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Riflessioni - 2016

Reminiscenze del passato, per cercare di capire il presente e sperare in un futuro migliore.

Martedì, 29 novembre 2016

LEGGI, USI E COSTUMI DEL POPOLO ITALIANO
STORIE ABERRANTI DI NORMALE FOLLIA ITALIOTA

C’era una volta, tanto, tanto tempo fa, nel Paese delle Meraviglie (Once Upon a Time in Wonderland), un popolo italico fiero, orgoglioso, dignitoso e ricco di tanti splendidi valori, rispettati, onorati ed apprezzati in tutto il mondo.
Nella nostra epoca attuale, invece, è avvenuto un totale cambiamento di tutto ciò che eravamo una volta e cioè la completa perdita di ogni forma d’onore, valore, carattere e personalità.
Siamo diventati una massa amorfa e senza senso, meritando sicuramente quell’appellativo dispregiativo molto in voga in questa nostra sozza epoca: ITALIOTI.
E’ come una sorta di orribile Maledizione: il Mondo va alla rovescia. Fantasticando un pochino con la nostra mente potremmo pensare di essere entrati improvvisamente alla velocità della luce in un tunnel spazio-temporale e, attraversando un enorme buco nero, essere usciti in un altro Mondo, un Mondo opposto al precedente.
Basta! Finiamola di essere italioti e restiamo alla cruda realtà di oggi in questo evidente caotico e contraddittorio mondo.
Certo è che un famoso proverbio napoletano, frutto della saggezza dei nostri avi, recita:
E’ gghiuto ‘o ccaso ‘a sotto e ‘e maccarune ‘a coppa!” –
E’ la pura e sacrosanta verità di una sconvolgente metamorfosi in negativo della società odierna...! -
Alla mia bella età di 93 anni e 9 mesi, posso affermare con estrema franchezza di averli vissuti intensamente in due periodi storici, quello della monarchia con i savoiardi e quello della repubblica con i vari presidenti.
Madre Natura mi ha dato la grande facoltà di osservatore.
Mi è sempre piaciuto sapere ed apprendere tutto ciò che il mio piccolo mondo mi ha concesso.
Ebbene, voglio adesso mettere in chiaro alcuni fatti importanti di questi giorni.
Tutti sanno o meglio sappiamo che gli italiani (pardon gli “italioti”) di questa repubblica si cimentano a superarsi l’uno con l’altro.
E non parlo dei giochi, concorsi, gare, rebus, ecc. che hanno ormai saturato in maniera pazzesca ed allucinante l’intera società e tutti i mass media, ma parlo delle innumerevoli incongruenze ed illogicità varie esistenti nella nostra nazione.
Fino a poco tempo fa alcuni noti organi d’informazione hanno scoperto e diramato delle notizie incredibili e cioè l’esistenza nel nostro strano paese di tanti pensionati d’oro che percepiscono cifre esorbitanti (80 - 90 – 100 ed oltre… mila euro netti al mese).
Notizie da far accapponare veramente la pelle (ed anche con giramenti di palle…) ai tanti cittadini poveri cristi costretti a tirar sempre la cinghia per sperare di arrivare indenni senza debiti a fine mese e pagare le innumerevoli odiate ed ingiuste tasse imposte da uno Stato sempre più ladro…-
C’è stato, di conseguenza, una critica spietata dopo la diramazione della notizia da parte dei mass media dell’esistenza di questi Super Paperoni dell’Alta Casta, ma che dico dell’Alta Schiatta.
Ma chi cazzo abbiamo in Italia?
Tanti Kaiser, Imperatori, Principi, Sovrani, Re, Patrizi, Innominati, Faraoni, Re Sole, Nababbi, Pascià, ecc., ecc.; tanti Stronzi senza alcun titolo nobiliare, senza alcun merito, senza alcun valore, autentici “pezziente arresagliute” che introitano somme ingenti di danaro in modo truffaldino ed illegale e, nonostante ciò, hanno anche l’ardire e la faccia tosta di continuare imperterriti a rubare dalle Casse dello Stato alla massa dei poveri cristi.
Onorevoli, ministri, presidenti, parlamentari, politici, ecc., ecc.: nun se ne salva nisciune…; so’ tutti MARIUOLI!!! –
Torna sempre attuale quella famosissima scena del film “Miseria e Nobiltà” col grande, l’unico ed inimitabile Totò: “… ma che cosa sono seicentomila lire…, ma chi le ha viste mai… no, dico, ma chi le ha viste mai in contanti,… perché noi adoperiamo gli chec, degli chec lunghi così…”-
E poi, quasi a chiusura del film, mi viene in mente quell’altra stupenda scena: “Ma dove sta il Principe…; voglio vedere il Principe…; e fatemi vedere il Principe!!!...” –
Torniamo alla drammatica situazione italiana che si fa sempre più tragica per colpa di questa putrida classe politica che ha affossato completamente la “Meritocrazia”, privilegiando esclusivamente la “Partitocrazia”.
La mia opinione in merito è che so’ tutti “pezziente arresagliute” che credono d’esser delle divinità intoccabili ed immuni da qualsiasi colpa. "So’ comm’ ‘o perucchio ch’è caruto ntà farina se n’è gghiuto ‘e fummo!”-
Allora, dovremmo tornare tutti quanti alla Natura Bella, alle strabilianti creazioni chiare, limpide, pure e semplici di Nostra Madre Natura, che non finisce mai di stupirci per la sua grande vitalità nel risorgere sempre dalle macerie, malgrado il trattamento disumano ed insensato che Lei, la Natura è costretta a subire per colpa della Bestia Uomo.
La meravigliosa magia del mio tanto adorato, amato e desiderato orticello ha dell’incredibile, malgrado il trattamento disumano ed insensato subito dall’obbrobriosa Bestia Uomo, in questo caso mi riferisco al Consorzio Idrico Terra di Lavoro di Caserta e a tutte le altre istituzioni attaccate al Carrozzone politico che, come al solito, fanno sempre orecchie da mercanti.
A tal uopo, voglio citare il mio particolare caso di ingiustizia da parte di enti irresponsabili ed incompetenti:
“Tanti anni fa, una buona parte del mio orticello fu espropriata abusivamente da detto Consorzio per far passare la condotta idrica. Da allora convivo io e la mia famiglia in un’area a grande rischio di dissesti idrogeologici con tanti disagi, mortificazioni, allagamenti e pericoli di catastrofi per scoppi improvvisi con lavori incompiuti, squarci, rotture del mio muro di contenimento mai ripristinato, voragini lasciate a cielo aperto, scollamenti continui di una condotta vecchia, fatiscente e costruita malissimo.
Ed ecco la Magia, il Miracolo, la Meraviglia delle Meraviglie: il mio caro orticello non si è perso d’animo e, nonostante i torti subiti e che continua a subire, continua a produrre frutta, verdure e tantissimi altri prodotti vegetali, genuini al 100%, profumati e saporiti, delicati, ma ricchissimi di sostanze assolutamente naturali.
Le pietanze, grazie al mio orticello, che riesco a preparare per me ed i miei genitori ogni giorno hanno un qualcosa di celestiale, di divino e ti rendono la vita bella.
Ahaaa… che bellissime giornate passate con i miei…; dopo ogni pranzo ci sentiamo tutti sereni, contenti ed orgogliosi del nostro orticello, dimenticando i disagi della vita.
Eh afangulooo tutti quanti…; noi siamo sazi, sorridenti e scherzanti… -
Questo è vivere realmente…; questo è il bello della Vita…-
Madre Natura ci ama, ci rispetta e si prodiga per farci stare bene e noi dovremmo fare altrettanto: amarla, rispettarla e curarla.
Riprendiamo il discorso precedente sui Paperoni super pensionati d’oro da 90 e passa… mila euro netti al mese e confrontiamoli con quella massa di “piccoli” e “miseri” impiegati, lavoratori e pensionati che dopo una lunga, dura e sudata carriera di oltre 40 anni di servizio percepiscono una minuscola pensione da fame, una briciola, un’elemosina inferiore attualmente ai 1000 euro lordi al mese.
Badate bene: non sto citando le tante pensioni minime esistenti nel nostro illogico ed ingiusto paese. La paga è talmente bassa e ridicola che mi sento in grande imbarazzo solo a scriverla in questi miei scritti e mi viene in mente la scena straziante di quella povera vecchietta pensionata al minimo, costretta a piluccare nei sacchetti d’immondizia in cerca di qualcosina da mettere in bocca. Colpa di uno stato canaglia e LADRO.
La domanda sorge spontanea:
“Ma come cazzo fanno quei Paperon de’ Paperoni a percepire quell’enorme pensione d’oro? Devono avere uno spiccato senso degli affari come il loro omonimo dei fumetti? No! Non è questo il motivo!” –
Allora, pensi e ripensi, ma la risposta giusta non viene mai.
Mi scervellavo inutilmente e mai riuscivo a dare una spiegazione logica.
Poi riflettendo su fatti del mio passato ho finalmente compreso tutto il “pasticciaccio” della nostra sporca repubblica.
Esempio: un politico o pezzo grosso conoscitore di tanti pezzi grossi ha un figlio alquanto asinello a scuola, mentre un altro genitore (normale cittadino) ha un figlio bravo a scuola, intelligente e serio.
Il primo dei due papà dice al proprio figliolo: “Non ti preoccupare di nulla, pensa a laurearti che a tutto il resto ci pensa papà!” –
Il secondo papà è molto orgoglioso di avere un figlio pari ad uno scienziato, intelligente, onesto, studioso e virtuoso.
Ebbene, passano gli anni ed i due dottorini festeggiano.
Dopo la dovuta libagione, il papà dell’uno e dell’altro dicono (provincia di Caserta):
“Figlio benedetto, recati dal giornalaio di Piazza Margherita (Caserta) e compri la Gazzetta Ufficiale ove ci sono tutti i concorsi che si possono fare!” –
Nella Gazzetta si legge: concorso a progettista e dirigente nella linea ferroviaria Napoli – Piedimonte Matese. E poi fai il concorso come professore universitario; poi come dirigente di quell’ente e poi… e poi… e poi il resto si vedrà…-
I genitori sono contenti e fiduciosi dei loro figlioli, ma in uno stato balordo che premia ed accetta le raccomandazioni di partito e dei pezzi grossi e nello stesso tempo nega ed annulla ogni forma di valore meritocratico, chi riesce a fare carriera?
E’ logico che il figlio del politico pezzo grosso, nonostante le sue gravi deficienze mentali, ha la meglio sull’altro giovane, figlio di un normale cittadino, malgrado i suoi alti valori intellettivi e morali.
E poi, parliamoci chiaro, le leggi vengono approvate sempre ad immagine e somiglianza del politico di turno che va al governo: le cosiddetti “Leggi ad personam”.
Ed allora il figlio prediletto del politico riceverà diversi stipendi, paghe, introiti, finanziamenti, contributi, ecc., ecc. in base alle sue tante nomine, mansioni, titoli, ecc., ecc. ed alla fine, per via dei tanti accumuli ricevuti da più parti (roba, ripeto, consentito solo a Loro, all’Alta Schiatta Politica e non a noi, miseri mortali…) avrà una pensione d’oro da 90 e passa… mila euro netti al mese.
Altro che Supereroi dei fumetti…: Flash, Superman, Batman e company sono niente in confronto ai “superpoteri” di questi stronzetti privilegiati, figli di politici e pezzi grossi, destinati ad introitare fiumi di danaro senza fare un cazzo ed avere alla fine delle loro tante carriere mai svolte, anche un’enorme pensione: una pensione d’oro alta, altissima, sempre più alta…-
La Magistratura, la Finanza, le leggi o le tante critiche che si levano dal popolo, non possono farci niente ed il Pensionato d’oro, dall’alto della sua pomposa “magnificenza”, esclama:
“La legge dice ch’io posso, dietro svariati concorsi vinti, esercitare tante diverse professioni e quindi voi non potete togliermi nulla, neppure un centesimo e poi… me ne fotto degli altri che schiattano nella miseria…- La mia pensione d’oro è un diritto da me acquisito regolarmente e… non si tocca…!”
Passiamo adesso ad un altro esempio, questa volta non di un pensionato d’oro, ma di un autentico lestofante, accanito imbroglione che, avvalendosi del suo posto (abuso di potere) nell’Ufficio pagamento consumo idrico, Servizio di Tesoreria Acquedotto del Comune, escogita un perverso piano a danno del cittadino. Il furbacchione impiegato, per aggirare la legge dei 5 anni, già insensatamente diversa tra Stato e cittadino, s’inventa un macchinoso, incompleto ed incomprensibile riesame delle ricevute di pagamento registrate da oltre 10 anni e, in base ad una verifica tra bollette non registrate, non pagate, del dovuto e non versato, con l’aggravio finale di more, sanzioni, spese, commissioni, interessi, notifiche, iva, sollecito, ingiunzione, ecc., ecc., invia al malcapitato povero cristo cittadino del suo paese una multa di oltre 400 euro per l’acqua non pagata nell’anno (es. 2010).
Il cittadino, dopo tanto cercare, riesce finalmente a trovare la ricevuta di pagamento di 6 anni fa e tutto, in un certo senso, s’aggiusta, a parte i disagi del povero cristo.
Ma quante, quante altre persone, dopo tanti anni, smarriscono la ricevuta? E, di conseguenza, sono costrette a pagare una seconda volta e…? E poi, e poi, e poi come non tener conto delle innumerevoli e snervanti vie crucis tra i vari enti, che, da veri stronzi, adottano il solito sporco vizio dello scaricabarile, impastocchiando ancora di più il cittadino con nauseanti e cretinesche giustificazioni! –
Che mondo carogna, putrido, viscido e perverso…!!! –
L’impiegato del Comune Servizio Tesoreria acquedotto consumo acqua deve per legge avere a disposizione un registro apposito, una sorta di archivio telematico e cartaceo, tipo anagrafe, nel quale ha l’obbligo di segnare in ordine progressivo l’avvenuto pagamento di tutti i tagliandi del debitore.
Invece, l’intrepido impiegato del servizio di riscossione comunale, delinquente e truffatore (non ci dimentichiamo che ci troviamo nel solito paese di merda…) si FOTTE i soldi versati dai contribuenti senza segnarli nel registro e senza versarli e poi, poi, dopo 5, 6, 7 anni invia le solite cartelle di pagamento, seguite dal sollecito e ingiunzione, con altri aggravi per il povero cittadino, che non trovando più la ricevuta di pagamento è costretto di nuovo a pagare e…, così via… la storia si ripete anche per altri poveri cristi, sprovvisti dopo tanti anni della fatidica ricevuta. Se poi il cittadino va al comune a chiedere chiarimenti e verifiche del suo stato di pagamento, questi impiegati sozzi e ipocriti se ne escono con le solite scuse idiote come quelle di scaricare le colpe su altri enti oppure che le poste non hanno ancora provveduto al versamento, oppure che i terminali telematici devono essere aggiornati con nuovi programmi, ecc., ecc., ecc. –
E finisce lì il vizietto di truffare?
Nooo! Giammai! I furbacchioni impiegatelli comunali fanno passare un po’ di tempo per poi tornare subito alla carica con altri perversi trucchetti, dando i soliti ipocriti consigli al contribuente e poi, dopo alcuni mesi o anni, ritornano all’arrembaggio con l’invio della stessa o di altre pazze cartelle di pagamento e la sagra del “FOTTI FOTTI” continua…-
Morale della favola: su una popolazione (ad esempio) di 10mila abitanti, per lo meno un migliaio cadono nel tranello e, dato che la Matematica non è un’Opinione, ma una scienza esatta, su una media di euro 400 da versare per la seconda volta moltiplicati per 1.000 fanno 400 mila euro che entrano gratis lisci lisci in saccoccia.
E la medesima lordura avviene anche per tanti altri debiti e tributi da versare da parte del povero contribuente.
E così l’impiegato, ritornando a casa esclama:
“Guagliò, l’anno prossimo anche noi ci compreremo una splendida villa a mare!” –
Diceva Berthold Brecht:
“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente!” –
Delinquente e ladro è certamente, senza alcun dubbio, il meschino impiegatuccio comunale che ruba i soldi dei contribuenti affermando poi candidamente di non aver mai ricevuto i dovuti pagamenti.
A tal uopo, per rendere più chiaro il concetto, faccio un paragone:
“Comprai un pezzetto di formaggio fresco e, volendolo seccare, lo misi in un piccolo apposito cestello di legno, detto nel linguaggio popolare “’a fuscella”, allo stesso modo di come faceva mia madre. Purtroppo mi dimenticai di salarlo.
L’appesi quindi con un gancio ad una sbarra del mio granaio ove si appendeva la salsiccia fresca.
Ebbene, dopo una quindicina di giorni andai a tastarlo per essere certo che s’era seccato a dovere.
Ahimé, una bruttissima sorpresina mi attendeva: al posto del pezzo di formaggio vidi brulicare migliaia e migliaia di vermiciattoli bianchi che erano nati nel formaggio e se l’erano divorato tutto.
Il confronto è chiaro: i vermiciattoli sono questi loschi “figuri” del Comune che rubano i soldi versati dai contribuenti; il formaggio rappresenta invece la massa dei cittadini che, ingenuamente fiduciosi delle istituzioni, non hanno conservato le ricevute di pagamento e si trovano alla fine a pagare di nuovo somme ingenti di debiti.
Questo è il mio paese, dove c’è un sole che puoi godere, un cielo azzurro che ti incanta, un mare splendido e… un bel giardino (il mio adorato giardino) ove tanti fiori, tanti frutti e tante piante ti offrono spontaneamente il  loro profumo, sapore e benessere.
Che peccato che il 90% di questo paese marcia sul marcio, senza rendersi conto che il Male si ripercuote, come un boomerang, sempre su colui che lo fa.
Calzano a proposito questi due proverbi napoletani:
“Lo male è di chi lo sente, non di chi passa e tene mente!” -
“Chi ride d’’o mmale ‘e ll’ate, ‘o ssujo sta arret’ a’ porta!” -
Nessuno, dico e ripeto, nessun individuo al mondo, di qualunque colore, razza, religione, politica, usanza, ecc., ecc. può considerarsi superiore o inferiore ad un altro individuo. Non si può e non si deve mai denigrare, calunniare, infamare, screditare, prendere per i fondelli, ironizzare su altri esseri viventi. Tutti siamo uguali nel mondo, in quanto figli di Nostra Grande Madre Natura.
A tal proposito, mi rimangono particolarmente impresse nella mente le parole del maestro cinese di kung fu Ip Man nell’omonimo film di arti marziali dopo la sua vittoria su Twister, il campione inglese di box:
"Salve! La vittoria di oggi non voleva dimostrare che il kung fu è una disciplina migliore della boxe; quello che voglio dire è solo che, nonostante le persone siano diverse, tutti quanti abbiamo pari dignità e pari valore. Spero davvero che da questo momento potremo iniziare a rispettarci tutti reciprocamente. Questo è tutto! Vi ringrazio!" –
Termino questa mia dissertazione riflessiva, augurandovi, come sempre, Buona Lettura, tanta serenità e, mi raccomando, “rispetto reciproco”, sempre e comunque, ma soprattutto senza quelle inutili, nauseanti, ridicole e stomachevoli classifiche razziste, tanto di moda oggi nel folle turbinio collettivo di quegl’insensati giochi, gare e concorsi italioti.

Cordiali Saluti e Grazie, Mille volte Grazie…!!! -

Alla prossima… -

___oOo___

Martedì, 22 novembre 2016

NOTA INFORMATIVA

(A scanso di qualsiasi equivoco, (dato il tipo di elementi a cui mi rivolgo) io sottoscritto faccio presente che in tutti i miei scritti:
“Ogni riferimento è da ritenersi puramente casuale.”-
“Chi vuol capire, capisca…; chi, invece, prende lucciole per lanterna…, e mbè, so’ fatti suoi…”-)

Oggetto: 'E ccére se strujeno e 'a prucessione nun cammina!

Ma la volete smettere una buona volta e per sempre di fare orecchie da mercanti e di impelagarvi in discussioni oziose, vani cavilli burocratici e dispersive chiacchiere che non portano mai a nulla di concreto e danneggiano sempre i poveri cristi cittadini???

Notizie di ordinaria lordura: “Venite, venite gente! Accattateve ‘O Cicerinello (‘o capo do guverno) frisco, frisco di giornata e tengo pure ‘A Madrina (chella da riforma custituzionale) piscata pur’essa fresca, fresca di giornata! E che vulite ‘e cchiù…!?”
Allora, da un bel po’ di tempo a questa parte, l’unica cosa di cui si parla e che riempie le prime pagine di tutti gli organi d’informazione, mass media, stampa, tv, internet, ecc., ecc., obliando completamente tutti gli altri problemi italici, è la questione Referendum Sì o No del 4 dicembre 2016.
Tutti ne parlano esibendo pomposi e saccenti le proprie idiozie da veri ed autentici italioti, ma nessuno alla fine ci capisce mai un cazzo…-
Accendi la tv e su tutti i canali vengono trasmessi i soliti nauseanti talk show con le solite nauseanti facce di opinionisti del cazzo, tutti presi e concentrati su discussioni anche a volte molto animate, incentrate solo e soltanto su questo cazzo di Referendum. Accendi poi il computer per trovare qualcosa di più interessante ed invece su tutti i social network avviene la stessa identica sozza brodaglia trasmessa anche dai canali televisivi con commenti ad capocchiam, opinioni a vanvera, chiacchiere inutili sempre e solo su questa merda incomprensibile del Referendum, tutto per apparire, per esibirsi, per mostrarsi in pubblico con il titolo di vero “Italiota” ben stampato in fronte.
Come se in Italia l’unico problema da tenere in considerazione fosse solo quello del votare Sì o No al Referendum del 4 dicembre 2016.
Ma in che cazzo di mondo balordo, incivile e bastardo viviamo?
Ci siamo dimenticati che il sisma ha di recente colpito violentemente e continua anche adesso a far sentire le sue violente scosse nelle regioni del Centro Italia?  Ci siamo dimenticati dei tanti sfollati terremotati che hanno perso tutto e sono tuttora in preda a panico, rabbia e disperazione? Ci siamo dimenticati degli alluvionati, delle trombe d’aria, dei tanti disastri che sono avvenuti recentemente in tutta Italia? Ci siamo dimenticati dei migranti, dei tanti innocenti che affogano nel mare? Ci siamo dimenticati dei tanti che attraversano le nostre frontiere senza controlli? Ci siamo dimenticati di tutti i profughi, extracomunitari che fuggono da luoghi di guerra o di altri figuri con ben altri motivi che entrano illegalmente nelle nostre terre? Ci siamo dimenticati delle mafie, delle varie organizzazioni criminali, degli scafisti senza scrupoli e di tutta quella miriade di gravissimi e vergognosi problemi indegni di una nazione che impropriamente si definisce “civile” e che affliggono ogni santo giorno sia i nostri cittadini italiani e sia tutti quelli che vogliono lavorare e mettersi in regola con le nostre leggi??? Ci siamo dimenticati che il “MALE” nella nostra “Italiota” è una gigantesca piovra che avvolge nelle sue spire letali tutte le istituzioni? Ci siamo dimenticati che in Italia (e la chiamano pure Italia Unita: che grande cazzata…) è tutto “MALA”: Malaunità, malgoverno, malagiustizia, malasanità, malavita, malaffare, malaburocrazia, malaparola, malafede, mala-informazione, malaassicurazione, malatassa, malamorte, mala-amministrazione, malapolitica, malasorte, malapaga, malaparata, (mala tempora currunt) ecc., ecc., ecc.!!! -
Vai nei negozi, nei supermercati, negli uffici pubblici e privati, nei luoghi di lavoro, di ritrovo, ecc., ecc. e senti solo discutere di questo cazzo di referendum Sì o No! Che noia! Che palle!
E’ un mondo che cade in rovina, che si rompe in mille pezzi e tutti, istituzioni politiche e popolo s’interessano solo di un Referendum incomprensibile e con tantissimi lati oscuri. Sappiamo tutti molto bene, in base alle nostre amare esperienze subite in passato che, comunque vada, i politici faranno sempre quello che vogliono loro, strafottendosene del popolo non pèr servirlo, ma per servirsene.
Ma la cosa grottesca e veramente ridicola, odiosa e vergognosa è che si versano fiumi di parole, parole, parole, ma alla fine nulla si comprende e, come al solito, come sempre è capitato anche in passato, la confusione resta sovrana nell’ignoranza generale ed il popolo pecorone, esibizionista ed italiota resta sempre buggerato e tartassato dall’Alta Schiatta Politica! -.
Ed allora anche in questo caso ritorna sempre attuale il famoso grido forte, forte a squarciagola del celebre film “Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo” : “Ehi, biondooo…! Lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima puttanaaa…!” –
‘A sto’ punto, vulesse dicere n’ata cosa: “… E si ‘o terremoto è peggio d’’a tromba d’aria (e peggio ancora so’ ‘a famma, ‘a sgabbia, ‘a malatia suspetta e…), niente ‘e tutte chesto è periculuso quanne ‘sti politece ‘e sfaccimme che fanno talmente tanto schifo ca cchiù schifo nun se po’, zoè fanno cchiù schifo d’’o schifo!” –
‘O tu…, sì, dico proprio a te, ragazzotto ignorantello che occupi senza alcun merito quel posto, non te la prendere se ho osato redarguirti su fatti tragicomici che mi sono capitati e che mi hanno purtroppo danneggiato sia economicamente (espropriati ettari 2 di terreno da politici incoscienti e disumani) e sia moralmente (condanna penale non ascrivibile nel casellario giudiziario perché non sussistono precedenti penali).
Lo so, tu vorresti sapere come si sono svolti i fatti.
Ti ragguaglio brevemente.
All’epoca del Piano Regolatore, i politici locali nominarono un architetto salernitano, il quale confabulando con un mio collega nella caffetteria di zi’ Peppe Senese, esclamò: “Io faccio quello che loro (i politici) mi dicono di fare: zona B, C, D, F,…- L’importante è che essi mi pagano i sette milioni che m’hanno promesso. A proposito, se hai del terreno, ovunque esso si trovi, lo segnalerò terreno di zona B (costruzione) !” –
Nell’ultima riunione, l’architetto succitato stese sul tavolo consiliare il piano regolatore e il “Phidalgo” esclamò: “Qui, qui, su questo fondo della moglie dobbiamo inserire l’Ambulatorio Comunale!” - Ambulatorio che poi non fu possibile costruire perché la legge stabiliva oltre 5.000 abitanti. In seguito al suo posto fu costruito l’Asilo.
Poi, il miglior moggio di terreno sito tra via Croce Cornieri e via San Martino fu considerato zona C. Ora ci sono le Case Popolari.
‘O tu ragazzotto, che altro vuoi sapere? –
Eh già,  ora sei arrivato tu fresco, fresco e mi chiedi documenti storici da capogiro.
Esco dai gangheri e grido: “Ma che cazzo vuoi? Il muro è pericolante e tu, al posto di intervenire per ripristinarlo e metterlo in sicurezza, parli di cartacce, di accertamenti, di cazzate varie?” –
Ti ho forse tediato? Mi sono rotto di fare sempre il pietoso! –
Ehi tu! Ragazzotto ignorantello, ascoltami bene. Tu hai a che fare con un uomo con le palle e sai cosa ti dico: Tu e l’amministrazione appartenete a quella caterva di ridicoli personaggi che solo per aver sbirciato su libretti a fumetti avete la prosopopea di definirvi addirittura persone dotte. Non sapete che la vostra mente è angusta ed agnostica. Tutt’al più voi potreste sgusciare con la purezza dell’ignavia, ma sarete sempre ridicoli personaggi.
Io, invece, in qualità di autentico cittadino pianese, chiedo alle istituzioni aiuto e protezione e tu geometra parli di cartacce?
A questo punto sono costretto a paragonarti a quel bambino che voleva prosciugare il mare servendosi di una piccola conchiglia trovata per puro caso sulla spiaggia.
Basta piagnucolare…; è tempo ormai di ridere a crepapelle sulle tue lunghe e grosse fesserie!

HIII’ COMM’E’ FESSO ‘O CANE MIO…!

Fesso ‘o cane mio??? – ‘O cane mio è sacro, sacro, sacro, e devono passare su di me per prendersi 'o cane mio.
E che cazzo stamme a fare?
'E pippe (...) continuano a prendere a schiaffi 'i tabaccariii (…) -
‘O ciuccio nun vo' mai vevere e quindi haje voglia d''o siscà... –
Ce sta pure ‘o tardo ‘e cumprendonio che nun se smove manco se… e po’ tutte chella mandria ‘e cape ‘e chiove attuorno che, tuoste, s’ammoccano sempe ‘e strummuliate de politece faveze e mappenare…-
E che maniere so' queste???
E che cazzo???
Ma, dico io, si può continuare ancora a vivere in quest’assurdo modo avendo sempre un’enorme Spada di Damocle che pende sulla testa, in attesa che avvenga, da un momento all’altro, la prevista catastrofe?
Dagli “altri” ricevo solo e soltanto chiacchiere inutili e promesse al vento (“Blowin’ the wind” di Bob Dylan); poi, come se non bastasse, anche calunnie, bugie e infamità di ieri, oggi e domani pure!
L’eroico soldato borbonico di Gaeta:
“Nfamità, nfamità, signore mio!
Nfamità grosse, sott'all'uocchie 'e Dio!”

E che cazz'e paese è questo?
ALLOOORA…, I PROBLEMI SONO SEMPRE QUELLI, SEMPRE QUELLI,. RIPETERE, RIPETERE SEMPRE FA BENE, MA POI I FATTI, CI VOGLIONO I FATTI, NON QUISQUILIE, NON BRICIOLINE, NON FALSITA' PER SALVARE ALMENO IL SALVABILE.
IN UN PROGETTO COMPLETAMENTE SBAGLIATO NON SERVE CAMBIARE DI POSTO SOLO UNA VIRGOLA PER FAR FESSO IL DANNEGGIATO, MA SERVE CAMBIARE TUTTO IL PROGETTO, TUTTO L'AMBARADAM, TUTTO IL SISTEMA E AL PIU’ PRESTO POSSIBILE, IN QUANTO DI TEMPO SE NE E’ SPRECATO GIA’ TANTISSIMO.
Lo so, sarebbe impensabile ripetere l’incredibile organizzazione, efficienza, precisione e rapidità da vero record mondiale del periodo borbonico, come pure sarebbe inimmaginabile nella nostra Italiota che ci ritroviamo ora, ripetere l’incredibile velocità e perfezione nel Giappone attuale in cui in appena 48 ore è stata completamente riparata a regola d’arte ed aperta al traffico un’enorme strada precedentemente collassata con una voragine larga 30 metri e profonda 15 metri.
Purtroppo noi viviamo tra italioti, stenti, bave, risucchi e sberleffi in un’altra epoca e in un altro mondo in cui le cose non solo vanno a rilento, ma non si fanno affatto.
Eh già… si è capito molto bene che… giri, rigiri e ancora giri la patata bollente, il risultato rimane sempre quello e cioè zero assoluto e i conti non tornano mai, fino a che accade improvvisamente l'imprevedibile (anzi, quello che il sottoscritto aveva previsto...) e, logicamente, per un terrificante effetto domino automatico e irreparabile, tutto cade in rovina...-
O voi amministratori, che fate? Siete sordi? Come tutti gli altri Enti? Eh già..., capisco, capisco, vi grattate a vicenda le..., nella "similitudine" della mandria.
Scrollatevi da tale torpore! Svegliatevi! Agite! Salvatevi da detta vergogna!
E ripeto: “VERGOGNAAA!!!” -
Provvedete subito, prima che sia troppo tardi, prima che la mano vigliacca dell’uomo, più di quella del tempo, acceleri in maniera irreversibile la distruzione completa.
A questo punto, bisogna che io faccia una semplice riflessione: a volte la grande rabbia ti porta a delle sconsiderate conclusioni e cioè valutare tutto e tutti allo stesso modo. Ed invece non è così.
“Mai fare di tutta un’erba un fascio!” -
Purtroppo, data l'attuale gravissima situazione che permane da anni ed anni nella mia area abitativa e che si aggrava sempre più, provocata non dal sottoscritto ma da altri, è difficilissimo se non impossibile fidarmi di qualcuno, separando le persone che si definiscono "giuste" da quelle che non lo sono affatto.
Attualmente, pongo tutti quanti in una sorta di "Sodoma e Gomorra".
Odio le complicanze, i cavilli e le inutili astrusità.
Finitela una buona volta di abbabbuliare ancora ed ancora il sottoscritto, che non ne può proprio più di questo vostro putrido menefreghismo del tutto illogico, insopportabile, vomitevole e inaccettabile.
Eh già, come al solito, Ciccio fotte e Ferdinando paga e nuie facimme comm'o preveto che, dopo aver celebrato la Santa Messa, entra in un bar e viene assalito bonariamente da ragazze: "Zì prè, jamme ja, accattece nu gelato pe rù (per ognuna)!"-
All'uscita delle gioiose ragazze, il prete, rivolto al barista:
"Aggio ditto 'a Messa p'o CAZZO!"-
Basta! Basta! Basta! -   
E’ inutile ch’io mi prolunghi ulteriormente.
Anzi no…, è molto meglio continuare e ripetere sino alla noia il fatidico concetto soprattutto per quelle teste di chiodo dure di comprendonio che abbondano nella nostra epoca e poi se anche tutto ciò non bastasse, operare come si fa con il povero asinello per fargli comprendere a suon di bastonate il fatidico concetto…-
E torniamo al tanto “adorato” titolo:
“HIII’ COMM’E’ FESSO ‘O CANE MIO…!” –
Questa massima va ad OK al “ragazzo” nominato tecnico del comune e…, anche agli altri della congrega.
Vulesse (vorrei) dicere: “Uaglio’, ce sta pure natu pruverbio che dice: “Mentre 'o miedeco sturéa 'o malato se ne more!!!” –
Per farti comprendere dove arriva la tua inadeguatezza cerebrale, ti faccio notare che ‘o muro spezzato ed indebolito, a nu mumento a nato, se ne care, collassa, frana, si squarcia completamente.
A che cazzo serve quindi, in questi casi limiti, scervellarsi e sprecare altro tempo su carte e carte per stabilire l’esatta storia del muro di cinta del mio giardino??? –
Non è già tutta chiara visivamente la sciagurata situazione??? –
E poi, a che cazzo servono altre ed altre stronzate, fesserie, cazzate e complicanze burocratiche varie scaturite dalla tua (e anche di altri “figuri”) mente puerile?
Interpretando bene la tua richiesta di documenti storici del mio giardino, io, che sto subendo danni per colpa di delinquenti autorizzati ad usare mezzi  camorristici, chiedo ed informo (in qualità di cittadino pianese) il mio comune affinché mi protegga come è nella logica.
Invece, da stolti italioti, messi lì a riscaldar le sedie, vengo (come hanno fatto anche altri “figuri” in passato) ancora ed ancora buggerato e di conseguenza danneggiato per una terribile situazione in cui mi vengo a trovare e che si trascina immutata nel tempo aggravandosi sempre di più.
Cosa devo pensare io in questi momenti, in cui non ricevo nessuna tutela da parte degli enti?
Tu, i tuoi amministratori e le altre company…, volete ancora burlarvi di me???
Ed io vi rispondo: “Jatevenne affangulooo tutti quanti!!!”
Se le mie parole risultassero per voi alquanto scottanti, io aggiungo:
“I gentiluomini, io li tratto con modi e frasi eloquenti, rispettose e gentili; al contrario, gli italioti pomposi e presuntuosi io li schiaccio con modi e frasi che a loro confanno.” –

Piana di Monte Verna, 20/11/2016
                                                             I sottoscritti
                                                       Cammarota Mattia
                                                       Cammarota Andrea
                                                       Mone Anna Maria Maddalena   
                                


 E anche stavolta termino il mio momento riflessivo e vi dò, come al solito, appuntamento, sempre su “questo piccolo/grande schermo”, ad un'altra incredibile puntata… -
Cordiali Saluti e Buona Lettura
Grazie Mille!

Alla prossima… -

       
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Mercoledì, 9 novembre 2016

CHI C’E’ DIETRO LE QUINTE?
BURATTINAI E BURATTINI

I misteri, i dubbi, le incertezze, le domande che l’uomo si è sempre posto nel corso dei vari periodi storici, per cercare di comprenderli, per cercare di capire le cause o i motivi che li hanno provocati, sono tantissimi e, il più delle volte, sono rimasti insoluti, senza alcuna risposta plausibile, ottenendo solo una dura imposizione (lavaggio di cervello, sottomissione, schiavismo, razzismo…) dettata con la forza bruta dai vincitori, dalle Alte Sfere del Potere, allo scopo di costringere il popolo vinto ad accettare la loro Storia, la loro presunta Verità, scritta logicamente a loro immagine e somiglianza e quindi completamente falsata…-
Di esempi ce ne sono talmente tanti che non basterebbero mille enciclopedie per elencarli tutti: il mistero del Vaticano, simbolo di un riserbo che da secoli e secoli ammanta la Chiesa Romana; il mistero del Pentagono e di ciò che accade o viene deciso al suo interno; il mistero di ciò che accade nelle riunioni segrete nei Palazzi del Potere di ogni nazione al mondo; il mistero delle potenti multinazionali e delle grandi famiglie che le controllano; il mistero dei vari gruppi mafiosi, criminali, terroristici e da chi vengono creati, armati, addestrati, pilotati…, ecc., ecc., ecc. –
Certamente a tutto il mondo piacerebbe e, anzi converrebbe conoscere nei dettagli la sacrosanta verità; sapere ad esempio chi sono questi grandi e potenti “Burattinai” che, dietro le quinte, muovono i fili e decidono le sorti del mondo intero.
Purtroppo fatti tragici, misteriosi, incresciosi, allucinanti, inspiegabili (e non parlo dei fenomeni naturali…) continuano senza sosta ad accadere nel mondo e nessuno riesce a fermarli…-
Prendiamo ad esempio in considerazione fatti di cronaca recente…-
Migliaia e migliaia di extracomunitari (profughi?) disperati cercano e sperano di sfuggire ai bombardamenti, alle guerre, alle persecuzioni, ai “fucili” degli oppressori e a tutte quelle obbrobriose ingiustizie che la mente contorta del cosiddetto “essere umano?” è capace di creare.
Tutta questa marea di poveri cristi culla la speranza di riuscire finalmente a trovare, dopo tante peripezie, tante sofferenze atroci e tante tragedie immani, un luogo pacifico e tranquillo attraversando su gommoni pieni all’inverosimile il Mar Mediterraneo e versando anche a scafisti delinquenti senza scrupoli, ingenti somme di danaro accumulati con enormi e disumani sacrifici.
E logico che, dato i controlli del tutto inesistenti nel nostro Paese e la gravissima e totale incompetenza del nostro governo e delle nostre istituzioni ad affrontare seriamente ed in maniera giusta una tale critica situazione, entrano liberamente nel nostro Paese, confondendosi con la massa dei poveri cristi, anche gente di ogni tipo: truffatori, assassini, ladri, delinquenti, ecc., ecc. con le conseguenze vergognose che tutti noi purtroppo conosciamo e subiamo sulla nostra pelle ogni sacrosanto giorno…-
Oltre all’atavica incapacità di affrontare qualsiasi problema, questo nostro ridicolo Paese ha il vizio di calarsi sempre i pantaloni, di leccare letteralmente il deretano ai delinquenti e fare poi la voce grossa, pomposa, saccente e denigratoria contro i più deboli, i miseri, gli onesti…-
Ditemi se questo non è un autentico Paese di Merda, costituito in maggioranza da una classe dominante fatta da vermi leccapiedi stronzi e pure vampiroidi lestofanti succhiasangue.
E lo ripeto…, sì…, lo voglio proprio ripetere quel concetto astratto ed allegorico già esposto in precedenti miei scritti, poi ognuno è libero di interpretarlo come meglio gli si addice:
“O tu straniero, di qualunque tipo tu sia, delinquente o persona onesta, vieni, su, coraggio, vieni in Italia…, non importa tu chi sei o da dove provieni, dalle terrificanti “gabbie infernali” o da luoghi “paradisiaci”, in quanto questo è il Paese che accetta tutto e tutti e poi si fa anche prendere per il culo. O tu straniero che varchi senza alcun controllo i nostri confini, dove lo trovi un Paese così “Libero” e così “Italiota” in cui puoi fottere chi vuoi e nello stesso tempo, se vuoi, puoi liberamente farti fottere da chiunque… ed entrare così a pieno titolo nel marasma indifferenziato del nostro Paese!?-
L’Italia è l’unico Paese al mondo ad accogliere in pompa magna, ad onorare, a celebrare, a ricordare, a considerare a volte addirittura Santi, Eroi, Padri, Salvatori, ecc., ecc. i più tremendi carnefici, massacratori, assassini, violentatori, stupratori, torturatori, ladri, bestie e chi più ne sa ne metta…, che hanno varcato i nostri confini italici.
Ma, torniamo all’argomento struggente e dolorosissimo del paragrafo e alla domanda cruciale che tutti quelli dotati di un minimo di buon senso si pongono continuamente ogni giorno dopo le tristissime notizie delle enormi tragedie del mare…-
Ebbene, tutto il mondo sa perfettamente quanti e quanti innocenti affogano nelle acque del mare insieme con i loro cari (vecchi, disabili, donne, giovani, bambini…) –
Ogni giorno purtroppo apprendiamo dai mass media, stampa, tv, radio, internet…, l’ennesima angosciante notizia di un altro terrificante affogamento di migliaia e migliaia di poveri cristi.
Ora…, è mai possibile che nel 2016 in questo pazzo, pazzo lurido mondo che si definisce impropriamente e falsamente addirittura “civile e giusto” possano ancora capitare con una periodicità che ha dell’incredibile queste immani tragedie del mare e nessuno, dico e ripeto, nessuno prende i dovuti provvedimenti per annullare definitivamente questi questi disumani episodi? –
Allora…, scevri da ogni grottesco lecchinaggio locale, nazionale ed estero, cerchiamo, secondo le nostre modeste capacità, di riflettere un pochino: “Se le nazioni più ricche, più potenti e più “stronze” direi dell’intero pianeta sono in grado, senza porsi alcun freno morale ed alcuno scrupolo, in quattro e quattrotto ed in favore sempre del loro sporco “business”, di organizzare un potentissimo esercito dotato di armi super tecnologiche e di distruzione totale, dichiarando poi, a volte con fasulli cavilli e motivazioni, guerra contro pacifici stati…, invadendoli brutalmente e rendendoli loro schiavi…, devono, per logica, essere anche in grado di fermare le guerre, di fermare le tragedie del mare, di operare un fermo e deciso controllo lungo le coste ed annullare in maniera totale questo deleterio ed assurdo traffico umano da parte di scafisti “a servizio di chi???” –
A questo punto dell’intricato discorso mi domando: “Ma chi sono questi perfidi uomini, questi “figuri” del Male Assoluto, questi abnormi esseri intoccabili ed inaccessibili nelle loro residence fortezze, questi “tumori maligni”, questi mostri bestiali che dominano incontrastati su intere popolazioni?” –
I cosiddetti guerriglieri, scafisti, terroristi, kamikaze…, ecc., ecc. o come altro vengono chiamati…, ammazzano, incendiano e distruggono tutto, come pure se non peggio, le cosiddette forze d’invasione o di “liberazione”, con altri mezzi molto più letali, ammazzano, incendiano e distruggono tutto.
Ma le armi, sì proprio le armi, tutte queste maledettissime armi sempre più distruttive, che ce le dà? Nessuno? –
A tal uopo, per venire a capo del “filo d’Arianna” nell’intricatissimo labirinto demoniaco, basta affermare con sicurezza che le armi vengono fornite da quelle solite Nazioni che tutti noi conosciamo, quelle ricche, potenti e anche “stronze”…-
E’ logico no?
Se io, nazione potente invado un altro paese mettendolo tutto a ferro e a fuoco, imponendo le mie basi militari e schiavizzandolo completamente, come fanno a sorgere in questo paese ed in pochissimo tempo tanti gruppi terroristici talmente ben addestrati ed armati da riuscire a compiere atti terroristici eclatanti e dall’enorme esito distruttivo? –

Rflettete bene su questo concetto ed avrete la risposta:
IL BUSINESS DELLA GUERRA!” –

Voglio adesso riflettere su alcune veritiere e significative affermazioni di illustri personaggi. Sono degli autentici avvertimenti profetici che, riportati ai giorni nostri, risultano purtroppo perfettamente avverati.
“Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti!”.
(Albert Einstein)
"Siete tutti così bravi, siete tutti così fighi, siete tutti così giusti eppure là fuori è ancora pieno di gente di merda!"
(Bukowski)
“Se è vero che l'intelligenza salverà il mondo, più mi guardo attorno e più capisco che siamo fottuti!”
(Anonimo)
“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!”
“If you're not careful, the newspapers will have you hating the people who are being oppressed, and loving the people who are doing the oppressing!”
(Malcolm X)
Che posso dire: "E' tutto dannatamente vero; siamo diventati ormai un'enorme massa informe di burattini dementi e pure coglioni: vedi ad esempio i cosiddetti smartphone, whatsapp, selfie, chat, forum, blog, social network e tante, tante altre pagliacciate idiote che inglobano sempre più coglioni e zoccole e sempre meno gente di valore!"
E non è tutto…; senti, senti questa che leggo qui (Nuove tendenze tecnologiche nel 2016 – Panorama) e che ha veramente dell’incredibile in fatto di demenzialità assoluta: “Sembra, dico e ripeto sembra, che tra non molto verranno impiantati in tutti noi dei particolari sensori elettronici sottocutanei che, dopo aver invaso le nostre teste e le nostre braccia, prenderanno completamente possesso dell’intero nostro corpo, ecc., ecc., ecc….; mi sento male, ma proprio male, male, male…; non mi va di leggere oltre…” -
Per avvalorare questa mia tristissima considerazione sul nostro futuro, “la globalizzazione dell'idiozia”, basta guardare la faccia da culo del nostro attuale premier, caput governiculo, esempio lampante dell'autentica schifezza "italiota", patito del "selfie", in atteggiamenti da vero "cicerinello" esibizionista, in pose cretinesche davanti agli schermi di moderni smartphone, tablet con fotocamera, in mezzo ad altri demenziali figuranti.
Che schifooo!!!
Sciùh! Sciùh! Fate cchiù schifo d''o schifo!
Gira e rigira, mescola e rimescola, nulla mai cambia in questa putrida politica italiota.
E' inutile sperare che cambi il nostro attuale sistema di governo, che possiamo rassomigliare a 'o càntaro chino remmeschiato, ca cchiù se remmesca e cchiù spànteca fetore.

E termino anche quest’altra mia trattazione riflessiva con la solita citazione:

Chi ha intenzione d’intendere, ha già inteso!” –

Alla prossima… -

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Mercoledì, 2 novembre 2016

SCIOCCATO, AVVILITO E SCONVOLTO

Oggetto: cronaca di un’ordinaria giornata grigia.
Mi sono recato a casa di mia figlia, divisa dal marito (un autentico morto di fame, una pulce caduta purtroppo nella mia farina, ‘nu pezziente arresagliuto…), disoccupata e con una figlia (mia nipote, fanciulla madre), anche lei disoccupata.
Io, Mattia senior (tra poco 94 anni) e mio figlio Andrea, celibe, sosteniamo, con le nostre modestissime possibilità economiche, moralmente e finanziariamente mia figlia, mia nipote ed il carissimo nipotino Mattia junior, che adoro tanto.
Vengo al sodo: “Ho trovato mia figlia piangente ed in preda a grande disperazione per aver ricevuto un’assurda multa di diverse migliaia di euro, condita con le solite “sanzioni, more, commissioni, interessi, ecc., ecc.” per non aver dichiarato in maniera totale ed in tempo cioè prima e non dopo la scadenza, un contratto d’affitto peraltro stipulato e registrato a suo tempo in modo regolare e legale!” –
L’incredulità, la rabbia, il malessere e lo sconcerto aumentano poi in maniera esponenziale leggendo tutti quei cavilli burocratici incomprensibili, tutte quelle postille, commi, codici e codicilli vari, articoli di leggi e leggine indecifrabili inerenti tutti a quella maledetta multa e, alla fine, dopo esserci scervellati inutilmente, tra pianti, singhiozzi, grida e..., tanti vaffanculooo…, non riesciamo mai a comprendere né il motivo di quell’elevata sanzione, né come, dove e quando pagare e né cosa bisogna dichiarare…-
E, come mia figlia, tanti e tanti altri poveri cristi cittadini italiani (dico e ripeto “italiani”… voi mi capite, vero?...) vengono travolti continuamente e quotidianamente da valanghe di inutili, improvvisi ed inaspettati cosiddetti “aggiornamenti” burocratici, nuove “disposizioni” legislative e quant’altro possa nascere dalle contorte menti dei nostri governanti sempre più ingiusti, infami e sempre a scapito del popolo italiano, con la totale mancanza di ogni tipo di chiarezza, obiettività, semplicità, trasparenza, ecc. che troppo spesso (anzi sempre) caratterizzano il nostro marcio “sistema” politico, fiscale, legale, giudiziario, ecc. a cui si unisce il solito “sistema” d’informazione (similis cum similibus) dannatamente di parte.
Adriano Pappalardo cantava:
“E lasciami gridare!!! Lasciami sfogare!!!… Io non posso restare seduto in disparte…” –
Ebbene, se in quell’istante di profondo sconforto e avvilimento di mia figlia e anche mio, avessi potuto avere tra le mani una di quelle canaglie disonorevoli, una di quella sporca, viscida e disgraziata gente politica, chissà che avrei fatto…, dato il sangue incandescente che con grande impeto m’era salito in testa…”quanno te saglie ‘o sango ‘ncapa…”; come minimo, minimo l’avrei sputato parecchie volte in faccia.
Anzi, perché accontentarsi solo di semplicissimi ed innocui sputi in faccia contro queste autentiche e purtroppo anche legalizzate canaglie?
Mi ritornano in mente alcuni fatti del passato realmente vissuti dal sottoscritto.
Una volta, un cittadino casalese mi raccontò che, per farsi difendere una causa, era andato allo studio dell’avvocato Leo.
In seguito, s’accorse che l’avvocato voleva infinocchiarlo con tanti raggiri e bugie. Allora il casalese lo afferrò brutalmente per i risvolti della giacca e a bruciapelo gli disse a voce alta:
“Avvocà, se non la smetti di raccontar frottole, ti taglio la testa, l’appendo al muro e ci piscio dentro!”
 E, per meglio avvalorare quanto ho testé precisato, voglio raccontare un’altra mia esperienza, un curioso fatterello accaduto nel periodo trascorso ad Alba…., Casal di Principe.
Io e un mio cugino, all’inizio dell’anno scolastico ’53 – ’54, ricevemmo dalla Direzione Didattica un elenco di 104 alunni di prima elementare: 52 alunni ad ognuno di noi due. Dopo circa un mese di scuola le due classi furono sdoppiate per formare una terza classe. Cedemmo al nuovo maestro 12 alunni per classe. I ragazzi, avendo avuto sentore dello sdoppiamento, ne parlarono ai loro genitori. Un fatidico mattino si presentò a scuola una vecchietta dallo sguardo benevolo e gentile che mi disse: “Maestro, vedi laggiù al terzo banco quella bambina? Quella lì è mia nipote e tu la devi tenere con te!”- Io, pensando che la donna volesse congratularsi con me, per un buon insegnamento, risposi: “Signora, io la ringrazio del complimento, ma il nuovo insegnante è anche molto bravo!”- Ma la donna, senza scomporsi, aggiunse: “Ma tu che hai capito!? Te la devi tenere con te mia nipote, perché il figlio del padrone della casa in cui è stata istituita la nuova scuola ha fatto uno sgarro a mio figlio!”- Capii subito e le promisi che l’avrei accontentata. Senonché, nel trasloco di banchi, cartelle, lavagna, ecc., mi dimenticai della promessa fatta. Dopo alcuni giorni si presentò, all’apertura della scuola, la stessa persona di prima. Non aveva però lo stesso sguardo benevolo e gentile dell’altra volta. Mi venne con due dita alla gola e con uno sguardo terribile da far raggelare il sangue nelle vene, mi gridò in faccia: “Tu, tu non sei maestro, perché il vero maestro mantiene sempre la promessa!!!”-
 “Signora, qui c’è un equivoco”, riuscii a stento a balbettare, mentre terrorizzato indietreggiavo verso la parete dell’aula.
 Ed ella: “Mi promettesti che mia nipote non l’avresti mandata all’altra scuola, invece…..!”-
Capii l’errore e immediatamente ricondussi la bambina nella mia aula, chiedendo mille scuse per la dimenticanza. Lei mi ringrazio e per buona fortuna me la cavai solo con un rimprovero ben meritato.
Con questo racconto credo di aver reso l’idea.
 Quando si sbaglia bisogna avere il coraggio di ammettere l’errore. Come si evince leggendo con attenta riflessione questi miei scritti, è mia intenzione mettere sempre in evidenza il comportamento di ognuno di noi e non sottovalutare mai la propria personalità, alla quale da sempre ho tenuto fede, anche a costo di essere frainteso.
E adesso torniamo a noi, a quei vergognosi fatti di ordinaria e quotidiana follia collettiva in cui si sbrodolano imperiosi e saccenti quei vermi schifosi dell’Alta Schiatta del Potere Politico che non si saziano e non si stancano mai di succhiare ancora ed ancora altro sangue dai poveri cristi già ridotti ai minimi termini…-
Ma è mai possibile che il popolo continua a rimanere passivamente assente e non accenna neppure ad una minima reazione, tipo buttare fuori da Montecitorio e da tutti gli altri Palazzi del Potere ‘sta massa di miserabili? –
Udite! Udite! Udite bene e soprattutto vi raccomando di riflettere adeguatamente ed in modo completamente scevro da vincoli esterni.
Alcuni giorni fa ho letto in TV l’introito totale netto di un pensionato d’oro.
Pensione mensile netta € 98.000 sì, credo proprio di aver letto bene e di non aver preso un abbaglio. Quest’emerito “figuro” prende realmente novantottomila euro ogni mese. Se poi continuo a leggere, cercando di rendermi conto dei motivi che hanno reso possibile tale enorme lievitazione delle entrate di questo tizio, allora non mi ci raccapezzo più e penso: “Com’è possibile quest’illogica disparità di trattamento tra questi super pagati Paperoni Stellari e noi poveri cristi costretti ogni sacrosanto giorno a barcamenarci tra tasse, balzelli, multe, sanzioni ed obbrobriosi cavilli burocratici?” –
Mi vengono strani brividi per tutto il corpo ed una rabbia sorda che, se potessi. farei esplodere addosso a quei ladri politici che permettono tali furti efferati, a danno sempre degli onesti cittadini che dopo 30 – 40 anni di lavoro percepiscono una misera pensioncina, mentre questi PORCI al Potere si sbrodolano felici ed eccitati nel putrido sfarzo succhiando con voracità esasperante tutto il nostro sangue e sudore.
Vorrei sbagliarmi, ma mi convinco che più si va avanti e più ci si dimentica del popolo, dei cittadini, di quelli che soffrono…-
“Ma chist so’ proprio pazz” dice la subrettina Lisa Fusco in tv in una nota pubblicità campana.
Io aggiungo, in riferimento ai nostri vampiri: “Ma chist so’ proprio strunz…, strunz assaie… strunz overamente!”
Nun c’è bisogn ‘a zingara per capire di chi sto parlando: dei politici s’intende…; della sozza infame politica partitocratica che ci fa star male, ma proprio male, male, male…-
Ormai non c’è alcun dubbio e posso asserire con massima convinzione che i veri mafiosi, i veri delinquenti, i veri ladri, i veri truffatori, insomma i veri piezz ‘e mmerda ce li abbiamo a Montecitorio ed anche negli altri Palazzoni del Potere sia centrali, sia periferici e sia nei piccoli comuni. E’ un’enorme caterva di merda che ci circonda e ci soffoca nei suoi miasmi, nelle sue esalazioni nocive e fetide ed il nostro malessere aumenta a dismisura.
Lo dico, lo ripeto e lo confermo: sono una massa di miserabili disgraziati merdosi e chi più ne sa di appellativi da affibbiare a tale “merdaccia” più ne metta…-
E fin qui già m’avveleno tutti i santi giorni e non ne posso proprio più.
Poi a tutto ciò si aggiunge questa massa abnorme, informe ed indifferenziata di italioti senza senso, senza senno, senza personalità, né dignità, senza “palle”…, ed il tuo malessere sale, sale, sale fino a raggiungere quel fatidico punto critico di “non ritorno” ed allora con estrema forza di volontà ti devi trattenere, ti devi fermare, devi cercare di svagarti e pensare ad altro…, per non soccombere e magari commettere qualche atto inconsueto non voluto…-
Sciù, sciù…, mi vien da vomitare…, ‘o stommaco s’arrevota sempre di più e sta cazz ’e rossa (‘o sango) bolle e te saglie ‘ncapa con una voglia matta di esplodere…-
I politici so’ proprio na bruttissima razza, la peggiore che possa esserci. I nostri poi, in confronto ad altri, sono i peggiori di tutti, da primato mondiale…-
Embè, almeno questo ce l’abbiamo…; quello della massima negatività ed immaturità politico – sociale.
Andateee!!! Andate viaaa!!! –
Jate!!! Jatevenne!!! –
Jatevenne pe ffavore tutti quanti a nanz ‘e ppalle; merda siete e jettateve dinto a nu cesso…-

Ho usato un parlato alquanto rigido e pesante? –
Qualche “beneficiato” o qualche altro legato al “carrozzone” potrebbe pensarla a male? –
Si vorrebbe forse indagare su qualche mia pesante parolina uscita forse involontariamente, ma con sacrosanta ragione?
E allora tutto quello che combinano e scombinano continuamente i nostri politicanti al governo avvelenandoci l’esistenza di tutti noi cittadini italiani ogni sacrosanto giorno non è forse di una gravità estrema da condannare senza mezzi termini??? –
E’ inutile elencare tutte le loro malefatte…; ne sono talmente tante che non basterebbero mille e più mille enciclopedie.
Loro, questi merdosi figuri che sguazzano nelle Alte Sfere del Potere non ci pensano proprio, se ne strafottono dei cittadini italiani…; ci massacrano, ci soffocano, ci succhiano e basta…-
O tu che sbraiti, che piangi, che ti lamenti, che soffri…; ma che aspetti a buttarli giù dai loro pulpiti? –
In queste tragiche ore un pensiero va sicuramente rivolto alla gente del Centro Italia, ove lo sciame sismico, iniziato nella notte di mercoledì 24/25 agosto, continua purtroppo senza sosta alcuna con nuove fortissime scosse che hanno raggiunto addirittura magnitudo 6.5 nell’epicentro situato nella zona di Norcia, causando altre sconquassi, altri crolli, altre macerie, altre tragedie…-
Abbiamo ancora fiso negli occhi quelle terrificanti immagini di morti, feriti, devastazioni e sofferenze atroci provocate dal precedente terremoto con epicentro in località di Accumoli in provincia di Rieti avvenuto circa due mesi fa con magnitudo 5.9, che dobbiamo purtroppo oggi registrare nelle stesse zone non una serie di normalissime microscosse di assestamento avvertibili magari solo dagli strumenti, ma un aumento repentino dell’intensità sismica che ha provocato il crollo totale anche di quei pochi edifici rimasti in piedi. Ora è logico che in queste o altre situazione drammatiche non bisogna mai fare tante e tante chiacchiere inutili, ma agire tempestivamente per tentare di salvare almeno il salvabile e operare una giusta e rapida ricostruzione per permettere la ricrescita della zona. Invece come al solito si notano sempre in questo Paese di merda tante gravissime illogicità ed incongruenze, come ad esempio quella di sedersi o sdraiarsi comodamente con un dolce sottofondo musicale attorno ad un tavolo come nei talk show televisivi, addobbarsi, truccarsi e vestirsi all’ultima moda e discutere animatamente con i presenti, ognuno con i propri interessi privati da salvaguardare ed il proprio pupillo politico da leccare, mentre intanto nelle zone rosse di alta attività sismica, la situazione, già profondamente critica, langue nel marasma totale, malgrado lo sforzo di alcuni volontari o alcuni gruppi di vigili del fuoco.
Mi domando: “Cosa dovrebbero pensare tutti quei poveri sfollati, tutti quei poveri cristi italiani terremotati che hanno perso i loro cari, le loro case, le loro attività, ecc., ecc. ai quali è stato promesso dal nostro premier (promesse di politici? Sciù!) dei ricoveri provvisori, delle tende, dei piccoli container che sembra arriveranno solo poco prima di Natale, quando si trasmette in tv la notizia che migliaia di extracomunitari, di “profughi” sono stati subito sistemati ed accolti, secondo precise disposizioni del governo, in lussuosi e prestigiosi hotel di prima categoria a 5 stelle? Cosa dovrebbero pensare tutti quei cittadini italiani terremotati già sopraffatti dal dolore per la perdita sotto le macerie dei loro cari, quando si riporta nei mass media l’obbrobriosa notizia che alcuni rappresentanti del governo israeliano sembra (dico e ripeto sembra…) abbiano profferito che il terremoto nel Centro Italia sia opera addirittura di una sacrosanta e giusta punizione di Dio alla nostra gente? Cosa dovrebbero pensare i nostri cittadini terremotati italiani nel vedere i nostri rappresentanti del governo italiano accettare in un certo senso quasi passivamente quella vergognosa affermazione israeliana senza alcuna reale e fattiva reazione? –
E basta mo’ con tutte ste’ ridicolaggini…; via, via da me putrido sfarzo…; non voglio impegolarmi anch’io in queste nauseanti idiozie. Idioti lecchini non stanno solo in Italia, ma anche all’estero.  
E poi… e poi… mentre nei tg di vari canali tv si espongono le modalità che avrebbero i cittadini italiani per aiutare quella povera gente terremotata: sms, carta di credito, conto corrente, bonifico, numero verde o altri modi sempre indirizzati, guarda caso, al solito ente destinatario (boh?), dopo, a fine tg, puntualmente vanno in onda tutte le sere in prima serata quelle insulse e stomachevoli trasmissioni spazzatura di concorsi a premi, giochi a quiz televisivi, gare cretinesche, “grande bordello”, ecc., ecc., in cui sembra che il vincitore porti a casa il solito ricco premio a volte anche di parecchie centinaia di migliaia di euro, con sorrisi e complimenti finali del presentatore, dei partecipanti, ecc., ecc. tutti sorridenti, allegri e felici…!” –
All’anema ra schifezza…; alla faccia di quelli che soffrono…! –
L’egoismo, il razzismo, l’incongurenza, il caos, il menefreghismo e la contraddizione ormai sono radicati nel nostro Paese e lo stanno squarciando in mille parti. Altro che faglie attive sismiche del Centro Italia. Mille sono le cause della rottura dell’Italia e non tutte sono derivate da attività naturali…-
Certo, è risaputo da tempo che quelle aree appenniniche del Centro Italia sono attraversate da diverse faglie attive ad altissimo rischio sismico in cui anche in passato ci sono stati tremendi terremoti con magnitudo compresa tra 5.5 e 6.5 che hanno provocato disastri enormi, tragedie e tante vittime, ma la vera rottura in mille particelle del cosiddetto Stato Italia, della presunta farsesca unità italiana è provocata dagli uomini che da tempo memorabile si son accaniti in lotte fratricide e sanguinose l’un contro l’altro con l’appoggio naturalmente di viscidi stati esteri come l’Inghilterra ed altri, fino al culmine (e ne ho parlato in altri miei scritti…) del falso risorgimento, dell’invasione brutale da parte dei nordisti del pacifico e ricco Sud Italia borbonico.
Dal 1860 in poi nulla più in Italia può essere definito  “unito”, ma tutto è precipitato per colpa di quei tremendi atti terroristici nordisti nel caos più raccapricciante e deleterio, investendo ormai come una tremenda piovra di nauseante fango asfissiante tutta la penisola italica isole comprese.

E anche stavolta termino il mio momento riflessivo e vi do, come al solito, appuntamento, sempre su “questo piccolo/grande schermo”, ad un'altra clamorosa puntata… -

alla prossima...

      
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Giovedì, 13 ottobre 2016

MA PERCHE’!?... PERCHE’!?… PERCHE’!?

Tanti, troppi “perché!?” ci scombussolano di continuo la nostra vita e la nostra stessa libertà, facendoci star male, molto male sia nel morale che nel fisico.
Per quanti sforzi mnemonici io possa fare, cercando di analizzare nei minimi particolari molti avvenimenti della mia vita passata per poi confrontarli con la dura e triste realtà odierna, non mi capacito, no…, non riesco a dare neanche una seppur minima spiegazione logica del perché, perché, perché devono accadere certe cose…-
Allora, come sono solito operare in questo mio spazio web, rifaccio mentalmente il mio curriculum vitae per oltre 93 anni di esperienze e di accanito osservatore cercando di scovare nei meandri delle reminiscenze una qualche vaga interpretazione del motivo che ha causato questo rapido cambiamento in negativo di uno Stato sempre più in discesa libera nel baratro totale, avendo perso ormai ogni forma di valore, onore e maturità.
Eppure, nel passato, soprattutto in certi periodi storici, questo nostro Paese (Paese? Una volta, tanto, tanto tempo fa era un Vero Autentico Grande Paese. Adesso ho forti dubbi che lo sia…) ha dato lume e lustro al mondo intero che ci ammirava e ci invidiava il nostro modo di vivere, la nostra perfetta organizzazione, la nostra creatività, le nostre prestigiose opere d’arte, i nostri grandi artisti, (di una volta, s’intende…) ecc., ecc., come ad esempio lo splendido periodo borbonico del Regno delle Due Sicilie oppure il grande e possente Impero Romano e tanti altri bei periodi storici del nostro Paese.
Oggi invece vedo davanti a me l’esatto contrario di quei favolosi periodi del nostro passato. La cosa che non riesco a mandar giù non è tanto il cambiamento, ma la rapidità con cui è avvenuta questa nostra improvvisa trasformazione: potremmo quasi dire che siamo passati, anzi siamo precipitati dalle Stelle più lucenti del firmamento alle Stalle più luride e nauseabonde…, “alla velocità della luce”.
Noto oggi un popolo stupido e balordo che si esibisce in maniera buffonesca in cose inutili, dannose e senza senso atteggiandosi con gare, concorsi e giochetti cretineschi nella vanagloria di conquistare qualcosa o qualcuno, ma perdendo completamente il senso della logica e della ragione.
In realtà, mentre attorno a noi, bene o male, il mondo si evolve, noi ebeti italioti rimaniamo caparbiamente fermi e fissati sui nostri quotidiani giochi idioti, provando immensa gioia di aver battuto (fottuto) il nostro avversario e di essere stati poi battuti (fottuti) da un altro imbecille.
E così passa inutilmente il nostro tempo, invischiati nei giochi e attanagliati, stritolati da una perversa, illogica ed ingiusta documentazione burocratica.
Dov’è la nostra libertà, il nostro orgoglio, il nostro onore??? –
Che fine hanno fatto le nostre menti??? -
Vedo invece tanti, tanti zombi, morti viventi che si trascinano nel loro continuo giro, giro tondo perverso; vedo tanti cloni fantasmi che cercano di clonare le cazzate e le fesserie di altri.
Vedo tanti falsi e biechi comportamenti ripugnanti; tanti voltagabbana vigliacchi anche tra le miriadi di persone di mia conoscenza che ti pugnalano alle spalle e poi se ne strafregano delle tue sofferenze atroci.
Nun ce sta niente a fà… da che munno è munno è semp’a stessa storia: dint’’e mmorre ce sta sempe ‘o Can‘e Macanza, ‘o porta e adduce, ‘o votacasacca, ‘o crisolaffio, ‘o trafechino, ‘o quaquaraqua, ‘o guappo ‘e cartone, ‘o parapalla, ‘o leccaculo, ‘o scarfasegge, ‘o fareniello, ‘o pezziente arresagliuto e tanta altra purcaria che non si finisce mai di “stupirsi” e semp ‘o stommaco s’arrevota e ‘a rossa te saglie ‘ncapa…-
 “Puzzate sculà” tutti quanti, burattini e burattinai, corrotti e corruttori, vermi e traditori…, in un’atroce e lenta liquefazione fino alla completa decomposizione…-
Certamente penso di non essere affatto un angelo e di non aver quel brutto vizio insito in certi “figuri” abituati a fare sempre di tutta un’erba un fascio.
Riconosco, pertanto, e lo confermo che anche oggi ci possono essere in Italia e nel Mondo, malgrado le tante scelleratezze e vigliaccate commesse nell’epoca odierna, uomini capaci, giusti e saggi che si prodigano a volte con tanto, ma tanto fervore, anche tra mille ostacoli e difficoltà, a far ricordare alle masse che siamo stati (c’era una volta…, tanto, tanto tempo fa…) un popolo fiero, di grandi capacità, maturo e civile…-
Certo…, essere tali e quali, i migliori al mondo, come lo eravamo in passato in quel meraviglioso periodo dei Re Borbone è un’utopia, un sogno irrealizzabile, ma almeno cerchiamo di studiare, di ricordare, di onorare, di imitare quella splendida epoca e di avvicinarci il più possibile ad essa, prendendo anche esempio da certi popoli veramente civili di oggi, quei popoli che hanno raggiunto un certo grado di Maturità Sociale e Politica e sperare in un nostro futuro un po’ più decoroso e non rimanere ancora ed ancora ancorati caparbiamente nel nostro caotico, incivile ed immaturo comportamento attuale.
Quello che mi sorprende e non mi capacito è che anche oggi, nel 2016, la maggioranza del popolo italiano non ha ancora capito neanche i più elementari concetti basilari della Maturità Sociale e Politica. Finanche quella gente che noi impropriamente ed in modo razzista definiamo appartenente al cosiddetto Terzo Mondo è invece superiore a noi in termini di Civiltà. Ma perché, perché, perché continuiamo a comportarci in modo così sfacciatamente “idiota”, da veri ebeti, da vere larve umane? –
E già…, il nuovo termine molto ben appropriato per noi italiani che va molto in voga oggi è “Italioti”.
Si parla di Europa Unita ed il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’autentica schifezza.
Si parla di Italia Unita ed il risultato è ancora più schifoso: siamo molto, molto più disuniti, sparpagliati e disorganizzati, anche rispetto agli antichi stati preunitari. Per farla breve, potremmo senz’altro affermare che siamo diventati dal 1861 in poi una sorta di materia amorfa, caotica, contraddittoria, indifferenziata e nauseabonda.
Parliamo, commentiamo, critichiamo, discutiamo a volte anche animatamente, atteggiandoci a grandi professoroni ed esperti opinionisti (che idioti), sul razzismo, sulle violenze, sui soprusi, esecuzioni, guerre, torture, terrorismo, dittature, ecc., ecc. di altri popoli e non analizziamo invece i gravissimi errori commessi da noi stessi.
Prima di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri, guarda la trave che è nel tuo occhio!” -
Ci siamo dimenticati il terrificante genocidio commesso nel Sud Italia da quei fetentoni carnefici del Nord Italia??? –
Ci siamo dimenticati i crimini commessi durante la dittatura fascista??? –
Ci siamo dimenticati la terribile Guerra Civile nel Nord Italia nel periodo postbellico con torture, foibe, esecuzioni sommarie ed altre schifezze commesse tra partigiani ex fascisti e fascisti o presunti tali; tra comunisti ed ex comunisti in cui subirono violenze inaudite anche moltissimi innocenti accusati ingiustamente di appartenere all’una o all’altra corrente??? –
Ci siamo dimenticati l’orripilante esecuzione senza processo che subì Mussolini, la Petacci ed altri gerarchi fascisti appesi a testa in giù a quel gancio di un distributore di benzina di Piazzale Loreto a Milano??? -
Non solo appesero Claretta (innocente) al gancio, ma prima, quei porci la violentarono in gruppo, stuprandola decine e decine di volte e poi la esposero, come un trofeo di caccia, al linciaggio e al ludibrio di gente impazzita ed inferocita.
Certamente Mussolini aveva le sue gravissime colpe e su questo non ci piove; ma tu te la sentiresti di assolvere e giustificare completamente l’incivile modo di agire di quella massa di bruti, di quelle bestie immonde che prima lo acclamarono osannandolo come un Dio e poi, quando cadde in disgrazia, quando cadde nella polvere, gli stessi, senza un adeguato processo, gli fecero fare quella brutta fine??? –
Potrei continuare per ore ed ore a ricordare a questi “Italioti” di oggi i tantissimi episodi sconcertanti, raccapriccianti ed infamanti commessi dai nostri presunti “fratelli”..
Episodi che si ripetono purtroppo tra di noi anche ai giorni nostri, tra Nord, Centro, Sud ed isole in una forma di razzismo abietto ed illogico.
Quindi, in sintesi, parlare di Unità, Civiltà, Maturità in riferimento al nostro cosiddetto Paese Italia è una pura illusione, una colossale balla cosmica, una creazione di una mente contorta, un’allucinazione… e nulla più…-
Basta guardarsi un po’ attorno e notiamo subito tantissimi casi di gente che egoisticamente e continuamente cerca in tutti i modi di abbindolare, truffare, frodare gli altri con false parole, false promesse e con il solito viscido viso d’occasione.
Voglio però ripetere una mia considerazione fatta in precedenza nei miei scritti.
“No! No! No! Non posso fare di tutta un erba un fascio; non posso giudicare colpevole un intero popolo, solo per le obbrobriose scelleratezze commesse da alcuni imbecilli!” –
In ogni paese ci sono i buoni e i cattivi. La malinformazione è una brutta bestia. Bisogna sempre essere giusti e avere molta esperienza, dimestichezza e conoscenza prima di emettere una sentenza. I giudizi generici ed avventati sono sempre fallaci.
Nella massa di “italioti” ci sono tanti onesti, capaci e bravi lavoratori; tante brave persone che cercano di fare il proprio dovere; tanti cittadini italiani che tentano di uscire fuori dal groviglio di gente disonesta e abbattere il muro del disonore, della vergogna che ci fa arrossire, che ci fa star male quando succedono casi di inaudita ingiustizia, casi di brutture come ladrocinio, viltà, imbrogli, razzismo, calunnia, vigliaccate, ecc., ecc. –
Ancora oggi gli americani e gli anglosassoni ci danno un appellativo dispregiativo di lecchini, vigliacchi, sfaticati e di individui che cercano di vivere come i parassiti, cioè sulle spalle degli altri.
In America gli italo-americani venivano chiamati con disprezzo “Ghinì”.
Non so, non conosco il vero significato di tale soprannome denigratorio, peraltro credo, azzeccato agli italiani d’America e, perché no, anche a noi qui che viviamo in Italia.
Cerco di dare a questo termine, data la scarsissima considerazione che gli Americani hanno di noi italiani, una larvata ipotetica spiegazione etimologica, ma non so se colgo nel vero.
Rimuginando in me stesso e pensando al nostro squallido e vergognoso comportamento dentro e fuori dall’Italia, credo che “Ghinì” volesse significare zozzo, porco, mariuolo, truffatore, sfaticato, parassita, incivile, immaturo, immorale, ecc., ecc. –
Spesso dalle mie osservazioni e confronti tra passato e presente, ricordo alcuni fatti accaduti proprio sotto i miei occhi.
Anni ’80, mi trovai un giorno nella stazione ferroviaria di Piazza Garibaldi a Napoli e, per sapere su quale binario fosse arrivato il treno, mi recai allo sportello d’informazione. Davanti a me c’erano due vecchietti stranieri che erano stati derubati e scippati e che non avevano avuto alcuna esauriente risposta dal fatiscente ufficio d’informazione. Erano tedeschi e uno di essi ad alta voce, molto alterato e in perfetto italiano gridò:
“Sia maledetto quel giorno che son venuto in questo dannato Paese! Non metterò mai più piede in questa sporca Italia!” –
Che dire…; basta solo quest’esempio per comprendere in quale caotico e lurido andazzo viviamo. Purtroppo non è isolato questo triste caso dei due vecchietti tedeschi, ma ne capitano anche di peggiori ogni giorno in tutto il territorio italiano.
Eppure, noi cittadini italiani, per l’immenso Patrimonio storico, artistico, architettonico, culturale, ecc. del nostro Paese, molto apprezzato e studiato in tutti gli Stati del mondo, potremmo vivere nel benessere e nella ricchezza, sfruttando in maniera giusta il solo “Turismo” ed accogliendo adeguatamente i tantissimi turisti che ogni anno verrebbero in Italia per visitare ed ammirare estasiati le nostre autentiche “Bellezze” –
Purtroppo ogni anno si nota un calo sempre più alto di turisti in Italia, in quanto gli stranieri hanno finalmente capito che siamo un popolo di “Ghinì”, di “Italioti”, di falsettisti, di truffatori di cui è molto meglio non fidarsi e stare alla larga per non venire imbrattati da tanta disonestà italiota!” -
Logicamente c’è il rovescio della medaglia…; siamo zeppi, saturi fino all’estremo di presenze straniere, ma non di turisti, bensì di extracomunitari di ogni tipo che varcano i nostri confini colabrodo senza controlli nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte, tra corrotti e corruttori, tra mafie e politiche senza scrupoli, ecc., ecc.…-
Insomma, questa dei profughi è un’altra di quelle tante tristi e vergognose situazioni che non riusciamo neppure minimamente a controllare, data la nostra fama all’estero di “Ghinì”.
Ci piace fare gli sbruffoni; ci piace cullarci sugli imbrogli, sulle nefandezze più subdole e stupide per sopravvivere e ridere sulle spalle delle persone che abbiamo truffato.
Tanto per essere un po’ più preciso, aggiungo:
“Entro in un negozio qualsiasi; noto il padrone, il gestore del negozio che, con un sorrisetto malizioso, sembra sussurrare:
“Ecco, ora arriva ‘o fesso; me lo devo cucinare ben bene tra carezze e gentilezze e poi spellare sino all’osso!...” –
Che altro si può dire…; tanto, tanto, ancora tanto altro ci sarebbe ancora da raccontare…, ma credo che da questi semplicissimi brevi esempi citati in precedenza abbiate certamente compreso il concetto… -

L’UOMO E LA BESTIA

Allora, prima di affrontare con degli esempi pratici il tema di questo paragrafo, riflettiamo con attenzione sul nostro ruolo in questo mondo e cerchiamo di dare una risposta il più possibile veritiera alla seguente domanda che ci assilla dall’inizio dei tempi:
L’UOMO è veramente l’essere vivente più intelligente del pianeta oppure è il più stupido, il più dannoso e pericoloso per le sorti della Terra?”
Queste due parole (Uomo e Bestia), etimologicamente parlando hanno un significato diverso e contrapposto.
La parola “UOMO”, da un punto di vista logico ci appare come un essere nobile, sublime, intelligente, ecc., ecc. –
La parola “BESTIA”, invece, è un vocabolo che osservandolo sotto un punto di vista alquanto critico, ci induce a credere che esso abbia un significato dispregiativo, brutto, malefico, pessimo,… -
Eppure, da che mondo e mondo, l’UOMO, dalla sua prima comparsa sul pianeta Terra si è sempre dimostrato, comportato e presentato in forma completamente opposta.
Cioè a dire: “Altro che nobile, sublime e intelligente; in realtà l’essere umano, in base alle sue innumerevoli azioni nefaste e deleterie, è il peggiore di tutti!” –
Andiamo ad accertarci se questa mia inquietante ipotesi corrisponde alla verità.
Prendiamo ad esempio quegli scafisti delinquenti e senza scrupoli che trasportano di continuo su barconi o gommoni fatiscenti, dietro il pagamento di ingenti somme di danaro, centinaia e centinaia di esseri umani poveri cristi assiepati come carne da macello che cercano di raggiungere il nostro o altri Paesi per fuggire dalle guerre nel loro Paese d’origine e sperare in un futuro migliore.
Ogni giorno purtroppo capitano tragedie terrificanti in cui perdono la vita anche tanti innocenti bambini, donne, vecchi e disabili che annegano nel mar Mediterraneo a causa del ribaltamento del barcone.
Se mi soffermo anche solo per un attimo a pensare a come avvengono tali tragedie del mare e alle atroci sofferenze e morti di quelle tante vittime, mi vengono i brividi.
Ebbene, questi capi di governo di tutte le nazioni del mondo non sentono, non vedono, non controllano, non fanno nulla per evitare queste disgrazie??? –
Ma è mai possibile che per il business a tutti i costi, per il vile danaro, ecc., ecc. si possano commettere crimini tanto efferati e poi, cosa ancor più grave, tutti guardano, commentano, chiacchierano, magari in tv attorno ad un tavolo, durante e dopo il verificarsi di tali tragedie, e poi, e poi nessuno, dico e ripeto nessuno al mondo fa qualcosa di serio, di fattibile, di utile per poter fermare in maniera definitiva tali ecatombe??? –
Allora io dico e confermo:
La BESTIA sei tu, feccia umana, anzi disumana; sei il peggior male del mondo; sei il più deleterio cancro maligno che ci possa essere; sei l’essere più velenoso e distruttivo dell’intero universo; sei l’unico essere al mondo capace di distruggere non solo gli altri, ma anche se stesso, la propria razza e la terra in cui vive!” –
La cosiddetta “BESTIA”, invece, a cui abbiamo affibbiato erroneamente un epiteto ed un significato altamente dispregiativi ci fa comprendere, attraverso il suo semplice, leale e corretto comportamento in natura, che il solo vero essere giusto e degno di rispetto sul pianeta Terra è proprio la “bestia”, quell’essere del Regno Animale.
Che avvilimento, che cosa sconcertante; mi sento talmente sconfortato da tali mie conclusioni, peraltro assolutamente veritiere, in quanto avvalorate da prove certe, che provo  un grande rispetto, ammirazione ed anche a volte una certa invidia per quelli appartenenti al Regno Animale, escluso logicamente la “BESTIA UOMO” per la quale provo un profondo senso di orrore, di disgusto ed anche di grande vergogna in quanto purtroppo anch’io appartengo a questa malefica razza.
Mentre scrivo apprendo delle notizie talmente sconvolgenti che hanno dell’incredibile in fatto di malvagità demoniaca da parte di questo brutto essere chiamato erroneamente “UOMO”.
Un anziano ottantenne di Siracusa viene aggredito e picchiato in casa per un assurdo atroce gioco perverso ideato da un branco di quattro ragazzini balordi e poi dato alle fiamme.
E poi ancora…: un’anziana donna di 87 anni a Chiari (BS) viene duramente violentata in casa da un uomo di 32 anni di origine romene… -
Ed ancora…: non c’è che dire…; la fantasia di quest’essere disumano definito “UOMO” non ha limiti e crea di continuo nuovi metodi sempre più atroci nel fare del male.
Una novantenne aggredita e stuprata in strada a Roma da uno sconosciuto.
Mi domando: “Ma questi violenti aggressori vengono puniti severamente dalle leggi italiane?” –
E questa è un’altra grande vergogna all’italiana; un altro lungo discorso che è meglio affrontare un’altra volta.
Mi limito solo a rispondere alla domanda con un secco “NO!”, non vengono puniti; il più delle volte per incomprensibili cavilli burocratici vengono subito rilasciati e messi in completa libertà di agire nuovamente e portare a termine le loro atroci bravate.
Che mondo crudele, putrido, falso e perverso.
Ma come si fa a non provare un senso di profondo disgusto per questa “BESTIA UOMO”??? –
E adesso rovesciamo la medaglia dal negativo al positivo e parliamo di cose belle, quelle che ti riempiono l’animo di gioia e cioè degli “animali”.
Dalle cronache di tutto il mondo si apprende che sono numerosissimi i casi in cui gli animali, incuranti del pericolo per la loro stessa vita, delle ferite e dell’immane fatica riescono a salvare tante e tante vite umane.
Come esempio voglio ricordare un caso avvenuto di recente durante il terrificante terremoto che ha sconvolto ad agosto di quest’anno alcune regioni del Centro Italia.
Un magnifico esemplare di Labrador di nome Leo è riuscito a salvare, con l’aiuto dei soccorritori, Giorgia una bambina rimasta per molte ore intrappolata sotto le macerie. Tutti si sono commossi ed hanno a lungo applaudito dopo il miracoloso salvataggio della piccola Giorgia, grazie soprattutto all’intervento del cane Leo, un vero autentico “EROE”. Lo stesso papa si è recato personalmente sui luoghi del disastro per congratularsi e conoscere da vicino il cane Leo fornendogli un’affettuosissima carezza e facendo poi i complimenti a tutti i soccorritori, vigili del fuoco, gruppi cinofili e volontari.
Che dire…, nello straziante dolore lancinante di coloro che hanno perso tutto e tutti, si leva a volte una flebile, sottile voce di gioia, di speranza, d’amore nel ridare la vita a una piccola bambina “Giorgia”, grazie all’eroismo di un animale, il cane “LEO”, un essere semplicemente straordinario.  

Grazie a tutti per aver pazientemente sopportato anche quest’altra mia dissertazione su un argomento peraltro molto importante e alquanto toccante nell’anima, nel cuore e nella mente.

Ci risentiamo, come al solito, alla prossima puntata con nuove, si spera, sempre più strabilianti avventure, sempre s’intende in questo mio spazio web. –

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Sabato, 1 ottobre 2016

L’ETERNO FOTTI, FOTTI, FOTTI… DEI NOSTRI INGORDI POLITICANTI DI IERI, DI OGGI E… ANCHE DI DOMANI…, RIMANENDO QUESTA STAGNANTE SITUAZIONE ATTUALE…!

Cerchiamo, con un certo livello di approssimazione, non essendo consentito a noi miseri “insignificanti” cittadini italiani, di indagare più a fondo nei meandri oscuri della politica italiana, un logico e presumibilmente veritiero calcolo (sempre dal nostro punto di vista) dei tanti soldi, degli immensi introiti, delle favolose entrate che i nostri “fottutissimi onorevoli” politici si fottono (si, proprio così, si fottono) mese per mese, giorno per giorno, (ma che dico…) ore per ore…, minuti e secondi…-
Tutti quelli che, in passato o di recente, hanno varcato per la prima volta la fatidica soglia dei Palazzi del Potere ottenendo il riconoscimento di “onorevole” con tutto il relativo grosso bagaglio: immunità, scorte, servizi, finanziamenti, rimborsi, ecc., ecc., ecc. “Aggiamm pazienza…, luvateve a nanzo, ch’edda passà l’onorevole…!”, vengono immediatamente irradiati da una luce meravigliosa fatta di lusso, sfarzo, vizi, lussurie, ecc., ecc. e, subito cambiano gli antichi loro propositi e promesse, tuffandosi anche loro, anima e corpo nel “futtisterio generale” della politica.
E allora, nun ce sta niente a fa’ cchiù, se magna, se magna e se magna…-
I sozzi si sbrodolano come porcelli mai sazi nel truogolo delle Casse dello Stato… -
Si chiedono poi altri tremendi sacrifici sempre ai soliti ai poveri onesti cittadini pagatori ed il ciclo demoniaco del “futtisterio politico” continua senza sosta alcuna e, LORO, quelli dell’Alto Loco (o Alta Schiatta) si tuffano ancora ed ancora nel grande truogolo fino a prosciugarlo di nuovo.
E, non si finisce mai,… è sempre la solita tiritera, la solita litania, ma nulla cambia e,… da una parte gli Altissimi… che godono a più non posso fino a che qualcuno di LORO per i troppi viziacci e l’uso di qualche sostanziella particolare “annessa e connessa”, schiatta…, perde le penne… e, dall’altra parte i poveri cristi che soffrono le pene dell’inferno e si spengono in terrificanti patimenti fisici e morali.
Ma, dico io, come c… fa il cittadino italiano, dopo essere stato preso per i fondelli per tutta la sua vita, a fidarsi, a credere ancora a questi luridi politici italiani?
Se ce ne fosse almeno uno, ripeto, almeno uno capace veramente di governare, di fare vera politica; uno che sappia operare e svolgere degnamente il suo compito di amministrare il Paese; uno che sappia sviluppare onestamente quell’attività incisiva sull’economia del Paese e sul benessere di tutto il Popolo italiano, in modo da non vergognarci più di essere ”italiani”, allora potremmo senz’altro affermare che costui, questo tipo ipotetico di “politico vero”, merita senza alcun dubbio tutto il nostro rispetto e la nostra ammirazione per una nazione più progredita, più giusta e più civile…-
Purtroppo non è così, non è affatto così; la realtà è ben altro, è molto più cupa, triste e tetra.
“’O ti mangi sta menesta o ti butti dalla finestra…!”
Attualmente non esiste nessun politico “giusto” nella gabbia infernale dei Palazzi del Potere italiano, sia centrali, sia periferici e sia locali. Ogni nuovo politico, appena entra, si adegua o è costretto, nolente o volente, ad adeguarsi all’andazzo degli altri demoni succhiasangue, altrimenti, se putacaso, il nuovo arrivato avesse intenzione di fare qualcosina, anche larvatamente, di onesto ed onorevole, viene subito escluso, sbattuto fuori o peggio, molto peggio, col rischio di rimetterci le penne e tutto il resto…-
E’ inutile ripetere, ripetere sempre la stessa litania: si dovrebbe eliminare questo e quest’altro; si dovrebbero tagliare tutti i…; si dovrebbero irrigidire i controlli e poi, e poi, e poi…-
Queste cose le ho ripetute all’infinito e, credo, lo sappiano tutti, proprio tutti, anche “i sassi” delle vie, cosa si dovrebbe fare nel nostro Paese per cercare di renderlo un po’ più vivibile, un po’ più civile, un po’ più progredito.
Le spese inutili, gli sprechi, i sollazzi, i favolosi privilegi, appannaggi, stipendi, introiti, finanziamenti, rimborsi, pensioni d’oro, enti inutili, ecc., ecc., ecc. della nostra perversa corrotta società politica, finanziaria, mafiosa, partitica di oggi, con tutto l’ambaradam che ne consegue in truffe, scandali, disorganizzazioni, disservizi, razzismi, incongruenza, ingiustizie, ecc., ecc. sono ormai all’ordine del giorno ed ognuno di noi, sulle proprie tragiche vicissitudini quotidiane se ne rende conto.
E’ ormai una lotta continua giornaliera di ognuno di noi tra carte, cartacce, cartelle, tasse, sanzioni, multe, versamenti, ecc., ecc. che ci affligge quotidianamente e che ci tiene impegnati continuamente, costringendoci a pensare solo a come versare altro nostro sangue ai vampiri al governo; a come essere in regola con le fatidiche scadenze, per non rimanere in mora, in sanzioni pesanti, in multe salatissime.
Ripeto… è una lotta continua di ognuno di noi giorno dopo giorno tra mille complicanze, tra mille ingiustizie, per trovare il bandolo della matassa tra tante documentazioni burocratiche complicate, ridicole ed aberranti…, soffocati da un’enorme macchina del Fango; stritolati dai tentacoli letali di una gigantesca Piovra…, circondati da vampiri sempre assetati di sangue…-
Logicamente il nostro lavoro, la nostra passione, il nostro mestiere, la nostra arte, la nostra creatività, la nostra competenza, la nostra libertà vanno tutte a farsi friggere; vengono accantonate, in quanto abbiamo altro a cui pensare, altro per cui scervellarci, perdere la testa, ecc., ecc. per cercare di non soccombere, per cercare di non deprimerci del tutto.
Poi, alla fine, succede che, nei casi più gravi o nei casi di eccessiva sensibilità, si perda del tutto la concezione stessa di vita, di esistenza, fino a commettere atti inconsueti di estrema disperazione come il suicidio…-
L’Italia (questa specie di Paese) sta ancora precipitando da ormai molto tempo nella terrificante voragine del “nulla” e, fino ad adesso, non vedo come possa risalire, come possa salvarsi dalla totale perdizione toccando il fondo del baratro e sfracellandosi irrimediabilmente la testa e tutto il resto.
Per fare un paragone è come se il nostro Paese stesse precipitando ad altissima velocità, perdendo via via tutti i pezzi, in una sorta di foiba molto più terrificante di tutte le foibe del Nord Italia messe insieme.
Dire oggi politici equivale alla parola MARIUOLI! –
Il popolo italiota, tapino, pecorone e lecchino continuerà imperterrito, come ha sempre fatto, a lamentarsi, a piagnucolare, a disperarsi, ma mai a reagire compatto e fattivamente contro tutte le ingiustizie e, logicamente, i Magna Magna al Potere ringrazieranno e continueranno senza sosta a sollazzarsi, per cui di conseguenza nulla, proprio nulla, mai cambierà.
E allora su, su, massa di pecoroni italioti, continuate tutti in coro ad osannare, a celebrare, a leccare, a batter le mani per chi vi chiama cornuti, per chi vi prende per i fondelli, per chi vi stritola, per chi vi succhia sudore e sangue…:
“Viva l’Italia! Viva la patria! Viva il tricolore! Viva l’inno!” –
E’ inutile poi tergiversare, chiacchierare, commentare, piagnucolare, disperarsi; bisogna assolutamente agire ed in modo compatto e deciso, altrimenti non c’è scampo…; si viene inesorabilmente schiacciati.
Una sola voce che si leva dal coro dei pecoroni, anche se giusta, non può fare mai nulla se non viene appoggiata da tutta la massa.
“Dicette ‘o pappece ‘nfaccia ‘a noce, damme ‘o tiempo, ca te spertose!” -
Bisogna comunque iniziare a fare qualcosa di utile, a rendersi attivi, a sensibilizzare la massa pecorone, ecc., ecc. –
E, a tal proposito, voglio approfondire il concetto di una significativa frase del grande campione sportivo e maestro di vita Alex Zanardi:
”… E’ necessario girare di continuo il cucchiaino nella tazza del caffè, per far venir su lo zucchero…- A stare fermi non succede niente!” –
Riflettendo bene sulle parole sacrosante di Alex, ne deduciamo che piangersi addosso, disperarsi delle proprie disgrazie e poi stare fermi, non reagire, non fare nulla è assolutamente inutile e controproducente.

REPUBBLICA O MONARCHIA

Questi due vocaboli sono utili ed adatti solo e soltanto a quei popoli che hanno realmente raggiunto la vera MATURITA’ SOCIALE E POLITICA.
Dopo la splendida oasi di grande maturità, benessere e perfetta organizzazione in tutti i campi nel favoloso periodo borbonico del Regno della Due Sicilie, abbiamo in seguito sperimentato sulla nostra pelle solo pesanti scottature e tanto, ma tanto malessere sia durante la Monarchia savoiarda, sia nel periodo della dittatura fascista e sia nell’attuale periodo della Repubblica.
Dall’orgoglio dei primi posti nelle classifiche mondiali durante la splendida epoca borbonica siamo precipitati nell’abisso della vergogna degli ultimi posti (o peggio ancora in alcuni casi siamo addirittura fuori classifica, non classificati) nell’epoca odierna.

BRAVI CERIMONIERI, PESSIMI AMMINISTRATORI

Oggi 19 settembre 2016, mentre scrivo, sento i cronisti della TV che si cimentano in una specie di vergognosa gara per aumentare quel coso, come si chiama…, mi sembra “l’indice d’ascolto”, pavoneggiandosi in atteggiamenti grotteschi con parole auliche, di alto significato politico (all’anema r’’a palla) con lo scopo di mettere in risalto la vita politica del defunto presidente Ciampi.
E allora la senti tutta sta marmaglia inconsistente ed inconcludente chiacchierare a vanvera e ad capocchiam (come la schifosa prassi del business a tutti i costi ordina…) nei talk show televisivi, ma anche nei forum, chat, blog e quant’altro esiste nel web, bacchettarsi tra loro in una caciara a volta veramente nauseante ed insopportabile tra presunti cronisti, opinionisti, giornalisti, scrittori, direttori di giornali, di programmi televisivi e quant’altro esiste nei mass media di regime…-
A questi si aggiungono poi i vari politicanti e la nausea arriva ad un punto critico di non ritorno in cui le stesse falsità vengono a loro volta falsificate in un groviglio contraddittorio di sciocchezze madornali in cui ognuno afferma tutto il contrario dell’altro ed il  giro giro tondo infernale continua…-
E nelle aule parlamentari tutto fila liscio? –
Macché! Lì il caos regna sovrano e la situazione è ancora peggio dei talk show televisivi. Mai si affrontano realmente e fattivamente i veri problemi del Paese, tipo le strade scassate, le opere incompiute, la monnezza dilagante, gli sprechi, il continuo “futtisterio” dei politici, la vergogna italiota, gli scandali dell’Alta Casta, i disservizi, il mal governo, la mala sanità, la corruzione, le tasse, ecc., ecc., ecc. –
C’è chi affoga nella monnezza e chi “alla luce del sole” e “senza scomporsi” trasferisce i soldi trafugati dalle Casse dello Stato nei paradisi fiscali e va poi a trascorrere le proprie esclusive vacanze dotate di ogni confort e di ogni servizio per privilegiati a Monte Carlo o alle Maldive o nei prestigiosissimi e costosissimi hotel e luoghi di svago arabi o californiani, magari mostrando pure le chiappe, sdraiato comodamente e servito di tutto punto…-
Che bellezza! –
“C’è chi piange e chi ride!” –
Ma sì, diciamola pure sta strunzata…! E’ proprio una bella cosa, una geniale trovata, un imput stupendo l’attuale Repubblica italiana. Ammirate gente! Ammirate quant’è bella sta cazzo di Repubblica!
All’anema r’’a palla!
Diamo, doniamo, consegniamo di più, ancora di più a questi nostri “belli”, “cari”, “stupendi” politici italiani, in modo che loro siano felici, super felici nei sollazzi, nei divertimenti…, 24 ore su 24 per tutto l’anno, per tutto il loro mandato…, ma che dico…, anche dopo, quando vanno in pensione devono continuare a divertirsi, ad essere super felici ed avere una lunga, lunga vita gioiosa, spensierata ed allegra.
“Parole! Parole! Parole!...” cantava Mina.
Ognuno fa orecchie da mercante:
“Sto bene io e me ne strafotto degli altri che soffrono!...” –
Altro che altruismo…; altro che unione; altro che “fratelli” –
E’ evidentissimo che da 150 anni ad oggi ci hanno letteralmente tartassati con fiabe, sciocchezze, cazzate, stronzate immaginarie ed inverosimili, lunghe, lunghe, lunghe fesserie, condite poi con interminabili contraddizioni e falsificazioni tipo: risorgimento, unità, patriottismo, fratelli, padri della patria ed altre grottesche invenzioni ideate da cerebrolesi per altri cerebrolesi.
Ho quasi 94 anni e ricordo che all’età di 10 – 11 mi venne in mente di scrivere questo motto:
“Povero mondo scervellato e pazzo;
lercio fetido e puzzolente;
detrito villoso ed ancor fetente;
via via da me putrido sfarzo!”

La domanda sorge spontanea:
“Da allora ad oggi è forse cambiato qualcosa? Nooo!!! Niente!!!” –Ih! Comm’è fess’‘o cane mio! ‘O cane mio? No!
L’italiota è nu quaquaraqua, nu guappo ‘e cartone, na test’’e cazzo! –
‘O popolo fatica, suda e butta sangue e i politici si fottono tutto.
Ma che maniere so’ cheste?
E che cazzo!
E’ pippe piglian’‘a schiaff’‘e tabbaccare? –
Basta, basta mo’ con questo ridicolo viziaccio merdoso di giustificare sempre e comunque tutti coloro che imbrogliano, truffano, sprecano, rubano, massacrano, ecc., ecc. –
A questo punto cito un ipotetico colloquio tra un cittadino ed un politico.
Il cittadino: “O tu politico, come fai a guadagnare così tanto? Come fai a prendere più di 20 mila euro netti al mesi e poi incassi altro danaro da quell’ente e pure da quell’altro istituto e poi, poi, non sazio abbastanza, vai pure a sgraffignare altri soldi dalle Casse dello Stato?” –
Il politico: “Vai a controllare quanto incassa quel presidente d’impresa! Egli guadagna più di me!” –
Confronto cretinesco, ma che fa comunque buon brodo.
Sembra il politichino un bambino piagnucolone geloso di prima elementare: “Maestro! Quello lì ha lo zainetto più bello del mio! Lo voglio! Lo voglio!” –
La differenza, mio caro politico presunto “onorevole” è che quel presidente di quella grande società, con tutti i difetti che possa avere e nonostante la crisi, produce, commercia i suoi prodotti, dà lavoro a tanti cittadini italiani; insomma cerca di portare avanti la sua fabbrica e di confermare il “made in Italy” in tutto il mondo, nonostante le tasse e i cavilli burocratici che tu, politico ladro, gli procuri con le tue assurde leggi.
In uno Stato burocratico oltre ogni limite di decenza, non cè alcuna speranza di ricrescita e di ripresa economica; non può esistere alcun  progresso; non potrà mai esserci un futuro e…, come contorno di questo letame burocratico politico – partitico – finanziario - mafioso asfissiante e tartassante, ecco apparire la solita massa di pecoroni lecchini, ominicchi e vermiciattoli che più subisce e più applaude come una sorta di “Sindrome di Stoccolma” o come gli ignavi dell’Antinferno; una massa di vigliacchi italioti che viene continuamente presa per il culo, subendo angherie mortificanti di ogni tipo e intanto continua a batter le mani in segno di giubilo per i tartassatori al potere, per i massacratori carnefici sanguinari, per i vampiroidi succhiasangue mai sazi del loro potere di “regime” attuale.
E ripeto, ripeto ancora per l’ennesima volta per tutta quella massa amorfa e indifferenziata di autentiche teste di chiodo dure di comprendonio: “Se vogliamo imitare ciò che fanno all’estero, almeno scegliamo quello buono e scartiamo il male; l’Italia deve essere retta, governata, amministrata (non sgovernata o disamministrata com’è adesso) da un esiguo numero di veri, onesti e soprattutto responsabili e competenti “Onorevoli”: niente sollazzi, auto blu, privilegi, immunità, finanziamenti pubblici, scorte, niente cerimonie ridicole e fasulle, niente sprechi, vitalizi, stipendi e pensioni d’oro, niente enti, istituti o uffici inutili, niente palazzoni del potere, niente servizi per i politici; ecc., ecc., ecc. e chi più ne sa ne metta…; insomma tutti coloro che ci amministrano (Stato, regioni, province, comuni…) devono essere esclusivamente i nostri servitori, col rischio che se non fanno bene il loro mestiere vengono subito da noi, popolo italiano, licenziati senza alcuna possibilità di rientrare!” -
Poi, come ho prima accennato, il numero dei politici, partiti, simboli, schieramenti politici, enti inesistenti, istituti fasulli ed altre sozzerie ammontano ad un numero esorbitante (è uno spreco inutile) e devono essere assolutamente tagliati, tagliati; ne bastano pochi elementi, ma onesti, efficienti, capaci e responsabili, con le stesse paghe, servizi, regole, giustizia, diritti e doveri di un qualunque medio cittadino italiano: niente di più e niente di meno, sempre logicamente e non mi stancherò mai di ripeterlo, se faranno bene il loro dovere di amministratori, altrimenti fuori!... -
Tutti, sia i governanti, sia i cittadini devono poter esprimere le loro capacità senza “spade di Damocle” sulle spalle, senza cavilli burocratici opprimenti e lavorare in perfetta organizzazione con rispetto reciproco delle proprie mansioni, ognuno secondo le proprie competenze e responsabilità come i componenti di un efficiente motore perfettamente funzionante e produttivo.
Solo così si può iniziare ad avere qualche speranza di vera ripresa, di reale crescita e progresso del Paese Italia ed entrare anche noi con dignità, onore ed orgoglio nello scacchiere mondiale dei Popoli Civili e Maturi politicamente e socialmente.
Lo so, questi traguardi sono molto, molto difficili da raggiungere e potrebbero sembrare a primo acchito un’utopia, un sogno irrealizzabile, ma meglio agire, iniziare a fare qualcosina di buono, con reale Maturità Politica e  Sociale, che stare fermi, immobili, piangersi addosso o peggio muovere e battere le mani, fare l’inchino e mostrar le chiappe come idioti babbei (italioti) al passaggio dei nostri attuali succhiasangue disonorevoli.
Ma aulesseme ferni’, na bona vota e pe sempe, cu’ cheste cazzate, cu’ chistu futtisterio? –
E poi voi, voi politicanti di merda e senza alcun valore che sgovernate e disamministrate in modo tanto disonorevole quest’Italia scassata ed inguaiata per vostra colpa, aulesseve ferni’, na bona vota e pe sempe, ‘e rrubbà!? –
Pe ppiacere, nun sproloquiate cchiù, nun ce facite cchiù ‘na capa tanta cu tutte ‘e strunzate che cuntate.
Esempio lampante è il nostro capo di governo attuale che non finisce mai di stupirci con le sue continue strabilianti stronzate…-
Ma che fervida fantasia ha il nostro kaiser: ogni volta che apre la sua candida “boccuccia di rose” ne esce fuori una stronzata nuova.
Lo chiamavo “Cicerinella” e pensavo di esagerare, ma è molto, molto di più; nel web, nei forum, nei blog, nelle chat sembra che la nostra emerita “Cape ‘e chiuove” (“Testa di chiodo”) abbia avuto un nuovo epiteto, molto ben appropriato: “Menomato Morale”, che abbreviato diventa “MM”.
O voi politicanti…, avete stipendi, pensioni, privilegi, immunità, sovvenzioni, ecc., ecc. talmente assurdi ed ingiustificati che non ci capisco più nulla: la testa mi gira, il sangue ribolle nelle vene e lo stomaco fa i capricci.
E poi, poi, poi, come se non bastasse, avete anche la sfacciataggine di rubare tutti i soldi che i poveri cittadini italioti versano continuamente nelle Casse dello Stato, lasciando il Paese ed il popolo in uno stato di miseranda situazione con inumane sofferenze e grande malessere.
Ma è mai possibile che voi politicanti non vi saziate mai e spremete, succhiate, tartassate, pretendete sempre di più dai già derelitti indifesi cittadini italiani? –
Sapite che vv’è dico?
Puzzate jettà tutto ‘o sanghe a ll’ava e po’ schiattate, schiattate pure…-
Fate cchiù schifo d’’o schifo. (sciùh!) -
Jatevenne, pe ffavore! Jatevenne affangulooo!
Dovrà essere solo e soltanto il popolo a scegliere i propri governanti, i propri servitori che, al primo sgarro, alla prima furbata, saranno subito licenziati, senza alcuna possibilità di poter rientrare.
Questa dovrebbe essere la logica, ma ci credo poco, anzi proprio per niente, in quanto è avvenuto sempre l’esatto contrario… -
E cca te voglio.
Il popolo se ne fotte, anzi, molti di essi (mi riferisco alle fette dei raccomandati, ai beneficiati, a tutti quelli che hanno occupato posti di lavoro con concorsi fasulli o addirittura sono entrati nel mondo del lavoro senza alcun concorso, senza alcun merito, senza alcun titolo…) si tengono ben stretti il loro pupillo politico, appoggiandolo sempre in tutto e per tutto.
Di conseguenza, è oltremodo chiaro e logico, (nun c’è bisogno ‘a zingara p’andivinà, Cuncé…), che costoro, la massa dei “beneficiati”, al momento del voto, preferiscono ed accettano solo e soltanto chi li ha sistemati, sperando anche nella sistemazione per i loro stretti consanguinei e affini.
Questa massa di luridi bacherozzi ragiona così: “Ehi! E che so’ fesso! Fotte chi può! Il mio beneamato onorevole me lo terrò certamente caro, caro, stretto, stretto (vicin, vicin) e… guai a chi me lo tocca! Degli altri non me ne fotte un cazzo!” –
In conclusione, come può cambiare la situazione attuale se esiste questa massa immonda di larve che difendono a denti stretti i loro prediletti politici??? –
Per adesso si vede solo un popolo senza speranza con i soliti “Figuri di merda” che si alternano al governo e, di conseguenza, l’Italia marcirà sempre di più peggio della più nauseabonda monnezza.
Questa è l’Italietta che abbiamo voluta dal ’48 ad oggi.
Volevamo scopiazzare (che idioti) alle varie repubbliche U.S.A., slave, U.R.S.S., ecc., ecc. –
Ci siamo invece buttati la zappa sui piedi! Poveri fessi! Autentici Italioti! –
Cambiare? Eeee…; e na parola! E’ un’utopia!
‘A repùbbreca l’avimmo vuluta e, purtroppo, ce l’amma tené! –
E adesso, lasciatemi gioire un pochino, anche se per breve tempo, parlando di una trasmissione della RAI, sì, avete capito bene, proprio della RAI, quell’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia con i suoi emeriti “Paperoni” super pagati; ma questo è un altro lungo discorso, che è meglio affrontarlo in altri luoghi e in altre sedi più appropriate…-
Allora, dopo tanto, tanto oblio, denigrazioni e falsità nei confronti del Sud Italia, ecco che appare improvvisa un’inversione di tendenza ed è quello che è appunto successo il giorno 22 settembre a RAI 3 nel programma “Geo & Geo”, in cui la brava presentatrice Sveva Sagramola ha fatto vedere la famosa Reggia di Carditello a San Tammaro (CE) ove squadre di operai stanno finalmente (speriamo…) restaurando detta reggia borbonica, vero orgoglio casertano, dei Re Borbone e del magnifico Regno delle Due Sicilie.
Io, in passato, nei miei vari scritti, ne ho parlato molto del vergognoso scempio e stato di abbandono in cui veniva lasciata indegnamente questa famosa Opera Storica per colpa delle varie autorità ed enti sia politici che non politici, sia locali che non locali, in combutta con varie associazioni malavitose e con il beneplacito di quei sozzi “figuri” nordisti e/o non nordisti legati alla farsa risorgimentale…-
Addirittura la Reggia era diventata ritrovo di zoccole, magnacci, puttane, spacciatori, drogati, delinquenti, sporcizie e…, ruberie di ogni sorte con la solita approvazione del “potere”.
E’ inaccettabile e oltremodo incomprensibile la serie continua di vandalismi che ha dovuto subire nel corso di tanti anni la Reale Tenuta di Carditello e la sua prestigiosa Reggia chiamata nel periodo borbonico “Reale Delizia”. Tutto avveniva (e spero che non avvenga più) alla luce del sole senza che nessuno prendesse seri provvedimenti: sciacallaggio, razzia di decori, sculture, arredi architettonici, marmi divelti, ecc., ecc. -
Si vede, forse (ma dobbiamo ancora attendere l’esito finale dei lavori di restauro…) che alcuni esponenti della politica, tipo De Magistris, De Luca o altri amministratori, dopo tanto silenzio e menefreghismo, dopo tanti ipocriti balletti tra le istituzioni su un complesso monumentale depredato e umiliato più volte, hanno finalmente recepito l’importanza di questa famosissima opera storica borbonica (era ora che s’intervenisse, altrimenti non sarebbe rimasto più nulla da restaurare…) e stanno operando in tal senso, attuando un reale fattibile piano di recupero della favolosa Reggia della dinastia reale dei Borbone di Napoli e di tutta la sua area circostante, la Reale Tenuta di Carditello.
Voglio sperare che, stavolta, tutto proceda per il meglio, in maniera giusta, onorevole, onesta e senza alcuna furbata sottobanco, purtroppo molto frequente in tutta Italia.
Spero che le imprese di restauro siano imprese serie, giudiziose e competenti nel tipo di lavoro impegnate a svolgere.
Voglio essere ottimista, anche sapendo che in questo Paese bazzicano, d’accordo con mafia, camorra e politica, tante e tante imprese sporche che, “riparandosi sotto le sozze gonne della malavita e della malapolitica” ragionano così: “Chi s’è visto, s’è visto! M’aggio futtuto i soldi e poco me ne importa!” –
Allora, si sovrappongono ottimismo e pessimismo, sogni meravigliosi e realtà triste e cruda; comunque “del doman non v’è certezza” e non arriviamo subito a conclusioni avventate positive o negative.
L’inizio è già una buona cosa; l’essersi interessati (politica e alcuni organi d’informazione) al recupero di quest’opera tanto importante a livello mondiale per il Sud Italia e per la Storia borbonica del Regno delle Due Sicilie è una cosa da apprezzare sotto tutti i punti di vista. Poi l’esito si vedrà…; staremo a vedere…! –
Voglio ricordare alcuni Grandi del nostro glorioso passato storico borbonico che hanno ideato, progettato e poi realizzato questo splendido immenso Real Sito di Carditello che si estendeva su una superficie di circa 2.100 ettari:
Re Carlo di Borbone (1716-1788); Re Ferdinando IV di Borbone (1751-1825); l’architetto Francesco Collecini allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli. Nel Real Casino di Carditello il Collecini inventò nel 1787 il primo prototipo al mondo di Ascensore, vero primato mondiale borbonico. Il pittore e restauratore Giuseppe Cammarano abbellì la Reggia di Carditello, la Reggia di Caserta, il Belvedere di San Leucio ed altri siti reali borbonici con le sue meravigliose opere pittoriche. E poi, e poi tantissimi altri rinomati artisti hanno preso parte alla realizzazione di quest’opera straordinaria, rendendola nel tempo sempre più bella e funzionale.  
Oltre la favolosa Reggia vi era anche una dinamica ed efficientissima azienda agricola, ben progettata nelle infrastrutture edili e ben organizzata negli allevamenti di pregiate razze di cavalli e bovini, nella coltivazione del grano, nella produzione e commercializzazione di vari prodotti agricoli e caseari tra i quali formaggi, mozzarella di bufala, ecc., ecc. –
E’ chiaro che se il Sud Italia non fosse stato così brutalmente invaso e martoriato da quelle orde sanguinarie nordiste savoiarde, da quei falsi e vigliacchi presunti “fratelli” del Nord Italia, oggi avremmo ancora quella meravigliosa oasi di pace, benessere, creatività, perfetta organizzazione e ricchezza di quell’antico splendore borbonico del Regno delle Due Sicilie.
Com’è stato quindi possibile ignorare del tutto per tanti, tanti, tanti anni un così vasto e splendido complesso monumentale come la Reale Tenuta di Carditello e la sua Reggia, permettendo e favorendo la sua lenta e straziante agonia tra vandalismi, sporcizie, furti, discariche e rifiuti d’ogni genere…, senza che nessuno, dico e ripeto, nessuno muovesse un solo dito…??? (Non vedo, non sento, non parlo e non faccio nulla???) – Ma che razza di… (non fatemi pronunciare parole troppo, troppo pesanti…) –
Spero che non sia troppo tardi l’attuazione di quest’iniziativa, peraltro lodevole, da parte delle autorità per il recupero totale della Reggia di Carditello e di tutta l’area circostante e soprattutto che non sia la solita presa per i fondelli, le solite promesse al vento, le solite smentite, di cui siamo purtroppo abituati da tanto tempo nella nostra misera Italietta.
A questo punto, come spesso capita nelle mie trattazioni, ho voglia di fare una riflessione:
“Quando in una nazione manca completamente il controllo, tutto va a rotoli, tutto a schifia finisce e il caos regna sovrano. Il controllo però può essere effettuato in modo giusto ed ineccepibile solo in quegli stati civili in cui è capita ed attuata la MATURITA’ SOCIALE.”
Quando ebbi la “felice” idea (errore madornale) di entrare in politica, fui un giorno invitato dal sindaco a recarci tutti e due al Cimitero di Piana di Monte Verna ove era stato in precedenza fissato l’appuntamento con l’impresa Leone di C. e l’ingegnere capo dei Beni Culturali di Napoli.
Dopo le presentazioni di prassi ci avvicinammo alla Cappella Gentilizia, risalente, se non vado errato, al ‘600.
Al posto della serratura c’era soltanto una targhetta di legno lunga circa 50cm e larga dai 10 ai 15cm – Da un lato dell’anta sinistra si vedeva benissimo che era stata schiodata. Si notavano solo 4 grossi chiodi sulla tavoletta di chiusura.
L’impresa, rivolta ai presenti, facendo il viso d’occasione, esclamò con aria contrita e rammaricata: “Qui ci sono stati i ladri! Io personalmente ho inchiodato con la mazzola le tavole!” –
L’ingegnere capo dei Beni Culturali continuò poi confermando quello che aveva affermato l’impresa e additandoli con un dito: “Ecco, come potete qui notare, ci sono rimasti i buchi dello schiodatura!” -
Il sottoscritto, che ha l’abitudine di non starsene mai zitto, esclamò: “Ma questi milioni di buchetti, piccoli come una punta d’ago, sono stati scavati da tarli o altri piccoli insetti. I chiodi delle tavolette non esistono!” –
Qualcuno mi tirò indietro e mi costrinse a zittire.
Morale: “E’ chiaro che c’era tutto un losco accordo!” –
Ora mi spiego la fine che hanno fatto quelle splendide piastrelle che da secoli incorniciavano il Campanile della Cappella.
E poi, e poi, e poi…; ecco spiegato la fine che hanno fatto il piano del ‘700 e i tanti quadri ed affreschi di famosi artisti del passato e…, potrei ancora continuare…-
Ecco come si procede spesso in Italia, non da tutte le imprese, ma dalla maggioranza: corrotti e corruttori bazzicano insieme, introitando soldi e mazzette e strafregandosene dell’opera.
Voglio augurarmi che il restauro della Reggia di Carditello ed il ripristino dell’intera Real Tenuta circostante avvenga senza intoppi e che i lavori siano ben controllati.
Inoltre spero con tanto orgoglio casertano e neoborbonico che il danaro messo a disposizione sia adibito esclusivamente per il buon esito dei lavori di restauro e non per altri scopi devianti, tipo il magna-magna politico, in modo da rendere una Grande Opera d’Arte come la Reggia di Carditello più bella di prima.
Sogno o realtà? Staremo a vedere!...
Voglio ancora sperare che l’Europa o altri (Regione, provincia, comune, associazioni, enti, ecc., ecc.), avendo stanziato tanti soldi, stiano molto attenti e costanti nei controlli, affinché il danaro non prenda come al solito vie traverse a favore della camorra, della mafia, delle imprese corrotte, dei cleptomani o dei politici magna-magna…-

Mi rivolgo adesso a voi politici: “Finitela una buona volta e per sempre di prenderci per i fondelli. (Pprimma ce purtate ncarrozza e po’ ce mpapucchiate!) Non ripetete sempre lo stesso madornale errore; nun ce fate arrevotà ‘o stommaco; siate seri, siate onorevoli nei fatti e non solo a parole! Siate uomini con le palle e non i soliti vermi schifosi!” –

A tal uopo, a proposito della dilagante corruzione odierna, mi riporto con la mente al passato, raccontando un fatto accaduto sotto i miei occhi e poco lontano dalla mia abitazione in via Croce Cornieri.
Negli anni del dopoguerra ’40 – ’45 si costruì sul fiume Volturno a Piana di Caiazzo (ora Piana di Monte Verna) un ponte in cemento armato (Ponte della Scafa). Furono calati diversi piloni nel letto del fiume e dopo alcuni mesi i carpentieri costruirono in legno la struttura iniziale del ponte per poi fare il gettito in cemento armato. Durante lo svolgimento dei lavori c’erano decine e decine di operai esperti e non esperti nella manutenzione, guidati da ingegneri e capi-cantieri venuti anche dal Nord Italia che avevano lavorato per anni ed anni alla costruzione di ponti e dighe. Fu nominato dall’Anas e dal comune di Piana di Caiazzo un sorvegliante di controllo ai lavori del ponte. Premetto che detto controllore era sorvegliante stradale dell’Anas sul tratto Caiazzo – Piana di Caiazzo – Pontelatone e si chiamava, pace all’anima sua, Mastroianni Luigi, padre di numerosi figli e residente nel vicolo Oberdan (alias Riola).
E’ bene precisare che allora, in quei tempi brutti del dopoguerra, la vita per tutti era grama e quindi anche per Luigino bisognava stringere la cintura per portare avanti la sua famiglia.
Una fatidica mattina, io e tutta la gente del rione Riola sentimmo un tonante grido che rintronò in tutta la borgata:
“Ma questi fetentoni a chi vogliono corrompere!? Vedete! Vedete! M’hanno fatto trovare davanti casa tante biciclette nuove di zecca allo scopo di corrompermi!!” –
In parole povere i mandanti volevano ammansire il controllore del ponte in costruzione.
Luigino allontanò dalla sua abitazione le biciclette e immantinente denunciò l’accaduto ai carabinieri di Caiazzo.
E adesso riportiamoci ai fattacci dell’epoca attuale.
I corruttori di oggi usano anche i regali, ma in genere quando trovano il duro di comprendonio, adoperano mezzi coercitivi tipo “carrettieri”.
Mi capite?
Voglio sperare che tipi come Luigino con la sua irreprensibile onestà ce ne siano tanti, ma talmente tanti da far realmente progredire quest’Italietta che al momento appare scassata e inguaiata assai. Ma…, ma…, e chi lo sa!... -

E anche quest’altra mia dissertazione è giunta ormai al termine, ma le sorprese non sono affatto finite e…, dopo i dovuti ringraziamenti ai tanti visitatori e lettori di questo mio spazio web, vi do l’appuntamento

alla prossima puntata! –


___oOo___

Martedì, 20 settembre 2016

IL SENSO DELLA VITA

Un arcano interrogativo si pone sempre, dall’inizio dei tempi, alla nostra coscienza, alla nostra mente, al nostro io interiore:
Qual è il vero senso della Vita?” –
E, pur nei limiti del minuscolo mondo reale o irreale creato dal nostro piccolo cervello, cerchiamo di continuo la risposta a quella fatidica domanda, portandoci inevitabilmente a riflettere sul reale concetto dell’esistenza.
Allora, analizziamo il significato etimologico dei tre termini: Vita, Riflettere, Esistenza.
Vita – da un termine arcaico “vivita”; parallelo al greco “bios” e al sanscrito “givathas”. Lo stato di attività naturale di un organismo che avvia e coordina le funzioni inerenti alla sua conservazione, sviluppo e riproduzione, considerati anche in relazione con l’ambiente e con gli altri organismi.
Riflettere – dal latino “reflectere” volgere indietro, composto da “re” indietro e “flectere” piegare. Rimandare indietro qualcosa, rivolgere la mente con attenzione su qualcosa. Concentrarsi su fatti interni della vita; esaminare e valutare scrupolosamente qual è il modo migliore per agire o non agire; trovare la via giusta da seguire; stabilire la convenienza a fare o non fare una determinata cosa oppure astenersi dal compiere un’azione malefica o pericolosa per sé e/o per gli altri. Meditare, ripensare, ponderare, ragionare,…-
Esistenza – dal latino tardo “exsistentia”, deriv. di “exsistere” esistere. Il modo d’essere di chi o di ciò che è reale, in opposizione a ciò che è ideale o fantastico.
Potrei analizzare molti altri termini per giungere ad una risoluzione forse un pò più idonea e giusta in riferimento al delicato argomento trattato in questo paragrafo, ma, per evitare eventuali complicanze, mi attengo a questi significativi tre termini citati poc’anzi.
Mi passa proprio adesso per la mente un proverbio che credo calzi a pennello con la discussione in oggetto:
“A li voli ripintini, li caduti su vicini!” –
“Ai voli (ai sogni) troppo alti e repentini, sogliono i precipizi esser vicini!” –

Credo che il concetto di questo proverbio sia chiaro a tutti, per cui non c’è alcun bisogno di ulteriori spiegazioni o esempi pratici.
A questo punto, dopo questa mia dissertazione iniziale a carattere filosofico, letterario, etimologico, ecc., ecc., affrontiamo più a fondo il problema del “Vero senso della Vita” raccontando semplicemente in modo chiaro e comprensibile una delle mie tante esperienze di vita, realmente vissute dal sottoscritto, che insegnano molto più di tanti astrusi e noiosi libri classici e scolastici.
Rifacendomi ai miei lontanissimi ricordi, “Reminiscenze” dell’età giovanile, mi sovviene nitidamente un fatto mio personale accaduto durante i primi anni di Scuola media (II inferiore).
L’interrogazione sulla vita e le opere di Ugo Foscolo era andata male e la professoressa mi mise sul registro un voto molto basso.
Fu per me quel giorno una tristissima giornata nera.
Col cuore in frantumi inforcai con acredine la mia bicicletta e giù di corsa verso casa. Giunto sul famoso ponte Annibale, ponte ad una sola arcata, mi fermai e, appoggiandomi sul muro o meglio sul parapetto, guardai l’acqua del fiume Volturno osservandone le onde e i vortici. Un pensiero di liberazione (sì, proprio così, di liberazione definitiva da questo mondo infame…) mi assalì improvvisamente e pensai di farla finita per sempre.
La paura però prese subito, per mia fortuna, il sopravvento sull’avvilimento e sulla voglia di buttarmi e, di botto, scattai come una furia sui pedali della mia bici e ripresi la via di casa. Giunto sulla salita del bivio per Pontelatone mi si presentò di botto davanti ai miei occhi un giovane sulla trentina, bello, elegante che, con un dolce e soave sorriso, mi salutò. Nel soffermarmi per un attimo, vidi sventolare il pantalone al posto della gamba destra.
Scattai come una furia sulla mia bici, pedalando a più non posso e, rivolgendo spesso lo sguardo al cielo, rimuginavo e ripensavo in continuazione alla grave disabilità di quel bel giovane e a quel suo sorriso dolce e sereno.
“Che vigliacco che sono! Quel giovane bello e felice mi ha salutato con gioia; eppure gli mancava completamente una gamba ed io, io, che sto pedalando realmente con queste due mie gambe sane e forti avevo pure pensato di farla finita con un tragico salto nel fiume! Ma che codardo che sono!” –
Ebbene, mi vergognai talmente tanto della mia miseria mentale che, continuando a pedalare con frenesia e volgendo spesso lo sguardo al cielo, gridai di nuovo forte, forte a squarciagola: “Quello, con una sola gamba è felice, mentre io, povero illuso, coi pantaloni corti e con un fisico sano volevo porre fine alla mia esistenza? Ma che idiozia m’era passata per la testa? Via! Via da me questi aberranti pensieri!” –
Da quel fatidico giorno, ho cambiato completamente il mio atteggiamento nei confronti della vita ed eccomi qua. Ho 93 anni e son felice!
Morale della favola: “Chi si contenta, gode!
La viltà è vigliaccheria, ragion per cui, se si vuole realmente vivere da uomo giusto ed onesto, da vero ed autentico “essere umano”, bisogna stare lontano da giudizi avventati! –
Proprio in questi giorni si stanno svolgendo a Rio de Janeiro le famose Paralimpiadi 2016 (così vengono dette dai mass media), cioè l’equivalente dei Giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche.
Gli atleti italiani si stanno molto ben comportando nelle gare conquistando diverse medaglie di cui alcune d’oro.
In totale, notizia di poco fa, sono ben 39 le medaglie vinte dall’Italia, con 12 oro, 15 argento e 12 bronzo.
Ma quello di cui voglio parlare, con estrema ammirazione e rispetto, in questo paragrafo, è del grandissimo pilota atleta Alex Zanardi (due medaglie d’oro ed una d’argento vinte alle Paralimpiadi brasiliane di quest’anno), della sua straordinaria voglia di vivere, della sua straordinaria voglia di comunicare anche agli altri la sua felicità e della sua passione per lo sport.
Eppure, esattamente 15 anni fa, il 15 settembre del 2001, accadde il bruttissimo incidente.
Alex, in una gara automobilistica a livello europeo in Germania, dopo essere partito 22esimo ed aver condotto una gara strabiliante con sorpassi mozzafiato, a circa 13 giri dalla fine era riuscito a porsi in testa, ma all’uscita dai box per rifornimenti di carburante, forse per tracce di olio ed acqua sull’asfalto viscido o per altre ragioni…, perse completamente il controllo della sua monoposto che si trovò di traverso in pista. L’impatto con un altro pilota che sopraggiungeva ad alta velocità fu fatale. La macchina fu tranciata di netto ad angolo retto e con essa le due gambe di Zanardi.
Quasi tutti lo davano per morto, tanto che sembra gli fu somministrata finanche l’estrema unzione, ma il miracolo avvenne…-
Gli furono costruite due protesi al posto delle gambe ed Alex, dopo diversi mesi dal terrificante incidente, tornò pian piano alla vita, la stessa vita di prima, piena di passione e, tanto, tanto sorriso.
Il grande Alex (Alessandro) Zanardi era ed è tuttora un Campione nello Sport, ma soprattutto uno straordinario CAMPIONE NELLA VITA.
 Degne di nota e ricche di sani valori sono le sue significative frasi di cui ne cito alcune:
"Io ringrazio sempre la vita per le emozioni che mi regala. Penso che la passione sia il motore della nostra esistenza, da sola l'ambizione non può bastare. Nelle cose che faccio ci metto il cuore e il cervello, dietro ogni gara ci sono i sacrifici, le ricerche sul mezzo, il lavoro generoso degli amici che mi aiutano. Non sono un santo e non pretendo di essere un esempio, se solo le mie fatiche aiutassero tutti a spendersi per un mondo più giusto sarei contento."
"Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio."
"Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa."
"Se io sono riuscito a trasformare quello che mi è accaduto in una grande opportunità, voi potete tutto!"
“La vita è come il caffè.
Puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi,
ma se lo vuoi far diventare dolce,
devi girare il cucchiaino.
A stare fermi non succede niente!”
(Alex Zanardi)
Nonostante la sua grave disabilità, (ha due protesi al posto delle gambe), io non lo chiamerei affatto un disabile.
Per me Alex è un essere veramente umano, dotato di grandi valori e di grande umanita.
Dopo aver ascoltato le sue significative, sagge e belle parole di vita, le sue citazioni, la sua grande umiltà ed umanità, i suoi saggi insegnamenti, la sua passione per lo sport e per la vita; dopo aver visto il suo volto sempre sereno, sorridente e particolarmente espressivo, non si può far altro che provare per lui una grandissima ammirazione ed un profondo rispetto.
Sono molto rari quelli che possiamo definire realmente "esseri umani" ed Alex è certamente un vero, autentico "essere umano", in cui l'antico concetto di "humanitas" promulgato dal grande Publio Terenzio Afro appare in tutto il suo alto valore morale nell'assoluto rispetto reciproco tra tutti gli esseri senza distinzioni etniche, sociali, sessuali, di disabilità o altre differenze...-
Zanardi ha conservato sempre quel sorriso amichevole; suscita coraggio a chi, ogni mattina, si sveglia scoraggiato; fa capire la volubilità che troppo spesso risiede nelle nostre vite, nelle quali non ci si “accontenta” mai, si vuole sempre di più, si accumula, si spreca, non ci si gode più nulla!
Quel bel “ragazzo pieno di spensieratezza” di quasi 50 anni ci ha insegnato il coraggio di non arrendersi mai di fronte alle avversità della vita!!!
Perchè la vita è questo…!
“La vittoria più grande è…la Vita!!!”

Un altro caso di altrettanto grande valore, coraggio ed amore per la vita è quello riguardante la significativa, armoniosa e saggia risposta che una piccola paziente Altea, di appena 6 anni, gravemente ammalata, disse al suo medico che le chiedeva se aveva paura:
“La paura e il coraggio
son parole confinanti
ma con una torni indietro
e con l’altra vai avanti!”-

A questo punto è d’obbligo ricordare un altro nostro Grande e famoso personaggio italiano (famoso non in Italia, purtroppo, ma nel resto del mondo…): il genio, lo scienziato siciliano, il fisico nucleare Fulvio Frisone che, nonostante la sua disabilità, viene riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo (escluso, ripeto, nella meschina Italietta) per le sue strabilianti ricerche e scoperte scientifiche.
Certo è che, nello strampalato, confusionario, rozzo, contraddittorio ed egoistico mondo attuale (soprattutto nella nostra misera società italiota)  è molto, molto complicato trovare anche un solo breve momento di salutare pausa di riflessione, di meditazione, di ragionamento, di ricerche e creatività, in quanto tutto ti avvolge, ti soffoca, ti stritola forgiandoti, in un vortice senza scampo, sin dalla più tenera età a perfetta immagine e somiglianza (una copia, un clone, uno zombie…) della corrotta e perversa società della nostra epoca.
“O ti mangi sta minestra, o ti butti dalla finestra!” –
A tal uopo è meglio, molto meglio evitare quisquilie o cose inutili, deleterie e senza senso ed avere sempre la piena consapevolezza di se stesso, dei propri mezzi e delle proprie capacità, senza affannarsi, senza perdere l’anima a cercare l’impossibile, per non precipitare nel campo della depressione, dell’avvilimento e della disperazione che portano inevitabilmente a commettere tragici gesti non previsti…-

“Chi ha intenzione d’intendere, ha già inteso!” –

Un grazie di cuore a tutti i lettori! –

Ci risentiamo alla prossima!


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Domenica, 11 settembre 2016

LA VERITA’ FA MALE, TANTO MALE…

Scoprire le VERITA' STORICHE, soprattutto quelle riguardanti la mia tanto amata e desiderata terra natia, dopo anni ed anni di indefesso ed estenuante lavoro di ricerche, è stato per me e lo è tuttora in quanto il lavoro continua e riserva sempre nuove strabilianti sorprese, un’immensa e incommensurabile gioia per aver ritrovato la mia Storia, il glorioso passato della mia gente, i veri Eroi, i veri Martiri, i veri miei Padri della Patria, il magnifico periodo borbonico del Grande Regno delle Due Sicilie e di aver soprattutto fatta piazza pulita di tutti quei dubbi che mi tormentavano, tutte quelle contraddizioni, tutte quelle grottesche fiabe impostaci a partire dal 1861 in poi da quei fetentoni invasori ladri nordisti savoiardi e… company…-
Purtroppo il rimpianto, condito con grande rabbia, di aver dovuto studiare ed imparare per tanti anni da falsi libri scolastici tutte quelle ridicole falsità e sciocchezze storiche mi fa ancora tanto, ma tanto male.
Ancora più amara e triste è purtroppo l’aver dovuto insegnare poi io stesso ai miei tanti alunni queste scempiaggini.
Parecchi critici, scrittori, opinionisti, giornalisti, ecc., ecc. (scribacchini di merda, servi della solita cricca nordista) continuano imperterriti a contestare, a criticare, a buttar fango diffamatorio contro tutti quelli che, come me, dopo estenuanti e difficoltose ricerche, dopo molte porte in faccia, dopo innumerevoli offese, riescono a far uscire fuori, con prove certe ed inconfutabili, tante Verità Storiche.
Ce ne sono tantissimi di questi leccaculi traditori; tra i tanti mi torna in mente quel “Mughetto” o come cazzo si chiami, che dall’alto della sua prosopopea e delle sue ridicole movenze, offende l’Associazione dei Neoborbonici con frasi tipo: “Non ho mai sentito in vita mia delle simili sciocchezze; sono da ricovero immediato…!”-
 Ed ecco che avviene l’incongruenza, l’inverosimile, il colmo dei colmi.
Tutti questi autentici buffoni incompetenti ed ignoranti, malgrado la loro estrema bassezza, la loro meschinità, la loro mancanza di ogni principio morale, diventano, per volere sempre di quella solita cricca nordista della falsa Storiografia Ufficiale, grandi e famosi personaggi della cronaca.
Fateci caso, in TV… e non solo in TV appaiono sempre loro, con quella faccia di m… e quel saccente atteggiamento da voltastomaco e vengono presentati come illustri e colti ospiti, come gli unici degni di giudicare, commentare, criticare, fornire opinioni, ecc., ecc.-
Questi cialtroni ciucci negano perfino l’evidenza delle prove certe fornite da tanti bravi ricercatori delle Verità Storiche che, come al solito, vengono puntualmente messi da parte, inascoltati, non considerati, addirittura beffeggiati ed oltraggiati.
Il travisamento della Storia, da parte di questi luridi bacherozzi ed in particolar modo della Storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia è talmente illogico e insensato da capovolgere completamente i fatti veramente accaduti, aggiungendo tante, ma tante frottole assurde per confondere il cervello degli alunni e di tutta la comunità al solo scopo di continuare a servire, leccare i loro beniamini politicanti.
E, intanto, tutti questi amorfi esseri disgustosi, anche se dotati di una ciucciaggine indescrivibile, continuano, come ho in precedenza accennato, ad essere posti sul piedistallo (sempre più in alto, sempre più in alto loco…), a parlare a vanvera nelle conferenze, nelle interviste, dai pulpiti, nei talk show, ad esporre in prima linea i loro libri di merda e a rimanere lecchini di quella sudicia congrega della storiografia ufficiale.
Un pensiero: “Ma quando vi trovate ad accendere la TV, magari durante il pranzo o la cena e vi accorgete che appaiono, ogni santo giorno, comodamente sdraiati in poltrona, sempre gli stessi figuri, le stesse facce, con le solite incongruenti dissertazioni buffonesche, le solite pagliacciate, i soliti sorrisetti ironici e beffardi, i soliti atteggiamenti denigratori, anche in presenza, a volte, di fatti estremamente tragici passati o recenti, vi viene o non vi viene il voltastomaco, l’avvelenamento del sangue o altri disturbi… mentre state magari mangiando o bevendo???” –
Che noia, che rabbia, che figli di grandissima puttanaaa!!!...
Basta così, se no le imprecazioni a squarciagola potrebbero arrivare al punto critico di non ritorno! -
E torna sempre attuale il passato, riportando quell’affermazione premonitrice particolarmente veritiera del brigante “CARMINE CROCCO” (per me un grande eroe, come tutti quelli che impropriamente vennero chiamati briganti in quell’epoca):
“Sappiate che per noi nessun scrittore spreca inchiostro e carta. I nostri malanni, la nostra miseria, gli abusi, l’ingiustizia che ci fanno nessuno la scrive, mentre sono chiamati sommi scrittori quelli che ci dispregiano chiamandoci plebaglia miserabile!” –
Comunque, andiamo avanti con ordine e cerchiamo di non perdere l’anima, la calma e la concentrazione fissandoci solo su una questione, altrimenti rischiamo di dannarci l’anima e di precipitare anche noi in quel tenebroso labirinto asfissiante dell’oblio creato ed impostoci dalla sudicia “brigata nordista risorgimentalista” ormai saturo di menzogne, incoerenze ed altre nuove menzogne.
Allora, parliamo di Verità e, logicamente è d’obbligo riportare di nuovo il significato etimologico del termine:
 VERITA’ = La Verità (dal latino Veritas) è franchezza, schiettezza; è tutto ciò che è vero, reale, concreto…- La Verità è ciò che esiste realmente in eterno, senza alcun dubbio e non può mai essere distrutta.  Spesso la Verità fa male, molto male agli esseri menzogneri, suscitando in loro invidia, odio e risentimenti per essere stati scoperti nella loro malvagità.
“Veritas filia temporis!”: la Verità è figlia del tempo. (Aulio Gellio)
“Veritas laborat saepe, exstinguitur numquam!”: la Verità spesso si trova in pericolo, ma non muore mai.
“In guerra, la Verità è la prima vittima!” (Eschilo)
‘A Verità è comme a ll’uoglio: assomma sempe! La Verità è come l’olio: viene sempre a galla.
Caterina Caselli (nel 1960) cantava “Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu; la Verità ti fa male, lo so…”-
Quante, ma quante sciocchezze madornali ho dovuto purtroppo leggere, studiare ed imparare nei miei libri scolastici.
Tra le tante ne cito alcune: ricordo che nel mio libro (unico) di terza elementare del 1931 – ‘32 si metteva in risalto il gesto “eroico” di un ragazzino genovese, un certo Gianbattista Perasso, soprannominato Balilla che al grido “Che l’inse?” (Che la incominci?) avrebbe dato il via alla sommossa popolare scagliando con la fionda una pietra contro i soldati dell’esercito austriaco il cui mortaio era sprofondato nel fango.
Un’altra lettura fasulla ed inimmaginabile che veniva riportata sempre ben in risalto nei miei libri di scuola era quella in cui si menzionava un certo Enrico Toti che, con estremo “eroismo” avrebbe avuto il coraggio di scagliare la sua stampella contro i soldati austriaci gridando “Nun moro io!” (Io non muoio!) –
 E continuando ancora con altre nauseanti scempiaggini e falsità riportate a carattere cubitali nei miei libri scolastici dell’epoca si legge della presunta ingiusta e terrificante condanna a morte che dovettero subire gli “eroici” fratelli Attilio ed Emilio Bandiera dalla giustizia borbonica, a causa del fallito tentativo di sommossa popolare.
E, logicamente, come volevasi dimostrare, sono puntualmente tralasciati e messi a tacere tanti e tanti altri fatti storici veritieri, degni di nota e realmente accaduti.
Viene riportato, invece, in tutti i testi di scuola, dalle elementari alle università (e… non solo in quelli) solo e soltanto ciò che fa comodo a quella schifosa accozzaglia di carnefici, ladri, massacratori ed invasori nordisti.
Evidentemente i bugiardi, gli ingannatori, i falsi hanno terrore che la Verità venga a galla e quindi cercano sempre in tutti i modi possibili leciti ed illeciti di affossare, distruggere, annientare sul nascere qualunque forma, anche se estremamente larvata, di ricerca delle Verità Storiche da parte di singoli individui, gruppi o associazioni…-
La Verità fa male, tanto male!” –
Lo scopo, dal 1861 in poi, era ed è tuttora rimasto sempre lo stesso e cioè quello di inculcare tante e tante fandonie sin dalla più tenera età di ogni individuo fino a travisare le menti, il pensiero e la Storia di un intero popolo e portarlo inesorabilmente, passo dopo passo, a credere ciecamente a quella grottesca e ridicola fiaba della Storiografia ufficiale: “Risorgimento, Unità d’Italia, impresa dei Mille e tanti, tanti altri episodi che hanno non solo un non senso illogico, ma anche punte di estremo razzismo.
Le “brutte figure” e “i continui fallimenti” dal 1861 ad oggi sono stati talmente tanti da poterne citare, per mancanza di spazio e tempo, solo alcuni, riportandoli in forma molto sintetica.
Oggi è cambiato qualcosa? No! -
I “Gran Signorotti” si son dimenticati di precisare che i nostri carri armati nella Guerra ’40 – ’45 affondavano paurosamente nella sabbia in Africa, rimanendo bloccati e alla mercé dei nemici.
S’è obliato di dire che quattro gatti di bersaglieri dal piumaggio gallinaceo e da ridicoli berretti dalla piuma di gallina non erano assolutamente in grado di  poter sfondare l’enorme e agguerrito esercito dell’Impero Austriaco.
Si son scordati di riportare nei loro falsi e ridicoli testi storici tanti tragici fatti di una gravità inaudita accaduti durante la Prima Guerra Mondiale, come pure in altre Guerre.
La Guerra è sempre un’immane catastrofe, un’immane carneficina; un vergognoso genocidio.
Come si fa a restare impassibili o ancora peggio come cazzo si fa a trovare quella solita insulsa larvata giustificazione da parte di quei soliti idioti opinionisti storici in riferimento alle immani tragedie provocate dalle Guerre???-
Allora, (1915) parlo dell’agghiacciante e atroce fine che dovette subire la gloriosa ed eroica “BRIGATA CATANZARO”, la cosiddetta “VETERANA DEL CARSO”, che, dopo aver servito degnamente quella specie di “Patria” che li aveva prelevati dalle campagne del Sud Italia e mandati, come “carne da macello” al massacro certo sui terrificanti fronti del Nord Italia (Carso, Giulio, Trieste, ecc., ecc.) per una assurda, maledetta Guerra in difesa degli italioti nordisti, furono vigliaccamente fucilati alla schiena dagli stessi ufficiali italiani, dagli stessi presunti “fratelli d’italia”, come se fossero stati dei comuni malfattori, come se fossero stati dei “briganti”, come se fossero stati dei “terroristi”.
E invece è completamente l’opposto.
Ma vi rendete conto dell’estrema gravità di quell’assurda decisione: “Per aver dato ‘o sango in prima linea nelle orribili battaglie del Nord Italia, gli eroi meridionali della “Catanzaro” vengono, per ricompensa, giustiziati e fucilati alla schiena, dagli stessi italiani,  in modo altamente vergognoso e disonorevole.”
E’ questo un altro assurdo crimine del tipo risorgimentale razzista che fa ancora tanta rabbia e che pesa come un macigno sulla coscienza politica dello stato italiano.
E’ un’altra ennesima ferita sanguinante ancora aperta…-
E ancora…,: i signorotti scribacchini pomposi e saccenti della cricca risorgimentalista si son dimenticati o hanno volutamente oscurato la Verità per confondere ancora di più le menti in merito ai fattacci della seconda guerra d’indipendenza, in cui, mentre i nostri soldati “la solita carne da macello” combattevano aspramente per cercare di conquistare i colli di San Martino e Solferino (giugno 1859) con un numero enorme di morti, feriti gravi, strazi e sofferenze atroci fisiche e morali, il nostro reuccio “sciupafemmine”, dotato di “duro arnese”, nonché Padre della Patria…, insomma il giovincello Vittorio Emanuele II che faceva? Come passava il tempo? –
E bè…, è presto detto…; dato il suo altissimo livello nobiliare savoiardo e soprattutto grazie alla sua particolare “dotazione” di grande amatore (all’anema d’’a cazzata), il caro Vittoriello, tombeur de femmes, se la faceva incessantemente con le campagnole, soprattutto con quelle molto ben in carne, divertendosi tra giochi sadici e perversi; tra vizi lussuriosi e sfrenati. Furono tantissime le sue amanti e le cambiava di continuo.
Nell’archivio dei beni del re si trovano i cimeli di un bastone rotto sul capo di uno dei tre difensori di una ragazza violentata dal reuccio “verro” che soleva passare il tempo a scorrazzare tra puttane, campagnole e giovincelle compiacenti.
Addirittura il dongiovanni Vittorio fece incidere sul suo bastone l’accadimento della sua bravata sessuale e dell’uccisione a colpi di bastone del povero giovane, tenendolo poi esposto come una reliquia, come un trofeo di “caccia”, di cui andava particolarmente fiero ed orgoglioso…; già, orgoglioso per aver ammazzato a bastonate un povero giovane, dopo aver seviziato brutalmente una ragazza.
E questa è una delle tantissime malefatte compiute dal nostro reuccio savoiardo.
Ih, che razza di re dovevamo sorbirci…!
Il re Vittorio Emanuele II di Savoia, o per meglio dire, quell’autentico macellaio lurido, vizioso e sadico, faceva parte realmente della Casa Reale dei Savoia??? –
E bè, il bel Vittorione (bello per modo di dire…) era in realtà il figlio di un autentico vero macellaio, prelevato e messo a fare il re.
Il macellaio era un certo Tonaca (o Tanaca) che diventò improvvisamente ricco, rinnovando e ampliando la sua bottega.
Sembra, ma le versioni sono diverse, che il vero bambino Vittorio fosse morto nella culla a causa di un terribile incendio causato da una grave disattenzione della sua balia.
E così i Savoia, per scopi di Casa Reale, presero in fretta e furia la decisione di scambiare il vero Re morto nell’incendio con il figlio del macellaio Tanaca, annunciando poi, in pompa magna, che il Re s’era miracolosamente salvato ed elargendo quindi un sostanzioso finanziamento al macellaio per il suo assoluto silenzio sul fatidico scambio di neonati.
Quando Vittorio fu nominato “Padre della Patria”, a Napoli, nel giorno della proclamazione del Regno d’Italia, nel silenzio più assoluto, apparve una scritta, che la dice tutta: “Si Vittorio è ‘o pate, ‘a mamma ha da esse ‘na zoccola!” –
Qualche italiota abbabbuliato ancora da quelle fiabesche falsità storiografiche, potrebbe storcere il naso, come pure qualche alto esponente di quella cricca nordista potrebbe irritarsi e dire: “Le tue sono delle falsità diffamatorie!” –
Ebbene, se i miei racconti, peraltro frutto di esperienze realmente vissute da me e dai mie avi, avvalorate da attendibile documentazione, sono un’invenzione, una creazione, un’infamia…, allora che cosa sono tutti quei fatti fiabeschi, ridicoli e senza alcun senso logico riportati in pompa magna a caratteri cubitali in tutti i libri di scuola…? –
Allora io concludo dicendo: “Attenzione! Atteniamoci scrupolosamente solo e soltanto alla Vera Storia, a quella Storia che non si abbassa a nessun simbolo, a nessun carrozzone, a nessuna forma partitica, politica o associativa e, per favore, cerchiamo di comportarci in modo dignitoso, leale e giusto sia da una parte che dall’altra, senza divergenza alcuna, ma con grande rispetto reciproco, dicendo tutti la pura e sacrosanta Verità.
Ci siamo capiti??? –
Nooo!!!
E allora sapete che vi dico?
Fottetevi!!! –

LA PRESUNZIONE

L’individuo presuntuoso è stato da me e da tanti uomini saggi, aborrito e allontanato.
L’umiltà è invece sintomo di onestà e logica.
Però, ad onor del vero, devo purtroppo affermare che spesso sono proprio i presuntuosi ad avere la meglio nella vita quotidiana, mentre l’umiltà è spesso calpestata, derisa, denigrata e costretta a soccombere.
Ebbene, anch’io stavolta, per la prima volta dopo tanti e tanti anni, voglio cambiare atteggiamento ed alzarmi dalla mia modestissima e traballante sediolina gridando a squarciagola come un Dio: “Sì! Questo mio nuovo lavoro “Riflessioni, ieri, oggi, domani…” è un website di successo, un sito internet di qualità ed è anche un libro veritiero e significativo, un’opera d’arte, un prezioso e raro talismano che tutti dovrebbero avere e studiare per far conoscere alle generazioni future la Vera Storia, quella realmente accaduta e aborrire la falsa storia, quella inventata a scopi personali e romanzata a immagine e somiglianza di alcuni loschi figuri. La farsa storiografica ufficiale è da eliminare completamente, in quanto satura soltanto di bugie, calunnie, invidia, odio e denigrazioni. Sono molto orgoglioso del mio nuovo sito internet, del grande successo che sta ottenendo e degli effetti positivi che sta provocando nelle coscienze degli individui!” -

Viva la Verità!
Viva la Vera Storia!

Il mio precedente web site “Reminiscenze Storiche”, anche se non ha più il suo vecchio indirizzo web, (il nuovo è http://www.5911.mrsite.com/) rimane pur sempre una grande mia opera, un mio orgoglio personale frutto del duro lavoro di continue ricerche delle Verità Storiche. Esiste anche la versione cartacea, ricca di altre splendide novità, contenuti, illustrazioni ed aggiornamenti.

E bè…, quando ci vuole, ci vuole ed una volta tanto anch’io voglio cambiare mentalità e comportarmi come la maggioranza degli individui uscendo finalmente fuori dal guscio dell’umiltà e diventare “presuntuoso”.
Sì, avete capito bene, “Presuntuoso” nell’esporre i miei due splendidi lavori, che per me sono due vere autentiche opere d’arte.
Voglio essere “Presuntuoso” in quanto ne ho tutti i diritti ad esserlo esponendo le mie belle creazioni e non “presuntuoso” come quei luridi volgari viziosi e lussuriosi politicanti o come quei vermiciattoli scribacchini del cazzo, che non sanno fare altro che sfornare frottole su frottole senza capo né coda e piene di falsità e illogicità allucinanti…-  

Cordiali Saluti e… un Grazie di Cuore a tutti i “volenterosi” lettori.

Logicamente, come ho sempre accennato in precedenza, ognuno, secondo le proprie idee e le proprie capacità è completamente libero di trattare, leggere, criticare, commentare, apprezzare, giudicare i miei lavori come meglio crede… -

P.S.: Voglio riportare, con orgoglio e passione, l’email di ringraziamento al bravissimo capitano Alessandro Romano della Rete Due Sicilie, grande ed assuduo ricercatore, insieme con la sua Associazione Neoborbonica, delle Verità Storiche riguardanti il favoloso periodo borbonico delle nostre tanto amate e desiderate terre.
“Carissimo capitano Alessandro Romano,
Grazie! Grazie! Grazie!
Da quello che leggo, anche in materia di terremoti e di realizzazione di edifici perfettamente antisimici, gli esperti borbonici erano sicuramente e senza ombra di dubbio all'avanguardia (i primi a livello europeo) e sicuramente molto più efficienti, capaci e competenti di tutti i presunti "esperti" di oggi.
Ormai non c'è alcun dubbio: "Periodo borbonico uguale Progresso. Periodo attuale uguale Regresso."
Che dire...Meravigliosi tutti i Re Borbone. Ogni volta che, grazie a voi, apprendo nuove strabilianti notizie sul magnifico periodo borbonico del Regno delle Due Sicilie e sul progresso raggiunto in tutti i campi, avvalorato da prove certe e inconfutabili,  rimango estasiato, senza parole…, ma, nello stesso tempo, anche sconcertato nel constatare purtroppo,  nel periodo odierno, la completa irresponsabilità, inefficienza ed incompetenza dei nostri pomposi “disamministratori disonorevoli” che, credo, non si rendono conto dei loro continui fallimenti.
Amministrare, tutelare, governare con grande responsabilità, efficienza e competenza erano invece prerogative essenziali di tutti i Re Borbone, che le applicavano in pieno con onore e dignità, tenendo sempre conto del Benessere di tutto il popolo duosiciliano.
Che altro avrebbero potuto, i Re Borbone, fare, creare, inventare se non fossero stati così brutalmente fermati da quell’accozzaglia lurida, viscida e perversa nordista, da quelle orde di sanguinari invasori macellai e massacratori!? -
Per sperare in un discreto futuro e cercare di evitare altre "brutte figure", bisogna oggi necessariamente, studiare con attenzione e prendere in seria considerazione il progresso del nostro grande passato.
Cordiali Saluti e... di nuovo Mille Grazie!”
Andrea e Mattia Cammarota

Alla prossima!...

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Martedì, 6 settembre 2016

LA RIFLESSIONE

Analizziamo il significato etimologico del termine “Riflessione”: dal latino tardo reflexio – onis, rivolgimento, ripiegamento. Der. da riflettere. Correlati di riflessione: meditazione, premeditazione, cogitazione, ripensamento, pensare. Rivolgere la mente, l’attenzione su fatti della vita psichica o all’attività e ai contenuti del pensiero; esaminare, analizzare, osservare e valutare attentamente le cose, i fenomeni, le azioni, le decisioni in modo da poter dare un giudizio conclusivo il più possibile esatto. Momento del processo conoscitivo in cui l’intelletto non soltanto conosce, ma anche sa di conoscere e assume a oggetto se stesso.
In sintesi l’importanza di questo termine “Riflessione” nella vita di ognuno di noi è fondamentale. Chi sa veramente riflettere, ponderare, pensare, osservare, considerare, valutare non solo se stesso, ma tutto ciò che lo circonda, sa anche discernere in modo giusto ed equilibrato la falsità dalla verità.
Impariamo tutti a riflettere, a ponderare, ad ascoltare ed accordare la nostra mente ed i nostri cuori alle dolci melodie della verità, della vita, dell’amore, organi di quell’immensa energia pura universale che fa vibrare tutto ciò che è dentro e fuori di noi, nel microcosmo e nel macrocosmo.
E’ nell’origine, nella storia e nella consapevolezza di noi stessi come parte essenziale di Madre Natura, che possiamo trovare la risposta  alla nostra atavica sete di felicità, pace, benessere e libertà.
Ebbene, dopo questo mio doveroso preambolo, mi sembra strano, anzi mi fa meraviglia e mi lascia completamente perplesso e sfiduciato dell’assoluta indifferenza di emeriti letterati, critici e famosi opinionisti cattedratici italiani e anche stranieri che sorvolano con estrema superficialità e negligenza su parole o meglio termini o vocaboli il cui significato etimologico è riportato in modo del tutto errato con punte denigratorie che rasentano il più abietto razzismo.
Mi riferisco al termine “borbonico” ed al suo significato del tutto inesatto, falsato, discriminatorio, offensivo, razzista e calunnioso riportato nei più famosi dizionari, enciclopedie testi classici, scolastici, riviste, ecc., ecc. facenti parte della sozza storiografia ufficiale italiana.
Rimango sconcertato, avvilito, arrabbiato (‘o sango t’è saglie ncapa…) quando leggo ciò che viene riportato per il termine “borbonico”.
E, purtroppo, è maledettamente la stessa cosa nel web, in internet, nei mass media, nei social, nelle chat, nei forum, nei vocabolari dei programmi di scrittura per computer, ecc., ecc. –
E’ una selva di falsità storiche allucinanti che ti avvolge, ti stritola, ti rattrista, ti fa mancare il respiro e che ti avvelena il sangue.
Allora, in conclusione (mi sento male…) vediamo il modo infamante, volgare e razzista in cui viene descritto il temine “borbonico” nei famosi e prestigiosi (famosi e prestigiosi? All’anema d’’a strunzata…) Garzanti, Melzi, Coletti, Treccani, Sabatini, Gabrielli, Zingarelli e… tantissimi altri:
“agg., ignorante, retrogrado, reazionario, retrivo, inefficiente, lento, oscurantista, aggettivo dispregiativo originato dalla cattiva fama dei Re Borbone; divenuto sinonimo di inefficienza organizzativa, politica e amministrativa, ecc., ecc.” –
Nooo!!! E’ completamente falso! E’ un’impostura! –
A questo punto ho molta difficoltà a trattenere chesta rossa che t’è saglie, t’è saglie, t’è saglie ncapa…; ho voglia di esplodere, di gridare forte forte a squarciagola tutta la mia rabbia, tutto il mio dissenso, tutta la mia collera contro questi emeriti scrittori ignoranti, contro questi codardi e falsi storici che hanno permesso la continuazione anche oggi di quest’incredibile infamia nei confronti di una così nobile e grande famiglia, La Real Casa di Borbone, i cui esponenti si sono tutti sempre distinti in onestà, giustizia e dignità in una perfetta organizzazione politico – amministrativa – sociale, ecc., ecc., dando lumi e lustri in tutti i campi e grande benessere a tutto il popolo del Regno delle Due Sicilie. Le innovazioni tecnologiche, artistiche, architettoniche, le scuole, le fabbriche, le grandi e magnifiche opere, ecc., ecc. erano nel regno “borbonico” talmente perfette e all’avanguardia da essere considerate non solo da primato italiano, ma anche europeo e molte addirittura da primato mondiale, tanto che i rappresentanti di molti stati del mondo, ma anche ricercatori e turisti venivano spesso a visitare il Regno delle Due Sicilie rimanendo sempre letteralmente estasiati in particolar modo dalla grande bellezza e dalla perfetta organizzazione di quel Regno.
Ora, alla luce dei fatti, per riportare alla luce finalmente la sacrosanta Verità, quella Verità che è tenuta ancora segregata in fondo al pozzo, si dovrebbe ridefinire completamente il significato etimologico del termine “borbonico” e al posto di quei termini così tanto offensivi e razzisti si dovrebbe invece scrivere: “colto, capace, progressista, innovatore, evoluto, efficiente, produttivo…” e, in più, per fare un lavoro completo, si dovrebbe ridefinire completamente anche la Storia dell’Unità d’Italia, che attualmente è di una falsità sconcertante e vergognosa, un’autentica fiaba ricca di contraddizioni, di fatti illogici e senza alcun senso, una favola grottesca creata da quei ciucci del Nord che avrebbero potuto perlomeno inventarla salvando un po’ la loro sporca faccia con una parvenza anche flebile di verosimiglianza.
E no, questo scatafascio ignominioso sempre a danno del Sud non può, non deve assolutamente continuare. Leggendo ancora gli obbrobriosi “sinonimi” del termine “borbonico” in questo programma di scrittura del mio computer ed anche in ricerche online; dopo aver sfogliato tante riviste storiche e dizionari enciclopedici cartacei che ho sottomano, di nuovo ‘a rossa (‘o sanghe) m’è saglie ncapa con un’impetuosità inaudita e m’è vene na voglia pazza ‘e vummecà ambressa ambressa tutte ‘e surece che tengo ncuorpo; ‘e cerevelle e ‘o stommaco se arrevotano pe sti’ savoiardi che me fanno sempe rebbrezzo; pe ‘sta lotamma ‘e politece faveze, ‘nciucisse e mappenare; pe ‘sti nquacchiacarte mmerdaiuole, zucagnoste ‘e mmerda; ‘nzomma, è proprio na bbergogna tutta ‘sta vranca ‘e fetiente ngurante che ce stanno sempe ‘nnante ‘e ppalle comme a muschille ncoppa ‘o cacato e ce vurria propeto na bella pulezzata generale e jettarli tutte quante dinto a nu ciesso.
Una semplicissima riflessione: “Ma pecché, ‘sta ggente “italiota” e “pecorone” continua a subire infamie e denigrazioni di ogni tipo? Ma pecché leje, stodeja e s’affatica ncoppa ‘a libbre inutele e sbagliate? Ma pecché nun s’apprica ncoppa ‘a Storeja che conta? Chella che avasta lejere, lizete e sprizeta?” –
Pe mme chiammà “sincere e veritiere” ‘e vvoce ‘e chisti letterate fauze è na granne ciucciaria. Alla fine il giro giro tondo “italiota” si chiude: tutti quanti ciucci e tutti giù per terra…! –
Eh già…, e se sapeva…; dall’arrivo nel Sud Italia di quei tanto decantati “Mille” (‘a fammosa strummettiata do’ Regno d’Italeja), in realtà na vranca ‘e fetentoni, straccioni, disorganizzati e ignoranti, immaginati come degli autentici super eroi dotati di super poteri, come gli eroi dei fumetti tipo Batman, Superman, Flash, si è sempre cercato di abbattere, annullare, obliare, falsificare, rubare, infangare, quel famoso e splendido periodo storico borbonico, Regno delle Due Sicilie (1735 – 1860) rinomato e riconosciuto da tanti stati e insigni sovrani del mondo intero, che ne hanno giustamente ammirato, onorato e studiato le esimie gesta di progresso, benessere, capacità e rettitudine.
Lo scopo, ripeto, di quella masnada di autentici “terroristi” nordisti, coglioni leccapiedi aggiogati al carrozzone politico – partitico e coadiuvati da associazioni losche e malavitose, era ed è ancora attualmente quella di far precipitare sempre più nell’abisso dell’oblio quella bella epoca storica borbonica, appropriandosi con la prepotenza e l’ignominia di tutto ciò che potevano rubare e mettendo a ferro e a fuoco tutto il rimanente.
Quando si annulla, falsificandola completamente tutta la storia passata di un intero popolo, qualunque esso sia, si annulla anche il futuro di quel popolo, schiavizzandolo come carne da macello.
Allora la tanto osannata, celebrata, ricordata “Unità…” è sulo e sultanto na granda strunzata, na balla cosmica, universale, na favoletta ridicola scritta anche male con tantissimi errori, contraddizioni e illogicità.
Che siate maledetti per l’eternità tra atroci patimenti e inaudite sofferenze. Puzzate jettà ‘o sanghe a llava!
Basta così…; cerchiamo, se è possibile, di svagarci un pochino, per non rattristarci troppo, per non avvelenarci ancora di più l’esistenza sognando, immaginando un mondo migliore, un mondo sano, unico, in cui tutto vive in perfetta armonia, amore e pace.
In effetti questo tipo di mondo è del tutto utopistico in quanto, riflettendo con attenzione sulla storia dell’uomo e sulle sue innumerevoli malefatte dalla sua prima comparsa sulla Terra fino ad oggi, la speranza di un mondo migliore rimarrà solo e soltanto un sogno, un’utopia, un qualcosa di impossibile da realizzarsi.
Allora non ci perdiamo ancora ed ancora in tristezze infinite; rallegriamoci, anche se per un attimo, l’anima, il cuore, la mente con le dolcissime melodie e parole ricche di profondo significato di due bellissime canzoni di John Lennon “IMAGINE” e “GIVE A PEACE A CHANCE” con le rispettive traduzioni in italiano.

IMAGINE
John Lennon

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...
Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...
You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one…

IMMAGINA
John Lennon

Immagina  non ci sia il  Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta la gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

GIVE PEACE A CHANCE
John Lennon

Two, one two three four
Ev’rybody’s talking about
Bagism, Shagism, Dragism, Madism, Ragism, Tagism
This-ism, that-ism, is-m, is-m, is-m.
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
C’mon
Ev’rybody’s talking about Ministers,
Sinisters, Banisters and canisters
Bishops and Fishops and Rabbis and Pop eyes,
And bye bye, bye byes.
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Let me tell you now
Ev’rybody’s talking about
Revolution, evolution, masturbation,
flagellation, regulation, integrations,
meditations, United Nations,
Congratulations.
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Ev’rybody’s talking about
John and Yoko, Timmy Leary, Rosemary,
Tommy Smothers, Bobby Dylan, Tommy Cooper,
Derek Taylor, Norman Mailer,
Alan Ginsberg, Hare Krishna,
Hare, Hare Krishna
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance.

DATE UNA POSSIBILITA’ ALLA PACE
John Lennon

Due, uno due tre quattro
tutti parlano di
borsismo, pelismo, draghismo, mattismo, straccismo, etichettismo
questismo o quellismo, ismo, ismo, ismo.
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Dai!
Tutti parlano di ministri, sinistri, balaustre e scatolette
Vescovi, pescovi, rabbini e papocchi
E tanti saluti.
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Senti!
Tutti parlano di
Rivoluzione, evoluzione, masturbazione,
Flagellazione, norme, integrazioni,
Meditazioni, Nazioni Unite,
Congratulazioni
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Tutto ciò che noi diciamo è: offri una possibilità alla pace
Tutti parlano di
John e Yoko,Timmy Leary, Rosemary,
Tommy Smothers, Bobby Dylan, Tommy Cooper,
Derek Taylor, Norman Mailer,
Alan Ginsberg, Hare Krishna,
Hare, Hare Krishna
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace.

E così anche stavolta termino questa mia dissertazione con un barlume, anche se estremamente flebile, di speranza, di ottimismo, affinché quella sacrosanta Verità che non muore mai e che abbiamo tutti il diritto di conoscerla, riemerga trionfante e splendidamente lucente dal profondo e tetro tunnel in cui è rinchiusa.
Verrà quel tempo gente, non si sa quando, ma verrà sicuramente quel tempo in cui tutti vivranno nel pieno benessere della Luce della Verità… e le falsità rimarranno solo un brutto lontano ricordo che si affievolirà progressivamente nel tempo…-

Chi ha la possibilità e la volontà di leggere e soprattutto riflettere con attenzione su tutto ciò che ho trattato in questo paragrafo, ha già recepito tutto…-

Cordiali Saluti e Buona Lettura…

Alla prossima…

___oOo___

Giovedì, 1 settembre 2016

I PROVERBI SONO PERLE DI SAGGEZZA

In questi tristissimi giorni di devastazioni, morti, immani tragedie e atroci sofferenze provocate dal terrificante terremoto avvenuto nelle regioni del Centro Italia (nella notte di mercoledì 24 – 25 agosto la prima fortissima scossa di Magnitudo 6.0 con epicentro nella località di Accumoli in provincia di Rieti; ipocentro a 4km), si continua ad assistere ad atti di aiuti, collaborazioni, conforto, ecc., ecc. tra gruppi di singoli volontari cittadini, del luogo stesso del disastro o provenienti da ogni parte d’Italia che, a volte, incuranti del pericolo e della fatica, continuano a prestare soccorso e a comportarsi da veri ed autentici Eroi, salvando tante vite umane.
Invece, come al solito e come sempre è capitato in passato, a parte qualche rara eccezione e qualche insignificante iniziativa (tipo ad esempio: sospensione solo per alcuni mesi, sembra 5 o 6 mesi del pagamento di alcune tasse o rate mutui, ecc., ecc.) le cosiddetta “Alte Caste”, quelle del potere; quelle che navigano nell’oro, nei soldi dei cittadini pagatori; le Autorità cosiddette “competenti” e “responsabili”; i famosi Enti con nomi grotteschi in tante sigle; le grandi società multinazionali e finanziarie, il governo, i cosiddetti “onorevoli”, lo stato, i mass media e tutti quelli che potrebbero realmente e fattivamente contribuire ed aiutare quella povera gente terremotata, se ne fregano, fanno i soliti bei discorsetti a vanvera e le solite promesse al vento mai mantenute; tante fasulle proposte di finanziamenti, di ricrescita, di aiuti e di ricostruzione, condite da discorsi in pompa magna e poi, poi, poi il nulla assoluto ed ognuno dell’Alta Casta ritorna nei suoi castelli, nelle sue sfavillanti residence, nei paradisi fiscali e nei luoghi esotici ed esclusivi di vacanza a sollazzarsi come porci coi soldi dei cittadini italiani.
O voi politici, svuotate le vostre, non le nostre misere tasche!” -
A questo punto lasciatemi imprecare contro questa snervante pubblicità invasiva che continua senza sosta a saturare e a volte anche a bloccare pc, internet e gli organi d’informazione soprattutto in quei siti di notizie che in queste tragiche ore dovrebbero essere completamente liberi da spot pubblicitari inutili e deleteri e permettere invece una rapidissima e facilissima consultazione.
Ma…, e qua ti voglio…, entrano purtroppo in gioco troppi interessi, troppi cosiddetti business delle multinazionali finanziarie politiche, ecc., ecc. che, come sempre, se ne strafregano dei poveri cristi cittadini, della cosiddetta, da loro chiamata, “massa di buoi”…-
Ed ecco che entrano in gioco i saggi e veritieri proverbi della tradizione popolare che hanno, in base alle varie esperienze di vita dei protagonisti, sempre un preciso significato ammonitore.
Chi non ne fa tesoro di essi si perde nella nullità e nell’idiozia più assoluta e tetra e diventa completamente “cieco”.
P) – Aspetta, aspetta ciuccio mio, ca mo vene l’ereva nova…-
R) – Quanno l’ereva nova venette, ‘o ciuccio era muort’ e famme…-
Il nostro carissimo ed eccellentissimo Renzi è solito proferire consigli di grande ottimismo al popolo, anche se tutto cade e va a rotoli, tipo “State sereni, che qua ci sono io…”-
Per il povero ciuchino, l’ereva nova venette in ritardo, ma comunque venette…; i cittadini italiani, invece, stanno ancora aspettando senza esito da tanti, troppi anni la tanto sognata e desiderata fine della crisi, ma purtroppo le previsioni per il futuro rimangono sempre nere, malgrado le chiacchiere d’occasione dei nostri politicanti.
Dopo ogni disastro ecco che ricompare il solito Sciacallaggio ai danni di quelli che hanno già subito lutti e tragedie immani.
Per me lo Sciacallaggio è un crimine particolarmente grave ed efferato e su questo credo siamo tutti d’accordo nel doverlo denunciare e punire con alte pene, ma tale crimine è mille volte più grave ed efferato se esso viene commesso proprio da  quegli Alti esponenti del potere politico – partitocratico, finanziario, ecc., ecc. che senza alcuna coscienza e pietà e velati da una larvata e falsa maschera d’ipocrisia attuano le azioni più subdole soprattutto verso quelli che soffrono, i deboli, i vecchi, i disabili, ecc., ecc., rendendo ancora di più la loro vita un vero e tragico calvario fatto di estenuanti e sanguinose vie crucis quotidiane…-
Ed ecco tornare attuali i proverbi della grande tradizione popolare con il loro sensato e giusto significato ammonitore:
“Lu lupu cambia lu pilu, ma non lu viziu!”;
“Si ‘o ciuccio nun vo’ vevere, haje voglia d’’o siscà…!”;
“Prumettere ‘e certo, e venì meno ‘e sicuro!”;
“Aje voglia ‘e mettere rumma, ‘nu strunzo nun addiventa maje babbà!”;
“A ‘o puorco miettece ‘a sciassa, sempe ‘a coda ce pare!”;
“’A mosca vutaje vutaje, po’ ‘ncopp’a mmerda se pusaje!”;
“Chi arlave la coccia a lu sumare, spreche l’acque, lu sapò e lu timbe!”;
“A’ laver la tête d’une àne, on y perde sa lessive!” -
A questo punto mi passano rapidamente nella mente tanti flash di fatti accaduti durante la mia lunga e intensa vita i cui ricordi mi rimangono ancora oggi incredibilmente (anni 93) scolpiti nel cervello fin nei minimi particolari.
Amo ricordarli perché hanno suscitato in me tante splendide sensazioni, particolari emozioni e giudizi indimenticabili a volte positivi e a volte negativi.
Allora, tra i tanti accadimenti ne cito alcuni che mi sembrano più attinenti al discorso che stiamo trattando.
Durante le 2° Guerra Mondiale molti militari italiani furono fatti prigionieri dall’esercito Alleato e trasportati in U.S.A.
Il governo americano invitò questi prigionieri a lavorare nelle fabbriche con un salario buono. Metà di questo salario veniva dato direttamente a loro ed il resto veniva accantonato e depositato nella Banca Americana per essere poi, dopo la Guerra, inviato in Italia alle rispettive famiglie dei prigionieri.
Dopo la fine della Guerra, negli anni ’50 – ’60, i banchieri americani, col pieno appoggio del governo statunitense, inviarono in Italia i loro rappresentanti che consegnarono ad alcuni grossi politici del governo italiano l’intera somma, consistente in uno chèque di molti milioni di dollari con un lungo e dettagliato elenco dei nomi dei familiari a cui dovevano pervenire i soldi.
Ho visto con i miei occhi la consegna dello chèque e l’elenco degli interessati (trasmissione televisiva di Rai 1).
Ebbene…, udite, udite…, cose dell’altro mondo…; tutti quei soldi non sono mai e poi mai arrivati (neppure un centesimo, neppure una briciola…) alle famiglie dei prigionieri.
Se non mi credete chiedete alla Rai; consultate i loro archivi di quel tempo in cui si evince, senza ombra di dubbio, l’avvenuta consegna al governo italiano di detti soldi.
Ditemi voi se questo non è autentico Sciacallaggio operato senza alcuna coscienza dai cosiddetti presunti “Onorevoli” del governo italiano dell’epoca.
Che schifezza delle schifezze…!!! –
Vergogna! Vergogna! Vergogna! -
Ladri! Ladri! Ladri! Mille e più mille volte Ladri autenticati, autorizzati e legalizzati dal popolo pecorone italiano (anzi italiota all’ennesima potenza…) –
La cosa che mi fa più avvilire è che non c’è alcuna differenza di comportamento tra i politici di allora e quelli di oggi.
Infatti i politici attuali continuano imperterriti a rubare, rubare, rubare con una voracità tale da accecarli giorno dopo giorno.
Dubbio sacrosanto quello espresso da quella sconsolata e triste vecchietta intervistata in questi giorni sui luoghi del terremoto nel Centro Italia, in merito al reale presunto arrivo dei soldi promessi dal governo italiano e dalla comunità europea.
Nulla è cambiato nel tempo…; tra i politici del passato nesciuno se n’è futtuto…; tra i politici di oggi nesciuno se ne fotte e, pe logica ‘e conseguenze, doppo che se avotano ‘e cerevelle e ‘a rossa t’è saglie ncapa,… ecco puntualmente verificarsi l’ennesima catastrofica caduta nella solita lercia mescolanza politico – partitica - finanziaria indifferenziata.
Alla fine chi ne paga sempre le atroci conseguenze?
Solo e soltanto i poveri cristi cittadini tartassati, umiliati e presi per i fondelli con le solite false promesse…-
Sto alla fine dei miei giorni e di brutture come queste ne conosco tante e mi vergogno di chiamarmi italiano.
Soffermiamoci ancora per qualche minuto a riflettere su quel vergognoso furto perpetrato dal governo italiano a danno delle famiglie di quei poveri prigionieri italiani che hanno lavorato un’intera vita negli U.S.A.
Negli anni ’50 – ’60 (periodo postbellico) l’Italia si trovava in una condizione di terrificante devastazione per colpa di un’assurda e deleteria Guerra Mondiale.
Si viveva a quei tempi alla giornata con pochi spiccioli (se si aveva la fortuna di averli…) tra sofferenze atroci, tragedie immani, desolazione e morte…-
Penso al dolore straziante di quelle povere spose e alle rispettive famiglie di quei tanti soldati morti nei campi di concentramento tedeschi (forni crematori, ecc., ecc.) –
Penso alle terrificanti deportazioni di massa (come carne da macello) e ai rastrellamenti continui dall’una e dall’altra parte (presunti partigiani o fascisti o nazisti o presunti antagonisti dell’opposta corrente politica…) nell’assurda e vergognosa Guerra Civile avvenuta soprattutto in quelle regioni del Nord Italia (torture ed esecuzioni spietate dietro semplici sospetti e processi sommari; annegamento, fucilazione, incaprettamento, impiccagione ed infoibamento in quelle orribili cavità del Nord Italia, le cosiddette Foibe).
Per me in ogni Guerra non esistono vincitori, ma solo morti, tante morti soprattutto innocenti dall’una e dall’altra parte.
Siamo tutti d’accordo nel definire i terribili lager tedeschi, campi di concentramento, Forni Crematori, ecc., ecc. un’allucinante strumento di genocidio di massa, ma non bisogna mai e poi mai obliare o peggio ancora tentare di trovare qualche flebile idiota giustificazione per gli altri altrettanto terribili lager, tipo iugoslavi, russi, titini, comunisti o altri…; non bisogna mai obliare le terrificanti umiliazioni, sevizie, torture, ecc., ecc. che dovettero subire le popolazioni civili del cassinate da quei porci goumiers a servizio degli Alleati; non bisogna mai obliare le terribili distruzioni di massa provocate dai bombardamenti a tappeto o dalle bombe ad altissimo potenziale o alle Bombe Atomiche che in un solo istante provocarono l’annientamento totale di intere città ed un numero di vittime uguali o superiore a tutte le altre vittime di un’intera Guerra Mondiale… -
Secondo il mio parere è giusto e sacrosanto ricordare ogni anno le vittime dell’Olocausto nelle cosiddette Giornate della Memoria, ma è altrettanto giusto e sacrosanto ricordare anche tutte le altre vittime in altre Giornate della Memoria annuali, in una partecipazione unanime di tutto il mondo con condanna ferma e decisa di tutte le guerre e finirla una buona volta di considerarle “Guerre di Liberazione” o addirittura “Guerre Sante” in quanto in questo modo subdolo di pensare si offende tutte le vittime di qualunque parte esse siano…-
Allora, dopo questa mia riflessione, torniamo di nuovo ad occuparci di quei militari italiani fatti prigionieri dall’esercito Alleato e che lavorarono negli Stati Uniti con regolare stipendio, di cui metà accantonato nelle banche americane per essere poi consegnato come aiuto di sostentamento alle rispettive famiglie in Italia che vivevano in quei tempi di stenti, accattonaggio ed estrema povertà.
A tal proposito, analizziamo bene la questione e giudichiamo obiettivamente il comportamento degli uni e degli altri, del governo americano e di quello italiano.
Ebbene, chi ha un minimo di coscienza, anche se larvata, ma sufficiente a dare un giudizio veritiero deve per forza pensare ad uno Sciacallaggio delle Alte Sfere politiche italiane, ad un ladrocinio obbrobrioso (per non dire altri termini molto più pesanti…) operato dai nostri governanti ai danni delle famiglie di quei poveri militari che hanno combattuto e si sono sacrificati per la Patria Italia e come ricompensa sono stati derubati.
La questione, ripeto, è semplice e chiara: “Dove sono andati a finire tutti quei soldi (metà del salario) affidati dal governo americano al governo italiano, affinché venissero consegnati interamente alle tante famiglie dei prigionieri italiani lavoratori negli USA?” –
Certamente il grande “malloppo” non è andato a finire nelle tasche degli uscieri o dei portaborsa o di altri inservienti del parlamento, bensì nelle saccocce dei più alti esponenti del governo italiano che, senza farsi tanti scrupoli, se li sono fregati, strafottendosene di quelle tante povere famiglie italiane che ne avevano pieno diritto. Questi nostri stronzi politici di quel tempo (attualmente è la stessa cosa... similis cum similibus…) se ne sono, ripeto ancora sino alla nausea…, strafregati anche delle precise e chiare disposizioni messe in atto dalle banche americane e dal governo americano dell’epoca e della lunga lista di nomi delle famiglie italiane.
Che vergogna! –
In questo sozzo Paese ci si scandalizza per fatti insignificanti, per quisquilie; si umilia, ad esempio, fino a farlo diventare un autentico mostro da sbattere in prima pagina di tutti i mass media una povera vecchietta che allunga, magari involontariamente ed in preda alla fame, una mano per prendere una mela al mercato oppure un povero vecchietto che accarezza amorevolmente sul tram una bimba in braccio alla madre, mentre vengono, invece, lasciati completamente impuniti crimini, truffe e furti efferati operati dalla cosiddetta presunta Alta Casta del potere politico italiano.
Ah già…, dimenticavo un semplicissimo particolare: “Tutti i politici italiani, soprattutto quelli delle Alte Sfere, i cosiddetti Onorevoli godono dell’immunità parlamentare ed operano e legiferano solo e soltanto per i loro viziosi sollazzi. Il popolo? Per loro è solo una massa insignificante di italioti da poter disporre come loro vogliono, da poter utilizzare all’occorrenza come “carne da macello!” –
E poi? E poi il nulla, sempre solo e soltanto il nulla assoluto, condito nella nostra corrotta e schifosa società attuale da tanto, tanto male e tanto, tanto malessere a 360°.
Ed il ciclo continua, il giro giro tondo italiota continua senza sosta alcuna ed ogni singolo cittadino, povero o ricco, potente o misero, si adegua all’andazzo infernale prendendo per i fondelli il prossimo e facendosi prendere lui stesso per i fondelli in un valzer di “corne” dall’una e dall’altra parte. Ovunque ti giri noti un esibizionismo eccessivo e con i paraocchi; pecoronite in uno stato di avanzata putrefazione e, “dulcis in fundo”, una tremenda italiotazia vergognosa che fa schifo, ma talmente tanto schifo che non riesco più a sopportarla…-
A questo punto voglio esporre una mia semplice riflessione sul concetto stesso di Sciacallaggio.
Questa pratica abnorme ed assolutamente incivile e disumana è nata quando l’uomo ha messo piede per la prima volta sulla Terra.
Tra i tanti difetti insiti in quest’essere che impropriamente viene definito addirittura “umano”, ce n’è uno in particolare: l’Invidia.
Sembra la mia affermazione un’utopia, invece ha la sua importanza.
L’invidia (o gelosia) condita con una buona dose di perfido odio accecante pone l’uomo (meglio dire la bestia uomo) nelle condizioni di volersi a tutti i costi appropriare di tutto ciò che non è suo.
Ad esempio lo Sciacallaggio ereditario è quella forma di cleptomania eccessiva che ti porta inesorabilmente a commettere atti ignobili e disumani.
Per avvalorare ciò che vo’ raccontando parlerò di nuovo della terribile “Presa di Caiazzo” del 1860 da parte delle orde garibaldine (i cosiddetti “barbari rossi”).
Topograficamente a quei tempi (1860) Caiazzo aveva due porte d’entrata, una a Nord (Portanzia) e l’altra a Ovest (I Cesarielli).
Nonna Orsola quando raccontava la resa di Caiazzo soleva dire: “Durante la sparatoria giunse trafelato un certo Simeone pecoraio squattrinato e senza alcuna dimora. Costui aveva commesso svariati efferati furti in alcuni appartamenti caiatini, profittando del gran trambusto causato dalla sanguinosa battaglia. Il Simeone portava sulle spalle due stivali gonfi, facendo credere che erano pieni di crusca per le pecore. Giusto un anno dopo, questo pecoraio comprò più di 30 moggia di terreno. Non mi dite che costui non era un autentico Sciacallo!” –
Riflettendo ancora sulla vergognosa pratica dello Sciacallaggio, voglio di nuovo ripetere i fattacci di S. Anna di Stazzema: “Un gruppo di partigiani comunisti, dopo aver ucciso alcuni soldati tedeschi, si rifugiarono sulle alture vicine di S. Anna di Stazzema in attesa degli eventi. Essi avevano in precedenza con falsità imposto alla popolazione di non abbandonare per nessuna ragione le proprie case, assicurando loro che li avrebbero certamente difesi da eventuali rappresaglie tedesche. Invece, dopo l’orribile strage compiuta dai tedeschi, i partigiani scesero dai monti e si avventarono come sciacalli sui corpi degli uccisi e li depredarono dei loro averi. Testimonianze reali, in quanto riferite da parenti delle vittime che, intervenuti sul luogo del massacro, cercarono di ricomporre quelle povere membra (immaginiamo lo strazio immenso e le grida di dolore lancinante…) e prendersi cura dei corpi o di quel che rimaneva dei loro cari. Uno dei parenti, nel dolore straziante di quegli orribili momenti, così riferisce: “Notai alcuni partigiani, con le tasche piene di portafogli, discutere animatamente tra loro per dividersi soldi, braccialetti e catenine d’oro, tra le quali riconobbi quelle appartenute ai miei cari…; mi avvicinai a loro per ottenere almeno delle spiegazioni e mi fu aspramente risposto che dovevo andare subito via e che quel materiale veniva preso in consegna dal comando dei partigiani e che doveva servire per la Resistenza…- A quella risposta il sangue cominciò a salirmi nella testa…; presi un bastone e gridai: “Andate viaaa! Vigliacchi!” Ed essi con spavalderia si allontanarono da quella zona di morte!...”-  
Logicamente ho accennato in questo paragrafo anche ad un altro tipo di Sciacallaggio, il non plus ultra, quello all’ennesima potenza operato non una sola volta, ma di continuo senza alcuna forma di pietà dall’Alta Casta del potere politico (e…, non solo politico…) italiano, ai danni (e lo ripeto ancora…) del solito popolo italiota che subisce sempre senza alcuna reazione in eterno letargo da pecoronite acuta.
E allora!? –
E allora, superletive e mmagnifece delegenzie d’è ris e d’è rrasse, precolature d’esurciseme e scungiure… (“Aggiamm pacienz, v'agge ammaccate a pont rà penna stilografica!”), ‘a question rimane sempe chella là, chella là, chella là: de chisto, de chillo e de chill’aute pure, annante, areto e… pure llà… che ne facimme??? – Niente! -
Nesciuno se ne fotte, nesciuno se n’è futtuto e, pe logica ‘e conseguenze, doppo che se avotano ‘e cerevelle e ‘o stommaco s’arrevota pè troppe politece faveze che ce stanno ‘nnante ‘e ppalle e ‘a rossa t’è saglie ncapa,… ecco puntualmente verificarsi l’ennesima rovinosa caduta nella solita ripugnante mescolanza “munnezza” politico – partitica - finanziaria indifferenziata.
Addonca, ve ggiuro, ve vurria (è solo un flebile pensierino purtroppo…) mannà a ‘e fierre senza resoluzione e pietà, ve faccio surrèjere cu schiattiglia e crepantiglia de fecato, morte guagnòlla, cuòte d’uocchio, peste, culèra, murvillo, scarlatina e besenterio: nzomma, ve vurria fa nu mazzo tanto, ma accussì tanto che mmanco màmmeta se lo sunnàva. E po’ ngullateve tanta sceruppe, pasticche cu senapiseme, ratiocrafie ‘o stommaco, cànchere galoppante e speranze de vederve … ambressa ambressa.
Che avete capito? Lunga ed eterna vita a “Lor Signori”!
Nessun giudizio, nessuna critica, nessun commento, nessuna opinione, nessun voto, positivo o negativo che sia, per “Lor Signori”, che dall’alto della loro grande e possente immunità rimangono intoccabili nei loro illusori castelli - fortezze e quindi, per logica di conseguenze…, se “la Scienza dei Numeri” non m’inganna, restano completamente immateriali, inutili, evanescenti ed inesistenti per l’intero Paese.
Voglio a questo punto provare ad analizzare e riflettere sull’esatto significato etimologico di un termine molto importate, il termine “Amministrare” che viene molto spesso usato impropriamente nella caotica documentazione burocratica della corrotta società attuale in una forma del tutto astratta, teorica, irresponsabile e mai nel concetto stesso del termine “Amministrare” che ha invece una sua precisa e chiara derivazione concreta, pratica, reale e fattibile…-
Amministrare” = dal lat. Administrare; ad ministrare, servire, curare, agire con responsabilità e competenza da ministro, minister, servo. Governare, dirigere, prendersi cura della gestione di un bene, maneggiare e tutelare cose pubbliche o private, porgere, dispensare (ad es. i sacramenti, le medicine, ecc., ecc.). Deriv. Amministrazione, Amministratore, Amministrativo.
Amministrare uno stato, una regione, una provincia, un comune, un patrimonio, una società, un condominio; esercitare la funzione di giudice…-
In sintesi amministrare vuol semplicemente dire servire, essere a completo servizio di tutta la comunità di cui fa parte con estrema competenza e responsabilità.
Come il buon agricoltore cura con passione ed esperienza il proprio terreno e le sue piantine per un futuro buon raccolto; come il bravo maestro cura amorevolmente i propri alunni nella loro crescita ed apprendimento, così ogni amministratore deve prendersi cura esclusivamente della propria collettività, impegnandosi a servirla in tutto e per tutto con onestà, giustizia, capacità e dignità.
La Pubblica Amministrazione, come recita chiaramente l’articolo 97 della Costituzione, deve improntarsi ai principi di legalità, buon andamento e imparzialità.
Da tutto ciò scaturisce una mia considerazione finale: “Quanta, ma quanta saggezza è insita nel concetto stesso di tale importante parola “Amministrare” e, rispettando il suo profondo e vasto significato, ci si sente subito conquistati e pronti a mettere in pratica e sul serio tutto ciò che viene ammonito in detta PAROLA”.
Purtroppo rimangono solo buoni propositi mentali, in quanto guardandosi un po’ in giro a 360° ci si rende subito conto dell’esatto contrario di ciò che ho affermato in precedenza.
Alla luce del sole, alla constatazione dei fatti passati e presenti, sin dall’uomo preistorico ad oggi si è sempre travisato al 100% tale PAROLA “Amministrare”, in un aumento esponenziale di nefandezze inaudite, anzi la si è messa sotto i piedi capovolgendone completamente con estrema cattiveria e crudeltà il suo stesso aulico e nobile significato.
L’uomo delle caverne amministrava le sue cose, il suo territorio, il suo spazio: letto di paglia o pelle o lana di animale; conservazione della legna; fabbricazione di primitivi utensili; esplorazione di nuovi territori, ecc., ecc.-
Ebbene, cerchiamo di chiarire meglio il significato di Amministrare e sperare con un certo larvato ottimismo di trovare oggi degli uomini degni di essere Amministratori.
E così?
Certamente no!
Ci troviamo in una sorta di sozzo luogo mille volte peggio dell’antica Sodoma e Gomorra.
In quel tempo dei “Giusti” anche se pochi furono salvati dalla distruzione completa delle due città.
Oggi non ne esiste neppure uno di “Giusto” che interpreti e applichi in pieno tutti i nobili principi del termine “Amministrare”.
L’uomo politico, in particolare, è il peggiore tra tutti i tipi di Amministratori in quanto continuamente imbroglia, truffa, tartassa, prende per i fondelli, offende, beffeggia, si sollazza con i soldi dei cittadini, si arroga con prepotenza il diritto di potere, ecc., ecc., ecc.,-
E’ finita la discussione?
Nooo!!! –
Infatti se poi ci intrufoliamo nei famosi uffici privati, nei presunti enti, società varie o amministrazioni condominiali di residence, parchi, palazzi, case o di altri beni pubblici o privati, ci rendiamo subito conto che tutti gli Amministratori (quasi tutti, voglio essere ottimista…, forse uno buono dovrà pur esserci… o no?) sono diventati (come l’Alta Casta politicasimilis cum similibus…) usurpatori, prepotenti, viscidi, velenosi, imbroglioni, truffatori, e… perché no, anche soci, coadiuvatori e collaboratori di associazioni malavitose, tipo camorra, mafia, ‘ndrangheta, sacra corona unita, ecc., ecc.-
Il povero cristo, debole, indifeso, isolato, denigrato e beffeggiato proprietario o inquilino di un piccolo appartamento o di un qualsiasi altro bene immobile è costretto a subire nolente o volente tutte le angherie di questi emeriti autentici delinquenti che impropriamente e illegalmente vengono definiti Amministratori.
Ci si domanda: “Com’è che il povero cristo cittadino italiano oltre ad essere così indegnamente trattato, truffato e tartassato da uno Stato carogna, subisca anche le perfidie di Amministratori condominiali corrotti e mafiosi senza reagire minimamente?” –
Allora che aspetti a buttarli fuori? –
Eh già, a dirsi sembra facile, molto facile.
Invece in pratica non è affatto così in quanto le nomine sia nelle Alte Sfere politiche che in quelle locali, avvengono sempre dietro una losca combinazione di elementi illegali e truffaldini, a danno del solito singolo individuo onesto pagatore che viene puntualmente e costantemente preso per i fondelli.
In pratica scendendo un po’ nei particolari…, gli Amministratori di condominio cercano di favorire sporchi accordi sotto banco con alcune ipocrite animelle del palazzo, condite con i soliti immancabili “’nciuci” e quindi nelle riunioni condominiali questi codardi hanno sempre la maggioranza assoluta con l’amministratore compiacente che gongola nei suoi luridi affari.
Truffe negli appalti, truffe sulle quote condominiali, varianti sugli appalti e soprappalti fasulli e truccati, ecc.-
Insomma per i piccoli e poveri proprietari e inquilini è una via crucis, un calvario continuo.
Chi riceve i solleciti, le sanzioni, le more, le ingiunzioni di pagamento, gli atti giudiziari, ecc, ecc.? –
Solo e soltanto gl’indifesi, gli onesti pagatori, i deboli, i poveri…, e chi altri se no?
Non certo i grandi proprietari o le animelle viscide a servizio degli amministratori a loro volta corrotti dalle mafie…, certo che no… Giammai…! –
O vai via o stai zitto e continui a subire applicando il solito proverbio:
“ ‘O ti mangi sta minestra o ti butti dalla finestra!” –
Non c’è più nulla da fare…, loro non cambiano mai…, sia nelle amministrazioni centrali del potere, sia nelle amministrazioni periferiche e sia in quelle locali.
L’Italia tutta è diventata la serva, la schiava di tutte le mafie, avvolta tutta da lunghissimi e terrificanti tentacoli stritolanti della Grande Piovra, in collusione continua con i  perfidi Poteri italiani, politici, partitici, finanziari, ecc., ecc.-

Chi ha facoltà e volontà di leggere tutto sino alla fine di questo paragrafo con attenta riflessione, comprenderà chiaramente anche ciò che ho a volte solo semplicemente accennato in un’allegorica sintesi dei miei pensieri vaganti, ma estremamente veritieri.

Cordiali Saluti!

Alla prossima…!

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Domenica, 14 agosto 2016

IL VIRGULTO

“Come il giardiniere attento e sapiente dedica amorevoli cure al tenero VIRGULTO perché rigogliosamente fiorisca e generosamente fruttifichi, così la SCUOLA guida il bambino ad aprire gli occhi nel mondo, perché ne ammiri le meravigliose bellezze e lo sproni ad ascoltarne le voci che parlano d’AMORE!” -
Rispettando lo spirito cardine che mi ha portato alla stesura di questo mio sito web, anche stavolta cerco di confrontare momenti di vita passata realmente vissuta dal sottoscritto con la vita odierna.
Cercando dei documenti tra gli scaffali della mia libreria tra fogli, riviste e libri, mi è capitato per caso di trovarmi tra le mani, alcuni fogli di un  bel giornalino scolastico della Scuola Elementare Statale di Piana di Monte Verna (centro) risalente all’a.s. 1983/84.
Capita purtroppo sempre più di rado quella sana voglia nostalgica di fantasticare immergendosi completamente nei carissimi e dolcissimi ricordi del proprio passato, in quanto il tempo passa inesorabile per tutti e ciò che rimane nella memoria si affievolisce sempre più.
Inoltre la cruda lotta quotidiana nella tetra realtà odierna ti tiene purtroppo costantemente impegnato a sostenere la dolorosa croce nelle dure, faticose ed incomprensibili vie crucis di ogni sacrosanto giorno.
Quando però si ha la fortuna di avere anche solo un momentino di pausa, una specie di relax rilassante e di rientrare un po’ in armonia con se stessi ed il proprio io interiore, tornano alla mente quelle care rimembranze di un tempo passato ed è così bello, così dolce riviverle, provando nuovamente quelle splendide emozioni di allora…-
Ed è quello che a me è meravigliosamente successo, ritrovandomi inaspettatamente tra le mani questi fogli scritti dai miei alunni.
Ma, pur ch’io me ne rimembri con tanta passione, dignità ed orgoglio dei sani valori di quei magnifici tempi, il risveglio mi fa tornare nella crudezza ed asprezza di oggi e tutto rimane solo e soltanto un ricordo sempre più lontano, un sogno, un’utopia, un’oasi stupenda che mai più ritornerà e la tristezza si impadronisce nuovamente di me.
C’è da precisare che la mia vita, come quella di tante persone, è costellata da momenti brutti e momenti belli.
Ne ho già citati tanti nei miei scritti.
Ora, sfogliando le pagine di questo straordinario giornalino scolastico, mi ritornano in mente quegli anni trascorsi come insegnante nella Scuola Elementare Statale di Piana di Monte Verna.
Il titolo del giornalino è appunto “IL VIRGULTO” e l’anno scolastico è il 1983/84.
E’ veramente una meraviglia rileggere quelle belle, semplici espressioni, ingenue, chiare, ma ricche di profondo significato pratico, scritte dai miei cari alunni, con il controllo, la collaborazione e l’aiuto logicamente dei maestri e maestre.
Ti senti dentro, nell’anima e nel corpo, delle sensazionali e piacevoli emozioni.
Come quelle due bellissime canzoni dei grandi Mogol - Battisti:Mi ritorni in mente…” e “Emozioni” -
Esprimo adesso un mio pensierino, forse ingenuo e impossibile da attuarsi: “Che bella sarebbe un’intera società fatta tutta ad immagine e somiglianza dei “Bambini”, con semplici, chiari e fattibili concetti, in un amorevole “gioco” di armonia, amore, collaborazione e rispetto per tutti…; senza più paroloni, discorsi a vanvera, esibizionismi, razzismi, partitocrazia e lingua politichese; senza più egoismi, corruzione, burocrazie e complicazioni varie; senza più divisioni, supremazie e schiavismo!” –
Che dire: “Viva i bambini!!!” –
Impariamo dai bambini, i veri insegnanti degli adulti! -
Gesù gioisce quando vede che i bambini capiscono più degli adulti, più dei “dottori” le cose del “Regno dei Cieli” che Lui annuncia alla gente e dice: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il Regno dei Cieli!” –
A tal uopo, mi viene in mente anche una significativa affermazione del grande Albert Einstein: “Lo studio e la ricerca della Verità e della Bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita!” -
Purtroppo l’uomo crescendo ha perduto tutti quei sani valori della sua candida fanciullezza, trasformandosi in un rozzo essere cafone, puzzolente, amorfo e sozzo.
La Scuola di oggi ha subito una profonda e deleteria metamorfosi, soprattutto nelle decisioni errate delle sue più alte istituzioni politiche partitocratiche, che lasciano trasparire moltissimi lati oscuri e dolenti, che vanno come al solito sempre a discapito della crescita evolutiva del fanciullo, facendolo immergere in teorie irrealizzabili, illogiche ed assolutamente non fattibili nella realtà pratica di oggi.
Non solo la Scuola, ma tutto, proprio tutto nella società attuale è controllato, infestato, contagiato, inquinato dal letamaio (una vera e propria macchina del Fango) politico – partitocratico - finanziario e delinquenziale.
Inoltre, come se tutto ciò non bastasse, a tali sconcerie si sono aggiunte tante e tante falsità e menzogne riguardanti gli avvenimenti storici che continuano ad essere posti dalla storiografia ufficiale in bella mostra nei libri scolastici, dizionari, enciclopedie, mass media, ecc., ecc. in un’altalenante ciclo agghiacciante di assurde e ridicole teorie fiabesche che hanno dell’incredibile, del grottesco, rasentando a volte un razzismo abietto e tetro, peggio della più ignobile imposizione dittatoriale.
E ritorna incessante quel solito e ripetuto pensierino del giorno: “L’Italia è un Paese strano, anzi un Paese alla rovescia, in cui vengono amati, ricordati, onorati, celebrati, leccati, per non dire altro ecc., ecc., ecc. i più tremendi carnefici invasori “macellai” che hanno massacrato i propri cosiddetti “fratelli”, mettendo a ferro e a fuoco le loro terre. Dopo la vergognosa mattanza, i porci son diventati addirittura Eroi e Padri della Patria!” –
Eppure, parlando di Scuole, è d’obbligo ricordare che nel magnifico Regno delle Due Sicilie tra i tantissimi primati ed iniziative meravigliose effettuate dai Re Borbone, c’erano splendide Scuole, ben attrezzate ed organizzate da vero Primato Mondiale, completamente il contrario della triste e vergognosa situazione in cui versa l’Istituzione Scolastica di oggi, talmente negativa che non figura neppure negli elenchi delle classifiche mondiale.
Allora, tornando a quella splendida oasi borbonica:
“1778 - Prima Scuola gratuita ed obbligatoria d’Italia istituita a San Leucio (Caserta);
1787 - Prima Scuola Ufficiali in Italia, Scuola Militare della Nunziatella;
1792 - Primo Atlante Marittimo nel mondo (Scuola di Cartografia napoletana);
1812 – Prima Scuola di Ballo in Italia (Real Teatro di San Carlo);
1825 – Prima in Italia, Scuola Ufficiale di artiglieria;
1841 – Prima in Europa, Scuola macchinisti a Pietrarsa;
1853 – Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi;
e poi, e poi…, Scuola di musica e danza a S. Pietro a Maiella; Scuola pittorica a Posillipo; Real Biblioteca; Accademia Letteraria; Accademia di Scienze Mediche;
Ed ancora dal 1831… tantissime scuole private presenti nel Regno delle Due Sicilie: 392 Scuole per leggere e scrivere per maschi; 126 Scuole per leggere e scrivere per femmine; 32 Istituti Letterari; 29 Case di Educazione; 48 giurisprudenza; 38 medicina e chirurgia;22 filosofia e belle lettere; 36 rudimenti grammaticali; 10 scienze di fisica e matematica; 3 chimica; 2 architettura; 14 lingua francese.
Vi viene l’impressione di stare in un altro mondo, in un altro pianeta super organizzato e super tecnologico? –
Ed oggi?
Bè, siamo caduti dalle Stelle alle Stalle! -
E, lasciatemi gridare, lasciatemi esprimere liberamente un mio personale pensierino di speranza, per poter continuare a vivere, per poter continuare ad avere almeno un briciolo di ottimismo e sognare non dico quell’antica oasi borbonica di perfezione assoluta in tutti i campi, ma almeno un futuro migliore:
“Sorgi! Sorgi Sole su tutti gli esseri di questa Terra, su tutte le cose, sugli uomini, per poterli definire realmente “umani”, per poter dire basta a tutte le ingiustizie, per annullare definitivamente questo grande malessere che ci pervade tutti…!!! – Sorgi! Sorgi Sole a rischiarare finalmente l’orizzonte con la Luce eterna della Verità!!!” –
Nconcrusione, che v’aggia dicere? Niente! –
Vulite ancora ed ancora n’ata cosa? –
Meglio di NO! Molto meglio invece una sana pausa rilassante di riflessione! –
E pe ogge avasta! –
Stateve bbuono e… -
“Chi vuol intendere, ha già inteso!” –

ALLA PROSSIMA!


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Giovedì, 28 luglio 2016

LA CATASTROFICA CADUTA NELLA LERCIA MESCOLANZA INDIFFERENZIATA

Torniamo un bel po’ indietro nel tempo e cerchiamo, con un semplice e chiaro ragionamento, di carpire le cause che hanno portato a questa tristissima e caotica situazione malefica di oggi.
Caduto l’Impero Romano, ahimé, cadde anche “L’Homo Sapiens” forte, fiero, orgoglioso e battagliero.
Lo sfascio o meglio la spartizione dell’immenso e potente Impero Romano fu, non solo causa di indebolimento territoriale, ma incise prepotentemente sul carattere e sulla personalità di uomini un tempo forti, duri e saggi (gli antichi romani).
Da allora, purtroppo, come un fulmine a ciel sereno, non ci rialzammo più da quell’improvviso torpore che, come una malefica influenza galoppante, si estese a tutte le generazioni e ci colpì tutti.
A parte quel risveglio di vero orgoglio, dignità, carattere e personalità della nostra gente meridionale che dette vita a quella splendida seppur breve oasi borbonica del Regno delle Due Sicilie peraltro subito annientata nel sangue e nelle atrocità razziali più abiette e meschine per colpa di orde di fanatici invasori assassini, ladri e carnefici nordisti, savoiardi e di altre nazioni estere, siamo diventati sempre più pecoroni, tapini, leccapiedi e, senza tema di smentita, servitorelli striscianti e piagnucoloni dei popoli vicini a noi come la Francia, l’Inghilterra, la Germania e di quelli oltre oceano.
Siamo, da allora e senza alcun dubbio resteremo anche in futuro (le previsioni sono completamente negative) una razza di Italioti, in cui l’imbecillità esibizionista ha il sopravvento su tutto.
Lasciatemelo ancora gridare forte, forte a squarciagola senza peraltro entrare in tutti quei petanti, fastidiosissimi e noiosi cavilli burocratici: “L’Italia è il Paese che non c’è, che non esiste; l’Italia è il Paese dei Balocchi in una parossistica idiozia di massa; l’Italia è il Paese delle chiacchiere e delle cartacce inutili che si accavallano in continuazione in un’asfissiante burocrazia; l’Italia è il Paese in cui ognuno si sbrodola in questo rivoltante mare di fango fregando il prossimo e facendosi a sua volta fregare in un altalenante assurdo e ridicolo gioco dell’Inc. Cool Eight di massa (programma TV di Maurizio Crozza) in cui ogni “ungulato” cerca di accaparrarsi per primo la fregatura di turno, fino alla fine dei suoi giorni!” –
Basta così, in quanto entrando troppo nei tanti particolari caotici e contraddittori di questo malefico gioco italiota, potrebbe facilmente capitare di finirci dentro…-
Allora, bando alle ciance, vorrei essere il più possibile conciso e veritiero e salvare per lo meno la faccia.
L’Italia, sin dalla caduta di quell’antico possente Impero Romano, è diventata terra di conquista e preda di tanti popoli stranieri affascinati da tante cose belle del nostro Bel Paese (c’era una volta tanto, tanto, tanto tempo fa…) come ad esempio un meraviglioso mare azzurro che lambisce con dolcezza sia le coste limitrofe, sia le belle isole che le fanno corona. Tanta gente ha respirato la nostra bell’aria profumata; gustato le nostre prelibatezze; assaporato sulla propria pelle il bel sole che come un’aureola meravigliosa accarezza e bacia la nostra Terra.
Allora, la riflessione, a questo punto, nasce spontanea.
Tutte queste bellezze autentiche, nostrane e naturali dei nostri territori sono state da noi adeguatamente protette, rispettate e salvaguardate nel modo più ottimale possibile??? –
La risposta purtroppo è un secco “NO”! –
Non siamo ancora riusciti a sollevarci da questo torpore di servilismo innaturale ed illogico che ci rende ancora più idioti, stupidi, meschini, ignoranti e sbruffoni da meritare l’appellativo “Italioti senza speranza” –
E voglio ancora ed ancora ripetere il triste concetto nato da un’amarissima mia riflessione di oggi.
Ma è mai possibile che, dal tempo di quel tragico smembramento dell’immenso impero romano, pur essendo stati a contatto con tantissimi popoli diversi che nel corso degli anni hanno fatto nella nostra penisola il brutto, il bello ed il cattivo tempo; ci hanno invaso, conquistato, imposto le loro leggi ed usanze, non abbiamo imparato ancora nulla dalla storia??? Per quale ragione continuiamo in massa a perseverare nei nostri stupidi errori di servi assoggettati completamente ai nostri padroni stranieri ed anche ai nostri meschini cosiddetti “fratelli” carnefici e traditori del Nord Italia??? Perché continuiamo imperterriti ad onorare, servire, ricordare, celebrare, “leccare” i nostri barbari massacratori sia stranieri che interni al nostro Paese???
Dalla fierezza, dignità ed orgoglio di quegli antichi grandi personaggi dell’impero romano, siamo passati improvvisamente alla perdita totale di ogni forma di carattere e personalità, di ogni forma di principio e valore morale, trasformandoci in una specie di rozza razza amorfa e senza alcun senso; una razza illogica ed indecifrabile; una specie di zombie simili agli “ignavi” della Divina Commedia, che pur di leccare per primi il “deretano” al loro orribile padrone, commettono atti ignobili verso gli stessi loro simili.
Ma come c… abbiamo fatto a ridurci in questo modo e cadere come foglia morta in così basso loco??? –
A tal uopo, per non soccombere nella pazzia e per cercare almeno di essere un pò più chiaro con un seppur flebile filo logico, cito dei semplici esempi.
Dopo la caduta di Napoleone, le potenze coalizzate contro la Francia si riunirono a Vienna in un Congresso internazionale dall’ottobre 1814 al giugno 1815 per dividersi il bottino di guerra e ritornare sui vecchi troni perduti.
Ebbene, l’allora esperto ministro degli esteri francese Talleyrand, pur rappresentando un Paese sconfitto, seppe con grande astuzia ed intelligenza così bene difendere la sua terra da essere riconosciuto ed apprezzato da tutti. Egli riuscì, con abili manovre, come il richiamo al Principio di Legittimità, a reinserire addirittura la stessa Francia nel gioco delle grandi potenze vincitrici di Napoleone, riuscendo ad ottenere condizioni di pace a suo favore.
Andiamo avanti nel tempo e precisamente al Trattato di Pace di Versailles del giugno 1919 che si svolse dopo la prima guerra mondiale tra Germania e potenze vincitrici.
Ebbene, sentite, sentite questa…, il nostro ridicolo e piagnucolone rappresentante italiano ministro degli esteri Orlando fece la figura dell’animella servile, non riuscendo ad ottenere da quel Congresso nulla di nulla, pur facente parte della coalizione delle potenze vincitrici. Tutti gli altri si divisero la “torta”, escluso il nostro autentico “italiota” Orlando.
Al ritorno in Italia, si notarono nettamente le tante lacrime che gli colavano dagli occhi, mentre scendeva dall’aereo.
Che figura di m…-
Vergogna!!! -
Invece di difendere la sua parte che gli spettava di diritto, i suoi beni, la sua terra, la sua gente, tornò piangendo come un lurido vermiciattolo strisciante.
Un tipo del genere lo vuoi almeno chiamare “Tapino”, “Quaquaraquà”, “Idiota”, “Lecchino”, “Verme”??? –
E, non è il solo purtroppo…- Di tipi del genere ce ne sono parecchi in Italia e l’italiotazia o come c… la volete chiamare, si è estesa a tutto il Paese, influenzando tutti, popolo e governanti, come una terrificante piaga.
Ripeto, a parte due magnifiche Oasi passate: il possente e forte Impero Romano e lo splendido periodo borbonico del Regno delle Due Sicilie, tutto il resto è stato ed è ancora adesso fango puzzolente.
Tapini eravamo, tapini siamo e tapini resteremo, senza speranza, senza futuro, senza nulla di nulla. Ci vorrebbe un miracolo? Boh? Anche questa prospettiva per me è un’utopia, un’immaginazione fantasiosa della mente e nulla più…-
Basta guardarsi attorno e riflettere un po’ per comprendere che siamo ormai diventati “burattini amorfi”, schiavi di tutti i popoli della Terra, compresi quelli cosiddetti del Terzo Mondo o Paesi sottosviluppati e logicamente delle grandi superpotenze o delle possenti multinazionali internazionali che, dietro le quinte, innominabili ed innominati, decidono a loro piacimento, per il loro esclusivo business, le sorti del mondo intero…-
Abbiamo al parlamento migliaia di strozzini, magnacci, succhiasangue inutili ed altamente deleteri per il Paese intero. Buttiamoli tutti giù a strisciare come vermi per terra e cerchiamo almeno di far risorgere (è un’utopia) un qualcosina di simile a quel magnifico, splendido, meraviglioso, ineguagliabile periodo dei Grandi Re Borbone che riuscirono a creare un Regno delle Due Sicilie da primato mondiale.
E, ripetiamolo ancora ed ancora per l’ennesima volta…-
Via tutte le scorte, via tutti i partiti, tutti i privilegi, tutti gli appannaggi, finanziamenti, rimborsi, pensioni d’oro, via tutto ciò che è spreco inutile e dannoso per il Paese. Via tutti, proprio tutti questi porci ignoranti che sanno solo succhiare il nostro sangue. Ognuno, secondo le proprie capacità, deve svolgere alla perfezione e professionalità il proprio mestiere, senza corruzioni, menefreghismo, egoismi razziali, partitocrazia, ecc., ecc.-
Troppi, troppi anni sono passati inutilmente a sbrodolarci nel fango tra noiosissimi esibizionismi, discorsi a vanvera, cerimonie, parate, festini, falsi e grotteschi giochetti, ridicoli talk show, chiacchiere senza senso, gadget, gadgettini, cotillons e tante, ma tante altre idiozie...-
Ma aulesseme ferni’ cu’ tutte cheste cazzate???-
Vogliamo o no avere un minimo di carattere, di personalità, di maturità e riscattare quell’orgoglio, quella dignità, quell’onore, quella maturità sociale e quei grandi valori appartenenti al nostro glorioso passato storico ed essere finalmente amministrati da uomini veramente “onorevoli”, saggi, seri e capaci di fare l’interesse del popolo??? –
IL DESTINO…
Il tragico evento di cronaca recente del terribile scontro di treni in Puglia che ha causato tanti morti e feriti, mi fa tornare indietro nel tempo…-
C’è chi crede al destino e chi invece è convinto che spesso il destino è mera fantasia e che certi fatti, certi accadimenti inspiegabili sono avvenuti e si sono avverati per puro caso.
A tal uopo voglio raccontare per l’ennesima volta, ma con ulteriori particolari che in queste tragiche ore mi tornano in mente, un fattaccio che mi causò per molte ore una completa cecità ed un’elevata sofferenza.
Come ho sempre precisato nei miei pamphlets e websites precedenti, negli anni trenta – quaranta, per ragioni di studio e per le scarse risorse economiche della mia famiglia, ero costretto a percorrere in bicicletta 30km al giorno su quelle strade particolarmente polverose ed accidentate di quei tempi per raggiungere la scuola (magistrale statale “Salvatore Pizzi” di Capua). Viaggiavo col treno soltanto nel mese di gennaio.
Gli altri mesi li percorrevo sulla mia tanto amata e desiderata bici “Wolsit”.
Ebbene, se non vado errato, nell’anno 1939 (mi si corregga se sbaglio la data) un pomeriggio particolarmente piovoso e freddo, noi studenti del magistrale stavamo in attesa del treno nella piccola sala d’aspetto della stazione ferroviaria “Chemin de Fer” (Napoli – Piedimonte Matese) denominata “Biforcazione”. Salimmo poi sulla vettura che sostava sui binari, in attesa del treno elettrico (locomotore) provenante da Napoli e diretto a Capua.
E’ da precisare che molti di noi studenti, per non restare assiepati nella piccola sala d’aspetto, salimmo su detta vettura soffermandoci sulla piattaforma attraverso due cancelletti di ferro a sinistra e a destra (l’uno di fronte all’altro).
Da premettere che la 3° classe, alquanto fredda e umida, era per tutti i viaggiatori, mentre la 1° classe piccola, ma di lusso, confortevole e con poltrone in pelle, era usata da quelli che possedevano i biglietti di prima classe.
Il capotreno, seduto in 1° classe, sfogliava e scriveva in alcuni fogli forse gli ordini dell’arrivo e partenza delle corse (Napoli – Piedimonte Matese e viceversa: ore 6 del mattino Piedimonte – Napoli; ore 10 Napoli – Piedimonte e così via…) –
Ripetendo il discorso e, non rispettando le regole del regime fascista d’allora, decidemmo noi studenti d’entrare a sederci abusivamente nel reparto privilegiato della 1° classe.
Non sto qui a descrivervi il putiferio alquanto chiassoso provocato da noi studenti incoscienti ed infreddoliti.
La situazione divenne ben presto caotica ed incontrollabile tra il capotreno, il capostazione (sig. Petrarolo) e noi allievi del magistrale di Capua.
Alla fine, con modi garbati ma decisi, fummo cacciati fuori dalla 1° classe, accontentandoci di stiparci sul freddo ed umido pianerottolo d’attesa.
Finalmente arrivata ed agganciata la vettura dal locomotore proveniente da Napoli, partimmo per Piedimonte Matese.
E qui viene il bello, rettifico il brutto fattaccio (il disastro ferroviario).
Il capostazione della “Biforcazione” non avvisò il capostazione di Triflisco di attendere il passaggio del treno per Piedimonte, prima di dare il via al transito del treno merci dalla località “Mulini”.
E così, proprio nella curva tra Triflisco e Mulini avvenne il fatidico e terrificante scontro tra il treno per Piedimonte ed il treno merci per la “Biforcazione”.
Ci furono molti feriti.
Io perdetti completamente la vista e ricordo che in quel trambusto alcune persone mi trasportarono in una stanza dei “Mulini” ove un medico mi ordinò di appoggiarmi con la testa ad un sacco di farina e di rimanere così per alcune ore.
Molti furono ricoverati d’urgenza in ospedale. Io mi rifiutai.
Faccio presente che quando perdetti la vista, una sorta di fittissima nebbia partiva dal capo con la terribile sensazione che copriva tutto il mio corpo. Ero probabilmente in uno stato di profonda e completa incoscienza.
Miracolosamente dopo circa tre o quattro ore riacquistai la vista, la nebbia scomparve e pian piano mi resi conto di quegli orribili momenti e tornò in me una certa lucidità mentale.
Che disastro! Quante grida strazianti! Quanta sofferenza immane!
Che struggente malessere provai in quei tragici momenti.
Nessuno poi si curò di me.
Pensavo che non ci sarebbero state conseguenze future a quella mia momentanea cecità di alcune ore. Mi sbagliavo.
Infatti, quando poi dopo svariati anni mi recai per una visita dall’oculista, questi mi disse: “Voi avete la retina accartocciata, dietro ad un forte colpo ricevuto alla testa!” –
Infatti, dopo lo scontro dei due treni, mi trovai un grosso bubbone sulla fronte che mi durò per oltre un mese e quando mi toccavo la fronte avvertivo una strana scossa che attraversava tutto il cuoio capelluto fino al collo.
Rifacendomi al recente disastro ferroviario in Puglia (Corato – Andria…) mi vengono i brividi e piango pensando alle gravissime disgrazie di quei poveri passeggeri, ai tanti morti e feriti gravi e alle sofferenze atroci che provano quei familiari in affannosa ricerca di qualche notizia sui propri parenti (padri, madri, figli, ecc., ecc.) –
Non m’inoltro nei particolari agghiaccianti che ho visto in tv, in quelle tante sigle inconcepibili dei cosiddetti tanto decantati enti preposti al controllo ed all’informazione e che spesse volte si rendono veramente ridicoli e disorganizzativi; non mi soffermo sulle tante chiacchiere che vengono inutilmente versate nei talk show televisivi, nei forum in internet e in tutto quel vergognoso scaricabarile che è purtroppo l’usanza di questa specie di rozzo e immaturo Paese. Cerco di tenermi lontano da tutto questo schifo di luridi opinionisti e critici, altrimenti rischio di impazzire, di finirci dentro anch’io o di dire improperi vari o bestemmie o appellativi pericolosi e offensivi.
Senza fare tante chiacchiere inutili, ritengo che tutti, proprio tutti i responsabili accertati, da qualunque ceto sociale provengano, debbano essere puniti con estrema severità e con la massima pena possibile in questo Paese: “In Galera! In Galera! Mandateli tutti in galera a marcire pene atroci e non cacciateli mai, mai più!” –
Da parte mia, in base alle poche notizie che riesco a sentire dai cosiddetti organi d’informazione purtroppo il più delle volte dannatamente di parte, con accuse date a senso unico con i paraocchi e quindi assolutamente non veritieri, sembra a primo acchito e dopo breve mia riflessione che la colpa sia solo di quei due capostazione imbecilli ed assassini che non hanno fatto per nulla il loro scrupoloso e santo dovere.
Comunque, gli accertamenti dovrebbero sempre essere precisi, rapidi e giusti non solo in quei luoghi della Puglia, ma anche in tanti altri luoghi d’Italia, affinché le ingiustizie vengano scovate e punite, in modo che tragedie simili non possano mai più verificarsi…-
Allora, lo voglio ripetere ancora sino alla nausea: a primo acchito, in base alle odiose false informazioni date in questi giorni dai corrotti e dannatamente di parte mass media lecchini di quella solita vecchia cricca savoiarda (e non solo…) nordista, sembra, dico sembra che la colpa sia solo di quei due capostazione.
Invece c’è a monte ben altro schifo, ben altre gravissime responsabilità, tenute nascoste…-
Si versano parole, parole, parole sulla presunta ricerca e punizioni esemplari dei colpevoli…; poi, come sempre accade in questa sozza italietta del c…, tutto lo schifo torna come prima ed il povero Sud resta sempre senza nulla, come prima, più di prima…, per colpa del solito Nord arraffa tutto…-
Per meglio comprendere il concetto, riporto integralmente il significativo articolo del grande Pino Aprile, pervenutomi tramite email dal bravissimo Cap. Alessandro Romano della Rete Regno Due Sicilie.

IL SUD A BINARIO UNICO
REO DI STRAGE CHI BRUCIA MILIARDI PER LA TAV
AL NORD E LASCIA IL SUD A BINARIO UNICO

di
Pino Aprile
 
“Non è un incidente, è un crimine con molti colpevoli, lo scontro fra treni in Puglia. Quei poveri viaggiatori uccisi sul binario unico sono vittime dell'immondo comitato di affari e tangenti che rovescia tonnellate di miliardi di euro su linee ad alta velocità inutili e sovradimensionate (fra Milano e Torino è stata progettata per merci e passeggeri, solo per far salire i costi, e per esser “economica” dovrebbero correrci almeno 400 treni al giorno; invece ne passano una quarantina e nemmeno uno merci); mentre al Sud si lasciano città senza treno, come Matera, altre ne vengono private, perché “non conviene”; e nel 2016 si sta ancora a binario unico su lunghi tratti, in regioni in pieno boom turistico, come la Puglia, la Calabria, la Sicilia, costringendo venti milioni di persone a collegamenti con velocità medie inferiori a quelle di un secolo fa, ma a prezzi, di fatto, più alti che nel resto del Paese e con vere e proprie truffe (frecciargento-fecciaschifo dismesse dal Nord, che percorrono gli stessi tratti dei regionali, ma a prezzi 7 volte maggiori e impiegandoci più tempo).
Siete (voi che questo avete costruito) assassini. Non possiamo portarvi dinanzi a un tribunale, perché avete fatto in modo da rendervi assolti; ma di fronte alla coscienza del mondo (esclusa la vostra, si capisce, della cui esistenza non abbiamo prove) siete condannati per omicidio plurimo, strage.
Signor Renzi Matteo, spieghi ai parenti di quei morti perché su 4560 milioni per le ferrovie ne ha destinati 4500 da Firenze in su e 60 da Firenze in giù (se sono arrivati sotto Firenze...):
Signor Delrio Graziano, informi chi sta piangendo per aver perso la ragione della sua vita che i suoi geologi stanno analizzando le rocce per capire se si può fare il treno fra Napoli e Bari. Poi, magari, spieghi ai suoi figli cos'è l'equità, il rispetto degli altri (valuti se è il caso di raccontare come ha fatto a non accorgersi che la sua Reggio Emilia, con lei sindaco, diventava “il bancomat della 'ndrangheta”, mentre lei faceva visita ufficiale, per la festa del patrono, a Cutro, patria del boss Grande Arachi);
Signor Mauro Moretti, lei che, da capo di Trenitalia, pare cambiasse discorso quando si parlava di Sud (e se no, come ci diventava, da sindacalista, numero uno dell'azienda) vada dai sopravvissuti, a dire che ha fatto solo il suo dovere spendendo i soldi di tutto il Paese, solo in una parte del Paese; venda anche a loro la favola dell'azienda privata con i soldi nostri.
Non veniteci a parlare di errore umano; non veniteci a dire che i lavori per raddoppiare la linea erano in corso; non diteci che quelle sono le Ferrovie del nord Barese e voi siete altro... Lo sappiamo cosa siete. Non cercate i colpevoli, cercate uno specchio.
Fra lacrime di rabbia e di dolore, vi maledico; auguro ai vostri figli di non somigliarvi, per essere, come meritano, migliori. Voi che, come quanti vi hanno preceduto, avete spezzato un Paese in due aumentando i privilegi per alcuni e sottraendo diritti ad altri, siete colpevoli per esservi adeguati ai voleri di quelli cui dovete obbedienza e dei quali dovete garantire gli interessi; colpevoli come i nostri rappresentanti (si fa per dire: li scegliete e ce li imponete) che vi vendono la propria gente, per essere i primi degli ultimi; colpevoli come noi, per non essere stati capaci di tirarvi giù dai luridi seggi da cui vi illudete di contare qualcosa. Quando il mondo era civile, i responsabili di disastri come questo ne vivevano il tormento a vita.
Questi sono omicidi: l'iniquità è un'arma che colpisce a distanza, anche di tempo e il delitto non si rende manifesto. È vero che gli scontri possono avvenire anche dove il binario è doppio, ma è più facile che accadano dove è unico. Quindi, lasciandolo unico al Sud e doppio altrove, avete decretato chi deve morire prima.
Che è l'essenza del potere.
E della vostra colpa.” –
Da parte mia ritengo quest’articolo assolutemente veritiero e del tutto condivisibile.
Un grazie ai bravissimi Pino Aprile e cap. Alessandro Romano.
E, dopo tanta, ma tanta tristezza che ti avvelena la mente ed il cuore, (un pò di latte, grazie...) lasciatemi almeno un momento di pausa immerso nei miei pensieri, per fantasticare, per sperare in un futuro migliore in un mondo migliore.
Mi viene in mente la dolce canzone di successo del cantautore Giuseppe PoviaI Bambini fanno “Ooh…!” –
Verrà un giorno, ne sono certo, in cui diremo: “Ooh…! Finalmente…; che gioia, che felicità, che allegria, che benessere! Siamo tutti rinati in una pura, limpida e chiara Maturità Sociale e non abbiamo più alcun timore di gridare al mondo intero la Verità, quella verità che stava in fondo al pozzo ed è risorta a nuova vita!”-
Purtroppo mi sveglio presto da quel sogno fantastico e torno nella cruda, triste e malefica realtà di oggi, in cui soprattutto in quest’Italia di m…, ogni giorno, ogni santo giorno c’è da combattere tra mille ingiustizie, tra mille cavilli burocratici, tra mille fanatismi, discriminazioni, prevaricazioni, ecc., ecc. –
Che schifezza di mondo!!! –
E allora?
E allora, tornando a chella bbona e nobbele lengua napulitana d’ ‘O Masto, nu cierto Mario Visone, cheste vve dico:
“Superletive e mmagnifece delengenzie d’è ris e d’è rrasse, precolature d’esurciseme e scungiure, ‘a question è sempe chella là, chella là e cioè: “De chiste, de chille e de chill’aute pure, annante, areto e… pure llà, ecc., ecc., ecc…., che ne facimme??? No! dico! Che kaiser ne facimmo??? ‘E mmettimmo forse tutte sotto spireto??? Sotto sale??? Sotto chella ‘e…??? E po’??? Po’ che succère? ‘O tornado, botte, ribotte, tuoni, fulmini, temporali, tempeste, grandine, uragani, moti, trombe, trombette e tromboni??? E se finisce sempe a ppane e puparuole. ‘E fernute, è fernute! Nooo! Ne parlane tutte quante: strille, allucche, riepete, titole a otto e cchiù culonne. E de chillo e de chell’ata, che pure esistono, ne parlane??? Nooo! Nesciuno se n’è fotte, nesciuno se n’è futtuto. E, pe logica ‘e conseguenze, se avotano ‘e cerevelle. E ‘a rossa t’è saglie ncapa!” –
Stateve bbuono, nu poco 'e pacienza e schiattate 'e salute... -
A cchisto punto che v'aggia dicere..., è na bbergogna!!! -

Alla prossima! – 

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Martedì, 24 maggio 2016

MA! DICO IO: “AULESSEME FERNI’ CU’ CHESTA ZAVORRA ‘E POLITECE MAPPENARE?”

Dal ’48 in poi vi abbiamo mandati al POTERE ed ognuno di voi, razza di…, mmm…, meglio che non dico…, ci ha sempre promesso che, una volta salito in ALTO LOCO, avrebbe certamente legiferato solo e soltanto a favore del POPOLO e fatte le cose con dignità, “onore”, coscienza e giustizia.
All’anema d’ ‘a palla! Per voi politicanti vale sempre il famoso proverbio napoletano:
Prumettere ‘e certo, e venì meno ‘e sicuro!” –
Ahimé! E’ stata dal ’48 in poi un’amara delusione ed il malessere del popolo è andato sempre aumentando, fino ad arrivare a delle autentiche sciagure, tragedie, suicidi, ecc., ecc.-
Ma che altro volete ancora da noi poveri cristi cittadini italiani? Vi abbiamo mandati noi al POTERE e poi ci avete traditi, tartassati, massacrati; ci avete tolto tutto: casa, terra, danaro, lavoro, sudore e…-
E avete anche il coraggio di definirvi addirittura “ONOREVOLI”? –
Ma che razza di… siete? –
Mi torna in mente quell’esilarante scenetta del film “Totò a colori” del 1952:
On. Trombetta (Mario Castellani): “Io sono l’onorevole Cosimo Trombetta!” –
Antonio (Totò): “Chi è lei?” –
On. Trombetta: “L’onorevole!” –
Antonio: “Ma chi?” –
On. Trombetta: “Io!” –
Antonio: “Ma mi faccia il piacere!” –
Tutti voi della schiattosa Casta del POTERE avete legiferato dal dopoguerra in poi sempre e solo per i vostri business, per le vostre lussuriose feste, per i vostri sollazzi, vizi e divertimenti vari, strafregandovene dei cittadini.
Non siete mai sazi! Gli enormi sprechi e la pazzesca dilapidazione dei nostri soldi pubblici non finiscono mai e anzi arrivano spesso a cose assurde, inaudite ed incredibili per la loro enorme illogicità. Ogni volta si apprendono fattacci nuovi nella politica sozza italiota e, puntualmente, ogni volta che si verificano tali vergognosi misfatti politici, rimaniamo del tutto allibiti, senza parole, stupefatti ed increduli del modo losco e bizzarro in cui questi figuri al governo operano.
Allora, tra i tanti e tanti introiti dei nostri cari, eccellentissimi ed onorevolissimi politici ci sono anche i cosiddetti “RIMBORSI”.
Ce ne sono di tutti i tipi, di tutti i gusti; i rimborsi sono talmente tanti che c’è l’imbarazzo della scelta e la classifica, la cosiddetta Top Ten delle stravaganze dei cari nostri “Lord… Signori” viene continuamente aggiornata.
Allora, prendiamo solo alcuni esempi a caso:
politico si fa rimborsare 1000 euro per la Lap Dance con ballerine professioniste; un altro si fa rimborsare 80 euro per un vibratore; e poi…, e poi…, e poi…; 15mila euro per rimborso spese dolciumi vari; 4mila euro per una sega circolare; 100 euro per uno spazzolino personalizzato con nome inciso (che stupida vanagloria); ed ancora…, rimborso per ovetti kinder; per il gratta e vinci; per un localizzatore autovelox; per telecamere di sorveglianza (nella sua lussuosa residenza privata…); si fanno perfino rimborsare il bagno (cesso) pubblico (e già…, allo stronzetto a galleggiamento a volte gli scappa il bisognino urgente piccolo o grande che sia ed ha bisogno logicamente del rimborso…); ed ancora…, rimborso per il servizio completo di una puttana d’alto bordo…, locali a luci rosse, bordelli d’Alta Casta, ecc., ecc., ecc. e chi più ne sa più ne metta…-
Allora, per non portarla per le lunghe, la questione è che dal più piccolo bisognino al più grande vizio, lussuria, sollazzo dei nostri (ripeto) cosiddetti presunti “onorevoli”, c’è sempre una spesa, una spesa a volte enormemente gonfiata e…, chi paga? –
Ma è logico, è chiaro…; trattandosi di rimborsi, paghiamo sempre e solo noi poveri cristi disgraziati italiani, pardon “italioti”.
I rimborsi sono come i finanziamenti, come i vitalizi, come tutti gli altri assurdi privilegi, appannaggi, immunità, ecc., ecc. che godono i nostri cari rappresentanti dell’Alta Casta del potere politico italiano. E poi, e poi ci sono gli stipendi, gli introiti, le pensioni, le truffe, i ladrocini, le corruzioni, ecc., ecc…- Insomma, questi figuri non si accontentano mai dei loro già alti guadagni, ma vogliono sempre di più, stritolando, tartassando, torchiando i cittadini italiani.
Un attimo, mi passa proprio adesso per la testolina un pensierino, peraltro non mai attuabile, fintanto che ci ritroviamo questo popolo italiota pecorone ed imbecille.
Allora, la questione è logica e semplice:
“Ma se tutti noi cittadini, dal ’48 in poi abbiamo avuto la capacità, pur nella nostra insita stoltezza ed ingenuità, di mandare al comando del Paese tale meschina, falsa e puzzolente marmaglia, dovremmo avere anche la capacità di mandarli tutti via dal Potere ed in modo rapido e definitivo!” –
Ed invece? Invece no! Avviene esattamente il contrario del logico in una ripetitiva illogicità esasperante e vergognosa.
E’ sempre la stessa amara storia; è un giro giro tondo di vecchi figuri politici altamente implicati in truffe e corruzioni che, al posto di marcire in galera col sequestro totale di tutti i loro beni, ritornano pomposi e saccenti come candidati principali in vari gruppi politici e la parte più vergognosa della faccenda è che il popolo italiota li vota anche, li elegge, li nomina e li appoggia di nuovo dopo tutto lo sfacelo che hanno combinato in precedenza e che continuano imperterriti a combinare, coadiuvati logicamente da nuovi aspiranti giovani politicizzati corrotti e truffatori anche loro.
 E che succede? Nulla! Si riempiono come al solito ogni giorno fiumi, mari, oceani di parole, parole, parole inconcludenti e senza senso sia dall’una che dall’altra parte in modi a volte un po’ troppo noiosamente esibizionisti, ridicoli e farseschi per poi ritrovarsi alla fine delle lunghe, snervanti e caotiche discussioni effettuate sempre “…cu 'e piette nnanza, àute e ntufate,…” con la solita triste e profonda disillusione di non arrivare mai e poi mai neppure ad una qualche benché minima soluzione pratica, chiara e fattibile del gravissimo problema italiano, ma solo al solito nefasto e deleterio caos contraddittorio di tante, ma proprio tante inutili parole che si ripetono, si ripetono sempre in un giro giro tondo senza fine…--
Stu Paese ‘e mmerda lo potremmo dividere in due categorie: chi sempe fotte e rire e chi sempe paga e chiagne!
E’ tempo di dire bastaaa!!!...-
Troppe lacrime, piagnistei, lamentele, sofferenze e morti atroci nel popolo e troppe urla di gioia in feste sfarzose, viziose e lussuriose nell’Alta Casta.
Viaaa tutti sti politece faveze e mappenare!!! –
Siete peggio della peggiore scabbia! –
‘A peggia purcaria ca uno se po’ immaginà! –
E perciò jatevenne tutti quanti affangulooo!!! –

E ripetiamo, ripetiamo ogni sacrosanto giorno, mese, anno, decenni…, sempre le stesse cose, sempre gli stessi concetti che al posto di smuovere la gente, sensibilizzare i cittadini, scuotere le coscienze, sembra che creino l’effetto contrario e cioè un’illogica assuefazione di tutti gli italioti che si rintanano sempre più nel guscio della loro acuta pecoronite, uscendo a volte solo e soltanto per azzannare, martoriare, maltrattare un altro italiota più pecorone di loro.
Quando invece passa il solito “GRAN SIGNORE DEL POTERE” circondato dai suoi sgherri, allora tutti, proprio tutti gli italioti, di qualunque ceto sociale di appartenenza, s’inchinano mostrando le chiappe…-
Ad esempio, che vogliamo citare, le superlative Pensioni d’oro?…; e stiamo sempre lì, punto e daccapo; si parla, si parla, ma mai nulla di concreto, chiaro e fattibile si fa; a volte qualche fessacchiotto mette il “mi piace” nell’eventuale commento nel cosiddetto “social” (oggi nel web va di moda tale stronzata) e l’italiota grida di gioia tutto felice d’essere stato letto e di aver avuto quel “mi piace”. Poi si contano i voti più favorevoli, poi si stilano le classifiche…- “Io, io”, grida tutto raggiante un altro fesso, “Io ne ho preso di più…; ho vinto, ho vinto, evviva!” –
Ma cosa c… hai vinto, pezzo di idiota, per non dire altro, se la questione rimane purtroppo sempre solo e soltanto un ipotetico concetto astratto e nulla più…; solo e soltanto parole inutili in un inutile commento in internet??? –
Somme esorbitanti ai partiti politici italiani…; ma quanti ne sono? Un attimo, leggo proprio adesso nel web un dato aggiornato ai primi mesi del 2016 che ha dell’incredibile.
Addirittura in Italia abbiamo la bellezza (meglio dire la vergogna) di 85 PARTITI…; forse ho letto male, forse è una bufala e quindi vado a controllare, facendo altre verifiche nel web.
E sì.., è proprio maledettamente così; il dato è esatto.
In Italia ci sono 85 PARTITI POLITICI.
Che obbrobrio, che schifo, che grande VERGOGNAAA!!!
E poi privilegi, appannaggi, macchine bleu, scorte, porta…, ecc., ecc., cifre esorbitanti che fanno sempre accapponare la pelle; che fanno sempre rimanere completamente allibiti e nauseati, nonostante si conoscesse già dal fatidico ’48 la loro meschina legalizzazione politica…-
Ripeto, da allora si sono versate tantissime parole e paroloni, ma tutto è rimasto tale e quale in un’escalation esponenzialmente peggiorativa, considerando la disastrosa crisi odierna che avvolge, come i tentacoli stritolanti di un’enorme PIOVRA, tutto il Paese.
Considerando quello che riescono ad introitare, anzi a sgraffignare i nostri politici cosiddetti “onorevoli” italiani, capi di stato, presidenti, deputati, senatori, ministri, sottosegretari, europarlamentari, ma anche consiglieri e presidenti provinciali, regionali, sindaci, membri di consigli di amministrazioni, enti vari, ecc., ecc., ti viene veramente un nauseante voltastomaco.
Molto lunga è infatti la lista dei magna-magna nel nostro Paese. Ma ci pensate? Ma vi rendete conto dello schifo? In Italia ci sono ben 85 partiti politici; neppure il presidente dei 51 Stati degli USA (in America vi sono solo 2 partiti) riceve un compenso così esorbitante come i nostri pomposi e saccenti “signorotti politici italiani”, ma neanche la cancelliera tedesca Merkel o la regina d’Inghilterra o il Re di Spagna possono reggere al confronto con gli introiti dei nostri “carissimi” politici.
Ancora enormemente più distanti da noi (autentici poveracci se messi a confronto con i nostri) sono il Presidente della Repubblica Popolare Cinese che ha uno stipendio mensile, facendo gli opportuni cambi di valuta, di appena euro 1.595; il Presidente dell’India riceve al mese euro 2.040 ed il Presidente del Pakistan si deve accontentare di soli (udite, udite) euro 729 mensili.
Da noi gli stipendi meno di 1000 euro mensili (e ce ne sono molti tra i poveri cristi cittadini italiani continuamente tartassati da questo governo ladro) sono considerati “in modo denigratorio” sotto la soglia di povertà e abbandonati completamente a se stessi, senza servizi, senza tutele, senza nulla.
Ma ci pensate? La Cina è al primo posto mondiale per il PIL superando gli stessi USA e l’India è al terzo posto, mentre l’Italia non è neppure ultima non essendo ormai in nessuna classifica mondiale; è fuori classifica; è per così dire un Paese inesistente, senza alcun valore. Eppure il Presidente del primo Stato al Mondo e cioè la CINA ha una paga mensile di soli 1.595 euro. Andiamo un po’ in un nostro Palazzo del Potere Politico e prendiamo a caso non un qualsiasi politico, i cui compensi complessivi ammontano a volte a cifre veramente da capogiro, ma il solo personale di servizio, tipo commessi, uscieri, portaborse, portavassoi, portabibite, barbieri, elettricisti, dattilografi, stenografi, addetti alle pizzette in buvette, ecc., ecc. ed analizziamo le cifre.
Ci rendiamo subito conto che a quella somma così irrisoria della misera paghetta mensile del Presidente Cinese dobbiamo aggiungere uno zero finale e trasformarla almeno in 15.950 euro mensili per avere una larvata idea di quanto percepisce il personale di servizio dei nostri “onorevoli” politici.
Ad esempio un commesso alla Camera può arrivare a percepire fino a 400.000 euro l’anno e un barbiere può guadagnare anche oltre… fino a 700 mila euro l’anno. “Incrediiibile!” diceva quel simpatico tizio in TV…- Ma che razza di Paese è questo??? -
E poi, e poi accade la vergognosa contraddizione nell’inammissibile atteggiamento di politici e personale di servizio che s’infuriano anche se viene loro chiesto di ridursi un pochino (di pochi euro) la retribuzione! –
E poi come campano i nostri poveri politici? Eh già! Le spese per i loro vizi, sollazzi, putt… d’Alto Bordo, feste sfrenate, libidini varie e…, aumentano in maniera esponenziale e quindi devono per forza aumentare i loro introiti, rubando e tartassando ancora di più noi poveri cristi cittadini.
Capita a volte, anzi troppe volte, che alcuni cittadini compiono degli atti insensati togliendosi la vita, “…ma a vuje politici c ve ne 'mport; siete “Onorevoli”, avete l'alibi morale. Siete italiani e ammazzate l’Italia!...”, rifacendomi con qualche mia piccola variante al significativo dialogo tra Bellavista ed il camorrista.
In galera, in galera a vita dovrebbero invece marcire tutti questi sozzi succhiasangue e restarci sino alla fine dei loro giorni con il sequestro totale ed immediato di tutti i loro beni, patrimoni mobili e immobili che andrebbero utilizzati per il solo benessere del popolo.
Mi fate schifo! –
Se potessi vi sputtanerei ad uno ad uno, svergognati che non siete altro…; abbiate almeno il coraggio di essere, almeno per una volta, coerenti con voi stessi, togliendovi quella falsa e meschina maschera che avete creato attorno a voi, in modo che tutto il popolo vi veda come realmente voi siete e cioè dei ripugnanti mostriciattoli succhiasangue.
E vi ripeto sempre, sino alla noia, la solita fatidica dicitura che, prima o poi, dovrà certamente verificarsi:
“Puzzate jettà tutt‘o sanghe a llava!!!” –
Nun v’abbuttate maje…; e che c…; nun me facite jastemmà ancora cchiù forte!!!…-
Avete ormai preso la pessima abitudine di ficcare continuamente il “mignolo nel naso”…, ma che dico, molto, molto peggio, “ficcare le mani nelle Casse dello Stato” ove i cittadini tutti versano i propri risparmi in una girandola nefasta di tasse, tasse e sempre più tasse per far fronte alla cosiddetta crisi economica del Paese sperando in una rapida estinzione del debito pubblico.
Altro che estinzione…; il debito pubblico aumenta sempre unitamente all’aggravarsi della crisi economica ed all’aumento della straziante sofferenza del popolo.
La causa è molto semplice: l’esagerato tartassamento dei cittadini italiani porta inevitabilmente al riempimento delle Casse dello Stato con danaro che “dovrebbe” (dico dovrebbe) servire esclusivamente per assicurare un certo benessere al popolo e risolvere la crisi, ma pochi giorni dopo le Casse ritornano completamente vuote.
I nostri magna – magna politici le hanno in quattro e quattr’otto interamente prosciugate e tutto torna come prima, peggio di prima.
Gli “Onorevoli”, comportandosi sempre in modo altamente disonesto e disonorevole si abbuffano, si sollazzano e si divertono a spese del popolo che langue nella miseria, piange, si dispera, ma mai nulla fa per porre rimedio alla sua tragica situazione.
In questo caso è certamente lecito e sacrosanto protestare, reagire, manifestare con lealtà e dignità tutti insieme e concordi contro un vero e proprio ladrocinio operato dalla classe politica e non subire, subire sempre come una massa di pecoroni italioti.
Logicamente condanno senza mezzi termini quei miserabili assassini dei terroristi, dei cosiddetti kamikaze o come altro vengono chiamati (questioni di stato o non di stato, burattini di multinazionali o altre ragioni, ecc., ecc.) perché colpiscono solo gli innocenti, i civili, il popolo e mai i Veri Ladri, i veri Guerrafondai, i Veri Carnefici, i Veri Burattinai delle Lobby e, allo stesso modo condanno senza mezzi termini quelle assurde carneficine di civili innocenti (bombardamenti ed altro…) provocate dalle cosiddette, presunte Guerre Sante o Guerre di Liberazione. Non esiste e non può mai esistere nessuna Guerra Santa e nessuna Guerra di Liberazione. Sono tutte falsità che hanno solo lo scopo di imporre il proprio predominio incontrastato su popolazioni schiavizzate.
Mi sono un po’ prolungato…-
Certo è che essere schiavi, sudditi e lecchini di governanti che dal ’48 in poi ci hanno sempre presi per i fondelli non è una cosa di cui possiamo andare fieri, anzi è altamente vergognoso.
Basta così…, altrimenti la trattazione potrebbe diventare interminabile e dai risvolti inaspettati.
Nessuna allusione…; chi ha intenzioni serie ed un minimo di buon senso intellettivo, ha già certamente compreso.
Voglio cambiare il genere del discorso ed affrontare un altro argomento…-

“COME LA STORIA CAMBIA…”

Il re Federico II, nel lontano 1300 (dopo la caduta dell’impero d’occidente), chiamò presso la sua corte la maggior parte dei più celebri letterati italiani dell’epoca, per cercare di stabilire una lingua unica nazionale tra tanti dialetti.
Dopo aver fondato a Napoli la famosa Università che porta ancora oggi il suo nome, riuscì ad imporre il dialetto napoletano come linguaggio più conosciuto e più efficace del momento.
Quando tutto sembrava fatto, svanì di colpo la brillante idea di rendere lingua nazionale il dialetto napoletano.
Recita un proverbio: “Tuoni, fulmini e temporali a ciel sereno!”
Dante Alighieri con la sua “Divina Commedia” riuscì ad imporre la sua lingua e a divenire Padre della Lingua Italiana.
A tal uopo sorge spontanea in me una domanda:
“E’ più efficace la lingua dantesca o la lingua napoletana?” –
In base a svariate letture, esperienze, confronti e studi sono pervenuto ad una conclusione:
“A mio avviso e senza alcun dubbio posso senz’altro affermare con estrema convinzione che la lingua più appropriata, efficace, chiara, sonora e significativa in tutto l’universo dialettale è certamente quella napoletana, l’unica che avrebbe dovuto a pieno merito fregiarsi del titolo di Lingua Nazionale!” –
Per avvalorare tale mia riflessione potrei citare tantissimi esempi ma, per non prolungarmi ulteriormente in questi miei scritti, ne indico solo alcuni.
La rivista cartacea “’A CHELLETA” scritta dal grande MARIO VISONE in perfetta lingua napoletana.
Per rendersi conto della veridicità di quanto affermato in precedenza, basta leggere solo alcuni tratti iniziali della meravigliosa rivista, primo gazzettino bilingue napoletano-italiano.
E’ chiaro, è lampante che c’è un abisso enorme tra le due lingue certamente a favore di quella napoletana.
La versione originale in napoletano appare infatti maestosa in tutta la sua sfavillante ed armoniosa sonorità, schietta e significativa.
Leggendola si prova un vero piacere e non ci si stanca mai di ritornare a rileggerla, provando sempre delle emozioni stupende e mai e poi mai appare oscena anche affrontando a volte temi alquanto scottanti.
La traduzione in italiano appare invece scialba, insonorizzata, noiosa e, a tratti, anche oscena.
A tal uopo riporto integralmente un esempio, tratto dalla pagina iniziale della rivista:
Versione originale in napoletano:

A chi ce lègge
Pecché ‘A Chélleta

 
Pe nuje che simme lefrecuse pe natura, stàrece cu ‘e ppalle mmano ce costa e ce sta a dduro. Forse è ‘sta Cettà lemmosa e ‘nzunnoluta; forse è ‘stu fatto che nun se move fronna, e tutto pare che va bbuono, e tutto pare che va liscio; ‘e Cunzurture alliccano areto ‘e politeci; ‘e politeci alliccano ‘a mazzamma, e chesta, cuntenta, s’allicca ‘e sciaccate. Sarrà tutto chesto, che a nu certo mumento se dice: vasta mo’!
Addonca, ‘o dùdece o ‘o tridece Aùsto, nun me arricorde bbuono, steva malenconeca, ‘ncoppa Capemonte, na vranca de nuje, na ‘nzémmora ‘e chiàveche, a se renfreschià ‘e cervella, primma della sagliuta d’ ‘e vàrvare nello juorno dell’Assunta: chi cu ‘e penziere suoje e la vàvera sotto ‘e gùvete; chi c’ ‘o cazzo stuorto; chi cu ‘e làppese a quatriglie e chi, pe se cellechià nu poco l’ànema, adderitto ‘ncurzèra se vuleva allippà pè Funtanelle.
Ma, de brocca, uno della morra fa: pecché nun ce dammo na sbrunzuliata? E comme?, dicene ll’aute. E’ semprece: ogge avasta scassà ll’arme de Sciorenza de Palla a quaccheduno e te faje annòre… Ce vulesse nu sproposito, nu cerenfruscolo fatto apposta, che sso?, na pubbrecazione ca facesse greciello pe ‘sta Napole addormuta, na cosa ca nesciuno maje l’ha vista, né leggiuta.
Facimmola, facimmola, dicene tutte quante.
Chisto è ‘o prencipio ‘e ‘sta stòreja.
Ma, comme se sape, ogne legnamme tene formicola.
Dint’’e mmorre ce sta sempe ‘o Cano de Macanza, ‘o porta e adduce, ‘o votacasacca, ‘o crisolaffio, ‘o trafechino; chillo che tràmmia affacciato ‘a fenesta e porzì se crere ‘e scufunià’ dint’’a menesta.
E chi fatica addeventa ‘o squaglianzogna ‘e ll’ate: lègge, studéja, nun chiude uocchie ‘a notte, s’arravoglia ‘o cereviello ‘nnante a mille ‘nchìppe e, all’urdemo, nun se chiava nsacca nu crisuommolo ‘nfracetato.
Ma quanno vedette ca ‘e stampature fujevano; quanno sentette dicere che ‘sta Chélleta era na jettecumma; e quanno ‘e cardasce accummenciavano a squagliàrese (pà fatica? p’appaura? po’ besentèrio?), allora me so’ dditto: s’adda fà. E nun solo pe chesta raggione.
Sta scritto da quacche parte, lìzeto e sprìzeto, che quanno na Lengua è addurmuta, ‘a pupulazione sta abbacchiata assaje:
o s’abbafagna, opuro sta ‘mbriaca ‘e campumilla. Massimamente a Napole, Cettà assimpecata, se parla a spaccastrommole, e la Lengua Napulitana ca se sente p’ogne cantone pare nu miezo Sciurentino accuglieticcio e nu miezo Mmericano ‘ncafunato; tanto è overo ca, na vota, ce stevano ‘e sicàrie napulitane, e ogge, ‘nvece, ce stanno ‘e tuscanielle e ‘e sicarette furastiere.
E’ overo, dint’ ‘a ‘sta Chélleta ce ne starranno rancefellone e scuntrùfole, e nun sarranno pròpeto na bbella museca pe ll’aurecchie ‘e chi ha studiato (opuro s’arricorda bbuono) ‘a vera Lengua Napulitana. Nun pe niente stu fuglietiello arrojèco se chiamma comme se chiamma, zoè ‘A Chélleta, ch’è na parola antica e perza, e segnifica na cosa, nu scritto, na chiacchiarata, ezzetera, ca nun ce vène mmente, nun se sape comme annommenarla.
Simbè, quann’è vvero Ddio, ne avimme fatto d’arresìdio a sta Lengua da tutte ‘e ‘mbruoglie, ‘e nzipetarìe, ‘e zizze pe jonta, ll’agghienghe scumbinate, ll’ammenìcole, ‘e cerefiscole, ‘o scervecchià’ ‘e pparole a buonecchiù e scuntraffarle. E tante ne avimme fatte ‘e pulizzate, ca cchiù de uno se potarrà addimannà ‘spantato: ma chesta, che è?, ‘e Lengua Napulitana?  
Chisto a parte, ce piacesse schitto de spassàrecela nu poco ‘nzieme a tutte quante, senza troppe pruciesse, cu ‘o sfizio de còsere dduje pannucce ‘ncuollo a quaccheduno; cchiù ‘e ll’ate, è naturale (pocca ‘o fanno lloro stisse assaje fàcele), a ‘sta lotamma ‘e politeci ‘nciucisse e a tutte ‘e portapullaste ca ce stanno attuorno.
Eppirciò, stateve accuorte a vvuje e, lloco ve voglio, purtateve bbuono, sinnò scerevecchiate malamente nesciuno ve scanza; pocca, comme decevano ll’antiche, ‘a lengua nun tène uosso, ma rompe l’uosse.
‘O MASTO
MARIO VISONE

Traduzione in italiano

A chi ci legge
Perché ‘A Chélleta

Per noi che siamo litigiosi per natura, starcene senza far niente ci costa e ci sta duro. Forse è questa città molle e insonnolita; forse è questo fatto che non si muove fronda, e tutto pare che va bene e tutto pare che va liscio; e quelli che contano leccano dietro ai politici; i politici leccano la plebaglia, e questa, contenta, si lecca le ferite. Sarà tutto ciò che, ad un certo punto, si dice: ora basta! –
Dunque, il dodici o il tredici di agosto, non mi ricordo bene, stava malinconico, sopra Capodimonte, un gruppo di noi, un insieme di gente poco raccomandabile, a rinfrescarsi il cervello prima della salita dei barbari il giorno dell’Assunta: chi con i pensieri suoi e il mento sotto i gomiti; chi arrabbiatissimo; chi con un diavolo per capello e chi, per risollevarsi un poco l’anima, direttamente di corsa voleva rifugiarsi al Cimitero delle Fontanelle.
Ma, all’improvviso, uno del gruppo fa: perché non ci diamo una mossa? E come?, dicono gli altri. E’ semplice: oggi basta rompere i coglioni a qualcuno e ti fai onore… Ci vorrebbe uno sproposito, un capriccio fatto apposta, che so?, una pubblicazione che facesse clamore per questa Napoli addormentata, una cosa che nessuno mai l’ha vista, né letta.
Facciamola, facciamola, dicono tutti.
Tale è il principio di questa storia.
Ma, come si sa, ogni legno tiene formica.
Nel branco ci sta sempre il Cane di Magonza, lo spione, il voltagabbana, lo sfaticato, il traffichino; quello che trama affacciato alla finestra e poi si crede di mangiare come un maiale nella minestra. E chi lavora duro è sfruttato dagli altri: legge, studia, non chiude occhi la notte, si arrotola il cervello davanti a mille ostacoli e, alla fine, non si mette in tasca un’albicocca fradicia.
Ma quando vidi che gli stampatori fuggivano; quando sentii dire che questa Chélleta era una schifezza; e quando i miei amici fraterni cominciavano a squagliarsela (per la fatica? per la paura? per la cacarella?), allora mi sono detto: si deve fare. E non solo per questo.
Sta scritto da qualche parte, lecito e chiaro, che quando una Lingua è addormentata, la popolazione sta assai avvilita: o si travia, oppure si ubriaca di camomilla. Soprattutto a Napoli, città comatosa, si parla a casaccio, e la Lingua Napoletana che si sente per ogni cantone sembra un mezzo fiorentino raccogliticcio e un mezzo americano incafonato, tant’è vero che, una volta, ci stavano i sigari napoletani, e oggi invece ci stanno i toscanelli e le sigarette straniere.
E’ vero, in queste Chéllete ce ne saranno di spropositi e svarioni, e non saranno precisamente una bella musica per le orecchie di chi ha studiato (oppure si ricorda bene) la vera Lingua Napoletana. Non per niente questo foglietto coraggioso si chiama come si chiama, cioè ‘A Chelléta, la quale è una parola antica e perduta, e significa una cosa, uno scritto, una chiacchierata, eccetera, che non ci viene in mente, non si sa come chiamarla. Sebbene, quant’è vero Dio, ne abbiamo fatti di rassetti a questa Lingua da tutti i garbugli, le scipitezze, le sovrabbondanze, gli accenti scombinati, gli ammennicoli, gli ornamenti, il troncare le parole in mille modi e contraffarle. E tanta ne abbiamo fatta di pulizia che più di uno si potrà domandare stupito: ma questa cos’è?, la Lingua Napoletana?
Ciò a parte, ci piacerebbe solo di spassarcela un poco insieme a tutti quanti, senza troppe prolissità, con lo sfizio di cucire due pannucci addosso a qualcuno; più degli altri, naturalmente, a questo letame di politici pettegoli e a tutti i ruffiani che a loro stanno attorno.
Perciò, state attenti a voi e, qua vi voglio, comportatevi bene, sennò mazzate tremende nessuno ve le evita; poiché, come dicevano gli antichi, la lingua non tiene osso, ma rompe le ossa.
IL CAPO
MARIO VISONE

Si nota chiaramente nell’attenta lettura delle due versioni di questa pagina iniziale della rivista “’A CHELLETA” – (Anno I – N. 0 – mercoledì, 3 ottobre 2007 – S. Gerardo) come la vera lingua napoletana sia talmente splendida, efficace, incisiva e significativa che non teme confronti con nessun’altra lingua.
Un altro nostro grande ed illustre personaggio che bisogna assolutamente leggere per meglio apprezzare la bellezza e l’efficacia della lingua napoletana è certamente Ferdinando Russo, soprattutto esaminando con attenzione le sue opere più famose (‘O surdato ‘e Gaeta) e (‘O luciano d’ ‘o Rre) due liriche particolarmente commoventi e travolgenti scritte da Ferdinando a Napoli nel 1910 in cui si possono scoprire tante verità storiche sul magnifico Regno delle Due Sicilie amministrato in maniera esemplare e perfetta dai Re della splendida Casa Reale di Borbone.
Queste due emozionanti liriche, scritte nel loro dialetto napulitano originario, ci fanno riscoprire ed onorare ancora di più il valore, l’onore, il coraggio e la dignità dei nostri “Veri Padri” e aborrire i “falsi” imposti. Le papocchie della banda dei “quattro”, quei “fottutissimi fetentoni e mariuoli” del Nord sono durate fin troppo tempo e ormai non ci incantano più.
Affettuosi saluti a tutti i lettori!
Grazie di cuore!

Alla prossima! –


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Venerdì, 29 aprile 2016

25 APRILE 2016
FESTA DELLA PRESUNTA “LIBERAZIONE”

Quanta, ma quanta ipocrisia ridicola e schiattosa ai massimi livelli di schifo demenziale: discorsi, conferenze, opinioni, commenti, assemblee, talk show, cerimonie, sfilati di partigiani, di sbruffoni impennacchiati col petto pieno di medaglie della resistenza in bella mostra e poi sciami di paparazzi, giornalisti, intervistatori, inviati dalle tv, radio, giornali, ecc., ecc. in cerca affannosa dello scoop ad ogni costo, della notizia sensazionale da riportare per primi in prima pagina dei quotidiani, dei tg, in internet, ecc., ecc.-
Similis cum Similibus; Corsi e Ricorsi Storici di G. B. Vico; la Storia si ripete, si ripete sempre…-
La farsa della presunta “LIBERAZIONE” si può paragonare, nei modi e nelle modalità demenziali in cui è avvenuta e in cui viene celebrata, alla farsa del presunto “RISORGIMENTO”: vicende comunque differenti avvenute in due epoche distinte e separate, ma frutto del medesimo inganno e della medesima falsificazione.
A tal uopo, riporto, come ho tante volte fatto in questo mio sito web, alcuni tra i più significativi versi della commovente lirica “’O Surdato ‘e Gaeta” del nostro grande Ferdinando Russo:
XXVI.
Tutte, cu 'e piette nnanza, àute e ntufate,
salvaino 'a Patria, e 'a Libbertà venette.
'E cammurriste fuino accarezzate,
e mariuncielle avetteno 'e cunfiette...
E nui, maltrattate e suspettate,
cu 'annore nfaccia e cu 'e fferite mpiette,
nui suppurtaimo, nfra delure e schiante,
'e malefiggie nire 'e tuttuquante!”

Quanta rabbia, quante bugie, quanti sbruffoni, quanti guerrafondai, quanta pomposità goffa, fasulla e… soprattutto quanti piezz’e strunz, tutti “cu 'e piette nnanza, àute e ntufate” di ieri, di oggi e purtroppo anche di domani, noiosamente ripetitivi ogni anno con le loro insopportabili litanie pronunciate con particolare enfasi nelle solite farsesche cerimonie per decantare il falso “RISORGIMENTO” e la falsa “LIBERAZIONE”.
A 94 anni rifaccio il cammino a ritroso di quei brutti tempi ’40 – ’50 e ’60.
Tra i tanti ricordi che affiorano alla mente, ne cito uno del 1944 vissuto profondamente e intensamente dal sottoscritto.
Lascio per un attimo quei terrificanti eventi della Guerra ’40 – ’45  e m’incammino mentalmente in bici (la mia famosa Wolsit) alla volta del distretto di Caserta per incontrare un mio carissimo compagno di scuola al Magistrale di Capua, Michele Russo, soprannominato il latinista, per imparare la lingua inglese.
A quei tempi dell’anteguerra in Italia la lingua più comune, dopo l’italiano, era il francese.
Mi recai quindi al nuovo distretto militare nei pressi di Piazza Margherita, ove Michele era impiegato e addetto alla “Presenza delle Bandiere”, col compito d’elencare tutti quei reduci che si presentavano al distretto per essere schedati e riconosciuti.
Michele era fidanzato con una delle due figlie di un maresciallo capoufficio del distretto e residente all’inizio di via Mazzini al 1° piano.
Nel confabulare col maresciallo, mi fu detto: “Tu vieni al distretto tutte le mattine in bici da Piana di Caiazzo a Caserta; allora, perché non fai la domanda al distretto per essere assunto?” –
L’avessi ascoltato! –
Purtroppo l’ignoranza del futuro mi condusse a rifiutare.
Presentavo domanda di supplenza ogni anno e mi trovavo sempre in coda alle graduatorie.
I primi erano sempre i reduci, combattenti, invalidi, partigiani, ecc., ecc.-
Mi stancai talmente di presentare tutte quelle domande e quel groviglio di documenti, che ritornai al distretto per seguire il consiglio del maresciallo e presentare domanda d’impiego.
Purtroppo era passato del tempo e non c’erano più le prospettive di prima.
Il maresciallo (suocero di Michele) mi aveva in precedenza già avvisato di approfittare subito dell’occasione favorevole che mi si presentava, altrimenti me ne sarei pentito amaramente in seguito.
E così fu. Il maresciallo sorridendo mi disse:
“Non puoi fare più nulla; i posti al distretto sono stati tutti occupati da reduci, combattenti, partigiani ed invalidi. Ora, mi dispiace, ma per te non c’è alcuna speranza di sistemazione.
(Curnuto e mazziato) –
A quei tempi, chi furbescamente s’era appropriato della “tessera partigiana”, godeva di tanti, ma tanti diritti.
Chi invece ne era sprovvisto, rimaneva “a pane e acqua” o meglio come si dice nel gergo popolare dalle mie parti:
“STRACQUE, STRUTTO E CU CULO RUTTO!”-
Vita grama e triste, questa era la vita che trascorrevo tutti i giorni.
Sconfortato come non mai, vedevo tanti paesani, tanti vecchi compagni di scuola che, usufruendo del titolo di partigiano s’erano egregiamente sistemati.
Che legge infame!
Una legge che abbandonava i meritevoli e premiava “i ciucci”, i furbacchioni, i truffatori, solo perchè in possesso di un pezzo di carta, molte volte fasullo, col titolo di partigiano.
Questa è l’Italia del dopoguerra ed oggi nulla è cambiato di quell’abominevole modo di agire e tutto il caotico ambaradan della corruzione, della truffa e della falsificazione è rimasto lo stesso, anzi è ulteriormente peggiorato.
Oggi tutti sanno che la meritocrazia è stata annullata ed al suo posto troneggia imperterrita la partitocrazia col solito sempre attuale “Mi manda Picone”.
O tu lettore dei miei scritti, ascoltando per un attimo quei discorsi pomposi e vanagloriosi di quei “pagliacci” alla cerimonia del 25 aprile, non ti senti ribollire il sangue? –
Ti sei accorto, caro lettore, del ritorno in pompa magna nelle Alte Cariche dello Stato, sia nazionali, centrali, che locali, periferiche, di tanti “vecchi e noti abominevoli figuri” che, al posto di marcire in tetri carceri col sequestro immediato dei loro beni rubati al popolo, continuano imperterriti a truffare lo Stato, introitando somme iperboliche, conservando la loro Alta Carica e presentandosi “Casti e Puri” al pubblico.
All’anema d’’a palla!!!
La verità è che per quanto stì sozzi nostri politici possano affannarsi a ricoprirsi di abiti lussuosi, firmati da famosi stilisti ed usare parole auliche nei discorsi, cambiando a volte i loro stessi simboli, i loro stessi programmi e promettendo mari e monti ai cittadini, la situazione non cambia mai.
Recita un proverbio napoletano:
“A 'o puorco, miettece 'a sciassa, sempe 'a coda ce pare!” -
 
E così termino anche stavolta la mia solita “tiritera” riflessiva, augurandovi come sempre una buona e sana lettura…-

Affettuosi saluti a tutti i lettori!

Grazie di cuore!

Alla prossima! –


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Martedì, 26 aprile 2016

“QUANDO LO STATO E’ INCAPACE,
SI CALA LE BRACHE!”

I nostri politici si son calati i pantaloni (siente, siente quant’adduramiente ‘e fetiente…) e, come al solito, il popolo italiota, amorfo, pecorone e “sparpagliato” guarda, si lamenta, ma nulla fa per cercare di cambiare la sua triste e tragica sorte…-
A volte qualcuno esce dal “silenzio tombale” della massa e fa sentire la sua voce, ma è soltanto un’illusione di puro e semplice esibizionismo;”…è sulo nu ‘uapp ‘e cartone…” –
Quando non si opera con una vera Maturità Sociale; quando si agisce sempre per il benessere del singolo individuo, del business di quei soliti “pochi eletti” e non dell’intera società, tutto è caduco, tutto è caotico e contraddittorio, tutto è corruzione o per meglio dire è BORDELLO…-
Dante soleva dire nel “300:- “Non donna di provincia, ma bordello.”-
Oggi, da allora non è cambiato assolutamente nulla.
“Viva l’Italia, il Paese che non c’è!” –
Siamo precipitati dalle Stelle più luccicanti al mondo, durante lo splendido periodo borbonico del grande Regno delle Due Sicilie alle Stalle più nauseanti del regno sabaudo italico fino ad arrivare al colmo della schifezza in questa repubblica italiota attuale.
In quel tempo dei Re Borbone c’erano nel Sud d’Italia tantissimi primati italiani, europei e mondiali, vero orgoglio borbonico; oggi invece l’Italia è l’unico Paese al mondo a non avere alcun pregio; solo e soltanto difetti.
In questa Terra diventata ormai un letamaio tossico e pestilenziale, la meritocrazia viene messa sotto i piedi, anzi viene fatta precipitare negli abissi, mentre al suo posto viene idolatrata, rispettata, onorata, legalizzata la truffa, la corruzione, la partitocrazia e naturalmente l’immancabile raccomandazione del tipo “Mi manda Picone…”.
Vorrei elencare, denunciare, protestare, gridare forte, forte a squarciagola tutto il mio sdegno sugli innumerevoli madornali errori, ingiustizie, cattiverie, truffe, ecc., ecc. commesse in quest’italietta di merda a partire da quella triste e fatidica data del 1861 sino ad oggi, ma i casi sono talmente tanti e talmente obbrobriosi che è impossibile trattarli tutti con la dovuta calma e riflessione, in quanto la rabbia ti assale all’improvviso e non connetti più e poi…’o stommaco s’arrevota troppo pà troppa schefenzia che ce sta ‘nnante ‘e ppalle e ‘o sango te saglie ncapa! –
Allora, ne vuoi citare qualcuno, ma c’è l’imbarazzo della scelta nel putrido caos italiota e non sai da dove cominciare…-
Analizziamo l’ultimo caso di VERGOGNA nazionale capitato alcuni giorni fa e cioè il mancato quorum (31%) del famigerato “referendum sulle trivelle” del 17 aprile 2016, istituito su proposta di 9 regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto.
Ha proprio ragione il capitano Alessandro Romano della Rete d’informazione del Regno delle Due Sicilie nel definire questo Popolo “SENZA SPERANZA”.
Rifacendo un po’ l’amarissima storia passata dei referendum in Italia, quasi tutti hanno purtroppo avuto esito negativo (a schifiu se finisce sempre) quorum o non quorum raggiunto, a cui si aggiungono brogli elettorali, pecoronite avanzata, menefreghismo italiota e tutte le immancabili sozze interpretazioni successive con le relative prese per il culo da parte dei Poteri: Governo, Multinazionali, Lobby varie, ecc., ecc.-
E alla fine a rimetterci rimane solo e soltanto questo popolo italiota fesso, imbecille, ignorante e quindi “SENZA SPERANZA”-
Ma che c… vuole fare; dove c… vuole andare questo popolo, ripeto, amorfo, miserrimo, sparpagliato ed esibizionista in cose futili, inutili e deleterie!? -
Prendi a caso uno di questi…, un coglione tra i tanti della nostra sozza società…- Lo vedi quest’emerito imbecille, tutto attento a seguire il programma tv “Il Grande Fratello” o “L’Isola dei Famosi” o “L’Eredità” o “Affari tuoi” o uno dei tantissimi programmi da spazzatura che trasmettono ogni giorno le tv locali o nazionali.
Tu gli passi per un attimo vicino e lui ti guarda come per ammonirti che lui è un superuomo aggiornatissimo e tu sei solo una merda.
Ma vedi a che razza di punto critico siamo arrivati in questa specie di Paese dall'inconcepibile illogicità in cui la merda è schizzata in alto, ma talmente in alto da occupare finanche gli Alti Posti del Potere.
Povera Italia di Merda…-   
Questo popolo “SENZA SPERANZA” lo paragono agli IGNAVI della Divina Commedia, individui senza carattere, senza personalità, senza alcun valore che, malgrado le tantissime atroci sofferenze subite e che subiscono ancora, continuano imperterriti a correre da veri babbei dietro un simbolo,  un'insegna e vengono sistematicamente presi per i fondelli.
Questo popolo italiota nel “Paese che non c’è” è una specie nauseante di materia amorfa indifferenziata...-
Senti, senti che schifo, che tanfo insopportabile si propaga a 360° in ogni luogo di questo “Paese che non c’è”.  
Ed al Potere abbiamo purtroppo altri Babbei legalizzati, nominati, eletti, cicerinelli, chiacchieroni a vanvera, gradassi, pomposi e prepotenti con i cittadini italiani, ma pecoroni, piagnucoloni, ingenui, servili e sottomessi quando si recano ai congressi all'estero.
So’ tutti falsi, incapaci, stronzi ed imbecilli..., sta’ mandria di politece mappenare di ieri e di oggi -
Insomma, per non portarla troppo per le lunghe, in questo Paese di merda vige la sodomizzazione collettiva, in altri termini ‘na pigliata generale p’ ‘o culo, ficche – ficche, nculanculàggene, arrapamiente peggio ‘e n’anemale e per finire “dulcis in fundo”, ecco il famoso “INC COOL 8” (inculeit), di “Crozza nel paese delle meraviglie” programma televisivo di La7.
Ed ecco che di nuovo ti prende un’insopportabile nausea, un terribile voltastomaco ed il sangue ti ribolle sempre più nelle vene fino a salire impetuoso, come magma vulcanico, alla testa… ed allora non ti trattieni più e gridi come un ossesso:
“Continuate, continuate così, sino alla fine del vostro tempo, razza di italioti babbei e senza carattere, a batter sempre le mani, ad osannare, a leccare il culo e a farvelo ficcare nel culo da questi eterni lestofanti vampiroidi al potere!!!” –
Non c’è nulla da fare; più si va avanti nel tempo e più la pecoronite acuta di questo popolo di merda appare sempre più in un’allarmante stato patologico di avanzatissima putrefazione.
Il ripugnante fetore ammorbante è fin troppo evidente potendolo annusare in tutto il suo pestilenziale tanfo in tutta l’Italia, passata dall’antico “Paese dei Fiori”, dal cosiddetto “Giardino d’Europa” al “Paese di Merda”.
Ed intanto (repetita iuvant) i cittadini italioti continuano a farsi abbabbuliare da stì politece fauze, fetiente e puzzuliente, a servirli, ad ascoltarli, a votarli, a finanziarli, a spalancare per bene le chiappe per prenderlo poi meglio e con maggiori sofferenze nel didietro. E’ il colmo dei colmi della sodomizzazione generale. Altro che “Sodoma e Gomorra”. E’ molto peggio la situazione attuale.
O tu straniero…, vieni, vieni in Italia ed apprendi la tecnica del giro giro tondo senza fine delle infinite prese per il culo… (inculeit alla massima potenza)
Corruttori e corrotti, traditori e traditi, ingannatori ed ingannati, sfruttatori e sfruttati, violentatori e violentati, ecc., ecc. in un valzer continuo senza fine in cui spesso “le maschere” si scambiano i ruoli…-
O tu straniero…, vieni, su, vieni in Italia…; non temere; questo Paese non esiste ed ha talmente tanti buchi e vie d’uscita che neppure te le immagini; entri ed esci quando vuoi e nessuno ti controlla, nessuno se ne frega; qua tutti sono abituati nel fregare il prossimo ed allo stesso tempo essere fregati; non importa tu chi sei o da dove vieni, in quanto questo è il Paese che accetta tutto e tutti e si fa prendere per il culo. Dove lo trovi un Paese così “Libero” in cui puoi fottere chi vuoi e nello stesso tempo, se vuoi, puoi liberamente farti fottere da chiunque…!?-
Molti Paesi al mondo posseggono potenti e letali armi di distruzione di massa. Noi in Italia abbiamo un’arma di gran lunga più potente che miete molte più vittime di tutte le altre armi esistenti al mondo.
Ti domanderai quale sia questa micidiale arma. Presto detto: E’ l’arma di Distrazione di Massa che, usata in modo continuo sin dalla nascita e per tutta la vita di ogni singolo individuo, riesce a manovrare, a sodomizzare e a rendere schiavizzato e sottomesso un’intero Popolo. L’esempio è proprio il Popolo Italiota, immerso nel caos contraddittorio della Distrazione di Massa.
Torna quindi sempre attuale quel paragone del popolo italiano con “GLI IGNAVI” della Divina Commedia, già più volte evidenziato evidenziato nei paragrafi precedenti.
Il popolo italiota, nonostante le atroci sofferenze e le strazianti morti che subisce da troppo tempo e che sta ancora subendo per colpa di tanti avvelenamenti tossici di ogni tipo che inquinano sempre più acque, terre, colture, animali, uomo: scorie radioattive, idrocarburi, sostanze chimiche, scarichi industriali, materie di scarto, amianto, cobalto, diserbanti, ecc., ecc. e chi più ne sa ne metta…, continua ancora ed ancora a correre da vero babbeo dietro simboli, insegne, quisquilie varie senza mai reagire….-
L’Italia di oggi mi sconforta e mi fa vergognare. Questo Paese che, ripeto ancora, non esiste (è il Paese che non c’è), è tutto coperto da una fitta coltre nera e putrida di materia informe e letale che ormai ha contagiato tutto e tutti. Il Popolo Italiota abbabbuliato da altri Babbei al Potere ha perso ormai la cognizione non solo del tempo, ma anche di ogni tipo di valore, ponendo la sua attenzione solo e soltanto su quisquilie, briciole, stupidate futili, inutili e funeste in una gara monotona, masochista, noiosa ed esibizionista.
Qualche idiota testa di c… (pardon testa di chiodo) potrebbe confondere il rispetto, la bontà, l’amore con la sottomissione.
Una cosa è il “Rispetto” ed un’altra cosa, completamente opposta è la “Sottomissione”.
Essere schiavo, servo o clone è profondamente errato, ma essere soggiogati da individui spregevoli è da voltastomaco.
E torna sempre attuale la celebre battuta di Totò: “… E io pago!... E io pago!…”-
Gli scandali, le iniquità, le frodi sono tantissimi e continuano senza sosta soprattutto nelle Alte Sfere del Potere politico, finanziario, bancario, ecc., ecc., ma alla fine, dopo varie denunce, manifestazioni, proteste, processi,… tutto si archivia, tutto finisce a tarallucci e vino con vergognose assoluzioni (assolti con formula piena) e “gli stronzi” tornano ad occupare  le alte cariche dello stato, magari con promozioni ed il ciclo demoniaco si ripete…-
Nel malessere comune, in Italia si dice che “tanto paga il solito fesso, il solito Pantalone, ma Pantalone resta sempre in mutande o anche senza…” –
Insomma, è inutile girarci intorno…; in questo Paese di merda pagano sempre gli stessi che hanno sempre pagato: i poveri, i deboli, gli onesti, i senza voce…, che purtroppo mai reagiscono e restano sempre “senza voce” -
Mi torna in mente un famoso e significativo sketch di Totò, il quale raccontava ad un amico di aver incontrato un tizio che, senza dargli il tempo di rispondere, lo aveva subito apostrofato: “Pasquale, disgraziato, finalmente ti ritrovo!”, e giù una pacca.
“Pasquale, figlio di un cane, pensavi di avermi fatto fesso, vero?”, e giù una sberla.
“Sei un delinquente, Pasquale, ora ti faccio vedere!”, e giù un’altra sberla.
A questo punto l’amico lo interrompe: “Scusa, ma tu non dicevi nulla e ti prendevi tutte quelle botte?”. E Totò, meravigliato: “Chi, io? E che mi importa? Che mi chiamo Pasquale, io?”.
C’è tanta gente, qui da noi, che non si chiama “Pasquale” e perciò se ne frega di quello che succede intorno a lui, continuando a prendere soddisfatto sberle e botte, con disinteresse, come se non lo riguardassero. Il politico ruba ai cittadini soldi, sangue e sudore? E chi se ne frega! Il malessere aumenta in tutta la società? E chi se ne frega! La puzza, la monnezza, l’inquinamento, le ingiustizie, la corruzione aumenta? E chi se ne frega! –
L’italiota vigliacco non capisce o non vuol capire che la terrificante crisi che ha invaso ormai tutta l’Italia, prima o poi lo soffocherà, lo stritolerà senza alcuna pietà, anche se rimane ben nascosto nella sua pecoronite in avanzato stato di putrefazione, isolato da tutto e da tutti in un angolo buio di un lurido cantuccio.
Lasciamo per un momento questa schifosissima Italietta di oggi, una specie di “Paese” fondato sul più meschino caos contraddittorio, sui disastri burocratici, sulla completa inefficienza e disorganizzazione, sulla truffa politica e criminalità organizzata e chi più ne ha ne metta e torniamo indietro nel tempo per cercare di comprendere meglio i motivi che portarono all’annientamento di quella magnifica, stupenda oasi di pace, giustizia e benessere del Regno delle Due Sicilie.
Allora, leggo proprio adesso nel mio pc una recente email inviatami dalla Rete di informazione del Regno delle Due Sicilie, dal titolo: “Il Primo Transatlantico italiano” –
Attraverso un durissimo lavoro di ricerca delle verità storiche da parte del nostro bravo e serio capitano Alessandro Romano, ci si rende sempre più conto dell’estrema falsità della stroriografia ufficiale.
Con l’appoggio di S.M. il Re Ferdinando II di Borbone, nel 1853 la Società Sicula di navigazione dei fratelli Luigi e Salvatore de Pace, tramite un accordo con i cantieri inglesi di Glasgow, commissionò il primo Transatlantico a vapore della storia italiana “Il Sicilia”-
La mastodontica e tecnologica nave doveva servire per il trasporto di passeggeri e merci tra Palermo e New York, dove molti, ormai, erano gli interessi degli italiani del Regno delle Due Sicilie.
Ebbene, dopo la lettura attenta di tutto l’articolo di Romano, sono giunto alla conclusione che gli interessi commerciali inglesi, francesi e, perché no, anche degli inglesi americani erano contrastati, oscurati da quelli in così rapida ascesa del Regno borbonico del Sud italico.
Senza prolungarmi in tanti altri particolari e vicende, certo è che l’invidia e la gelosia di superamento hanno causato l’annientamento del prosperoso progresso del Regno delle Due Sicilie.
Basta soltanto citare l’allontanamento improvviso dell’esperto e famoso capitano del “Sicilia” Ferdinando Cafiero e la sostituzione con il capitano Giuseppe Di Bartolo, affiliato sembra alla Massoneria inglese e la sostituzione successiva ad uno ad uno di tutti i marinai, per giungere a quell’atto ignobile e senza pietà dell’affondamento del famoso transatlantico “Sicilia”.
Dalle fonti giornalistiche risultò che la nave, presso le coste irlandesi di Cork, colò a picco per un non meglio identificato “cedimento strutturale”.
Dell’equipaggio si salvò il comandante, 35 marinai ed un solo passeggero che, molti anni dopo, prima di morire raccontò di una improvvisa forte esplosione a bordo, probabilmente proveniente dalle caldaie o dalla merce trasportata.
In seguito accadde un altro analogo inquietante incidente alla nave di linea “Ercole” di rientro dalla Sicilia con a bordo Ippolito Nievo con le sue carte altamente compromettenti per i garibaldini.
Insomma, per farla breve, per gli inglesi, ma anche per francesi ed americani che fino a quel momento detenevano con prepotenza la supremazia, il dominio ed il monopolio dei mari, quelle tecnologiche, sicure e veloci navi transoceaniche del Regno delle Due Sicilie avrebbero costituito certamente un ostacolo, una concorrenza molto fastidiosa e bisognava quindi affondarle e, con esse, distruggere poi completamente tutto il Regno borbonico.
Allora, il fatto della variopinta scena di quei cosiddetti “1000” che in quattro e quattr’otto invadono uno Stato potente, florido, ricco, tecnologico, organizzato, ecc., ecc. e lo sottomettono ai propri voleri è di una falsità esasperante e ridicola. Va bene che la Storia, da che mondo è mondo, la scrivono sempre i vincitori a loro immagine e somiglianza, ma gli storiografi ufficiali del cosiddetto risorgimento italiano ne avrebbero potuto inventare un’altra di storiella fiabesca, in un modo un pochino più verosimile e non quest’assurda cretinata, questa comica carnevalata scritta in tutti i libri di scuola, a proposito della presunta “Unità d’Italia” che, per me, non è mai avvenuta ed anzi è solo peggiorata in disorganizzazione, caos contraddittorio e calate generali delle brache. Le tensioni politiche e commerciali con la Francia e l’Inghilterra si sono in parte allentate (la verità è che oggi non ci considerano proprio tanto siamo caduti in basso “loco”), ma siamo purtroppo diventati oltremodo viscidi, pecoroni e servili fino al punto da calarci i pantaloni e farcelo mettere per i fondelli da tutti (inculeit).
Le conseguenze disastrose per il popolo italiota sono visibili a tutti.
Esagero? Nooo!!! E’ proprio così! Ci comportiamo peggio, al di sotto dei più sottosviluppati popoli della Terra. Siamo infatti l’unico Paese al mondo ad adottare il fatidico “INCULEIT”, un vizioso nostro gioco masochista che si ripete in un giro giro tondo e avente come fine ultimo il massacro collettivo.
Leggo un altro significativo e veritiero messaggio MSG inviatomi tramite email dalla Rete d’informazione del Regno delle Due Sicilie dal titolo “Il Saccheggio del Regno di Napoli”, a cui rispondo sempre tramite email:
“Caro capitano Alessandro Romano,
dopo tante, troppe nefandezze, vigliaccate, furti, massacri, ecc., ecc. operati nelle nostre terre e nei nostri mari a danno sempre della nostra gente da parte degli invasori francesi, inglesi, (di quegli "inglesi" all'anema dei lord) dei savoiardi, piemontesi, garibaldini, degli americani e..., me ne dimentico qualcuno?... ed altri, tanti altri luridi maledetti invasori carnefici di ieri, ma anche di oggi che hanno messo sempre a ferro e fuoco i nostri territori, massacrando, avvelenando, violentando, torturando la nostra gente, apprendo ora di un altro ennesimo saccheggio con la solita presa per il culo e cioè del caso del ritrovamento della magnifica OPERA DEL CARAVAGGIO “Giuditta che decapita Oloferne” a Tolosa in Francia e, dalle notizie che si susseguono..., mi assale subito all'improvviso una grandissima tristezza ed anche una profondissima vergogna di essere attualmente cittadino purtroppo di questa specie di italietta cosiddetta "unita", in questa specie di "europa" cosiddetta "unita", con quest'ennesima bruttura ai nostri danni...; che figura di merda e che schifo questi francesi (non faccio mai, per carità, di tutta un'erba un fascio...); nella "sodoma e gomorra" francese ci deve pur essere almeno uno giusto...; ripeto, che schifo questi francesi che si son premuniti subito, subito di definire l'opera esclusivamente patrimonio francese e di vietare tassativamente ogni eventuale passaggio di confine francese.
L’Italia intera e soprattutto Napoli devono invece protestare verso la Francia e chiedere con forza ai francesi l’immediata restituzione del Caravaggio sottratto da un ufficiale napoleonico durante la terrificante e sanguinaria “Campagna d’Italia” ove furono commessi crimini, carneficine e furti di tante opere d’arte.
Che dire, dopo il grandissimo piacere, onore ed immenso orgoglio di considerarmi a pieno titolo un neoborbonico, appartenente alla discendenza di quel magnifico Popolo dell’antico grande Regno delle Due Sicilie con la splendida Real Casa di Borbone, l'apprendere purtroppo dell'ennesimo smacco, presa per i fondelli e sottomissioni varie che subisce ancora questa specie di italietta di merda nei confronti di quelle maledettissime orde sanguinarie di carnefici delinquenti, ladri ed assassini che ci hanno in passato invaso e massacrato, mi riempie di profonda amarezza e sconforto...-
Giuste e sacrosante sono tutte le vostre proteste..., proteste che dovrebbero coinvolgere tutti; proteste per tante altre brutture...; De Magistris rivendichi l'opera..., subito, con tutti i propri mezzi a disposizione, senza se e senza ma, senza giri inutili di parole, con forza e realmente in modo chiaro e fattibile..., in modo incessante e continuo...-
Mi domando: quante altre rivendicazioni necessitano con estrema urgenza??? Tante, troppe ancora rimangono irrisolte ed inascoltate.
Mi sorge un terribile dubbio! Per l'attuale italietta di merda tutti gli scempi che ci fanno gli altri sono ammessi, sono legali, sono giustificabili! – Che illogicità! -
E poi???
Le nostre giuste, logiche e sacrosante rivendicazioni, proteste, richieste di rientro dell’opera del Caravaggio e di tante altre opere italiane all’estero sono per questa lurida Schiatta che ci governa oggi, cose da non prendere in alcuna considerazione!
Le nostre sacrosante richieste sono per il governo italiota addirittura illegali, illogiche, immorali, fantasiose. –
Roba dell’altro mondo, da non crederci…!
Una parola sola: VERGOGNA!!! -
Ed ecco spiegato che dai primi posti che eravamo in tutte le classifiche mondiali durante il periodo borbonico, siamo precipitati oggi agli ultimi posti! Un attimo! Siamo ancora più giù, ancora peggio, siamo fuori classifica, siamo uno stato inesistente al mondo! - Siamo l'unico stato al mondo ad onorare, a celebrare, a ricordare, a sottomerci ai più crudeli massacratori, ai più terribili invasori, a tutti i ladri che hanno invaso la nostra penisola, isole comprese... -
Siamo diventati ovunque degli strani esseri amorfi, senza valori e “sparpagliati”; siamo un popolo allo sbando totale immerso in un pazzesco caos merdoso.
Scusate, ma quando ti ribolle troppo il sangue nelle vene e ti sale impetuoso alla testa...., butti fuori ogni cosa..., ma rileggendo, cercando di conservare un po’ di calma riflessiva, sembra di non avere per nulla esagerato, nelle mie solite considerazioni...-
Cordiali Saluti e
Viva! Viva! Viva sempre Il Regno delle Due Sicilie!
Viva la Real Casa di Borbone!
Andrea e Mattia Cammarota
Caserta
Ma torniamo di nuovo a quello schifosissimo e vergognoso (VERGOGNAAA!!!) mancato quorum del referendum sulle Trivelle del 17 APRILE 2016 che mi fa salire il sangue alla testa per la troppa rabbia di essere cittadino italiano:
Popolo italiotaaa!!! Vergognatiii!!! Quest’estate vai, vai al mare, “vai, vai sereno”, come spesso è solito affermare la nostra cara e bella Cicerinella capo di governo; tuffati nell’acqua nera da idrocarburi e poi, che vuoi che ti dica… ammalati di cancro e poi… fottiti!!! Hai voluto la costruzione di altre maledette trivelle petrolifere? Sì! E adesso schiatta!!!” –
Falde acquifere, fiumi, laghi, mare, terra, aria, colture…, sempre più inquinati da ogni tipo di sostanze tossiche. Secondo un recente rapporto di “Greenpeace” oltre 30 trivelle italiane già esistenti ed operanti nei nostri mari senza alcun controllo, emettono di continuo pericolosissimi inquinanti, tra i quali idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti e tante altre sostanze altamente tossiche, in grado di risalire la catena alimentare fino a raggiungere addirittura gli stessi esseri umani, provocando in loro gravissime ed inguaribili patologie tumorali. E, come al solito capita in questo Paese di merda, nessuna licenza viene ritirata, nessuna concessione viene revocata e nessuna iniziativa viene presa dal Ministero per tutelare i nostri mari.
In conclusione, col mancato quorum del referendum del 17 aprile 2016 sulle trivelle, la già criticissima situazione attuale italiana è destinata senza ombra di dubbio a peggiorare ulteriormente in maniera esponenziale. L’operato dei petrolieri è completamente fuori controllo, nascosto all’opinione pubblica e gestito in maniera opaca e del tutto truffaldina con l’appoggio sottobanco del governo. Un governo che dovrebbe tutelarci, dovrebbe difenderci, dovrebbe pensare alla salute dei suoi cittadini ed invece pensa solo ai suoi capricciosi vizi, alle sue lussuriose feste in orge di alto rango e festini personali e ad intascare (fottersi) sempre più soldi dai cittadini e dalle “bustarelle” delle lobby multinazionali.
  E poi i soliti scaricabarili, come il giro girotondo dei bambini..., no, la colpa è di quello lì, no la colpa è di quell'altro, senza sapere che le colpe sono tantissime e le responsabilità sono di tutti..., i politici, gli amministratori, gli onorevoli, i ministri, gli enti, le lobby, le multinazionali, gli organi cosiddetti responsabili e competenti (ma che cazzo dico, irresponsabili ed incompetenti) e i pecoroni coglioni italioti.
Come la giri o la rigiri, la frittata sempre amara, letale e marcia te la ritrovi comunque, sia che convivi col pericolo di una mastodontica spada di Damocle pronta a caderti sulle spalle ed a lacerarti in modo atroce tutto il corpo, sia che paghi in modo salato tasse, multe, bollette, carburanti, ecc., ecc., sia che presenti mille emendamenti e sia che vinci o non vinci mille referendum, archiviati, commentati, interpretati, falsificati e lasciati perire, come al solito capita in questo impiastricciato Paese, nei meandri di lunghi archivi demoniaci in tunnel sotterranei, ecc.-
Insomma, sempre merda è quella che respiri, mangi o bevi, merda che poi per scoppi improvvisi, inquinamenti vari ed altri incidenti può allagare, dissestare, distruggere tutto.
Mi ricordo, tanto, tanto tempo fa, una trentina d'anni fa, feci una gitarella verso il nord italia con mio padre sulla guzzi custom 350.
Mi sembra che ci soffermammo sulle sponde di un lago (lago rinomato) e vedemmo con nostro stupore l'acqua di un colore verde scuro e pastosa, melmosa e con una puzza orribile. Dall'altra sponda vedemmo tante famiglie con bambini piccoli che si bagnavano in quella melma orripilante ed alcune canne da pesca. Subito ce ne andammo per il troppo disgusto, per la troppa nausea e per un improvviso forte voltastomaco. Apprendemmo poi che nelle vicinanze c’era una grossa industria di coloranti che, come al solito, sversava senza alcun controllo gli scarichi tossici in quel lago. Che schifo! Il colmo dei colmi è che di quello schifo ce ne sono tantissimi (chimici, farmaceutici, industriali, petroliferi, ecc., ecc.) operanti indisturbati in ogni luogo italico e sono destinati purtroppo ad aumentare per colpa della solita pecoronite italiota del nostro popolo.
E se per caso nel nostro merdoso paesino italiota sbagli a mettere una virgoletta (parlo del normale cittadino, non dell’Alta Casta e delle company ad essa associate a cui tutto è concesso…) ad esempio nella dichiarazione o nella compilazione del modello di pagamento sempre più incomprensibile ed in Alto Loco si accorgono dell'errore, allora so' guai. Dopo alcuni o molti anni, (non esiste prescrizione se devi dare allo Stato…) ti vengono recapitate, come è successo a me e ai miei cari…, cartelle esattoriali sanzionatorie dall'equitalia o di altre simili società di riscossione, in cui si afferma che "Gent. sig.... da precisi ed accurati controlli relativi agli anni…, risulta che avete un debito con noi di un centesimo (sììì, proprio 1 centesimo, avete letto bene, conservo ancora parte della fatidica cartella, penso di metterne il frontespizio in “cornice” ed appenderla…), che, con more, commissioni, interessi, sanzioni ed altro..., dopo anni ed anni, ammontano ad euro seimila, 99 centesimi da pagare con la massima urgenza entro e non oltre il giorno…, esclusivamente presso i nostri uffici situati in via...., ex area...., ecc.,ecc., ecc., pena sequestri beni, pignoramenti, procedimenti giudiziari e…"-
Era una cartella enorme e pesante, difficile da leggere e da decifrare (eppure scritta in italiano, non in turco o in altra lingua estera…) da infarto totale, chissà come son vivo ora, data la mia ultrasensibilità ed i fortissimi pensieri mortificanti che mi vengono anche adesso, se no facevo sicuramente la fine di quel povero commerciante di Bojano..., morto d’infarto dopo la visita dei finanzieri…-
L’Italia di oggi è tutta rotta, spaccata in moltissime parti sia nei territori che nei singoli individui ed è tutta tempestata non da diamanti, non da oro, non da fiori profumati, non da frutti saporiti, ma di autentico sterco altamente puzzolente, inquinante e letale.
Tutti gli stranieri che vogliono farsi una cultura della merda italiota devono venire a visitare questo paese.... e organizzare il "MUNNEZZA TOUR"-
Bè, almeno in questo siamo da Primato Mondiale... –
Raccontiamo una bella storiella:
“C’era una volta, tanto, tanto tempo fa un posto incantevole, unico al mondo per la sua bellezza, un vero Paradiso terrestre, ricco di sole, aria pulita, acque limpide, fresche e chiare, laghi, fiumi, monti, pianure, vallate stupende, panorami naturali meravigliosi, boschi pieni di vita, terreni perfettamente lavorati, ordinati, curati, coltivati con piante, fiori, frutti deliziosi e derrate agricole di ogni tipo genuine, saporite e profumate, flora e fauna allo stato naturale. Insomma in questo posto splendido la Natura era completamente libera di svolgere il suo compito in maniera assolutamente naturale senza alcuna imposizione, costrizione o inquinamento  causato dall’uomo. Anzi, tutta la gente in questo luogo viveva nel pieno benessere, in armonia, pace e perfetta collaborazione collettiva. Si produceva, si lavorava e ci si divertiva in modo semplice e nel pieno rispetto reciproco. I sani principi e valori morali erano sempre tenuti in grande considerazione. L’Italia, la bella Italia, il Giardino d’Europa di quei tempi era il Sud Italia e cioè il favoloso Regno delle Due Sicilie saggiamente amministrato dai Re Borbone. Quel Regno borbonico era amato, rispettato, desiderato, invidiato, preso come esempio da tutti i popoli del mondo che hanno avuto la fortuna di visitarlo.
La Francia, l’Austria, la Spagna, La Germania, l’Inghilterra con l’appoggio di quei miseri staterelli del Nord Italia, hanno cercato in tutti i modi pacifici e non pacifici, legali e non legali di possederla, di conquistarla, di annetterla, di dominarla, di colonizzarla.
Quando poi questi usurpatori si sono accorti che la loro brama di potere non approdava a nulla di concreto, si sono per così dire all’inizio “accontentati” di spogliarla di tutte le sue ricchezze, di tutte le sue creazioni, di tutte le sue opere d’arte di famosi artisti del passato, per poi dare il colpo di grazia invadendo il Sud Italia con le più abiette e sozze orde di delinquenti, ladri e massacratori.
Questa maledetta e disgraziata politica razzista continua ancora oggi.
Tra le tantissime opere rubate e portate via dall’Italia soprattutto nel periodo napoleonico, ricordiamo Leonardo Da Vinci e la Gioconda, il Caravaggio ed i suoi dipinti e poi e poi l’espoliazione vergognosa di Pompei, le ruberie nei musei e chi più ne sa, ne metta.
Ma torniamo all’opera del CaravaggioGiuditta che decapita Oloferne” e facciamo un confronto “rovesciando i ruoli” tra l’Italia, l’Etiopia e la Francia ed analizziamo i comportamenti di ognuno.
Da qualunque punto di vista la si esamini, l’Italia resta sempre quella che fa la figura di merda.
Mi torna in mente il caso della restituzione nel 2005 da parte dell’Italia dell’obelisco di Axum all’Etiopia che ne aveva fatto giustamente richiesta. La stele era stata portata a Roma da Mussolini nel 1937.
Con una fastosa e solenne cerimonia e con una spesa di oltre sei milioni di euro, tutto a carico dell’Italia, l’obelisco non è stato solo restituito all’Etiopia, ma è stato smontato, ricostruito ed eretto esattamente nello stesso posto dove fu trafugato dai fascisti nel ‘37 e cioè nella cosiddetta spianata delle steli ad Axum in Etiopia.
Insomma abbiamo fatto la figura dei pagliacci; siamo un popolo vile e servile.
La Francia alla nostra debolissima richiesta (richiesta si fa per dire…; siamo un popolo vigliacco e senza palle) di rientro in Italia dell’opera del Caravaggio trafugata da Napoleone durante le sue campagne italiane, ha mostrato subito il pugno duro verso di noi ed ha risposto in maniera secca con alterigia, prepotenza e supremazia definendo ridicola la nostra richiesta e l’opera esclusivamente patrimonio nazionale francese, senza alcuna possibilità di poter varcare i confini francesi.
Una parvenza di risposta francese: “L’opera è nostra e rimarrà per sempre da noi come pure la Gioconda e tutte le altre opere di presunta provenienza italica!” –
Pensate un po’: Napoleone viene in Italia, la spoglia e noi, da veri tapini, da autentici luridi vermiciattoli striscianti non diciamo niente, ci ficchiamo la coda tra le gambe e abbassiamo la testa; no, pardon volevo dire “ci caliamo come al solito le brache”…
Che popolo italiota, meschino, ridicolo e pecorone…-
Mi sento talmente avvilito e sconcertato per tutti questi vergognosi e ripetitivi fattacci all’italiana, che voglio gridare forte, forte a squarciagola tutto il mio disprezzo per questo Paese di Merda:
“Non voglio essere più un cittadino italiano!!!” –
Basta così…; è tempo di chiudere anche quest’altro paragrafo di mie riflessioni.
Per rendere il mio sangue un po’ meno amaro, ripeto ben volentieri la simpatica filastrocca insieme con la mia cara e dolce mammina, sperando di provare con un sorriso un’ingenua sensazione d’allegria, anche se comprendo che bisogna dare tempo al tempo, affinchè la profonda ferita di sdegno e vergogna si possa del tutto rimarginare pian piano col tempo:

“Jesce, jesce sole santo
e scajenta tutte quant'
e scajenta chella vecchia
che sta sott'a chella cerqua;
'a cerqua se ne care
e 'a vecchia ll'à rimane!” –

Chi ha veramente volontà di comprendere, ha già compreso! –

Cordiali Saluti a tutti i lettori!
Grazie!

Alla prossima! –


___oOo___

"...ED HO SENTITO NEL SILENZIO
UNA VOCE DENTRO ME..."

Martedì, 22 marzo 2016

NUN AMMISCAMME ‘A MMERDA C’ ‘A CIUCCULATA!
IL SILENZIO SCONCERTANTE DEI SENZA VOCE;
VIERME, CICERINELLE, UAPP ‘E CARTONE
E
LA VOCE ROBOANTE DEI  MAGNACCI POLITICANTI

Qualche testa di chiodo potrebbe asserire: “Cose vecchie, del lontano passato, già fritte e rifritte più volte…!” –
Ebbene, io gli rispondo: “Repetita iuvant...- Infatti, proprio per le tante teste di chiodo della società attuale, particolarmente dure nel comprendonio è necessario ripetere più volte lo stesso concetto, al fine di conficcarlo nella loro piccolissima massa cerebrale.” –
Allora, la tristissima situazione italiana langue ormai da parecchio tempo e non si smuove neppure di un miliardesimo di millimetro e l’Italia è come un disabile terminale al 100% immobile nel suo lebbrosario, in attesa della totale fine imminente…-
E’ inutile negarlo in quanto tale tragico quadro globale italiano è sotto gli occhi di tutti e non solo dei mass media che, come tutti sanno, cercano ognuno di travisare la notizia a loro immagine e somiglianza, attaccati al loro carrozzone partitico politico.
“Nun c'è bisogno 'a zingara p'andiviná, Cuncè'...
Comme t'ha fatto mámmeta, 'o ssaccio meglio 'e te...” –
E torniamo ancora a parlar di LADRI, ladri sì e ladri no; ladri veri e ladri schedati; ladri autorizzati, legalizzati e ladri di diritto; ladri per necessità e ladri per hobby; ladri senza palle e ladri esibizionisti, ecc., ecc., ecc. –
Insomma è un casino caotico e contraddittorio di fiumi di chiacchiere, commenti, critiche ed opinioni varie e discordanti che si accavallano e si attorcigliano l’uno dietro l’altro, senza portar mai alla fine alcuna conclusione fattibile e reale, ma solo altri dubbi e scervellamenti di cape toste che, pompose ed eccitate all’eccesso, per aver contribuito all’innalzamento dell’indice d’ascolto dello show, attendono impazienti i prossimi talk show, forum, blog, chat, social network, ecc., ecc., ecc. per mettersi nuovamente in posa, in bella mostra e chiacchierare di nuovo a vanvera e ad capocchiam…-
Allora, fermiamoci un attimo a riflettere con calma e buon senso senza mai far pendere l’ago della bilancia da nessuna parte, ma stando in perfetto equilibrio di giudizio verso se stessi e verso tutti gli altri…-
Secondo il mio modestissimo e credo giusto parere, i VERI LADRI a cui mi voglio riferire non sono affatto quei piccoli mariuncielli abitudinari che, o per estrema fame o per tragiche situazioni familiari o per altri impellenti motivi sogliono a volte allungare la mano magari per prendere solo una semplice mela, un ciuffo di verdurina, un pezzetto di pane o qualche altra piccola cosetta in bella mostra sul tavolo espositivo di un venditore, anche lui a volte in crisi per le mancate vendite…; poveri tra poveri… -
Abbiamo ancora fiso negli occhi la sconcertante immagine di quella misera vecchina (e ce ne sono a migliaia di casi simili…) che “ruba?” (assolutamente no!), diciamo cerca di trovare nel bidone della spazzatura qualcosina da mettere sotto i denti o qualcosa da mettersi addosso o altro di urgente necessità personale, in quanto lo stato, il “Grande Stato Civile Italiano” l’ha completamente abbandonata a se stessa, ignorandola in tutti i sensi, pur essendo una vera ed autentica “cittadina italiana”.
I VERI LADRI sono tutti quelli appartenenti alla cosiddetta “ALTA CASTA” del Potere Partitico-Politico Italiano del passato, del presente e del futuro, vita natural durante con tutto l’enorme spreco-introito derivante da stipendi favolosi, pensioni d’oro, privilegi, vitalizi, rimborsi, finanziamenti, immunità e chi più ne sa ne metta, compreso il prosciugamento continuo dalle Casse dello Stato per i loro sozzi e lussuriosi bisogni personali.
E qui viene l’assurdità più totale di uno Stato meschino e crudele con gli innocenti senza voce, ma viscido e condiscendente verso quelli della stessa sua razza: ladri, delinquenti, mafiosi, ecc., ecc..-
Allora, spieghiamo meglio come avviene di solito il fattaccio nel nostro sozzo Paese.
Quei cittadini che si trovano al limite di sopravvivenza in una condizione di estrema povertà per colpa di uno STATO LADRO, vengono immediatamente e severamente giudicati e condannati se, putacaso, fossero scoperti in piccolissimi furti operati per urgenti necessità personali.
Di contro, gli ONOREVOLI che rubano continuamente dalle Casse dello Stato, incuranti delle sofferenze dei poveri cristi tartassati non vengono mai denunciati e mai condannati.
Qualche denuncia a volte avviene tra di loro, tra partiti diversi, per abbabbuliare all’occorrenza la mente della massa ignorante italiota, ma tutto finisce come sempre a tarallucci e vino tra feste lussuriose e sollazzi vari. E così la fatidica presunta denuncia tra Alti Esponenti della “Schiatta Politica” viene del tutto annullata e consumata rapidamente (come porci che affondano il grugno nel truogolo) in un’orrida sinfonia nauseabonda di suoni liquidi, sibili di gola, rutti, peti, bave e risucchi bavosi.
Sapite che vve dico?
Sì! A Voi, proprio a Voi, razza merdosa di Politici!
Schiattate, schiattate pure ‘e salute nelle vostre lussurie, nei vostri schifosissimi vizi e poi…, puzzate jettà ‘o sanghe a llava!!! -
Voi siete il colmo della Schifezza:
“‘O rutto, ‘o pireto e ‘o sango ‘e chi v’è mmuorto!” -
Alla faccia della massa dei poveri fessi pecoroni italioti che intanto continuano a soffrire le pene dell’inferno, denunciati, maltrattati, sanzionati e condannati anche per delle semplici “briciole” in un caotico e contraddittorio casino fiscale, politico, finanziario, giudiziario e burocratico.
A tal proposito, mi torna in mente come confronto con i poveri cristi cittadini italiani di oggi, il personaggio Jean Valjean del romanzo “I Miserabili” di Victor Hugo.
Jean, giovane potatore, dovendo provvedere alla sorella e ai figli di questa, per disperazione si trova costretto a “rubare” un tozzo di pane. Per questo “crimine” viene senza pietà condannato a 5 anni di lavori forzati nel carcere di Tolone, pena che viene allungata di ulteriori 14 anni, a seguito di vari tentativi falliti di evasione.
Dopo 19 anni di durissimo carcere viene finalmente liberato.
Jean si trova così a vagabondare per molti giorni nel Sud-Est della Francia, vedendosi chiudere in faccia ogni alloggio ed ogni opportunità a causa del suo passato di galeotto, che lo identifica come un reietto della società. Questa situazione disperata finisce per esasperare il risentimento e l'odio nei confronti della società e di tutto il genere umano. Il romanzo continua con tanti altri commoventi e raccapriccianti episodi, ambientati nella Francia della prima metà del 1800…-
Lasciamo Jean e proseguiamo sul tema di questo paragrafo…-
Mi domando spesso: “Ma questo c… d’ONORE, così pomposamente sbandierato ai quattro venti dai nostri carissimi eccellentissimi ONOREVOLI Politicanti Italiani, dove c… sta? Dove c… si trova?” –
Per me non c’è nulla, proprio nulla d’ONORE nei nostri cosiddetti presunti falsi “ONOREVOLI”.
Ma mi faccia il piacere!” la sghignazzante risposta di Antonio (Totò) all’onorevole Cosimo Trombetta nel film “Totò a colori”.
Dal ’48 ad oggi ognuno di questi politicanti di un partito o di un altro dichiara con estrema enfasi di “Super Dotato”, “Super Intelligente”, “Super Salvatore”, (direi “Super Stronzo”) di aver sempre operato solo e soltanto per il benessere del popolo e mai per loro stessi.
All’anema ra palla…; cchiù gross ‘e chesta nun se po’ truvà…-
Il colmo dei colmi è che tutte queste gran cazzate, queste gran fesserie, sti coglioni schifosi al potere le ripetono con gran faccia tosta e senza alcuna vergogna anche oggi, abbabbuliando migliaia di italioti che, malgrado le atroci sofferenze subite e patite, continuano come tanti babbei a batter le mani ai politici in carica per cui, “doppo na superletiva rattata ‘e palle e ‘o sango che te saglia ncapo”, ti sorge spontaneo dal di dentro il fatidico grido a squarciagola:
“Continuate, continuate così, razza di italioti babbei ed ignoranti a batter sempre le mani per chi vi chiama cornuti!” –
Come paragone (Similis cum similibus) menziono gli “IGNAVI” incontrati da Dante nell’Antinferno, costretti a girare nudi per l’eternità inseguendo un’insegna che corre velocissima e gira su se stessa. Tali esseri indegni, senza idee, senza carattere e senza personalità (come gli italioti di oggi), sono giudicati aspramente da Dante nella Divina Commedia e vengono continuamente punti e feriti da vespe e mosconi.
Il loro sangue, mescolato alle loro lacrime, viene succhiato da fastidiosissimi vermi e, nonostante ciò, essi continuano imperterriti a leccare, ad osannare ed a correre dietro quel simbolo, quella bandiera, quell’insegna, adeguandosi sempre a quella del più forte, malgrado le orribili pene subite.
Allora, continuate italioti di mmerda a leccare il deretano dei vostri pupilli politici. Ma come sono belli, cari, dolci, simpatici, affascinanti, quei vostri beniamini “Onorevoli”.
Leccate, leccate ancora, leccatelo tutto e nei minimi dettagli il deretano dei vostri pupilli politici, che dopo essi vi ringrazieranno prendendovi a loro volta per i fondelli con tante, tante tasse e tanti, tanti disservizi…-
Unione Europea??? Ma quando mai!
E’ come l’Unione Italiana! Una farsa, una commedia, un’utopia mentale.
La disuguaglianza europea in fatto di introiti parlamentari è paradossale.
Ripeto ciò che è visibile in quella vignetta del paragrafo precedente.
Un parlamentare inglese in media percepisce al netto Euro 4.000 al mese; un francese Euro 3.000; un tedesco Euro 3.500 e l’italiano?...- Udite, udite; non vi scandalizzate; fate un respiro profondo, sedetevi comodi e “state sereni” come  di solito starnazza il nostro caput-governiculo.
Un Parlamentare ITALIANO in media percepisce al netto ogni mese Euro quindicimila (Euro 15.000); basta così? Certo che no! A questa paga, già di per sé scandalosa, vengono aggiunte tante altre piccole voci, entrate, introiti, ecc., ecc. che portano a somme ancora maggiori…-
In confronto i colleghi inglesi, francesi, tedeschi sono dei poveracci.
Il rovescio della medaglia è che le condizioni economiche, produttive, organizzative, ecc., ecc. di Inghilterra, Francia e Germania sono enormemente superiori a quelle ridicole, caotiche, disorganiche e contraddittorie dell’Italia.
Che gran Vergogna!
Che figura di merda come diceva il direttore Emilio Fede.
C’è veramente da allibire.
C’è veramente il pericolo che ti salga come magma incandescente il sangue in testa.
E allora? Ripeto: E allora?
Non si fa ancora nulla?
Si guarda, si commenta e poi si torna con la coda penzolone tra le gambe nei propri ambienti domestici, lasciando la critica situazione tale e quale a quella di prima?
Ma che si aspetta?
Il solito Salvatore?
Abbiamo visto cosa hanno combinato i presunti Salvatori politici di ieri e di oggi. NULLA!
Via! Via! Via tutti questi LADRI legalizzati ed impuniti!
LADRI da condannare invece ai lavori forzati a vita in carceri fortezza di massima sicurezza e di esemplare durezza e severità.
Sangue, tantissimo sangue e sudore devono ogni giorno versare questi luridi LADRI e fino alla fine del loro tempo, alla stessa maniera di come lo hanno fatto versare per anni ed anni ai cittadini tartassati italiani.
Diamo quindi voce, una voce tonante a tutti i senza voce e facciamo cadere il loro sconcertante muro di silenzio, di vergogna, di sottomissione e di paura.
Mai più partitocrazia, ma solo meritocrazia!
Mai più nessun favoritismo ai politici, ma solo favori, aiuti, finanziamenti, servizi, giustizia e sostegno a coloro che veramente valgono e cioè a tutti i veri cittadini italiani meritevoli! –
Le tantissime vittime innocenti di questo Stato LADRO e canaglia sono imprigionate in un SILENZIO inaccettabile che ci riguarda da vicino, che colpisce tutti noi. E’ un SILENZIO sconcertante che vogliamo, anzi dobbiamo spezzare, per dare un volto ai senza volto, per restituire voce a chi non ne ha, a chi ha troppa paura di farsi sentire.
La cosa che mi rende particolarmente turbato ed enormemente arrabbiato e che c’è gentaglia lurida: Finanzieri, Banchieri, Associazioni delinquenziali, Società di riscossione, Enti prestatori e sfruttatori, ecc., ecc.; insomma dei Veri Usurai, strozzini, sanguisughe che, in combutta con l’Alta Casta Partitico-Politica, rubano da VERI LADRI legalizzati altro sangue e sudore ai poveri cristi cittadini italiani, già tartassati in modo abnorme da uno STATO nefasto. La conclusione è purtroppo sotto gli occhi di tutti: aumento esponenziale da diversi anni dei suicidi.
Ed intanto gli strozzini al POTERE in accordo con altri strozzini si arricchiscono sempre più, strafregandosene delle atroci sofferenze del popolo.
La solita testa di chiodo durissima potrebbe di nuovo intervenire sulla mia sacrosanta riflessione: “E basta! Cose gia fritte e rifritte!” –
E no mio caro testa dura. Non dobbiamo, non possiamo ignorare o archiviare tutte le innumerevoli atroci morti provocate da questi LURIDI FIGURI al governo. E per questo motivo dobbiamo sempre tenerle a mente, ripetendole in continuazione, denunciando i colpevoli, in modo che essi vengano prima o poi non tanto semplicemente citati in pubblico o in giudizio da qualche compiacente magistrato e poi addirittura condonati in sede parlamentare, ma giustiziati, dopo logicamente prove certe di colpevolezza e non semplici accuse, ipotesi o sospetti.
Questi esseri spregevoli di oggi (POLITICI; BANCHIERI; FINANZIERI, ecc.) mi fanno ricordare un episodio dei Sacri Testi in cui viene descritta la particolare ed insolita veemenza di Gesù che, irato come non mai, scaccia dal Tempio i mercanti, in particolare i cambiamonete, in combutta con i sacerdoti del Tempio a cui pagavano una commissione per svolgere la loro perversa attività speculativa a danno della povera gente che, non potendo alla fine pagare, perché prosciugata da questi vampiri, dalla disperazione e dalla vergogna impazziva o si suicidava.
Ed oggi?
Oggi avviene la medesima cosa e nulla è cambiato da quel tempo, anzi è tutto enormemente peggiorato.
Gesù ebbe il coraggio di reagire nonostante il tradimento e “la pecoronite” del popolo, per cercare di abbattere quel vero sozzo sistema a delinquere costituito da speculatori, autorità politiche e autorità religiose che agivano arricchendosi manipolando il danaro proprio nel Tempio, a spese dei “poveri cristi”.
Nella società odierna, già dilaniata e dissanguata dall’eccessiva corruzione, il tanto desiderato cambiamento di direzione è un’utopia, in quanto il popolo langue ormai da secoli nella sua misera pecoronite in stato di avanzatissima putrefazione ed i traditori, i franchi tiratori, i corruttori, ecc., insomma i piezz’ ‘e mmerd sono sempre presenti tra noi, facendo perdere la fiducia non solo verso il prossimo anche se onesto e meritevole, ma pure in noi stessi.
E, a questo punto, non c’è nulla da fare, mi ritornano sempre in mente quelle significative parole del famoso eroico ‘O Surdato ‘e Gaeta Michele Migliaccio nella meravigliosa lirica scritta dal nostro grande Ferdinando Russo:
“XXVI.
Tutte, cu 'e piette nnanza, àute e ntufate,
salvaino 'a Patria, e 'a Libbertà venette.
'E cammurriste fuino accarezzate,
e mariuncielle avetteno 'e cunfiette...
E nui, maltrattate e suspettate,
cu 'annore nfaccia e cu 'e fferite mpiette,
nui suppurtaimo, nfra delure e schiante,
'e malefiggie nire 'e tuttuquante!”

Le Pene Infernali agli ONESTI;
I Favori Paradisiaci ai DISONESTI.
Siete, anzi no, siamo tutti d’accordo che tale situazione italiana è uno SCHIFO!?
Sììì!!! Certo!!!
E allora cerchiamo di trovare una chiara e semplice soluzione al Problema Italia.
Come dovrebbe (meglio “DEVE”), in sintesi, funzionare un perfetto Stato Civile Democratico? –
Uno Stato, una Nazione ad hoc deve avere, prima di tutto, un Popolo Unito (e lì ti voglio) che si proponga solo poche leggi, ma giuste, chiare, fattibili e comprensibili da tutti con fatti pratici, reali e con controlli immediati, severi e rapida attuazione; non leggi ad capocchiam a parole o sulla carta; non leggi emanate con quella insulsa miriade di postille, commi, aggiunte a volte contraddittorie ed illogiche; non leggi ad personam emesse al momento per favorire quello o quell’altro figlio di P…, ma solo leggi utili che tutti devono comprendere e rispettare, nessuno escluso…-
Il semplice motto da tenere sempre in alta considerazione in uno Stato veramente Civile e Democratico è il seguente:
“Chi sbaglia, paga, chiunque esso sia, senza sconti, né amnistie! Pene proprorzionali alla gravità del reato commesso!” –
Ogni cittadino, dall’ultimo posto della scala sociale fino ad arrivare al capo di Stato, ha il preciso e sacrosanto dovere di svolgere sempre il compito che gli compete con esattezza, precisione ed in perfetta armonia con gli altri, senza alcuna furberia, divergenza, corruzione, truffa, razzismo, mobbing, violenze psicologiche o altro, ma sempre in perfetta organizzazione ed assoluto rispetto verso tutti gli altri membri della società in un valido ciclo vitale sempre attivo come gli organi di un ideale grande motore efficiente e funzionale al 100%.
Se, putacaso, il lavoro che il cittadino svolge presenta delle pecche e non è accettabile dai severissimi controlli sempre presenti, il lavoratore viene subito scacciato, punito e sostituito.
In altre parole, uno Stato che si voglia definire veramente Civile e Deocratico deve raggiungere la perfetta MATURITA’ SOCIALE e sradicare eliminandola completamente ogni eventuale specie di “ERBA CATTIVA”, intesa non soltanto quella che si forma nei terreni, ma in ogni essere vivente.
Ripeto integralmente “Repetita iuvant”, soprattutto per quelle teste dure di comprendonio che abbondano nella società attuale, un racconto (anni ’92) già citato in altri paragrafi.
Un fatto che, assolutamente, non deve mai e poi mai verificarsi in qualsiasi Stato e punito con pene severissime…-
Un mio compare, vicino di casa, un giorno di circa 30 anni fa, mi pregò di accompagnarlo a Caserta per comprare un’Olivetti (marca celebre, allora, in tutto il mondo) a sua figlia.
Entrammo in un negozio di macchine da scrivere del Corso Umberto di Caserta. Il negoziante ci disse che aveva lavorato per una ventina d’anni ad Ivrea, nella fabbrica dell’Olivetti.
Disgustato dalla meschina condotta dei suoi colleghi, per tema di “linciaggio” se ne venne nella sua città di Caserta.
Ho detto “linciaggio” e spiego il motivo: alcuni suoi colleghi di lavoro, al posto di scegliere e montare accuratamente i pezzi adeguati che passavano sulla catena di montaggio, gettavano alla rinfusa manciate di viti, bulloni, dadi ed altro materiale nelle macchine in montaggio, bestemmiando contro i padroni che la paga, il salario era poco. L’operaio casertano, notando più volte l’efferato modo di agire dei suoi colleghi, sentenziò: “Sentite! Molte di queste macchine da scrivere Olivetti sono destinate al mercato estero e, arrivando difettose e malfunzionanti, non saranno più acquistate dall’estero e la nostra economia ne risentirà in modo negativo!”-
Il dopo si capisce subito: intimidazioni, violenze psicologiche e minacce: “Fatti i c… tuoi, altrimenti…!”-
Questi incresciosi episodi, purtroppo, non sono isolati, ma si verificano continuamente nella nostra schifosissima società odierna, in cui addirittura ci si deve, volente o nolente, adeguare all’andazzo meschino e perverso, altrimenti sono guai grossi…-
Ma jammo annante…, altrimenti non si finisce mai di stupirci da tutti questi nauseanti “peti”, “bave” e “merda” che ci circonda.
Eh già…, c’è l’ALTISSIMA CASTA PRIVILEGIATA” che ci osserva dall’ALTO del grande pulpito di quell’immenso patrimonio storico immobiliare in cui risiede sdraiata comodamente e servita di tutto punto da una miriade di porta c…; ecc., ecc., ecc.-
E vasta, mo’!
‘O stommaco s’arrevota assaie pé troppe politece faveze che ce stanne ‘nnante ‘e ppalle.
Dicitencéllo forte: ce avite fatto na paposcia tanta!
Jate! Jate! Jatevenne affangulooo!!!
Calma, calma…, e che vuoi calmare!? –
Politici stronzi e ladri!!! Accontentatevi al massimo di 3.000 euro al mese come i vostri colleghi francesi senza ricevere nessun altro beneficio e pagatevi tutto di tasca vostra senza pretendere da noi nulla.
Beninteso che se non fate il vostro dovere, (non vi conviene) subirete amarissime conseguenze.
Bando ai vitalizi, ai finanziamenti, ai rimborsi (che schifooo!!!), niente scorte, niente sconti per nessuno, niente porta c…-
Siamo o non siamo figli tutti della stessa madre “Italia”!? –
Controlli e super controlli.
Le tasse devono essere poche, giuste, chiare, proporzionali e vanno pagate se sono adeguate alla nostra Nazione, altrimenti vanno eliminate, come pure le leggi, poche e comprensibili a tutti, senza quegli odiosi “ma”…; senza quelle ridicole postille, commi, aggiunte ed altro schifo…-
Non ci deve essere in uno Stato veramente Civile e Democratico questa nefasta ed illogica differenzazione economica.
Non ci deve essere mai più né il super povero, né il super pagato, né il super ricco, né il super privilegiato, ma tutti i cittadini sono uguali; hanno tutti uguali dignità, diritti e doveri, con rispetto reciproco e massima collaborazione tra tutti quelli che svolgono onestamente il proprio compito per il benessere della società e del Paese.
In altre parole non devono più esistere Caste, Patrizi e Plebei, Padroni e Servi, Schiavi e Cloni, Mendicanti ed Emarginati, Principi, Baroni, Kaiser, Santissimi, ecc., ecc. -
Prendiamo invece esempio dai FORMICAI o dai TERMITAI, capaci di creare in poco tempo, lavorando all’unisono, innovative soluzioni evolutive, adattandosi sempre ad ogni eventuale cambiamento delle condizioni ambientali.
Purtroppo tutto ciò, nella realtà di oggi, rimane solo e soltanto un sogno meraviglioso che mai e poi mai potrebbe realizzarsi, in quanto  l’UOMO è l’essere più abietto, più sozzo, più letale (non trovo altri termini per definirlo adeguatamente…) rispetto a tutti gli altri esseri che popolano la TERRA e credo di tutto l’UNIVERSO.
L’UOMO non impara mai!
E’ nato solo per distruggere gli altri, se stesso e la stessa Madre Terra che lo accoglie nel suo grembo.
L’UOMO, considerando tutto ciò che ha distrutto nel corso dei secoli dalla sua prima comparsa sulla Terra fino ai giorni nostri ed anche le conseguenze tragiche del futuro può, senza ombra di dubbio, essere definito peggiore della più terribile pestilenza, cancro, tumore maligno, ecc., ecc. che si possa immaginare.

“Nconcrusione (grazie anche al grande Marettiello Visone, ‘O Masto, da cui a volte prendo dei termini in pura lingua napoletana…): v’aggio fatto na capa tanta pe ‘ste chiotole e nun saccio comme me scosà pe comme v’aggio misso ncroce”.

E…, un attimo, un attimo ancora di pazienza, non andate via..; sento la voce di mia madre seduta fuori sul cortile di casa per cercare di prendere un po’ di sole.

E allora, dopo tutti stì fatti incresciosi, dopo tutta questa tiritera, peraltro giusta, veritiera e sacrosanta, lasciatemi per favore un po’ di amorevole pausa riflessiva; lasciatemi per favore un attimo di sano e rilassante sorriso con questa curiosa e simpatica filastrocca recitata proprio adesso dalla mia dolce e cara mamma:

“Jesce, jesce sole santo
e scajenta tutte quant'
e scajenta chella vecchia
che sta sott'a chella cerqua;
'a cerqua se ne care
e 'a vecchia ll'à rimane!” –

Chi ha buone intenzioni e volontà di leggere questi miei scritti, ha già inteso.

Chi invece è malintenzionato o ha dei seri problemi, è molto meglio che passi oltre…-

Come sempre, concludo questa mia saggia esposizione, auspicandovi buona “visione”…-

Beati quei puri di spirito che sanno veramente ascoltare, osservare, leggere e trarre utili insegnamenti di vita dalla “Vera Storia” -

Alla prossima! –

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“Ma addó stammo? Â cantina ‘e vascio Puorto? ‘O rutto, ‘o pireto e ‘o sango ‘e chi v’è mmuorto?!” –
“Puzzate jettà ‘o sango a ll’ava e…, mannaggia ‘o pataturco…: "Nun me facite jastemmà cchiù forte tutt''o sango 'nfamo d''a razza 'e chi v'è mmuorte e chi v'è stramuorte e chi ve sona pure 'e campane 'a mmuorto!!!".

Sabato, 12 marzo 2016

“MUCHINO MUCHETTO,
SEI PROPRIO UNO STRONZETTO!”

Non ti garba il mio versetto? Te pigliate collera? Uè, strunz, ma pecchè allucche? Aggiamm pazienz, n’agge ammaccate ‘a pont rà penna stilografica! –
Sai che ti dico? Sei proprio tale e quale a tanti altri tuoi colleghi ominicchi, quaquaraquà e lecchini che si atteggiano a superuomini, ma in realtà nulla valgono e restano solo teste vuote, sbruffoni e fessi.
Sei il giullare di corte piemontese, il pupazzo della juventus…-
Senti un po’, sì dico proprio a te, muchino muchetto rinnegato di merda, uapp ‘e cartone: “Quanto ti paga la TV per le tue scompigliate e ridicole pagliacciate?” –
Che è, che ti sta succedendo, ti si scombussola la lingua? Sono forse cose top secret che non si chiedono ad uno stronzetto altolocato come te?
Ricordati e tienilo sempre a mente che vari proverbi molto rinomati ammoniscono i pusillanimi e gli idioti (italioti rinnegati) come te con le seguenti parole:
“Ogni matto fa il suo atto!”
“Ogni pazzo vuol dar consigli!”
“La lengua vatte doe lu dente dole!”
“’O cacciatore parle semp ’e caccia!”
“’O puorco s’è cagnata ‘a sciassa, ma ‘a coda c’è pare sempe!”-
E tanti, tanti altri proverbi dal simile significato…-
Tu, dall’alto della tua mastodontica imbecillità, italiota che non sei altro, siccome non hai capito un c…, mi chiederai probabilmente il motivo e la ragione per cui ti ho affibbiato detti proverbi.
Tu, emerito uapp ‘e cartone, invitato da un giornalista ad esprimere una tua opinione sul movimento neoborbonico attuale, ti sei permesso di dire in alcuni di quegli squallidi e nauseanti talk show, che tutti i beniamini e gli stimatori del periodo borbonico starebbero meglio in manicomio.
A tal uopo ti consiglio caldamente di riflettere bene, cercando se ti è possibile di spremere le tue meningi e capirai (per te ci vuole un miracolo, in quanto sei ottuso di cervello…) che il manicomio è adattissimo proprio a te.
Anzi tu devi necessariamente essere internato a vita in quei reparti speciali del manicomio che operano sui casi più gravi di handicap mentale.
Spero tanto che esistano oggi in Italia degli ospedali psichiatrici idonei al tuo incredibile caso patologico.
Sei originario della Sicilia e butti la merda sui tuoi compaesani: Vergognati!!!.
“N' aggio scaurat 'e strunze, ma tu me jesce cu 'e piede 'a fora 'a caccavella!”
Da voltastomaco..., è oggi decisamente l'epoca del contrario di tutto, delle cazzate a destra, a manca ed in ogni luogo; delle fesserie lunghe, lunghe, lunghe e di tanta, ma proprio tanta merda salita in alto "loculo".
Le riflessive parole di Carmine Crocco, riportate in tanti altri paragrafi di questo sito, ritornano incisive e veritiere anche oggi.
“Sappiate che per noi nessun scrittore spreca inchiostro e carta. I nostri malanni, la nostra miseria, gli abusi, l’ingiustizia che ci fanno nessuno la scrive, mentre sono chiamati sommi scrittori quelli che ci dispregiano chiamandoci plebaglia miserabile!” –
I rinnegati, i falsari, i truffatori, i carnefici, i delinquenti salgono in alto loco, prendendo comodamente posto nelle Caste privilegiate, mentre la Verità viene fatta sistematicamente precipitare in fondo al pozzo.
Tu, stronzetto Muchetto, sei affetto dalla sindrome di Stoccolma a livelli parossistici; godi nel farti prendere per i fondelli dai tuoi stessi aguzzini a cui poi fai pure le lodi. Che schifo!!!
A questo punto, mi sorge spontanea una semplicissima riflessione: “Ma perché, per quale c… di ragione dobbiamo continuare ancora ed ancora a parlar sempre solo e soltanto di loro, di questi schifosissimi stronzetti, di questi vermi striscianti, di queste amorfe nullità? –
Siamo in tanti ed eliminiamo dalle nostre menti questi cretini che non valgono proprio nulla e per questo motivo non esistono.
Noi abbiamo ben altri valori; siamo persone serie, d’onore e veritiere.
E gli altri? Semplice: Jatevenne affangulooo! Punto e basta.
Se tu, emerito saccente sparapalle, al posto di screditare il Sud, avessi una minima capacità intellettiva ed un pochino di memoria, prima di sparlare a vanvera, denigrare ed offendere il periodo del Regno delle Due Sicilie ed ingiuriare i seguaci borbonici, datti una ripassata di Storia, quella vera s’intende, informati, studia, leggi, osserva, impara, rifletti e ti renderai conto della magnificenza di quel glorioso periodo storico borbonico sotto tutti i punti di vista e del grande benessere, perfetta organizzazione ed efficienza del suo popolo duosiciliano.
Sono talmente tante le iniziative, le opere e soprattutto i primati italiani, europei e mondiali di quel glorioso periodo dei Re Borbone, che basta prendere solo alcuni esempi per rendersi perfettamente conto che tutto ciò che si legge nei testi scolastici è pura fantasia, anzi pura follia caotica e contraddittoria. Dopo l’invasione disonorevole e barbara dei nordisti, il Sud precipitò di colpo dalle stelle più lucenti del firmamento nelle stalle più ripugnanti che si possano immaginare, per colpa di quell’orda malefica nordista, coadiuvata da barbari stranieri che massacrarono, rubarono, violentarono, torturarono, ecc., ecc., ecc.-
Hai compreso il concetto, Muchino Muchetto, piezz ’e strunz, omm ’e mmerd, uapp ’e cartone?! –
Rifletti e impara! Non sputare ad capocchiam sulle tue origini, in quanto prima o poi la calunnia tornerà al mittente e ti ricadrà come un enorme boomerang sulla tua testolina di c… -
Passiamo adesso ad altri argomenti, in quanto mi son tanto stufato di parlar ancora di tale “Muchetto” stronzetto insignificante.
Quando NONNA ORSOLA (mia trisavola) raccontava la Battaglia e la Resa di Caiazzo(CE) soleva sempre maledire aspramente i cosiddetti “rossi” (garibaldini) e con rabbia gridava: “Quei due capitani messi a guardia delle due porte d’entrata di Caiazzo (a quei tempi la città era considerata militarmente un presidio) si fecero vigliaccamente corrompere dalle truppe garibaldine in cambio di molti ducati e così aprirono le porte al nemico che occupò la città rubando e massacrando civili e soldati borbonici che, ignari di detto improvviso attacco e del tradimento dei superiori, cercarono di fuggire verso il fiume Volturno.
I morti furono tanti e i garibaldini ordinarono al marito di NONNA ORSOLA di attraccare lo “STRAULO” (una specie di erpice collegato al giogo di due mucche) e trasportare i morti al cimitero.
Il mio trisavolo un po’ per le avverse condizioni atmosferiche (freddo gelido), un po’ per l’elevato stress fisico e mentale, causato dall’orrore di quel durissimo e straziante lavoro a cui veniva sottoposto per ordine dei garibaldini, visse pochi giorni e poi morì.
Ecco che corruzione, invidia, odio, disonore e tradimenti operarono insieme (non solo nella zona di Caiazzo, Piana di Caiazzo e fiume Volturno, ma in tutto il Sud) per la completa distruzione di un florido Regno delle Due Sicilie.
Lasciamo perdere quella stupida, contraddittoria ed ampiamente falsa storiografia ufficiale, tanto decantata dagli Alti esponenti del Potere italiano ed inculcata nella mente della gente, ma mille uomini, male armati, male addestrati, rozzi e sudici potevano mai sconfiggere un potentissimo esercito borbonico di oltre 120mila soldati ben armati, ben addestrati e in casa propria? –
E’ IMPOSSIBILE!
E allora come si spiega quella resa?
E’ semplice! –
Oltre al tradimento interno da una parte ed al vergognoso disonore dall’altra che agirono congiuntamente nelle più orrende e meschine sfaccettature demoniache e perverse, i luridi savoiardi Vittorio e Cavour; Mazzini e Garibaldi (La Banda dei Quattro) furono aiutati e sovvenzionati dagli inglesi e francesi. Costoro da tempo mal sopportavano quell’avanzata crescita così rapida in modo esponenziale in tutti i campi del Regno delle Due Sicilie e quindi prepararono quella cruenta invasione nei minimi dettagli, riscrivendo poi la Storia dopo l’agognata vittoria, a loro immagine e somiglianza.
E poi, e poi, come se non bastassero già tutte le atroci sofferenze patite fisicamente e moralmente dal popolo meridionale, ogni tanto escono fuori degli altezzosi figuri ripugnanti che continuano anche oggi quell’opera malefica ingiuriosa e denigratoria iniziata dal 1861 in poi sempre e solo contro la gente del Sud, aggravando la dose diffamatoria soprattutto versi quei movimenti neoborbonici che riportano alla luce, con duro lavoro di ricerca, le verità del periodo borbonico.
E’ con grande gioia ed orgoglio che apprendo dal web (capitano Alessandro Romano ed altri compatrioti neoborbonici…) del cambiamento toponomastico in atto in molte zone del Sud ed anche in altre d’Italia (effetto domino…) in cui vengono letteralmente sfrattati, scacciati, eliminati tutti i nominativi savoiardi. (recenti le notizie di Catania, Cerreto Sannita,…, ecc., ecc.) –
La cosa che più fa piacere è la partecipazione convinta della gente che apprezza molto tale rivoluzione toponomastica, che alcuni anni fa era del tutto impensabile, dato il rischio di essere subito segnalati alle forze dell’ordine.
Siamo solo all’inizio di un cambiamento identitario legittimo e sacrosanto nel Sud Italia, ma tutto fa ben sperare che questa è la via giusta da seguire.
Evviva, finalmente “La Banda dei Quattro!” e tutti quei luridi figuri ad essa associati stanno per essere completamente sfrattati dalle nostre terre, piazze, vie, paesi, città, quartieri, ecc., ecc. di tutto il meridione.
Riporto la mia risposta all’email ricevuta dalla Rete Due Sicilie del cap. Alessandro Romano; Msg 16 – 051 “Continua La Rivoluzione nelle Piazze; anche Cerreto Sannita scaccia i Savoia”:
“Esatto!
"PROCEDIAMO"
Come disse il nostro grande Re Ferdinando II di Borbone.
E' proprio questa la via da seguire per riappropriarci della Nostra Storia, del Nostro Passato ed anche del nostro Futuro con la sensibilizzazione delle masse, anzi di tutti.
Magnifico...; con orgoglio e con onore, siamo sempre di più, dai piccoli centri alle grandi città.
Penso alle vie del mio piccolo paese d'origine Piana di Monte Verna, ancora con quegli orribili nomi..., malgrado i racconti di "Nonna Orsola"... la guerra del '60  - i cosiddetti: arrivano "i russi"; arrivano "i russi", nei suo dialetto antico; quei maledetti "russi" e poi i tanti morti trasportati sul, mi sembra "'u straulo" e poi il fiume Volturno rosso di sangue...; e poi la Regina, la Regina, probabilmente si riferiva alla Regina Maria Sofia e poi il tradimento dei due capitani che aprirono le porte del Presidio di Caiazzo e tante, tante, tante altre notizie veritiere di storia realmente vissuta e patita dalla sua famiglia andate purtroppo perdute nel tempo, forse per ingenuità dei piccoli ascoltatori di quei tempi lontani...-
Verrà, ne sono certo, anche il turno del cambiamento nel mio paese Piana di Monte Verna.
Andrea e Mattia Cammarota
Allora, mio caro stronzetto Muchino Muchetto che ti atteggi con movenze femminee a fare l’intelligentone ed ingiuriare la gente del Sud Italia, parliamo un po’ della caotica e critica situazione attuale in cui viene sempre più affossato il povero cristo cittadino, dilaniato e spremuto da governo, banche, finanziarie, fisco e chi più ne sa ne metta. Sembra che più passi il tempo e più il cittadino italiano viene circondato, assediato e succhiato fino alla fine da iene, porci e…-
Non c’è più scampo, non c’è più via d’uscita, solo la fuga all’estero per i più fortunati…; per gli altri rimane solo l’ultimo atto.
Il colmo dei colmi nel nostro Paese (nostro?): i cittadini italiani abbandonati a se stessi, mentre gli extracomunitari, soprattutto i malviventi, i delinquenti, cioè tutti quelli che furbescamente si adeguano all’andazzo italiano vengono con tutti gli onori ricevuti, hanno tutti i servizi a disposizione e adeguati sovvenzionamenti.
Parlo degli extracomunitari irregolari logicamente, i truffatori, i furbacchioni, in quanto quelli seri, lavoratori e meritevoli che entrano nel nostro paese vengono abbandonati anche loro a se stessi come la massa dei cittadini italiani.
In altre parole essere vero, serio ed onesto cittadino italiano è considerato una colpa in Italia. Sembra un paradosso, ma è proprio così.
Se sei onesto, schiatti; se sei disonesto vivi.
E i politici, banchieri, finanzieri, esattori fiscali, parlamentari, ecc., ecc. come tante bestie fameliche, anzi come tanti maiali, anzi di più, ancora più sozzi dei maiali, si sbrodolano in continuazione su quei mastodontici cumuli di povere ossa, membra già tanto dilaniate e si tuffano in tanto, ma tanto sudore e sangue innocente e succhiano, succhiano ed ancora succhiano...-
Tutto, purtroppo, come prima, più di prima, ripetendo la solita commedia al popolo, sarà ancora ed ancora dall’Alta Casta del Potere Italiano, tutto consumato in un’orrida sinfonia di suoni liquidi, sibili di gola, rutti, peti, bave e risucchi bavosi. Alla fine nulla rimaneva, nulla rimane e nulla rimarrà (ieri, oggi e domani pure…), eccetto tanta sporcizia fetida dappertutto e cose e cosine innominabili dal troppo fetore schifoso nauseabondo …-
E così questi “Gran …” continuano imperterriti a fottersi l’Italia.
"Chill'è ‘nu Dio 'e strunz, haje voglie a jettà rum, ‘nu strunz nun addeventa maje babbà…!” E ce ne stanno tantissimi 'e strunz e 'a situazione nu pò cagnà mai se resta a galla anche un solo stronzo...- Vanno eliminati. Punto e basta.
...Eee..., non ricordo bene..., chi ride d’ ‘o mmale ‘e ll’ate, ‘o ssujo sta sempe arret’ ‘a porta!”.
Ehi, Cicerineee, caput governi-culo italiota!!! Hai inteso il concettino??? Lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima puttaaaaa…- Come le vaccarelle a fianco dai larghi squarci…; ce n’erano prima e ce ne sono anche adesso. E poi come contorno un letto in cui si sdraiano nei talk show i soliti opinionisti del c…., come Muchino Muchetto e tanti altri suoi simili…; chi s’incazza, chi si scazza, chi sorride da ebete; chi fa le movenze con le dita, ecc., ecc.- Che spettacolo ragazzi!
'A capa ru pesce? O 'a cora ru pesce? Il solito dilemma del povero cristo tartassato, dilaniato e dissanguato...-
Per me tutt'e due puzzano..., 'a capa e 'a cora...- Per non parlare poi di quello squarcio sempre in vista al suo fianco; quello lì, anzi quella lì fa proprio schifo alla stessa schifezza.
Cicerinella sta sempe llà e 'a vacca soia stà sempe llà e i gran burattinai tirano, come sempre hanno fatto anche in passato con altri ciceri e altre vacche, i soliti fili...-
E poi, dulcis in fundo, ci sono sempre quelli che imboccano con altre cazzate e fesserie il popolo, tenendolo impegnato e con la mente ingarbugliata.
Da che munno è munno, niente cagna e niente è mai cagnato. La Storia si ripete sempre nelle schifezze, ignorando le poche cose buone.
Cazzate e Fesserie si sono talmente attorcigliate tra di loro che nulla si capisce dell'uno e dell'altra, in un'amorfità ed in un’amoralità che peggiora sempre.
La stupidità umana (meglio dire disumana) è infinita e la Verità purtroppo sta ancora in fondo al pozzo, malgrado lo sforzo immane di tanti che operano continuamente con la speranza di farla riemergere.
Purtroppo solo quisquilie, solo e soltanto quisquilie che la Possente Macchina del Fango fa precipitare sistematicamente in fondo a quel solito pozzo.
Fortunatamente alcuni resistono al vento degli uragani e continuano più forti ed orgogliosi di prima l’opera di sensibilizzazione delle masse.
Ci vorrà ancora tanto tempo; ci saranno molte altre magagne da risolvere; la via da percorrere sarà irta, accidentata, piena di buche ed ostacoli, ma alla fine, ne sono più che certo, i risultati saranno eclatanti ed onorevoli.
Logico che è molto facile immaginare un mondo migliore, ma tutto dipende dalla nostra tenacia, dal nostro coraggio, dal nostro convincimento, dalla nostra volontà e dalle nostre capacità, ognuno secondo la propria unicità, simile alla sincronizzazione perfetta ed efficiente di un ipotetico grande motore funzionante al 100%, in cui ogni meccanismo, ogni organo svolge la sua funzione integrandosi con tutti gli altri.

“Chi ha veramente intenzione d’intendere, ha già inteso!”

Come sempre, termino questa mia riflessiva dissertazione, augurandovi buona lettura…-

Alla prossima! –

___oOo___

Mercoledì, 24 febbraio 2016

LO SCHIAVISMO DEL SUD ITALIA DAL 1861…
CONTINUA
CON UN ACCANIMENTO FORSENNATO

Si parla, si chiacchiera, si discute e si commenta “a vanvera” sempre di Europa, unione europea, problemi europei, crisi europea e così via dicendo con tutte quelle obbrobriose e contraddittorie complicanze varie, peraltro mai risolte fattivamente e mai, dico mai si affrontano i veri problemi di “casa nostra”, a partire da quell’endemica e gravissima disgregazione italiana che da quel fatidico 1861 è andata sempre più peggiorando, arrivando oggi, anche se con modalità alquanto diverse da allora, ad un parossismo caotico inconcepibile ed inspiegabile, con punte di estrema follia, falsificando sino alla noia anche ciò che è stato già ampiamente falsificato, con l’unico e solo scopo demoniaco e perverso di affossare sempre più il Meridione in una condizione di sottomissione e sudditanza verso il Nord.
Lo stillicidio continuo nelle menti dei meridionali parte dalla più tenera età con l’imposizione sistematica dello studio di quella falsa storiografia ufficiale che si basa sulla menzogna e su un razzismo abietto e mefistofelico.
Il dominio nordico e la forsennata pretesa di portare il SUD in uno stato pietoso, servile e improduttivo è talmente evidente che non c’è bisogno di dubitarne.
Lo scopo di quell’odiosa “cricca” savoiarda-nordista è rimasto sempre lo stesso da quel lontano 1861 infangando ed infamando il SUD con la loro sempre attiva “Macchina del Fango”.
Oggi, poi, a tutto questo maledetto scempio s’è aggiunta un’altra dolorosa piaga sempre e solo a sfavore del SUD, già più volte martoriato, depredato e dilaniato e cioè quella specie di “nazismo” nordeuropeo sorto da quell’istituzione funesta della presunta Unione Europea che vuole schiavizzare, colonizzare i Paesi del Sud Europa ed a farne le spese è sempre il SUD Italia. Nazismo politico-finanziario nordeuropeo come la cricca savoiarda-piemontese. Similis cum Similibus.
Basta constatare l’enorme e a volte irreversibile scempio subito da tanti e tanti luoghi meridionali cambiati da zone paradisiache nel periodo borbonico a zone infernali nel periodo attuale.
Di esempi se ne possono fare tantissimi e la situazione non accenna a migliorare, anzi peggiora sempre più con conseguenze disastrose facilmente immaginabili e constatabili in loco.
Ad esempio basta notare in che stato pietoso sono stati ridotti i famosi e fertilissimi (un tempo…) terreni tufacei e cineritici vesuviani, come anche le zone dei “Campi Flegrei” e quelle più interne delle cosiddette antiche “Nubi Ardenti” di Roccamonfina, tutte zone un tempo altamente fruttifere e produttive, mentre oggi rimangono sempre più impregnate ed inquinate da una varietà incredibile di veleni, scorie, rifiuti e sostanze chimiche…; insomma un mix altamente letale per qualsiasi essere vivente, vegetale, animale ed umano…-
UMANO”??? – NOOO!!! Questi figuri nauseabondi provenianti dal NORD che provocano tale macello nel SUD non hanno proprio nulla di “umano”. Per me sono solo e soltanto dei MACELLAI!!!
Il danno che dal 1861 (ricorre sempre quella fatidica data) ad oggi è talmente enorme, ripetitivo e continuativo che non è possibile quantificarlo e farne una stima esatta…; si arriverebbe a cifre colossali in continua ascesa esponenziale. E’ come un elementare concetto geometrico: una specie di semiretta che si sa dove inizia, ma purtroppo non si sa dove e quando termina…-
La gente si reca spesso, com’è sua abitudine da tanto tempo…, ai mercatini locali sperando di trovare e comprare verdure o altre derrate agricole genuine, naturali e a basso prezzo.
Purtroppo anche lì la disillusione è tanta, in quanto ormai quasi la maggior parte dei terreni è contaminata da una totale saturazione di veleni di ogni specie, che si espande inesorabilmente, a 360° anche ai terreni vicini, avvelenando terre, acqua, aria e, per conseguente effetto ciclico, anche vegetali, animali ed uomo compreso, che è poi, quest’ultimo, il vero e solo responsabile della tragica situazione attuale.
Si sente spesso dire di bocca in bocca: “Non voglio quei broccoli, quelle melenzane, rape, cavoli, peperoni, cappucce, zucchine, ecc., ecc. perché provengono sicuramente dalla “TERRA DEI FUOCHI”!” –
La notizia viene enunciata a grandi titoli nei mass media, nei talk show, nel web, nelle maggiori testate giornalistiche, ecc., ecc. e si trasmette, corre e contagia tutti, inondando ancora di più, con altro fango letale, questa volta di tipo verbale diffamatorio, il povero SUD, addossando sempre e soltanto a lui tutte le colpe di tale enorme scempio, che in realtà è provocato invece sempre dalla solita CRICCA DEI MACELLAI NORDISTI, quegli stessi macellai che hanno invaso il SUD a partire dal 1860 e che lo hanno trasformato da Paradiso ad Inferno.
COSE DA PAZZI!!! COSE DI STRAORDINARIA FOLLIA!!! –
Ma ci rendiamo realmente conto una buona volta in che criticissima situazione siamo finiti? –
E lo voglio ripetere ancora: “I fetentoni nordisti, chella vranca ‘e fetiente, passata, presente e futura, hanno scolpito nella loro testolina di m…, sin dal 1861, un unico e solo concetto malefico e cioè quel meschino scopo losco e inumano di SCHIAVIZZARE IL SUD!” -
A tal proposito riporto alcuni significativi versi scritti dal nostro bravo cantautore EDDY NAPOLI nella sua bellissima canzone “MALAUNITA’”:
“Te sì pigliato certezze e speranze
e ‘nce dato sulo miseria e ‘nguranza,
po’ ‘nce lassato ‘na granda zavorra:
‘ndrangheta mafia munnezza e camorra.”
E mi spiego cercando di far entrare la nozione nella “coccia” durissima di alcuni scettici, stupidi, servili e lecchini (“Il peggior sordo è colui che non vuol sentire!”):
“Ehi tu! Sì, dico proprio a te apatico sudista che giri la faccia dall’altra parte e fai finta di non capire; guarda che tale discussione interessa soprattutto te. Quando da Napoli arrivi a Caserta e percorri il mastodontico Vialone Carlo III, hai mai notato un particolare sconvolgente ed illogico in cui la stazione ferroviaria blocca quasi completamente la visione e l’entrata a Palazzo Reale? Non noti lo scempio fanatico e brutale che ha subito e che subisce ancora la famosissima Reggia di Carditello? Non ti accorgi dei danni enormi causati dalla CRICCA NORDISTA alle tante antiche e famose aziende agricole meridionali, tra le quali quelle casearie, della squisita mozzarella di bufala, della famosa pasta di Gragnano, dei succulenti pomodori San Marzano, dei limoni di Sorrento, delle olive pugliesi, delle arance siciliane (i famosi tarocchi), delle mele annurca, ecc., ecc., ecc.??? O tu stupidello, leggi sulle etichette di vari prodotti alimentari che i padroni assoluti di quelle fabbrichette sudiste sono del NORD Italia in cui vengono introidati in continuazione soldi e soldi rendendo sempre più povera la produzione del SUD. Dal NORD parte ad esempio la produzione e la vendita in tutto il mondo della mozzarella di bufala campana messa in speciali contenitori conservativi (secondo loro) inventati, guarda un po’, sempre dai nordisti. Che vergognosa e contraddittoria obbrobriosità…; è davvero incredibile e mostruoso ciò che accade sotto i nostri occhi stanchi di meridionali; quei delinquenti nordisti si son rubati anche i nostri più rinomati marchi, come pure si sono impadroniti della nostra famosissima pizza, definendola addirittura di proprietà esclusiva nordista. Insomma…, che c’è rimasto? Niente!
O tu, sì, dico sempre a te, ignorantello sudista, non ti sei mai domandato perché gli esponenti della cosiddetta “comunità europea”, d’accordo con i nostri stronzetti nordisti, hanno nel passato e anche oggi imposto e obbligato gli agricoltori sudisti a non produrre pomodori o altri prodotti agricoli più del previsto dagli stati europei? O tu sciacallo e tapino…, non hai mai letto o visto in TV lo scarico di parecchie tonnellate di pomodori o altri prodotti della terra schiacciati da potenti pale meccaniche? –
E ancora: “Sei o non sei a conoscenza dell’abbattimento forsennato e inconcepibile di tantissime piante d’ulivo in tutto il SUD Italia e soprattutto in Puglia? Hai sentito o non hai sentito la vergognosa notizia che è assolutamente proibito produrre cioccolata con vero cacao puro, ma di dover utilizzare solo e soltanto prodotti chimici?” –
Dopo tutta questa carrellata di notizie da voltastomaco, ma purtroppo diabolicamente veritiere, che rappresentano solo la punta dell’iceberg, solo una goccia dell’immenso mare della schifosissima truffa ed infamia che dal 1861 prosegue senza sosta anche oggi, ti è finalmente chiaro il malefico scopo dei nordisti? Credo di sì!
E che diamine…; è talmente chiaro il concetto che non c’è, credo, alcun bisogno di ripetizione. L’idea diabolica e sempre quella di SCHIAVIZZARE il più possibile, con uno stillicidio continuo nelle loro menti, tutti i meridionali sin dalla loro nascita e fino alla loro morte, in modo da renderli come zombie, morti viventi a servizio completo dei padroni nordisti con licenza di far di lor ciò che vogliono.
Sempre a proposito di “Schiavismo” voglio citare, anche se in maniera molto sintetica, in quanto la discussione è ancora aperta ed è piena di ombre, misteri, dubbi e casi irrisolti, la questione dei sei milioni di ebrei fatti trucidare da Hitler e la successiva deliberazione delle Banche Svizzere a versare ai superstiti ebrei solo una minima parte dell’ingente somma di danaro a loro spettante.
Ma cerchiamo di andare un pò con ordine con un certo filo logico, con poche parole semplici e comprensibili da tutti.
Poi ognuno può trarne le conclusioni, aggiungendo nuove notizie o correggendo ciò che espongo.
Allora, alla fine della prima guerra mondiale, la Germania attraversava una grave crisi economica e non riusciva a sbloccare il credito bancario e finanziario degli stessi istituti tedeschi, controllati dalla potentissima Lobby Ebraica, un po’ come accade oggi in Italia ed in tutti i Paesi del mondo. (Potentati bancari – finanziari mondiali)
Hitler, purtroppo, se la prese anche con gente indifesa ed assolutamente innocente, ma la motivazione principale dello sterminio dei circa sei milioni di ebrei, in cui subirono la stessa tragica sorte anche gente di altri popoli, fu esclusivamente di carattere economico – finanziario.. La stessa cosa avvenne nella Russia di Lenin e Stalin, ma siccome la Storia è scritta sempre dai Vincitori, tutto è stato messo a tacere con le buone e soprattutto con le cattive maniere come anche in Italia, di cui sarebbe troppo lungo a questo punto elencarne tutti i particolari agghiaccianti (Similis cum Similibus)-
Allora, tornando alla Germania nazista, gli scaltri ebrei proprietari delle banche tedesche, avendo sentore che l’aria stava cambiando, si affrettarono a depositare tutti i loro averi, soldi, oro, ecc., ecc. nelle solide banche svizzere, famose in tutto il mondo per la loro neutralità e soprattutto per la loro sicurezza finanziaria. Tutti siamo purtroppo a conoscenza del tremendo eccidio di milioni di ebrei operati dalle orde nazista hitleriane. Nel dopoguerra la Svizzera neutrale si arricchì in maniera esorbitante con gli ingenti depositi ebraici, facendo finta che non c’erano superstiti dai campi di sterminio. Poi la questione è venuta ingarbugliandosi con l’apparizione di alcune famiglie ebraiche che hanno preteso giustamente con forza la restituzione immediata dei loro averi dalle banche svizzere con l’appoggio dei governi e servizi di intelligence americani ed inglesi.
Malgrado tutto ciò ed in mancanza di adeguate documentazioni, la Svizzera ha elargito, sembra, solo una minima parte dell’ingente somma di danaro ai superstiti ebrei e tutto è stato messo, come sempre capita, a tacere. (Similis cum Similibus).
Insomma, l’INGIUSTZIA RAZZIALE MONDIALE E LO SCHIAVISMO INTERNAZIONALE colpisce sempre e solo gli innocenti e gli indifesi.
Oggi, il Nord Europa ed il Nord Italia vuole applicare lo stesso schiavismo verso le popolazioni innocenti del SUD.
A proposito della nefandezza estrema della classe politica italiana che si è succeduta dal ‘48 ad oggi, voglio ricordare un vergognoso fatto “italiano” riportato in TV, tanti anni fa.
I Reduci Delusi
La stragrande maggioranza dei prigionieri italiani della Guerra “40 - “45 trasportati negli Stati Uniti, accettò di lavorare per il Governo americano. Parte del Salario, spettante ad ognuno di essi, fu dato direttamente a loro; l'altra parte, invece, fu accantonata e depositata nella Banca Americana per essere poi, dopo la guerra, inviata in Italia alle rispettive famiglie dei prigionieri.
Negli anni “50 - “60 vennero in Italia dei rappresentanti americani che consegnarono ad alcuni grossi politici italiani, come si è visto per televisione (Rai), uno chèque di molti milioni di dollari, da distribuire alle famiglie dei prigionieri italiani in America, unitamente ad un registro in cui venivano elencati tutti i prigionieri. Ebbene, quei soldi non sono mai entrati in alcuna tasca di quelle persone.
La domanda sorge spontanea: “Dove sono andati a finire quei soldi?” - Nessuno lo sa! -
Chi non crede a quanto ho testé detto può benissimo chiedere alla Rai la registrazione della trasmissione in cui si evidenziava l'efferato furto, perpetrato dai nostri cari e potenti politici italiani di quella epoca, a danno di onesti cittadini del nostro Paese.
Vergogna! Vergogna! Vergogna!
Ladri! Ladri! Ladri! Centomila volte Ladri!
Ci chiamano spesso “borbonici” quegli schifosi delinquenti truffatori nordisti, credendo di offenderci con quel loro sorrisetto denigratorio, in riferimento al dispregiativo significato del termine “borbonico”, da loro stessi inserito con innegabile arte diffamatoria in tutti i testi classici, scolastici, universitari,, enciclopedie, dizionari, ecc. –
Borbonico = retrogrado, reazionario, retrivo, antiquato, incapace, ecc., ecc.-
Questa è una colossale balla cosmica; è una fesseria gigantesca, in quanto considerando anche superficialmente con qualche piccolo esempio quel magnifico periodo dei Re Borbone nel SUD Italia “Regno delle Due Sicilie”, ci si accorge subito della grande ricchezza, eccellente governo, perfetta organizzazione ed enorme benessere per tutto il popolo meridionale napoletano, duosiciliano borbonico di quell’epoca.
In realtà, additandoci con l’appellativo “borbonico”, quei cretinetti ignoranti nordisti, ottengono l’esatto effetto contrario del loro scopo malefico e perverso di infangare il SUD e cioè quello di far nascere ed incentivare sempre più in tutti noi veri meridionali il dubbio, la curiosità e lo studio sistematico del glorioso periodo borbonico per conoscere tutta la VERITA’ SACROSANTA dei nostri veri PADRI, EROI E MARTIRI e il convincimento che tutta la storiografia ufficiale della presunta storia risorgimentale dell’Unità Italiana è completamente inventata e falsata sotto tutti i punti di vista.
Devo perciò affermare, a pieno orgoglio, che borbonici, nel vero e nobile senso del termine, ne siamo in tanti, ma ne saremo ancora molto di più, attraverso la continua opera di sensibilizzazione delle masse attuata sapientemente da autorevoli esponenti neoborbonici meridionali, fino al raggiungimento completo di tutta la gente del SUD.
Mi ritornano in mente tre grandi personaggi del passato, ognuno con la propria caratteristica storia.
Bertolt Brecht: “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente!”-
Carmine Crocco (per me un vero eroe, come tutti i cosiddetti briganti di quell’epoca):
“Sappiate che per noi nessun scrittore spreca inchiostro e carta. I nostri malanni, la nostra miseria, gli abusi, l’ingiustizia che ci fanno nessuno la scrive, mentre sono chiamati sommi scrittori quelli che ci dispregiano chiamandoci plebaglia miserabile!” –
Ferdinando Russo di cui voglio riportare alcuni suoi versi della commovente e travolgente lirica ('O surdato 'e Gaeta), scritta nel suo dialetto originario.
XXVI.
Tutte, cu 'e piette nnanza, àute e ntufate,
salvaino 'a Patria, e 'a Libbertà venette.
'E cammurriste fuino accarezzate,
e mariuncielle avetteno 'e cunfiette...
E nui, maltrattate e suspettate,
cu 'annore nfaccia e cu 'e fferite mpiette,
nui suppurtaimo, nfra delure e schiante,
'e malefiggie nire 'e tuttuquante!

VIVA IL REGNO DELLE DUE SICILIE!!!
VIVA LA REAL CASA DI BORBONE!!!
IERI, OGGI E DOMANI!!!

E, come in ogni paragrafo, termino con la mia solita considerazione riflessiva, variandola a volte secondo le condizioni del momento:
“Chi ha veramente volontà d’intendere, non ha mai bisogno di una voluminosa e complessa enciclopedia, ma con poche parole assennate, ha già inteso tutto!” –

ALLA PROSSIMA! –

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Sabato, 30 gennaio 2016

“AI MEDICI L’ARDUA MIA SENTENZA!”
(DALL’ESPERIENZA PERSONALE PATITA E SOFFERTA, NON ACCUSO NESSUNO, PERCHE’ NON SONO UN MEDICO. RACCONTO I FATTI!)

Ogni giorno si apprendono dai mass media sconcertanti notizie di malasanità italiana. Gli errori in medicina pare, infatti, producano più decessi degli stessi incidenti stradali. Ed i dati non accennano a diminuire.
Roba da rimanere allibiti, da non crederci…; eppure è tutto vero. Si stima che siano più di 90 i morti al giorno (sì…, “90 al giorno”, avete letto bene) in Italia per gravi errori medici: dallo scambio di farmaci alle trasfusioni con sangue infetto; dai dosaggi errati alle colossali sviste in sala operatoria…, ecc., ecc.; i casi di malasanità italiana sono tantissimi ed è impossibile citarli tutti.
Mi limito solo nel riportare/aggiornare l’inconcepibile lunghissima lista di oggetti dimenticati addirittura nel corpo dei pazienti durante interventi chirurgici: garze, bisturi, forbici, pinze, spugne, tubi, ecc., ecc. –
Ditemi un po’ voi se è possibile ancora poter giustificare o peggio perdonare, anche in minima parte, un tale colossale scempio nel campo sanitario italiano. Per me questa putrida e sozza malasanità è assolutamente imperdonabile, ingiustificabile ed illogica in tutti i sensi… e, per questo motivo, dev’essere punita severamente.
Allora, dopo questa mia sintetica prefazione iniziale, racconto alcune mie tristi vicissitudini personali in età giovanile e quelle di alcuni sfortunati miei compaesani.
All’età di anni 6 (1929), mi punsi al piede destro su una pianta di prugne selvatiche.
Non me ne curai e quando tornai a casa mia madre, nel vedere tanto sangue raggrumato alla caviglia del mio piede destro, mi rimproverò e punì duramente, ma subito mi lavò con estrema cura tutta la gamba, disinfettandola poi con l’alcool.
Purtroppo l’infezione andò avanti e la mia gamba divenne come una specie d’anguria grossolana.
La febbre raggiunse i 40° e più.
Vennero a casa mia alcuni “medici” della zona.
Dopo una lunga e snervante discussione tra di loro, decisero alla fine di operarmi per far uscire il “pus”.
Tagli a sinistra, tagli a destra, tagli sopra, sotto, ecc., ecc. il sangue usciva sempre puro (rosso limpido).
Poi a furia di provare, riprovare ancora ed ancora con altri tagli a manca, a destra ed in altre parti della gamba, finalmente i “dottori” riuscirono “per puro caso” ad indovinare il punto giusto dove effettuare il taglio e il “pus” schizzò fuori.
Dopo circa un mese la gamba sembrava perfettamente guarita.
Dico e ripeto “sembrava”, in quanto disgraziatamente l’infezione ed il “pus” erano ancora lì ed infatti ogni anno nel mese di luglio ed agosto uscivano sulla mia gamba dei grossi bubboni duri che poi scoppiavano e fuoriusciva sangue con il solito pus.
Purtroppo tale “scalogna nera” si ripeteva sempre nello stesso identico modo ogni anno per circa 10 lunghi anni. Lascio immaginare le atroci sofferenze che pativo nel fisico ed anche nel morale.
Allora mia madre decise di condurmi allo studio del dott. Don Peppino Mone (farmacista a Caiazzo).
Don Peppino esclamò: “I medici del primo intervento hanno tagliato, fatto uscire il pus e poi hanno chiuso la ferita e la gamba in quel momento sembrava guarita, ma l’infezione rimaneva ancora lì. Bisogna ora tenere aperta la ferita per più di 15/20 giorni in modo che tutti i batteri vadano via!” –
Tutto andò bene e la mia gamba guarì del tutto.
In conclusione, da allora (anni ‘30) ad oggi (2016) la mia gamba è stata sempre perfettamente sana; l’infezione è stata eliminata e non sono mai più usciti, grazie al bravo don Peppino, quei dolorosi e fastidiosi grossi bubboni duri che ogni anno mi facevano passare le pene dell’inferno. Rimangono però anche adesso (ho 93 anni) le cicatrici di quei dissennati tagli effettuati da quei “dottori”.
Questo mio personale caso di malasanità mi riporta alla mente “Le avventure di Pinocchio – Storia di un burattino” di Carlo Collodi e precisamente il caratteristico e significativo episodio (capitolo sedicesimo) di “Pinocchio e i tre dottori: il Corvo, la Civetta ed il Grillo parlante” –
Anche oggi in questa ridicola italietta di m… assistiamo troppo spesso a noiosissime e buffonesche conferenze di grotteschi e pomposi “professoroni”, “dottoroni”, ecc., ecc., che in realtà riescono ad esporre solo e soltanto la loro enorme ignoranza ed incompetenza in materia, emanando lunghe e contorte teorie del tutto errate, dannose, inconcludenti e contraddittorie.
Passiamo adesso all’età di anni 19 (anno 1942).
Tornato da un servizio militare non dovuto, mi ammalai gravemente di Tifo, Paratifo, Pleurite e Bronco-Polmonite.
I famosi “medici”, i soliti “dottoroni del c…” della zona mi diagnosticarono “Febbre Malarica”.
Mio padre che aveva sofferto da giovane “La Spagnola” e la Polmonite, non se ne stette del giudizio dei medici locali.
Accompagnando col calesse della società Cirio, per ordine del direttore dell’Azienda, il dott. Campanella di S. Maria C. V., pregò detto medico di effettuare una visita al sottoscritto.
Il dott. Campanella, rivolto a mia madre, esclamò: “Signora, non si preoccupi, stiamo già al settimo giorno di tifo!” –
Dopo 15 – 16 giorni mi sfebbrai. Ero guarito. Durante la malattia prendevo solo un po’ di latte caldo e mia madre mi cambiava ogni ora la maglia intima satura di sudore.
Al diciassettesimo giorno venne il medico curante e si congratulò con i miei genitori della mia guarigione.
Alla domanda di mia madre: “Dottore, va solo stitico di corpo! Che mi consigliate di fare?” giunse subito la risposta: “Dategli una purga di olio di ricino!” –
Per mia fortuna ne presi di quell’orribile bevanda un solo cucchiaio, altrimenti non starei di certo qui a raccontar delle mie sventure…-
Da quel fatidico momento andai subito in Coma Profondo e stetti in quel terrificante stato traumatico tra la vita e la morte dal primo dicembre martedì del 1942 al mattino dell’Epifania 6 gennaio mercoledì del 1943.
Ebbi una seconda visita del medico dott. Campanella che si meravigliò molto della totale incompetenza del medico curante e poi aggiunse: “La purga agisce come la pompa che gonfia la camera d’aria di una ruota di bicicletta dilatandola all’eccesso. Nell’intestino di vostro figlio si sono formate delle crosticine di tifo. Dilatandosi le viscere in modo abnorme c’era pericolo di rottura delle crosticine e quindi sarebbe sopraggiunta l’inevitabile “PERITONITE”! Ringraziate mille volte Dio, la Madonna, tutti i Santi ed anche il fisico temprato di vostro figlio se ciò non è avvenuto. E’ proprio ignorante questo mio collega!” –
Proseguiamo adesso nel raccontarvi un’altra mia storia di malasanità.
All’età di anni 30 mi sottoposi ad un’esame radiografico e mi fu diagnosticato “Gozzo alla Gola”.
Alla mia domanda: “Dottore, ma io al collo o alla gola non ho nessun gozzo, nessuna sporgenza!”, il medico rispose: “No! Il gozzo o meglio la tiroide malata sta all’interno e quindi vi dovete subito operare!” –
Non me ne stetti e mi recai all’Empas di Caserta ove mi feci visitare da un giovane medico. Questi, leggendo tutte le ricette ed analizzando la radiografia, esclamò: “Voi il gozzo ce l’avete fin dalla nascita ed io, per coscienza, non vi prescrivo nessuna ricetta, nessuna medicina, nessun esame e logicamente nessun intervento chirurgico. Se lo andiamo a stuzzicare, potrebbe provocarvi gravi danni e quindi è molto meglio non fare nulla!” –
Ebbene, da allora son passati ben 63 anni (ne ho attualmente 93) e il gozzo non mi ha mai dato alcun fastidio.
Racconterò adesso ciò che è capitato a mia moglie.
Trent’anni orsono le doleva il ginocchio. Consigliata da alcune persone, ci recammo a Preturo, poco distante dall’Aquila. L’operazione chirurgica (Protesi al ginocchio) andò alquanto bene, però le particolari sostanze anestetiche che le somministrarono (anestesia esagerata) le provocarono la rottura di capillari nel cervello e da allora mia moglie con la testa non ci sta proprio più, completamente diversa da com’era prima: precisa, ordinata e diligente.
Poi in seguito, colpa anche di una terapia post operatoria errata e molto superficiale, cadde e si ruppe sfortunatamente il femore della stessa gamba operata di protesi al ginocchio.
Alla clinica San Luca l’operarono in un modo assurdo ed illogico bucando in vari punti la gamba con dei ferri antiquati, (direi “da macelleria”) e, cosa ancora più grave, non le fecero la dovuta terapia di riabilitazione. A guardare quegli orrendi ferri, conservati in una scatola, mi sento io male e quasi svengo dal troppo malessere frammisto a rabbia.
Insomma fu tutto un macello; la gamba, il ginocchio, l’articolazione, i nervi, i muscoli furono tutti lesi in maniera irreversibile e da allora immaginatevi i tormenti, la delusione ed il malessere fisico e morale per poter effettuare, dietro costante aiuto, anche un semplicissimo movimento di trascinamento.
Continuando a parlare di mia moglie, voglio nuovamente ripetere (repetita iuvant soprattutto per le teste di c…) ciò che ho in precedenza esposto in altri miei scritti (18 aprile 2015) di questo sito web, sempre a proposito dei vergognosi casi di malasanità italiana.
Per la cura della tiroide di mia moglie, mi fu consigliato un emerito rinomato endocrinologo, “gran professorone” dell’Università di Napoli, un certo D’Al…-
Per circa un anno, ogni mese dovevo condurre mia moglie per la visita di controllo nel suo studio medico e le medicine, quelle maledettissime MEDICINE erano…, non ricordo bene: il TAPAZOLE, IL BROMAZOLO E L’EUTIROX.
Un giorno, per curiosità, anzi direi proprio “per fortuna”, mi ripassai le analisi del sangue di mia moglie. I globuli rossi da 5 milioni/mmcubo erano scesi subito sotto i 3 milioni/mmcubo.
Mi allarmai molto e pensai alla LEUCEMIA.
Chiesi a quel grande emerito str. “PROFESSORONE DEL C…” il motivo di quell’improvviso calo e per risposta (UDITE! UDITE!):
Eh! Non è ancora suonata la campana!”-
Internamente mi sentivo ribollire il sangue dalla rabbia, (come le correnti magmatiche del sottosuolo terrestre) e l’avrei preso a schiaffi o avrei fatto di molto, molto peggio.
Ingoiai amaramente l’ipocrita, mostruosa e schifosa risposta e non misi più piede in quel suo lurido studio medico.
Arraffai alla rinfusa e senza alcun ordine tutte, proprio tutte quelle odiosissime medicine e le gettai via nell’immondizia.
Per fortuna mia moglie, che era arrivata ormai ad un punto critico per colpa di quel miserabile “DOTTORONE DEL C…", piano, piano, un po’ alla volta, senza alcun medicinale, senza alcuna terapia e soprattutto senza sprecare altro inutile danaro, si ristabilì del tutto.
Anche in passato succedevano negli ospedali, cliniche, studi medici pubblici e privati fattacci da far raccapricciare la pelle, ma oggi la MALASANITA’, ha superato ogni limite di decenza morale, professionale, ecc., ecc.-
Tra politici, ospedalieri, dirigenti, specialisti, infermieri, ecc. persiste da tanto, troppo tempo un andazzo sempre più incontrollato, schifoso e menefreghista in cui si pensa solo al vile danaro, ai documenti, al posto, allo scambio di favori, ecc., -
Il paziente, il povero cristo malato viene considerato non come un essere umano da dover curare, controllare, visitare e guarire, ma come un qualcosa di poco conto, insignificante, di cui poter disporre a proprio piacimento e vantaggio con l’unico e solo scopo di fare soldi, soldi e sempre più soldi.
Logicamente in tutto questo marasma, in  tutto questo putiferio sanitario le vittime sono tutti quelli che, in un modo o in un altro, entrano nelle grinfie di questi mascalzoni.
Accuso i medici che prendono troppo alla leggera e molto superficialmente l’ammalato, considerandolo un oggetto da spremere fino all’osso e poi da gettare via…-
Accuso il governo che, viziato com’è nel suo lussurioso MAGNA-MAGNA, fa lo gnorri, fa finta di non sapere, non vedere, non sentire, non… ed intanto continuano a giocare sulla vita dei cittadini sballottandoseli come le biglie del biliardo.
Circa trent’anni orsono io e mia moglie battezzammo il figlio della comare Gioacchino (nome del marito).
Alcuni anni dopo, il compare Gioacchino, uomo particolarmente buono, onesto e padre esemplare, lavorava in Fagianeria alla tenuta Cirio.
Si ammalò allo stomaco e fu operato all’ospedale di C…-
Avvertendo di continuo fortissimi dolori, dopo circa un mese gli fu riscontrata la presenza nel suo stomaco addirittura di un bisturi dimenticato dall’equipe medica che l’aveva in precedenza operato.
Cose dell’altro mondo…; cose che a sentirle sembrano incredibili, delle fiabe, delle canzonette, delle notizie inventate.
Purtroppo è tutto vero, è tutto reale, ma la cosa che ti fa più male è che i responsabili non pagano mai ed i casi di oggetti dimenticati nel corpo dei pazienti durante interventi chirurgici sono innumerevoli ed aumentano in maniera incontrollabile.
Tornando al caso precedente, il compare Gioacchino fu operato nuovamente allo stomaco, fu tolto il bisturi “dimenticato” e, per fortuna, tutto andò bene.
Ed i responsabili che fine fecero?
Ed ecco un altro obbrobrio prettamente all’italiana.
La famosa equipe medica (io la chiamerei equipe da macellum) non subì neppure, dico e ripeto neppure un semplicissimo richiamo, un avvertimento, un’ammonizione,… nulla di nulla e tutto finì come sempre capita in questa “schifosissima Italia” a tarallucci e vino.
Logicamente nessun risarcimento al povero compare per i danni subiti in sala operatoria.
Povero e caro compare Gioacchino.
A lui, per fortuna, nonostante quei lancinanti dolori provocati dal bisturi nel suo stomaco, la cosa s’è risolta bene.
Per tanti altri poveri cristi, invece, il calvario è continuo fino al decesso tra atroci tormenti.
E tutto questo per colpa di quella SOZZA MALASANITA’ ITALIANA che continua a mietere più vittime degli stessi incidenti stradali.
A questo punto, sempre rimanendo nel campo degli errori sanitari, mi viene voglia di fare una riflessione:
“Sono credibili o non sono credibili i consigli, le diete, le cure, le medicine, ecc. prescritte al cliente da quei cosiddetti santoni medici definiti “DIETOLOGI” tanto apprezzati ed osannati nell’era attuale in tutta l’opinione pubblica?” –
Io ci credo poco, anzi non sono per nulla d’accordo con tutte quelle castronerie che questi emeriti ciarlatani continuano ad esporre ed a promettere ai poveri illusi pazienti.
Essi promettono guarigioni veloci e diete “miracolose” pubblicizzando e vendendo sostanze, farmaci, diete, integratori alimentari ed altre schifezze simili, quasi sempre di origine chimica…, che alla fine si dimostrano assolutamente inutili e a volte dannose per l’organismo con effetti controproducenti.
Questo scetticismo è basato sulle mie esperienze di vita.
Arrivo al dunque, raccontando analiticamente gli alimenti della mia giovinezza.
Figlio di agricoltori, non ci potevamo permettere in quei tristi tempi (’30 – ’40) di comprare cibi costosi e farmaci ricostituenti.
Avevamo una mucca da latte (olandese) che ci dava latte a sufficienza per tutta la famiglia e anche per smerciarlo a clienti.
Ogni mattina bevevo una tazza colma di vero buon latte caldo  del tutto genuino e naturale, appena munto dalla nostra cara mucca e poi più tardi facevo colazione con un bel pezzo di formaggio fresco inserito tra due grosse fette di pane (alias sandwich, tipo special toast). Da non confondere con i prodotti di oggi…; la genuinità, il sapore ed il profumo di quei prodotti di un tempo ormai passato erano tutta un’altra cosa. Non esistono più né nei negozi attuali, né nelle case (masserie) di campagna, né nei cosiddetti agriturismo, ecc., ecc.- E’ tutta la natura di oggi che si è purtroppo completamente trasformata in negativo, per colpa della bestia uomo: pesticidi, erbicidi, mangimi chimici, truffe in campo alimentare, mancanza assoluta di ogni specie di controllo, corruzione dilagante e chi più ne sa ne metta.
La mia casa era abbastanza grande, ma non c’era il gabinetto o il bagno. Me ne andavo tutte le mattine nel mio orto fornito di carta o foglie di viti e, dopo i dovuti e necessari escrementi, mi pulivo per bene l’ano.
Ad onor del vero però devo aggiungere che tutte le mattine sentivo nei pressi, anzi all’interno delle natiche uno strano formicolio che mi dava un fastidio enorme. Dalle feci fuoriuscivano tanti vermiciattoli biancastri che vibravano in continuazione e dopo un pò, a contatto con l’aria, morivano.
In seguito la nostra cara mucca da latte olandese fu venduta e i cibi cambiarono. Quel prurito fastidioso all’ano non ci fu mai più.
Voglio scusarmi con il lettore di quanto m’è accaduto e dei modi alquanto schietti e pratici in cui l’ho raccontato, però devo affermare con estrema franchezza che quel modo di vivere e di alimentarmi nei primi anni della mia giovinezza, mi ha giovato molto e temprato nel fisico. Attualmente ho 93 anni ed il mio fisico, nonostante i patimenti della guerra e del periodo post bellico, rimane ancora in perfetta forma. Faccio ginnastica ogni mattina e compio circa mille pedalate sulla mia cyclette.
“A buon intenditor, poche parole!” –
Un attimo di pazienza, ancora un attimo d’attenzione; vi prego carissimi lettori di non andare via in quanto m’è sopraggiunta come un flash nella mente un’altra rimembranza delle mie vicissitudini in età giovanile, sempre inerente al tema di questo paragrafo “Malasanità italiana”.
Nel periodo (’50 – ’60) del prof. “Celent… Rend…” furono convocati nella sua Clinica parecchi suoi colleghi della zona ai quali fu detto:
“Facciamo la Società; io verso il 51% delle azioni e voi la restante parte. Da tener presente che io sarò sempre il vostro Presidente. A fine di ogni anno stileremo il Resoconto finale e faremo la ripartizione degli eventuali guadagni!” –
In quegli anni, nel mio paesello, esisteva una pratica perversa nel prescrivere tantissimi, ma proprio tantissimi interventi di estirpazione delle tonsille, delle adenoidi e moltissime operazioni di appendicite. All’improvviso in quel paesello quasi tutti i suoi abitanti evidenziavano, in base a visite mediche, stranamente gravi problemi a quegli organi.
Logico pensare che sotto, sotto c’era sicuramente qualcosa di losco: il solito Business, il dio Danaro, i facili Guadagni.
Tutto sulla pelle dei poveri cristi.
Mors tua vita mea!” –
“Collega! Mandali qui da me. Per te, come ricompensa, ci sarà un GROSSO, GROSSO PREMIO!” –
In pura “Lengua Napulitana” si dice:
Tu me rai na cosa a me ed io ti dò na cosa a te!” –
In latino: “Do ut des!” –
Dopo molti anni la Società si sciolse in quanto il Presidente, all’insaputa di tutti i soci e senza alcuna convocazione assembleare, si permise incautamente di nominare vicesegretario suo figlio studente universitario con uno stipendio mensile di Lire 1000 di quei tempi (anni ’50 – ’60).
Uno dei soci convocò un’assemblea straordinaria chiedendo al Presidente, a nome di tutti i soci, una chiara motivazione di quell’improvvisa ed illogica nomina a vicesegretario, senza la dovuta approvazione assembleare.
Il Presidente, di scatto ed alquanto alterato, gridò: “Segretario! Liquidatelo e cacciatelo fuori!” –
Da quel fatidico giorno dello scioglimento totale di quella Società, stranamente nel mio paesello non si verificò nessuno di quei particolari interventi chirurgici citati in precedenza. Tutti i cittadini erano improvvisamente guariti del tutto.
Oggi le case farmaceutiche, tramite i propri rappresentanti, danno ai propri rispettivi “clienti m…” una consistente somma di danaro per godersi appieno le vacanze, anche in posti particolarmente esotici e prestigiosi.
Un'altra branca di costoro si danno la voce: “Mandami i tuoi clienti ed io poi…!”-
Allora, mi sorge spontanea un’altra mia considerazione sul corrotto e perverso mondo sanitario attuale.
Tutti sappiamo che quando compriamo qualcosa in un negozio ci viene rilasciato lo scontrino fiscale.
Come mai in tutta Italia, il 99% degli studi medici, di qualsiasi categoria, non rilasciano mai nessun tipo di fattura, ricevuta o scontrino fiscale? –
E non solo…; se tu, paziente qualunque, ti permetti incautamente, ma con ragione di legge, di chiedere il rilascio anche di un semplicissimo scontrino, ti si risponde immantinente ed in maniera secca e categorica: “In questo caso mi devi raddoppiare il mio onorario!” –
Ed allora, concludendo, chi ne paga e ne pagherà sempre le amare conseguenze di quest’ennesima bruttura all’italiana? –
Solo e soltanto il povero cristo costretto a trascinarsi in un orrendo calvario sanitario e portando sulle spalle la pesante croce della Malasanità Italiana.
Ecco le due Categorie: la 1° ricca di beni mobili, immobili e bancari se la gode in tutto e per tutto nei luoghi più esotici e prestigiosi del turismo internazionale; la 2° miserrima, talmente miserrima che è costretta a malapena e con estrema sofferenza a sopravvivere alla giornata nei luoghi più squallidi, poveri e sozzi del mondo.
Ecco, (in estrema sintesi) questa è la situazione criticissima della MALASANITA’ ITALIANA.

E allora io dico: “O Voi Politici! Che c… ci state a fare dal ’48 ad oggi nei Palazzi del Potere, sdraiati ed imbambolati in quelle comode e prestigiose poltrone?” –

Sapite che vve dico: “E vasta, mo’! ‘Ncià facimme cchiù! Ce avite fatto na paposcia tanta! Jatevenne, pe ffavore, jatevenne! Pecché si venimme lloco, quant’è vvero Ddio, ve facimme nu mazzo tanto e po’ ve jttamme ‘nta lutamme, ‘a peggia purcaria ca uno se po’ mmeretà!” –
“Fateci almeno respirare un pò d’aria pura e pirciò, pe ffavore, JATEVENNE!” –

E così termino anche quest’altra mia trattazione riflessiva…-

Chi tene ‘a volontà ‘e ‘ntennere, ha già ‘ntiso;
chi invece è tardo ‘e comprendonio, comme ‘o “ciuccio” che nun vo’ vevere, cape ‘e chiuove tuosto era e cape ‘e chiuove tuosto rimane.

Alla prossima! -


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Sabato, 16 gennaio 2016

“SI ‘O CIUCCIO NUN VO’ VEVERE, HAJE VOGLIA D’’O SISCA’!”
(SE L’ASINO NON VUOLE BERE, PUOI FISCHIARE QUANTO VUOI, NON OTTERRAI MAI NULLA!)

Questa sintomatica locuzione in perfetta “lengua napulitana” è stata da me più volte riportata nei miei pamphlets precedenti, ma la voglio ripetere ancora una volta (repetita iuvant), soprattutto per cercare di farmi intendere da quella massa di “teste dure” che abbondano purtroppo nella nostra società o meglio, continuando in quella colorita, espressiva e simpatica forma mista dialettale della mia tanto amata e desiderata Terra (‘O Masto):
“… justo pe me fa’ ‘ntènnere da ‘e tard’ ‘e cumprendonio e ‘a tutte chelle cape ‘e chiuove che, tuoste, s’ammoccano ancora, fino alla nausea più schifosa, tutt ‘e strummuliate de ‘sti politece faveze, strunze, fetiente, mappenare e…,  che ce stanno ‘nnante ‘e ppalle, ce stanno a fessià e a zuca’ cchiù sanghe ca quibusse…”
Al mio paese si dice:
“E’ mort’ ‘a criatura e nun se ne parla cchiù!”-
Qualcuno, potrebbe giustamente domandarsi:
“Sì! D’accordo! Ma chi c… sono questi luridi figuri, nauseanti mezz’uomini, quaquaraquà, chichirichì, figli ‘e mappenare scauze e…, cont’appriesso…?” –
La risposta è semplicissima, in quanto è sotto gli occhi di tutti:
“Sono quegli svergognati politici (i cosiddetti presunti “Onorevoli”) saliti ai posti più alti del Potere Italiano, in modi indegni e disonorevoli!” –
Il popolo, di cui anch’io faccio parte, ripete, grida, commenta, critica, denuncia:
“Via i politici truffatori, via le pensioni d’oro, via i lauti compensi ai parlamentari, via tutti i finanziamenti, le sovvenzioni, i rimborsi, i privilegi, via le immunità agli “onorevoli”, ai partiti politici, via tutte le auto blu, via tutte le scorte, via tutti i servizi gratis, via tutti i cosiddetti porta-…; via insomma tutta quella miriade di oboli personali (d’oro) che “Essi, i Magnifici Str…” si sono autoapprovati a loro immagine e somiglianza per i loro business, per i loro giochi lussuriosi e viziosi. Ed ecco che, appaiono all’improvviso (in questo sono ultrarapidi) le solite leggi ad personam emanate per scopi prettamente personali da questi putridi esponenti della cosiddetta “Alta Casta Italiana”!” –
Il popolo italiano inoltre chiede, pretende, (è un suo sacrosanto diritto) soprattutto in questo periodo di massiccia crisi immigrazione, più controlli onesti e giusti per tutti.
Invece, come ‘O Ciuccio che, cocciuto, non vuole bere, fregandosene dei fischi del padrone, allo stesso modo, i “Nostri Politici”, cocciuti, se ne strafregano delle proteste del popolo e logicamente la situazione italiana, già da tempo critica, caotica e contraddittoria, rimane, nonostante il malessere profondo e le innumerevoli lamentele dei cittadini, sempre più impantanata nel putrido e fangoso pantano della corruzione.
A peggiorare le cose poi ci si mettono anche l’ignoranza, l’imbecillità e l’assuefazione ipocrita alle ingiustizie e al malgoverno e nessuno, dico, nessuno ne parla più.
A volte può capitare che qualcuno completamente isolato (un semplice innocuo spaventapasseri e nulla più) esce allo scoperto dal tunnell della sua atroce sofferenza e protesta, grida, denuncia, ma, non ricevendo appoggio dalla massa, viene fatto subito tacere, con le buone o con le cattive e poi tutto lo schifo di idiozie pubblicitarie esibizioniste torna come prima, più di prima e nessuno ci fa più caso a quelle pesantissime croci che purtroppo ognuno porta sulle proprie spalle. Ogni povero cristo rimane quindi chiuso nel guscio di se stesso, dei propri dolori, delle proprie disgrazie e, mentre trascina a mala pena per conto suo la propria orribile croce, se ne strafrega, se ne fotte delle terribili croci degli altri poveri cristi come lui. E non gli si può dar torto in quanto ha ben altro di doloroso a cui pensare che preoccuparsi dei dolori degli altri.
Come diceva Pappagone: “Siamo vincoli o sparpagliati?” –
Oggi più che mai, in questa fiabesca Italia Unita, siamo sempre più sparpagliati, disuniti, disorganizzati, indifferenziati, amorfi, senza carattere, senza personalità, senza palle.
Ed i politici gongolano, si fanno le leggi apposta per loro, ad personam e se ne fottono del popolo che langue, irrorandolo continuamente di tante falsità, promesse al vento e questioni inutili, attraverso una stampa asservita ai loro poteri e voleri; organi d’informazione, tv, internet, giornalisti, dirigenti, mass media lecchini, servili e soprattutto dannatamente e sfacciatamente di parte, legati a questo o quel carrozzone politico ed organizzando dietro le quinte servizi giornalistici, talk show, conferenze, dibattiti, interviste o altre cazzate varie, per l’unico e solo scopo di fottere ed ingarbugliare ancora di più la mente dei cittadini italiani.
Insomma, nel bene o nel male (più nel male), tutti, dico e ripeto tutti siamo ormai da tanto tempo alla mercé di questi LADRI legalizzati ed intoccabili che, ma sazi, rubano ogni ora, ogni giorno, il danaro pubblico dalle Casse dello Stato versato dalle tantissime imposizioni fiscali illogiche ed ingiuste che gravano come una mastodontica Spada di Damocle, come una pesante e massiccia Croce sul popolo che non ce la fa più e che ormai rimbambito viene schiacciato e torchiato fino alla fine sia moralmente che fisicamente.
La stampa è diventata muta sui problemi più impellenti del popolo, mentre riempie a caratteri cubitali tutte le prime pagine dei giornali solo e soltanto su questioni inutili, su stupidi gadget, su questioni interne ai partiti e tra i partiti, su lotte di potere, ecc., ecc., che non interessano affatto i cittadini italiani che, purtroppo, devono, volenti o nolenti, subire questo stillicidio di notizie inutili e deleterie che non fanno altro che aumentare il disagio e la crisi.
Il ladrocinio colossale che affoga il popolo ormai non fa più scoop giornalistico.
Fa più notizia, ad esempio, lo shopping di lusso nei quartieri più “in” della capitale o di qualche altra città importante straniera della sig.ra tal dei tali, moglie del premier di governo, accompagnata dai gorilla della scorta, che il suicidio di un povero pensionato al minimo o della morte improvvisa di un tizio che si ritrova completamente sul lastrico, avendo perduto tutto per colpa di banche, tasse e governo.
Al parlamento pensano solo a come tenere  ben stretta, incollata il più a lungo possibile (poi va di moda l’assenteismo, ma questo è un altro lungo ed intricato discorso…) la comodissima e prestigiosissima poltrona parlamentare (insomma conservare la loro alta carica e rubare, sempre rubare al prossimo…), mentre in tutti i mass media si fissano solo su problemi secondari, squallidi ed inutili, come ad esempio i due schieramenti createsi l’un contro l’altro “armati”, per la questione, non ricordo bene, delle unioni civili, della famiglia, dell’unione legale o meno tra omosessuali, eterosessuali, ecc., ecc. (scusate, ma mi vengono i brividi solo a scriverlo…) obliando i veri problemi importanti del popolo che viene sempre più preso per il c… (per i fondelli).
Insomma, ripeto sempre il solito concetto anche in questi miei scritti: “I politici ed i loro servi organi d’informazione non se ne fottono, ma se ne strafottono del popolo!” –
La trasparenza, la chiarezza, l’informazione veritiera, la semplicità, ecc., ecc. sono dei concetti ormai astratti e lasciati solo sulle carte, sui documenti, sulle note a pié di pagine, nell’abnorme complessità delle inconcepibili e contraddittorie documentazioni burocratiche ed il povero cristo cittadino italiano sembra un condannato a morte che non sa quando, come e dove verrà eseguita la terrificante sua esecuzione capitale.
Cito ad esempio la questione dei modelli F23 o F24. Nessuna trasparenza, nessuna informazione preventiva, nessuna chiarezza. Il povero cristo non sa nulla ed alla fine sbaglia e viene sanzionato oppure qualcun altro riesce per fortuna ed in tempo ad informarsi da un professionista, da un ragioniere, da un impiegato ma, a volte, può capitare che per un servizio deleterio ricevuto, deve anche pagare e poi pagare prima il compenso e poi sanzioni, more, interessi, commissioni, tasse, sopratasse, carte, cartacce, cartelle, e…, mi pesa la testa e ‘o stommaco s’arravota…-
L’Italia è forse l’unico Paese al mondo in cui vige ormai da tempo il vergognoso “GRANDE GIOCO DEL CAOS”, nel senso che vince i posti più alti del Potere italiano chi riesce di più a trasformare semplici questioni in  problematiche caotiche, contraddittorie ed incomprensibili.
E’ un arte segreta, anche se schifosa, quella adottata dai nostri politici, governanti, amministratori e legislatori che riescono in men che non si dica a cambiare, non si sa con quale intruglio, formula chimica o fisica, una cosa semplice in un qualcosa di estremamente astruso, ingarbugliato, astratto ed enigmatico.
Si deve perciò dare atto ai nostri “Carissimi Onorevoli” nel vero senso del termine (all’anema ra palla), che in queste “delicate” questioni (prendere per i fondelli il popolo) sono bravissimi, credo da  primato mondiale.
Embé, quando ci vuole, ci vuole…; non possiamo sempre e solo criticarli…-
Ma torniamo, anzi ritorniamo a noi e ripetiamo forte, forte a squarciagola tutte le critiche, le accuse, le proteste, le denunce…; insomma tutte le lamentele, le grida di malcontento del popolo italiano contro quest’abominevole “Classe di autentico Malgoverno legalizzato”. Ce ne sono talmente tante di brutture che ogni giorno se ne scoprono di nuove… molto più obbrobriose ed inconcepibili delle precedenti; eh già, la fantasia truffaldina dei nostri politici non ha limite…; questi figli di … hanno il potere, anzi la capacità straordinaria di aggiornarsi in continuazione per abbabbuliare, prendere per il c… i cittadini (come i tecnici delle agenzie pubblicitarie: gli advertising manager), ma per quanto essi possano oscurare le loro malefatte trasformandole in stupidi gadgets pubblicitari, il tanfo nauseante ed asfissiante delle loro code di porco si espande a 360°. Non c’è più bisogno dei lecchini nei mass media e della loro martellante opera di rimbambimento dell’opinione pubblica. Il fango politico è talmente tanto ed à talmente evidente a tutti che non è possibile più nasconderlo sotto cumuli di fandonie.
Io, comunque, me ne fotto del silenzio vigliacco degli ipocriti organi d’informazione che sfornano solo falsità ed infamie, usando quasi sempre l’identico meschino linguaggio inconcepibile dei loro padroni politici e continuo imperterrito per la mia strada della ricerca e sensibilizzazione alle verità storiche.
Qualche testa di chiodo ciuccio, esibizionista e stupido (di questi tempi non manca mai), potrebbe obiettare accusandomi di voler ripetere sempre le stesse cose fritte e rifritte più volte in passato, il solito ritornello, la solita litania, la solita cantilena.
Ebbene sì, ben vengano le cose dette in passato, se servano a qualcosa di pratico che adesso non c’è…; se servano a cambiare le cose; se servano a sensibilizzare le masse ai problemi più urgenti da dover al più presto risolvere; repetita iuvant; le persone sagge e capaci capiscono all’istante; invece le persone stupidi, i coglioni, gli imbecilli, i falsettisti e i quaquaraquà hanno bisogno di un continuo martellamento nella loro mente per sperare che apprendano la lezione…-
La Verità Sacrosanta è che l’Italia (Il Paese che non c’è…) con l’istituzione della Repubblica (dal ’46 a tutt’oggi); con la brutale invasione ed occupazione savoiarda (dal 1860 ad oggi) è rimasta stremata, insanguinata, spaccata, fessurata, violentata.
E ripeto il concetto per le teste di chiodo: l’Italia è avvelenata, inquinata, insozzata, massacrata, infangata. (Vedi Terra dei Fuochi, quell’area della regione Campania tra Napoli e Caserta).
Le gravissime e letali malattie tumorali aumentano sempre di più, specialmente nei giovani.
Ma io mi domando: “Può un Paese essere definito giusto, civile, onesto, quando al primo posto si mettono sempre gli “Affari” loschi delle zozze industrie inquinanti e all’ultimo posto (anzi non vengono per nulla considerate) la vita, la salute, il rispetto, la dignità umana?” –
Ai miei tempi (mi riferisco agli anni ’30 – ’40) le campagne, i boschi nei mesi caldi brulicavano di cicale (quelle grosse e nere) che per tutta un’estate ti stordivano con il loro caratteristico canto frastornante e perpetuo; i campi arati brulicavano di uccelli; si notavano spesso le rondini che svolazzavano di qua e di là; a sera i pipistrelli volavano azzannando ogni specie d’insetti, soprattutto le zanzare.
Che bellezza, che colori, che melodie…, vere colonne sonore e soprattutto che profumi. La Natura, la nostra Madre Natura era viva, straordinariamente viva ed in perfetta salute.
Che peccato che tutto ciò, insieme con tantissime altre bellezze di un tempo ormai passato, sia così miseramente decaduto per colpa di esseri che pensano solo a se stessi, ai propri loschi interessi ed affari privati, al dio Danaro, al proprio business e se ne strafregano della “Vita Umana”, della “Salute Umana”, della “Nostra Madre Terra”…-
Ah com’era bella La Natura e la Vita gioiosa, semplice ed allegra di una volta.
Purtroppo mi è solo consentito rivivere in un fantastico ed immaginario sogno, nei ricordi più belli, quelle care emozioni del mio passato.
Ma, pur ch’io me ne rimembri con tanta passione ed orgoglio, mi duole tantissimo l’amara e cruda realtà di adesso e tutto rimane, purtroppo, in una copiosa discesa di lacrime sul viso, solo e soltanto un sogno, un’utopia, un’immaginazione, un ricordo lontano…”-
Tutto questo non esiste più.
Eppure questi nostri str… politici, prima di entrare al Potere, promettono sempre, promettono ed ancora promettono cambiamenti repentini per il benessere esclusivo del popolo e poi, poi nulla cambia e tutte le promesse cadono come foglie secche portate via dal vento dell’oblio…-
Chi sale, in un modo o in un altro agli alti posti del Potere con buone intenzioni è costretto, nolente o volente, ad adattarsi al marciume della corruzione politica ed a subirne inevitabilmente le amarissime conseguenze con una metamorfosi, un cambiamento profondo del proprio essere, altrimenti viene esonerato o peggio fatto fuori con quella solita falce infamante della possente macchina del fango della partitocrazia.
Entrare nei lussuosi e prestigiosi Palazzi del Potere Politico è come entrare in una terrificante Gabbia Infernale a contatto di una miriade di Demoni lussuriosi, viziosi ed assatanati abituati alla truffa, alla delinquenza ed alla meschina e zozza partitocrazia e tu , povero str… neoeletto, devi adattarti e sei purtroppo costretto a commettere gli stessi atti mostruosi della massa demoniaca politica e se, putacaso, vieni meno, so’ c… amari per te ed i tuoi cari…; vieni bollato per l’eternità ed allora ti ricordi, ti viene in mente l’ammonimento di tuo padre: “Stai lontano dalla politica; tu vuoi mettere sempre i puntini sulle “i” e quindi non sei fatto per fare politica; se entri nel calderone del Potere ti brucerai completamente; i politici sono persone abiette, false e corrotte e ti fanno credere ciò che loro vogliono!” -
Ed allora ripeto sempre più forte il mio grido di protesta:
“Politici ladri, truffatori, viziosi e delinquenti…, sapete cosa dovete fare? Impiccatevi! Ci avete rotto i c…; levatevi dalle p…; ci avete rovinati per sempre, in modo irreversibile!” -
Posso augurarvi solo una cosa: “Che siate maledetti per l’eternità e sprofondare nei più tetri abissi infernali, rimanendo lì a soffrire in eterno, soffocati da una miriade immensa di mostri demoniaci assatanati e allupati, tutte le pene più atroci possibili ed immaginarie dell’intero Inferno!” –

E così termino anche quest’altra mia trattazione riflessiva…

Chi tene ‘a volontà ‘e ‘ntennere, ha già ‘ntiso;
chi invece è tardo ‘e comprendonio, comme ‘o “ciuccio” che nun vo’ vevere, cape tuosto ‘e chiuove era e cape tuosto ‘e chiuove rimane.

Alla Prossima! –

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Martedì, 05 gennaio 2016

L’ITALIA: IL PAESE CHE NON C’E’

E’ iniziato un nuovo anno (2016) e, com’è mia consuetudine in questo sito web “Riflessioni – ieri, oggi, domani…”, continuo il duro lavoro di ricerche delle verità storiche, con lo stesso orgoglio, coraggio e passione di quello svolto negli anni precedenti, analizzando nuovi e sconcertanti eventi recenti e cercando di fare, quando è possibile, un confronto con avvenimenti simili del passato, sperando di trovare le cause che li hanno creati, il tutto esaminato, controllato ed analizzato in uno spirito del tutto libero ed autonomo, scevro da ogni forma di compromesso, sudditanza o appartenenza.
Purtroppo, come ogni anno (Similis cum Similibus; Corsi e Ricorsi Storici di G.B. Vico) dobbiamo a malincuore constatare che nulla è cambiato ed anzi stiamo sempre percorrendo quell’errata strada del “Male Assoluto” e dell’idiozia generale che ci sta portando inesorabilmente verso la FINE di tutto.
Non si arresta mai, infatti, quel Demoniaco Ciclo Infernale della produzione, commercio, vendita ed uso di Ordigni Bellici sempre più terrificanti e letali con le disastrose conseguenze delle GUERRE, che il più delle volte vengono messe in atto per motivi inesistenti intenzionalmente creati.
Tra i tantissimi mali che affliggono la nostra società italiana odierna, c’è la MALASANITA’, i cui casi obbrobriosi e vergognosi sono talmente tanti, ripetendosi continuamente ogni santissimo giorno ed in ogni parte d’Italia, che ormai non fa più notizia, non fa più scoop giornalistico.
Con un ipotetico congegno spazio-temporale, torniamo indietro al tempo di quella meravigliosa, pacifica e progredita Epoca Borbonica e facciamo un paragone della sanità di allora con quella di oggi.
Ci troviamo nell’incantevole Regno delle Due Sicilie: “Devo dire, con estrema sincerità, che tutto qui è perfetto. E’ tutta un’altra cosa; si ha la netta sensazione di stare su un altro pianeta; c’è tanto benessere per tutti ed ognuno svolge serenamente il suo compito come un efficientissimo motore di una macchina in cui ogni componente funziona alla perfezione;… poi d’improvviso la catastrofe…; dalla luce le tenebre; tutto cambia e dalle stelle più lucenti del firmamento al tempo di quei magnifici Re Borbone veniamo tutti scaraventati nel tetro precipizio a causa di una barbara inaspettata invasione nordista e la proclamazione della farsesca finta “Unità d’Italia” sino ad arrivare purtroppo ai giorni nostri nelle stalle più putride, fetide ed in rapido disfacimento regredito di tutto il territorio e la società italiana.” -
Sono venuto da poco a conoscenza di un bellissimo e significativo articolo “LA BUONA SANITA’ DEI BORBONE” apparso sul numero 111 di gennaio 2016 della rivista mensile Focus Storia e scritto dal nostro bravo giornalista GIGI DI FIORE.
Sono rimasto particolarmente colpito dai tanti particolari, frutto di ricerche serie prese da fonti assolutamente attendibili, in cui si mette chiaramente in evidenza la perfetta organizzazione sanitaria del Regno delle Due Sicilie con metodi di studio, ricerca, assistenza, visite, operazioni mediche, chirurgiche, specialistiche e tante, tante altre cose positive ed utili alla comunità, da far invidia alla stessa scienza medica dei giorni nostri.
Invidia? Non c’è confronto. Oggi c’è il peggio del peggio in tutti i campi, mille miglia lontani, anzi lontani anni luce dalla perfezione dell’antico Regno delle Due Sicilie.
Oggi la Sanità è completamente nel caos più totale, disorganizzazione, errori medici, trasporto a volte inesistente, visite ad capocchiam, operazioni eseguite nella più totale strafottenza e menefreghismo, eccesso di documentazione burocratica inutile e deleteria, attaccamento al vile danaro e mai alla salute del paziente ecc., ecc., ecc.-
Torniamo di nuovo al Regno delle Due Sicilie, con la nostra immaginaria macchina del tempo.
In quel periodo ottocentesco in tutta Europa imperversavano terrificanti malattie tra cui il vaiolo, la T.B.C. (tubercolosi), la spagnola, il colera, il tifo e tante altre.
Ebbene, in quel periodo tanto difficile in cui si cercava di arginare in tutti i modi il diffondersi dei terribili morbi, il Regno delle Due Sicilie (Regno borbonico) era tra tutti gli stati europei e tra tutti gli staterelli preunitari nordisti, il più all’avanguardia, il più attrezzato, il più organizzato.
Potremmo affermare senza ombra di dubbio che il Sud dei Borbone fu il precursore della moderna scienza medica e della pratica della vaccinazione, con tutta una serie di studi, ricerche, testi, guide mediche scritte da autorevoli dottori meridionali dell’epoca assolutamente all’avanguardia per quei tempi e da primato mondiale.
Non solo il numero degli ospedali, dei medici e chirurghi nel Sud Italia di allora era superiore a quello del Nord, ma anche le magnifiche ed ordinate strutture degli edifici, nonché l’alta qualità professionale medica era nettamente a vantaggio del Sud Italia e famosa anche all’estero.
Infatti, molti professori, medici, insegnanti, universitari, ricercatori, ecc., di tutta Europa e finanche dalla lontana Londra venivano a Napoli per imparare nuove tecniche e per seguire da vicino gli interventi di ostetricia, urologia, ecc. all’ospedale “Incurabili”, considerati “da manuale” in tutto il mondo. L’ospedale era anche Clinica Universitaria, ma anche tutti gli altri ospedali borbonici erano luoghi di scienza, oltre che di cura.
Torniamo alle statistiche: gli ospedali nel regno borbonico erano 80 e su una popolazione di circa 9 milioni di abitanti vi erano 9.390 medici e chirurghi.
Gli edifici ospedalieri erano stati magnificamente allestiti in prevalenza in antichi monasteri ed ognuno aveva diverse cliniche interne (ostetrica, chirurgica, oftalmica, ecc., ecc.); un perfetto servizio di economato per gestire gli acquisti; depositi per i farmaci ed uno sorvegliato per le droghe; annali; la “Grande e Sontuosa Farmacia Interna”, ecc., ecc.- Tutto, ripeto, in perfetta organizzazione ed estremo ordine. Altro che malasanità, prerogativa vergognosa solo di oggi e non di quei tempi.
All’Ospedale “Incurabili” del famoso dottor Salvatore de Renzi, c’erano 27 medici. I reparti erano divisi per sesso: 9 sale per i ricoverati uomini e 8 per le donne.
I medici venivano assunti per concorso, dopo aver ottenuto la “laurea”, firmata dal re in persona. Dopodichè si veniva assegnati ad una delle strutture.
Scriveva de Renzi: “Ogni sala contiene due file di letti a ciascuna delle quali è addetto un medico, un chirurgo, un aiutante di medicina e un altro di chirurgia, un impiegato detto capo-corsia per il vitto, la lingeria, la vigilanza alla nettezza e all’ordine, quattro servi per cura degli infermi”.
I Borbone furono i primi in Europa ad usare il vaccino ed a proporre una vera e propria campagna vaccinale per prevenire il vaiolo. Lo stesso Ferdinando IV e la regina Maria Carolina si sottoposero per primi alla vaccinazione per dare il buon esempio ed in quel periodo furono vaccinati un milione e 400mila persone.
Inoltre ogni comune del Regno borbonico aveva una Giunta di Vaccinazione presieduta dal sindaco e di cui facevano parte anche il parroco e tutti i medici locali. Si riuniva ogni settimana per vaccinare i bambini.
Parliamo adesso di un altro famoso personaggio all’ospedale “Incurabili” di Napoli: il professore Domenico Cotugno scrisse una moderna concezione della scienza medica, utilizzata con grande perizia a quei tempi, ma non al tempo d’oggi, in cui, ripeto ancora, vige solo e soltanto il caos in tutti i sensi.
In sintesi, ogni paziente andava curato come un “tutto” e non “a scompartimenti”.
Per combattere i ciarlatani o i falsi medici re Ferdinando II ordinò un prontuario farmaceutico per “invigilare e proibire i cerretani (ciarlatani), i ciurmadori delle discipline, gli spacciatori di perniciose sostanze al volgo apprestate per meschino guadagno”.
Inoltre furono promulgate speciali leggi per gli indigenti, tra le quali “il finanziamento di farmaci per i cosiddetti infermi poveri e sale negli ospedali adibite a gente di umile origine”.
Purtroppo, all’arrivo delle orde malefiche nordiste e dopo l’Unità d’Italia tutto questo ricco ed all’avanguardia patrimonio medico cadde in rovina sino all’esito vergognoso di oggi in tutta Italia.
Addirittura quei famosi, bravi ed esperti dottori e professori del Regno delle Due Sicilie, apprezzati, studiati e considerati “luminari” all’estero, dopo l’Unità d’Italia per continuare ad esercitare la loro professione di medico nel nuovo regno savoiardo furono costretti a sostenere umilianti, assurdi e ridicoli esami per il riconoscimento della loro laurea, in cui la firma del re Borbone ed i vari riconoscimenti all’estero non valevano più nulla.
In conclusione siamo passati dalle Stelle alle Stalle. Oggi facciamo solo pena. Dai primati italiani, europei e mondiali di allora siamo passati alla schifezza di oggi, in cui non risultiamo neanche all’ultimo posto delle classifiche mondiali. Siamo fuori classifica, insignificanti, inesistenti, zombie, fantasmi, ombre, onde riflesse. Siamo tutti ologrammi, come ha affermato Grillo nel suo discorso di fine anno, dal capo di Stato fino all’ultimo povero cristo del popolino.
E passiamo a discutere delle carceri borboniche e quelle di oggi.
Mi fa piangere quel Pann… che si lega con le catene e grida ai quattro venti che le carceri d’oggi sono super affollate ed in condizioni pessime e, per protestare “si dice” fa la fame, rimanendo addirittura “per me è una balla, una bufala giornalistica” senza cibo e senz’acqua per diversi giorni.
Io non ci credo, ma anche se così fosse (è per caso un Highlander, un Immortale? All’anema ra palla) dico e confermo che lui e tanti altri sono soltanto degli emeriti imbecilli.
Guardiamo invece, per un attimo, come i Re Borbone riuscivano a svuotare le carceri di migliaia di detenuti. Con leggi chiare e precise fu inviata una buona parte di carcerati in quelle isole della vicina Sicilia, del mar Ionio, Tirreno ed Adriatico donando loro la piena libertà zappando, coltivando e rendendo produttive quelle terre rimaste in passato incolte, abbandonate e disabitate; dando loro anche un lauto aiuto per la costruzione della casa e per formare famiglia.
Ma proseguiamo nella trattazione di questo argomento con ordine e un po’ più nei dettagli…-
Anche qui, come nell’altro articolo precedente, sono venuto a conoscenza di un bellissimo e significativo articolo “LE ISOLE DEI BORBONE” apparso sul numero 110 di dicembre 2015 della rivista mensile Focus Storia e scritto sempre dal nostro bravissimo giornalista GIGI DI FIORE.
Un decreto del Re Borbone nel 1771 istituiva le colonie borboniche delle isole Tremiti, di Ventotene, di Ustica, di Lampedusa.
La legge concedeva uguali benefici sia ai coloni volontari sia ai delinquenti trasferiti su quelle isole, sia a quelli scelti tra la gente povera o disoccupata.
A ogni colono che si impegnasse a rendere produttive quelle terre veniva assegnato un terreno dove costruire una casa, insieme con 5 tomoli (circa un ettaro e mezzo) di terra coltivabile. Ognuno riceveva poi strumenti agricoli, promesse di aiuti ed incentivi economici, come un piccolo capitale per 3 anni per superare le eventuali difficoltà dei primi tempi. I coloni che invece preferivano dedicarsi al mare ricevevano i cosiddetti “ordigni necessari per la pesca”. Inoltre tutti erano completamente esentasse per 3 anni.
Per far fronte in seguito ad alcune liti e contenziosi che si svilupparono tra coloni, il Re Ferdinando IV dispose: “Ogni usurpazione e frode può far espellere dall’isola i coloni infingardi affinché non fussero di esempio e di peso!” –
Per fortuna i cosiddetti “infingardi” furono pochi e molto di quanto, ancora oggi, si ammira in queste isole, vere perle del Mediterraneo è dovuto alla saggezza dei Re Borbone ed al lavoro dei coloni. Purtroppo dall’Unità d’Italia ad oggi tutto ciò che di buono, utile e bello è stato fatto nel Regno borbonico delle Due Sicilie viene continuamente ignorato, offeso, denigrato, rinnegato, obliato e falsificato.
Passiamo ora alla trattazione di alcune isole del nostro mar Mediterraneo all’epoca dei Re Borbone, come viene descritto dal bravissimo Gigi Di Fiore nel suo esauriente articolo della rivista Focus Storia.
ISOLA DI SANTO STEFANO - Nel 1761 l’architetto Francesco Carpi, su commissione del Re Ferdinando IV di Borbone, progettò e realizzò su questa piccola isola un imponente carcere (“edificio circolare”) con 99 celle, di cui ancora oggi si possono apprezzare le monumentali strutture. Esso rimase in uso anche dopo l’Unità d’Italia e sotto il fascismo, fino alla chiusura avvenuta nel 1965.
L’architetto Carpi prese come esempio il modello del “Panopticon”, il cosiddetto “carcere ideale” ideato dal filosofo inglese Jeremy Bentham, che permetteva a pochi guardiani di controllare tutti i prigionieri.
ISOLA D’ISCHIA – Nel 1853 Re Ferdinando II di Borbone decise di trasformare il lago interno di Ischia in un porto sicuro con l’abbattimento della sottile striscia di terra che separava il lago dal mare aperto. Con il porto, inaugurato il 17 settembre 1854, vennero costruite anche nuove strade per collegare l’approdo stesso ai centri dell’isola. Strade che ancora oggi servono i turisti che visitano Ischia.
ISOLA DI USTICA – Durante la colonizzazione borbonica vennero costruite su quest’isola due Torri di Guardia: Torre Santa Maria e Torre Spalmatore, non distanti dai due fari. Comunicavano con le Torri siciliane per lanciare l’allarme in caso di attacco dei pirati.
ISOLA DI LAMPEDUSA – Nel 1839 i Borbone, per 12mila ducati, acquistarono l’isola dall’inglese Alessandro Fernandez. Con la colonizzazione borbonica anche quest’isola risorse a nuova vita, nuovo progresso, nuove opere, nuova bellezza, uscendo definitivamente da quell’isolamento e depressione economica in cui era rimasta per secoli, prima dell’avvento dei Re Borbone.
ISOLE DELLE TREMITI – La colonia borbonica alle Tremiti fu un vero trionfo: gli sbarchi di intere famiglie furono numerosi e la popolazione soprattutto dell’isola San Nicola aumentò in maniera massiccia; arrivavano con moglie e figli da Ischia, Procida, paesi vesuviani, ecc. – Sull’isola San Nicola venne istituito un conservatorio-scuola, dove vivevano ragazze minorenni figlie di coloni che lo lasciavano solo al momento del matrimonio. Ancora oggi alle isole Tremiti, che fanno parte della regione Puglia, si sente molto chiaramente soprattutto nel dialetto locale l’eco della parlata napoletana.
ISOLA DI PONZA – Con la colonizzazione borbonica arrivarono sull’isola dai paesi vesuviani, in particolare da Torre del Greco, molti pescatori e raccoglitori di corallo. Il regolamento era uguale per tutti i coloni: “… dovendo rendere abitabili ed in stato di coltura le isole deserte ed incolte, venivano concesse in enfiteusi (locazione) perpetua i terreni assegnati…”. A chi non aveva i mezzi, si concedeva di pagarsi la costruzione della casa con rate annuali. Ai coloni spettava una parte delle rendite ricavate dallo sfruttamento dei terreni sull’isola. E, tra i tanti benefici, i coloni avevano un medico condotto completamente gratis.
ISOLA DI FAVIGNANA – Nel 1841 una delle più importanti famiglie del Regno delle Due Sicilie, i FLORIO, prese in affitto dai Pallavicini di Genova l’antica tonnara di Favignana. La famiglia Florio portò ben presto quell’attività ai massimi livelli delle sue potenzialità e inventò persino il moderno tonno in scatola, ristrutturando poi completamente tutto lo stabilimento (32.000 metri quadri) con ciminiere, edifici, reparti, grandi ambienti con tecnologie assolutamente all’avanguardia unite all’antichissima tradizione della tonnara risalente alla dominazione araba. Fu un immenso successo l’attività industriale della tonnara di Favignana ed il merito va, come sempre, esclusivamente ai Re Borbone e alle famiglie borboniche.
ISOLA DI LIPARI – Con la colonizzazione borbonica la pietra pomice di Lipari fu sfruttata egregiamente a livello industriale dal 1825 con un enorme successo a livello mondiale. L’attività estrattiva dalle cave nel periodo dei Re Borbone fu intensissima e l’alta qualità della pietra pomice bianca di Lipari destinata al commercio era apprezzata ed esportata in tutto il mondo, finanche in Inghilterra, in Russia e negli Stati Uniti.
In conclusione,… O VOI carissimi lettori di questi fogli e di tutto ciò che, con tanto orgoglio, continuo ad apprendere da Gigi Di Fiore, dal capitano Alessandro Romano e da tantissimi altri nostri bravi compatrioti neoborbonici in riferimento alle miriadi di primati, iniziative e magnificenze di quella splendida oasi del Regno delle Due Sicilie e dei Re Borbone,… non sentite il bisogno di esplodere tutta la verità che, per troppo tempo, vi è stata negata? Non avvertite, dal di dentro, nel vostro io interiore quello “spirto guerrier ch’entro vi rugge”? Non percepite quella voglia sacrosanta di gridare a squarciagola a tutti: “Viva! Viva! Viva ‘O Rre Borbone! ‘O Rre nuosto! Questi Re Borbone sono stati veramente dei Re meravigliosi, dalle virtù e capacità eccezionali, saggi, intelligenti e soprattutto bravissimi a governare con giustizia, onore ed onestà. Nessun altro capo di stato, principe, imperatore, presidente, re o altro è stato capace di tanta magnificenza nel corso della Storia come i Re Borbone.” -
Ed Oggi? Oggi!? Sono tutti fannulloni, cicerinelli, truffatori, traditori, incapaci, ecc., ecc., (sarebbe troppo lungo elencare tutti i loro vizi, difetti e fecciume…) e, a volte in mezzo a loro, spuntano anche degli ipocriti e nauseanti piagnucoloni incapaci, veri “italioti” come il ministro Orlando del periodo postbellico ’15 – ’18 tornato a mani vuote dalla conferenza di Parigi e l’ex ministro Fornero della precedente legislatura alla “montiana”. Oggi in prima pagina delle cronache giornalistiche appare in “bella mostra” il famoso “Boschetto” alla “Renziana” con tanto di “movenze”, “sorrisetti” “spacchi” e squarci”…, come a dire: “Cittadini! State sereni, in quanto continuo a prendervi per i fondelli…!” –
Oggi è sempre la stessa solita farsa, la stessa solita noia, gli stessi “ologrammi”, le stesse “fetide copie”…: la “Renziana” tale e quale alla precedente “Montiana”, alla “Lettiana”, alla “Berliana”, alla “Prodiana”, alla “Scalfariana” e così via andando indietro nella notte dei tempi sino a scovare gli altri precedenti capi di governo e presidenti…-
Similis cum similibus... nulla mai cambia e,.. possono cambiarsi le mantelline, le sciassine, le casacchine, le giacchettine, le "mutandine", i “pannoloni”…; chi ha “lo spacco” dietro, chi lo tiene davanti, chi a destra, chi a sinistra e poi, tra matrimoni, divorzi, cerimonie, feste e festini, discussioni tra di loro, tutti i politici al governo promettono di cambiare le carte; garantiscono di variare l’ordine (direi il disordine) degli addendi, ma alla fine rimane sempre quella solita putrida, fetida sostanza di malgoverno e questo è sotto gli occhi di tutti... ed è inutile negarlo...-  
Ad ogni legislatura salgono altri str… ai posti alti di governo e subito emanano leggi a loro ed escusivo interesse: Leggi ad patrem, ad filius, ad parentibus..., ad pater familias, finanche ad spiritus Sanctus,  etc, etc, etc...-
Ok! Ok! A me stu' cap'e guverno, stu’ cap’e c…, me pare proprio na Cicerenella seguita ra na vranca 'e vaccarelle assatanate e allupate..., pronte a succhiare sangue e a spolpare fino all’osso i poveri cristi che si fanno abbabbuliare dalle fesserie, dalle cazzate, dalle stronzate, dalle false promesse di tutta questa mandria di farabutti che teniamo nei lussuosi Palazzi del Potere italiano …-
E, come paragone, riporto alcuni versi della stupenda filastrocca popolare napoletana (Cicerenella) scritta da autori ignoti nel XVIII secolo:
"Cicerenella (“Renzianella”) teneva 'na Vacca (“Boschetto”)
c'aizava la coda e mustrava la 'ntacca,
ma nun teneva né ossa né pelle,
chesta è la Vacca de Cicerenella!"

Chi ha volontà d’intendere, ha già inteso! Gli altri rimarranno sempre cape 'e chiuove tuoste.

Alla Prossima –

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