostro terreno.
Esagerava? Assolutamente no! -
Ho ancora viso negli occhi l'immagine di quei mostri meccanici, pardon di quelle ruspe che seppellivano tonnellate e tonnellate di veraci pomodori meridionali.
Il motivo? Ordine perentorio, pena sanzioni e multe, di quella sozza, anzi mille volte sozza Europa che ci proibiva di superare la produzione di un certo quantitativo di prodotti agricoli.
Si dava addirittura un premio (cose di una gravità immensa) a chi estirpava e distruggeva ad esempio i secolari ulivi o altri tipi di piante.
Ogni volta che ripenso a quell'orribile scempio subito dalla mia dolce e cara terra natia rimango allibito, sconcertato, addolorato ed anche molto, molto arrabbiato.
Nel dopoguerra '40 - '45 gli "Alleati" (altri mostri invasori delle nostre terre), il giorno di Pasqua addobbavano le piazze con l'albero di Natale. Eh già..., dopo le carneficine di tanti civili innocenti causate dai loro stramaledettissimi bombardamenti.
Andiamo avanti..., altrimenti il sangue chissà dove sale... -
Un attimo..., stiamo parlando di alberi di Natale e ogni anno, anche oggi si parla solo e soltanto di alberi addobbati durante il Natale.
E..., ci siamo forse tutti dimenticati di quella nostra grande tradizione natalizia rinomata e famosa in tutto il mondo e radicata principalmente nel Sud Italia? -
Di cosa parlo? -
Parlo del Presepe, del famosissimo, artistico e intramontabile Presepe.
Dove è andato a finire il Presepe? Dove sono andati a finire quei grandi artisti che preparavano come delle vere e proprie opere d'arte le loro magnifiche creazioni presepiali.
Ma che cazzo me ne faccio di un albero d'abete (peraltro strappato pure con violenza dal suo ambiente naturale) imbacuccato di orrende palle e nauseanti insipidi dolcetti tipici (guarda caso) del Nord Italia o americani, con quei vanagloriosi nomignoli ridicoli di dubbia provenienza anglosassone.
Insomma..., dobbiamo pure accollarci dal Nord e dall'estero quest'altra merdaccia.
Il Presepe invece è tutta un'altra cosa, non c'è paragone con l'albero di Natale.
Ebbene, dal dopoguerra ad oggi arrivano camion carichi di piante d'abete dal Nord Italia. E chi ci guadagna? Il Nord! L'albero di Natale è la moda balorda di quest'epoca ed è un immenso business nordista con la vittima sacrificale del Presepe sudista.
Ma proseguiamo con altre schifezze nordiste... -
Tutti ormai s'accorgono che, in tutti i negozi, supermarket, punti vendita, mercati, mercatini, locali di ritrovo, ecc. ecc., esistono in bella mostra e a caratteri cubitali con cartelloni pubblicitari specifici solo e soltanto prodotti provenienti dal Nord Italia: panettoni, pandori, vini, spumanti, cotechini, zamponi, castagne, olio, pasta, formaggi, ecc., ecc. -
E' una tremenda invasione di prodotti nordisti che distruggono inevitabilmente ogni tentativo di ripresa del Sud.
Una volta, tanto tempo fa, avevamo tante specialità, tante prelibatezze... in questo nostro caro Sud... -
Sì, le avevamo e, in un certo senso, ne abbiamo qualcuna anche adesso, ma andate a controllare bene cosa c'è scritto sull'etichetta di quei prodotti che dovrebbero essere di esclusiva nostra produzione, gestione e commercio e invece tutto viene fatto e disfatto nel lontano Nord, sempre secondo il volere, l'approvazione e la decisione finale dei "magna magna" del Nord.
Se questa non è vera ed autentica  mafia terroristica nordista, allora ditemi voi cos'è!? -
E passiamo adesso a considerare il famoso Cantiere Navale di Castellammare, vero orgoglio mondiale borbonico al tempo del Regno delle Due Sicilie.
Sotto l'attenta direzione dei magnifici Re Borbone, dai cantieri di Castellammare uscivano un numero enorme di splendide navi, piroscafi ed imbarcazioni di tutti i tipi e grandezze sia militari che civile e da diporto, talmente efficienti, attrezzate e di tecnologia avanzatissima, da far invidia e a volte superare la stessa marina britannica.
Prendiamo solo un esempio...; chi nel 1860 possedeva le navi dotate di un'avanzatissima ed efficientissima propulsione ad elica? Solo il Regno borbonico delle Due Sicilie e nessun altro al mondo.
Gli inglesi, i francesi, gli spagnoli, gli austriaci ed altri, tra i quali quegli straccioni nordisti, erano altamente invidiosi (un invidia che, in seguito, tracimò in un odio perverso e crudele) della marina borbonica e del commercio internazionale del Regno delle Due Sicilie che aumentava sempre di più, grazie agli efficienti cantieri di Castellammare da cui uscivano in continuazione fortissime e bellissime navi che solcavano mari ed oceani.
Le navi da diporto chi le costruiva?
Solo e soltanto i cantieri navali di Castellammare.
Anche dopo quella brutale invasione nordista con l'appoggio di altri stati esteri, con il massacro, il genocidio ed il forsennato furto di tutto ciò che i nordisti riuscivano a prelevare dal Sud, la produzione navale di Castellammare continuò fino ad un certo periodo in cui la malefica coalizione nordista ed estera decise che bisognava eliminare alla radice tutto ciò che era ancora borbonico, assegnando il comando dei cantieri di Castellammare a quella sozza e corrotta società Fincantieri di Genova.
Provate, anche attraverso ricerche nel web o altri mass media, a procurarvi delle immagini della famosa nave "Il Rex", tra le ultime grandi e splendide navi italiane.
Rimarrete sbalorditi da tale magnificenza ed accuratezza di costruzione sin  nei minimi dettagli.
Navi che, sempre per invidia, odio ed altri perversi  motivi, furono distrutte dai bombardieri americani ed inglesi nella seconda guerra mondiale.
Allora, in sintesi, ricapitolando i fattacci più eclatanti e vergognosi dal passato ad oggi: non bastava il massacro della gente meridionale e le ruberie effettuate da quei luridi francesi nel 1800 - 1820, giacobini, murattiani ed altri sozzi figuri; non bastava il genocidio della gente del Sud e le ruberie effettuate nel 1860 - '61 e anni seguenti da quei miserabili merdosi garibaldini, piemontesi, savoiardi coadiuvati, appoggiati ed aiutati dai soliti stati esteri, inglesi, francesi ed altri luridi figuri; non bastava la durissima e feroce repressione dei meridionali, definendoli con l'appellativo infamante di briganti, gente innocente che desiderava semplicemente restare fedele ai loro amati Re Borbone e vivere in pace nella loro terra natia; non bastava aver annullato completamente la nostra storia, la nostra dignità, la nostra identità; non bastava aver calunniato, infangato i Re Borbone  attribuendo al termine "borbonico" un significato altamente negativo e denigratorio e riportato in tutti i dizionari, enciclopedie, riviste, testi classici e scolastici;  sono talmente tanti gli obbrobri e le cattiverie commesse dai nordisti e company estere nei confronti del popolo meridionale che mi sta sorgendo dal di dentro una forte rabbia ed una grande delusione nell'avvertire nella società odierna un'assuefazione sconcertante a questo lecchinaggio e schiavismo nei confronti del Nord e la conseguente mancanza di ogni tipo di reazione che sarebbe legittima in questi casi estremi di sopportazione.
Allora voglio terminare semplicemente riprendendo la questione delle nostre ultime bellissime e prestigiose navi affondate di recente; non bastava avercele vigliaccamente distrutte nella guerra '40 - '45 da quei bastardi delle truppe alleate; anche nel dopoguerra da Castellammare di Stabia sono state varate navi stupende, ma sono state tutte affondate attribuendo a volte la colpa a ridicoli e inverosimili incidenti di bordo o a manovre errate o ad anomalie di funzionamento di alcuni macchinari... - Tutte balle date in pasto ai mass media, stampa, TV, ecc. come "organi di distrazione di massa" per coprire la vera causa dell'affondamento già in precedenza stabilito a tavolino e realizzato ad arte nei minimi particolari  con il solito "capro espiatorio" finale.
Niente di nuovo sotto il sole...; bombardamenti; cannoneggiamenti a lunga distanza; ordigni esplosivi a bordo delle navi nascosti nei punti nevralgici e fatti esplodere con appositi comandi a distanza nel momento opportuno e tante, ma tante altre diavolerie segrete dei nostri tempi... -
Chi sono i mandanti?
Embe',  sono sempre le solite "cricche" inglesi, americane, francesi, ecc., ecc., che logicamente foraggiano i nostri burattini politici.
Mi passa per la mente, sempre a sto' punto della dissertazione, la solita domanda che conferma ciò detto poc'anzi:
"Chi ha sconfitto un così compatto, organizzato, ben armato ed addestrato esercito borbonico di oltre 200 mila soldati e conoscitore di ogni tipo di zona strategica della loro terra? -
Quei mille miserabili disgraziati morti di fame partiti da Quarto ed arrivati a Marsala su antiquate imbarcazioni potevano da soli e senza subire perdite conquistare l'Italia sbaragliando le agguerrite postazioni borboniche e poi tutto il su potentissimo esercito del grande Regno delle Due Sicilie?
Certo che no! E' impossibile! Teniamo poi conto anche della potentissima ed attrezzatissima flotta borbonica e la questione si fa ancora più inverosimile. Potevano mai quelle scadenti navi garibaldine con quei mille straccioni a bordo avere la meglio sulla flotta borbonica.
Lasciamo perdere tutte quelle insinuazioni infamanti contro i Borbone, in quanto non hanno proprio nessun fondamento e nessun riscontro storico. Sono solo invenzioni, falsità, menzogne e calunnie.
Lasciamo perdere quegli isolati tradimenti di alcuni comandanti borbonici, in quanto la potenza del grande esercito borbonico e della sua potente flotta rimanevano intatti.
I motivi della disfatta borbonica sono quindi da ricercarsi in altre fonti.
E' logico, arrivati a questo punto, fare riferimento ad una coalizione di eserciti e flotte straniere, già preparati in precedenza, in particolare inglesi e francesi, in combutta con quei vigliacchi, meschini e traditori macellai falsi "fratelli" nordisti che hanno completato l'orrenda mattanza dando il colpo di grazia e massacrando ancora ed ancora più volte senza alcun codice d'onore e senza alcuna pietà un popolo già profondamente dilaniato da un'orribile guerra d'invasione straniera.
Dopo questa mia assolutamente veritiera dissertazione, mi sento particolarmente orgoglioso di appartenere a queste terre del Sud Italia (sempre vivi sono in me l'amore e la venerazione per il grande Regno borbonico delle Due Sicilie) e all'età di 94 anni compiuti provo una profonda soddisfazione per tutto ciò che ho scritto nei miei libri, pamphlet e siti web, compreso alcuni forum, blog, social e e-mail... -
Al contrario sono profondamente deluso ed amareggiato dai testi classici e scolastici, ma anche dai giornali, riviste, dizionari ed enciclopedie sia cartacei che online che risultano, ahimè, completamente tutti falsati e sfacciatamente attaccati a quella solita putrida cricca nordista della farsa risorgimentale.
Citiamo solo, per non prolungarci troppo su una caterva enorme di schifezze, alcuni brevi e semplici esempi sintetici per renderci conto di come viene abbindolata l'intera nostra società odierna in merito a vicende storiche.
Nelle scuole elementari si legge nei vari sussidiari e dizionari (faccio un riassunto molto sintetico):
"Degli austriaci trasportavano un mortaio, che all'improvviso restò impantanato in un fosso. Chiesero quindi aiuto a dei popolani del posto che si rifiutarono. Un eroico ragazzino genovese, si legge nel sussidiario, dal nome Gianbattista Perasso, soprannominato "Balilla" lanciò per primo una pietra con la fionda gridando "Che l'inse?" (Che la incominci?) che colpì il sergente austriaco; ne nacque una lotta ed i popolani vinsero!" -
Non ne parliamo poi dei tanto osannati e celebrati "fratelli Attilio ed Emilio Bandiera", di "Enrico Toti" e di tanti e tanti altri falsi personaggi ed episodi completamente inventati ed inseriti nella storia da studiare sin dalle elementari per continuare poi sempre la solita ridicola farsa alle scuole medie, superiori e finanche all'Università, omettendo e falsificando sempre le Verità Storiche.
Andiamo avanti... -
Prendiamo ad esempio alcuni discorsi di Mussolini e la storia falsata riportata nei libri scolastici di quell'epoca fascista in cui si apprendevano altre scemenze allo scopo di inculcare nella mente dei fanciulli il coraggio e l'orgoglio del fascismo.
"Meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora!" -
"Chi per la patria muore vissuto è assai!" -
E intanto i nostri scadenti carri armati s'impantanavano sistematicamente nella sabbia africana.
Dal 1860 ad oggi..., regno d'Italia, ventennio fascista, repubblica...,; è tutto un insipido minestrone di falsità, cazzate e fesserie d'ogni tipo.
Oggi poi è un caotico e contraddittorio giro giro tondo di una caterva immensa di falsità in cui la verità viene sistematicamente fatta precipitare in una profonda voragine.
Anche il Papa in uno dei suoi semplici ma significativi discorsi ha voluto ripetere, come monito per tutti le parole della canzone di Mina:
"Parole..., Parole..., Parole...," -
Facciamo ridere a crepapelle anche le minuscole pulci, tanto siamo caduti in basso... –

VELLEITÀ E PRESUNZIONE

Mi sono sempre battuto contro gente velleitaria e presuntuosa.
I saputelli sono stati sempre in ogni occasione battagliati e spronati dal sottoscritto. Ho cercato di effettuare sempre un onesto discernimento tra l'ignorante esibizionista buffone e cretino e l'uomo che, pur essendo colto, si dimostra sempre umile, giusto, onesto e modesto.
Quest'ultimo sa benissimo che il sapere è infinito e che tanti, ma tanti dubbi, lacune, incertezze e domande lo assillano, per cui egli è sempre alla ricerca di risposte serie, fattibili e plausibili, sapendo di non sapere. Egli non si basa mai sull'improvvisazione, sulle ipotesi o sul cosiddetto "così dicono gli altri...", bensì sulle certezze derivanti da uno studio scientifico ed approfondito di una data questione dopo svariate prove atte a confermare, cambiare o annullare un'eventuale teoria iniziale.
Quindi c'è una netta e inviolabile separazione tra l'ignorante esibizionista che si atteggia a sapientone e sciorina una quantità enorme di parole, scemenze e cazzate e la persona colta che si dimostra sempre umile e di pochissime parole, ma assolutamente assennate e di profondo significato.
La semplicità è una grande virtù.
Coloro che riescono ad evidenziare con poche, semplici, chiare e comprensibili parole un concetto alquanto complesso per le masse sono persone uniche, dotate di capacità intellettive superiori alla norma e conoscitori di ogni minimo dettaglio della loro materia.
A tal proposito cito ad esempio i grandi nostri scienziati e premi nobel tra i quali Rubbia, Zichichi, Montalcini, Frisone ed altri...; quando si ha la fortuna di poterli ascoltare, si rimane estasiati dal loro linguaggio chiaro, semplice e significativo.
Purtroppo molte nostre grandi menti sono emigrate all'estero, a causa della solita italietta di merda corrotta e partitocratica.
All'opposto rimaniamo purtroppo in Italia a sorbirci tutti i santi giorni le inconcludenti discussioni dei soliti pomposi somari politicanti, che insieme con altri somari intervistatori si atteggiano a gran sapientoni, grandi opinionisti e critici di ogni argomento in un'accozzaglia immonda di ciucci italioti.
E logicamente il caos resta sempre sovrano nel nostro merdoso Paese.
Ebbene, dopo questo preambolo veritiero della triste situazione odierna, stanco di vivere in una società italiana esibizionista idiota (italiota), deluso ed amareggiato per una meritocrazia fatta cadere sistematicamente sempre più giù in fondo al pozzo dell'oblio, resomi conto che "O ti mangi sta minestra o ti butti dalla finestra", voglio stavolta adeguarmi all'esibizionismo italiota di massa e infrango di sana pianta la mia modestia ed umiltà, diventando anch'io "Velleitario e Presuntuoso" -
Rileggendo varie volte le mie "Reminiscenze", le mie “Riflessioni” e le mie sacrosante verità, frutto di tante esperienze di vita realmente vissute dal sottoscritto, rimango talmente estasiato ed orgoglioso di quanto ho scritto e riportato nei miei siti internet, libri, diari, pamphlet, ecc., ecc., che provo grande meraviglia per me stesso per aver avuto quella sublime capacità di ricordare nei minimi dettagli tanti fatti del mio passato e di averli artisticamente evidenziati con un linguaggio perfettamente adeguato allo scopo che m'ero prefisso, in modo chiaro, bello, ordinato e comprensibile.
La mia Opera, senza alcun timore di apparire alquanto velleitario e presuntuoso, è veramente una Grande Opera; è un autentico grande Romanzo di Vita Vissuta da poter essere trasmesso da tutti i mass media oltre che dall'attuale internet ed anche come film o testo di studio o ricerca.
Attualmente il nostro mondo è un caos infernale, una gabbia diabolica con tanti demoni "Bestia uomo" che hanno seppellito il Vero ed esaltato il Falso.
Ebbene, lo scopo unico della mia grande Opera è di riportare, almeno in parte, questo pazzo, pazzo mondo sulla retta via, seppellendo il Falso ed esaltando il Vero.
Sono perfettamente consapevole che è un’utopia, ma tentar non nuoce…-
A tal uopo, facendo questo sacrosanto discernimento, voglio con orgoglio ancora ripetere che, questo mio veritiero libro debba necessariamente entrare in tutte le scuole private e statali per far conoscere le Verità Storiche.
Non me ne vogliano i miei cari ed affezionati lettori per questo mio improvviso scatto d'orgoglio e presunzione.
Non ce l'ho fatta più...; non sopporto più questo pazzo ed idiota mondo e la mia pazienza è al limite… e poi, diciamocelo bene, è sempre cosa buona e giusta la conoscenza globale della "VERITÀ" -

Bastonate ai grandi studiosi etimologici,
autori di famosi dizionari enciclopedici
"Treccani, Melzi, Gabrielli, Garzanti, Motta,
Sabatini-Coletti, Grolier, Le Monnier, Larousse, ecc."

Io, piccolo e modesto uomo, davanti a tanta magnificenza intellettuale, nell'inchinarmi, nel genuflettermi con grande rispetto ed umiltà a tutti Voi autentici e famosi pachidermi del sapere e soprattutto studiosi della lingua italiana, oso umilmente porVi, da semplice cittadino di questo Paese, una semplicissima domanda:
"Per quali motivi, per quali ragioni, lasciate pubblicare nei Vostri famosi dizionari enciclopedici tante, ma proprio tante parole etimologicamente del tutto sbagliate ed anche infamanti e razziste e, cosa ancora più grave, renderle, con un’obbrobriosa pubblicità, completamente di dominio pubblico?" -
Allora, prendiamo ad esempio un vocabolo che mi è particolarmente caro, in quanto mi fa ricordare la ricchezza, il benessere e la meraviglia della mia terra in un passato lontano.
Al vocabolo "borbonico" c'è scritto in tutti i vostri dizionari ed enciclopedie: uomo ignorante, retrogrado, retrivo, caotico, arretrato, rivoluzionario, ecc., ecc. - Insomma, per questo termine vengono riportati solo difetti e negatività.
Tutto ciò è pazzesco ed è da pura follia ai massimi livelli in riferimento ai vostri autorevoli autori, in quanto la Verità è l'esatto contrario di quello che avete scritto e pubblicato.
Posso accettare fino ad un certo punto le affermazioni errate di un emerito babbeo ignorante di strada abbabbuliato dalle vostre fesserie, ma non posso accettare tutti Voi famosi linguisti e cultori della storia e della letteratura. Non posso assolutamente perdonare o giustificare Voi che conoscete benissimo la Verità sulla  grande famiglia dei Re Borbone e intanto riportate il falso con un'infamità da parte Vostra che rasenta il razzismo più putrido ed abietto.
Ed ecco che ritorna puntualmente la massima di Berthold Brech:
"Chi non conosce la Verità è un ignorante, ma chi la conosce e la chiama bugia è un Delinquente!" -
Capito il concetto e il colossale abbaglio che avete "volontariamente" preso? -
Non ci sono scusanze all'infamia calunniosa che avete riportato nei vostri testi enciclopedici.
Quando io sottoscritto leggo e so con certezza che Palazzo Reale di Caserta è considerato da tutti una delle 7 Meraviglie del Mondo, Patrimonio dell'Umanità, come faccio a coincidere le fesserie infamanti e spregevoli che avete osato scrivere sui Re Borbone?
La Vostra prosopopea rivela un’innata stupidità e velleitaria addottrinatura libresca? -
Mi viene voglia di vomitare?
Molto spesso, nei testi classici, scolastici, enciclopedie, riviste, ecc., ma anche nei mass media, tv, giornali, talk show, cerimonie, documentari, film, congressi, ecc., ecc. si cerca in tutti i modi di oscurare e non riportare mai il termine Borbone, anche quando si parla, a volte, di luoghi e opere del Sud Italia, risalenti certamente a quel favoloso periodo borbonico del magnifico Regno delle Due Sicilie.
Prendiamo ad esempio la città di Caserta e la sua grande Reggia Vanvitelliana; essa fu opera dell'ing. Luigi Vanvitelli. -
Con tutto il rispetto per il grande Vanvitelli e le sue splendide opere, però bisogna tener bene a mente che l'idea di realizzare creazioni artistiche ed architettoniche di tale bellezza e splendore fu esclusivamente dei Re Borbone che chiamarono il Vanvitelli per la realizzazione dell'opera.

Alla prossima puntata! –

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Domenica, 1 gennaio 2017

CURRICULUM VITAE
Cammarota Mattia anni 94

Premessa

E’ mia intenzione iniziare questo nuovo anno 1917 riportando in questo paragrafo le ricordanze, i fatti, le vicende, le esperienze e le vicissitudini di tutta la mia vita in una Cronologia ordinata, dettagliata e sintetica, suddividendola in episodi (una sorta di "bilancio consuntivo" aggiornato al 31/12/2016).
N.B.: Alcune vicende, riportate in questo mio Curriculum Vitae, sono state già ampiamente e dettagliatamente trattate in vari miei pamphlet precedenti.

I Episodio
La giovane giovenca

Il ricordo che m’è rimasto particolarmente scolpito nella mente risale agli anni 1923 – ’24.
Ce l’ho talmente FISO nella mente, che se potessi fotografarlo, ne verrebbe fuori una scena bella ma anche tragica.
La mamma e il papà mi avevano posto seduto su un bianco lenzuolo sul terreno denominato “Marrocche” di fronte alla casa paterna in via Croce Cornieri e loro (mio padre e mia madre) raccoglievano su detto fondo, poco lontano da me, l’erba.
Ad un tratto sento un grido terribile ed accorato di mia madre che, con le mani nei capelli, gridava e contemporaneamente piangeva; mio padre, con un arnese in mano, cercava di fermare una giovane giovenca che, con la testa bassa, veniva a tutta corsa verso di me.
Io (a quei tempi avevo circa un anno) non capivo nulla di tutto quel putiferio di strani rumori e gesti e di quel guazzabuglio di tante parole.
Per buona fortuna la giovenca mi saltò senza sfiorarmi. Frastornato da tanta confusione incominciai a piangere anch’io.

II Episodio
Discolo e scrutatore

Per natura sono sempre stato uno spirito libero ed un accanito osservatore. Mi è sempre piaciuto scorrazzare tutti i giorni a diretto contatto con la natura, in aperta campagna, nei prati. nei boschi, ecc., ecc.-
Alquanto incosciente e sbarazzino solevo spesso arrampicarmi sugli alberi nelle boscaglie e sugli spigoli delle case per cercare di acchiappare gli uccellini rintanati nei buchi dei muri.
Insieme con l’amico Antonio Mone ne abbiamo combinate di tutti i colori. Tra le tante birichinate, ci piaceva tendere le “tagliole” (trappole) per acciuffare tante varietà d’uccelli.
Ancora oggi mi domando: “Come mai i miei genitori mi lasciavano libero?” –
Questo loro comportamento non so nemmeno io spiegarmelo.
Negli anni ’30 la povertà aumentava sempre; i soldi ed il lavoro scarseggiavano ed io, come tanti altri miei paesani, andavamo scalzi o con una specie di zoccoletti.
Oggi è un lusso, allora era una vergogna.
Solo la domenica s’indossava l’unico vestitino per andare in chiesa.

III Episodio
Il prugno selvatico

All’età di circa 6 anni (1929) feci amicizia con un certo Matarazzo Cesare, che spesso veniva a casa mia, ove erano ricoverati i suoi nonni, Zi’ Peppe o’ ferraro e la nonna Teresa, cieca da tanti anni; siccome questi due vecchietti in comodato d’uso da circa 30 anni, furono costretti a lasciare la camera e se ne andarono in via Pietragrossa, proprio vicino casa mia o meglio casa di mia moglie.
Un giorno, affacciandomi sulla piccola terrazza, vidi una pianta di fragole nel giardino di mia moglie.
Badate bene, a quei tempi avevo circa 8 anni e “mia moglie”, di dieci anni più giovane di me, non era ancora nata (1933).
Allora, essendo io, come ho già accennato, uno spirito libero e sbarazzino, feci un salto dal terrazzino sul cortiletto andando a finire proprio sul prugno di mirtilli selvatici.

IV Episodio
La scopa

Mi punsi ed il sangue cominciò ad uscire ma, dato il discolo che ero allora, non ci detti alcun peso e tornai a casa.
Mia madre, nel vedermi così conciato, gridò: “Cosa ti è successo alla gamba destra, tutta piena di sangue raggrumato?” –
Prima ella mi lavò con cura e mi disinfettò ben bene, fasciandomi la gamba e poi prese la scopa e me ne diede tante, tante e tante…-

V Episodio
Il sasso

Me ne stavo seduto su una sedia con la gamba fasciata, mentre mia madre mi stava bollendo un uovo. Mia sorella di anni 4 chiese ed ottenne da mia madre metà dell’uovo. Incominciammo a litigare e lei uscì fuori, prese un sasso e me lo scaraventò sulla gamba.
In poco tempo la mia gamba divenne talmente gonfia che non si capiva se era un piede o un grosso melone.

VI Episodio
L’infezione

L’infezione andò purtroppo avanti, aggravandosi sempre di più e i diversi medici, dopo lunghi e logoranti scambi di idee tra di loro decisero di operarmi con dei tagli localizzati al fine di far uscire il pus. Tanti e tanti furono i tagli, ma il sangue usciva sempre puro. Finalmente, dopo i soliti noiosi ed incomprensibili dibattiti tra di loro e dopo altri numerosi tagli ad capocchiam…, i “Grandi Emeriti Dottoroni del C…” scopersero finalmente il punto esatto ed il pus schizzò fuori.
Sembrava tutto a posto e la gamba perfettamente guarita, ma non era così.
I “Dottoroni” avevano chiuso la ferita, ma non avevano fatto uscire tutto il pus con i batteri e così, ogni anno, nei mesi estivi spuntavano sulla gamba dei bitorzoli duri che poi scoppiavano a sangue con il solito sempre presente pus.
Tale “malasorte” si replicava tale e quale ogni anno con dolori e disagi inimmaginabili.
Per fare un paragone, potremmo ripensare a quella famosa scenetta di “Pinocchio e i tre dottori: il Corvo, la Civetta ed il Grillo parlante” –
Finalmente, dopo tanti anni di assoluto patimento, la mamma ebbe la felice idea di condurmi dal farmacista don Peppino Mone che esclamò:
“Signora, per eliminare del tutto l’infezione e riparare al grave danno causato da quegli emeriti miei colleghi, dobbiamo tenere la ferita aperta per parecchio tempo fino a far uscire tutto il pus e tutti i microbi! –
Da allora non ho più sofferto alla mia gamba destra.

VII Episodio
L’orco fascista

Un caso s’era fortunosamente risolto, ma mille altri strazi e tormenti mi attendevano al varco.
Ritornai a scuola all’età di anni 8 (1931) e fu per me un vero calvario.
Preso il certificato di III elementare, io e diversi miei compagni (Bruno Antonio, Falco Concetta, Maria Mone ed altri…) ci recammo in Piazza Municipio ove c’erano due classi IV e V elementare rette dal fascistone don Giulio Cammarota, mentre la prima classe era retta dalla signorina Ferrara.
Da premettere per capirci meglio, che quando noi ragazzi facevamo arrabbiare i nostri genitori, essi solevano dire, come avvertimento:
“Poi ve ne accorgerete, quando andrete a scuola da don Giulio!” –
Io, a furia di sentire e risentire questa frase, immaginai don Giulio, simile ad un grosso, burbero e terrificante orco. Una sorta di “Mangiafuoco” in “Le avventure di Pinocchio”.
E, non m’ero affatto sbagliato.
Arrivati a Piazza Municipio, si presentava davanti a noi il mastodontico “mostro”, pardon il maestro fascistone vestito di tutto punto con un fez con frangetta, camicia nera, stivali lucidi, bandoliera lucente, pantaloni alla zuava, una voce tonante, un aspetto severo ed uno sguardo penetrante.
Le sue parole, mentre la gente si recava alla vicina fontana per attingere acqua, furono:
“Ecco!... mo’ arrivano i ciucci!” –
Rimasi sconcertato e confuso e pensai che…, anche se la nostra maestra era sorda e faceva a piedi Caiazzo–Piana e Piana–Caiazzo, lui, il grosso, burbero e maleducato maestro non doveva assolutamente permettersi, davanti a tutti, di denigrare la sua collega.

VIII Episodio
Il mestiere di sarto e barbiere

Finite le scuole elementari, mio padre mi disse:
“Vuoi lavorare questo po’ di terra (ettari uno) insieme con tua madre e tua sorella, oppure vuoi imparare un mestiere?” –
Risposi: “Papà, voglio fare il mestiere di sarto e barbiere!” –
A Piana c’era un certo “MastuCarminiello” (Carmine Varrone, padre di quel bravissimo mio compagno ed amico Giovannino) che in via Roma teneva la barberia e cuciva i vestiti.
Feci due anni come apprendista e imparai tante cose tra le quali tagliare e cucire i pantaloni.
La giacca non mi era possibile, in quanto era molto complicata.
Notavo spesso tanti e tanti miei compagni e colleghi che al mattino prendevano il treno Napoli-Piedimonte Matese e si recavano a Capua al Magistrale, oppure a S. Maria C.V. ove c’era il ginnasio e il liceo classico e infine a Napoli all’Università.

IX Episodio
Il mio Tesoro

Calma lettori…, non è affatto mia intenzione parlare in quest’episodio del personaggio immaginario di “Gollum” nel fantascientifico romanzo “Il Signore degli Anelli”, bensì di una persona molto più importante e che per me rappresenta veramente un Immenso Tesoro.
Parlo del mio Grande, Grande, Grande amico di gioventù: il carissimo Giovannino Varrone, di cui è mio sacrosanto dovere ricordare in questi miei scritti.
I primi anni d’infanzia li trascorsi con alcuni miei compagni del rione Riola giocando col pallone di pezza. Cosa s’intendeva negli anni ’30 col termine “Pallone di pezza”? E’ presto spiegato. Si prendevano in casa tutte quelle calze senza pedalino che le nostre mamme gettavano e con esse si confezionava il pallone calzando e arrotolando una calza sull’altra, fino a raggiungere la forma di un pallone di circa 10 cm di diametro. Il resto della giornata lo trascorrevo con l’amico Antonio Mone, vicino di casa, che conduceva i maiali nella zona “Acquarella”, non lungi dalla collinetta Monticello.
In estate venivano gli uccellatori che stendevano una lunga rete fino al limite della pozzanghera “Acquarella” e deponevano una gabbietta con un uccello di richiamo. Molti uccellini si calavano dagli alberi per dissetarsi e l’uccellatore tirava una cordicella in modo che la rete di schianto si calasse sull’acqua e così molti volatili rimanevano imbrigliati nella rete.
Come ho già accennato nel mio pamphlet, io ed Antonio, nella paludosa boscaglia “La Fagianeria”, cacciavamo i nidi sugli alberi alti e folti, tra rovi e pozzanghere, tra fossi ed acquitrini di quei terreni incolti di proprietà del signor Carunghio. Tutto ciò avveniva negli ultimi anni prima che la Cirio livellasse la zona di cui vo’ descrivendo.
Dopo le scuole elementari, alla domanda di mio padre cosa volessi fare, gli risposi che volevo imparare il mestiere di sarto e barbiere. Lasciai così i miei amici del rione Riola (i Mazzarella, i Buonomo, i Mone) e tutti i giorni mi recavo in via Roma ove c’era la bottega di Mastro Carminiello. Chi era Mastro Carminiello? E’ presto spiegato. Era un bravo sarto che in alcuni giorni della settimana cuciva i vestiti ed il mercoledì e sabato si dedicava al mestiere di barbiere. Era un uomo abbastanza corpulento, burbero, gran bevitore ma molto astuto ed intelligente. Conosceva alla perfezione il mestiere, coadiuvato da un giovane apprendista di nome Giovanni. Quest’ultimo era un bel giovane molto dinamico e pronto di spirito. Era capace di cucire alla macchina da cucito un pantalone in appena un’ora. Insieme con me c’erano altri ragazzi che venivano dal mastro non per apprendere, ma solo per passatempo. Io invece volevo imparare e, vedendo che il sarto non mi faceva fare niente, mi feci prestare un ago da mia madre e, prendendo dei ritagli di stoffa, mi mettevo a menare, come si soleva dire, i soprammani per non far sfilacciare la stoffa. Mastro Carminiello, accortosi che io avevo buona intenzione di imparare il mestiere, mi diede i quarti dei pantaloni per menare i famosi soprammani. E così, man mano, passai alla cucitura di bottoni, alle asole e così via. La prima barba la feci a fra’ Diego, monaco di S. Maria a Marciano.
Conobbi Giovannino, il figlio di Mastro Carminiello e subito ci legammo da un’amicizia fraterna. Pur essendo di due anni più giovane di me, io lo veneravo e ne ascoltavo i consigli e i pareri. Era di un’intelligenza non comune. Si faceva ascoltare dai più grandi. Tutti lo amavano: piccoli, adulti e vecchi. Aveva tutti i fattori dell’intelligenza: intelligenza visiva, uditiva, lungimiranza, buon senso, grande spiritualità, sensibilità e soprattutto un cuore d’oro. Generoso e disponibile offriva sempre con sincera spontaneità tutto il suo aiuto. I difetti erano pochissimi: svogliato nello studio ed alquanto scorbutico ma estremamente buono. A scuola andava benissimo, ma studiava poco. Al magistrale di Capua, dopo un mese di assenze, prese con la Cappucci sette. La prof.ssa Cappucci pretendeva sempre la sua spiegazione. Un giorno, per spiegare il verso dantesco “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, …”, chiese in prestito un’altra ora alla collega.
Con la Cappucci, io ho fatto un solo giorno. Dopo il salto a settembre dal 1° al 3° e dopo quel maledetto servizio militare sbagliato fui assegnato alla classe 3° sez. A. Come mio compagno di banco c’era Giovannino e, mentre ascoltavo la professoressa, lui, Giovannino mi fa: “O’ Matti’, guarda questa mosca come si fotte (divora) il pane!” ed io: “Giova’, stai attento alla lezione!” e lui: “Ma lascia perdere, non te la curar …!”- Io però sapevo benissimo che lui riusciva nello stesso tempo a guardare la mosca e a seguire la lezione. Infatti, dopo un mese di assenze, andò a conferire e prese 7 con la prof.ssa Cappucci.
Che peccato! Io, al suo posto, se avessi avuto il dono di quella fervida intelligenza, mi sarei laureato. Giovannino, se avesse voluto, avrebbe potuto prendere non una, ma più lauree e tutte col massimo dei voti. Com’è che divenne solo geometra? E’ inconcepibile. Ve lo spiego subito. Un nostro compagno di scuola, negli anni dell’appena dopoguerra, tentò da privatista la maturità per geometra. Non riuscendo a comprendere le spiegazioni dei professori privati, chiese bonariamente a me e a Giovannino di aiutarlo in alcune materie. Dopo qualche mese Giovannino mi disse: “Voglio tentare l’abilitazione per geometra.” Al che io risposi: “Presso quali professori ti prepari?” e lui alquanto offeso replicò: “Ho sfogliato i libri dell’amico e mi preparo da solo.” Io, pur conoscendo le doti dell’amico Giovanni, rimasi alquanto scettico.
Ai primi di luglio di quell’anno mi recai a Napoli e nel pullman incontrai Giovannino che si recava a Caserta per sostenere l’esame scritto d’italiano. Alla fermata del pullman a piazza Margherita, Giovanni non scese e alla mia domanda: “Guarda che devi scendere, … siamo giunti a Caserta.” lui replicò: “Vengo con te a Napoli. Andiamo a mangiarci una calda e buona pizza.” – “E gli esami?” – “Non ho più voglia!” mi rispose con categoriche parole. Al ritorno da Napoli egli si fermò a Caserta dicendomi: “Devo sapere che tema hanno dato, altrimenti ai compaesani che dirò?”- A sera c’incontrammo in piazza Chiesa e alla domanda: “Che tema hanno dato?” egli rispose: “Gli esami sono stati rinviati a domani. Mannaggia! Mi tocca purtroppo ritornare anche domani!”- Nonostante il suo disinteresse per lo studio, gli esami tutti andarono a buon porto, com’era facile per lui prevedere. Iscritto all’albo, iniziò la libera professione di geometra. E qui incominciarono i guai. In quel periodo s’erano nella zona piazzati due esperti geometri: Martino e Torone. Bravi, ma soprattutto diplomatici e smaliziati. A Giovannino, purtroppo, mancava proprio la diplomazia. L’unico neo a suo sfavore. Un giorno, incontrandoci con alcuni amici, disse: “Andiamo a Villa S. Croce; ho fatto un lavoro per un cliente che mi deve pagare. Dopo faremo una cenetta insieme.”- Facemmo una passeggiata di circa 6 km di montagna chiacchierando del più e del meno. Il cliente di Giovanni si fece trovare con una manciata di fagioli, dicendo: “Ingegnere, li ho conservati proprio per voi!”. Qualsiasi altro professionista avrebbe detto: “Amico, il mio onorario è tot!”, ma Giovannino gli voltò le spalle e rivolto a noi con rabbia esclamò: “Andiamo via!”- La professione libera non era per lui. Come già ho accennato in precedenza, egli poteva facilmente laurearsi in molte discipline. Se quelle sue facoltà d’intelligenza superiore mi fossero state concesse da madre natura, avrei conquistato il mondo. Ma Giovanni era fatto così. Per tutti gli anni che l’ho frequentato non ha mai messo in risalto le sue doti intellettive. Era sempre semplice e buono. La spavalderia, la saccenteria, la prosopopea, la diplomazia, il savoir faire non erano per nulla di suo gradimento, né albergavano nel suo animo. La sua alta e pura spiritualità consisteva soprattutto nell’amicizia e nella sua impressionante bontà d’animo. Tutti lo ammiravano e tutti lo avvicinavano per avere da lui consigli. Non era per niente smaliziato. Era suscettibile a qualsiasi, se pur piccolissimo, accenno di malignità.
Durante il periodo della II Guerra mondiale, mi fu regalato un pacchetto di sigarette Cesterfield ed io insieme con Giovanni, un po’ alla volta, ce le fumammo tutte. Dopo alcuni giorni, Giovannino mi offerse una sigaretta americana e dopo un po’ un’altra e poi un’altra ancora. Al che io risposi: “Giova’, basta!”- Non l’avessi mai detto. Prese il pacchetto e lo gettò dall’alto del muro della Chiesa. Al suo rimprovero io risposi: “Giova’, io non sono riuscito a capire l’offesa!”- Lui, da persona sensibile ed intelligente, comprese e, dopo aver fatto il giro del campo sportivo, ritornò col pacchetto dicendo: “Ti chiedo scusa!”-
Una volta, percorrendo a piedi insieme con Giovanni la strada da Piana a Caiazzo, gli volli raccontare un film che avevo visto. Purtroppo non riesco quasi mai a raccontare in modo sintetico un fatto, breve che esso sia, in quanto ho la pessima abitudine di soffermarmi su tutte le minuzie e particolari, con una prolissità tale da sconcertare il più calmo degli ascoltatori. Giungemmo a Caiazzo e, prima di terminare il mio racconto, Giovanni mi fermò di botto e tutto d’un fiato disse: “Matti’, io ho capito tutto. Tu devi esercitare la professione di insegnante. Io no!”- Infatti, lui un fatto lo rendeva breve, pulito, semplice e, senza alcun preambolo, te lo faceva capire.
A questo punto, mi sovviene alla mente un altro racconto. Preparavo dei giovani alla licenza di avviamento commerciale. Assegnavo, a volte, i problemi dai libri senza leggerli. Un fatidico giorno, gli allievi mi dissero: “Questo problema sul pentagono regolare in cui viene data solo l’area, non si può risolvere.”- Il giorno successivo, io e Giovanni fummo invitati dal prof. Ernesto Mastroianni al battesimo del figlio Renzo. Mentre tutti gli invitati entravano in Chiesa, io chiesi a Giovanni se poteva aiutarmi alla risoluzione di quel problema. Egli, alquanto sorpreso ed urtato, mi disse: “Dammi una penna ed un foglio!”- Poi si coricò sul muro della Chiesa e incominciò a dividere il pentagono in tanti triangoli; in men che non si dica riuscì a risolvere il problema. Rivolto a me disse: “Per sapere il lato del pentagono regolare si estrae la radice quadrata dell’area diviso questo numero fisso che ho ricavato. Tieni però presente che questo numero fisso non è proprio esatto; è approssimativo.”- Da un mio libro di geometria trovai il numero fisso. Solo i millesimi non collimavano, ma tutte le altre cifre erano le stesse di quelle trovate da Giovanni.
Un mese prima che si dipartisse c’incontrammo e lui si lamentò che l’amico Gaetano V. s’era appropriato d’una sua scoperta matematica. Comunque, aggiunse che ne aveva scoperta un’altra e che me l’avrebbe presto data. A tal uopo gli risposi che l’avrei inserita, sempre a nome suo, nel mio pamphlet, nel computer e nel mio sito internet.
Addio mio carissimo compagno dell’età più bella!!!
Ciao!!!
Di fronte alla barberia c’era al 1° piano una scuola di ricamo, la cui ricamatrice insegnava a diverse fanciulle l’arte del cucito e del ricamo. I cori di quelle dolci fanciulle ti rallegravano l’animo ed il cuore e ti rendevano quella vita grama molto meno amara. Ci si innamorava facilmente ed il cuore batteva con maggiore impeto. Era finalmente giunto, per noi ragazzi, il momento dell’innamoramento ed il tempo trascorreva nel pieno romanticismo. Si viveva d’attesa; si aspettava il sorgere del sole per poter mirare ed essere mirati e sentire forte i palpiti del cuore per essere riusciti a fare breccia nel cuore della dolce donzella amata.
Quest’era la vita di allora: piena di sani, semplici, puri valori morali e di vero romanticismo; qualità che purtroppo non ci sono più.
La famiglia del sarto era composta da 6 persone: padre, madre, nonna e tre figli: Antonio, Margherita e Giovannino. Quando il sarto mi mandava a casa sua per delle commissioni, rimanevo stupito per la quiete, la tranquillità e la pace che regnavano in quella casa. Abituato a sentirne di tutti i toni e colori nelle vicinanze di casa mia, a quella quiete restavo scosso e pieno d’affetto verso quella famiglia.
Antonio era il migliore di tutti, il “non plus ultra”. Era considerato giustamente da tutto il popolo pianese un vero angelo sceso sulla Terra. Era il più bravo e buono di tutto il magistrale di Capua che allora comprendeva molti studenti di Capua, Caserta, Piedimonte Matese, Alife, Capriati al Volturno, Aversa, Maddaloni e di tanti altri paesi del circondario. A Capua c’erano tre caserme di soldati, il campo d’aviazione e due collegi: Il Buon Pastore e...- Si può facilmente immaginare quanta importanza aveva questa scuola. Quando con Giovannino andammo a ritirare il diploma di maestro del fratello Antonio, c’erano tutti 8 e 9, un solo 7 in educazione fisica.
Margherita, sorella di Giovannino, era ed è una persona saggia e, come i fratelli, molto intelligente. Era ed è rispettata ed amata soprattutto dalle sue due figliole e nipoti. Negli anni ’30 – ‘40, Margherita soleva spesso, nel tempo libero, fare delle passeggiate con altre due compagne: Natina e Mariettina. Erano tre compagne indivisibili e legate fra loro da un’amicizia schietta e sincera. Per noi giovani erano ragazze irraggiungibili non perché esse fossero superbe o altezzose, niente di tutto questo, ma perché ci sentivamo noi stessi goffi. Margherita s’innamorò di Stefano, giovane simpatico e bello, dalla voce pastosa e dal cuore d’oro. Negli anni ’50 – ’60, Stefano e Margherita fecero un matrimonio favoloso. In quegli anni la povertà albergava in quasi tutte le case. Margherita aveva una zia in America che le inviò una stupenda veste da sposa e due bellissime vesti bianche per le damigelle d’onore. Fu veramente un matrimonio da favola.
Mi sovviene alla mente un altro fatto accaduto negli anni ’45 – ’50 nell’ufficio dell’U.C.S.E.A. di Piana di Monte Verna in Piazza Municipio. Assente il capufficio, io e Giovannino, non avendo che fare, ci mettemmo a scrivere versi. Da premettere ch’io solevo scrivere poesie per le fidanzate di alcuni compaesani. Giovannino a queste richieste non solo si rifiutava, ma si urtava terribilmente. Io ero quindi allenato a scrivere versi, lui no. Dopo circa un’oretta, io riuscii a comporre una ventina di versi a rima intrecciata. Giovannino ne compose 35 a forma endecasillaba. Ce li leggemmo scambiandoceli. La perfezione dei versi di Giovannino non stava solo sulla quantità, ma soprattutto sulla qualità. Mi congratulai con lui e lo rimproverai bonariamente per tenere sopite quelle sue alte doti intellettive che madre natura gli aveva donato. Aggiunsi: “Non t’arrabbiare Giova’. Te lo dico con tutta sincerità. Tu oltraggi il sapere. Io, con la tua intelligenza, ne farei di strada!...- Luigi, un mio compagno, dotato soltanto di memoria visiva, è diventato capo di Stato Maggiore dell’aeronautica!” e aggiunsi: “Iddio, spesso, manda il pane a chi non ha i denti!”- Cercavo, in tutti i modi possibili, di convincerlo a continuare gli studi.
E questi sono alcuni tra i ricordi più cari dell’età fanciullesca.
Ciao Giovannino! Ciao Antonio! Veri e sinceri amici del cuore!

X Episodio
La Wolsit

Allora, lasciamo quell’oasi stupenda di vita bella, sincera ed onesta trascorsa con il caro compagno Giovannino nell’età fanciullesca (ricordi che rimarranno sempre indelebili nel cuore e nella mente) e ritorniamo al mio Curriculum Vitae.
Lasciai il sarto e feci l’esame d’ammissione al Magistrale di Capua.
Fui promosso e la domenica successiva (estate ’37) mio padre mi disse:
“Indossi il vestitino nuovo della domenica, quello delle feste, perché andiamo a S. Maria C.V. col carretto ‘e “zi’ Pietro ‘e cinquanta” a comprare la bicicletta!” –
Figuratevi il cuore come incominciò a battermi forte forte per l’emozione e la grande gioia.
Da premettere che negli anni ’30 – ’40 a Piana c’erano soltanto 4 o 5 biciclette.
Una Bianchi l’aveva il farmacista don Antonio D’Agostino; una a ruota fissa il dott. Antonio Mastroianni; un’altra il postino Giovanni Mastroianni ed un’altra il sensale Angelo Santabarbara.
Dalla contentezza non mi reggevano più i pantaloncini corti; non vedevo l’ora di farmi vedere dai miei compagni.

XI Episodio
Gli anni in bici

Giunti a S. Maria e dopo varie trattative, comprammo dai fratelli Sparaco una fiammante Wolsit per la somma di lire 17.
Al ritorno, ero talmente raggiante che già mi vedevo sulla mia smagliante bicicletta scorrazzare per le vie del paese, ma, appena arrivati sotto il porticato di casa paterna, mio padre a bruciapelo mi disse con voce ferma e precisa:
“Dimmi quale mese vuoi andare a Capua col treno!” –
Mi si raggelò improvvisamente il sangue nelle vene e balbettando dissi:
“Papà, non vi ho capito!” – e lui, ancora più deciso di prima, aggiunse: “M’hai capito benissimo, io direi il mese di gennaio che è il più freddo ti farai l’abbonamento col treno; il resto lo farai in bicicletta!” –
Come ho già detto in precedenza, l’esame andò bene e 7 lunghi anni di magistrale me li feci tutti in bicicletta, pedalando ogni giorno (30Km) sulla mia Wolsit, Piana-Capua e Capua-Piana, su quelle strade accidentate, polverose e piene di buche di quell’epoca, in ogni condizione atmosferica, sole, pioggia, grandine, neve, vento e, a volte, sotto sciami di cavallette che mi sbattevano in faccia.
Mi vengono i brividi nel ricordare i tanti episodi che mi sono capitati lungo quel percorso per raggiungere la scuola a Capua, ma, nello stesso tempo, sono particolarmente orgoglioso di quel sacrificio per aver conquistato un diploma che mi ha dato tante soddisfazioni e per aver anch’io contribuito all’economia della mia famiglia.

XII Episodio
Il giovane senza la gamba destra
(vedi “Il senso della vita” in “Riflessioni 2016”)

Voglio di nuovo riportare in questi miei scritti una particolare vicenda avvenuta negli anni di Scuola Media (II inferiore) e che mi ha fatto comprendere tante cose sul vero “Senso della Vita”.
Avevo in quel tempo circa 14 anni e come al solito percorrevo sulla mia bici Wolsit tutti i santi giorni il tragitto Piana – Capua andata e ritorno per raggiungere la Scuola.
Si tenga presente che da 6 a 8 anni non potetti frequentare le scuole a causa dell’infortunio alla gamba destra.
Allora, quel fatidico giorno, l’interrogazione sulla vita e le opere di Ugo Foscolo era andata male e la professoressa mi mise sul registro un voto molto basso.
Fu per me una tristissima giornata nera.
Col cuore in frantumi inforcai con acredine la mia bicicletta e giù di corsa verso casa. Giunto sul famoso ponte Annibale, ponte ad una sola arcata, mi fermai e, appoggiandomi sul muro o meglio sul parapetto, guardai l’acqua del fiume Volturno osservandone le onde e i vortici.
Un pensiero di liberazione (sì, proprio così, di liberazione definitiva da questo mondo infame…) mi assalì improvvisamente e pensai di farla finita per sempre.
La paura però prese subito, per mia fortuna, il sopravvento sull’avvilimento e sulla voglia di buttarmi e, di botto, scattai come una furia sui pedali della mia bici e ripresi la via di casa. Giunto sulla salita del bivio per Pontelatone mi si presentò di botto davanti ai miei occhi un giovane sulla trentina, bello, elegante che, con un dolce e soave sorriso, mi salutò. Nel soffermarmi per un attimo, vidi sventolare il pantalone al posto della gamba destra.
Scattai, di nuovo, come una furia sulla mia bici, pedalando a più non posso e, rivolgendo spesso lo sguardo al cielo, rimuginavo e ripensavo in continuazione alla grave disabilità di quel bel giovane e a quel suo sorriso dolce e sereno.
“Che vigliacco che sono! Quel giovane bello e felice mi ha salutato con gioia; eppure gli mancava completamente una gamba ed io, io, che sto pedalando realmente con queste due mie gambe sane e forti avevo pure pensato di farla finita con un tragico salto nel fiume! Ma che codardo che sono!” –
Ebbene, mi vergognai talmente tanto della mia miseria mentale che, continuando a pedalare con frenesia e volgendo spesso lo sguardo al cielo, gridai di nuovo forte, forte a squarciagola: “Quello, con una sola gamba è felice, mentre io, povero illuso, coi pantaloni corti e con un fisico sano volevo porre fine alla mia esistenza? Ma che idiozia m’era passata per la testa? Via! Via da me questi aberranti pensieri!” –
Da quel fatidico giorno, ho cambiato completamente il mio atteggiamento nei confronti della vita ed eccomi qua. Ho 93 anni e son felice!
Morale della favola: “Chi si contenta, gode!”
La viltà è vigliaccheria, ragion per cui, se si vuole realmente vivere da uomo giusto ed onesto, da vero ed autentico “essere umano”, bisogna stare lontano da giudizi avventati! –

XIII Episodio
L’esonero respinto

A giugno del ’38 – ’39 fui promosso con una buona media e feci il salto dal I al III superiore.
Tutto andò bene e riuscii ad accedere all’ultimo anno e intanto feci anche l’iscrizione per la frequenza al III anno.
Negli anni della guerra ’40 – ’45, si vociferava che tutti gli studenti che si trovavano all’ultimo anno (III superiore) erano esonerati dal servizio militare.
Nel ’42 presentai o meglio, essendo ammalato, diedi l’incarico ad un mio cugino di recarsi alla segreteria del Magistrale di Capua e presentare la domanda d’esonero al distretto militare di Benevento.
Ero fiducioso che tutto sarebbe andato liscio. Invece non fu così; come al solito la malasorte si accaniva un’altra volta contro di me.
Infatti, sempre nel ’42, ebbi addirittura 3 cartoline di precetto perché chiamato sotto le armi (rrobba ‘e turciture ‘e stentine).
Mi fu respinta la richiesta d’esonero, in quanto sembra che il certificato di frequenza del III anno non sia mai pervenuto al distretto. Roba dell’altro mondo…; vicenda talmente illogica da rimanere totalmente allibito anche oggi nel ricordarla…-
Eppure, a quei tempi, chi era iscritto all’ultimo anno (III superiore) come il sottoscritto, il servizio militare veniva automaticamente rinviato. Ma ditemi voi…; come cazzo si fa in questi casi a non arroventarsi sangue, corpo ed anima??? -
Molto a malincuore, dovetti purtroppo partire.

XIV Episodio
Le cimici

Ed iniziarono così altri calvari e vie crucis per il sottoscritto povero cristo. Il destino avverso non solo non mi aveva mai abbandonato, ma aveva ulteriormente aumentato la potenza stritolante dei suoi tentacoli.
Allora, il 19 settembre del ‘42 fui dapprima assegnato alla caserma Mario Fiore di S. Maria C.V. come soldato di leva 10° Reggimento Genio Marconista 1° Plotone 2° Compagnia, numero di matricola 30320 e poi, dopo circa un paio di mesi, fui trasferito alla caserma I Ottobre sempre di S. Maria C.V.-
Pensavo io, ingenuamente, di trovare una sistemazione migliore, più vivibile, più decente nella nuova caserma, invece no, mi sbagliavo di grosso… trovai di peggio…-
Per fare un paragone: “Dalla padella già infuocata andai a finire direttamente nella brace!” -
Mi sentivo particolarmente avvilito e scoraggiato non solo per i vari accadimenti avversi che m’erano capitati, ma anche per quel modo barbaro del vestiario militare dell’epoca.
Sembravo, guardandomi a volte allo specchio, come il cosiddetto “Marmittone” della rivista “Il Corriere dei Piccoli”.
Maledicevo in cuor mio tutti i responsabili del distretto militare di Benevento che non tennero presente il mio certificato di frequenza dell’ultimo anno del Magistrale di Capua.
E da qui incominciano i guai seri, i guai grossi oltre ogni limite, disumani, brutali e indescrivibili.
Con un  pesante zaino sulle spalle ed un grosso lenzuolo di tela pieno di tutto il corredo militare, (un pastrano ed una giacca grigio verde, un pantalone a mezze gambe, delle fasce, una camicia, due grosse pezzuole per i piedi (al posto dei calzini), un paio di scarponi chiodati, un fez verdognolo), la cosiddetta “Base” ed il fucile Carcano Mod. 91 (adottato dall’esercito italiano dal 1891 al 1945) con la baionetta innestata e delle giberne vuote, mi recai a piedi dalla caserma Mario Fiore alla caserma I Ottobre.
Immaginate il percorso lungo più di un Km che dovetti affrontare a piedi con tutto questo grosso, pesante ed ingombrante fardello sulle spalle per raggiungere la I Ottobre.
Arrivato in caserma, l’ufficiale di Picchetto mi fece accompagnare da un soldato nella mia cameretta. Lungo il corridoio c’erano diverse camere nelle quali si notavano dei letti a castello (primo, secondo e terzo piano).
Nella mia stanza c’erano 4 letti a castello, l’uno di fronte all’altro.
Era l’ora della siesta ed il sergente di turno mi disse: “Prendi quella scaletta, appoggiala al muro e fatti il letto al 3° piano!” –
Era l’unico posto libero nella camera.
Gli episodi avvilenti ed oltremodo mortificanti che dovetti subire si ripetevano e si accavallavano l’uno sull’altro.
Dopo più di tre ore di innumerevoli sforzi, scivolate varie, snervanti tentativi andati a vuoto, sghignazzate continue dei camerati, sfottò, improperi, denigrazioni e quant’altro…, finalmente riuscii a sistemarmi ed a farmi il letto al terzo piano.
Purtroppo m’ero messo al contrario, in quanto con la faccia ero proprio vicino ai piedi e alle scarpe del commilitone del letto di fronte.
Per non sentire l’orripilante puzza dei suoi piedi, mi coricai con la testa al lato del muro. Nulla da fare…; quel tanfo si espandeva in maniera inesorabile in tutta la stanza.
Essendoci nel ’42 la guerra, le luci delle camere erano ombrate.
Stavo quasi per addormentarmi…; macché…, il calvario continuava in altre crudeli forme…; sentivo degli strani animaletti che mi venivano addosso…-
Buttai via di scatto le coperte e, non sapendo che razza d’insetti o bestioline fastidiosissime fossero, chiamai subito ad alta voce il sergente.
In tutte le camere fece eco un coro continuo e chiassoso di tante risate spasmodiche a crepapelle che mandarono letteralmente in bestia il sergente che mi minacciò, se si fosse ripetuto il trambusto, di mandarmi addirittura in prigione.
Erano milioni e milioni di sgradevoli cimici (in gergo militaresco venivano chiamate “carri armati”) che, cacciate chissà come dagli altri letti a castello, s’erano fissate tutte di venire ad occupare il mio letto e succhiarmi il sangue.
Non sapendo proprio cosa fare, passai tutta la nottata a cercare inutilmente di scacciarle oppure di acciaccarle con un pezzo di cartone. Erano troppe e tornavano sempre alla carica per occupare abusivamente il mio posto.
Il sergente della camerata Antonio D’Amato mi consigliò di comprare una boccettina di petrolio e spalmarlo nei punti critici, in modo da formare una barriera non oltrepassabile dalle cimici. La linea di sbarramento (una sorta di Linea Gustav) non fu efficace, in quanto alcune morivano, altre ritornavano indietro, ma la rimanenza di quei “carri armati”, cioè le cimici più ardite riuscivano comunque sempre ad oltrepassare la mia barriera.
E le notti seguenti furono altrettanto disastrose. Il calvario in quella camera, un’autentica “gabbia infernale”, era veramente insopportabile. Il tanfo nauseabondo si espandeva inesorabile in tutti i reparti ed era in gran parte causato da una miscela di cimici schiacciate, petrolio, piedi e scarpe dei camerati e soprattutto da quelle pessime condizioni della caserma, un vero cesso… -
Lo schiacciamento poi di quegli animaletti schifosi provocava un aumento esponenziale del tanfo. Per punizione fui consegnato a spazzare le latrine. Per non subire quest’altra umiliazione regalai delle monetine ad un mio commilitone che mi spazzò tutte le ritirate.
Dopo varie settimane, fortunatamente tutte le cimici scomparvero ed io potetti, per modo di dire, prendere un po’ di sonno.

XV Episodio
Il fatidico pranzo

Finite tutte le avversità? Nooo! Giammai! Troppo comodo! C’è altro, tanto altro ancora da raccontare…! –
Mio padre, di santa pazienza, veniva molto spesso in bicicletta a portarmi la cena nella Villa di S. Maria, perché il pasto della caserma mi disgustava enormemente, mi puzzava.
Ed ecco arrivati ad un’altra fatidica data: mercoledì, 28 ottobre del 1942…; e chi se lo scorda quel giorno tanto infausto… -
Si celebrava in tutta Italia la Festa nazionale fascista della Marcia su Roma. Doveva essere per tutti noi camerati un giorno di festa, di gioiosità, di allegria ed invece fu esattamente l’opposto. Nella nostra caserma I Ottobre correva voce che ci avrebbero serviti a dovere con un pranzo specialissimo adatto alla ricorrenza.
Eh sì, fummo proprio serviti a dovere avvelenandoci quasi tutti con un Pranzo davvero speciale e letale. Pochi si salvarono e, tra questi, per fortuna anche il sottoscritto…-
Mio padre infatti m’aveva portato quel giorno in un tegamino maccheroni, salsiccia e un po’ di buon vino del mio giardino. Altro che Pranzo speciale…; avevo ben altro da mangiare…-
Purtroppo all’ora di pranzo di quel fatidico giorno di Festa (una vera ecatombe per molti), mi prese quell’ingenua curiosità che caratterizza spesso il mondo giovanile e volli assaggiare un po’ di quello spezzatino cucinato nelle cucine militari.
Per buona fortuna l’odore era disgustoso e ne presi solo un pezzettino, altrimenti avrei fatto la stessa orrenda fine di tanti altri compagni d'armi.
Allora, dopo la partenza di mio padre e dopo aver consumato il mio pranzo, mi recai quel giorno, come libera uscita, al cinema Politeama. Durante la proiezione del film notai diversi soldati che si alzavano e andavano via. Credetti che fosse l’ora del rientro (ore 23,00) e me ne uscii. Non riuscivo a credere ai miei occhi e non capivo il perché di tanti militari accovacciati a terra che facevano i propri bisogni corporali. Uscendo poi sul Corso di S. Maria C.V. fui colto da stupore nel vedere nei pressi dei lampioni oscurati a metà ancora altre decine e decine di militari accovacciati che, con la sigaretta accesa, facevano capire di passare oltre. Continuavo a non capirci nulla ed il mio stupore aumentava. Queste scene incredibili si ripetettero per tutto il tragitto e si spiegarono solo quando raggiunsi la caserma: soldati in pigiama o quasi nudi che salivano e scendevano le scale della caserma e si recavano in infermeria o alle latrine. Si gridava: “Ci hanno avvelenati! Ci hanno tutti avvelenati! Le pentole erano arrugginite! I cibi erano guasti e pieni di rame!” Era un via vai frenetico e continuo: tante grida e tanti improperi si accavallavano di qua e di là della caserma. Ecco il famoso Pranzo Speciale che ci servirono in quel fatidico giorno (28 ottobre 1942): una vera tragedia generale.
Io personalmente avvertivo solo una specie di mal di pancia e corsi subito alle ritirate. Un enorme stupore mi colse nel notare una lunga fila di militari che saltando da una pietra all’altra cercavano di accaparrarsi un posto libero sul vaso. Perché c’erano quei sassi per terra? Perché i liquami organici coprivano tutto il pavimento per più di 10/20cm! Oltre il 30% dei militari di quella caserma morirono; altri, come me, in un certo senso se la “cavarono” per aver conservato almeno la vita, però quante disavventure, quante tribolazioni e quante altre tragedie ci attendevano ancora.

XVI Episodio
Carne da macello

Seppi, molto tempo dopo il drammatico fattaccio della Festa del 28 ottobre, a S Giorgio a Cremano, in una ricerca di notizie su eventuali superstiti e anche riguardante la mia caotica ed assurda documentazione militare, che la mia 2° Compagnia o quella che rimaneva di essa dopo la carneficina da intossicazione letale subita nel famoso Pranzo Speciale del 28 ottobre, era stata poi inviata al Fronte Greco ed era stata tutta decimata. Immaginatevi l’enorme sgomento che mi prese allora per aver appreso una così tremenda notizia. Sgomento che, purtroppo, mi assale anche adesso e mi porta a rivivere ancora quei tragici momenti. Che crudele destino: quei pochi sopravvissuti al terribile avvelenamento da cibo in caserma erano stati inviati come carne da macello al Fronte Greco e caduti tutti sotto la terribile falce della Guerra. In un certo senso io, per essere ancora in vita, dovrei (sembra un paradosso) anche ringraziare le mie orribili malattie subite e quell’iniqua burocrazia legale militare che si è tanto accanita erroneamente su di me.
E pensare che tutte le Compagnie del X Genio militare di leva, compreso il sottoscritto, prestammo regolare giuramento a Piazza Anfiteatro, unitamente al Reggimento del X Genio Zappatori dislocato a Capua.
Da precisare che durante tutto il periodo precedente al giuramento non ci fecero sparare neanche un colpo. Questa fu una delle cause principali del massacro della 2° Compagnia X Genio Marconista al Fronte Greco. Ma, possibile, che quest’Italia di merda, mandi sempre a morte certa, con leggi infami, imposizioni assurde e tremende minacce, in quei fronti di guerra più cruenti, masse di giovani innocenti, inesperti, poco addestrati e poco protetti??? –

XVII Episodio
Ministero della Guerra

Allora, come ho detto in precedenza, prestai regolare giuramento nella bella Piazza d’Armi (Anfiteatro) insieme con i colleghi di Capua del X Genio Zappatori.
In seguito, alcuni miei compagni di scuola che avevano ricevuto l’esonero militare, mi vennero a trovare in caserma e si meravigliarono molto della mia illogica situazione e cioè che io, stando all’ultimo anno delle superiori, non avevo ricevuto l’esonero militare che, secondo precise disposizioni di legge, mi spettava di diritto ed ero invece sotto le armi.
Anche mio cugino, Antonio F., iscritto alla frequenza del 3° anno superiore, classe 1923 del mese di marzo (il sottoscritto classe 1923, nato il 27/02) era rimasto a casa, non avendo ricevuto alcuna cartolina di precetto.
Feci allora ricorso al Ministero della Guerra per far correggere l’errore ed ottenere finalmente il dovuto esonero militare.
Un mio paesano, Mario Anziano funzionario al Ministero mi disse:
“Mattia, io ti consiglio di stare molto attento, fai le cose per bene e metti tutto per iscritto. Io ti posso accompagnare solo presso la porta della Commissione Militare, ma non posso entrare. Mi raccomando, non sbagliare e non commettere alcun errore! Altrimenti, invece di ritornare in caserma, ti dovrai fermare al carcere militare di Gaeta!” –
All’entrata notai appena nell’ombra (c’era l’oscuramento parziale: periodo bellico) diversi Ufficiali Superiori.
Uno di essi m’interrogò e alla fine mi disse:
“Saresti capace di metterlo tutto per iscritto?” –
Allora io, senza alcuna esitazione, tirai fuori dalla tasca una copia scritta di tutte le mie vicissitudini e, dopo averla firmata, fu letta da tutti gli Ufficiali della Commissione del Ministero della Guerra.
Al termine, dopo un secco dietrofront, me ne andai.

XVIII Episodio
Coma profondo

Ritornato a casa trovai il maresciallo dei carabinieri che mi diede delle carte e mi disse: “Ti vuole il colonnello del Distretto militare di Benevento!” –
Al Distretto, il colonnello comprese di aver sbagliato e mi consegnò subito il meritato foglio di congedo illimitato e cominciai finalmente a frequentare il III superiore a Capua.
Evidentemente il ricorso che io avevo in precedenza inoltrato al Ministero della Guerra di Roma era stato del tutto accettato ed aveva fatto il suo regolare corso fino al Distretto militare di Benevento.
D’accordo con le scuse, ma non bastano in quanto chi me li paga tutti quei danni, tutti quei disagi, tutti quelle tremende vie crucis subite per colpa di altri? Nessuno! –
E’ logico che sono molto, molto arrabbiato!
Come recita quel famoso motto campano:
“Stràccuo, strutto e cu ‘o panaro rutto!” -
Come già detto, incominciai nel mese di novembre a frequentare il 3° anno delle Superiori nella sezione A con la signorina Cappuccio.
La buona sorta si era forse ricordata di me?
Nient’affatto! –
Ero appena tornato finalmente a casa (home my home) da uno sciagurato e nefasto servizio militare assolutamente non dovuto ed avevo ricominciato regolarmente gli studi che, un paio di giorni dopo, mi ammalai gravemente di Tifo, Paratifo, Pleurite e Bronco-Polmonite.
I famosi “medici imbecilli”, i soliti “dottoroni del cazzo” della zona Molfino, Marrocco, De Francesco e Mastroianni mi diagnosticarono erroneamente “Febbre Malarica”.
E ritorna sempre il paragone con quella famosa scenetta di “Pinocchio e i tre dottori: il Corvo, la Civetta ed il Grillo parlante”.
Mio padre, che aveva sofferto da giovane “La Spagnola” e la Polmonite, non se ne stette del giudizio dei medici locali.
Accompagnando col calesse della società Cirio, per ordine del direttore dell’Azienda, il dott. Campanella di S. Maria C. V., pregò detto medico di effettuare una visita al sottoscritto.
Il giorno appresso venne a casa il suddetto medico che, dopo la visita e rivolto a mia madre, esclamò: “Signora, non è affatto febbre malarica; vostro figlio ha il Tifo, ma non si preoccupi, stiamo già al settimo giorno di malattia!” –
Dopo 17 giorni mi sfebbrai. Ero guarito, ma ero ancora molto debole e barcollavo sui piedi. Durante la malattia prendevo solo un po’ di latte caldo e mia madre mi cambiava ogni ora la maglia intima satura di sudore.
Al diciassettesimo giorno venne il medico di turno di Piana, De Francesco che si congratulò con i miei genitori per la mia improvvisa guarigione.
Alla domanda di mia madre: “Dottore, va solo stitico di corpo! Che mi consigliate di fare?” giunse subito la risposta: “Dategli una purga di olio di ricino!” –
Per mia fortuna ne presi di quell’orribile bevanda un solo cucchiaio, altrimenti non starei di certo qui a raccontar delle mie sventure…-
Da quel fatidico momento andai subito in Coma Profondo e stetti oltre un mese in quel terrificante stato traumatico tra la vita e la morte dal primo dicembre martedì del 1942 sino al miracoloso risveglio avvenuto quel fatidico mattino dell’Epifania 6 gennaio mercoledì del 1943.
E chi se le scorda quelle date, stampate come sono nella mia mente.
In quei terribili momenti tra vita e morte, la gente di Piana era solita dire: “Sta’ a murì chillu uaglione!” -
Ebbi una seconda visita del medico dott. Campanella che si meravigliò molto della totale incompetenza del medico curante e poi aggiunse a voce forte: “E’ davvero ignorante questo mio collega, un emerito autentico imbecille! La purga agisce come la pompa che gonfia la camera d’aria di una ruota di bicicletta dilatandola all’eccesso. Nell’intestino di vostro figlio si sono formate delle crosticine di tifo. Dilatandosi le viscere in modo abnorme c’era pericolo di rottura e distacco delle crosticine e quindi sarebbe sopraggiunta l’inevitabile “PERITONITE”! Ringraziate mille volte Dio, la Madonna, tutti i Santi e, soprattutto il fisico particolarmente temprato di vostro figlio se ciò non è avvenuto!” –
Che dire…; per fortuna a quei tempi conoscevamo il bravo dott. Campanella, ma la terribile piaga della Malasanità italiana continua purtroppo incontrastata a mietere vittime anche oggi in questo sozzo paese, ieri, oggi e, speriamo di no, ma credo anche domani…-

XIX Episodio
Il risveglio e la delusione

La malasorte non mi dava tregua. Infatti l’8 gennaio 1943 due giorni dopo il mio miracoloso risveglio dal coma profondo, venne a casa il maresciallo dei carabinieri di Caiazzo che mi disse:
“La legge s’è cambiata e tu adesso sei nuovamente militare e devi essere ricoverato all’Ospedale militare di Caserta.

XX Episodio
La morte sfiorata

E adesso incomincia un’altra nuova serie di terrificanti tragedie.
Il destino avverso ormai ci ha fatto l’abitudine a tormentami moralmente e fisicamente.
Debolissimo e frastornato, ancora non mi rendevo perfettamente conto di quello che mi stava succedendo.
Senza capire un cazzo, consegnai la base d’entrata all’ufficiale di guardia dell’ospedale e… un burbero, inumano e corpulento soldato mi spinse brutalmente con forza lungo lo scalone del vecchio e antico palazzo in muratura dell’ospedale. Lungo il corridoio c’erano diverse stanze sul cui frontale c’era scritto a caratteri cubitali ben visibili: AFFETTI DA MENINGITE; AFFETTI DA POLMONITE; AFFETTI DA TBC, ecc.… e in fondo al corridoio… “AFFETTI DA TIFO”-
Questo rozzo bestione di soldato mi spinse verso la camera dei malati di Meningite. Capii subito che se fossi entrato in quella camera, nelle precarie e deboli condizioni in cui ero, ne sarei uscito sicuramente con i piedi davanti. Per la disperazione ed il terrore, m’aggrappai allora con tutta quella poca forza che m’era rimasta ai due lati della porta e gridai forte forte a squarciagola invocando aiuto. Alle mie grida disperate accorse un’infermiera o dottoressa che prese con estrema decisione le carte dalle mani di quell’energumeno e gli mollò un sonoro schiaffo. Poi suonò il fischietto e accorsero medici, infermieri e soldati e, dopo aver aspramente rimproverato quella bestia di soldato, mi ricoverarono finalmente nella stanza dei malati di Tifo. Ho ancora fisi negli occhi quei moribondi; era una specie di Lazzaretto. C’era un giovane soldato che rantolava nel letto. Questi morì due giorni dopo. In un altro letto di fronte al mio c’era un militare calvo che aveva perduto la voce (afono) e, di fianco al mio letto, c’era una rete senza materasso. Durante tutto il giorno venne soltanto una suora che mise una pillola nel mio bicchiere.
Non si sentiva nel corridoio anima viva; le luci erano ombrate e dai gabinetti esterni si sentiva ogni tanto lo scroscio dell'acqua.
M’avvicinai allora all’unica finestra che s’affacciava sul giardino a pian terreno, ove c’erano le cucine.
Gli olmi e i pini riempivano il viale di foglie secche.
Ogni tanto vedevo passare nel viale sottostante degli uomini che portavano sulle spalle strani lunghi corpi coperti da un lenzuolo, mentre dietro seguivano delle donne che piangevano. Credevo che il comandante dell’ospedale avesse sequestrato delle mucche. Ahimé, poi mi fu spiegato che erano soldati morti.
Sull’imbrunire entrò un soldato che gettò lo zaino sulla rete e poi si mise a sbucciare una mela. Me la offerse però, per fortuna mia, mi trovai in quell’istante a guardare il militare afono, quello di fronte a me e m’accorsi che lui, con gli occhi fuori dalle orbite, faceva con le mani continui segni di diniego e così rifiutai la mela. Il soldato poi uscì dalla stanza chiedendomi in prestito il mio bicchiere con la pillola, ch’io ancora rifiutai. Il militare afono mi fece capire con gesti che quel soldato era scappato dal reparto del tubercolosario (alias TBC). Non dormii tutta la notte, girato dall’altra parte con gli occhi sbarrati e con una mano sulla bocca. Al mattino dopo notai presso il letto dell’intruso la presenza di grosse chiazze di sangue. Venne un'équipe medica (infermieri, medici e guardie) che abbrancarono con estrema decisione il malcapitato e lo rinchiusero nel tubercolosario; mi fecero mille domande; poi la stanza fu disinfettata ed io rivolto al medico chiesi di andare via da quella camera. Fui accontentato. Mi mandarono giù al pianterreno ove c’era un capannone adibito ai convalescenti.
Trascorsi un mese in “santa pace”. Per modo di dire…, era pur sempre un ospedale militare, ma in confronto a quello che avevo passato in precedenza, potevo in un certo senso compiacermi di una parvenza di tranquillità. Feci tanta amicizia con i vicini di letto. Conobbi un giovane leccese che sapeva cantare. Ogni mattina all’alba cantava l’Ave Maria di Schubert.
Ebbi un solo mese di riposo e poi ritornai a casa il 30 maggio del ’43.
A questo punto termina la “Vita Militare” e incomincia la “Vita Borghese”.
Tutto OK? Macché! La malasorte non mi abbandona mai! Altre nuove minacciose sciagure ricompaiono improvvise all’orizzonte accanendosi senza un attimo di tregua sempre sul sottoscritto… -

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XXI Episodio
Riassunto sintetico della Burocrazia militare
“ieri come oggi…”

Prima di inoltrarmi nel racconto non certo esaltante della mia travagliata “Vita Borghese”, vorrei riassumere con pochissime parole di estrema sintesi alcuni fatidici fatti stravaganti del precedente periodo militare, per cercare almeno di dare un certo ordine cronologico e comprensibile degli avvenimenti.
Macché…; è tempo perso. L’impresa è oltremodo ardua se non  addirittura impossibile, soprattutto sfogliando il mio caotico e contraddittorio Foglio Matricolare.
C’è veramente da rimanere allibiti nel notare non solo errori madornali in tutta la mia documentazione militare, ma anche tante e tante incongruenze, dati incompleti, date che si accavallano, omissis inspiegabili, ecc., ecc., ecc. –
Basta così? Nooo!!! Giammai! Ci vorrebbe un altro paragrafo, anzi un intero sito web; sfogli, mantenendo a stento la dovuta calma, altre pagine della lunghissima documentazione militare; cerchi senza esito di metterle un pò in ordine; ne prendi una tra le tante e incominci a leggerle, decifrarle, interpretarle, ma è un labirinto senza soluzione d’entrata e d’uscita.
OK! Con lo scanner del mio vecchio pc il risultato è scadente, ci vuole troppa memoria, molto tempo e lavoro e poi non ho la pazienza e l’esperienza di unire tutti questi numerosi pezzi e pezzettini di carta sgualcita. L’enigma della mia documentazione militare è simile all’enigma degli oltre 800 rotoli di papiri di Qumran.
Per avere ulteriori ragguagli sul mio famoso “ignobile” Foglio Matricolare e su tutta quell’immensa documentazione allegata, anch’essa “ignobile”, vi rimando alla lettura del paragrafo “IL TASSELLO MANCANTE” – L’ossessione dei fatidici “PERCHE’” riportato nella pagina “Riflessioni 2015” di questo mio sito internet.
Vi consiglio di mantenere un’estrema calma e di non scervellarvi troppo nel voler dare per forza un senso logico a quel putiferio turbinoso, caotico e contraddittorio di mille insensate diciture del mio lunghissimo Foglio Matricolare, altrimenti, ne sono più che certo,… “’A rossa ve saglie ‘ncapa e ‘o stommaco s’arrevota…” –
E, riprendendo come esempio alcune colorite espressioni napulitane di Mario Visone, le voglio inserire in questo paragrafo per cercare di fornire al lettore una vaga idea del mio atipico Foglio Matricolare:
“… mbruoglie, nzipetarìe, zizze pe jonte, agghienghe scumbinate, ammenicole, cerefiscole, scervecchià’ ‘e pparole a buonecchiù e scuntraffarle, ecc., ecc., … comme a muschille ncoppa ‘o cacato; cresciute, chist’urdeme tiempe, comme ll’èvera purchiacchella mmiezo ‘o grano turco; fetiente e puzzuliente cchiù d’’o cantaro chino remmeschiato, ca cchiù se remmesca, cchiù spànteca fetore…” -
A questo punto voglio riportare una breve sintesi di quell’infame e stressante periodo in cui mi dibattevo tra mille ingiustizie per ottenere il dovuto esonero dal maledettissimo servizio militare:
“Salto dal 1° al 3° Superiore; 3 cartoline di precetto che ricevevo dal Distretto militare di Benevento; corse forsennate in bici Piana – Amorosi e poi treno Amorosi – Benevento; corse travagliate alla segreteria di Capua per avere il certificato di frequenza dell’ultimo anno del Superiore e tante ma tante altre corse, viaggi, vie crucis esagitate e stressanti avanti e indietro…, ecc., ecc.…, mi posero nelle condizioni di lasciare tutto in sospeso e prendermela con il sorriso sulle labbra.” –

XXII Episodio
Gli agnelli di Stumbo

Allora…, passiamo oltre… e concentriamoci sul tema di quest’episodio “Gli agnelli di Stumbo”.
In quei pochi giorni degli anni ’40 – ’45 che mi riposavo in casa, notavo ad ogni mercoledì mattina il belare di agnelli, pecore e capretti lungo la strada statale di Piana – Caserta e l’assordante rumore di un camion.
Si tenga presente che in quel tempo rumori non se ne avvertivano per cui un camion a due o tre Km in linea d’aria si percepiva in maniera nitida.
Ad ogni passaggio di questo camion sentivo la gente che diceva con voce alquanto sommessa:
“Questi sono gli agnelli di Stumbo.” –
Credevo che a Caiazzo, essendoci ogni mercoledì il mercato, Stumbo fosse un commerciante di agnelli.
Mi sbagliavo di grosso. Non era proprio così!
Allora chi era costui? –
Venni poi a sapere negli anni del dopoguerra che Stumbo era un pneumologo professore all’Università di Napoli.
Chiesi allo zio di mia moglie zi’ Giovanni, bersagliere nel periodo bellico, il perché non aveva partecipato alla guerra, alla presa di Tobruk, di Tunisi, di Addis Abeba, della Somalia e dell’Eritrea in Africa.
Lo zio, candidamente e sorridendo disse:
“Mio padre aveva saputo che il professore universitario Stumbo rilasciava facilmente attestati medici di tubercolosi polmonare in cambio di agnelli, prosciutti e salsicce.
A tale ragguaglio mi rintronavano nuovamente nelle orecchie i belati di quegli animaletti innocenti che, in un certo senso, mi avvertivano di servirsi del loro sacrificio.
Come se avessero voluto dirmi (visioni nella mia mente):
“Vieni, vieni, approfitta di noi che ci sacrifichiamo per te!” –
A questo racconto di zi’ Giovanni mi spiegavo come tanti e tanti amici e paesani erano rimasti a casa o in ospedale.
Mi ritorna in mente il famoso film:
“Qualcosa non va, ragazzo?” –
“Niente vecchio… non mi tornavano i conti. Me ne mancava uno.”

XXIII Episodio
Il ritorno a casa (Home my home)

Dopo la miracolosa guarigione dalla terribile malattia (Tifo) e dopo il travagliatissimo servizio militare non dovuto con quelle terrificanti vie crucis e calvari; quell’assurdo ed ignobile andirivieni, un autentico sballottamento casa – caserma di pochi giorni di riposo saltuario, nonostante le mie gravissime condizioni di salute, ero ritornato finalmente a casa, in modo stabile e duraturo, in data 30 maggio del ’43.
Incominciai, quindi, la preparazione da un professore di lettere di Capua per sostenere da privatista l’esame di abilitazione.
Presentai il programma dell’ultimo anno, in quanto io avevo l’iscrizione al 3° anno del Superiore.
La Commissione d’esame era composta dalla signora Parente, dalla professoressa di Villa S. Croce cugina di mio cugino Antonio Funaro e dalla professoressa di filosofia e pedagogia.
E qui viene il bello o meglio il brutto.
La professoressa Parente gettò il mio programma per aria, dicendo:
“Che devo fare con questo programmino!? Lei mi deve portare il programma dettagliato di tutti e 3 gli anni del Superiore!” –
Io allora le feci capire che avevo fatto il salto dal 1° al 3° e avevo la frequenza dell’ultimo anno.
Quella disgraziata non volle sentire altro e mi mandò via con estrema arroganza.
Mi recai dal Preside Graziani che mi diede 5 giorni di riposo.
Agli esami fui rimandato a settembre in diverse materie e poi fui finalmente promosso.  

XXIV Episodio
Altre vie crucis e smacchi

Ogni anno presentavo al Provveditorato agli Studi di Caserta tutti i documenti in bollo (la solita assurda burocrazia asfissiante): estratto di nascita, certificato di buona condotta, certificato penale, copia del diploma di maestro, certificato del casellario giudiziario, ecc., ecc. –
Dopo circa 3 anni mi recai nella Direzione Didattica di Caiazzo e, nel leggere la graduatoria per incarichi e supplenze, vidi al 1° posto Angelo Fussichen, che essendo reduce era balzato in testa alla graduatoria; subito dopo venivano i profughi, gli orfani di guerra, i disadattati e in ultimo compariva il sottoscritto con punti 2.
Notai, però, con mio sommo stupore che il penultimo era Mario Puorto, pure con punti 2, ma con il posto di incarico annuale.
Pensai che era stata commessa una grave ingiustizia nei miei confronti e che l’incarico annuale spettava al sottoscritto, in quanto io avevo fatto il servizio militare.
Come una furia corsi subito a casa del direttore Monaco precisando che il posto spettava a me.
Il direttore, con parole paterne, mi pregò di accettare una Scuola Popolare ch’io rifiutai. L’avessi accettata; purtroppo, in quei momenti, ero preso da tanto rancore e dal solito ingenuo orgoglio giovanile.
Mi recai, ancora più infuriato, all’Ispettorato Scolastico di Capua, dal dott. Comito, accusando il direttore del grave errore commesso nei miei confronti.
Non ebbi soddisfazione e fui messo alla porta.
Irritato da tali comportamenti, mi recai quindi al Provveditorato agli Studi di Caserta, accusando sia il direttore Monaco che l’ispettore Comito.
Il provveditore, dopo la mia dissertazione, si rivolse al suo segretario chiedendogli di telefonare al maresciallo dei carabinieri.
A quel punto, compresi finalmente di aver sbagliato tutto, pur avendo pienamente ragione e scappai via.
Il giorno seguente mi recai nuovamente dal direttore Monaco il quale stava aspettando che degli operai, a Porta Vetere di Caiazzo, caricassero sul camion una mucca.
Al direttore spiegai l’accaduto e lui mi pregò nuovamente di accettare una Scuola Popolare.
Cocciuto anche stavolta, mi rifiutai.
Non ebbi per vari anni nessun incarico.

XXV Episodio
Il Vescovo ed il suo segretario

Negli anni del dopoguerra mi recavo spesso alla Direzione Didattica di Caiazzo per cercare di ottenere un po’ di supplenza e guadagnare punti.
Un giorno, la maestra di Piana signorina Ferrara mi chiese di sostituirla alla riunione del Vescovo di Caiazzo ai fini di iscrivere giovani all’azione Cattolica.
Giunto nei pressi del Vescovado, m’incontrai con alcuni colleghi di ruolo del 1948.
Tra i presenti c’era un certo Palmieri di Dragoni, che conobbi tanti anni prima alla Biforcazione di Sant’Angelo in Formis.
Costui, non essendo riuscito a superare gli esami d’ammissione, s’era iscritto all’avviamento professionale (Istituto correzionale) di Capua.
Con aria spavalda mi disse:
“Tu sei Mattia, ti ricordi di me? Dove insegni?” –
Risposi: “No! Non insegno! Io sono fuori ruolo!” –
Mi rispose con un ghigno:
“E allora che sei venuto a fare qui?” –
Mi appartai e sotto, sotto chiesi ad uno di quei colleghi, chi fosse quell’intruso dall’atteggiamento tanto saccente.
Venni a sapere che il Palmieri nel ’47 faceva il carrettiere ed era proprietario a Dragoni di uno stanzone ove teneva il carretto e la giumenta.
Nel ’47 trasformò la stalla a Circolo Cattolico con l’appoggio del Vescovo di Caiazzo ed ebbe molti iscritti e il Vescovo … chi vuol capire ha già capito.
Il Palmieri, da semplice carrettiere, era diventato addirittura il Segretario di Sua Eccellenza.
Avete compreso in che modo balordo procede l’andazzo delle cose in Italia? –
Non vale mai la Meritocrazia, bensì la Raccomandazione, la bustarella, la scartoffia, il “Mi manda Picone”, l’amicizia di pezzi grossi, ecc., ecc. –
E’ ovvio che, in questa irrazionale situazione, tantissimi eventuali meritevoli restino definitivamente fuori, mentre tutti, proprio tutti i “beneficiati”, anche se scadenti, ciucci, ignoranti o malfattori entrano sempre dentro.
Cose dell’altro mondo…; roba da pazzi; na vranca ‘e fetiente e puzzuliente da far venire tante, ma proprio tante ‘e chelle turciture ‘e stentine, come si dice in gergo popolare napoletano.
Stu concetto mi fa talmente schifo che lo voglio ripetere sino alla nausea.
Quindi, potremmo dire, senza ombra di dubbio, che l’Italia di allora come anche quella di oggi e credo anche del domani sia composta da due categorie: i Privilegiati ed i Tartassati oppure Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri, Patrizi e Plebei, di serie A e di serie B oppure sarebbe più logico dire: “Infornati e Sfornati.
E torna sempre attuale il famoso proverbio napoletano:
“Avimmo fatto: cupinte, cupinte: ’e cavére ‘a fora e ‘e fridde ‘a dinto.”  

XXVI Episodio
Il fascistone presuntuoso e prepotente
(Dal fascistone si capisce il comportamento
dei fascisti durante il ventennio fascista)

Negli anni del dopoguerra, nelle scuole mancavano maestri e professori.
Il ministro della Pubblica Istruzione di quell’epoca ordinò ai provveditori agli Studi di nominare direttori didattici quei maestri anziani, cioè tutti quelli che avevano già un curriculum scolastico di molti anni.
Naturalmente, come sempre accade nel nostro cosiddetto “Bel Paese”, si accaparrarono tale diritto tutti quei maestri aventi amici, parenti e conoscenti alle Camere, ecc., ecc. –
E veniamo a noi…, nei nostri luoghi… -
Venne nominata direttrice didattica di Caiazzo la signorina donna Petronilla De Pertis di Dragoni.
Costei aveva il fratello onorevole.
Comunque donna Petronilla era una brava ed esperta insegnante, ma non idonea nel ruolo di direttrice.
La sua segretaria era la signorina e maestra donna Ada Molfino.
Ebbi nel ’45 – ’46 una Scuola di tipo C, cioè tutti quei giovani che possedevano già il certificato di 5° elementare.
Lo scopo era quello di aggiornare e migliorare le condizioni culturali dell’epoca.
Ebbi 35 iscritti, tutti bravi giovani che ebbero per il mio insegnamento un elogio ineguagliabile.
Alcuni, servendosi di capacità intellettive non comuni, avevano una cultura all’avanguardia, anche per mio merito.
L’aula era posta al centro o meglio all’incrocio di via Roma e via Progresso in un palazzo al 2° piano. Si accedeva attraverso una lunga scala e dal pianerottolo all’aula c’erano 3 scalini. La cattedra era posta sulla sinistra e di fronte alla porta c’erano i banchi.
Il fascistone don Giulio aveva stabilito che lui alla mattina avrebbe fatto le sue ore di lezione; poi alle 13 la maestra Perreca ed a sera il sottoscritto.
La chiave dell’aula, sempre per ordine di “Sua Magnificenza”, (all’anema d’’a palla) il pomposo fascistone, veniva appesa dietro il portone della casa del falegname, mastro Lorenzo.
All’uscita della scolaresca, mi soffermavo con gli amici nella bottega di Gaetano il barbiere.
Venni a sapere poi che don Giulio si piazzava al centro del paese e con un certo Giovanni esclamava:
“Ma cosa può insegnare questo ragazzino a quei grandi e grossi ciucci!?” –
Avevo avvertito i miei alunni che se avessi fatto ritardo potevano prendere la chiave della Scuola e ripassarsi le lezioni.
Una sera feci 5 minuti di ritardo e quando giunsi nelle vicinanze della Scuola trovai tutti i miei alunni in mezzo alla strada.
Venni a sapere che dietro il portone di mastro Lorenzo non c’era la chiave della Scuola.
Bussai al portone della casa del maestro don Giulio (il fascistone) e sua moglie mi disse che suo marito stava in chiesa.
Particolarmente irritato per la critica situazione, m’avviai come una furia verso la chiesa e vidi il fascistone che mi gridò con aria sprezzante: “Che c’è!?” ed io con voce alterata risposi: “La chiave dov’è!?” –
Con fermezza ed arroganza, ottenni finalmente la chiave e tutto finì bene.
Andiamo avanti…- Dopo circa un mese d’insegnamento, una sera mentre spiegavo l’analisi logica, si spalancò all’improvviso la porta senza bussare ed i miei alunni scattarono in piedi. Stando con le spalle alla porta non vedevo niente e ripetetti per 5 – 6 volte la parola “Avanti!”, ma nessuno rispondeva.
Entrò da vero spavaldo il fascistone con l’abituale cappotto sulle spalle e, senza rivolgermi la parola, avanzò nel corridoio, redarguendo in maniera severa Falco, un mio alunno: “Ah! Sei tu che hai rubato il calamaio!?” e l’alunno: “Maestro! Io non ho preso nulla!” –
Il fascistone, all’uscita, arrivato presso la porta, gridò: “Hai capito!? Insegna a questi lazzaroni l’educazione!” ed io, senza scompormi, ma con voce ferma e decisa, replicai: “Questi sono stati vostri alunni, non miei!” –
Negli anni ’50 in via Frumale si stava costruendo un lungo ponte e gallerie per la rete ferroviaria Napoli – Piedimonte Matese.
Il capotecnico, insieme con la sua famiglia, originari d’Abruzzo, abitavano nella piccola piazzetta presso il fascistone. Uno dei figli Antonio De Santis stava in seminario e l’altro, il più grande, giocava al biliardo con noi.
Un giorno, il fascistone, rivolto a me e a Giovannino Varrone, ci disse che il professore di lettere Antonio suo figlio, preparava il De Santis figlio del capotecnico, agli esami di 3° media e, siccome il figlio di materie scientifiche non troppo se ne intendeva, chiese a noi due di preparare il ragazzo.
A giugno il De Santis superò brillantemente le materie scientifiche, ma fu rimandato a settembre in Italiano.
Ebbene, ci sarebbe logicamente da supporre che il fascistone avesse cambiato il suo giudizio negativo nei miei confronti.
Macché, macché!... Rimase sempre un emerito lurido invidioso, ciuccio e soprattutto mascalzone.
La direttrice De Pertis se ne andò in pensione e fu nominato direttore didattico di Caiazzo Pasquale Schettino di Maddaloni.
Il macellaio Antonio Diglio (alias “bifolco”) pure lui di Maddaloni, s’incontrava spesso a Caiazzo col direttore Schettino.
Un giorno Pasquale disse: “Antò! Tuo figlio sta sempre al seminario?” e Diglio: “No! No! Si sta preparando per il 3° ginnasio col professore Cammarota!” e Pasquale: “Ah! Ah! Giulio! Il maestro don Giulio Cammarota! Quello è bravo!” e Diglio: “No! No! Il maestro è l’insegnante Mattia Cammarota che è molto bravo e vengono da lui al doposcuola tanti ragazzi e studenti di Caiazzo, Alvignano, Piana, Villa Liberi, ecc., ecc.!” – “E come!?” ribatté con stupore il direttore: “Giulietto m’aveva invece detto che Mattia era un cazzo!” –
Quante, ma quante ne ho passate a causa dell’invidia, gelosia, odio e cattiveria da parte di gentaglia meschina, sozza e disonesta.
Come si fa a stimare ed onorare degli autentici mascalzoni e delinquenti? –
Questo era il comportamento della maggior parte dei fascisti d’Italia. Quei miserabili fascisti che tradirono, martoriarono e uccisero Mussolini e la Petacci a Piazzale Loreto a Milano. Sì! Proprio loro! I fascisti del Nord! –
Diceva il grande scrittore e giornalista Indro Montanelli:
“A Piazzale Loreto io c’ero. Non vi posso dire le schifezze obbrobriose che si commettevano su quei nudi, sanguinanti e martoriati corpi appesi a quei ganci come carne da macello.
In quei terrificanti momenti, se avessi parlato avrei  subito anch’io la stessa brutta sorte!” -

XXVII Episodio
La zappa sui piedi

Negli anni ’50 venni a sapere che al concorso magistrale, in commissione c’era un certo professore di cui non ricordo il nome, però sapevo che, essendo amico del provveditore…, ecc., ecc., in cambio di un milione di lire, ti faceva vincere il concorso.
Conobbi la professoressa di Stenografia, signora Ventura.
Avendo io venduto e messo in Banca i soldi della vendita dei terreni di Stifi’ che m’aveva mandato la procura di vendita, gli chiesi se potevo dai suoi soldi in Banca detrarre un milione di lire.
Presi accordi con la signora Ventura che mi dettò alcuni suoi temi.
Forse lei si accorse che per me la raccomandazione non era necessaria e allora invece di consegnare i soldi al professore della commissione, se li tenne tutti per sé.
Purtroppo non fui ammesso e, trovandomi col debito nei confronti di Stifi’ e senza posto, mi recai come una furia dalla signora Ventura.
Avevo il veleno nel cuore e non immaginate quali brutti pensieri mi passavano in quei tristi momenti nella testa.
Le chiesi con arroganza ed estrema decisione i soldi.
Lei accortosi che qualcosa di brutto stava per succedere, prese subito dal comò il pacchetto dei soldi, come io glieli avevo dati legati con un nastrino blu.
Scappai come un fulmine e mi salvai da quel baratro di atti insensati ove, per la mia ingenua giovinezza, stavo per precipitare, evitando per fortuna conseguenze durissime.

XXVIII Episodio
Decisioni prese all’ultimo momento
Crisi depressiva

Rifacendo tutti i travagli subiti per colpa mia (es. opuscoli del ’48 del prof. Baldassarre ove c’era il tema già bello e svolto, ecc., ecc.), non avendo fiducia nelle mie capacità, m’aggrappai purtroppo a tante, ma tante disavventure che mi resero estremamente triste, sempre più debole e mi buttarono nella più tetra depressione ed inconsapevolezza.

XXIX Episodio
La fiducia nelle proprie capacità

Nel ’47 il direttore Monaco inviò a tutti gli insegnanti fuori ruolo l’avviso di partecipare alle sue lezioni per il concorso.
Tutti gli insegnanti che s’erano preparati da lui e dal suo segretario Danisi, vinsero il concorso.
Io rimasi a bocca asciutta.
Non potendone più di tanti smacchi, ingiustizie e delusioni, mi convinsi finalmente che dovevo credere esclusivamente in me stesso, nelle mie capacità.
Nel ’50 – ’52 mi recai alla Direzione Didattica di Miano di Napoli e mi preparai al concorso successivo.
Come ho già detto, dopo tante pene, errori di gioventù, delusioni, corse forsennate, ingiustizie subite, arrabbiature inopportune, ecc., ecc. mi rivolsi finalmente al direttore Monaco e feci il concorso nel ’52 a Benevento.
Gli argomenti che conoscevo molto bene erano “Il Principe” di Machiavelli ed il Deveau nell’Educazione.
La materia a memoria era la Legislazione scolastica.
Fui ammesso allo scritto con punti 39 (avrei preso 50, ma scrissi “condatto” al posto di “contatto”).
Il primo esame fu la Legislazione scolastica.
Il professore della commissione era un ispettore il quale, invece di chiedermi la spiegazione del libro, mi chiese i componenti del Patronato Scolastico.
Glieli dissi in maniera corretta, al che il prof. mi chiese a quale Direzione appartenessi e se in quel comune c’era il Patronato.
Gli risposi Direzione Didattica del comune di Caiazzo e che non c’era il Patronato.
Questo fu l’unico mio solo errore.
Non volle sapere più niente e, nonostante io lo implorassi ad interrogarmi sull’intero libro su cui ero molto ben preparato, mi licenziò aspramente mandandomi via.
Ahimé, anche quest’esame era inesorabilmente perduto.
Non fu però esattamente così. Si fece mezzo giorno, stavo lasciando la stanza d’esame, quando all’improvviso mi sovvenne un’idea brillante.
L’idea era buona; pensai: fra altri 2 anni devo comunque rifare quell’esame e allora fammi almeno rendere conto di quali domande vengono poste dai professori delle altre materie.
Mi sedetti quindi davanti al professore di Pedagogia, la materia che ho sempre odiato. La mia vera materia era invece la Metodologia.
Sapevo poi solo a memoria i Fattori e le Finalità dell’Educazione.
Il resto era solo vuoto.
Allora, con aria da strafottente, incrociai le braccia sul tavolo degli esami.
Tanto, non avevo nulla da perdere, in quanto ero più che sicuro che l’esame era comunque perduto e che non l’avrei potuto mai superare.
Manco a farlo apposta la domanda del professore fu:
“Mi parli dei Fattori e Finalità dell’Educazione.” –
Scattai all’indietro e per far sentire bene a tutta la Commissione ch’io ero ben preparato, incominciai a trattare l’argomento con voce ferma e con linguaggio aulico assumendo anche un atteggiamento da gran sapientone. Figuriamoci il saputello che ero…; sapevo di quella materia solo quell’argomento e per giunta solo a memoria.
Comunque, dopo più di mezz’ora, la professoressa di Diritto suggerì di andare a pranzo.
Allora il prof. rivolto a me disse: “Va bene! Va bene! Può andare!” ed io, sfogliando col dito i due volumi, risposi: “Professore!... e di questi miei due libri non mi chiede niente?” e lui, rivolto all’ispettore, esclamò: “Mi dica, se in uno Stato civile si chiudessero tutte le Scuole, che succederebbe?” ed io risposi: “Si ritornerebbe certamente ad uno stato primitivo e… come dice il Deveau…” –
Il professore mi fermò e disse: “Ho capito! Lei vuole per forza parlare dei due volumi. Io sono contento della sua preparazione. Può andare.” –
Se si guarda il mio certificato di idoneità, si noteranno questi voti:
scritto 31, orale 43.
Nel 1952 ero finalmente Vincitore di Concorso.
Morale: “Bisogna sempre far funzionare a pieni ritmi e senza alcun timore la propria testa, le proprie capacità di ragionamento e non lasciarsi mai sopraffare dall’indignazione e dalla depressione!” –

A tal proposito, mi ritorna in mente la bellissima e significativa risposta che Altea, una dolce piccola paziente di 6 anni, rivolse al suo medico che le chiedeva se avesse paura:
“La Paura e il Coraggio
son parole confinanti
ma con una torni indietro
e con l’altra vai avanti.”
Che dire…; è la pura e sacrosanta Verità! –
Queste poche, semplici e chiare parole sono d’insegnamento per tutti e valgono più di mille testi di autorevoli cattedratici.

Voglio riflettere ancora sul concetto della Vita e, dopo le bellissime parole di Altea, è doveroso ricordare le significative parole di Alex Zanardi, ricche anche queste di un profondo concetto del vero senso della vita:
“La Vita è come il caffè.
Puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi,
ma se lo vuoi far diventare dolce,
devi girare il cucchiaino.
A stare fermi non succede niente!”

E così dopo tanto, ma proprio tanto penare termino quest'episodio con l’anno 1952, raggiante ed orgoglioso per essere risultato finalmente vincitore di concorso come insegnante di ruolo.
Logicamente la vita continua con altri episodi, altre vicissitudini, tragedie, delusioni ed angosce, ma anche tante gioie e soddisfazioni.

Episodio XXX
Quando Madre Natura si vendica
Il "Crotalo" e i 3 "Serpentelli"
"Ladet anguis in erba!"

Durante e dopo la guerra '40 - '45 mi dedicai alla preparazione di molti giovani alla licenza media e all'avviamento professionale.
Ebbi centinaia e centinaia di alunni di ogni età.
Da premettere che prima del '40 per aprire un negozio e per esercitare alcuni mestieri bastava il certificato di 5° elementare.
La legge poi stabilì che la camera di commercio ed altri Enti potevano solo accettare i possessori di licenza media.
Come ho già accennato, gli iscritti provenivano da diverse città e paesi viciniori (Piana, Caiazzo, Ruviano, Alvignano, Pontelatone, Liberi, ecc., ecc.).
Nella preparazione avvisavo gli alunni che io non possedevo che il diploma di maestro nelle scuole elementari, ad intendere che, se commettevo qualche errore, ero giustificato.
Molti di questi miei alunni erano bravi, ma ce n'erano alcuni che non riuscivano a capire.
Durante detti anni di doposcuola si creò un'atmosfera benigna sul mio metodo d'insegnamento.
Mi volevano tutti bene, ad eccezione di alcuni che si dimostrarono pessimi.
Non vi parlerò certamente dei super dotati, in quanto quelli lì la strada se la scavavano con le loro sole forze, facendo affidamento esclusivamente ai loro alti meriti.
Ebbene, voglio evidenziare in questi miei scritti il disdicevole e vergognoso comportamento di tre miei alunni che mi rovinarono un’intera vita. Tre autentici serpenti velenosi.
Io, povero stronzo, abituato a dare sempre agli altri tutto il mio sapere, tutto il mio aiuto, tutte le mie perle di saggezza, non sono mai stato capace di farmi i fatti miei e della mia famiglia, strafregandomene del mondo.
In altri termini: "Chi s'è visto s'è visto; tu con dio per fatti tuoi; io con dio per fatti miei!" - Eppure mi rendevo perfettamente conto che, in questo mondo falso ed infame, il menefreghismo è l'unico modo logico di comportamento, ma non ne ero proprio capace.
A quei tempi, avevo avuto in Fagianeria, frazione di Piana, una scuola popolare di tipo C, cioè potevo iscrivere solo quelli che avevano già il certificato di 5°.
Il direttore della Cirio mi mandava a prendere con un calesse e poi mi riconduceva a casa.
Un mio alunno di Piana, Angelo Mastroianni, venne bocciato ed io lo iscrissi alla scuola in Fagianeria.
Una sera, si avvicinò Angelo con un suo compagno, dicendomi: "Questo ragazzo vorrebbe che voi lo iscriveste in Fagianeria per aggiornarsi." -
M'accorsi che costui aveva già una buona preparazione e l'invitai a fare gli esami di terza media.
Alcuni giorni dopo si presentò a casa un mio parente. Sua zia Margherita voleva che io lo preparassi. Per essere più breve e conciso li preparai tutti e due.
Chi? F. ed E. -
Agli esami di licenza media il mio parente fu bocciato e l'altro venne promosso.
Parlai con mia cugina consigliandola di far frequentare ad F.  il doposcuola da professori bravi e culturalmente più preparati.
Passarono degli anni e un giorno si presentò a casa in via Frumale l'altro ragazzo E., dicendo che la professoressa di lettere Pellegrino gli avrebbe messo al compito d'italiano 1 e che a settembre (4° anno) l'avrebbe bocciato.
Io, il solito cazzo che si prodiga sempre per gli altri, passai subito all'opera.
("Matti', fatti i cazzi tuoi e non ti curar degli altri!")
Ed invece NO!... -
Con santa pazienza lo feci salire dietro la mia Vespa 150 e ci recammo dalla Pellegrino, che io non conoscevo.
Con diplomazia, evidenziando le tragiche condizioni familiari del ragazzo, riuscii a commuovere la professoressa che aggiustò subito l'1 in 6 pieno.
In seguito si presentò il parente F. dicendomi che s'era preso il diploma di geometra. Gli consigliai di fare due anni di preparazione pratica dal geometra Torone, bravo ed esperto professionista.
La risposta di questo cretinetto fu: "Quello è ciuccio, non capisce niente! -
In seguito, lo chiamai per un frazionamento del terreno di mia moglie. Non sto qui ad elencarvi i tanti, ma proprio tanti errori madornali e le innumerevoli cretinate commesse da F., in quanto ci vorrebbe un capitolo a parte, estremamente lungo e stressante.
Alla fine, questo ciuccio serpentello pretese da me una pianta di casa di are 7 tra via Stazione Vecchia e via Laurelli.
Per mia sbadataggine (ma guardate un po' cosa mi combina la malasorte...) mi dimenticai che detta zonetta l'avevo già in precedenza promessa a Maria Falco (Maresca) la quale desiderava continuare la sua attività produttiva nel preparare ad arte il suo famoso e succulento "Soffritto".
Erano talmente bravi lei Maria e suo marito nella preparazione di questa pietanza, che ti facevano leccare finanche le dita.
Aveva costei diversi figli, ragazzi di principio però spesso in litigio tra di loro.
Due di essi, nel dopoguerra, espatriarono in Inghilterra e promisero alla madre di costruirsi la casa.
Negli anni '70, uno di questi figli, con voce alquanto alterata, mi venne quasi addosso gridando:
"Vi darei proprio uno schiaffo! Prometteste a mia madre la pianta di casa sulla strada Laurelli e invece l'avete venduta a vostro nipote!" -
Avevo colpa e chiesi scusa, però ci rimasi assai male di quella mia grave dimenticanza.
Andiamo avanti...; prima che si facesse l'istrumento del terreno "Camprianni" mi fermò un certo Mastrantonio di Casagiove, sensale, che mi disse: "Un maresciallo dei Carabinieri ha messo in vendita il suo appartamento, nei pressi della fontana pubblica e del mercatino, per 9 milioni di lire!" -
Facendo un confronto, pensai al mio appartamento in via S. Francesco, sempre a Casagiove, che l'avevo pagato l'anno prima 12 milioni di lire; rimasi quindi sorpreso di quel basso prezzo e il sensale sotto voce mi disse: "La figlia del maresciallo è incinta e l'amante vuole molti soldi per sposarla. Il maresciallo, per non "perdere il posto", ha preso la decisione di mettere in vendita l'appartamento ad un prezzo così basso!" -
E torniamo a noi..., agli affari che ti fanno perdere i "parenti"-
Il moccioso "serpentello" F., che m'aveva pregato di pazientare per dei "Buoni" in Banca con scadenza prossima, mi mise nella condizione di dover purtroppo dire al maresciallo che nel compromesso avrei inserito una postilla: "Compro se avrò tutti i soldi pronti!" -
Il maresciallo, alquanto sconcertato, ma senza batter ciglia,
si alzò di scatto e disse con voce ferma e decisa:
"Come non detto!" -
Il sensale si arrabbiò molto ed il 31 dicembre del '49, nel telefonargli, mi rispose:
"L'appartamento è stato venduto! Siete proprio un emerito Cazzo!" -
Passiamo adesso ad analizzare i guai che mi causò E., l'altro velenoso serpentello.
La casa che restaurai negli anni '80 prevedeva un acconto di lire 80 milioni  e 9 milioni per il progetto.
Mi rivolsi quindi al geometra E. per il progetto di restauro e lui mi rispose: "Il progetto non ve lo faccio pagare, però l'impresa la comando io!" -
Ingenuamente accettai la sua proposta  e questo fu un altro mio madornale errore che  commisi con un moccioso e fui da questo verme infinocchiato.
Mi portò un'impresa casalese che, ad onor del vero, si comportò sempre in modo onesto, leale e professionale, accontentandomi in tutto.
Il mocciosetto pianese invece fu con me particolarmente sleale, falso e disonesto.
Pretese da me il pagamento di ben 12 milioni di lire (la legge invece stabiliva un tetto massimo non superabile di 9 milioni per il progetto di restauro).
3 milioni dovevano poi essere dati al suo tecnico di controllo.
Un giorno venne a trovarmi un mio parente di Castel Morrone, impiegato del catasto e volle vedere il progetto di casa mia, nel quale veniva precisato che il compenso al direttore dei lavori non doveva mai superare i 9 milioni.
Incontrandomi con questo abietto essere, il moccioso E., gli chiesi la restituzione del non dovuto (3 milioni di lire), che mi fu sempre aspramente rifiutato.
"Matti', e vulut fa 'o fess e mo' futtete!" -
Madre Natura ha pienamente ragione a punirti. Nun te 'mparat ancora che te fa sulamente i cazzi tuoi e mai chille 'e 'llate.
Per non prolungarmi ulteriormente su altri inquietanti particolari, vi dirò soltanto che mi crebbi in grembo un autentico velenosissimo serpente.
Per avvalorare quanto affermo e rendere meglio l'idea del tipo di essere schifoso con cui ebbi a che fare, faccio presente che costui commise anche nei riguardi di altre persone tante infamie, ingiustizie e colossali errori.
Ad esempio non volle caparbiamente restituire 10 milioni di lire presi in prestito da suo cugino M. -
Fece poi firmare addirittura ad un semi disabile di Villa S. Croce una cambiale di ben 50 milioni di lire.
Ed ancora..., mi viene in mente proprio adesso mentre scrivo, quest'altra incredibile cattiveria commessa da questo lurido figuro.
Furtivamente trafugò degli importantissimi documenti dallo studio del geometra..., di cui non mi sovviene il nome, figlio del direttore dello stabilimento della società Cirio in Fagianeria, un affare enorme di oltre 1 miliardo di lire.
Avendo io conosciuto in parte alcune delle tante malefatte di quest'essere abietto, lo ricambiai allo stesso malefico modo.
Embe', una volta tanto, anch'io, al posto di subire, subire sempre, reagisco con cattiveria ad un mondo infame.
Un giorno, infatti, si presentò a casa mia questo E., in qualità di geometra dell'impresa, pensando di truffarmi facilmente.
Mi firmò su carta da bollo dei documenti di avvenuto pagamento di lire 3 milioni, ma io, trovandomi a casa mia, gliene diedi soltanto 1 e poi subito e con estrema decisione lo misi brutalmente alla porta.
E pensare che quasi tutti i cittadini di Piana conoscono molto bene quest'essere falso, lorcio e meschino, abitudinario di un vizio malefico sconcertante e lo disprezzano.
Dopo la carrellata di odiose malefatte dei 2 serpentelli (badate bene, ne ho citate solo alcune in cui la vittima è proprio il sottoscritto) passiamo adesso ad analizzare le mascalzonate e le vigliaccate del 3° serpentello.
Il "musone" (così lo voglio definire) un giorno si presentò a casa dicendo: "Professore, mi volete preparare per la licenza media e avviamento professionale?" -
Io, povero cazzo, con aria di buffone "fesso" esclamai: "Sì! Ti accetto volentieri come mio alunno ad una sola condizione, che mi togli il "voi" e il "professore"!" - Che idiota! -
Passarono gli anni e ci mettemmo tutti e due in politica.
Ed ecco verificarsi puntualmente la solita doccia fredda, anzi ghiacciata che mi cade sempre addosso dopo aver fatto il bene altrui.
Questo falso amico, questo moccioso vermiciattolo, dopo tutto il bene che gli avevo fatto (Matti' fottiti...) ebbe la spudoratezza di mettersi d'accordo col sindaco dell'epoca e sotto sotto mi misero contro l'intera popolazione pianese, accusandomi di orrende infamie e di aver scritto lettere anonime minatorie contro i politici locali.
Io, il solito ingenuo, assolutamente non adatto alla politica, non tenni conto che loro avevano alle spalle un senatore potente, al quale interessava solo avere sempre più voti e pieno appoggio elettorale ad ogni elezione politica. Il crotalo ed il musone vermiciattolo, fecero di tutto per architettare ad arte delle prove schiaccianti contro di me e farmi condannare.
Non sto qui a dilungarmi nei tantissimi ignobili, vergognosi e contraddittori particolari dell'intera vicenda.
In conclusione quei due piezz''e mmerd: il crotalo e il "musone" serpentello riuscirono nel loro intento e  fui condannato innocentemente per fatti del tutto estranei alla mia persona.
La sentenza: "Tre anni di reclusione, pena non ascrivibile nel casellario giudiziario, perché non sussistono precedenti penali!".
E qui ci vuole nuovamente il solito improperio di "mea culpa":
"Matti', te lo ripeto, si proprio nu Cazzo! Te ne sei uscito dalla politica? Sì! E allora perché non ti fai i cazzi tuoi! La politica la devi abbandonare completamente e, per favore, non fare altre cazzate. Non metterti con i politici all'opposizione contro il Phidalgo Crotalo." -
Allora, riprendiamo l'obbrobriosa discussione sulla sozza politica pianese.
Ebbene, durante quel fatidico periodo si dovette redigere il Piano Regolatore.
Che vi devo dire...: "Un'altra terrificante MAZZATA!" -
L'amministrazione comunale dell'epoca prese accordi con un certo architetto di Salerno affinché preparasse un Piano Regolatore, dietro compenso di 7 milioni di vecchie lire.
Durante l'apertura del progetto, il Crotalo e il consiglio comunale unanime, decidevano a loro piacimento ed interesse il tipo di zona da assegnare ai vari terreni.
Es. zona A, zona B, zona C, ecc., ecc. -
L'architetto segnava soltanto; i consiglieri ed il sindaco crotalo redassero il Piano Regolatore, tenendo conto solamente dei loro scopi ed interessi personali.
Ed io? - Povero me! Mi distrussero.
Pochi anni dopo che fu redatto il "Piano delinquenziale",
un giovane mio collega, sorseggiando il caffè con detto architetto nella caffetteria  e Zi Peppe Senese, al centro tra via Roma e via Progresso, mi riferì di alcuni punti salienti della discussione.
"A me l'importante è che questi scervellati politici mi diano i
7 milioni  che m'avevano promesso e poi chi s'è visto, s'è visto. Me ne fotto un cazzo. Dimmi tu, hai un po' di terra? Bene! Te la faccio subito Zona B di costruzione."
Per avvalorare quanto ho detto sulla delinquenza di tutta quella ciurma politica del mio paese, mi spiego: "A partire  dall'incrocio di via Polizzano e via Croce Cornieri è tutta zona B. Solo alla mia fu artatamente messa zona C!-
Eppure il  mio terreno ha due strade provinciali: via Croce Cornieri e via Polizzano ed  è la zona pianese più' bella.
Che miserabili, sono quasi tutti morti.
"Vigliacchi! Che siate dannati in eterno!" -
Morale: "Mai dare le proprie perle ai porci!" -
"Margaritas ante porcos!" -
Dopo questa veritiera dissertazione in merito al mio lungo e travagliato curriculum vitae, basato su esperienze di vita realmente vissute e patite dal sottoscritto, mi sento particolarmente orgoglioso (anni 94) di tutto ciò che ho scritto nei miei libri, pamphlet, nei siti internet, ecc., ecc., -
Ed è la pura sacrosanta Verita'! -

Cordiali Saluti e Grazie!

Piana di Monte Verna (CE), 01/01/2017

                                                                      Il sottoscritto
                                                                  
                                                               Cammarota Mattia


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